RIAPRE LA PASTICCERIA DEI SOGNI A PALERMO: OSCAR 1965 e Morettino Coffee Lab.

Riapre la Pasticceria Oscar 1965 a Palermo, lunedì 17 dicembre.

Nuovi sfavillanti allestimenti per la storica ed amata pasticceria, fondata dalla famiglia Di Gaetano a Palermo, in via Mariano Migliaccio.

OSCAR 1965 amplia la sua offerta, con una visione innovata che guarda ai nuovi trend di consumo.

“Custodiamo e tramandiamo i nostri valori da sempre  – afferma Giuseppe Di Gaetano -. La pasticceria Oscar è nata nel 1965 grazie alla passione e alla lungimiranza di mio padre Vincenzo, che negli anni ’60 aveva già intuito quale strada percorrere, quella della qualità senza compromessi.

Sperimentazione, ricerca, creazione di prodotti unici e inimitabili ci hanno permesso di offrire il meglio della pasticceria per tutti questi anni. Il nostro compito adesso è quello di tramandare questa preziosa eredità, ma al contempo di innovarci per andare incontro a nuovi modelli di consumo, a nuove esigenze della clientela, che cerca “oasi”, in cui coccolarsi e star bene per ritrovare il lusso autentico del tempo”.

Il nuovo concept Oscar 1965 accoglierà in un ambiente innovato e ristrutturato con stile.

Il viaggio nel mondo del gusto e della dolcezza inizia già dal porticato di via Migliaccio, trasformato in una sorta di hall che accompagna all’interno della pasticceria. Il contesto è caldo e accogliente, capace di comunicare sensazioni di benessere e atmosfera familiare. I colori dominanti sono le nuances eleganti del marrone e del beige. Punto di forza è senza dubbio il banco dei dolci, vasto e colorato: un trionfo di delizie, dalle più tradizionali alle più contemporanee. La zona relax e la caffetteria sono novità assolute.

Da una collaborazione con il brand siciliano Morettino, nasce infatti l’ambiente dedicato al mondo del caffè di qualità. Oscar 1965 ha abbracciato “Morettino Coffee Lab”, il percorso progettuale che mira alla diffusione della cultura del caffè, proponendo nuove modalità di preparazione insieme alla riscoperta dei metodi più tradizionali, offrendo al consumatore un approccio consapevole con la possibilità di scegliere la tipologia di caffè, in blend o monorigine, e la modalità di estrazione. Questo mettendo sempre al centro la materia prima, che va rispettata e raccontata per creare cultura del caffè.

Condividendo medesimi valori e filosofia imprenditoriale, i due partner siciliani danno così origine ad un’offerta nuova, un incontro di buon gusto e crescita culturale, per incontrare le esigenze di una clientela sempre più attenta alla qualità, all’etica, alla sostenibilità, e sempre più curiosa.

In base al momento della giornata, il cliente potrà scegliere se bere un blend di pregiate origini o una monorigine di Arabica in purezza della selezione “La Musa Nera” o una miscela di origini di puri Arabica dell’America latina “Americano”, in edizione limitata e realizzati on demand con la nuova Micro Roastery Morettino.

Il cliente potrà poi selezionare anche il metodo di estrazione, ovvero in espresso, filtrato con la french press, o in versione caffè americano, selezionandolo dalla carta dei caffè ideata per Oscar.

“Siamo orgogliosi di avere avviato questo percorso di collaborazione con una realtà storica come Oscar – spiega Andrea Morettino – che rappresenta come noi una storia autentica di passione per la materia prima e che continua a tramandare i valori della tradizione artigianale. Dopo avere accompagnato per più di 50 anni generazioni di palermitani affermandosi come pasticceria d’eccellenza, oggi amplia la propria offerta con una visione che guarda anche ai nuovi trend di consumo”.

“Oscar narra la storia della pasticceria palermitana dagli anni Sessanta e i nostri prodotti must sono già pronti per l’apertura – afferma Di Gaetano -. Tutti i dolci artigianali – dalla Devil alla Pistacchiotta, dalla Savoia ai Profiteroles – ideati e creati da mio papà, che ci ha lasciato le sue segrete ricette, continuano ad essere proposti, oggi come allora, grazie alla dedizione del nostro storico pastry chef, Giovanni Catalano, e del nostro affiatato team, e grazie anche alla professionalità del nostro responsabile di sala, Gaetano Franchina.

In più ci saranno grandi novità

Oltre al mondo del caffè, inizieremo a far conoscere il mondo dei cocktail di qualità e proporremo inediti menù per aperitivi innovativi e solo made in Sicily.  Tante le novità in cantiere, ma adesso è il momento di riaprire le nostre porte. Non vediamo l’ora di regalare un sorriso ai nostri clienti, che attendono, storici e nuovi”.

ITALIA CIBUM e l’Arte della Panificazione: al via il congresso del Gusto

Al via domani i laboratori e le conferenze che si alterneranno per le due settimane di approfondimenti sulla cultura dell’alimentazione e sull’Arte Bianca che ha reso celebre Ficarazzi, il Comune alle porte di Palermo che è fulcro dell’enogastronomia.

Un’antica tradizione di panificazione, rispettosa della selezione delle materie prime, delle abilità ancestrali e della cottura a legna, attenzioni che hanno reso il pane di Ficarazzi un prodotto apprezzato ed ambito.

Arte bianca e abilità manuali, vastedde, vastedduni e muffolette, si tramandano da generazioni e oggi il pane prodotto nel Comune alle porte di Palermo, diventa oggetto di studio ed approfondimento, protagonista, insieme con lo sfincione e altri illustri lievitati, di una manifestazione a loro dedicata.

Prende il via domani

“L’arte della panificazione a Ficarazzi”

una manifestazione organizzata dal Comune e da Italia Cibum, con il supporto della Regione Siciliana, della Proloco di Ficarazzi e di Mediacom.

Fino al 28 dicembre, nello spazio allestito in piazza Papa Giovanni Paolo II, convegni, talk show, laboratori del gusto, degustazioni e visite guidate, avranno l’ambizioso obiettivo di far conoscere i pregiati prodotti artigianali ficarazzesi formando, al contempo, una sorta di nuova consapevolezza su ciò che mangiamo e sulle scelte che tutti noi ogni giorno facciamo sugli alimenti da portare a tavola.

Il cibo è il motore del nostro corpo e del nostro pensiero e, come tale, necessita di grandi attenzione e cura. È l’occasione, questa, per rivolgersi ai giovani che sono coloro che erediteranno naturalmente l’arte dello sfincione e della panificazione, ma non mancherà l’attenzione su uno sviluppo consapevole del turismo enogastronomico.

“L’arte della panificazione a Ficarazzi è antica e la bontà del nostro pane e del nostro sfincione, negli anni, ha valicato i confini del paese e in molti vengono qui a comprarli da Palermo o dai paesi limitrofi – spiega il vicesindaco con deleghe alle Attività produttive e al Turismo, Salvatore Bisconti – .

Oggi, con questa manifestazione, vogliamo accendere l’attenzione da una parte sulla qualità di materie prime e lavorazioni e dall’altra sulle potenzialità di sviluppo di un territorio legate ai prodotti gastronomici”.

Il programma

La manifestazione prenderà il via domani (14 dicembre) alle 15 con la chef Bonetta Dell’Oglio e Francesca Cerami dell’Idimed, che parleranno di Dieta Mediterranea. A seguire ci sarà una degustazione di sfincione locale.

Sabato pomeriggio, 15 dicembre, dalle 15 alle 19, la chef Bonetta Dell’ Oglio e Arturo Genduso, agronomo, specialista in agricoltura naturale, cureranno il laboratorio “Dal campo alla tavola”

Lunedì 17 dicembre si metteranno la mani in pasta con un corso di panificazione dalle 10 alle 17. Si partirà dalle tecniche di molitura dei grani antichi e moderni e seguirà una visita all’azienda Molini del Ponte di Castelvetrano (Tp), specializzata nella produzione delle farine di grani antichi moliti a pietra naturale. Si incontrerà l’imprenditore e mugnaio Filippo Drago per scoprire il processo di molitura negli antichi mulini a pietra naturale francese La Fertè e comprendere l’avanguardia tecnologica degli strumenti di selezione e pulitura del grano.

Martedì 18 dicembre, dalle 16 alle 19, si parlerà di strategie di comunicazione con un corso curato da Marco Sajeva, fondatore dello studio Visioni, su “Social media marketing: come comunicare la tua attività”.

Mercoledì 19 dalle 10.30 alle 14 si torna a parlare di panificazione con una visita alla Stazione Consorziale Sperimentale di Granicoltura (partenza da Ficarazzi alle 7).

Giovedì 20 sarà la volta di un laboratorio tenuto, dalle 15 alle 19, dal bakery chef e Ambasciatore del Gusto messinese Francesco Arena su “L’interpretazione della pizza messinese”.

Venerdì 21 Dicembre, dalle 15 alle 19, il laboratorio sarà dedicato al dolce della tradizione: il buccellato. A curarlo sarà Bonetta dell’Oglio. A seguire Giuseppe Morreale, storico della tradizione, racconterà la storia dei panificatori di Ficarazzi.

Dopo pane, pizza e sfincione, sabato 22 dicembre, il panettone, re dei lievitati, sarà protagonista di una degustazione alla cieca curata da Salvatore Spatafora. Dalle 16 alle 18 sarà possibile assaggiare alcuni tra i migliori panettoni artigianali prodotti in Sicilia ai quali saranno affiancate alcune produzioni di pasticceri e panificatori di Ficarazzi. Prevista anche una degustazione di vini in abbinamento.

Domenica 23 dicembre alle 11, uno dei momenti clou della manifestazione, con il convegno sul tema “La coscienza del consumatore”. Si parlerà del divario e del livello di coscienza nel consumo di grani antichi tra nord e sud. A seguire degustazione dello sfincione di Ficarazzi a cura dei panificatori del paese.

Il 27 dicembre alle 10 l’ultimo appuntamento con un laboratorio su “la colazione salutare” tenuto da Nino Terrana.

Il convegno

La coscienza dei consumatori – Domenica 23 dicembre ore 11

Il confine sottile tra coscienza e incoscienza determina il grado di consapevolezza e di comprensione della realtà.” di STEFANO NASETTI

Cosa si intende per “potere del consumatore”? Soffermiamoci innanzitutto sul significato di queste due parole che forse sono usate troppo e troppo spesso in modo improprio. Il potere è la capacità di influenzare in modo determinante persone o situazioni, oltre a rappresentare la possibilità concreta di fare qualcosa. Il consumatore è chi consuma, vale a dire chi sul mercato domanda beni e servizi ed è disposto a pagare un prezzo per essi. Il momento fondamentale in cui il consumatore può esercitare il proprio potere è rappresentato dall’atto d’acquisto.

La forza apparentemente senza limiti delle imprese produttrici, in modo particolare delle società multinazionali, ha in realtà una debolezza intrinseca in quanto la capacità di sviluppare business e di creare profitto dipende principalmente dal comportamento dei consumatori nel momento in cui acquistano prodotti o servizi.

Il gesto di fare la spesa non è un’azione priva di significato, un atto privato che riguarda solo il consumatore, i suoi gusti, i suoi desideri, il suo portafoglio. Esso può assumere una forte e chiara valenza sociale, economica e politica.

Il consumatore oggi è sempre più bombardato da informazioni salutari, etiche e sociali, dall’Olio di Palma al mito dei prodotti integrali, ai prodotti Bio piuttosto che “Naturali”. Molte aziende note hanno realizzato prodotti ad hoc per soddisfare la crescente domanda del prodotto “Buono e Sano”. Il consumatore, sviluppando una coscienza critica, acquisisce dunque un grande potere e proprio perché le imprese hanno timore di questo tentano di dominare la nostra volontà spendono miliardi in pubblicità.

Ma realmente davanti lo scaffale del supermercato, cosa ci spinge all’acquisto di un prodotto piuttosto che un altro? Siamo davvero cosi consapevoli?

Di tutto questo si parlerà domenica 23 dicembre a partire dalle 11, nel corso di un convegno moderato dalla giornalista Manuela Laiacona.

Relatori:

Bonetta dell’Oglio, chef: “La cucina consapevole”

Giusy Vitale, supermercati Prezzemolo & Vitale selezionatori di eccellenze: “le scelte di qualità sono possibili?”

Arturo Genduso, agronomo: “Che fine ha fatto la nostra coscienza?”

Francesca Cerami, Presidente dell’IDIMED: “La dieta Mediterranea e come ritracciarla sullo scaffale”

Filippo Drago, Molini del Ponte: “Ho scelto i grani autoctoni perché?”

Mauro Priamo e Marcella Tomasino, Azienda Agricola Casa San. Giacomo: “L’agricoltura come metodo educativo”

Calogero Vizzini, presidente del Federconsumatori: “Come aiutare il consumatore ad essere consapevole”

Daniela Mainenti, giurista: “Conoscenza del prodotto pesce per la prevenzione della pesca illegale”

La manifestazione “L’arte della Panificazione a Ficarazzi” è organizzata da Italia Cibum e dal Comune di Ficarazzi.

Italia Cibum SpA – nota in questi giorni per essere la holding che è dietro il progetto di internazionalizzazione del brand Spazio Niko Romito che ha appena aperto a Roma – è un brand specializzato in progettazione, organizzazione e comunicazione rivolto all’affiancamento e al supporto di produttori, erogatori di servizi, ristoratori, organizzatori di eventi, nel comparto enogastronomico in Italia e all’estero. La struttura accompagna a livello strategico e creativo i brand enogastronomici italiani nel mondo, per diffonderli e valorizzarli e fare cultura di prodotto.

MARENEVE, l’anima lirica del supremo Federico Graziani

Ho accarezzato la capsula ancora e ancora prima di perdere i freni inibitori e stappare questo flacone custodito con devozione. Brilla di filosofia, mitologia, paradigmatico intuito e lungimirante personalità artistica. Sotto ogni angolazione, accarezzandolo ancora per non perdermi neanche un riflesso, con lo sguardo, la lente MACRO, il desiderio e la sete di sorprendermi ancora, come ogni volta al cospetto di MARENEVE.

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La cosmogonia del vulcano, le piste innevate che hanno l’unicità dello Jonio all’orizzonte, le latitudini estreme che reinventano i vitigni a bacca bianca autoctoni ed internazionali: queste le coordinate di MARENEVE. Si pronuncia come un bacio, un sussurro che resta tra le labbra e le emozioni non appena si fa luce e sorsi.

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Il 2017 è una preghiera, un’annata trascendentale e mistica, a cui affidare un desiderio:

dimmi che t’incontrerò ancora tra dieci anni”.

Perché nell’estasi della leggibilità contemporanea di MARENEVE c’è anche il riflesso iridescente della sua anima in carismatica evoluzione. 

Lungimiranza esponenzialmente enunciata dalle sue voluttuose e travolgenti acidità iodiche e dalle cangianti balsamicità officinali.

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Quasi ancora ipnotizzata dalle nuances di platino e di yuzu, dalla mineralità zen e briosa della pomice, di una stella cadente che non svanisce senza portarsi via una parte della tua anima.

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Ne scorgi la tensione indomita e volitiva, agile nella carezza glicerica che ha il palpito di un battito d’ali di libellula, di cui si palesa l’eleganza solo appena prima che voli via. MARENEVE ti cattura ad ogni sorso con i riflessi più audaci di un microcosmo di more di gelso bianco e buccia di fichi rugiadosi del primo mattino, di foglie di lavanda che accarezzi passeggiando fino al mare, raccogliendo le mandorle acerbe che profumano di benzoino. Sorsi cangianti, ora enigmatici, ora dichiaratamente seducenti, nella succosa salinità che resta tatuata sul cuore, come la brezza delle spiagge adamantine e selvagge di Vendicari.

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Di mare e di neve, in una dicotomia perpetua che ti fa desiderare la felicità con cui sa dialogare coi crostacei, i ricci, i risotti, i fritti augurali, i masala thai, i formaggi allo zafferano e la pasticceria.

MARENEVE, l’anima lirica del supremo Federico Graziani.

Per info

http://fedegraziani.it/contatti/

#SAVETUMAPERSA, un hashtag per salvare un presidio di biodiversità

La TUMA PERSA è un formaggio simbolo del patrimonio culturale del gusto siciliano, una produzione artigianale che rischiamo di non poter più assaporare a causa dell’isolamento del caseificio Passalacqua.

Salvatore Passalacqua

Castronovo, il piccolo paese in provincia di Palermo dove si produce la TUMA PERSA, subisce un grave dissesto infrastrutturale a causa di uno smottamento avvenuto durante le alluvioni di novembre. Un assurdo immobilismo burocratico e una stasi politica che sono state affrontate nelle inchieste giornalistiche di Clara Minissale e che hanno avuto eco anche sulla stampa nazionale.

Una produzione di nicchia, che rischia di scomparire per sempre e che Salvatore Passalacqua produce da diciotto anni e distribuisce in Italia e all’estero.

O meglio produceva e distribuiva, perché oggi il latte non arriva più in azienda, e l’isolamento dovuto alla frana impedisce anche la commercializzazione.

“Continuando così rischiamo la chiusura del caseificio – racconta preoccupato il Casaro – siamo a quattro chilometri dal centro abitato e ad otto dalla Strada Statale 189, eppure siamo costretti a percorrere circa cinquanta chilometri in più per aggirare la frana e tornare a casa, per distribuire i nostri prodotti o per farci consegnare il latte, che devo acquistare ad un prezzo maggiorato dalle difficoltà di trasporto”

L’illustrazione della Chef Valentina Chiaramonte FUD OFF

Ma la Tuma Persa non può andare persa veramente!

Cosi FUD BOTTEGA SICULA grazie alla genialità di Andrea Graziano, founder ed ideatore del marchio, ha lanciato una campagna social per sostenere Salvatore e il suo formaggio, che è già virale.

L’Ambasciatore del Gusto Andrea Graziano

Tantissimi tra chef, produttori, giornalisti ed appassionati del settore hanno già aderito alla campagna.

Chef Joseph Micieli
Chef Marco Baglieri
Chef Lorenzo Ruta
Chef Carmelo Trentacosti
Chef Gaetano Billeci e la brigata
Chef Teresa, Giovanni e Vania Morello
Chef Pino Cuttaia

“Partecipare è facile – dice Andrea Graziano – basta prendere un foglio, un cartello o quello che si vuole e scrivere #Savetumapersa, fare una foto o un video e metterci la faccia, condividendo il proprio contenuto sui social e utilizzando l’hashtag #Savetumapersa. Un gesto semplice che ci consente però di poter non solo manifestare solidarietà nei confronti di un produttore che ha sempre fatto bene il suo lavoro e che adesso si trova in difficoltà economiche per una fatalità che potrebbe accadere a chiunque, ma anche di sensibilizzare l’opinione pubblica sulle mancanze di un sistema statale e governativo che lascia sempre più soli gli imprenditori. Speriamo che dopo tanta mobilitazione, qualcosa si muova e si possa ripristinare al più presto la viabilità della strada per consentire a Salvatore di continuare a produrre la sua Tuma Persa.”

Non perdiamo la tuma persa!

Locanda Gulfi, la cosmogonia dell’enologia e del gusto ibleo

Il respiro ibleo che ti accarezza lungo il bucolico percorso che dalla statale ti connette al cuore pulsante della cattedrale dell’enologia ragusana, fino a lasciare spazio allo stupore del magnetismo, che si rivela una volta varcato il cancello della tenuta Gulfi.

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La Locanda Gulfi accoglie con un panorama privilegiato sui vigneti e sull’altopiano, dove il riverbero del mare arriva fino a lasciar scorgere Malta, e l’Etna oltre i boschi e gli uliveti secolari.

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l’executive chef Carmelo Floridia

La moderna e funzionale cantina dialoga senza soluzione di continuità con la monumentale cucina a vista, teatro scenico dell’executive chef Carmelo Floridia, ambassador dell’eclettismo dei vini Gulfi.

Alla lungimiranza imprenditoriale della Famiglia Catania si deve la tutela dei vitigni autoctoni, glorificati dal know how dell’enologo Salvo Foti. Oggi più di settanta ettari di vigneti si estendono nel comprensorio della Sicilia Orientale, e sono emblema di simbiosi con l’ecosistema.

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Dell’antologia della filosofia dello chef Carmelo Floridia, travolge l’anima identitaria di una Sicilia che si manifesta nella passionalità dei sapori, ma che arriva alla sublimazione nell’eleganza della tecnica dell’Alta Scuola francese. Mare e Terra nell’espressività del menù, soavemente accentato dalle spezie e dagli aromi officinali, corale armonia tecnica e brillante autorevolezza esecutiva.

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Fondente e zen, l’alchimia di asparagi bianchi e verdi s’interfaccia al tartufo e sesamo tostato, nella brillante esegesi dell’uovo.

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Analogie e complessità minerali tra seppia e topinambur, idilliache cremosità e tostature che si verticalizzano nel grano soffiato.

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L’anima dei grani autoctoni integrali nei maccheroncini al ragù di cinghiale, rara eleganza ed inedita sottrazione d’opulenza che rivela leggerezza e brio.

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La panure alla carrittera è una didascalia della trinacria, che dona leggibilità ed espressività nella composizione di agnello ibleo. La crema di carote allo zenzero e le doppie chips aromatiche dipingono con estro il classicismo ricercato.

Il carosello dei dessert si apre col voluttuoso sorbetto ai datteri e seduce con una lodevole rilettura di castagne e meringa, nell’abbinamento alla preziosa biodiversità delle meline Cola e delle nocciole dell’Etna. Confidando nel privilegio del pairing del centellinato passito di Nero d’Avola, una riserva di famiglia di indimenticabile fascino.

Il Servizio di Sala accoglie con gioiosa professionalità, rivelando nello studio degli abbinamenti della superba selezione della Cantina Gulfi, l’anima più audace della maison.

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Carjcanti 2015  brilla di una vivacità di rugiada balsamica, nell’adamantina iridescenza di un quarzo citrino. Dipinge le scene più espressive di un vitigno che dall’Etna agli iblei non smette mai di ammaliare.

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tagliolini ceci, triglia, finocchietto e aroma di limone

Tutte le domeniche il belvedere della Locanda Gulfi ospita pranzi tematici per gioire della convivialità di un’esperienza da ripetere al più presto.

Ristorante visitato a dicembre 2018.

Locanda Gulfi

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Chiaramonte Gulfi RG

FUD Bottega Sicula vince il premio alla migliore comunicazione enogastronomica indetto dall’Associazione Italiana Studi Semiotici

La giuria, composta da docenti ed esperti del settore, ha premiato all’unanimità Fud Bottega Sicula per l’innovativa strategia di comunicazione integrata

Un importante riconoscimento quello assegnato ieri, due dicembre presso il Museo delle Marionette di Palermo a conclusione del XLVI congresso annuale dell’Associazione Italiana di Studi Semiotici (AISS), che ogni anno riunisce i maggiori esperti della scienza della significazione, per dibattere sui livelli di senso più profondi legati all’interpretazione dei testi che ci circondano. 

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Il Premio Semiofood in linea con il tema del congresso:

Politiche del gusto: mondi comuni, tra sensibilità estetiche e tendenze alimentari” ha incoronato FUD Bottega Sicula per la migliore comunicazione di brand tra le aziende siciliane nel settore dell’enogastronomia.

La Giuria, composta da Anna Maria Lorusso, presidente dell’Aiss nonché docente di Semiotica all’Università di Bologna, Gianfranco Marrone, docente di Semiotica (Università di Palermo), Rosario Perricone, direttore del Museo Pasqualino (Palermo), Paolo Inglese, docente di Orticoltura (Università di Palermo), Nicola Perullo, docente di Estetica (Università delle Scienze Gastronomiche), Marco Bolasco, responsabile editoriale Giunti Editore, Fabrizio Carrera, giornalista enogastronomico, ha valutato l’intero progetto di comunicazione esaminando tutte le attività di branding dell’azienda con uno storico di oltre cinque anni.

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Un premio che ha riconosciuto il valore e la coerenza dei diversi strumenti e delle tante azioni che compongono la strategia di comunicazione integrata dell’azienda, analizzando lo spazio e gli allestimenti dei ristoranti; l’esperimento del FUDDISH ovvero la lingua di Fud dove tutti i termini inglesi della cultura dei burger bar vengono trascritt esattamente come si leggono; il logo e le sue operazioni di disseminazione su gadget e merchandising, prodotti a marchio e all’interno del ristorante;le campagne di social media marketing e la produzione di contenuti video; le attività di PR, Press Office e produzione eventi. 

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“Siamo molto orgogliosi di aver ottenuto un riconoscimento così prestigioso che ci ripaga per un grande lavoro di squadra e per aver raccontato la Sicilia in modo contemporaneo e diverso dai soliti stereotipi – afferma Andrea Graziano, fonder e ideatore del marchio FUD Bottega Sicula voglio condividere questo premio con tutti i nostri fud pipol e con il nostro marketing tim, team che ogni giorno lavora per comunicare al meglio tutto quello che di buono la nostra terra ci offre”.

 

Aspettando Natale, il nuovo menù del Ristorante CROCIFISSO, a Noto

Aspettando Natale, il fascino cosmopolita e ricercato dell’interior design del Ristorante Crocifisso a Noto, capta la festività augurale attraverso l’intimità adamantina e sofisticata delle luci d’atmosfera, magicamente armonizzate dalla raffinatezza sussurrata di Vanessa Cannarella, che orchestra la più indimenticabile ospitalità e gli accenti artistici più preziosi.

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Affidarsi al talento assoluto del Sommelier Gian Marco Iannello, guidati nel proprio personale viaggio nella ricercata carta dei vini, condurrà alla scoperta di una cantina di rara eloquenza e cultura enologica. Selezioni audaci, le più carismatiche etichette nazionali ed internazionali e la cosmogonia dei distillati, saranno enunciate interpretando i desideri degli ospiti.

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Nei volumi polifunzionali delle sale, rivelano le nuances lounge ed il light design che  sottolineano ogni portata che nasce dalla creatività dello chef e patron Marco Baglieri, piatti che sanno sempre captare la sensorialità oltre la componente emozionale, ammaliando anche con la ricercata mise en place, l’eleganza dei lini candidi e la cristalleria.

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Saper narrare l’espressività di ogni singolo ingrediente stagionale, interpretare l’essenza dei grani autoctoni siciliani come mai nessuno prima nel ventennio appena trascorso, esprimere incisività, squisitezza compositiva, magistrale abilità tecnica e rilettura personale della biodiversità del territorio ibleo, che abbraccia mare e altopiano. Esemplarità che descrivono solo alcune delle complesse ed esponenziali sfaccettature dello stile dello chef Marco Baglieri, esponente maximo dell’Alta Cucina di una Città, Noto, emblema UNESCO.

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Lo Chef reinventa il suo benvenuto nello sfavillante mantecato di baccalà, che si verticalizza nella fragranza di un lapillo coronato dal cappero e dalla salsa aioli, a cui si arriva attraverso il dualismo della ventresca di ricciola affinata ed accarezzata dalla verve esperidata dell’arancia e dell’aneto.

Come un diamante aureo, il carciofo incontra la dolcezza minerale della spuma voluttuosa di topinambur, impreziosita dai riflessi umorali ed impalpabili della liquirizia. Climax d’infinite texture ed analogie studiate con rara autorevolezza.

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La rivoluzionaria edizione dell’Uovo68 seduce svelando il simbolismo di una cremosità che è espressione di strutture polifoniche: robiola di capra girgentana montata, fondente armonioso di uovo poché e la tridimensionalità delle spontanee croccanti, della panure mediterranea e della passionalità del tartufo.

Il gulasch ispira la polifonia travolgente della guancia di vitello, fondente e strabiliante nella tessitura, eclettica nel brio della salsa al peperone di fruttata  armonia e delle cime di rapa vibranti di clorofillica mineralità.

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Come fosse una scaccia iblea, la lasagnetta esprime all’assaggio inedita leggerezza: tulle di sfoglia danza tratteggiando la passionalità del maiale battuto al coltello, in un idillio carezzevolmente piccante, che evidenzia la dolcezza dei broccoletti, in un ologramma di ricordi asiatici e partenopei, dipingendo la millenaria cultura siciliana, costellata di contaminazioni del gusto.

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La nuova anima BBQ della ricciola à la matelote dona enfasi alla sensorialità, attraverso un brillante esercizio di stile che preserva la vellutata anima delle fibre del pesce, e dialoga col fondente agrodolce caleidoscopio di capperi, filetti di pomodoro, cipolla e passionale panure alle olive nere iblee.

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La padronanza della tecnica e la sottrazione d’avanguardia delle sovrastrutture e dell’opulenza, affascinano nella doppia trasposizione del maialino: istituzionale nei sentori di rosmarino della pancetta, e totalizzante nella purezza del filetto. Nel sublime purée ai capperi traspare l’eco dell’opera di Joël Robuchon. Le carni si specchiano nel fondo bruno, nelle cipolline confit e nel vibrante ristretto di vino rosso. Gioie e sorprese cangianti al palato.

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Il Ristorante Crocifisso a Noto è sempre la scelta indovinata per perdersi nella sconfinata letteratura del gusto, nell’atmosfera sofisticata ed accogliente di un design curato, contemporaneo e di continua ricerca.  

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Il Servizio di Sala di soave professionalità, è affidato alla solarità di Claudia Consiglio, Salvatore Corsino ed Antonio Infantino, voci corali ed autorevoli ambasciatori dello stile travolgente dello chef Marco Baglieri.

 

Ristorante Crocifisso

Chef Marco Baglieri

Via Principe Umberto 48,

96017 Noto, SR

(+39) 0931 571151       (+39) 338 8530241

info@ristorantecrocifisso.it

Médousa Bistrot&Suites a Taormina

Il turchese e l’acquamarina della baia di Naxos all’orizzonte, i toni citrini degli agrumi sfavillanti del giardino lounge ed i verdi cangianti ed ipnotici delle palme tropicali, cromìe che si riflettono nelle maioliche ammalianti, come la melodia dell’acqua in sottofondo e le atmosfere ricercate e sofisticate di Médousa Bistrot & Suites a Taormina.

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Queste le alchimie che hanno ispirato Christian Sciglio e Thomas Siragò, forti della coralità delle loro esperienze imprenditoriali, hanno saputo interpretare le contemporanee evoluzioni dell’ospitalità nella forma sublimata, che cattura emozionalmente chi sceglie Médousa.

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Ospitalità che si coglie nella profusione di attenzioni dedicate, nell’accogliente design delle Suites e nelle ispirazioni cosmopolite e stagionali della bistronomie dell’executive chef Giovanni Grasso, ambasciatore di contaminazioni che dialogano con l’eclettismo dei cocktail iconici e della carta dei vini di brillante carisma.

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La fragranza dei grani siciliani irradia i pani maison, offerti in degustazione con la pregiata selezione di olio extravergine monocultivar, da assaporare nell’eden incantato del dehors o nelle sale che si snodano attorno alla scenografica cucina a vista, il teatro compositivo dello chef Giovanni Grasso.

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Esperienze internazionali che traspaiono nell’interpretazione siciliana del sushi, che seduce con l’umami fusion e le lisergiche fragranze agrumate.

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Soffici e voluttuosi, gli gnocchi di patate esprimono il dualismo tantrico delle vongole e delle cime di rapa, nell’umorale carezza del carpaccio di gambero rosso: mineralità iodiche e salmastre in un idillio di analogie.

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La quintessenza della letteratura messinese nella composizione che evoca l’allure delle Eolie e ammalia con l’espressività del guazzetto polifonico, regalando assaggi sempre inediti al filetto di ricciola; un fuori menù dedicato ad un desiderio espresso e magistralmente esaudito.

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Perfetta sintesi stagionale nel dessert, che lascia eco alle doti creative  dello Chef: eterea trama di nocciole cela la pera speziata, che si specchia nella crema inglese allo zafferano, e richiama con i suoi sentori dolci di rosa, la vibrante granita al vin brulée. Sospiri, estasi ed ammirato esercizio di stile.

Le selezioni più espressive e vibranti di ingredienti, la briosa antologia del menù che sa soddisfare le voglie più audaci ed i desideri di conoscenza dell’enogastronomia del territorio etneo, la verve mixology e la passionalità enologica: solo alcuni dei motivi per scegliere Taormina 365 giorni l’anno, per scegliere Médousa.

Médousa Bistrot & Suites

Executive chef Giovanni Grasso

Via Sesto Pompeo 1 

Taormina (ME)

Tel. 0942 388738 

Il Re dei Pastry Chef, Andrea Tortora su Sky Uno: inizia gli ARTISTI DEL PANETTONE

Per celebrare il dolce simbolo della pasticceria italiana natalizia va in onda da lunedì 26 novembre in prima tv assoluta su Sky Uno – sarà disponibile anche su Sky On Demand – gli ARTISTI DEL PANETTONE, con i più grandi pasticceri del panorama nazionale ed internazionale.

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Prodotto da Level33, il programma è un viaggio da nord a sud nel Belpaese per scoprire i segreti del panettone artigianale: dagli ingredienti di assoluta qualità ai metodi di lavorazione, dal sapere della tradizione alla passione di chi lo crea. Sono dieci specialidedicati agli artisti del panettone, cui se ne affiancherà uno sul Maestro dei Maestri, Iginio Massari, che avrà anche il ruolo di introdurre e chiudere ogni puntata. Si passa da Milano dove il panettone è re indiscusso della tradizione con i pasticceri Vincenzo Santoro de La Martesana e Maurizio Bonanomi, per poi andare in Alta Badia insieme ad Andrea Tortora dell’hotel Rosa Alpina e del ristorante St. Hubertus, regno dello chef tristellato Norbert Niederkofler.

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A Padova è la volta di Luigi Biasetto, mentre a Torino si incontra Fabrizio Galla. L’amore per il panettone non conosce confini, come dimostrano l’arte pasticcera di Gino Fabbri a Bologna e Paolo Sacchetti a Prato. Non manca una prestigiosa rappresentanza del sud con i campani Alfonso Pepe e Sal De Riso e il lucano Vincenzo Tiri.

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Le prime 10 puntate andranno in onda con cadenza quotidiana dal lunedì al venerdì dal 26 novembre alle ore 19.15, mentre l’ultima con il Maestro Massari andrà in onda sabato 8 dicembre alle ore 18.45. Oltre a mostrare le fasi fondamentali della preparazione di questo lievitato apprezzato in tutto il mondo, gli episodi ci racconteranno la storia e il legame con il territorio dei pasticceri protagonisti. Si andrà alla scoperta dei loro laboratori e anche di altri luoghi per loro significativi, seguendo un ideale e dolcissimo fil rouge. E, dal momento che, dei prodotti di qualità non si spreca nemmeno una briciola, nel finale i 10 pasticceri protagonisti delle puntate proporranno unaloro ricetta realizzata con parte del panettone avanzato.

Martedì quattro dicembre

Andrea Tortora

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Il futuro della pasticceria italiana ha il suo volto. Andrea Tortora, dopo tante esperienze all’estero, approda al St. Hubertus di Norbert Niederkofler, il più recente trivellato d’Italia. La vita professionale di Andrea si divide tra il ristorante e il suo AT Patissier il laboratorio dei lievitati da cui è partito e con cui ha fatto impazzire i gourmet di tutta Italia. I suoi panettoni e colombe sono ricercatissimi – quasi degli oggetti di culto – e pensare che fa solo panettone, pandoro e colomba classici. Fermarsi a una fetta è impossibile.

Il must have: il Panettone tradizionale

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AT Patissier, San Cassiano (BZ)

http://www.andreatortora.com

Artisti del Panettone non è solo un format tv, ma è anche una experience nel cuore di Milano. All’interno di Palazzo dei Giureconsulti – sabato 8 e domenica 9 dicembre – i pasticceri saranno i protagonisti di una serie di incontri, degustazioni, live cooking e talk show che vedranno anche la partecipazione di personaggi dello showbiz. I Maestri pasticceri si confronteranno anche in un concorso che premierà il miglior panettone classico milanese d’Italia. Inoltre – dall’8 al 24 dicembre – nel loggiato del palazzo a pochi passi da Piazza Duomo, verrà allestito il temporary store dove il pubblico avrà l’occasione unica di acquistare i migliori panettoni italiani provenienti da ogni parte del Paese. Dal 26 novembre i panettoni si potranno acquistare anche su DestinationGusto.it, il negozio online di Intesa Sanpaolo.

Gli Artisti del Panettone – ideato e prodotto da Level33 – vede il coinvolgimento di: Intesa Sanpaolo, Agrimontana, CesarinSpa, Cast Alimenti, Hausbrandt, Molino Dallagiovanna, Molino Pasini, Perugina, Valrhona, Valverde Water. I media partner sono: Cook (il mensile food del Corriere della Sera), La Gazzetta dello Sport e RDS.

Le macro-ossidazioni e la cantina di affinamento Baladin

La birra, la terra, l’energia e le idee

Acqua, malti d’orzo, zucchero, luppolo, lieviti, ed il pensiero di Teo Musso. Materie prime agricole ed inevasa genialità, gli ingredienti costituenti di un movimento culturale che spazia dall’arte, alla musica, alla ricerca, alla sostenibilità energetica, arrivando al sociale e alla bioedilizia, oltre, molto oltre la birra. Scelte etiche, consapevoli, di sviluppo e soprattutto ispirate dal propulsore della creatività e dal libero pensiero, ciò che si può semplificare in genialità.

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Sono approdata al mondo Baladin attraverso un’altra genialità affine, quella del magnifico Simone Sabaini, che ispirandosi alle fermentazioni eclettiche e alla polifonia d’interazione, ha ideato una linea di cioccolato complementare alla degustazione. Assaggi da cui non si torna indietro e che diventano faro di qualità e desiderio, non a caso, da quando esiste, il cioccolato Sabadì vince il premio Miglior Cioccolato di Modica.

Le macro-ossidazioni e la cantina di affinamento

La seconda epifania emozionale mi ha travolta durante le sessioni del Merano WineFestival 2018, scoprendo il mondo parallelo delle macro-ossidazioni e della cantina di affinamento Baladin.

Una detonante rivelazione che mi ha enunciato le potenzialità delle birre non pastorizzate, della ricerca sulle tecnologie di controllo dell’ossidazione del mosto in fermentazione e della birra, che permettono lo sviluppo di nuove alchimie sensoriali. La birra affinata acquisisce antiossidanti naturali capaci di preservarne le caratteristiche qualitative nel tempo e di sviluppare caratteristiche organolettiche che la rendono amabile alla stregua dei vini da meditazione, rimando alla gradazione alcolica di 14°.

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La Cantina Baladin è una cattedrale per il culto delle ossidazioni, un laboratorio di ricerca e sviluppo di nuove frontiere della fermentazione, e di studio dell’evoluzione di tecniche di macro-ossidazione applicate alla birra. La fase più delicata e caratterizzante di fermentazione naturale ed affinamento, si evolve principalmente in botti di legno di differente calibro, che possono aver già acquisito carattere da precedenti utilizzi. Il fattore tempo è la variabile costitutiva di Cantina Baladin. Tempo che diventa ingrediente di conoscenza ed innovazione.

Birra da meditazione

Una birra che non c’era, un prodotto polifonico, versatile e conturbante, una birra viva ad alta fermentazione, brillante, limpida, priva di schiuma e gas. Vellutata, intensamente ambrata nel riflessi. Ricca di fragranze festive, floreali e di pasticceria, frutta secca e miele.

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Cico Fallarini

La birra Xyauyù viene impreziosita anche da un prodotto autentico dell’innovazione agricola italiana: il tabacco Kentucky, infuso a freddo in barrique di rovere. Nasce così un elisir dalle nuances carismatiche e cupe del cuoio, ma che al palato rivela anche l’essenza vegetale del tabacco. Al calice se ne ammira la luminosità ramata, è una birra naturalmente priva di schiuma e gas. Profuma di marasche e tabacco macerato, conserva la carezza vanigliata ed il ricordo del pepe esperidato di Timut.

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La linea di produzione Baladin non ha limiti né orizzonti, spazia dalle birre rifermentate in bottiglia al rivoluzionario Metodo Classico, spingendosi ben oltre ai confini dei distillati con il miracolo del Beermouth.

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Dove la genialità di Teo Musso ci condurrà? Lo scopriremo presto…