Enrico Bartolini MUDEC, l’universo a Milano.

Il sancta sanctorum che custodisce la più universale esegesi del gusto, emulsionando design, arte, brio compositivo, lussuriosa leggibilità, superando la perfezione nella maestria tecnica, esponendo attraverso la sensorialità, eleganza innata e rivelazione di identità degli ingredienti di ricerca.

La cifra stilistica di Enrico Bartolini si manifesta anche attraverso performance sincrone tra cucina e sala, che all’unisono espletano totalizzante, coinvolgente ed incantevole armonia.

La centralità ed il protagonismo dei sapori si verticalizza nel lirismo di un’audace consapevolezza: la percezione sinfonica del talento, vivacizzato dalla lungimiranza delle sinergie e delle sintonie di un dream team che nella coralità trova consacrazione: l’executive chef Remo Capitaneo da dieci anni dona anima, mente, maestria e dedizione ai dettagli. Stacanovismo che è viscerale fluire di creatività, accentato dall’intelligenza e dalla filosofia della divulgazione, che abbraccia le professionalità eclettiche di Mario Capitaneo e di Sebastien Ferrara, sommo manager di sala.

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Pixel che si fanno nitidi nella manifesta esemplarità di paradigmatica compiutezza, espressiva di un manifesto intellettuale titanico:

il vettore dell’enogastronomia del ristorante Enrico Bartolini MUDEC è la genialità

nella sua forma più iridescente, che compenetra la letteratura classica del gusto alla soave avanguardia, esponendola attraverso la più seducente naturalezza. Superando la dimensione astratta e concettuale della cucina, enucleando le distorsioni, le desaturazioni molecolari, le esasperazioni e le orbite che distolgono dal protagonismo dei sapori.

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Nella magnificenza del benvenuto si leggono a chiare lettere le più rivelatrici sintesi dell’espressività mediterranea e del tributo a mentore Marchesi, tratteggiate da voluttuose e spigolose allegorie, variazioni di registro che arrivano all’anima del commensale e lo proiettano nell’universo Bartolini.

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Dalla teca dei grissini ricavata da uno scrigno appartenuto a Frida Kahlo agli ostensori dell’eucarestia di zafferano e menta: il misticismo si svela in ologrammi di viaggio, conturbanti della passionalità della melanzana alla brace, un gioiello di onice suadente lisergicamente baciato dal pompelmo e dall’umoralità della perla di scampi e caviale. Nella carezza dell’olio evo e della crema di castagne in degustazione, a riconnettere il palato ed il cuore con la stagionalità terrena.

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Il menù degustazione Pesci e Crostacei esplora oceani e scogli mediterranei, esotismo e ludiche allitterazioni di travolgente umami.

 

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Astice blu cotto nel cedro con elisir di fico verde, la sceneggiatura di un peregrinar odisseo tra gli arcipelaghi della Maddalena e delle Cicladi, tra sentori sublimati di mirto e  la mineralità delle lenticchie Beluga.

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Choux diafani di riso celano scampo Reale e foie gras, erbe e finger lime a diaframmare l’eloquente opulenza dei crostacei. Volumi eterei e carezze conturbanti, acidità eleganti e coscienza di desideri perpetui.

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I ravioli di arachidi toscane ai ricci di mare e ristretto di pollo ruspante descrivono la più espressiva manifestazione della genialità dei pairing tra gli elementi: didascalie iodiche, minerali ed allusive, nel medium di cristallina enfasi iconografica di un masterpiece.

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Peperoni di grano, un formato di pasta che reinventa la volumetria e dona nuovi orizzonti alla pasta di trafila, celando un cuore di ostriche e specchiandosi nella totalizzante espressività della salsa barbecue ai peperoni cruschi.

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Il “pesce dente” alla milanese trova consacrazione nel “risotto” di finocchi e nella texture  del carpaccio di funghi porcini ed orchidea: un costructo polifonico che attorno alla fondente rivelazione del filetto di pesce australiano, svela un caleidoscopio di sensorialità cosmopolite.

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Menzione speciale per il servizio del pane, dell’olio e dei burri

A scandire il ritmo della successione delle vivande, dalla cucina giunge lo Chef responsabile della panificazione ad esprimere la suprema eloquenza delle lievitazioni:

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grissini dalla friabilità ricercata e pani ai cereali impreziositi da spezie balsamiche a donare tridimensionalità ai compendi, su tutti, il burro alla glassa di aceto di lampone e montato al tè Matcha ed alghe, che da solo merita devozione.

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Nuvola di bosco è un dessert che compone attorno alla meringa, ai funghi, alle more e al tartufo bianco, un’esperienza trascendentale. La pasticceria dinamica che nella composizione al piatto dialoga senza soluzione di continuità con le partiture del menù, sottolineandone adagi ed inflessioni, esponendone acuti e simmetrie, nell’empireo di una memoria che si tatua nell’anima.

To be continued…

ENRICO BARTOLINI – MUDEC

 Via Tortona 56,  Milano (MI)

Chiuso il lunedì a pranzo e la domenica

 

Ristorante visitato a novembre 2019

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