FUD OFF & CHARME, una cena OFF ad Alcamo

 FUD OFF in trasferta da Charme Officina Cucina

Solo per una sera, il cinque novembre prossimo, Chef Valentina Chiaramonte e Domenico Cosentino, executive manager di FUD OFF, saranno in esclusiva in trasferta ad Alcamo: in programma una serata iconica ed irriverente all’insegna della sperimentazione, del divertimento e della convivialità.

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FUD OFF, in via Santa Filomena nº 28 a Catania, nasce nel 2016 dalla geniale intuizione dell’Ambasciatore del Gusto Andrea Graziano di ribaltare gli schemi ristorativi e di creare alchimie lounge, suggestioni indie rock, libertà di comporre in assoluta autonomia un aperitivo sartoriale o un menù degustazione per cene ispirate dall’estro di Valentina Chiaramonte, brillante ed eclettica anima di FUD OFF, Chef dal lirismo travolgente e dall’attitudine a trasporre, attraverso ingredienti di nicchia e tecnica magistrale, i sapori evocativi che sanno ammaliare. Creazioni istoriate dall’arte mixology del Bartender Domenico Cosentino, che combina spiriti siciliani ed internazionali, macerati e fermentati, affiancandoli ai classici drink d’autore, alle essenze botaniche e ad una studiata carta dei vini.

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Da sempre l’attività imprenditoriale, formativa e divulgativa di Andrea Graziano catalizza sinergie propulsive ed interconnessioni tra arte-design-ricerca-filiera corta-e patrimonio del gusto siciliano, creando nel panorama ristorativo isolano e milanese una rete di Produttori ed una vetrina per le eccellenze enogastronomiche ed artistiche che gravitano attorno alle Aziende FUD.

Charme Officina Cucina ospiterà il cinque novembre prossimo, l’evento che individuerà in un percorso di degustazione i paradigmi più audaci della sensorialità:

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lo show room di Charme Officina Cucina, il concept store che racchiude i complementi d’arredo e gli utensili da più innovativi del panorama del design internazionale, sarà luogo espositivo anche per presentare la nuova fragranza d’ambiente realizzata in esclusiva per FUD OFF dall’Artigiano del profumo Antonio Alessandria, stilista sensoriale di Boudoir 36 in via Santa Filomena a Catania.

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In esclusiva, verrà introdotto un percorso olfattivo improntato sui sentori di legno bruciato e vetiver, che caratterizzano l’ideale abbinamento al tema della serata. Una straordinaria esperienza sensoriale a conclusione di un menù sperimentale e ludico, fatto di piccoli assaggi e piatti completi, per una cena dinamica, agile e contemporanea.

Ad Alcamo, Gabriella e Daniele Siena, cultori dell’arte del saper vivere e dell’ospitalità, hanno ideato un luogo d’elezione dove incontrarsi: Charme Officina Cucina è soprattutto un laboratorio dove sperimentare nuove tecniche o il luogo ideale per eventi o per godere di esperienze enogastronomiche fuori dai soliti rituali.

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UNA CENA OFF

lunedì 5 novembre alle 19.30. 

Per info e prenotazioni

tel. 0924 505462

 charmealcamo@gmail.com

Il costo della partecipazione all’evento è di 75 euro a persona – posti limitati.

Il nuovo menù d’autunno: TAVERNA MIGLIORE, Modica.

Le suggestioni iblee d’autunno e l’inevasa lungimiranza amplificano le ispirazioni creative dello Chef Lorenzo Ruta, orizzonti dalle tessiture studiate ed innovative animano il menù, attraverso le nuances più audaci e nitide delle erbe spontanee dell’orto, dei frutti tardivi dell’Etna, delle carni e del pescato rivisti sotto la lente delle più donanti alchimie di gusto, grazie a magistrali tecniche esecutive ed estro compositivo.

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Ludico e polifonico, il benvenuto a Taverna Migliore, ha i palpiti piemontesi della tartare di manzo e della robiola di capra, celata nell’allusiva morfologia della gelatina di Ciliegino, la vellutata fragranza del finocchietto selvatico e del tartufo di Palazzolo Acreide del bon bon di gambero rosso, la tridimensionalità dei fritti e la friabilità delle sfoglie al burro che impreziosiscono i pani.

La terrina di maiale nobilita un taglio di grande valore espressivo e di carisma umorale, grazie alla fragrante caramellizzazione di superficie: un cubo di testina, che si verticalizza nella brunoise di meline selvatiche etnee e pesche di Leonforte, irradiato dalla misticanza dell’orto, folgorante nell’essenza delle donanti foglie di pepe di Sichuan.

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L’eloquenza degli ingredienti selezionati dallo Chef Lorenzo Ruta, narra con stile la sacralità dello Spaghetto al Pomodoro, trafilato del miglior pastificio artigianale-agricolo-artistico italiano, l’unico in mezzo ad un campo di grano, e dei pomodori di Pachino, irradiati dal sole più intenso d’Europa. Così nasce un’ode all’Italia, liturgia di una polpa di pomodoro che è controcanto della trama al dente filosofico della pasta.

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Sfoglia ricca di semola e tuorli, tirata ad arte e scrigno di ragù di nero di seppia, impreziosita dal carpaccio eclettico del mollusco e dall’epifania della salsa di mandorla, idilliaco compendio che si tatua tra i più suggestivi emblemi di raffinata passionalità.

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Intermezzi che sublimano la cultura gastronomica modicana: le scacce tradizionali, arancine al ragù e ricotta fritta, anticipano l’uovo poché  vibrante della doppia croccantezza.

 

Il baccalà d’autunno s’inebria di cavolfiore, noci e rapa rossa, tra voluttuosi mantecati al cipollotto verde ed il brio della chips della sua pelle.

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La lingua di vitello trova assonanza nella profondità del tartufo scorzone e gioiosa enfasi nell’aria di  bagnet verd.

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La riduzione di carruba ingolosisce il trionfale tiramisù alle meringhette al caffè, come un omaggio a Cédric Grolet, arrivano i fruttini di bavarese di pesca all’amaretto.

 

A Taverna Migliore, lasciarsi sedurre dalla personalità delle etichette che compongono la carta dei vini anima un’esperienza che collega gusto ed estetica, radici e contaminazioni culturali, armonie e dirompente talento.

Lo Chef Lorenzo Ruta, Alice e Valentina Migliore in sala, inaugurano la stagione con le più entusiasmanti pagine da scrivere, insieme a chi vuol godere della vivacità di una proposta enogastronomica che sorprende, sempre!

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Ristorante Taverna Migliore

via Modica Ispica 95 – Modica (RG)
Tel. +39 338 498 1656
tavernamigliore.info@gmail.com

 

Ristorante visitato ad ottobre 2018

Ristorante I PUPI, la teatralità del Gusto panormita

Quando i programmi della serata saltano, prendono spazio le opportunità, si sincronizzano tempo e luogo, ed alle venti di una sera di vibrante autunno palermitano mi son ritrovata ad ammirare ancora una volta, la carismatica carta delle vivande del RISTORANTE I PUPI, a Bagheria.

L’enciclopedia della letteratura del gusto panormita, la voce dei sapori codificati nella memoria familiare e nel trionfale ed evocativo fascino dei convivi gattopardiani, l’eco a tinte forti dello street food, le ispirate scene cinematografiche delle persiane siciliane, che scompongono la triglia tra le luci scenografiche della salse agrodolci e le ombre delle conturbanti trame dei filetti e delle chips di grano.

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Dichiarato amore per l’Arte che si apprezza nei dettagli di una mise en place di squisita eleganza: lino candido, luci puntuali, cristalli, sedute di comfort assoluto e le esposizioni di pittura d’avanguardia ad impreziosire le pareti ed a captare la nuova onda espressiva di Bagheria, città di liberi pensatori e fulcro d’intelligencija.

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In sala, la professionalità della Sommelier Valentina Purpura e del Personale di leggiadra classe e puntualità, sotto la direzione di Laura Codogno, premiata dalla corrente edizione della Guida dell’Espresso col riconoscimento Fattore Donna. Una sala al femminile, che accoglie e sa illustrare alla clientela internazionale l’enciclopedica e studiata proposta della Cantina, scrigno di unicità dei microcosmi siciliani ed internazionali, e che sa sedurre con la sfavillante selezione di Champagne e distillati.

 

La teatralità del benvenuto dello Chef Tony Lo Coco narra l’epopea delle panelle, delle arancine, del pesce azzurro di Aspra, dei cannoli petit four, dell’iris e del grano spezzato, che da una sponda all’altra del Mediterraneo veicola cultura ed integrazione.

Ogni assaggio brilla di accenti aromatici e di magistrale tecnica esecutiva, sorprendendo con la polifonia dei ricordi di viaggio e delle nuances esperidate dei giardini della Conca d’Oro.

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La supremazia dei pani, l’ambasciata dei grani autoctoni siciliani giunge a tavola fragrante ed espressiva, a donare la sensorialità di frutta a guscio, camomilla e ginestra, estati assolate e sapori indelebili ed identitari, che si svelano dall’assaggio dei grissini di oreficeria e dei lievitati di commovente perfezione, ingioiellati di sesamo e di un perlage che è espressione di lievito madre.

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Come fosse uno spaghetto alla chitarra, il tonno sorprende per l’inedita trama e la sensorialità che rivela ispirazione e magistrale padronanza tecnica, un assaggio che dona sinestesie orientali nel travolgente umami di bottarga e nel sofisticato accento esperidato della perla di yuzu.

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Seppia e ricci: quintessenza salmastra, umoralità domata da antitetiche trame e temperature, un bon bon sfrigolante ed uno shot gelato, trionfali sulle vertebre di pesce, idilliaci e funzionali compendi.

Tutto il carisma della Norma: melanzana, pomodoro e latticini mixati e solisti, ambasciatori di mediterranea eloquenza. 

 

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Tortelli che con eleganza e fragranze oniriche dei pomodori alla brace e delle chips di melanzana, verticalizzano la nuova edizione di un imprescindibile assaggio.

Il timballo di anelletti: l’emotività festiva, la convivialità, la sfavillante sintesi di una portata celebrativa che si ricompone attorno all’essenza di un formato di pasta simbolico.

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Come anelli di una spirale di passionalità senza fine, legati dal fondente formaggio e dal ragù di tonno, ingioiellati da una panure che racchiude l’essenza dei sapori contesi e desiderati.

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Omaggio a Don Ciccio: l’involtino alla brace è un viaggio nella cultura del ricreare, una prova di cucina molecolare ante litteram, che ricrea attraverso ingredienti “poveri”, l’ologramma della “sostanza”, in un ripieno screziato di pinoli, mollata e genialità, che si traduce in una pepita aurea, cesellata di briciole di pane soffiato e voluttuoso tartufo candito.

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I dessert dipingono la stagionalità sintetizzandone la caleidoscopica biodiversità, le conturbanti pesche di Leonforte in un sorbetto che respira la fragranza delle rose del cremoso allo zafferano e i fichidindia rossi, in crema gelata e gel a dare le emozioni di un’estate che a queste latitudini non sa finire.

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E nella destrutturazione del Buccellato, ritrovi il paradigma di un dolce iconico, comunicato nell’essenza degli aromi e degli ingredienti: sablée eterea e fragrante, scrigno di crema agli agrumi e gelato al buccellato, un dessert che negli anni ha affinato registro e forme, e che oggi ha ancora il carisma dell’epifania irresistibile della dolcezza.

 

Ristorante I Pupi

Via del Cavaliere, 59
90011 Bagheria (Palermo)
info@ipupiristorante.it

+39 091 902579

Cookin’Med, il Mediterraneo amato e sostenibile di Pino Cuttaia

MADE IN MED

Il Mediterrano ha in sé la fluidità e la consapevolezza che tutto è in divenire, la potenzialità di orizzonti infiniti e di ispirazioni mutuate a culture, tradizioni, gestualità, saperi e sapori che da una sponda all’altra hanno l’eco dell’unicità della biodiversità da tutelare.

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IL CUOCO CUSTODE DEL MEDITERRANEO: Cookin’Med

Pino Cuttaia, executive chef e patron del ristorante due stelle Michelin La Madia, che porta il mondo a Licata, e che da Licata sensibilizza il mondo delle istituzioni, i divulgatori, gli scienziati, i politici, gli artigiani, i liberi pensatori ed i colleghi cuochi.

L’Orto dello chef Pino Cuttaia è il Mare Nostrum, fonte vitale di ispirazione e creatività, sensibile alle  stagioni e agli eventi, ponte e confine, speranza dei migranti e ancora centro culturale e di ricerca. Mestieri, arti, progetti, attitudini alla latitudine di una nuova e imprescindibile consapevolezza di tutela della vitalità.

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Un laboratorio permanente, Cookin’Med trova nella cucina il catalizzatore ed il propulsore del valore della sostenibilità, dell’etica del gusto, del rispetto del patrimonio naturalistico così dirompente, così sfruttato e così minacciato da chiedere a ciascuno di noi atti di tutela imprescindibili e consapevoli.

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L’edizione zero degli scorsi giorni è stata una conferenza programmatica per il 2019, atteso congresso di rifondazione mediterranea di cultura e vita nel Mediterraneo.

Il documento programmatico di Cookin’Med in dieci punti, stilati come emblematiche indicazioni di gestione delle attività che legano al mare la condotta civile e morale, che coinvolge ogni sfaccettata attività dell’uomo moderno:

1 Confronto tra gli addetti al settore: ogni decisione deve tener conto dell’esigenze di tutti, dal piccolo pescatore al grande armatore;

2 Analisi continua del mercato del pesce al fine di individuare comportamenti d’acquisto consapevoli;

3 Contrasto dell’inquinamento con gesti privati e collettivi;

4 Sfruttamento responsabile delle risorse ittiche;

5 Promuovere una pratica della pesca regolamentata da organizzazioni regionali preposte con metodi rispettosi dell’ambiente marino;

6 Evitare eccessivo impatto sulle specie acquatiche in pericolo di estinzione;

7 Selezionare pesci e frutti di mare allevati in mare o a terra da aziende rispettose dell’ambiente;

8 Tutelare i diritti degli equipaggi;

9 Promuovere i metodi di pesca artigianali supportando l’economia locale contro la pesca illegale;

10 Scegliere prodotti ittici con certificazione di enti di accreditamento nazionale e conformi alle linee guida FAO.

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I lavori sono stati avviati, a ciascuno di noi la cura e l’impegno di portarli avanti tramandandoli con amore e rispetto.

Messina Street Food Fest: le tante novità della seconda edizione, 11-14 ottobre

Al via la seconda edizione di Messina Street Food Fest, che si terrà a Piazza Cairoli da giovedì 11 a domenica 14 ottobre.

La manifestazione è promossa ed organizzata da Confesercenti Messina in partnership con il Comune di Messina e con il patrocinio della Città Metropolitana di Messina e della Camera di commercio.

Un evento che l’Assessore alla Cultura Roberto Vincenzo Trimarchi introduce così: “Il cibo da strada è ormai molto diffuso nelle tradizioni cittadine, perché valorizza le attività commerciali e artigianali locali e di altri luoghi, e crea attrattiva nel pubblico. E’ una festa all’insegna del cibo, che per la gente rappresenta anche un modo diverso per incontrarsi, dialogare, scambiare opinioni ed emozioni. Abbiamo aderito con piacere all’iniziativa di Confesercenti, consapevoli anche che questa manifestazione produce anche un indotto in termini di partecipazione per i turisti”

Tante le novità per il 2018. Cresce la superficie del Village cresce l’ offerta gastronomica, aumentano gli eventi: “La seconda edizione- ha spiegato il presidente di Confesercenti Messina Alberto Palella- rappresenta per noi una grande sfida ed un grande sforzo. Dopo il successo del 2017 abbiamo deciso di fare ancora di più. L’evento si estenderà a tutta Piazza Cairoli per consentire anche una migliore fruizione da parte del pubblico. Ben 40 saranno le specialità gastronomiche in degustazione, in rappresentanza di un ampio panorama food che privilegia innanzitutto lo street messinese e siciliano con qualche incursione in quello nazionale e internazionale. Uno spazio sarà destinato anche al gluten free. Tutto questo per accontentare ogni gusto e contribuire alla promozione di alcune eccellenze locali. Mantenendo fede al nostro obiettivo che è quello di supportare non solo i nostri associati, ma anche tutto il tessuto imprenditoriale in cui operiamo, ci siamo resi conto che lo scorso anno i risultati sono stati più che positivi. La manifestazione infatti ha generato indotto, con un incremento delle vendite di tante attività commerciali del centro città, che hanno potuto sfruttare i grandi flussi di visitatori venuti per partecipare al nostro evento. Anche quest’anno ci auguriamo di incontrare il gradimento del pubblico, in primis dei messinesi, ma anche di quanti arriveranno dalla provincia e dalla Calabria. Il cibo inoltre rappresenta storicamente un momento di condivisione, di convivialità. Questo è lo spirito di Messina Street Food Fest, che vuole essere una grande festa della gente e per la gente”.  

Alla presentazione sono intervenuti la conduttrice dei cooking show, l’incantevole giornalista Valeria Zingale, professionista da sempre impegnata nella valorizzazione e nella divulgazione del patrimonio enogastronomico siciliano, autrice di numerose pubblicazioni e founder di RossettoeCioccolato.net.

Il presidente del Cirs Maria Celeste Celi, ha sottolineato l’importanza del coinvolgimento dell’associazione nell’ambito dell’evento, con l’obiettivo di raccogliere fondi per l’acquisto dello stabile che accoglie donne in difficoltà. Il prof. Giuseppe Vita, direttore U.O.C di Neurologia e Malattie Neuromuscolari del Policlinico Universitario di Messina e responsabile scientifico del Centro Clinico Nemo Sud, ha ringraziato l’Organizzazione per la sensibilità dimostrata nei confronti dei tre Enti solidali coinvolti e in particolare il Centro Nemo, ponendo l’accento sulla cultura del cibo di strada, che con il suo radicamento al territorio, può diventare un veicolo per divulgare la mission della struttura e sensibilizzare il pubblico.

Carmelo Caporlingua presidente dell’associazione Autismo Onlus ha parlato invece dell’importanza del cibo e delle attività di ristorazione nel coinvolgimento delle persone con autismo.

Con una piccola donazione il pubblico potrà assistere alle performance degli chef, degustare le ricette preparate e compiere un gesto di solidarietà. Gli show cooking di venerdì 12 saranno dedicati a Cirs Messina, quelli di sabato 13 ad Autismo Onlus, mentre domenica 14 al Centro Clinico Nemo sud.

Partner istituzionale si conferma l’Istituto professionale Alberghiero “Antonello”, che ha rinnovato la sinergia con Messina Street Food Fest,. Una rappresentanza di studenti coordinati dai docenti sarà coinvolta in alcuni momenti dell’evento nell’ambito del progetto di alternanza scuola-lavoro.

Presente oggi anche la referente per Messina dell’AIC (Associazione Italiana Celiachia) Annalisa Cotugno.

Quest’anno uno spazio dell’evento sarà riservato  al gluten free, per il quale oltre ad una postazione food è previsto anche uno show cooking con specialità senza glutine. “Essere presenti ad un evento così importante come lo ‘Street Food Fest’ di Messina ci entusiasma- ha affermato Cotugno– perché avremo l’opportunità di parlare ad un numero elevatissimo di persone; il tema dello street food, peraltro, ci aiuta a rafforzare il dialogo con i ristoratori circa la necessità crescente che i celiaci hanno di mangiare in sicurezza senza glutine e senza contaminazione alcuna anche fuori casa. Una garanzia per la popolazione celiaca siciliana che ha il diritto di andare a mangiare al ristorante senza per questo dover essere preoccupata per la propria salute”.

Durante la conferenza stampa è stato inoltre ricordato il gemellaggio che Messina Street Food Fest ha instaurato con Il Taranta food &Wine Fest di Reggio Calabria. L’idea di mettere in campo questa sinergia si inquadra nell’ottica di una concreta attuazione dell’area integrata dello Stretto, che partendo da scambi di idee e di iniziative, può portare nel tempo al coinvolgimento di altri settori economici e produttivi.

Messina Street Food Fest anche per questa II edizione conferma la sua attenzione verso l’ambiente. Tutto il materiale di consumo fornito dall’Organizzazione agli operatori food sarà infatti interamente biodegradabile.

Quanto all’arrivo del pubblico per agevolare gli spostamenti di chi si recherà al Messina Street Food Fest, è stato raggiunto un accordo con Trenitalia. In tutte le stazioni ferroviarie regionali, sulle vetture e nei box informativi viene pubblicizzato l’evento per incoraggiare gli utenti a raggiungere la città in treno.

Per chi giungerà dalla Calabria invece dall’11 al 14 ottobre, il gruppo Caronte & Tourist ha attivato un’offerta dedicata alla manifestazione. “Il MSFF- ha spiegato Tiziano Minuti, responsabile della comunicazione del gruppo– è una grande festa di popolo. Per agevolare il passaggio dei calabresi a Messina abbiamo creato una bigliettazione specifica, chiamata Daily street food, con una ‘cassa dedicata’ all’imbarco di Villa S.Giovani. Nel biglietto dell’attraversamento in auto e in moto sono compresi anche alcuni ticket degustazione”.

Gli utenti che avranno usufruito del Daily Street Food di Caronte&Tourist, anche a Piazza Cairoli troveranno una cassa specifica in cui ritirare i ticket.

L’inaugurazione del Messina Street Food Fest si terrà giovedì 11 ottobre alle 18.00 con il taglio del nastro e l’apertura del villaggio gastronomico. Nelle giornate di venerdì 12, sabato 13 e domenica 14 la manifestazione seguirà i seguenti orari: dalle 11.00 alle 15.00 e dalle 18.00 alle 01.00.

L’ingresso al Messina Street Food Fest è libero. Per degustare le specialità del villaggio gastronomico la formula è quella dei ticket degustazione, che avranno un costo di 3,50 euro per il salato, 2,50 euro per il dolce, 2,50 euro per il beverage.

Il team organizzativo di Messina Street Food Fest è composto da: Benny Bonaffini coordinatore area food, Marika Micalizzi responsabile della comunicazione, Patrizia Casale marketing e  promozione, Claudio Prestopino responsabile degli allestimenti, Andrea Ipsaro Passione coordinatore degli spettacoli, Carlo Spanò area web.

Saranno 40 dunque, gli “street fooder”, provenienti non solo da Messina e dalla Sicilia, ma anche da altre regioni d’Italia.

Ricco e variegato il menù, che permetterà al pubblico di fare un gustoso viaggio nel mondo del cibo di strada italiano e internazionale.

Insieme agli arancini, i pidoni, le braciole e la focaccia della tradizione locale,

si potranno gustare  gli arrosticini originali abruzzesi, le bombette pugliesi, il lampredotto toscano, ma anche il sushi giapponese e tante altre specialità, sia dolci che salate, alcune inedite e che il pubblico avrà modo di apprezzare proprio in occasione del Messina Street Food Fest, come il pizza icecream e la morettina tartufata.

Non mancheranno i cult della gastronomia siciliana, dal pane ca meusa ai cannoli, passando per le crispelle catanesi e tanto altro.

Tutto sarà accompagnato da bibite dal sapore antico come spuma, gazzosa, chinotto e   dall’immancabile birra.

Ampliata anche la proposta dei Cooking Show, con 15 prestigiosi chef:

Incrementata anche la proposta destinata all’intrattenimento, con la presenza di due palchi, uno posizionato nella parte nord, l’atro a sud, in cui si esibiranno band, dj set e animatori per bambini con giochi di magia e le caratteristiche mascotte amate dai più piccoli.

Per questa seconda edizione cambiano anche gli orari di apertura. Si partirà giovedì 11 alle 18 con il taglio del nastro e l’apertura delle postazioni gastronomiche,

ma nelle giornate di venerdì 12, sabato 13 e domenica 14, il grande villaggio del food sarà fruibile anche per il pranzo, dalle 11 alle 15 oltre che la sera, dalle 18.00 alle 01.00.

MANDARIN ORIENTAL Milan: luxury travel experience

Il Mandarin Oriental, Milan amplifica l’eleganza e l’inconfondibile ospitalità milanese coniugandole al ricercato design dell’iconico lusso orientale, nel cuore del quadrilatero della moda, a pochi passi dalla cultura dei musei di Brera, dal Teatro alla Scala e da via della Spiga.  Ospitato in quattro prestigiosi edifici del XVIII secolo, l’Hotel offre la combinazione perfetta per soggiorni di indimenticabile ospitalità.

le camere

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Mandarin Room è un concept di funzionalità, stile, comfort assoluto ed eleganza: camere da 45 m², luminose ed insonorizzate, dispongono di letti da sogno, arredi di design, angolo relax, scrivania-postazione studio con amplificazione Bose, smart TV, sofisticato angolo bar ed una sala da bagno in stile SPA, in marmo e dotata di ogni amenity.

la colazione

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La viennoiserie sublime firmata dallo Chef Nicola Di Lena, rende omaggio all’Alta Scuola Francese di tournage, sfoglie di rara fragranza, confetture e creme superbe ed estro compositivo.

 

Dolce e salato, attenzione alle esigenze salutistiche ed al gusto continentale, gluten free e selezioni di qualità ricercata per soddisfare ogni esigenza della raffinata clientela internazionale, per un risveglio da fiaba.

 

Mandarin Bar&Bistrot

Respiro internazionale in squisito ed eclettico stile Fornasetti e contaminazioni asiatiche. La scenografica centralità del bar dialoga con le sale polifunzionali che si prestano ai light lunch ed alle esigenze estemporanee della caffetteria o dell’aperitivo, che sconfina all’after dinner. Aperto sia agli ospiti dell’Hotel sia ai cultori della raffinatezza.

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La Cucina dello Chef Antonio Guida brilla d’intrigante estetica, che si coniuga alla ricercatezza dei sapori italiani. Dai Risotti alla Cotoletta, tributo alla letteratura del gusto meneghino, alle interpretazioni seducenti della cucina di pesce e dei classici della bistrònomie.

Il Mandarin Bar&Bistrot accoglie in atmosfere lounge e sofisticate, in tre ambienti diversi: il bar bistrot, la lounge interna ed il suggestivo dehors allestito presso la corte esterna, con salotti, tavoli e luci che creano la perfetta armonia.

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La proposta mixology accenta con carisma orientale i classici del bere miscelato, abbinandoli alla ricercatezza dei glass: opere d’arte che sublimano le creazioni dei Bartender.

il ristorante SETA, Chef Antonio Guida

Due stelle Michelin non bastano a narrare l’iridescente maestria che anima la creatività e l’espressività di Antonio Guida. L’imprinting mediterraneo in sinergia con il respiro orientale e la devozione alla stagionalità. Servizio di esemplare professionalità a cura di  Manuel Tempesta ed una enciclopedica carta dei vini che vanta più di mille etichette, tra selezioni regionali del Sommelier Andrea Loi ed introvabili Maison di Champagne.

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Cacciagione e tartufi pregiati animano il menù degustazione di ottobre, rallegrato dal brio di acidità ricercate, espressività aromatiche e trame conturbanti.

Esemplarità tecnica creativa, brio nel dipingere il lusso di sapori autentici e ricercati nell’esaltazione di contrasti donanti ed armonie multiple. Una proposta degustazione che sa entusiasmare per ritmo e nuances, sapori ed atmosfere che hanno idioma italiano ma sono anche ologrammi di tramonti sul Bosforo.

 

Sinfonie che seducono con assaggi sempre unici, che hanno cangianti e tratteggiati abbinamenti studiati per donare al palato sorpresa e desiderio.

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Aceto di lampone e formaggio vaccino Maccagno a dare enfasi ad una preparazione lombarda rimasterizzata nell’abbinamento a lisergici e geniali flash:

riso Carnaroli mantecato alla salvia, su crema di erbe fini e la fruttata passionalità dei frutti rossi più voluttuosi ed irretire il gusto e decretare l’assegnazione del titolo “Miglior Risotto 2019 per la Guida L’Espresso.

 

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In bilico tra suggestioni mediorientali ed estate mediterranea, la trama velo della sfoglia all’uovo fa da scrigno alla mousse di ceci, su specchio si salsa di pasta al pomodoro, melanzane e robiola, tra stimoli conturbanti ed eloquenza passionale.

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Narrare l’autunno attraverso la mineralità e più sfaccettata dolcezza del mare: la triglia cotta a bassa temperatura e la salsa di granchio, nell’abbinamento inedito all’umoralità delle conchiglie che si fanno convincente ragout e alla bieta zen.

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Trame di un sogno, iridescenza aromatica evocata dai sentori di zafferano che impreziosiscono la salsa montata al pistacchio, l’opulenza dei foie gras e la vivida freschezza acidula del rabarbaro, un signature dish di inarrivabile esecuzione.

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Menzione speciale per la selezione esclusiva dei burri Bordier: emblema francese di misticismo gourmand. Nelle varianti leggermente salato e alle alghe, sono empireo accompagnamento al pane e alle vivande.

 

I dessert e le infinite dolci attenzioni esprimono con raffinatezza, carisma ed eccelsa tecnica, stile leggiadro ed abilità interpretativa: dell’esotismo e del contemporaneo, della sperimentazione e della languida e lussuriosa pasticceria internazionale.

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ll Pastry Chef Nicola Di Lena è esegeta di somma perfezione, brillante nell’osare e ragionevole nelle edulcorazioni, irresistibile in ogni proposta creativa.

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Per info e prenotazioni

Mandarin Oriental Milan

 

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Struttura visitata ad ottobre 2018

ANDREA TORTORA, Il Miglior Pasticcere 2019, ci svela il decalogo del PANETTONE d’eccellenza

Un simposio divulgativo e di analisi sensoriale è andato in scena all‘Accademia Marchesi a Milano, per ristabilire i parametri che determinano l’Alta Qualità dei Grandi Lievitati D’Autore.

L’innovazione e la dirompente espressività dell’Alta Pasticceria che reinventano l’eccellenza portano il logo AT PÂTISSIER, il progetto che nasce dalla collaborazione di Ilaria Zacchetti e del Maestro Andrea Tortora.
Pastry Chef dal curriculum internazionale, ricercatore e sommo interprete dei lievitati, Andrea Tortora orchestra la pasticceria del ristorante tre stelle Michelin St. Hubertus del Rosa Alpina Hotel & Spa di San Cassiano (Val Badia).

Già Maestro Ampi, Andrea Tortora è stato insignito con continuità dalle guide de Il Gambero Rosso, L’Espresso ed Identità Golose del titolo di Chef Pasticcere dell’anno.

l Grandi Lievitati di Andrea Tortora esprimono l’essenza del sublime, dichiarando all’assaggio i canoni espressivi del gusto assoluto dell’Artigianalità.
Lievitato d’Autore che sono sintesi di una passione genetica per la pasticceria e dell’inevasa ricerca della qualità degli ingredienti.

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Durante l’incontro formativo, sono stati individuati in una sessione di degustazione, che ha visto partecipi alcuni tra i migliori pasticceri italiani e la stampa di settore all’Accademia Marchesi di Milano, i parametri che sanciscono l’eccellenza e permettono di orientarsi nelle scelte consapevoli d’acquisto in prospettiva del Natale, ma non solo:

il Panettone, come espressione di Alta Pasticceria, data la salubrità degli ingredienti, diventa un alimento energetico e versatile negli abbinamenti 365 giorni l’anno.

Nasce così il decalogo che servirà a tutti coloro che desiderano giudicare con competenza un lievitato iconico, imparando a comprenderne le caratteristiche organolettiche e scoprendone le tante complessità in maniera chiara ed univoca.

 

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VALUTAZIONE VISIVA

Attrattività/Seduzione

Aspetto, finitura e pezzatura sono variabili determinanti: l’analisi visiva serve per l’attrattiva, è l’elemento seduttivo per il consumatore e crea aspettativa. L’alveolatura deve essere uniforme, ben sviluppata. Se non è eccessivamente alveolato il panettone può durare di più: più aria rimane più si asciuga e si secca. Per questo i panettoni industriali hanno alveolatura piccola. La crosta deve essere ben salda con la pasta, di circa 2,5 mm con una colorazione bruno-dorata e senza bruciature. Il numero, la dimensione e la densità dei canditi è sintomo di qualità.

VALUTAZIONE OLFATTIVA

Fragranza/Freschezza

Va valutata come prima cosa la freschezza percepita al naso delle materie prime utilizzate. Chiedersi se si sta sentendo un profumo naturale e verosimile è un buon indice di qualità.

 

Genuinità/Franchezza

Ricerca del meglio di ogni singolo ingrediente: la qualità delle materie prime va conosciuta a monte per essere apprezzata. Leggere le etichette è indispensabile per scoprire la genuinità degli ingredienti. La data di scadenza è un altro indicatore determinante: più la scadenza è breve, più siamo sicuri che il panettone sia preparato senza conservanti.

 

Ricchezza/Complessità

Avere una significativa numerosità delle componenti sensoriali (a partire da quelle apportate dal lievito madre, fino a quelle generate dalla cottura) dà una rotondità notevole. Più i tempi di lavorazione sono lunghi, più si sviluppano gli aromi terziari. Il rispetto dei tempi di riposo dona equilibrio ed idratazione.

Eleganza/Finezza

La cura nelle dosi delle componenti aromatiche (canditi, uvetta, vaniglia) determina l’eleganza di gusto finale.

 

VALUTAZIONE TATTILE

Leggerezza/Vaporosità

La lievitazione e la consistenza del cuore del prodotto danno la conferma di una buona lavorazione.

 

Tessitura/Consistenza

L’importanza delle farine, il dosaggio del burro, gli zuccheri. La degustazione non deve prevedere un pezzetto ma la fetta intera, che ha parti diverse con consistenze diverse. Al tatto il panettone deve filare: strappando dal centro un pezzo di fetta questa deve ‘sfilarsi’.

La parte tattile coinvolge anche il palato: se la struttura soffice si scioglie e il boccone non diventa gommoso si possono comprendere alcuni aspetti della produzione: per esempio le farine di qualità e la loro capacità di incorporare grassi. Emerge a questo punto la struttura complessiva del prodotto.

VALUTAZIONE GUSTATIVA

Equilibrio/Armonia

Il rapporto tra i gusti è fondamentale: dolce, salato, acido, amaro devono essere in perfetto equilibrio.

VALUTAZIONE ESPERIENZIALE

 Coerenza generale

Valutiamo infine l’esperienza nel suo complesso. La perfetta corrispondenza tra ciò che vedo, sento al naso, tocco e gusto è un indicatore infallibile di un prodotto di qualità, che mantiene le promesse.

Memorabilità

Il perfetto equilibrio tra i sapori e la coerenza complessiva aumentano la memorabilità dell’assaggio. Questa sensazione sarà il parametro per una futura scelta consapevole.

Per info e per come acquistare:

AT PÂTISSIER

 

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L’Ambasciatore del Gusto ROSARIO UMBRIACO per “Il cibo incontra la cultura” in programma a Salina dal 5 al 7 ottobre.

I migliori “arancini” di Sicilia insieme alle creazioni di chef internazionali e agli chef Michelin siciliani, per una cena di beneficenza: raccogliere fondi e donare un Palazzetto delle Arti all’isola di Salina.

È un ricco programma quello che si snoderà per tre giorni a Salina tra cene, degustazioni e ospiti d’eccezione. Anche l’attrice Maria Grazia Cucinotta, madrina dell’evento, parteciperà alla manifestazione d’apertura del 5 ottobre presso Palazzo Marchetti dove sarà proiettato sul grande schermo il film “Il Postino” che ha avuto il merito di rendere nota al grande pubblico l’incommensurabile bellezza del  panorama delle Eolie, contribuendo ad accrescerne la popolarità.

L’evento, che per tre giorni vedrà susseguirsi un ciclo di degustazioni, cene e ospiti d’eccezione, nasce allo scopo di raccogliere fondi per donare all’isola un luogo dove si possa accogliere l’arte e la cultura in tutte le sue manifestazioni.

Anche Rosario Umbriaco, recentemente nominato Ambasciatore del Gusto dalla prestigiosa Associazione, parteciperà alla cena in programma il 7 ottobre insieme alla chef Martina Caruso, una stella Michelin al ristorante Signum di Salina e altri colleghi tra cui gli chef Marco Baglieri, Pietro D’Agostino, Tony Lo Coco, Davide Longoni ed altri professionisti del gusto.

Rosario Umbriaco presenterà un arancino che remde omaggio all’alimento principe dell’isola eoliana: il cappero di Salina, prezioso presidio Slow Food. Per l’occasione, utilizzerà riso siciliano Baldo, cotto in acqua di mare di Sicilia e aromatizzato ai funghi porcini dell’Etna, con vastedda del Belice DOP, mortadella d’asino di Chiaramonte Gulfi, panatura ai grani antichi siciliani e polvere di cappero di salina e vino cotto.

Per info e prenotazioni  rivolgersi all’Hotel Signum, t. 0909844222, info@hotelsignum.it

*Per le quotazioni del soggiorno e di eventuali pacchetti vi preghiamo di rivolgervi a:

– Hotel Signum, t. 0909844222, info@hotelsignum.it

– Hotel Ravesi, t. 0909844385, info@hotelravesi.it

– Hotel Santa Isabel, t. 0909844018, info@santaisabel.it

I sofisticati perlage degli Champagne Steinbrück e l’eclettismo dello Chef Carmelo Trentacosti

“Una Cuvée di Champagne è rappresentativa di una persona umana, lo Chef de Cave delinea attraverso la caratterizzante percentuale di Chardonnay e Pinot Noir per Les Etoiles De La Gastronomie 2006, dei tratti di una signora affascinante, dal fisico straordinario e che ci sorprende:

al calice apprezziamo nitidamente sentori in evoluzione, come l’anice che lascia spazio alla sensualità della vaniglia dopo breve ossigenazione. Un’iridescente acidità dimostra l’inevasa vitalità, uno sogno di Champagne”

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Pompelmo, bergamotto, arancia e chinotto come note musicali, in un crescendo di suggestioni conturbanti e di vivace esuberanza dello Champagne PLM Grand Cru Bouzy Cuvée Blanc De Noirs e fino alla complessità leggiadra della Magnum Vieille France Cuvée Rosé.

 

 

Cannolo croccante con mousse di caponata e mandorle, Gelato ai ricci di mare e cialdina di pane soffiata, Raviolo aperto di seppia con gambero rosso e caviale e Tocchetto di tonno pinna gialla con bottarga, cipolla rossa in agro e spezie peruviane hanno saputo trasformare l’affettuosità dei sapori codificati nella memoria dello Chef, in opere di lirismo universale di gusto. Un aperitivo che ha allietato e scandito il benvenuto alla cena conviviale, ideata dal Direttore Vito Giglio per divulgare attraverso la masterclass sugli Champagne la valenza internazionale della raffinata ed eclettica proposta di Villa Igiea, Grand Hotel che brilla non solo del patrimonio storico e culturale, ma di avanguardia ed ineguagliabile stile, nel panorama siciliano e del turismo che sceglie l’Italia.

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Finto baccello di piselli

Amuse bouche che attorno all’allusività delle forme, imbastisce la fragranza del cracker di farina di piselli, mousse e germogli dei legumi verdi e terriccio di olive nere a bilanciarne la dolcezza clorofillica: un signature dish dello Chef, che sa sempre affascinare.

La Baby Parmigiana vede protagonista la melanzana gioiello, farcita e poi fritta in panure di Tumminia, accanto all’edizione classica della Parmigiana, in contrasto di consistenze e temperature. Due protagoniste di mediterranea passionalità, servite su specchio di gelatina di pomodoro Datterino, spiralizzata alla crema di Parmigiano e salsa al basilico.

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Baby Parmigiana

 

Il filetto di sgombro in “insalata pantesca” dal curato dressage dei componenti e stato valorizzato nella presentazione dalla stoviglia Villeroy&Boch, che ha saputo accogliere il gazpacho a corollario: idilliaco compendio dei capperi croccanti e della cipolla rossa in dolceagro.

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Filetto di sgombro in “insalata pantesca”

La sorpresa del bergamotto, il cuore di un ripieno che esprime il trionfale carisma panormita della “pasta con le sarde” nell’eleganza della sfoglia e nella vibrante caratterizzazione  del finocchietto selvatico: consacrazione di stile Trentacosti.

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Raviolo fondente di sarde, finocchietto selvatico e crumble di pane di Tumminia

 

 

I secondi hanno saputo narrare l’estro e la magistrale tecnica dello Chef Trentacosti: panko giapponese per la sfrigolante ed eterea croccantezza della triglia, servita con una sofisticata tartare di scampi e salicornia, per approfondire la quintessenza del mare.

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Triglia a beccafico, crudo di scampi e salicornia

Il piccione elaborato dallo Chef, è da ascriversi nell’empireo delle esperienze mistiche: salsa ai pinoli, chips di topinambur, mela cotogna e chinotto a tratteggiare la sublime cottura, il fondente carattere e l’irresistibile croccantezza del rocher di fegatini.

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Piccione in dolce cottura con purea di mela cotogna, pinoli e chinotto

Lo Chef Carmelo Trentacosti sa esprimere sensibilità artistica anche nella panificazione e nell’alta pasticceria. Sperimenta trame polifoniche di lievitazione, attraverso l’utilizzo di farine autoctone e versatili come quella di grano saraceno, seduce nell’esemplarità dei petit four, gemme di rara squisitezza. 

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selezione di pani

 

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Pera e Rhum

 

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“La mia Sicilia”
Bavarese al pistacchio, soffice di ricotta e cannella

 

 

 

 

 

MORENO CEDRONI ad IDENTITÀ GOLOSE MILANO: lo STOCCAFISSO CONTEMPORANEO

Lo Chef Moreno Cedroni sarà la prima firma presente ad Identità Golose Milano, il primo hub internazionale della gastronomia, che ospita in via Romagnosi 3, il meglio dell’arte gastronomica, nelle adiacenze della Scala e del Quadrilatero della Moda. L’hub è stato concepito come centro polifunzionale per eventi, enoteca e spazio didattico.
Simile, quanto alla formula, a quella del temporary aperto ad Expo 2015: dal mercoledì al sabato a cena, si avvicenderanno cuochi internazionali.

Le cene del lunedì e del martedì insieme al menu del mezzogiorno saranno invece a cura del resident chef Alessandro Rinaldi; supervisione e coordinamento della brigata e del menù avranno la consulenza di Andrea Ribaldone, così come ad Expo.

Moreno Cedroni, patron della Madonnina del Pescatore a Senigallia, proporrà fino al 29 settembre per la sua cene un menù studiato per diffondere la cultura dei prodotti alimentari.

La settimana di Cedroni dal 26 al 29 settembre| 75€
  • Entrée : Ricciola fritta poco cotta, panzanella,olio al basilico e sedano croccante
  • Primo : Lasagnetta di mare in bianco, salsa di cocco, prezzemolo e lime
  • Secondo : Frigg / Freyia: stoccafisso norvegese, baccalà, piadina al farro, granita di cipolla agrodolce e acetosella
  • Dessert : Fichi neri, gelato gorgonzola e yogurt, estratto di foglia di fico

Moreno Cedroni, che è Ambasciatore in Italia dello Stoccafisso Norvegese, ha negli anni approfondito la sua conoscenza della materia prima e affinato le capacità di maneggiarla. Noto per la sua creatività, è stato in grado di rendere lo stoccafisso protagonista di un piatto contemporaneo e dinamico, che ben si abbina con i ritmi frenetici della realtà milanese.

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Lo stoccafisso è un piatto tradizionale nelle tavole italiane, ma il cui ingrediente principe arriva dalla Norvegia. Le prime importazioni in Italia e in Europa risalgono al XV secolo quando, narra la tradizione, un nobile veneziano dopo uno sfortunato naufragio a sud dell’Irlanda, raggiunse su un’imbarcazione di soccorso le isole Lofoten in Norvegia. Proprio in questa località conobbe lo stoccafisso e da lì iniziò il commercio con l’Italia.

Le ricette che lo vedono protagonista cambiano di luogo in luogo, dalla Liguria, alla Sicilia e alla Calabria passando per la Toscana. Lo stoccafisso inoltre è piatto tradizionale anche in un’altra regione, meglio, di un’altra città italiana: Ancona, luogo di nascita di Cedroni.

Seppure lo stoccafisso sia un alimento non ricco di sapori, trova però negli ingredienti della cucina nostrana abbinamenti perfetti che lo rendono magico” – afferma lo Chef – “Così come incantevole è la sua capacità di adattamento, la sua versatilità e perfino il modo in cui viene appeso, a testa in giù”.

 

MORENO CEDRONI

Moreno Cedroni è lo chef a 2 stelle Michelin che ha portato uno spirito avanguardista nella cucina italiana

Egli è considerato uno degli chef italiani più innovativi, un vero enfant terrible della cucina internazionale.

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Photo Credit Moreno Cedroni