Chef Carmelo Trentacosti, e le stelle stanno a guardare

C’è sempre la trepidante attesa che ti regala il brio del battito d’ali di farfalla, quando percorri quel breve ed onirico tratto di strada che dall’Arsenale ti conduce a Marina di Villa Igiea. Palermo nelle notti di quasi estate, profuma di gelsomini e brezza, e quando dal cielo indaco traspare la luna, il dehors del Ristorante Cuvée du Jour ti ammalia attraverso caleidoscopici accenti di squisito design e ti accoglie tra sospiri d’incanto e meraviglia.

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Le luci sensuali e puntuali che accarezzano l’ebano e la mise en place, i riflessi dei mandarini tardivi che captano gli sguardi verso il mare, la raffinatezza dell’ikebana, la classe del Servizio che enuncia il benvenuto, sono le coordinate della sofisticata atmosfera.

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È un brindisi augurale al cospetto di Irene Taormina, Ambassador delle Cantine Duca di Salaparuta e dell’anima del Grand Hotel Villa Igiea, il Direttore Vito Giglio, a sancire l’inizio dell’evento organizzato con il contributo della brillante professionalità della giornalista Federica Terrana.

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Il Direttore Vito Giglio, a destra lo Chef Tony Lo Coco, sullo sfondo il collega Carmelo Trentacosti

Il perlage del Brut Duca di Salaparuta tratteggia gli appetizer ideati dallo chef Tony Lo Coco, del Ristorante I Pupi a Bagheria, special guest della serata. Un ricordo di sfincione e un idilliaco cannolo petit four al caviale, manifesto tributo al Maestro Ciccio Sultano.

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Dall’eden del dehors alla sontuosa tavola imperiale, allestita per ospitare stampa specializzata del settore, critica ed amatori, sono state scandite le sinfonie di gusto ideate dall’executive chef di Villa Igiea, l’eclettico e carismatico Carmelo Trentacosti, legato da stima professionale ed autentica amicizia al collega Tony Lo Coco.

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Un menù corale, di pura convivialità, che ha intrigato gli ospiti con la stagionalità e la connotazione emozionale del patrimonio gastronomico panormita.

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Uno studio morfologico e sensoriale si manifesta al palato nella vibrate essenza dei legumi verdi, il baccello di piselli ideato da Carmelo Trentacosti diventa icona di estetica del gusto.

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La nassa di Tony Lo Coco ammalia ogni volta ed invoglia a carpire i riflessi delle salse e il loro dialogo col gambero, in un gioco allusivo di umoralità e piccantezza esperidata dello zenzero, e dei sentori minerali e fruttati del Colomba Platino 2017 in degustazione.

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Il tonno di corsa viene reinventato dalla geniale intuizione dello Chef Trentacosti, arriva a tavola preceduto dalle sinestesie delle spezie peruviane, donando un assaggio che perpetua l’opulenza gattopardiana filtrata dalla verve d’avanguardia di Trentacosti. Al palato si svela un’epifania di accenti aromatici e trame, che trovano sublimazione del dolceagro della cipolla rossa candita. Il piatto dell’estate 2018 anche per il donante abbinamento a Lavico 2014, servito da glacette.

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Trionfale il signature disse dello Chef Lo Coco, sublime di palpiti palermitani ad ogni assaggio, che sintetizza quella che più che tradizione è mitologia, la quintessenza della gioia delle festività: il ricordo degli anelletti al forno. Uno specchio di ragout di tonno ospita la sinfonia degli anelletti ai formaggi, un assaggio che si tatua nella memoria.

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Il piccione dello Chef Trentacosti richiama nuances tanniche per arrivare a sorprendere con i vertici di fruttata acidità, tra equilibri multipli e cangianti trame, seducenti nel bon bon sfrigolante di fegatini che trova analogie nel Duca Enrico 2011.

Il carosello dei dessert ha intrattenuto gli ospiti con la freschezza del Verdello di Lo Coco e le sfumature voluttuose delle Fragoline di Trentacosti, ritornando al dehors per un conviviale fumoir e le meditazioni del dopocena, allietate dai distillati, dalla delicata ed intrigante piccola pasticceria e da preziosi momenti di confronto con gli Chef e le Personalità intervenute.

Un evento unico, ma da da rivivere ogni sera, sempre a Villa Igiea, sempre nello scrigno della cucina di talento indomito, ricerca e sublimazione dell’ingrediente dello Chef Carmelo Trentacosti, al Ristorante Cuvée du Jour.

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Fine Dining Experience, Chef Paolo Romeo a Messina

 

La cena conviviale andata in scena lo scorso diciassette maggio presso il Ristorante Grecale ha visto protagonista la detonante sensibilità artistica dello chef Paolo Romeo, ritornato a Messina dopo significative collaborazioni in Italia e all’estero, che ha saputo orchestrare una travolgente Fine Dining Experience in idilliaco abbinamento alle selezioni campane della Cantina Joaquin.

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Un evento che ha ristabilito le connessioni tra il Regno delle due Sicilie, intrigando con i coinvolgenti sapori evocati di latticini dei Nebrodi e campani a donare cremosità e accenti di delicata acidità lattica alla cucina di mare, o dal sospiro di Caprese salata tra gli appetizer.

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Seducente la tartare di ricciola che arriva surfando un’onda croccante di rapa rossa, una composizione manifesto nelle nuances passionali che l’Executive Chef utilizza per comunicare l’incisività della sua filosofia, che accarezza gli ingredienti con tecniche di alta cucina per preservarne l’espressività di gusto.

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Il gelato allo zenzero esprime l’idilliaco bilanciamento di dolcezza aromatica per donare tridimensionalità ai crostacei.

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L’arancino al nero di seppia sorprende per la croccantezza tostata della frutta secca ed il cuore di mare.

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Incantevole come un giardino zen, l’opera di carpaccio di pesce bianco e crostacei, si verticalizza al palato con la polifonia vellutata e briosa dei lamponi e della mozzarella. 

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La professionalità dello chef Paolo Romeo viene valorizzata non solo alla guida del Grecale Ristorante Italiano, ma anche nella supervisione del Kajiki Japanese Restaurant e di Villa Laura Resort, struttura che si avvale anche di una fattoria didattica, da cui arrivano anche le uova degustate durante la cena, eclettiche nella panure al basilico e nella mousse di pomodoro Pachino.

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Il risotto di Vialone Nano pone accenti vibranti sull’umoralità iodica dei ricci di Acitrezza, nella raffinata manteca alla ricotta dei Nebrodi.

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Le Chitarrine fresche allo zafferano valorizzano in dolce analogia la tartare di mare ed il carpaccio gambero rosso.

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Le capasante dialogano col carpaccio di manzo e le uova di pesce, nel leitmotiv della riduzione al Marsala DOC vintage riserva 1994 delle Cantine Florio. 

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Una portata di grande enfasi e respiro, che ha dato incisività al convivio, anche attraverso l’espressività dell’abbinamento all’Aglianico in purezza di Casa Joaquin, vinificato da coltivazioni centenarie dell’Irpinia, che dipinge attraverso la sua narrativa di velluti tannici, la stessa eleganza  della portata, con sussurri di sottobosco, umbratili spezie e carezze di more di rovo e tostatura di cacao.

La pasticceria del Ristorante Grecale supera i vertici  delle dolci corruzioni con irresistibili trame ed essenze esperidate, trovando sublimazione nell’esemplarità dei petit four.

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Gli imprenditori Francesco Rella e Fabrizio Natoli hanno scommesso ed investito sulla Sicilia, certi dell’unicità e dell’eccellenza degli ingredienti di un territorio – il messinese – che gode di un patrimonio enogastronomico di mare ed entroterra da scoprire, comunicare e valorizzare, avvalendosi della sensibilità creativa e tecnica dell’Exevutive Chef Paolo Romeo.

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Le selezioni di Raffaele Pagano della Cantina Joaquin, che ha dato enfasi alla serata  trasmettendo la passione per il suo territorio e per la sartorialità delle sue vinificazioni, hanno ammaliato critica ed appassionati, grazie all’espressività nei suoi vini ed all’identità dei vitigni autoctoni dell’Irpinia, come AglianicoFalangina, Greco e Biancolella.

 

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Grazie a Valeria Zingale e Beppe Amato, Rossetto e Cioccolato FoodLab.

Pasticceria IRRERA 1910, a Messina e nel mondo

Arrivare presto, al mattino, alla Pasticceria Irrera 1910, regala la luce calda che filtra dalle vetrate ed illumina i sorrisi di un risveglio di voluttuoso piacere.

Le fragranze delle cru di caffè appena macinato, che incontra anche le esigenze contemporanee dell’infusione da passeggio, le infinite selezioni di croissant dolci e salati, baguette, tramezzini, i pidoni messinesi, i toast, gli arancini e tutto ciò che possa soddisfare i desideri del buongiorno, ingolosisce per l’irresistibile appeal.

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Basta prendere posto nel dehors esterno che si affaccia sui giardini di piazza Cairoli, nelle accoglienti sale interne o al banco, per godere della ritualità dell’offrire eccellenza manifestando la gioia nel donare l’arte della pasticceria, che in primavera rifiorisce con le granite messinesi.

Dallo sherbeth arabo, la granita mutua i sospiri cremosi della frutta di stagione, della mandorla, del pistacchio, del caffè, del cioccolato e di ogni gusto che la fantasia possa ispirare.

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Osservare i gesti che manifestano la brillante qualità delle granite, nell’atto di servirle in purezza o nell’irresistibile sinfonia della panna montata, che qui esprime la sublime qualità e viene costantemente sostituita durante la giornata, per offrire rigorosamente i migliori assaggi.

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La brioche o i panini di cena sono il naturale e soffice compendio per le granite, un abbinamento che sostituisce anche i pranzi estivi e dona a tutte le ore pause rigeneranti, energetiche e di estrema digeribilità, grazie alle lentissime lievitazioni e alla purezza della frutta utilizzata.

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La Pasticceria Irrera 1910, da sempre seduce anche con una enciclopedica proposta di “pasticceria da viaggio”,  le delizie in produzione sono distribuite non solo attraverso lo shop on line, ma anche nei punti vendita diffusi sul territorio nazionale.

Dalla lavorazione artigianale della mandorla siciliana si sviluppano infinite proposte di alta pasticceria, dalle preparazioni esclusive al cedro, ai torroni e ai biscotti aromatizzati.

L’iconica Pignolata messinese della Pasticceria Irrera 1910 è una preparazione classica che sorprende ogni volta per l’alchimia tra i riccioli di pasta choux e la glassa al limone e al cioccolato, un dolce irrinunciabile, perfetto in ogni stagione e per ogni occasione.

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La Cassata nasce dall’attenta selezione della ricotta dell’Etna, e vanta una speciale lavorazione che bilancia varie tipologie di zucchero per amplificare al palato la delicatezza della sottile copertura in pasta di mandorle, che arriva a poter essere eterea come un tulle solo grazie alla qualità della materia prima e alla sua ricchezza di olii.

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Un doppio strato di crema di ricotta s’interfaccia con un pan di Spagna che rende armonico l’assaggio assorbendo la naturale umidità della ricotta.

Un assaggio imperdibile, che ristabilirà i canoni dell’emblema della pasticceria siciliana.

L’enoteca della Pasticceria Irrera 1910 è il punto di riferimento in città per la carismatica selezione di vini siciliani e distillati, anche per un aperitivo o da scegliere guidati dalla professionalità del Personale.

Perpetuare la tradizione, attraverso la costante ricerca di qualità delle materie prime, la tecnica valorizzante delle lavorazioni e soprattutto attraverso la ricerca scientifica, che vede nella collaborazione con l’Università la messa a punto di tecnologie per preservare la naturalezza del gusto, gli aspetti nutrizionali e la conservabilità senza l’utilizzo di additivi alimentari.

A tutte le ore, a Messina, l’unica priorità è una sosta alla Pasticceria Irrera 1910.

Irrera 1910

Piazza Cairoli, 12

Messina

tel: 090712148

info@irrera.it

Grazie a Daria e Filippo Denaro.

Messina Gourmet: Grecale Wine Experience

Lo chef Paolo Romeo dopo importanti percorsi formativi all’estero e significative collaborazioni, è tornato nella sua Messina scegliendo d’intraprendere un nuovo percorso artistico, in sinergia con gli imprenditori e titolari del Ristorante Grecale:

un team di straordinario know how e di lungimirante creatività, che sta rivoluzionando l’offerta dell’Ospitalità e dell’Alta Cucina nel messinese.

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Giovedì diciassette maggio, nella seducente atmosfera dei raffinatissimi locali del Grecale, andrà in scena un evento che unisce il Regno delle Due Sicilie:

L’Executive Chef Paolo Romeo ammalierà gli ospiti con la ricercata e soave interpretazione lirica degli ingredienti più espressivi di stagione, con la passionalità del pescato e dei latticini dei Nebrodi e Campani.

L’esclusivo menù sarà protagonista insieme ai  Vini Joaquin, per la cena evento del programma  Grecale Wine Experience

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La professionalità dello chef Paolo Romeo viene valorizzata non solo alla guida del Grecale Ristorante Italiano, ma anche nell’ambito del Kajiki Japanese Restaurant, di Villa Laura Resort e del Kon Gusto Catering che fanno capo alla stessa Proprietà.

Gli imprenditori Francesco Rella e Fabrizio Natoli hanno scommesso ed investito sulla Sicilia, certi dell’unicità e dell’eccellenza degli ingredienti di un territorio – il messinese – che gode di un patrimonio enogastronomici di mare ed entroterra da scoprire, comunicare e valorizzare, grazie alla sensibilità creativa e tecnica dell’Exevutive Chef Paolo Romeo.

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La cantina del Ristorante Grecale vanta più di cinquecento carismatiche referenze enologiche, ed in occasione della la serata conviviale del diciassette maggio verranno valorizzate le brillanti selezioni dell’Azienda Joaquin di Raffaele Pagano, che interverrà durante la serata trasmettendo la passione per il territorio che si esprime nei suoi vini.

Grecale Wine Experience

un evento irripetibile per assaporare la contemporanea Alta Cucina del Ristorante Grecale di Messina e scoprire le interpretazioni della Cantina Joaquin dei vitigni autoctoni dell’Irpinia, come AglianicoFalanghina, Greco e Biancolella.

Per info e prenotazioni:

tel. (+39) 090.6402915

Photo Credit Ristorante Grecale, Rossetto e Cioccolato.

Alain Ducasse at the Dorchester, a Londra

Magical, exclusive, unique.

Alain Ducasse at the Dorchester 

La raffinatezza contemporanea del gusto, elaborata utilizzando la più vibrante polifonia degli ingredienti stagionali del Regno Unito e le iconiche referenze francesi, sublimati con esercizi di stile luminosi e travolgenti, mai ostentati, quasi sussurrati con naturale eleganza: la firma e la cifra stilistica dell’Executive Chef Jean-Philippe Blondet del ristorante Ducasse, tre stelle Michelin del Dorchester a Londra.

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Arte, Gusto e Design senza soluzione di continuità, essenza, assoluta esemplarità nel servizio e nella magistrale tecnica regalano esperienze imprescindibili nella vita.

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Una cantina di rare e carismatiche selezioni dal mondo, seducentemente enunciata dalla professionalità dei Sommelier.

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L’illuminata conduzione del Restaurant Director Enrico Baronetto coniuga il dinamismo all’esclusività dello stile Ducasse e l’eloquenza dell’istituzionalità, attraverso l’esegesi di Fine Dining, con garbo, stile ed intimità.

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La sala principale ruota attraverso la scenografica istallazione del “Table Lumière”, un esclusivo privée creato da una cascata di ben 4.500 luci a fibra ottica, che assicurano il privilegio di una ricercata riservatezza e donano all’atmosfera generale il carattere della magia.

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Il menù di primavera è narrativa di purezza ed eleganza, gli asparagi supremi di Provenza brillano nell’abbinamento al caviale e allo zabaione salato a corollario, in un sincretismo di voluttuose mineralità.

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Granchio del Dorset e sedano rapa danzano tra accenti di rugiada e dolcezza sublimata di crostacei, in un rimando di stimoli sensoriali che hanno apice nella lussuria del caviale.

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Gli scampi imperiali scozzesi in due servizi dialogano con le radici, in un patrimonio di sfaccettate trame ed aromaticità, regalando ogni nuances di biodiversità.

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Il trancio di pesce San Pietro, nell’eden di legumi verdi e tulle di calamaro, acquisisce una polifonia di armonie marine e clorofilliche, sorprendendo con assaggi di cangiante unicità.

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Il rombo trova analogie e contrasti nelle variazioni di rapa rossa, in agrodolci e profondi slanci.

Il fine pasto non può prescindere dal Comté millesimo, cru 2014 nella sua espressiva sensorialità, brilla nel servizio coi cracker, il pane alle prugne e nocciole e con il compendio ai funghi.

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I dessert vezzeggiano e seducono, con cura, devozione ed inedite esemplarità di tecnica ed equilibrio.

Rabarbaro, frutti esotici e petit four anche come affettuoso arrivederci.

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Un’esperienza sublimata dal privilegio del tour nelle cucine orchestrate con grazia ed armonia, dove la perfezione è standard e la gioia è il mantra.

Grazie Enrico, e a presto!

Alain Ducasse at The Dorchester
The Dorchester
Park Lane
London W1K 1QA

Telephone
+44 (0)20 7629 8866

Opening Hours
Lunch: Tuesday to Friday: 12.00pm – 1.30pm
Dinner: Tuesday to Saturday: 6.30pm – 9.30pm

Summer Closure
Alain Ducasse at The Dorchester is closed from the 5th to 28th August.

 

 

. JEAN-PHILIPPE BLONDET

EXECUTIVE CHEF 

. ENRICO BARONETTO

RESTAURANT DIRECTOR

. THIBAULT HAUCH ARD

PASTRY CHEF 

. RUBEN DESPORT

HEAD SOMMELIER

Gourmet Expérience al Ristorante Cuvée du Jour, a Palermo!

Villa Igiea a Palermo è una perla incastonata tra il Monte Pellegrino e la scogliera dell’Arenella, custodisce immutato il suo secolare fascino mitologico che aleggia nei saloni da ballo e nelle terrazze che incorniciano giardini esotici e il mare.
Da sempre meta del jet set internazionale, punto di attracco privilegiato per panfili che solcano gli oceani e rievocano le rotte di navigazione dei Florio, magnati che fecero di Palermo e della Sicilia il fulcro dell’economia, dell’intelligencija, dell’arte e della cultura europea durante i fasti della Belle Époque.

Il sedici maggio prossimo, l’Executive Chef del Ristorante di Alta Cucina del Grand Hotel Villa Igiea Carmelo Trentacosti, ospiterà presso le incantevoli sale del Cuvée du Jour, lo chef Tony Lo Coco, del Ristorante I Pupi di Bagheria, per una cena evento a quattro mani.

GRAND HOTEL VILLA IGIEA

La sinergia tra gli chef Tony Lo Coco e Carmelo Trentacosti nasce dall’empatia, dal desiderio di interpretare la cucina panormita con estro e sensibilità, veicolando la vibrante stagionalità delle primizie siciliane, sempre attraverso citazioni colte e contaminazioni internazionali. Il ricercato menù sarà impreziosito dagli abbinamenti enologici dell’Azienda Agricola Duca di Salaparuta.

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Gourmet Expérience 

Aperitivo di benvenuto con amuse-bouche dello Chef Tony Lo Coco

“pane e panelle”

DUCA BRUT

 

Menù

Amuse-bouche a cura dello Chef  Carmelo Trentacosti

“baccello di piselli”

DUCA BRUT

Antipasto a cura dello Chef Tony Lo Coco

 “il gambero nella sua nassa”

COLOMBA PLATINO 2017

Antipasto a cura dello Chef Carmelo Trentacosti

“tonno tonno”

 lingotto di tonno rosso pinna gialla , bottarga, cipolla rossa in agro dolce e miscela di spezie Peruviane

LAVICO 2014

Primo a cura dello Chef Tony Lo Coco

“ricordo gli anelletti al forno”

LAVICO 2014

 Secondo a cura dello Chef Carmelo Trentacosti

“verso sud”

“piccione in dolce cottura, pinoli, mela cotogna e chinotto”

DUCA ENRICO 2011

Pre-dessert a cura dello Chef Tony Lo Coco

“a tutto verdello”

MORSI DI LUCE

Dessert a cura dello Chef Carmelo Trentacosti

 “sorprese inattese” 

bavarese al cocco , frutto della passione, fragoline e biscotto all’arancia”

MORSI DI LUCE

 

 

Per info e prenotazioni:

Tel. 091.6312111

frontoffice-villaigiea@amthotels.it 

concierge-villaigiea@amthotels.it

 

Photo Credit Grand Hotel Villa Igiea.

 

 

La cultura del Gusto a Messina: Rossetto e Cioccolato

La sensorialità della cultura, la divulgazione di un genere letterario che seduce attraverso un leitmotiv che ha come note tematiche identità, personalità, carisma e passione: la letteratura del gusto a Messina ha avuto interpreti di luminosa sensibilità, in occasione della conferenza stampa di presentazione del primo libro di Antonia Klugmann, edito da Giunti.

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L’ascesa professionale ed umana, intellettuale ed artistica, della chef ed autrice Antonia Klugmann è stata tratteggiata con stile, puntualità ed elegante introspezione dalla giornalista e food blogger Valeria Zingale , affiancata da Daniela Bonanzinga.

Dal confronto coi giornalisti di settore presenti, tra i quali si sono distinti Federica Terrana, Natalia La Rosa, Antonio Iacona, Carmelinda Comandatore ed Alessandra Bonaccorsi, è emerso un messaggio di successo che parte dalle radici, dal background mitteleuropeo dell’Autrice, dal suo personale rapporto col territorio di confine dove con devozione, dipinge composizioni di gusto che nascono dalla freschezza e dall’espressività stagionale del suo orto.

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Dopo gli studi classici e giuridici, dopo la formazione culinaria e l’apertura del suo ultimo ristorante, L’Argine a Vencò, a Dolegna del Collio in provincia di Gorizia, Antonia Klugmann ha riscosso immediato interesse della critica ed i massimi riconoscimenti, amplificati anche dal suo ruolo di giudice a MasterChef Italia.

Una particolare attitudine alla valorizzazione della cucina naturale ha accentato anche il menù elaborato dallo chef Salvatore Paladino del Ristorante Toro Nero a Messina, dove la caleidoscopica stagionalità degli ingredienti siciliani ha evocato le cromìe e le scelte etiche e sostenibili delle ricette del libro di Antonia Klugmann, presente alla cena conviviale che ha seguito la conferenza stampa moderata dalla giornalista e food blogger Valeria Zingale .

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Un menù impreziosito dalla coralità dei microcosmi siciliani: l’Executive Chef del Ristorante Toro Nero ha valorizzato la biodiversità del manzo di razza Cinisara, delle uova di lumaca madonita, del Maiorchino dei Nebrodi, della ricotta di capra messinese, arrivando alla mozzarella iblea, agli ortaggi di Giarratana e di Ispica, al carciofo viola etneo, e senza prescindere dai capperi di Pantelleria, dai pistacchi di Bronte e dalle olive del Belice.

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Tecnica, equilibri di gusto scanditi da registri sensoriali intriganti e l’abbinamento ai vini Cottanera e Milazzo hanno coinvolto gli ospiti in un percorso enogastronomico che pone il Ristorante Toro Nero ai vertici della scena messinese.

Il Cannolo e la trionfale Cassata magnum della Pasticceria Irrera hanno suggellato la chiusura dello straordinario evento.

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La Famiglia Denaro della Pasticceria Irrera, perpetua a Messina dal 1910 l’istituzionalità dei canoni dell’eccellenza, una storia che ogni giorno -dalla prima colazione al dopocena- intercetta ogni esigenza contemporanea, ve ne parlerò presto su queste pagine…

 

Sjàbica a Punta Secca, le coordinate del gusto

Carisma, dirompete creatività, brillante ricerca che contempla esclusivamente l’eccellenza della materia prima, selezionata con rigore e col desiderio di trasmettere i sapori del pescato a miglio zero o poco più, interpretando il gusto mediterraneo anche attraverso le suggestioni che non hanno confini geografici, ma l’orizzonte libero del mare e della sensibilità artistica di chi è mente ed anima di importanti progetti imprenditoriali che hanno rifondato l’offerta del gusto del litorale ibleo: sono solo alcuni dettagli della cifra stilistica e del talento di Joseph Micieli.

Dall’arte mixology contemporanea di Scjàmpagne alla Cucina Costiera by Scjàbica fino a Scjàbica Cuoco Pescatore, il gusto e le preziose selezioni enologiche e di distillati hanno reiventato l’offerta di un territorio turistico di grande riscontro internazionale e che continua a mettere in luce la straordinaria vicinanze alle città del Barocco ibleo e al mare di sabbie dorate e blu magnetico di Punta Secca.

La semplicità che ammalia attraverso l’essenza, che trasmette la purezza del grano siciliano dei lievitati, che si fonde all’olio extravergine selezionato per regalare l’identità del gusto delle cultivar autoctone.

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Magistrale la tecnica esecutiva, sicurezza ed audacia compositiva ed infinito rispetto  degli ingredienti, regalano al palato la quintessenza dei crostacei, che rivelano in purezza la loro umoralità.

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La Ricciola 2017 brilla nella composizione che evoca un beef corallino, accentata da salicornia, pomodorini dry, olive, frutti del cappero ed essenze mediterranee, tra cui spicca l’aceto di Nero d’Avola, che registra un’aggressività esasperata rispetto alla raffinatezza e alla squisita ricercatezza della creazione dello Chef.

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L’arancino è una sinfonia di crostacei e mitili che illustra i canoni di perfetta esecuzione e si specchia nella dolcezza primaverile dei legumi verdi.

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Gli spaghetti sartoriali Mancini trovano nell’interpretazione dello chef Joseph Micieli la loro definitiva sublimazione:

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nelle due varianti, ai ricci di mare e alle alghe-gambero rosso-caviale-aglio dolce, dipingono connotazioni di supremazia di gusto e di tecnica che li ascrivono tra i must have.

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Il trancio di pesce svela i suoi sentori dolci, burrosi e fruttati che seducono richiamando infinite idee di abbinamento, che arrivano a sconfinare ai distillati e ai cocktail estivi, a due passi dalla spiaggia, con la brezza tatuata sulla pelle ed il desiderio di tornare prestissimo da Scjàbica.

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Ristorante Scjàbica

Cuoco Pescatore 

Lungomare Amerigo Vespucci

97017 Punta Secca (RG)

T. +39­ 0932­ 1836006­

 info@josephmicieli.it

http://www.josephmicieli.it

Monaci Delle Terre Nere, let’s punch!

Arrivare a Monaci Delle Terre Nere è arrivare in una dimensione sospesa tra sogno ed incanto, un percorso che si snoda tra i tornanti che delineano il profilo dell’Etna e hanno il respiro dello Jonio sempre all’orizzonte.

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La Tenuta si estende per ventiquattro ettari, coltivazioni biologiche senza soluzione di continuità con la spontaneità del territorio. Nei tradizionali  terrazzamenti si alternano vigneti, ulivi, orto ed alberi da frutto autoctoni, in una biosfera di alta montagna nel cuore del Mediterraneo, che dona prodotti di peculiare unicità di gusto e che ispirano la proposta gastronomica.

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Il country boutique hotel si sviluppa dalla dimora nobiliare – dove hanno sede la hall, la boutique, i servizi e le sale conviviali – alle camere e suite immerse nell’eden della proprietà.

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Monaci Delle Terre Nere è un luogo d’elezione, dove cogliere un invito a ritrovare sintonia interiore ed a rimodulare le priorità, ha l’essenza del tempo cercato e gli stimoli energetici del magnetismo dell’Etna e delle albe dorate che si ammirano sul mare.

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Lo stile delle scelte architettoniche della Proprietà ha valorizzato la valenza storica dell’architettura tradizionale siciliana, coniugandola con l’arte contemporanea ed applicando i principi della bioarchitettura, puntando sulle fonti energetiche rinnovabili e ponendo la natura al centro dell’esperienza.

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Il Convivium Bar si apre alla convivialità anche agli ospiti esterni, animando la hall e gli spazi living della panoramica piscina a sfioro.

Il Bar Manager Paolo Sanna trae ispirazione dalle essenze del luogo e dalla continua ricerca di distillati officinali per trasporre attraverso l’arte del bere miscelato, fragranze e sapori indelebili in perfetto stile Monaci Delle Terre Nere.

 

Interpretando i vini naturali di Guido Alessandro Coffa e l’amaro AMARA si celebra il rito conviviale del punch in edizione etnea: ripercorrendo le affascinanti atmosfere ottocentesche proprie di Monaci Delle Terre Nere, i Mulled Wine, Sangaree, Cobbler, Punch e Sparkling cocktails tornano protagonisti dell’offerta mixology del Convivium Bar.

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I vini prodotti nella Tenuta nascono da diverse cultivar autoctone del microcosmo dell’Etna, come il Nerello Mascalese e il Carricante, una varietà d’uva a bacca bianca esclusiva del Vulcano.

Agli ospiti di Monaci Delle Terre Nere vengono anche proposte degustazioni di vini all’interno della Tenuta e presso cantine del territorio, ma anche corsi affiancati da Sommelier ed eventi tematici.

Antonia Klugmann a Messina!

L’otto maggio prossimo, a Messina, a partire delle ore venti al Ristorante Toro Nero, la giornalista e food blogger Valeria Zingale modererà ed affiancherà la chef Antonia Klugmann nella presentazione del suo primo libro:

“Di cuore e di coraggio. La mia storia, la mia cucina”

Locandina evento Antonia Klugmann

Molto più di un’autobiografia, la chef triestina ripercorrerà le tappe salienti che l’hanno condotta in cucina, dopo gli studi classici e giuridici, e all’apertura del suo ristorante L’Argine a Vencò, a Dolegna del Collio in provincia di Gorizia, a pochi chilometri dal confine sloveno. 

Un ristorante che si afferma con brillante interesse della critica e che immediatamente si aggiudica una stella Michelin, riconfermata negli anni successivi e anche nel 2018.

Cresce l’attenzione verso la filosofia della cucina naturale di Antonia Klugmann, così dipinta dagli Ispettori Michelin:

“In un edificio rurale tra le colline e i vigneti, solo una quindicina di coperti ricevono le attenzioni di Antonia Klugmann: scelta ristretta per assicurare la freschezza dei prodotti che subiscono poche trasformazioni, accostamenti originali, sapiente uso di erbe aromatiche. La cifra della sua cucina!”

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ANTONIA KLUGMANN [foto di Mattia Mionetto]

Negli ultimi anni Antonia Klugmann si è distinta nella partecipazione di eventi nazionali ed internazionali, tra cui i tavoli tematici di Expo Milano, Chef ospite al rock gormand festival austriaco Gelinaz! Does Upper ed è stata anche giudice della settima stagione di MasterChef Italia.

Oltre alla giornalista e food blogger Valeria Zingale, introdurrà l’Autrice anche Daniela Bonanzinga, titolare dell’omonima libreria messinese che dal 1969 rappresenta un vero e proprio presidio culturale per la città dello Stretto.

Durante l’evento, scopriremo il leitmotiv delle ricette narrate nel libro, che evocano le stagioni dell’orto, i colori, le fragranze e i sapori della terra, e le scelte etiche e sostenibili dell’Autrice.

Alla presentazione del libro seguirà la cena con l’autrice Antonia Klugmann, curata dal Ristorante Toro Nero. 

Per info e prenotazioni

 tel. 090.2931640