Chef Pino Cuttaia e la cultura: l’incisività del gusto autentico di Sicilia

Ricondurre ai sapori familiari, evocare memorie sopite, raccontare il territorio attraverso l’unicità degli ingredienti e le armonie di sapori codificati da millenarie e resilienti preparazioni classiche: è l’alchemica missione di Pino Cuttaia.
Il ruolo dello Chef contemporaneo non può prescindere dalla valorizzazione del patrimonio antropologico e culturale, scomponendolo nelle essenze e nei sapori più autentici e vibranti, come in un mosaico di rimandi evocativi delle dominazioni moresche, normanne, spagnole e di tutto ciò che germoglia in una Terra di passaggio dal fascino assoluto.

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Cannolo di melanzana Perlina

È l’approccio etico che lo Chef perpetua da sempre e reinventa con luminoso slancio compositivo attraverso l’arte delle sue portate.
Incisività distintiva che lo accomuna alla spazialità di Lucio Fontana, nel rimando a molteplici livelli percettivi, che si apprezzano assaporando la dirompente personalità degli ingredienti che compongono assaggi nitidi e di ludica golosità.

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Risone alla Marinara

La costante sperimentazione imbastisce trame che amplificano la sensorialità degli ingredienti: l’umoralità del pomodoro si evolve attraverso il cous cous, approdando ad un mantecato di risoni partenopei, la cui cremosa voluttà s’infrange nella risacca di Parmigiano e acciughe.

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Puzzle di insalata mediterranea

L’attualità accomuna i Classici del menù alle portate inedite, scaturite da percezioni estemporanee. Convergono in assaggi esclusivi e senza ancore temporali e donano esperienze mai ripetitive.

 

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Capesante

 

L’alta cucina di Pino Cuttaia ricerca ed elabora con rispetto e minimalismo ingredienti territoriali, valorizza la stagionalità e diventa naturale riscatto per Contadini e Produttori artigianali, mirando alla sostenibilità e promuovendo la biodiversità.

 

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Ritratto di primavera

L’estetica compositiva che definisce le creazioni dello chef Pino Cuttaia lascia trasparire rimandi ad un’imperfezione ricercata, come il seme di limone in Memoria Visiva –simbolo di vita e amore materno – o riesce ad evocare la candida morfologia abbagliante di Scala dei Turchi, attraverso il monumentale impatto della purezza monocromatica della Spigola in crosta di sale.

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Spigola in crosta di sale

Un viaggio in Sicilia che fa tappa al Ristorante La Madia ha l’esclusività della cultura veicolata dal gusto, della dirompente espressività degli assaggi, che sanno coinvolgere in un’esperienza che tramanda il valore dei sapori.

 

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Bieta e molluschi in crema di topinambur

Pino Cuttaia trasmette la consapevolezza radicale dell’indissolubile legame affettivo al gusto, scompone le architetture che diaframmano essenza e spontaneità, nella percezione di un sapere, che attraverso il palato, sa narrare la Sicilia più autentica e che resta nel cuore.

 

Ristorante La Madia

Corso Filippo Re Capriata, 22

Licata (AG)

tel. 0922 771443

chiuso martedì

visitato il 15 aprile 2017

Le FRAGOLE come alimento funzionale!

Irresistibilmente profumate e succose, le fragole irradiano di passionalità ed allegria i banchi di frutta di stagione. Il clima mite primaverile ne permette la coltivazione in pieno campo, a vantaggio delle qualità organolettiche; ma prima di acquistare le fragole è importante accertarsi che si tratti di prodotti biologici, essendo tra i frutti maggiormente contaminati da pesticidi ed ormoni.

Le fragole sono state classificate tra le fonti alimentari più ricche di polifenoli e considerate alimento funzionale per l’attività antiossidante.
La ricerca epidemiologica è sempre focalizzata sui benefici per la salute che si evidenziano da uno stile alimentare incentrato sugli alimenti funzionali e studia la loro attività nella prevenzione e nel supporto terapeutico di molte patologie di rilevante incidenza.

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Le fragole hanno evidenziato attività sperimentali nella promozione del benessere e contro le patologie degenerative, scopriamo quali:

un aiuto per il metabolismo
I polifenoli di fragole e frutti di bosco aumentano la sensibilità all’insulina in soggetti sovrappeso e obesi non diabetici. Consumare questi frutti a fine pasto può essere utile per evitare i picchi glicemici postprandiali.

preziose per contrastare le affezioni croniche
L’acido ellagico è un antiossidante naturale di tipo fenolico – di cui sono ricchi anche la melagrana, gli altri frutti di bosco, i frutti gialli, le noci e il vino – la sua attività antiradicalica trova molte applicazioni nella ricerca dei suoi potenziali ed effettivi usi clinici, anche in associazione terapeutica nell’artrite reumatoide.

utili al sistema cardiovascolare
La sinergia degli antiossidanti contenuti nelle fragole – acido ascorbico, antocianosidi, quercetina, catechine, acido ellagico – inibisce l’incidenza di ipertensione e dei marker infiammatori come la sieroproteina C-reattiva.
Studi alimentari monitorati hanno attribuito alle fragole anche la diminuzione dell’iperlipidemia postprandiale in soggetti con fattori di rischio cardiovascolare.

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È stato evidenziato uno stimolo diretto dell’attività enzimatica che modula il tono dei vasi sanguigni (eNOS) e nella regolazione della risposta immunitaria, inibendo l’attività del sistema trascrizione NF-kB.
Un’alimentazione ricca di frutta e verdura di stagione e il suo alto titolo di antiossidanti, è correlata alla diminuzione del rischio cardiovascolare, tramite la prevenzione dell’ossidazione del colesterolo LDL, un’aumentata elasticità endoteliale vascolare e una maggiore azione antiaggregante piastrinica.

vitamina C
Sei fragole contengono la stessa percentuale di vitamina C di un’arancia!

anticellulite
Potassio, flavonoidi, vitamina C e l’elevatissimo contenuto d’acqua hanno azione drenante e antiossidante. Le fragole sono frutti ipocalorici e ricchi di elementi utili al microcircolo capillare e alla circolazione linfatica.

ferro, acido folico, vitamine B, calcio e fosforo
Minerali e vitamine essenziali per l’omeostasi ossea e per l’ossigenazione, favoriscono la concentrazione e lo sprint energetico durante la crescita e a tutte le età.

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antinfiammatorie
Studi sperimentali su estratti di fragola hanno evidenziato l’inibizione gli enzimi COX in vitro, quindi una modulazione della risposta infiammatoria.
Dati scientifici hanno dimostrato l’attività antitumorale degli antiossidanti contenuti nelle fragole, e nell’ambito della ricerca su modelli animali, hanno indicato che le diete ricche di fragole possono anche avere il potenziale di promuovere la plasticità sinaptica del sistema nervoso e della memoria, attività sempre mediata da NF-kB.

le hai mai provate con la bufala?!
Le fragole possono essere l’ingrediente accattivante per una Caprese alternativa o un Gazpacho più intrigante, le fragole sono ideali da abbinare anche al pesce azzurro e ai crostacei, oltre a valorizzarne il gusto, l’abbinamento favorisce anche l’assimilazione del ferro contenuto negli alimenti.

I consigli alimentari e di nutraceutica non sostituiscono il parere medico.

Chef GAETANO BILLECI: l’imperatore del gusto a Palermo!

Arrivi a Palazzo Branciforte passeggiando lungo i vicoli che dal Teatro Massimo arrivano al mare, tra i chiaroscuri del centro storico.
A Palermo l’architettura del cinquecento è oggi valorizzata non solo come sede espositiva, qui il gusto è sovrano: al piano terra si snodano una scuola di cucina e l’omonimo Ristorante che accoglie ogni esigenza, dalla caffetteria, all’aperitivo più ricercato, offrendo location ideali per eventi, meeting, ricevimenti, afternoon tea, senza trascurare lo show brunch domenicale unico in città ed in Sicilia.

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Il Ristorante Branciforte continua nella sua inarrestabile evoluzione, oggi brilla del sofisticato restyling: eleganti toni mastice enfatizzano la nuova cantina a vista e il candore della mise en place e delle accoglienti sedute. Le nuove opere d’arte contemporanea accentano gli angoli più suggestivi della sala.

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Ogni dettaglio di stile ed accoglienza è magistralmente curato dall’esperienza e dall’innata classe del Direttore Teresa Dawidowska e del delizioso staff, sorridente, ospitale e puntuale.

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Chef Gaetano Billeci esprime nelle sue creazioni briosa genialità compositiva, esalta il pesce azzurro come le materie prime di pregio, sorprende ed ammalia reinventando con freschezza ed originalità i classici della tradizione, intriga con gli abbinamenti agli ingredienti contemporanei ed innovativi, mantenendo un ritmo seducente di aromi e di sapori nitidi e folgoranti.

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L’olio evo Fattoria Lombardo arriva in degustazione con lo stuzzicante assortimento di pani. Dal flacone stappato a vista si sprigiona la sua ricchezza polifenolica, che crea un dialogo di reciproca valorizzazione coi fragranti lievitati.

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Il benvenuto della cucina è una sfrigolante ed esclusiva anteprima fuori menù: lo “spitino” palermitano si arricchisce di suggestioni asiatiche nella panatura ed elegantemente, rivisita l’armonia di pecorino&pere, con una primaverile punteggiatura di favette.

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Seducente e cosmopolita, la zuppa fredda di bufala e Champagne esalta il filetto di sarda, un assaggio che evoca il ricordo iridescente degli smørrebrød danesi.

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La Carbonara è una suggestione di opulenza e passionalità, l’interpretazione dello Chef conquista per l’idillio tra gambero rosso e guanciale, indissolubilmente legati dalla salsa agli stigmi iridescenti ed aromatici di zafferano e le briciole croccanti al nero di seppia.

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Magistrali anche le esecuzioni dei secondi, tecnica e carisma illuminano la trama del pesce, dei molluschi e del galletto ragusano, dando nuove percezioni ad ogni assaggio. Eclettismo ed inarrivabile identità di sapori abbracciano le vibranti spezie dal mondo e gli ortaggi mediterranei.

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I dessert regalano ludiche e seducenti esperienze, creazioni di alta pasticceria che sanno incuriosire e sorprendere il palato. Il “toast” alterna cremoso e soffice di cioccolato, brillantemente esaltato dalle “patatine” di ananas caramellato e “ketchup” di lampone.

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La Tentazione di Adamo è un viaggio-a-Parigi: una millefoglie di mela caramellata, succosa e fresca a fine pasto, conquista col gelato alla vaniglia e la fragranza della cannella.

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La cantina si arricchisce di intuizioni e contemporaneità, oggi vanta quasi duecento etichette che dipingono il territorio senza tralasciare le sicurezze nazionali ed estere.

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Due proposte di menù degustazione, servite per un minimo di due persone, da sei o nove portate, SENSAZIONALMENTE e rispettivamente a 60 e 90 euro.
Alla carta, antipasto-primo-dessert da 35 euro, bevande escluse.

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Ristorante Palazzo Branciforte, il tempio del gusto a Palermo.
via Bara all’Olivella, 2
Palermo
tel. 091 321748
ristorantepalazzobranciforte@gmail.it
http://www.ristorantepalazzobranciforte.it

Ristorante visitato il 23 marzo 2017.

frumento, la migliore pizzeria di Sicilia!

L’incanto del territorio racchiuso tra il vulcano Etna e il blu magnetico dello Ionio, tratteggia oasi naturalistiche, gioielli architettonici medievali e barocchi, borghi marinari e montani, piste da sci vista mare, giardini arabi e tropicali, spiagge di scogli lavici, essenze balsamiche ed esperidate e sapori assolati e assoluti.

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Ad Acireale, a pochi chilometri da Catania, frumento elabora rispettosamente e magistralmente ingredienti di qualità estrema, imbastendo composizioni di gusto dall’immediata e stupefacente percezione d’eccellenza.
La sala è simultaneamente briosa ed intima, si snoda tra tavoli conviviali e banconi con vista; il calore del legno naturale si fonde alle luci di design, accenti artistici e rurali caratterizzano ed armonizzano la contemporanea valorizzazione del sapere napoletano dell’Arte della pizza alla naturalezza dei sapori più vibranti.

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Il forno non è a vista. Nell’attesa del palesarsi delle pizze, il menù degli antipasti invoglia a perdersi tra un assaggio di latticini di Paestum e le selezioni ricercate di formaggi e salumi o in conturbanti Caponata e Parmigiana.

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I fritti imprescindibili illuminano di sfrigolante ed irresistibile tentazione: chips di patate fresche “ruspanti” agli agrumi e panelle di ceci e mortadella Bologna sorprendono per carismatica personalità.

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Non solo pizza: tutti i giorni, dalle 18:30 a tarda sera, frumento è aperto anche per un disimpegnato aperitivo, una birra o per soddisfare con piatti unici di mare e terra ogni esigenza, componendo assaggi o una cena accattivante ed articolata.

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Le Margherite, le pizze della tradizione siciliana, le didascaliche proposte di stagione che valorizzano le eccellenze del maregambero rosso di Mazara, acciughe del golfo di Catania o baccalà – stuzzicano coi frutti esotici, le spontanee di primavera, gli ortaggi e i presìdi slow food come il cavolo di Aci o i porcini dell’Etna in stagione. Sorprende il vernacolo romanesco di puntarelle e sublimi alici Nardin o di carciofi alla Carbonara.

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Tre gli impasti tra cui scegliere: farina napoletana Caputo per una leggendaria “pizza canotto”, di grano Russello e Maiorca siciliano per una base integrale ricca di aromi, gusto e valore nutrizionale o di grano Khorasan per chi ama la pizza sottile e croccante.

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Puntigliosa scelta di birre e vini in prevalenza dell’Etna, soft drink Lurisia e cocktail estemporanei. Servizio dinamico, attento ed accomodante, sorrisi sinceri e disinvoltura nell’accontentare anche chi non ha convenientemente prenotato il proprio tavolo.

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Paragonato alla qualità eccellente dell’offerta, il conto è una carezza.
Si spendono da 6 a 14 euro per le pizze più ricercate, 10-18 euro per i piatti unici, 2 euro per coperto o supplementi. Ricarichi correnti per le bevande.

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La migliore pizzeria di Sicilia ha un nome: frumento, ad Acireale.

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Piazza Mazzini, Acireale, Catania.

Telefono 095 601496

Pizzeria visitata il 10 marzo 2017.

Hai davvero paura del BURRO?

Considerato – a discapito delle sue qualità organolettiche e nutrizionali – un alimento dannoso per la salute e pericoloso per il sistema cardiovascolare, il burro vince nel confronto coi grassi saturi tropicali – di palma e cocco – e coi grassi vegetali trans aterogeni delle margarine, molto utilizzati negli alimenti industriali e nella dieta vegana.

L’equilibrio tra i grassi alimentari saturi, monoinsaturi, poliinsaturi essenziali omega 3, omega 6 e omega 9 ha importanza fisiologica e metabolica.
Nell’ambito di un’alimentazione varia e di stile mediterraneo, incentrata sull’olio extravergine d’oliva e sui grassi poliinsaturi della frutta secca oleosa e del pesce azzurro, possono essere inclusi i grassi saturi animali, di cui sono fonte i derivati del latte, le carni e le uova, nelle quantità opportune al raggiungimento delle necessità nutrizionali.

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il burro è un alimento naturale
Il burro è un’emulsione di acqua in grassi, contiene anche proteine del latte e lattosio, vitamine e minerali antiossidanti come il selenio.
Il burro tradizionale di qualità si ottiene esclusivamente dalla panna, per affioramento o centrifugazione.
In Italia il burro è ancora considerato un sottoprodotto della lavorazione del Parmigiano Reggiano e del Grana, formaggi prodotti da latte parzialmente scremato.

Ancora oggi, il burro italiano più diffuso in commercio ha origine dalla centrifugazione del siero e dei residui caseari.
Queste metodiche di estrazione non danno lo stesso risultato qualitativo di un burro ottenuto a partire da latte appena munto, come avviene ad esempio in Francia.
In base ai metodi fisici di preparazione, il burro può distinguersi per caratteristiche organolettiche, spalmabilità, cremosità, ricchezza aromatica e gusto.

l’acido butirrico e la sua attività antinfiammatoria
Il burro è un alimento digeribile ed è fonte di antiossidanti e vitamine liposolubili che contrastano l’invecchiamento cellulare e proteggono la vista.
Il burro è stato valorizzato come alimento anche per l’attività antinfiammatoria dei suoi acidi grassi a catena corta. Questi componenti del burro contrastano lo sviluppo di batteri patogeni nell’intestino e sono fonte energetica per le cellule del colon, migliorano l’assorbimento dei minerali ed in particolare l’acido butirrico ha evidenziato attività antinfiammatoria e anti-neoplastica per l’intestino.

Il burro è meno calorico dell’olio vegetale
Il burro – che è un’emulsione di acqua in grassi – è più leggero dell’olio: 100 g di burro forniscono 758 kcal contro le 900 kcal date da 100 g di qualsiasi olio vegetale.

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preziosa fonte di vitamine liposolubili essenziali
Il burro è utile ad integrare antiossidanti come la vitamina A ed E e ne facilita l’assorbimento intestinale.
Il latte degli animali che pascolano al al sole è anche fonte di vitamina D, utile non solo per la salute ossea: questa vitamina ha importanti funzioni immuno-modulatorie.

i grassi saturi nell’alimentazione
Gli acidi grassi saturi sono contenuti sia negli alimenti animali che nei generi alimentari di largo consumo e prodotti da forno che hanno tra gli ingredienti olio vegetale di palma e di cocco.
Sia che derivi da un eccessivo consumo di carne, insaccati, latticini, formaggi o da fonti vegetali, l’abuso di grassi saturi è un fattore di rischio per le patologie del sistema cardiocircolatorio e per l’insorgenza di neoplasie.

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colesterolo alimentare ed endogeno
Il colesterolo è essenziale per l’organismo, regola la fluidità delle membrane e stabilizza la struttura fosfolipidica, viene utilizzato fisiologicamente per sintetizzare ormoni steroidei, come estrogeni, progesterone, testosterone, cortisolo, che sono essenziali per l’omeostasi.

Il burro contiene appena lo 0,2% di colesterolo, mangiando una porzione da 20 g di burro ne assimiliamo una quantità trascurabile.

Studi clinici mettono in luce che il colesterolo alimentare – ingerito attraverso gli alimenti animali – non innalza in modo preoccupante la colesterolemia.
L’eccesso di colesterolo ematico – dannoso per il sistema cardiocircolatorio, come l’obesità, il fumo, lo stress e la vita sedentaria – è da ricondurre a deficit recettoriali, sintesi endogena        ( fisiologicamente 1-2 g al giorno) e patologie metaboliche.
In una dieta mediterranea e non monotona, la quota alimentare di colesterolo è responsabile solo del 10-20% del colesterolo totale.

meglio consumarlo crudo
Un assaggio di ottimo burro tradizionale, da concedersi a colazione o per valorizzare le portate, non è condannabile se saltuario e se lo si assapora crudo.
Oltre i 140°C il burro inizia a denaturarsi e a sviluppare sostanze tossiche.
Se non si vuole rinunciare ai grassi saturi, per fritture croccanti, dorate, asciutte e salutari, va utilizzato il burro chiarificato.

I consigli alimentari e di nutraceutica non sostituiscono il parere medico.

 

 

le virtù dei CAVOLI, il decalogo nutraceutico di stagione

Non solo broccoli e cavolfiori, la biodiversità della famiglia delle Brassicaceae mediterranee abbraccia anche ravanelli, rucola e le innumerevoli specie di cavoli, cavoletti, cavoli rapa&co. che vengono distinte in base al colore delle foglie e dei fiori e per la sezione della pianta utilizzata: germogli, foglie, fusto, radice o infiorescenza immatura.
Verza, cime di rapa, cavolo romanesco, cavoletti di Bruxelles, cavolo a punta, pak-choi, broccoletti verdi siciliani, cavolo trunzo di Aci, hanno in comune le straordinarie attività antiossidanti, antinfiammatorie, detox, antietà, e sono utili nella prevenzione delle patologie cardiovascolari e degenerative.

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come preservarne le caratteristiche nutrizionali
I cavoli andrebbero cotti in padella, al forno o al vapore per limitare la perdita di minerali e antiossidanti.
La cottura in acqua disperde fino al 70% degli antiossidanti polifenolici, al vapore non si perde più del 20% di elementi nutraceutici. È importante suddividere i cavoli in piccole cimette o pezzetti, per velocizzare i tempi di cottura ed impedire la formazione dei composti solforati responsabili dei cattivi odori in fase di preparazione.

per stare in forma
Grazie al contenuto di fibre i cavoli danno rapidamente un senso di sazietà e sono utili per limitare i picchi glicemici dopo i pasti.
Sono ortaggi ricchi di calcio e ferro, che risultano però poco assimilabili a causa delle fibre e degli ossalati contenuti.
La ricchezza di composti fenolici di questi ortaggi si somma al loro contenuto di isotiocianati, indolo-3-carbinolo, selenio, vitamina C, vitamina E e pro-vitamina A, facendone alimenti funzionali che hanno azione antiossidante, antitumorale e antinfiammatoria.
I cavoli contrastano la ritenzione idrica grazie al potassio che ha attività diuretica. Le vitamine B, il magnesio e i fitoestrogeni possono fungere da coadiuvanti nella sintomatologia della menopausa.

antinfluenzali
Consumare cavoli inibisce la replicazione dei virus influenzali: più porzioni a settimana sono utili a fare il pieno di antiossidanti ed antinfiammatori naturali.

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la vitamina C contenuta si perde in cottura
Eccezion fatta per la rucola e il cavolo riccio che si consumano crudi in insalata, la perdita di vitamina C contenuta nei cavoli durante la cottura può arrivare all’80%. Oltre al tempo di cottura, bisogna considerare che il contenuto di questa vitamina inizia a decadere a partire dalla raccolta dell’ortaggio; è quindi importante non conservare i cavoli troppo a lungo prima di consumarli.

kale, non solo trendy food
Il cavolo riccio o kale – Brassica oleracea var. acephala – ha azione ipoglicemizzante: una singola dose di 14 g al pasto è capace di indurre un abbassamento del glucosio ematico postprandiale.

proteine vegetali
Cavolfiori e broccoli sono costituiti da oltre il 90% di acqua, ma 100 g contengono 2-3,5 g di proteine, pochissime calorie e fibre, caratteristica che ne aumenta il valore nutrizionale.

proteggono le articolazioni e la vista
Broccoli e cavoli rallentano la degenerazione della cartilagine dovuta alle infiammazioni delle articolazioni, prevengono le patologie degenerative e oculari senili.

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amici del sistema cardiovascolare
Numerosi studi evidenziano il ruolo del sulforafano nel salvaguardare arterie e cuore da patologie ischemiche e dallo stress endoteliale: inibendo i radicali liberi, contrasta la formazione di placche aterosclerotiche e l’ipertensione arteriosa.

Sulforafano nelle patologie metaboliche e come antitumorale
L’attività antiossidante del sulforafano contenuto nelle Brassicaceae, contrasta la glicazione dell’emoglobina e le complicanze vascolari del diabete.
Il sulforafano stimola anche l’attività di difesa cellulare della proteina Nrf2, proteina che promuove il sistema endogeno di difesa cellulare, limitando i danni ossidativi all’origine delle neoplasie.

avvertenze
Gli ortaggi della famiglia delle Brassicaceae contengono salicilati, e la vitamina K di cui sono fonte, se si consumano spesso e in quantità, potrebbe interagire con l’azione degli anticoagulanti.
La fermentazione intestinale di questi alimenti può essere meglio controllata associando il loro consumo allo yogurt o ad altri probiotici.

I consigli alimentari e di nutraceutica non sostituiscono il parere medico.

L’indirizzo foodie a Catania: Mc Turiddu

Dal mattino a dopo mezzanotte “la porta è sempre aperta e la tavola imbandita”.

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Sorrisi sinceri e ospitalità s’intravedono già dalle luminose vetrate su piazza Spirito Santo a Catania – oggi piazza Turi Ferro -, nel cuore del centro storico e appena defilato dalle vie commerciali.

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Me Cumpari Turiddu capta ogni esigenza di slow living e gusto, le sale si snodano tra caffetteria, sala da tè, bottega di prodotti d’Autore –c’è anche il cioccolato Sabadì-, wine bar, street food, bistrot, ristorante e offre anche spazi che si prestano a degustazioni, vernissage e a lasciarsi vivere; nell’incantevole atmosfera sospesa tra la familiarità di una scenografica cucina a vista e l’onirica intersezione di arredi retrò e di recupero, tra volte storiche e cementine policrome, che trovano naturale continuità con le assi di botte e il basalto.

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Tovagliato immacolato e una degustazione di pani appena sfornati e pomodoro Siccagno ti riportano immediatamente a sapori perduti: carrube, semola siciliana, olio evo aromatico ed estate assolata si svelano all’assaggio.

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Il menù espone una vasta interpretazione di prodotti del territorio di mare e terra, dai taglieri di formaggi e salumi, carni siciliane – anche d’asino ragusano-, al pescato esclusivamente fresco; i legumi e i primi della tradizione e un’enciclopedica offerta alla brace, mancano però le polpette in foglia di limone.

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I fagottini di pasta fresca “stipateddi” trovano perfetto equilibrio nella salsa di Nero dei Nebrodi, le scaglie di Ragusano DOP accentano l’assaggio di umoralità.

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L’Aricchia du Liotru è la cotoletta etnea, coglie l’assonanza tra la statua dell’elefante emblema di Catania e la milanese “orecchia d’elefante”.
Burrosa al taglio e senza traccia d’unto, sfrigolante come le chips al rosmarino servite a corollario. La riduzione di vino rosso e spezie dona dimensioni multiple all’assaggio. Realizzata con costata di manzo o asino a scelta.

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I dolci di Agata giocano attorno al cannolo, al tiramisù “Sùsimi” impreziosito da mandorle e chicchi di caffè pralinati -senza uova nella crema al mascarpone-, couscous al pistacchio e gelo di fichidindia con croccante espresso.

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La cantina valorizza ogni area enoica siciliana, la carta dei vini al calice integra l’offerta, soddisfando le esigenze di chi è solo o di passaggio. Birre artigianali e soft drinks.

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Materia prima ricercata, stagionalità, cucina espressa, valorizzazione dei sapori grazie alle tecniche e alla leggerezza delle cotture.
Servizio giovane, premuroso e puntuale, attento ai desideri del cliente.
Traspare l’amore per l’ingrediente che narra la cultura dei microcosmi siciliani e il gusto di portate a tavola identità, senza ostentare pretese gourmet.
Aperto da lunedì a domenica. 26 euro per antipasto, primo e dessert, beverage escluso, 6 euro per un calice.

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Me Cumpari Turiddu
Piazza Turi Ferro n. 36, 37, 38  (già Spirito Santo)

Catania
Tel +39 095 715 0142
putia@mcturiddu.it

Visitato il 21 gennaio 2017.

 

 

Il nuovo Ristorante CORIA a Caltagirone

Giuseppe Coria è l’autore di un’antologia di ricette e tradizioni siciliane, Profumi di Sicilia, titolo che sintetizza idealmente le fragranze più vibranti e autentiche che ogni portata degli chef Domenico Colonnetta e Francesco Patti esprime.

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Il Ristorante Coria a Caltagirone, Catania, dopo il recente restyling, brilla di una luce mitteleuropea: toni neutri, la grande e fervente cucina a vista, sale intime, lampade Foscarini – a focalizzare l’attenzione sulle portate- e legno, in molteplici essenze, a contornare la tavola nuda e la mise en place.

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Il benvenuto degli chef è una memoria da assaporare, riproduce il percorso di esperienze formative e di vita che ha ricondotto Domenico Colonnetta e Francesco Patti a Caltagirone: vari amuse-bouche che tratteggiano il Veneto col baccalà mantecato e le sarde in saor, Milano nella chips di risotto e ossobuco, la scaccia ragusana evocando il Mentore del Duomo di Ibla e il muffoletto che riporta alle origini. Brio e sintesi accattivante di equilibri e aromi che sono preludio del trionfale arrivo dei pani.

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Lievitati integrali di Russello e Margerito, grandi autoctoni che esprimono complessità sensoriale ed identità siciliana, sfoglie croccanti di semola, grissini fragranti, sfincione palermitano e pane cunzato da degustare con una vellutata di zucca, spaghetti di castagna, semi di zucca tostati e chips di patata viola. Su tutto lo champagne degli oli bio siciliani, Grottafumata di Mauro Cutuli.

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La triglia ripiena di carciofi in panure croccante dialoga con radici e tuberi glassati – daikon, rapa, pastinaca, topinambur e carota-. La cremosità della passata di fava larga di Leonforte aggiunge persistenza alle volubili dolcezze e mineralità armoniche del pesce e degli ortaggi, abbinamenti che rendono unico ogni assaggio.

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L’opulenza e l’umani della crema di porcini secchi e dello stracotto di vitello, diaframmati dalle pieghe dei ravioli, rimandano quasi ad enfasi asiatiche, dando nuovo carisma alla pasta ripiena che è sintesi dell’entroterra siciliano.

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Gli spaghetti alla chitarra abbracciano la quintessenza della brezza, nella manteca ai tartufi di mare e ricci, con la delicatezza esperidata del limone candito e olio evo.

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Il pesce San Pietro convince nel dualismo con la filangé di cardi, sentori tannici e balsamici di timo che si perdono nella dolcezza della cipolla rossa caramellata.

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Il piccione in due cotture non idealmente indovinate – coscetta alla brace e petto glassato – trova controcanto suadente nella crema di mais, pop corn e cavolo viola agrodolce.

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Il pre-dessert conquista per la connotazione non retoricamente dolce: mela-caprino-pomodoro candito resettano il palato invogliando al dolce.

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Il cannolo alla crema di ricotta con gelato al torrone e zappetta calda di fichi è un dichiarato tributo allo chef Ciccio Sultano e un manifesto omaggio all’altro ambasciatore del gusto siciliano nel mondo, chef Pino Cuttaia, per la forma spiralizzata a cornucopia.

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La piccola pasticceria incanta per la fragranza delle preparazioni espresse e corrompe con infinite sfumature di cioccolato, tra le migliori di Sicilia.

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Al Ristorante Coria va in scena l’estrema qualità della materia prima, grande attenzione alla stagionalità del pescato e degli ortaggi. Selezioni esclusive di eccellenze regionali e brillante valorizzazione dei prodotti del territorio per elaborare portate armoniche e accattivanti, in un ambiente che ammalia per stile, atmosfera e design contemporaneo.

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Servizio discreto e professionale, la cantina dipinge numerose microcosmi enoici siciliani, non manca una selezione di Champagne, vini francesi, sudafricani e nazionali. Diversi menù degustazione, alla carta per tre portate – antipasto, primo e dessert – si resta sulla soglia di 50 euro.

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Ristorante CORIA
Chef DOMENICO COLONNETTA e FRANCESCO PATTI

Via Infermeria, 24 – Caltagirone CT
Tel. 0933 334615

Aperto a pranzo e cena.

Chiuso domenica a cena e lunedì.

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visitato il 29 gennaio 2017

Il miracolo del cioccolato al latte SABADÌ

La Famiglia del Cioccolato al Latte Sabadì ha sei componenti: Nonna allo zenzero, Nonno al caffè, Papà al 58% di cacao, Mamma al fior di sale e zucchero di fiori di cocco, Tato al 48% di cacao e Tata al cardamomo.

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Sei tipologie di cioccolato monorigine al latte lavorato a freddo, che come l’intera gamma delle delizie Sabadì, esprime l’eccellenza delle materie prime agricole che onorano il lavoro dei produttori di commercio equo e solidale.
Ingredienti biologici, naturali e sani, lavorati ad arte per regalare assoluto , intenso ed imparagonabile piacere al palato.

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Tavolette da cinquanta grammi che sono ologramma di un sogno, del miracolo del cioccolato lavorato e stabilizzato a freddo. Il cioccolato Sabadì ha innovato e magnificato la produzione tipica, affermandosi a livello internazionale come il miglior cioccolato di Modica, per la sua unicità di qualità e come alimento smart, non solo irresistibile!

Il contatto diretto ed etico coi produttori di cacao e zuccheri, la connessione con la migliore materia prima biologica, le selezioni più esclusive di spezie naturali, l’attenzione ai presìdi slow food, la storia che ogni assaggio narra e il messaggio di slow living e di qualità della vita che custodisce, elevano la degustazione Sabadì ad esperienza mistica.

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Il cioccolato Sabadì è diverso. Diverso perché è eccellente.
Diverso, perché è lavorato a temperature significativamente più basse rispetto al tradizionale cioccolato prodotto a Modica. Per lo spessore ideale della tavoletta che amplifica le percezioni organolettiche del miglior cacao dell’Ecuador.

Diverso per l’infinita varietà delle proposte Sabadì, che vanno dal cioccolato 100% cacao, alla cioccolata in tazza, passando per le tavolette naturalmente aromatizzate e fino ad arrivare alle variazioni di zucchero biologico e alla linea nutraceutica “La Qualità della Vita”.

Il cioccolato Sabadì è diverso per la sua valenza di alimento funzionale: è simbolo dell’integrazione alimentare golosa, è antiossidante, immuno-modulatore, preserva l’efficienza delle cellule nervose, stimola la memoria ed è antidepressivo, antiipertensivo e protegge dalle malattie metaboliche come il diabete e l’ipercolesterolemia. Un consumo giornaliero di 20 g di cioccolato di qualità migliora la resistenza allo stress, le prestazioni atletiche e riduce gli stati infiammatori.

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Tutte le proprietà nutrizionali ed organolettiche decadono alle alte temperature a cui è sottoposto qualsiasi altro cioccolato, anche per questo il cioccolato Sabadì è indicato come alleato di benessere, non solo di lussuria gourmand!

Va precisato che il cioccolato è una fonte di tiramina, che può scatenare crisi di emicrania in soggetti sensibili, e di alcaloidi stimolanti. Inoltre come tutti gli alimenti che contengono ossalati, un abuso di cioccolato può portare alla precipitazione di sali insolubili, che danno origine ai calcoli renali.

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La lucentezza delle tavolette e la cremosità al palato – il cioccolato Sabadì non si opacizza, non si sbriciola e non si separa dal burro di cacao – si ottengono mantenendo inalterate le qualità della massa di cacao e con il know how di Simone Sabaini.
All’assaggio trionfano i sentori fruttati che sono indice dell’assoluto rispetto della naturalezza della materia prima, evocano l’identità del cioccolato Nacional Fino de Aroma, che è il prodotto della fermentazione di un frutto, la cabosse del cacao. Il cioccolato Sabadì regala l’essenza primaria del frutto e l’armonia delle componenti organolettiche naturali del cacao fermentato.

Il cioccolato al latte Sabadì è intenso e conturbante, durante ogni fase della degustazione si sommano fragranze sfaccettate, vellutata ricchezza ed infinita persistenza. Caratteristiche che ne fanno ideale protagonista di eclettici abbinamenti salati e dolci, dai formaggi alle birre, dai distillati alla totalizzante degustazione in purezza.

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Confezioni artistiche e tattili, meritevoli di far parte della storia dell’arte e del design, che espongono e valorizzano il prodotto e il Sabadì-pensiero.
Folgorante luce e bellezza ad ogni assaggio, che vorresti ripetere all’infinito.

Grazie Simone Sabaini.

Per info e shop on line Sabadì

l’avanguardia di chef Pino Cuttaia, il nuovo menù La Madia

Genialità, tecnica e naturale attitudine a stupire con l’essenza della semplicità: Chef Pino Cuttaia è ricercatore indomito e raffinatissimo compositore di armonie del gusto,  interpreta gli ingredienti con inedita attitudine introspettiva, regalando vibranti sinestesie ad ogni assaggio.

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Il nuovissimo menù 2017 brilla per purezza cromatica ed audacia sensoriale, che scaturiscono dal minimalismo zen e dall’eleganza dei sapori assoluti. Il ristorante La Madia a Licata, Agrigento, negli anni ha messo in scena l’esposizione di ricerca creativa dello Chef e della moglie Loredana, e con l’ultimo restyling d’interni della scorsa primavera,  accoglie in un’aurea simplicitas che lascia assolute protagoniste le creazioni dello Chef.

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Il mimetismo della seppia viene irretito ricreando un reef corallino, in cui l’intensità dei sapori contrasta con le sfumature candide e dorate delle chips di uova di seppia, della setosa e conturbante crema di finocchio e dell’umorale gnocco ottenuto dal mollusco; stigmatizzato da un tratto grafico del suo inchiostro impalpabile e dall’essenza balsamica del finocchietto.

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La sacralità del pane appena sfornato – che arriva a tavola preceduto dall’intensità della fragranza dei grani autoctoni siciliani molti a pietra naturale – si esalta nella degustazione dell’olio extravergine del Belice ed evidenzia la lussuria sferificata in due praline, che si contendono il derby dell’estasi: foie gras cesellato di aromatica nocciola Gentile appena tostata e mousse di mortadella ai pistacchi di Raffadali. Una goccia di aceto balsamico tradizionale di Modena tatua l’assaggio indelebile.

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Brillante di clorofilla e di stagionalità, la bieta selvatica cattura l’anima del sottobosco: la dolcezza pungente della vellutata di topinambur e la cupa persistenza del tartufo nero amplificano la carnale succosità delle lumache, celate alla vista e sorprendenti al palato per l’eleganza della texture.

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L’uovodiseppia in continuo divenire, inaugura il 2017 con il misticismo di un ologramma:

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la trasparenza madreperlata della struttura albuminica del cefalopode custodisce il tuorlo, che al taglio diverrà la naturale salsa del nido di tartufo nero, sommando volumi sensoriali che all’assaggio illudono e seducono.

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La Ninfea di carciofo Spinello di Licata sublima la territorialità della cucina, elevandola ai vertici dell’eccellenza.

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Un cuore iodato di crostacei amplifica la ferrosa dolcezza del carciofo, brattee delicatissime sbocciate a vapore, da intingere lucidamente nella salsa all’acciuga – che è memoria di bagna cauda – accentando ogni assaggio con la passionalità della bottarga di Tonno Rosso.

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Chef Pino Cuttaia supera la tecnica piemontese del raviolo, la sua sfoglia aurea sfida il millimetro e la dentellatura sartoriale dell’ottone della rotella taglia pasta imbastisce creste che velano appena il ripieno di cappone; “plin” che saturano di umami fondente il palato. Solo l’esponenziale fragranza del tartufo bianco ad esaltare l’assaggio, che si fa amorevole con un sorso di brodo limpido servito a corollario, tenendo tra le mani una squisita e satinata porcellana da consommé, che amplifica con la tattilità la generosa opulenza della portata.

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Un taglio “dimenticato” di maialino Nero dei Nebrodi viene celebrato, donando percezione inedita ad abbinamenti dell’alta cucina classica. Il capocollo appare come un mosaico nella trasparenza della glassa: sugo d’arrosto che ha la festività ammaliante delle fragranze domenicali che si sprigionano tra le scale siciliane.
La purée di fagioli di base accompagna ed amplifica ogni assaggio, che trova reset nella preziosa punteggiatura vegetale che abbraccia la composizione.

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Essenza pura di mandarino che viene cristallizzata in un assaggio cremoso dei giardini arabi invernali, chiude un percorso che è sintesi di carisma e filosofia territoriale, che espone ricordi, esperienze maturate, viaggi sempre andata e ritorno nella terra degli affetti, dei valori e delle radici.
Chef Pino Cuttaia dipinge l’inarrivabile eccellenza con curiosità interpretativa, dipinge la contemporanea esigenza del gusto, sussurrando con le nuances più raffinate l’identità e il rispetto di ogni ingrediente in composizioni che sono avanguardia artistica e sanciscono con naturalezza l’archiviazione definitiva della cucina molecolare.

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Ristorante La Madia

Corso Filippo Re Capriata, 22

Licata (AG)

tel. 0922 771443

chiuso martedì

visitato il 5 gennaio 2017