La favola della dieta alcalinizzante

Alla dieta alcalina vengono impropriamente attribuite varie funzioni che non si limitano a contrastare sovrappeso e cellulite, ma arrivano a combattere gravi patologie, comprese le neoplasie,  prevengono gli stati infiammatori e riequilibrano stress emotivi e carenze energetiche.

Un trend gastro-fashion che si è diffuso grazie alle star dello spettacolo e a Natasha Corrett , chef di cucina vegetariana del Regno Unito, che dispensa tutto il necessario per uno stile di vita honestly healthy. Questa tendenza alimentare non valuta però che gli alimenti che assumiamo, nelle quantità opportune, non hanno la caratteristica di alterare il pH del nostro organismo. Grazie all’integrazione continua di meccanismi di autoregolazione, quali l’escrezione renale, la ventilazione polmonare e i numerosi sistemi tampone ematici, il pH del plasma viene mantenuto entro valori medi costanti di 7,4.

Le teorie di Robert Young promuovono il consumo di alcuni tipologie di vegetali e fonti alternative al grano di carboidrati, per mantenere basico il pH dell’organismo.
La dieta alcalinizzante si basa su ortaggi come cavoli, barbabietole, spinaci e broccoli, frutti molto calorici quali avocado, banane, uva, ma anche noci, semi oleosi, olio vegetale e tisane depurative.
Questo tipo di alimentazione limita l’assunzione di alimenti acidificanti come gli zuccheri, bevande quali tè, caffè, alcolici e restringe il consumo di derivati animali a quote minime.

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Sebbene questo regime dietetico assicuri un’iniziale perdita di peso, il calo ponderale non adeguatamente bilanciato da un apporto proteico e da nutrienti essenziali alla propria condizione fisica, potrebbe avvenire a scapito della massa muscolare corporea.

Eliminare intere categorie di alimenti quali i latticini, equilibratori energetici della razione alimentare come i carboidrati, uova, carne e la maggior parte del pesce comporta un’alimentazione poco bilanciata e restrittiva.
La dieta alcalinizzante non è indicata in gravidanza o nel periodo di allattamento, è sconsigliata anche a chi soffre di patologie renali, dato il contenuto di ossalati dei vegetali su cui si basa.
Inoltre la ricchezza di fibre alimentari inibisce l’assorbimento di minerali come il Calcio e il Ferro, a lungo andare questo tipo di alimentazione potrebbe indurre l’insorgenza di carenze nutrizionali e scompensi metabolici.
La prescrizione di una dieta è un atto medico e modificare drasticamente lo stile alimentare richiede il consulto di uno specialista.

I consigli alimentari e di nutraceutica non sostituiscono il parere medico.

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