VOLCANO, Etna Dry Gin

Visceralmente etneo, un tributo d’amore al territorio ed all’arte della distillazione, la più spirituale ed evocativa tecnica estrattiva che dialoga con l’anima e la complessità volatile delle  essenze da cogliere in un sorso: VOLCANO, Etna Dry Gin.

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Un’armonia rara, come l’amicizia che lega Alessandro Malfitana, Diego Pollicina, Stefano Lo Giudice ed il mastro distillatore Mariano Caggegi, carismatici imprenditori, i primi ad aver ideato e prodotto in Sicilia un distillato di caratura internazionale nelle nuances degustative, sperimentando l’utilizzo delle materie prime dell’Etna, in edizioni travolgenti ed in chiave innovativa ed originale.

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Ad illustrare la valenza di VOLCANO GIN, che si esprime non solo ecletticamente in purezza, grazie alla peculiare morbidezza moderata dal titolo alcolico che mette in luce l’espressività aromatica di un gin passionale e volitivo come l’Etna, ma che si presta idealmente alla miscelazione, i due brand ambassador, Flavio Giamporcaro di Mazzini 30 a Palermo, e Gianpaolo Russo per la Sicilia orientale, che hanno ideato drink ideali per valorizzarne la versatilità.

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In un gioco di equilibri, ogni componente botanica che cresce sul suolo vulcanico, viene lasciata esprimere sia nelle sue caratteristiche peculiari, sia attraverso l’attento studio delle dosi, per armonizzarsi alle altre essenze costitutive rigorosamente endemiche dell’Etna: ginepro selvatico identitario, ginestra ambrata, soavemente amara e floreale, finocchietto selvatico armonico nella fredda balsamicità, arancia amara esperidata e briosa e nocciola a dare quella rotondità ricercata.

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Il packaging definisce l’eleganza ed i profili cangianti dell’Etna, linee volutamente retrò che possano evocare le atmosfere dello speakeasy, l’era del proibizionismo, quando il “Bere Bene” è diventato cultura ed un fenomeno elettivo.

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Un flacone sfaccettato che enfatizza i riflessi adamantini del distillato, un tappo gioiello che ha matrice vulcanica e che geolocalizza l’elisir contenuto, così che con ogni flacone di VOLCANO GIN viaggi ed arrivi tutto ciò che identifichi il territorio dell’Etna.

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La sensorialità di VOLCANO GIN è in continua evoluzione, in anteprima è stata fatta menzione di VOLCANO PROFUMO: in un flacone artistico verrà custodita l’anima aromatica caratterizzante, da vaporizzare anche sulla pelle, non solo sulle pietanze e sui drink.

@Rossana Brancato

Trinacria è il nome del cocktail sour elaborato da Flavio Giamporcaro, bartender di Mazzini 30, che oltre a VOLCANO GIN, annovera il liquore al finocchietto selvatico Giardini d’Amore, spremuta di limone e di pompelmo rosa. In coppa gelata si esprime nella molteplicità delle fragranze, che evolvono in alchimie cangianti e seducenti, balsamiche e vibranti, rivelando raffinatezza, freschezza e setosa audacia.

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Germania, America e Regno Unito sono già mercati di diffusione del gin, di un gin nato prima di tutto come prodotto dell’Etna e che nell’internazionalità del suo nome, VOLCANO, esprime il suo essere stato creato per esserne ambasciatore nel mondo.

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Monaci delle Terre Nere, dove l’amore trionfa

Food & Wedding, un luogo magico e una cucina dai sapori mediterranei, cresce il numero degli stranieri che scelgono Monaci delle Terre Nere per festeggiare il giorno più bello

“Un pezzo di Sicilia dove si respira tradizione e internazionalità”

parola del founder Guido Alessandro Coffa, il manager trapiantato in America che ha mollato tutto per tornare ad innamorarsi della sua terra, Zafferana Etnea, dove l’orizzonte si divide tra il magnetismo del vulcano e lo Jonio.

Basta una passeggiata tra i sentieri della tenuta Monaci delle Terre Nere, per immaginarsi il giorno più bello, quello del fatidico sì, pronunciato sullo sfondo di una cima innevata, quella del vulcano più alto d’Europa che guarda al mare, a quel mare  che accoglie come un abbraccio e riporta ad una terra che da sempre è crocevia di popoli, di tradizioni, simbolo delle contaminazioni culturali, dei sapori e delle fragranze che si armonizzano. Un luogo che sa di dono della natura e di amore, tra il profumo dei fiori di zagara, dell’uva al tempo della vendemmia, dei fichi raccolti e delle ceste di vimini bagnate o del pane appena sfornato.

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L’hanno immaginata e l’hanno fatta quella promessa d’amore decine di coppie straniere provenienti da Australia, Stati Uniti, Inghilterra, Francia e Austria che hanno scelto Monaci delle Terre Nere, e la cucina del ristorante Locanda Nerello, come location per celebrare il loro matrimonio da favola.

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“Il numero delle coppie di sposi che hanno scelto Monaci è cresciuto molto in questi ultimi mesi, piace questo pezzo di Sicilia che è insieme territorio, tradizione e internazionalità, grazie agli standard che riusciamo a garantire, offrendo un luogo magico ed una cucina dai sapori mediterranei”.

Nei suoi ventiquattro ettari di uliveti, agrumeti e vigneti, trasformati in una tenuta biologica, fonte di ispirazione e di materie prime eccellenti, Monaci delle Terre Nere è dimora e rifugio, ed il suo nome riporta alla storia centenaria dei luoghi, di terre fertili ai piedi del monte Etna, e di mura che hanno accolto la preghiera e l’opera dei frati. Presente e passato si fondono, con la stessa anima. Anche le materie prime, trasformate dalle sapienti mani degli chef di Locanda Nerello, diventano percorsi di gusto e non semplici piatti da portare in tavola. Menù dai sapori mediterranei che rispettano la stagionalità, esaltano il territorio, con tante verdure dell’orto, le carni tipiche della zootecnia locale e naturalmente, tanto pesce. Il pescato del giorno, scelto con cura dalla brigata, proviene dal mercato della “pescheria” di Catania, Riposto e Giardini Naxos.
Tra i piatti proposti da Locanda Nerello e particolarmente apprezzati dagli sposi per il loro wedding, sono i “fusilloni di Gragnano con frutti di mare crudi e cotti e cime di rapa”.

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Gli chef del ristorante di Locanda Nerello hanno scelto dal paniere delle primizie coltivate e raccolte dal vicino orto biologico, le cime di rapa, che in questo periodo dell’anno danno organoletticamente il massimo. Versatili nell’abbinamento ai frutti di mare, mitili e molluschi stagionali come cozze, vongole, calamari, che esprimono la stessa mineralità e conferiscono alla pietanza gusto e personalità.
Un altro piatto che evidenzia la filosofia di Locanda Nerello e le analogie tra terra e mare, è la “Triglia maggiore con panzanella di pomodoro appeso e bietoline rosse all’aglio”.

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I vini prodotti nella Tenuta nascono da diverse cultivar autoctone del microcosmo dell’Etna, come il Nerello Mascalese e il Carricante, una varietà d’uva a bacca bianca esclusiva del Vulcano.

Agli ospiti di Monaci Delle Terre Nere vengono anche proposte degustazioni di vini all’interno della Tenuta e presso cantine del territorio, ma anche corsi affiancati da Sommelier ed eventi tematici.

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Monaci delle Terre Nere

di Guido Alessandro Coffa

info@monacidelleterrenere.it | +39 095 708 3638 | +39 331 136 5016

Via Monaci, 95019, Zafferana Etnea (CT)

PEPE NERO, a Catania la pizza cosmopolita

La passione, la ricerca, il carisma, l’entusiasmo e la scommessa vinta nel riuscire ad emozionare attraverso la trasposizione dei valori e dei paradigmi del gusto.

Nunzio Di Bella distilla nell’ospitalità del Ristorante PEPE NERO a Catania, ogni riflesso della lungimiranza e della cultura cosmopolita della sua anima imprenditoriale, mixandole al sentire contemporaneo di un’offerta enogastronomica che sappia conciliare ogni desiderio a tavola, invogliando alla convivialità e dettando le tendenze.

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Trecento coperti a pranzo e cena, tutti i giorni, e che in estate sfiorano i cinquecento potendo godere del dehors che sussurra serate lounge, senza tralasciare la sala Executive ideale per i business meeting e l’American Bar che accoglie anche dopocena.

Sull’onda mixology ed ispirandosi ai riferimenti dei più eclettici ristoranti internazionali, PEPE NERO si afferma nel panorama catanese anche grazie alla ricercatezza del bere consapevole.

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PEPE NERO offre anche un aperitivo disimpegnato e ricercato: il Bar espone uno scrigno di distillati che vengono elaborati ed amplificati nella sensorialità, attraverso la miscelazione a macerati maison e alla più vibrante selezione di frutta, spezie ed essenze, mediterranee ed orientali. Drink sartoriali, che nella personalizzazione trovano l’esatta connotazione di piacere.

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Alla professionalità dei Bartender, alchemici interpreti del pairing studiato su ciascuna proposta del menù, si deve l’esaltazione dell’antologia della cucina marinara, delle carni inglesi e scozzesi, del sushi fusion e della pizza contemporanea, che nello studio scientifico delle lievitazioni e nella selezione degli ingredienti trova sublimazione.

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Burrata di bufala, pomodorino confit, crudo di Parma stagionato trenta mesi, o radicchio trevigiano spadellato, Gorgonzola DOP e Capocollo, o ancora San Marzano DOP, Culatello di Zibello, pomodoro giallo del piennolo vesuviano, acciughe di Cetara, salmone affumicato maison, stracciatella di bufala ed alga wakame sono gli ingredienti che compongono portate che è riduttivo definire “pizze”.

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Le selezioni raccontano viaggi e contaminazioni culturali, identità territoriali e nessun compromesso nella qualità e nel gusto.

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Il mix di farine e l’audacia dell’acqua di mare esprimono l’aromaticità dei grani autoctoni siciliani in un impasto che ricerca digeribilità e leggerezza, trovando negli abbinamenti e nella soddisfazione al palato consacrazione. 

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La selezione enologica del ristorante PEPE NERO espone più di trecento referenze, le speciali cantine espositive a temperatura controllata brillano per la personalità di scelte che illustrano i microcosmi dei vitigni siciliani, raccontando le regioni della Francia, della Germania e dell’Austria.

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La degustazione del gelato artigianale al pistacchio di Bronte, ha suggellato la serata conviviale emblematicamente: l’essenza della sciara dell’Etna condensata nel più dolce dei sospiri, in una crema voluttuosa ed espressiva delle nuances minerali autentiche di un frutto tanto prezioso quanto raro ed eclettico. 

Nunzio Di Bella sa essere interprete della divulgazione del patrimonio enogastronomico attraverso orizzonti in divenire, con una proposta che seduce e lascia il desiderio di tornare, presto.

 

PEPE NERO

Ristorante, Pizzeria, American Bar

Viale Ruggero di Lauria, 43 Catania (CT)
Tel: +39 095382368
Cell. +39 327 5407013
E-mail: info@pepeneroristorante.it

Intervista a Nicolas Joly: a Palazzo Branciforte a Palermo

Era il 2005, e a Palermo il culto della biodiversità e della biodinamica nell’enologia erano già professati in uno dei ristoranti che ha riscritto la letteratura del gusto in città: fu proprio Bonetta Dell’Oglio, chef carismatica, ispiratrice e volitiva ambassador Slow Food nel mondo, a creare il primo certamen alla presenza di Nicolas Joly, esponente europeo di una visione spirituale ed antroposofica delle pratiche agronomiche e del nostro rapporto energetico coi prodotti alimentari, inteso non solo nell’aspetto calorico, ma nell’essenza più intima del cibo che si trasforma in ciò che siamo.

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La totipotenza di ciò che ha seminato Nicolas Joly si evidenzia oggi nelle campagne divulgative che negli anni hanno visto protagonista Bonetta Dell’Oglio, dalla rivoluzione in un chicco che ha riqualificato le coltivazioni cerealicole siciliane, alla salvaguardia dell’Ape Nera Sicula al fianco di Arturo Genduso, fino alla sensibilizzazione degli allevatori sul benessere e sulla socialità animale.

“Lo sviluppo viene dal seme”

Nelle parole di Nicolas Joly un tributo di stima a Bonetta Dell’Oglio che come nessuno, ha saputo valorizzare il foraging, gli ingredienti di prossimità, la piccola pesca e soprattutto l’artigianalità ed i valori contadini che rendono la Sicilia da millenni, laboratorio di convivialità, cultura ed integrazione.

“Dopo quattordici anni ho trovato nei confronti dei vini in degustazione un significativo interesse mediatico, e mi ha entusiasmato la percezione di una reale espressività territoriale: 

il valore di un vino sta nella sua capacità di trasmettere, in un sorso, l’essenza ed l’identità”.

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Profumo di Vulcano, di Federico Graziani

 

Cosa manca ancora in Sicilia, cosa ti saresti aspettato di trovare?

“Non guardare cosa manca, mira alla direzione, ci sarà sempre qualcosa che manca, l’importante è cosa stia crescendo oggi in Sicilia”.

Parole che risuonano come un manifesto programmatico, che aprono gli orizzonti sulle nuove consapevolezze acquisite, non solo dagli operatori del settore, ma soprattutto dalla sempre più numerosa comunità di consumatori che ha animato le degustazioni e le masterclass NOT, rassegna dei vini franchi a Palermo.

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La cena conviviale andata in scena a palazzo Branciforte, ha visto trionfare l’armonia tra le più audaci espressività stagionali degli ingredienti: lo chef Gaetano Billeci, attraverso la sua visione cosmopolita, ha riscritto i sapori delle insalate contadine con accenti bucolici di formaggio del Belice e cedri, tra i sussurri clorofillici delle erbette spontanee e l’umoralità dell’alaccia, pesce che lo chef da sempre valorizza attraverso tecnica magistrale ed ispirate interpretazioni.

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La cupola araba di grano spezzato e ortaggi ed il dessert etereo infuso di cera d’api, hanno saputo trasmettere la sensibilità artistica e compositiva di Bonetta dell’Oglio, che ha istoriato attraverso le trasparenze della sua pittura anche le carte delle vivande.

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Un evento che ha visto la partecipazione delle più autorevoli personalità dell’enologia contemporanea, e che ha ridato a Palermo centralità nell’offerta del bere consapevole. 

Il nuovo menù del Gagini e la masterclass COS #NOTOFF

Palermo apre alla convivialità e alla divulgazione dell’enologia naturale: ieri sera, al Gagini Social Restaurant è stata presentata la prima edizione della rassegna di degustazioni e seminari degli artigiani del vino che stanno rivoluzionando il modo di bere.

Dal 12 al 14 gennaio 2019, ai Cantieri Culturali alla Zisa, si terrà la prima edizione di NOT – Rassegna dei vini franchi, esposizione dedicata al sistema produttivo che mette al centro la figura del vignaiolo, e che diffonde la coscienza del bere come atto non solo culturale, ma anche politico, di salvaguardia della Natura e dell’identità territoriale.

Lo Chef Gioacchino Gaglio ha esposto la letteratura del gusto che lo contraddistingue, accentata di cromìe e suggestioni cosmopolite:

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un agrodolce sfaccettato quello dello sgombro, che ha saputo sublimare il pescato sostenibile e nutraceutico attraverso le contaminazioni zen della gelatina alla soia e la polifonia vegetale.

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La festività e l’opulenza dei tortelli di manzo nello specchio di ricotta e cicoria, salse cangianti e donanti all’umami di un ripieno dalla trama suadente ed identitaria.

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Ritorna la dolcezza del topinambur a diaframmare la trama minerale dei carciofi e della ricciola, un dualismo accentato dalla bottarga, come salsedine che perpetua la quintessenza del mare.

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La pancia di maiale e i sentori affumicati di ulivo, brillano del controcanto di cavolicelli selvatici e acciuga di Aspra, suggestioni asiatiche ed eclettismo che trovano nella punteggiatura croccante la vivacità degli assaggi.

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La cialda di cannolo come onda di voluttuosa golosità, cela la sublime composizione di allegorie di passione: un dessert magistrale che individua nel caffè, caramello salato e fiordilatte l’idillio indelebile di conclusione.

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Giusto Occhipinti

Il menu della serata ha visto protagonista la trasversalità dei vini COS, in degustazione:
Cos Metodo Ancestrale 60 mesi sui lieviti, Zibibbo in Pithos 2014, Frappato 2017, Pithos Rosso 2016, Cerasuolo di Vittoria Classico 2000 e il passito di Zibibbo COS.

 

 

 

 

GAGINI SOCIAL RESTAURANT

Via dei Cassari, 35
90133 Palermo 

Tel: 091 589918
Email: info@gaginirestaurant.com

Orari: Tutti i giorni aperto 13:00-15:00, 20:00-00:00

GAGINI SOCIAL RESTAURANT protagonista della rassegna NOT OFF

Il GAGINI SOCIAL RESTAURANT presenta il menù invernale in abbinamento ai vini COS di Giusto Occhipinti.
Una cena-degustazione che introdurrà alla cosmogonia dei vini franchi:
aderendo alla rassegna NOT OFF, parte integrante degli eventi della prima edizione del convivio di vini franchi in Sicilia, ai cantieri culturali della Zisa di Palermo, dal 12 al 14 gennaio 2019.

Giovedì 10 gennaio 2019, il ristorante Gagini Social Restaurant, a Palermo, presenta il nuovo menù invernale scegliendo in abbinamento i vini dell’Azienda Agricola COS.

Un evento unico nel suo genere: lo Chef Gioacchino Gaglio esprimerà il meglio della sua sapienza culinaria, attraverso un bilanciamento esatto di sapori, cromìe e fragranze; mentre la selezione dei vini dell’Azienda Agricola COS, antesignana dell’enologia naturale siciliana, introdurrà attraverso un percorso apparentemente caotico, i paradigmi delle acidità, le complessità, le alterazioni ossidative e tutti quei parametri anarchici che rendono le annate uniche ed esclusive.

Dalle ore 19:00, nella sala polifunzionale del Gagini Social RestaurantGiusto Occhipinti, patron di COS, intratterrà tra i sospiri e l’emotività della terra e delle sue vigne che coltivate più a sud di Tunisi. Nel salotto letterario prenderanno anima blend di bianchi e rossi e sperimentali analogie.

Dopo la masterclass, dalle 20:30, l’executive chef Gioacchino Gaglio del Gagini Social Restaurant,

riferimento della più audace verve dell’enogastronomia palermitana, ristorante situato nel cuore del Cassaro e nelle adiacenze della Vuccirìa e del Porto Turistico, un tempo crocevia di scambi tra Oriente ed Occidente,

svelerà ai giornalisti e al grande pubblico di amatori, profumi e colori mediterranei invernali, sapientemente armonizzati per creare eclettiche portate.

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Il menu della serata

Cos Metodo Ancestrale 60 mesi sui lieviti
(non ancora in commercio)

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Sgombro in agrodolce

Zibibbo in Pithos 2014

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Tortello di manzo, cicoria e ricotta

Frappato 2017

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Ricciola arrosto e cacocciuli à viddanedda

Pithos Rosso 2016

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Maiale in cortile: maiale affumicato all’ulivo, limone verdello, cavolicelli selvatici e acciuga d’Aspra 

Cerasuolo di Vittoria Classico 2000

§

Pane latte e caffè

 

 

 

 

GAGINI SOCIAL RESTAURANT

 

Informazioni e prenotazioni

 

Via dei Cassari, 35
90133 Palermo 

 

Tel: 091 589918
Email: info@gaginirestaurant.com

 

Orari: Tutti i giorni aperto 13:00-15:00, 20:00-00:00

Il miglior panettone artigianale di Sicilia: Antonio Colombo, VOTAVOTA

Una scatola sofisticata che abbraccia e custodisce un lievitato che sa esprimere lo straordinario entusiasmo ed il sorriso brillante di Antonio Colombo, Pastry Chef dei Ristoranti Votavota a Marina di Ragusa Sampieri.

Dall’eclettismo imprenditoriale di Peppe Causarano ed Antonio Colombo, dalla somma esponenziale delle loro professionalità, del loro talento, della loro lungimiranza e dal valore aggiunto della loro amicizia, ogni stagione s’innova la proposta enogastronomica, di cucina di bordo lungo le rotte del Mediterraneo o del sweet corner di pasticceria, che per questo Natale ha saputo ammaliare con l’essenza più autentica del Panettone Artigianale.

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La superiorità del Panettone siciliano del Pastry Chef Antonio Colombo brilla dell’esegesi delle sua magistrale tecnica, si esprime nella soffice ed aromatica trama che ha l’anima di un lievito madre custodito e mantenuto nella sua esuberanza. All’assaggio si svela l’armonia e la qualità dei pochi ed autorevoli ingredienti naturali, canditi di arancia ed uvetta sultanina, che donano la gioia di un dolce celebrativo e versatile, da abbinare idealmente anche ai formaggi erborinati, al pesce affumicato o ai paté.

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La lunga lievitazione e la cura delle fasi esecutive sanno regalare un Panettone voluttuoso e digeribile, impreziosito da una glassa pralinata alle mandorle e nocciole, a dare brio, dolcezza ed aromaticità. Il formato da 1 kg esprime l’ideale ed armonica sintesi dei sapori e sviluppa una complessità di fragranze e di gusto eccellente.

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Genuinità, ricchezza della tessitura e dei canditi omogeneamente distribuiti, ideale sviluppo in lievitazione e cottura ottimale sono gli indici della memorabile degustazione del miglior panettone artigianale di Sicilia.

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Ristorante Votavota

Lungomare Andrea Doria, 48

Marina di Ragusa, RG

Tel. 334 142 6962

La QUAGLIA A BECCAFICO dello Chef Marco Baglieri #SuperiorTaste2018

La complessità della filosofia e della creatività indomita dello Chef Marco Baglieri,  la lungimiranza del reinventarsi e del mettersi costantemente in gioco, la sete di spingersi oltre le certezze delle tecniche e degli ingredienti amati fin dall’infanzia, sono le tessere del mosaico che si fondono armonicamente nell’impatto sensoriale delle portate del Ristorante Crocifisso a Noto: dichiarazioni di carisma ed intonazioni di gusto nitide e seducenti che ammaliano ad ogni assaggio.

L’Alta Cucina del territorio trova leggibilità contemporanea ed espressionista nella gioiosa interpretazione dei paradigmi della letteratura del gusto:

così le mandorle tostate di Noto, la cangiante dolcezza minerale dell’uvetta nera, l’eleganza affumicata del carciofo, si fanno accenti sensoriali a corollario dei suadenti assaggi della Quaglia a Beccafico.

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L’esegesi delle alchimie di una preparazione che in Sicilia vanta innumerevoli varianti, non prescinde dagli equilibri audaci, armonici agrodolci e fondente opulenza, ma brilla della carezza lisergica del carciofo e della trama della chiffonade di porro, croccante-eterea-dolce-fragrante, come un bacio rubato che perpetua i desideri.

La maestria tecnica sublima la trama delle carni, rivelandone la sofisticata delicatezza e l’umoralità, che trovano onirico pairing nella spontanea integrità del Barbacarlo 1994, idealmente stilizzato dall’eclettismo del Sommelier Gian Marco Iannello.

 

Ristorante Crocifisso

Chef Marco Baglieri

Via Principe Umberto 48,

96017 Noto, SR

(+39) 0931 571151       (+39) 338 8530241

info@ristorantecrocifisso.it

#CALDOMARE : l’hashtag della quintessenza del mare dello Chef Pino Cuttaia

Al cospetto di Pino Cuttaia traspare dirompente la consapevolezza dell’indissolubile legame tra Gusto e Arte, che trascende la creatività attraverso la più iridescente componente emozionale.

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Il Maestro dell’Alta Cucina italiana, executive chef e patron del Ristorante La Madia, che in un ventennio ha saputo attrarre il mondo intero a Licata, Agrigento, scompone le architetture che diaframmano eleganza e spontaneità, donando nella percezione della sensorialità, memorie sopite e tessere che compongono il mosaico del sublime.

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La cucina colta ed ispirata dello chef Pino Cuttaia, narra la biodiversità e la stagionalità esclusiva dei sapori identitari del territorio, impreziosendoli dell’inevasa attitudine a superare costantemente la perfezione, che si traduce in assaggi sempre stupefacenti dei piatti che appartengono all’antologia del Ristorante La Madia, in dialogo con le estemporanee creazioni. 

La contemporanea missione dello Chef supera la valorizzazione del patrimonio antropologico e culturale, individuando nelle essenze e nei sapori più autentici e vibranti, l’approccio etico e l’essere ambasciatore di un messaggio universale di responsabilità, nell’ideazione del congresso Cookin’Med e nella rilettura sostenibile degli ingredienti e di tutto ciò che orbita attorno alla sua filosofia di cucina.

Nel menù del Pranzo di Natale 2018 sono state svelate le nuove sinergie comunicative della quintessenza del mare: #CALDOMARE esprime in un hashtag tematico e programmatico, il paradigma dell’insalata di mare contemporanea.

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Un tulle di seppia increspato come le onde che s’infrangono testarde sugli scogli, a celare l’audacia della triglia, la polifonia dei mitili, la dolcezza umorale dei crostacei e la travolgente carnalità dei tentacoli dei molluschi. Un idillio cangiante, che abbaglia per la maestria tecnica delle monocotture, il brio dell’acqua di mare prezzemolata e la multidimensionalità delle cozze, che si fanno anche croccanti lapilli di un’eruzione marina.

Molte delle portate sono state impreziosite dal tartufo bianco e nero, a donare accenti di sensualità alla festività del merluzzo all’affumicatura di pigna, ai plin di cappone e al falsomagro trionfale.

Brilla la ninfea di carciofo Spinello di Licata, iconica sintesi di terra e mare, e sinergica consacrazione della mineralità ferrica del carciofo e della più soave bottarga siciliana, affinata dalla sensibilità dello chef Pino Cuttaia.

Al Ristorante La Madia sorprende sempre la familiarità dell’eleganza, che accarezza ogni dettaglio dell’ospitalità. Ammalia la genialità dello chef Pino Cuttaia, mentore, ispiratore e libero pensatore, che sa essere come nessun altro, carismatico, collegiale e lungimirante Rex Siciliae.

Ristorante La Madia

Corso Filippo Re Capriata, 22

Licata (AG)

tel. 0922 771443

chiuso martedì

TRE AMBASCIATORI DEL GUSTO Messinesi insieme per NEMOSUD: TRE PANETTONI D’AUTORE solidali

Domani, mercoledì 19 dicembre alle 11.30, al MARINA DEL NETTUNO CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE.

Un appello accompagnato alla solidarietà e da una mistery box augurale: gli Ambasciatori del Gusto Pasquale Caliri, Lillo Freni e Francesco Arena, hanno interpretato il dono festivo per antonomasia attraverso la loro sensibilità ed il loro estro creativo, realizzando tre panettoni in vasocottura, racchiusi in una elegante scatola personalizzata a tiratura limitata.

È il simbolo degli Ambasciatori Del Gusto di Messina a supporto della campagna di raccolta fondi del centro clinico NemoSud, che si occupa di assistenza ai pazienti affetti da patologie neuromuscolari.

“Tre Chef uniti per NemoSud”

il progetto ha coinvolto le tre personalità più carismatiche del panorama gastronomico messinese: il pastry chef Lillo Freni, l’executive chef del Marina del Nettuno Pasquale Caliri ed il panificatore Francesco Arena.

Tre anime diverse, tre stili, tre intuizioni e tre modi d’intendere il tipico dolce natalizio.

Il “panettone dell’orto” di Francesco Arena, versione salata del celebre dolce, ai capperi caramellati e melanzane;

“Rum & Pera” per Lillo Freni che traduce in lievitato il noto shot abbinandolo classicamente al cioccolato;

la versione “Acida” di chef Pasquale Caliri chiude la trilogia con “Lampi di lampone” golosa e seducente allitterazione dalla fragranza di zafferano e cioccolato ai frutti di bosco.

La tecnica della vasocottura si avvale del sottovuoto per garantire al dolce delle feste un’aromaticità ed una morbidezza esclusiva, custodendolo in uno scrigno inalterabile.

Solo cinquanta mistery box natalizie in edizione “luxury” saranno disponibili presso il Marina Del Nettuno, il panificio Masino Arena e la pasticceria Freni.

Il ricavato sarà interamente destinato alla realizzazione dei progetti del centro clinico NemoSud.

Foto di copertina courtesy Messina Street Food