TUTTO PRONTO PER TAORMINA GOURMET 2018 dal 27 al 29 ottobre

La sesta edizione di Taormina Gourmet, l’evento di punta organizzato dal giornale on line Cronachedigusto.it, in programma dal 27 al 29 ottobre all’Hotel Villa Diodoro a Taormina,  debutta con due appuntamenti di presentazione a Roma e Milano.

Anche quest’anno la kermesse che focalizza “tutto il buono del mondo”, ospiterà le migliori cantine italiane (e non solo), Chef, aziende agroalimentari d’eccellenza, birrifici artigianali apprezzati in tutta Italia e tanti Giornalisti invitati a raccontare le straordinarie peculiarità ed i punti di forza del sistema agroalimentare italiano.

Nomi di fama nazionale ed internazionale renderanno unica l’edizione 2018, a partire dalle conferenze stampa di presentazione che quest’anno si terranno a Milano e Roma. La prima conferenza stampa si svolgerà a il 3 ottobre a Roma presso la sede della Stampa Estera di via dell’Umiltà alle 16,30, mentre la seconda si terrà lunedì 8 ottobre alle 18 presso Eataly Smeraldo di Milano, alla presenza di Oscar Farinetti.

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Durante le conferenze Fabrizio Carrera, ideatore di Taormina Goumet e direttore responsabile di Cronachedigusto.it, svelerà i dettagli della tre giorni, confermando i nomi di produttori di vino, chef ed esperti di agroalimentare che parteciperanno all’evento.  Protagonisti in questa doppia presentazione a Roma e Milano saranno anche alcune cantine, alcuni birrifici artigianali, le aziende agroalimentari ed alcuni Consorzi di tutela come il Parmigiano Reggiano DOP, il Pomodoro di Pachino IGP, Aceto Balsamico di Modena IGP. Tra gli sponsor dell’evento saranno presenti a Milano e Roma Banca Intesa San Paolo e Consorzio Ricrea.

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A Taormina ci sarà spazio anche alla ristorazione di alta qualità con cooking show affidati a chef di grande esperienza. Tra le iniziative in programma, la terza edizione del Sicilian Wine Awards, il concorso che premia i migliori vini siciliani valutati da una giuria d’eccezione presieduta da Daniele Cernilli, alias Doctor Wine.

Una cena di gala ospiterà tre Chef Michelin per un’esperienza enogastronomica indimenticabile. Taormina Gourmet quest’anno si organizza in collaborazione con la Vinitaly International Academy e alle presentazioni del 3 e dell’8 ottobre presenzierà Stevie Kim, managing director di Vinitaly International.

 

Lo Chef Joseph Micieli trionfa a La Prova del Cuoco con il suo Dulcis in Cous Cous

A mezzogiorno meno qualche minuto, lo chef di Punta Secca, in provincia di Ragusa, Joseph Micieli anche quest’anno, ha fatto il suo ingresso negli studi televisivi de La Prova del Cuoco su Rai Uno, accanto alla nuova conduttrice Elisa Isoardi.

A trionfare è stato Dulcis in Cous Cous, dessert che lo Chef ha ideato quest’estate ed è inserito nella carta del suo ristorante Scjàbica Cuoco Pescatore a Punta Secca.

È un piatto della memoria per me. – ha spiegato Joseph ad Elisa Isoardi – a casa, ad incocciare il cous cous ci pensava mia nonna ed io a guardare tutti quei movimenti lenti e decisi che mi affascinavano. Il cous cous si incoccia con poca acqua, per dare l’idonea granulometria alla semola . È un dessert che nasce in un infuso di arancia, va ricordato però che la quantità del brodo deve essere il doppio rispetto al peso del cous cous. Ad ingentilire il piatto, innanzitutto spezie ed essenze tra le quali succo di limone, cannella, chiodi di garofano e un po’ di zucchero. All’interno del cous cous, granella di pistacchio e cioccolato. Sulla parte superiore una panna allo zafferano e sulla base del piatto la salsa ai frutti rossi”.

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Terminato il tempo riservato all’esecuzione del piatto, è toccato ad Elisa Isoardi, nella veste di giudice, assaggiare e decretare il vincitore, che è risultato essere proprio il nostro Joseph Micieli, per l’innovazione del dessert proposto.

Meravigliosa esperienza! – Ha dichiarato a caldo Joseph Micieli, al termine della puntata – ho scelto di presentare un dessert a base di cous cous perché è un piatto opulento e ricco di materie prime siciliane. Lo considero il dolce a cui mia nonna si dedicava maggiormente la domenica, per il pranzo di famiglia, e l’ho reso una carta geografica della mia terra, grazie alle importanti materie prime che ne sono l’essenza. Il cous cous è Sicilia, è Mediterraneo, è la nostra storia. La Prova del Cuoco – conclude Joseph – è una grandissima palestra in cui misurarsi e che regala grandi soddisfazioni. Felice di poter tornare in trasmissione portando ancora all’attenzione del pubblico televisivo la provincia di Ragusa e le bellezze che custodisce.

Montalbano docet… 

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Gourmet Expérience: le sinestesie dello Chef Carmelo Trentacosti che incontrano lo Champagne Steinbrück

Il valore umano, il carisma, l’estro compositivo, la detonante genialità, l’espressività artistica dell’Executive Chef del Grand Hotel Villa Igiea Palermo MGallery by Sofitel, Carmelo Trentacosti incantano ogni volta come fosse l’unica. Un sogno che si perpetua a Villa Igiea ogni sera, nelle sale e nei dehors del ristorante Cuvée du Jour, il diamante dello Chef, il fulcro della sua ricerca fine dining.

L’estetica del gusto, il ritmo della stagionalità, la seducente attitudine ad ammaliare i sensi attraverso l’epica dei sapori, delle trame, della letteratura del gusto siciliano filtrata dalla sensibilità dello Chef Trentacosti.

Martedì 25 settembre alle ore venti, presso il Grand Hotel Villa Igiea, andrà in scena un nuovo  percorso sensoriale inedito e travolgente, in collaborazione con la prestigiosa Maison  Steinbrück, alla presenza dell’Ambasciatore dello Champagne, il Barone Roberto Beneventano Della Corte.

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Il sontuoso menù ideato dallo Chef Carmelo Trentacosti per celebrare gli Champagne selezionati dalla Maison Steinbrück

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Aperitivo a passaggio

 

Cannolo croccante con mousse di caponata e mandorle

Gelato ai ricci di mare e cialdina di pane soffiata

Raviolo aperto di seppia con gambero rosso e caviale

Tocchetto di tonno pinna gialla con bottarga e cipolla rossa in agro

 

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Amouse bouche al tavolo

 

Finto baccello di piselli

 

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Antipasti

 

La nostra baby parmigiana

Filetto di sgombro in “insalata pantesca”

 

Primi

 

Raviolo fondente di sarde, finocchietto selvatico e crumble di pane di Tumminia

 

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Secondi

 

Triglia a beccafico, crudo di scampi e salicornia

Piccione in dolce cottura con purea di mela cotogna, pinoli e chinotto

 

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Pera e rhum

 

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Dessert

 

“La mia Sicilia”

Bavarese al pistacchio, soffice di ricotta e cannella

 

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Per info e prenotazioni:

tel. 091 6312111

 frontoffice-villaigiea@amthotels.it 

concierge-villaigiea@amthotels.it.

 

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Il Pastry Chef Andrea Tortora all’11esima edizione di “Culinaria – Il gusto dell’Identità”, la prima “Biennale di arte e cibo”, un incontro tra chef ed artisti in programma il 29 e 30 settembre a Roma

Arte e Gusto: a Culinaria 2018 artisti e grandi chef uniti insieme per dare forma alla sensorialità

Artisti e chef uniti in un’unica dimensione creativa, uno scambio di idee sul fronte artistico e su quello gastronomico: l’11esima edizione di “Culinaria – Il gusto dell’Identità” – organizzata dallo chef romano Francesco Pesce e Fabrizio Darini, e curata da GMGProgettoCultura – è una “Biennale di arte e cibo”, in esposizione sabato 29 e domenica 30 settembre nello spazio Wegil di Roma (Largo Ascianghi 5), nel cuore di Trastevere. Quest’anno la manifestazione – che richiama da sempre nella Capitale il gotha dell’enogastronomia italiana e internazionale – propone un percorso con omaggi degli artisti agli chef e viceversa. Opere e piatti, sul filo di suggestioni e ispirazioni reciproche, daranno vita a realizzazioni inedite e originali, con incontri, installazioni, video, foto: una mostra ispirata dai sapori d’arte e di cucina, ricca di contaminazioni, percorsi percettivi e degustazioni.

Andrea Tortora, alla guida della pasticceria del St. Hubertus (3 stelle Michelin) del Rosa Alpina Hotel & Spa di San Cassiano (Val Badia), maestro dei lievitati d’autore, si confronta sul tema del principio di sottrazione e dell’acqua con Pere Gifre, artista e ingegnere spagnolo con base a San Francisco specializzato in progetti di scultura, scenografia, interior design ed architettura industriale: una massa lievitante creata da Tortora si insinuerà e attraverserà, durante i giorni della manifestazione, un’installazione scultorea cromata pensata da Gifre, rappresentando così un pasto dove il nutrimento è dato dal tempo, fermato ed espanso secondo il volere della natura.

 

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Il Pastry Chef Andrea Tortora ritratto da Daniel Töchterle

L’evento vuole celebrare lo slancio creativo dell’arte, della cucina e la trasformazione della materia secondo processi che si basano su regole e conoscenze precise, ma anche sull’intuizione e sulla riflessione concettuale: fattori che accomunano la realizzazione delle opere d’arte a quella dei piatti dei grandi chef. Ed è per raccontare questo scambio di visioni e di interpretazioni che la kermesse presenterà performance dal vivo e realizzazioni in cui la poetica degli artisti viaggerà in parallelo a quella degli chef coinvolti, attraverso interazioni da cui far emergere un preciso “stile personale”, leitmotiv di tutta la manifestazione.

Il percorso creativo, con la curatela di GMGProgettoCultura, ruota intorno a quattro filoni tematici che sono il risultato di 16 incontri tra chef italiani e internazionali con artisti di fama mondiale, i quali, confrontandosi gli uni con gli altri, hanno ideato espressioni artistiche che in modo del tutto spontaneo hanno fatto perno su: l’elemento spirituale, la profondità del mare, la condivisione e l’interazione dell’opera con il pubblico. Da ricerche in comune sulle loro storie e sui linguaggi personali, è nata così una mappa sul senso profondo del nutrire e del nutrirsi, fatta di memorie, identità e nodi interiori, che emerge dalle opere pensate insieme e grazie ad esibizioni sul palco in sessioni di 45 minuti.

LA KERMESSE. Negli spazi di “Culinaria 2018 – Biennale di arte e cibo”, come in un museo temporaneo, si alterneranno esibizioni ed eventi artistici e gastronomici. Durante la manifestazione il fotografo parigino Thomas Duval presenterà per la prima volta in Italia le foto del progetto “Bondage Vegetale”. Oltre alle aree dedicate alle esposizioni delle opere, nell’auditorium “Spazio d’azione” verranno accolti gli incontri live tra chef e artisti, nella sala “Gestualità” verranno ospitate videoinstallazioni relative alle eccellenze gastronomiche del Lazio, e nello spazio all’aperto “Teatro delle braci”, tra fuochi, gesti primordiali e improvvisazioni, verranno proposte cotture arcaiche e dimenticate.

“La nuova edizione di Culinaria è un’installazione sempre in movimento, la cui ambizione è quella di rendere i visitatori partecipi dell’esperienza narrativa che si cela dietro la realizzazione di ogni opera di alta cucina e di produzione artistica – spiegano gli organizzatori Francesco Pesce e Fabrizio Darini –. Abbiamo l’obiettivo di lanciare uno sguardo sul futuro della gastronomia per anticiparne le possibili interazioni che, nei prossimi anni, si svilupperanno con le diverse espressioni artistiche. Roma, città che può contare su secoli di storia e cultura, è oggi un contenitore aperto a collettivi artistici dove la proposta di nuove sinergie può trovare terreno fertile. E lo spazio Wegil, con lo stile razionalista dell’ex palazzo Gil, dove è accolto, pienamente esaltato dal restauro col quale è stato reso di nuovo accessibile al pubblico, è una location dal forte impatto visivo perfetta per accogliere lo spirito di una mostra di arte e cucina”.

CHEF & ARTISTI. Oltre ad Andrea Tortora, parteciperanno Gianfranco Pascucci del Pascucci al Porticciolo di Fiumicino (1 stella Michelin) e l’artista Ria Lussi, dalla poetica intensa e luminosa, proporranno opere fotografiche e vitree ispirate al mondo marino. Anthony Genovese, chef de Il Pagliaccio di Roma (2 stelle Michelin) e Barbara Salvucci, nota per le sue sculture in resina e trame di metallo, presenteranno un’installazione realizzata a quattro mani, esaltando sapori e forme in un unico scenario essenziale, dove l’opera simula uno spazio sacro. Instancabile sperimentatore, Roy Caccerei, chef del ristorante Metamorfosi di Roma (1 stella Michelin), e Franco Losvizzero, video-artista e maestro nelle sculture meccaniche, porteranno in scena l’installazione Finestra-Minestra, creata per l’occasione e pensata per l’interazione con il pubblico. Francesco Apreda, chef dell’Imàgo dell’Hassler Hotel di Roma (1 stella Michelin), presenterà in esclusiva la lingua in sanguinaccio di ricci di mare, un piatto pensato in passato ma mai proposto, nell’ambito dell’installazione Vulcano ideata dall’artista Matteo Giuntini: una stanza intima, fatta di luce soffusa su oggetti e dialoghi visivi, che parla di creatività e stupore, di idee, sogni, esperienze e viaggi con suggestioni legate al mondo della magia. Il minimalismo della cucina modernista di Giuseppe Iannotti del Krèsios di Telese Terme (Benevento, 1 stella Michelin) trova in un’elaborazione sull’idea di bellezza tra Oriente e Occidente un punto d’incontro con la ricerca sul vuoto su cui si fondano le tessoforme in filo metallico di Giuseppe Guanci: lo chef e l’artista proporranno una performance in cui una Venere sdraiata è coperta da una veste di pietanze che verranno lentamente sottratte e la bellezza della scultura svelata. L’artista Davide Dormino – la cui ricerca di materiali come il marmo, il bronzo ed il ferro è incentrata sulla monumentalità del processo esecutivo e su tematiche imprescindibili per l’Uomo – dialoga con la poliedrica chef Cristina Bowerman, che a Trastevere è di casa col Glass Hostaria (1 stella Michelin), in una performance in cui il pubblico presente dialogherà in uno stretto rapporto di condivisione ed equilibrio.

Adriano Baldassarre de Il Tordomatto di Roma (1 stella Michelin) – chef romantico che unisce classicità e tecnica di rigore francese a un’elaborazione creativa, intima e familiare – collaborerà con Carlo Carfagni, artista, regista e videomaker. L’americano Tim Butler, protagonista della nuova scena culinaria thailandese con il ristorante Eat Me di Bangkok, si confronterà con la poetica dell’architetto, pittore e scultore romano Massimo Catalani sul tema dei mammiferi marini e del più umile dei pesci in cui traspare la testimonianza del sentimento di amore per il pianeta. Mauro Uliassi, del ristorante Uliassi di Senigallia (Ancona, 2 stelle Michelin), presenterà un’introspettiva con l’affermato fotografo Lorenzo Cicconi Massi. Cristiano Tomei, re del ristorante L’imbuto (1 stella Michelin) del Lucca Center of Contemporary Art, dove gli ospiti mangiano circondati dalle opere in mostra, in un omaggio ad Andrea Salvati, tragicamente scomparso nel 2017 dopo anni di collaborazioni con i più grandi nomi della cucina italiana. I dolci di Walter Musco della pasticceria Bompiani di Roma – lui stesso ex gallerista e sperimentatore di contaminazioni con l’arte in linee di dessert ispirati alla pittura, alla scultura e al design – incontreranno Francesca Romana Pinzari, artista che lavora con video, installazioni, performance, scultura e pittura in opere polimateriche, caratterizzate per l’utilizzo di elementi organici, che indagano il rapporto tra uomo e natura. Fabrizio Mantovani, chef e patron del FM con Gusto dello storico Hotel Vittoria di Faenza (Ravenna), e Matteo Monti, anima negli ultimi anni del Rebelot di Milano, insieme al collettivo Kitchen Super Ero (composto daTania Zoffoli, Enrico De Luigi, Donato D’Antonio, Paolo Geminiani). Gli chef Benedetto Rullo, Lorenzo Stefanini e Stefano Terigi del Giglio di Lucca, con la loro cucina fatta di contaminazioni e contrasti dirompenti, esploreranno le connessioni tra cibo e fashion con Nicoletta Lanati, titolare della Starlight di Luisago (Como), società attiva nel mondo del tessile da più di trent’anni: in un’esibizione dal vivo verrà presentato Ostrica al rogo, il piatto creato dagli chef sul tema Donne in guerra della prima edizione del trend-book foodINfashion, di cui la Lanati è art director. Si gioca in famiglia la proposta dell’astro nascente della gastronomia austriaca Lukas Mraz, del Mraz & Sohn di Vienna (2 stelle Michelin), insieme al fratello Manuel Mraz, pittore, in una performance dal vivo su un piatto della tradizione romana rivisitato. Paolo Lopriore de Il Portico di Appiano Gentile (Como), con lo storico della gastronomia Luca Covoni (docente di Storia e cultura della cucina italiana ad ALMA, la scuola internazionale di cucina italiana), saranno impegnati in una ricerca comune sulle radici antropologiche del nostro stare a tavola, illustrano la cucina circadiana con pesi artigianali, in un percorso verso il rispetto dei ritmi fisiologici dell’organismo.

LA LOCATION. L’edificio adiacente a Viale di Trastevere, realizzato dall’architetto Luigi Walter Moretti nel 1933 e chiuso nel 1976, è stato riaperto alla fine dello scorso anno come hub polivalente per accogliere mostre, convegni, eventi e come punto di riferimento per la nascita e lo sviluppo della creatività, della riscoperta delle eccellenze culturali ed enogastronomiche. Una location ideale, nel rione cittadino storicamente più legato alle sperimentazioni dei gruppi artistici della Capitale, che nei suoi spazi durante i due giorni di Culinaria 2018 ospiterà anche aziende selezionate tra i produttori Arsial (Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio) e le loro proposte per le degustazioni. Nell’area dedicata allo street food sarà infine possibile assaporare piatti e diverse specialità birrarie dagli espositori presenti: Steccolecco, The Bbq & Smoke Project, Interbrau, Maccheroni Express, Opificio del Sapore.

Culinaria – Il Gusto dell’Identità
29 e 30 Settembre 2018
Orari: 10 – 22

Ingresso gratuito
Wegil – Largo Ascianghi 5 – Roma
http://www.culinaria.it

 

photo credit Daniel Töchterle

Terrazza Costantino: talento e ricerca in ascesa

Dell’epopea di Agatocle e Dinocrate tra Caltavuturo e Scalfani, delle dominazioni arabe, normanne e aragonesi, a Terrazza Costantino resta l’enfasi, la passione ed il patrimonio culturale del gusto siciliano, che nei secoli ha saputo valorizzare le contaminazioni e gli ingredienti, ampliando orizzonti e sensorialità.

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Lo chef Giuseppe Costantino sceglie di mettere in luce ed investire in un territorio che è fulcro dei circuiti palermitani, ed ha saputo creare un polo di valorizzazione enogastronomica nel cuore del Parco delle Madonie. 

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Attorno al ristorante Terrazza Costantino ruotano cantine storiche ed in ascesa, produttori di unicità agroalimentari, selezionatori dell’espressiva biodiversità del territorio, ed inizia a fiorire a Scafani Bagni anche un indotto di piccola imprenditoria.

Basta lasciare l’autostrada A19 Palermo Catania a Tremozelli, e proseguire per una decina di km quasi fino a Caltavuturo, sarà divertente per chi ama la guida sportiva. Ancora otto km per Sclafani, attraverso paesaggi incontaminati, incontri bucolici e la piacevolezza di accarezzare il vento che sa di essenze officinali.

È il sorriso di Ilenia ad accoglierti ed a condurti nell’atmosfera che ti riporta ai salotti siciliani d’un tempo, impreziositi da ceramiche e vetrine che qui anticipano i distillati da fine pasto. Ricerca, sensibilità artistica e compositiva: lo chef Giuseppe Costantino espone brillante tecnica, incisività stilistica e devozione al cliente. Solo dodici i coperti, un atto di estrema cura ed attenzione per chi sceglie di lasciarsi ammaliare da uno dei due menù degustazione:

Madonie e Valle dell’Himera, terra e mare, in un angolo di Sicilia che ha boschi, granai, vigneti, orti e mare appena oltre l’orizzonte.

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La parmentier di benvenuto ha una trama eterea ed intersecata dalla verve della rucola selvatica, i pani in degustazione nascono da farine autoctone molite sartorialmente, per raccontare la dolcezza fruttata del grano Perciasacchi e la sua nuaces aurea.

La melanzana, in mousse e chips, dona carisma al cannolo: ricotta di capra e la quintessenza mediterranea del gazpacho “matarrocco” e del basilico. Compiuta sintesi d’estate.

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Il Sommacco siciliano – sumac – appartiene alla famiglia degli anacardi, specie diffuse in Asia arricchiscono i masala indiani e lo Chef ne esalta le proprietà antiossidanti ed ipoglicemizzanti nell’ideale abbinamento agli gnocchi al tartufo di stagione.

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Le carni ragusane brillano della loro carismatica qualità e grazie alle cotture magistrali, si specchiano nei donanti abbinamenti:

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peperoni e mousse di olive nere passuluna per il sublime pollo modicano e funghi di ferla – cardoncelli – per la scottona.

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Pesche e verbena a dare tridimensionalità al sorbetto al limone, etereo, esperidato e mantecato ad arte.

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La piccola pasticceria siciliana e la carta dei caffè mono-origine esprimono l’essenza dell’indimenticabile accoglienza a Terrazza Costantino, anche i piccoli frutti antichi donano la percezione della missione dello Chef: custodire ed essere interprete ed ambasciatore dei valori di Sicilia.

La carta dei vini valorizza il territorio, ma contempla una selezione nazionale ed internazionale. Ricarichi onesti e la possibilità di un percorso degustazione di quattro calici a venti euro.

I due menù degustazione proposti da sette portate ciascuno a trentasei euro.

Possibilità di pernottamento nella Suite.

 

Ristorante Terrazza Costantino

Chef Giuseppe Costantino


Rione Sant’Antonio, 24

Sclafani Bagni (PA)

mobile 339 1155915

#OFFSPECIAL: IL GELATO secondo chef VALENTINA CHIRAMONTE

Opera omnia, amplificata dalla sartorialità e dalla ricerca degli ingredienti, dalle sinergie tra Artisti Produttori e Chef Valentina Chiaramonte, direttore d’orchestra di opere di lirismo di gusto che si rivelano composizioni da immediata addiction,

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come il PASTRAMI o la TARTARE DI CAVALLO E TELLINE, per citare due delle versatili tapas co-protagoniste dell’ispirata proposta mixology  FUD OFF.

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Le alchimie dei cocktail di Domenico Cosentino e Francesco Fred Line hanno una coralità che distilla passione, culto dell’enfasi sensoriale, studio raffinatissimo degli equilibri, spiritualità degli abbinamenti, e soprattutto un’attenta e sempre sorprendente capacità: quella di soddisfare esattamente i desideri di chi si affida alla loro inevasa creatività.

Perdersi nella percezione dell’identità del gelato alla Mandorla, alle More di Gelso o ai Fichi di stagione, sa affascinare con la dolcezza del gotico di Belém e con le tracce sovraesposte dei graffiti di street art, ricerca la matrice araba nelle architetture delle spatolate estemporanee e nella fragranza della melassa di fichi che sa stordire come la zagara.

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Il lirismo di Valentina Chiaramonte travolge captando la continua sperimentazione e l’attitudine a trasporre, attraverso ingredienti di nicchia, i sapori evocativi che sanno ammaliare.

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E quando il palato incontra il cremoso di cioccolato Vietnam 64%, polline e l’accento lisergico dei cristalli impalpabili di sale, ogni tuo sentire empatizza con la passione, con la consapevolezza che oltre la tecnica c’è la detonante e spontanea Arte di Valentina Chiaramonte, quella che sa narrare il suo infinito patrimonio culturale gastronomico.

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FUD OFF è un luogo di affinità elettive, FUD OFF è casa, è libertà, è gioia, è l’unico luogo dove vale la pena essere, e trasfigura i concetti di fine dining e mixology art con ologrammi di internazionalità.

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Servizio sublime e di rara professionalità completa la proposta, che sa intercettare ogni esigenza ed offrire sempre nuove e seducenti esperienze.

 

FUD OFF

Via Santa Filomena, 28 Catania, Italy

tutti i giorni 18.00/2.00

Chiama allo +39 347 1360586

scrivi a info@fudoff.it

Aspettando la riapertura di Dinner by Heston Blumenthal al Mandarin Oriental #wheninLondon

Due passi per i corridoi autocratici dell’hotel Mandarin Oriental di Hyde Park, che conducono alle sale di eleganza zen del ristorante Dinner, bastano ad aver cognizione di ciò che possa aver ispirato Heston Blumenthal nella definizione delle proposte British heritage della sua enclave londinese.

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Lontano dal manierismo accademico, Dinner espone ispirata attitudine alla divulgazione delle ricette del patrimonio gastronomico del Regno Unito, scovate in ricettari d’epoca, e riviste in edizione contemporanea ed attraverso la brillante e cosmopolita influenza coloniale, sublimate dalle tecniche di alta cucina d’avanguardia.

Dopo il recente incendio che ha danneggiato marginalmente la struttura dell’Hotel di Knightsbridge, non è ancora stata divulgata notizia di riapertura del ristorante Dinner di Londra.

Segue una sintetica carrellata dell’ultimo menù, con l’augurio e la speranza di tornare a godere presto della genialità di Blumenthal, o anche solo dell’ipnosi e visibilio che la vista dell’ananas allo spiedo generano ;D

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In bilico tra allusivi delle forme e ludica epifania di passionalità, al primo assaggio svela già l’apoteosi del paté di fegatini di pollo per antonomasia. Un’esperienza mistica, che seduce con la fragranza esperidata del mandarino e coi sentori della voluttuosità.

Salamagundy è una portata che nasce da una citazione colta del 1720, The Cook’s and Confectione’s Dictionary di John Nott: 

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chicken oystersublime perla succulenta ricavata dall’anca del pollo – scorzonera, rafano e midollo. Una composizione di lirismo raro, equilibri multipli e infinita persistenza.

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Capesante in tartare, shiitake e brodo di allo Sherry ad amplificarne l’umami.

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Estetica ed inflessioni umorali asiatiche che screziano gli assaggi, armonizzando la dolcezza fondente dei molluschi alla profondità dei funghi.

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Citazione ottocentesca per il trancio imperiale di sogliola alla Admiral sauce, costellata di gamberetti e vivacizzata dagli agretti e pastinaca.

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L’opulenza della salsa al brown butter ed acciughe a tratteggiare un classicismo che cede il passo alla lussuria.

Il carosello dei dessert merita devozione e contemplazione.

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Dalla magistrale tecnica esecutiva alla sensorialità audace e travolgente, si arriva a percepire la sublimazione di ogni singola base e spezia.

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La Millionaire al cioccolato e caramello salato e la Custard Tart sono apologia di alta pasticceria, dessert iconici valorizzati da millimetrica cottura e temperature di servizio donanti.

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La quintessenza della sensualità, accentata dalla vaniglia, rabarbaro e cardamomo.

Close to perfection.

Heston Blumenthal torna presto!

MARTEDI 11 SETTEMBRE LA PRESENTAZIONE DI “IN VIAGGIO TRA I FILARI – BELICE EDITION”

RACCONTARE UN BELICE “A COLORI” A 50 ANNI DAL TERREMOTO.
MARTEDI 11 SETTEMBRE LA PRESENTAZIONE DI “IN VIAGGIO TRA I FILARI – BELICE EDITION”

Raccontare un Belice “a colori”, nell’anno del 50esimo anniversario del terremoto, contrapposto ad un Belice in bianco e nero, legato al dolore del sisma, attraverso le storie dei produttori di vino dei 19 Comuni della Valle del Belice che negli anni hanno contribuito alla rinascita del territorio.

È l’obiettivo della seconda edizione di In viaggio tra i filari, il progetto ideato dal giovane ristoratore palermitano Gianfranco Cammarata, che già dallo scorso anno gira l’Isola a bordo del suo bus Volkswagen T2 arancione del ’71, per narrare la Sicilia del vino.

Dopo la fortunata edizione 2017, in cui ha percorso il periplo della Sicilia alla scoperta dei territori del vino, la decisione di dedicare il progetto di quest’anno al Belice, proprio in occasione del 50esimo anniversario del sisma.

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Il viaggio durerà circa due settimane, dal 19 settembre al 5 ottobre, e toccherà i 19 Comuni della Valle del Belice: Monreale, Camporeale, Roccamena, Calatafimi-Segesta, Vita, Salemi, Gibellina, Santa Ninfa, Partanna, Salaparuta, Poggioreale, Montevago, Santa Margherita Belice, Menfi, Sambuca di Sicilia, Contessa Entellina, Giuliana, Caltabellotta, Chiusa Sclafani, Bisacquino, Campofiorito e Corleone.

Com’è cambiato il Belice nell’ultimo mezzo secolo? Che ruolo ha avuto il terremoto nella nascita di questo territorio vinicolo e che meriti hanno avuto le nuove generazioni nello sviluppo di un nuovo marketing territoriale?

Obiettivo di In viaggio tra i filari sarà narrato tutto questo attraverso i racconti e i volti dei produttori del luogo, utilizzando i più moderni mezzi di comunicazione: un blog dedicato (www.inviaggiotraifilari/belice) che narrerà passo dopo passo le tappe del viaggio, i social network (Facebook, Instagram e Twitter) e la creazione di contenuti multimediali grazie all’uso di droni, video e foto d’autore.

Il progetto, le tappe del viaggio e le cantine coinvolte saranno illustrate nella conferenza stampa di presentazione che si svolgerà martedì 11 settembre alle 10.30 all’enoteca Arrè Gusto di via Alessandro Paternostro 59 a Palermo (di fronte la chiesa di San Francesco d’Assisi).

La Bistrònomie di Tom Aikens #wheninLondon

La Bistrònomie di Tom Aikens è molto più che una scelta di sostenibilità, è una proposta disimpegnata ma rigorosa, nella selezione di ingredienti e valorizzante del lavoro di ricerca di appassionati produttori, allevatori ed agricoltori britannici.

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Tom Aikens ha nello sguardo la luce della creatività e dell’ironia, è uno degli chef contemporanei più irriverenti ed è un compositore lirico di stagionalità, che ha saputo divulgare cultura alimentare ancor prima di riscuotere clamore televisivo. 

La sua ascesa brilla di due stelle Michelin – conquistate a soli ventisei anni – ed ha saputo reinventarsi dopo la chiusura del main restaurant di Chelsea.

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La luminosa ed accogliente sala del locale di Chelsea, si snoda tra il bar ed il teatro della cucina, intrigando con le proposte che reinventano il comfort food britannico, accentando gli ingredienti con dinamismo aromatico, padronanza tecnica e donando sempre dimensioni multiple alla sensorialità del gusto.

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Tutte le trame della rapa rossa si susseguono in un carpaccio che ne evidenzia freschezza e vibrante versatilità, con la salsa allo yogurt e nel felice abbinamento all’aneto ed all’arancia grigliata, senza tralasciare la vivace croccantezza dei semi di lino.

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Il parfait di fegatini di pollo e foie gras travolge con la laminare cremosità che trova brio nella granola maltata ed armonia nella concassé fruttata. Verticalità incisiva ed umorale del paté di fegato che nella contemporanea edizione, invoglia a ripetere gli assaggi ad oltranza, grazie alla vivacità delle texture.

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Il salmone selvaggio marinato al gin e ginepro, trova accademico controcanto nella cremosità dello yogurt colato all’estratto di aneto. Il soda bread a corollario esprime la dolcezza dei cereali in contrasto alla polifonia officinale del salmone.

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Narrare il fish&chips può ancora sorprendere se all’assaggio si svela l’eloquente carisma del filetto di merluzzo e la superba frittura delle patate vitree e fondenti, un ossimoro sfrigolante da intingere in punta di dita nella salsa tartara maison.

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Il COD DOG alle garniture d’ordinanza e al pane ortodosso, contrappone la burrosità dei filetti di pesce irradiati dalla donante pastella. Un signature dish che evidenzia il paradigma della qualità a definire la differenza tra junk food e comfort food.

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Vini e birre artigianali, ma si opta non di rado per un cappuccino o un tè da sorseggiare a tutto pasto. Servizio premuroso e di simpatia manifesta, atmosfera lounge e che si avvantaggia della spettacolare operosità degli chef a vista.

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27 Cale St,
Chelsea,
London.

La Dépendance Hotel, sogni di charme a Noto

Noto è un sogno da pronunciare come un bacio, Noto è estasi e stupore, Noto è silenzi.

Silenzi di suggestioni e di meditazione, di assoluti e manifesti numeri primi di arte, architettura, storia, archeologia, avanguardia ed enogastronomia.

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A pochi passi dalla Cattedrale e dal Caffè Sicilia, La Dépendance Hotel si svela tra i palazzi del centro storico, offrendo ospitalità in una dimora restaurata con eleganza e suggestive attenzioni ai particolari che rendono il soggiorno confortevole e riservato.

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Poche camere di charme in un boutique hotel ideale per soggiorni di relax o di scoperta del territorio ibleo.

Noto è logisticamente ideale per raggiungere Siracusa, le spiagge di Eloro, Vendicari e Marzamemi, e come base per le mete del barocco ragusano.

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Le antiche cartografie della Sicilia istoriano le camere e le suite de La Dépendance, sofisticati ocra, champagne e mastice smorzano la luce abbagliante di Noto, regalando un’atmosfera senza tempo e lounge. 

Sale da bagno confortevoli e affacci suggestivi sulla città, invitano al relax e all’armonia.

Il ristorante dell’hotel propone i sapori tradizionali con riguardo alla stagionalità e alla valorizzazione tecnica degli ingredienti.

La cantina seleziona le più interessanti realtà dei microcosmi enologici siciliani.

La portineria rimane chiusa nelle ore notturne, assicurando reperibilità.

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La Dépendance Hotel

Via Rocco Pirri, 57 – 96017 Noto (Siracusa) 

Tel. +39 0931 838831

www.ladependancehotel.it 

info@ladependancehotel.it