Gourmet Expérience al Ristorante Cuvée du Jour, a Palermo!

il venti giugno prossimo, l’Executive Chef Carmelo Trentacosti, ospiterà presso le incantevoli sale del Ristorante Cuvée du Jour, lo chef Giuseppe Costa, del Ristorante Il Bavaglino di Terrasini, per una cena evento a quattro mani, che sarà servita ad un unico tavolo imperiale.

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La sinergia tra gli chef Giuseppe Costa, già insignito di stella Michelin, e Carmelo Trentacosti nasce dall’amicizia, dal desiderio d’interpretare la cucina siciliana con estro e sensibilità, valorizzando i canoni del gusto palermitano, sempre attraverso citazioni colte e contaminazioni internazionali. Il ricercato menù sarà impreziosito dagli abbinamenti enologici che dipingeranno un evento unico ed irripetibile.

 

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Gourmet Expérience 

Aperitif
Costa: Arancina di cous cous – Sfincione cremoso
Trentacosti: Cannolo di caponata e mandorla
vino: Davolarosa Brut (Nero d’Avola rosé)
Antipasti 
Trentacosti: ravioli di seppia con cuore di gambero rosso, la sua bisque e caviale
Costa: Foglie d’aMare
vino: Grillo 2016 etichetta Marengo
Primo

Trentacosti: riso Gallo extra con plancton, ricci di mare, formaggio di capra a latte crudo e mandarino verdello

vino: Chardonnay 2016 etichetta Ferretti


Secondo

Costa: Falsomagro di rana pescatrice con cipollotto alla carbonella

vino: L’eterno 2013, Pinot Nero

 
Dessert 

Trentacosti: rapa rossa, liquirizia e finocchio
Costa: Crostatina al contrario
vino: Passito etichetta Ferré (Gewürtztraminer e Semillon)

 

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Per info e prenotazioni:

Grand Hotel Villa Igiea

Palermo

Tel. 091.6312111

frontoffice-villaigiea@amthotels.it 

concierge-villaigiea@amthotels.it

Kisté easy gourmet a Taormina: oltre le stelle!

Ci sono luoghi che custodiscono il ricordo di momenti speciali, luoghi che negli anni sono stati teatro sempre e solo d’incanto, luoghi vocati ad enfatizzare la componente emozionale di ogni esperienza, luoghi che oggi brillano di una luce inedita, di uno charme che li cataloga tra le mete imperdibili: Kisté, il ristorante easy gourmet dello Chef Pietro D’Agostino nel cuore di Taormina, si svela nelle sofisticate nuances che amplificano i volumi e valorizzano ogni dettaglio del palazzo storico quattrocentesco, che accoglie in un’atmosfera magica.

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Ambienti multipli e polifunzionali, che ruotano attorno ad una cucina espressiva e carismatica, ispirata alla stagionalità, alla devozione della qualità dell’ingrediente ed al potere evocativo delle cromìe del gusto, che seducono al primo sguardo.

Sfumature intriganti che veicolano anche il valore nutritivo e nutraceutico delle portate che da sempre, compongono i menù dello Chef Pietro D’Agostino.

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L’attenzione alle potenzialità salutistiche delle alchimie di sapori e fragranze che individuano lo “Stile D’Agostino” sono riconoscibili al palato per la vibrante polifonia.

Dalle selezione delle cultivar olearie che individuano i microcosmi siciliani e narrano al palato la ricchezza polifenolica dell’alimento mediterraneo per antonomasia, da accompagnare ai pani appena sfornati, alle contaminazioni che guardano ad oriente, attraverso la valorizzazione degli ortaggi come elementi compositivi che acquisiscono attraverso le tecniche dello Chef, nuova personalità.

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Ogni assaggio sorprende per la sinfonia di equilibri, dal ravanello in tempura di seppia al sublime mosaico di mare che nelle tre varianti, crudo, scottato e fritto, declina la raffinata interpretazione di straordinarie materie prime, accentate da estro, passione e sensibilità artistica.

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La curcuma, antinfiammatorio naturale, dai masala indiani arriva ad impreziosire di benessere e vivacità auree i tagliolini freschi, che brillano nell’abbraccio dell’opulenza del pesce spada messinese e del pesto al finocchietto selvatico e pistacchi dell’Etna.

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Come in un reef corallino, il filetto di san pietro danza nel contrasto di salse voluttuose alle erbe officinali e negli intriganti abbinamenti agli ortaggi brasati.

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Un esercizio magistrale di alta pasticceria congeda dalla sublime esperienza di degustazione:

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la perfezione della tartelette si specchia nel gelato alla cannella, nella lussuria del cioccolato e nell’enfasi della frutta estiva.

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In sala la grazia innata e la ricercata ospitalità di Morena Benenati, dirigono la coralità di un servizio che sa scandire i tempi con discrezione e carezzevole professionalità, valorizzando le ragionate scelte della brillante cantina, ospitata nelle cisterne romane del locale storico.

Dalle sale interne intime al magnetismo dell’atmosfera delle scale di Taormina, dal giardino incantato di essenze botaniche alla convivialità dell’aperitivo, Kisté easy gourmetsa dare ad ogni esigenza la gioia del gusto, il brio dei drink e dei calici che invogliano alle atmosfere lounge e disimpegnate e regala il perpetuo desiderio di tornare, prestissimo!

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Kisté easy gourmet

Via S. Maria dè Greci, 2
98039 Taormina

Tel. +39 333 371 1606

info@kiste.it

ORARI DI APERTURA

Dal martedì alla domenica dalle 11.00 alle 01.00.
Chiuso il lunedì.

Chef Massimo Mantarro: l’arte del sublime a Taormina

Prima delle diciannove il portale del chiostro dell’antico monastero di San Domenico, nel cuore del centro storico di Taormina, si apre a chi sceglie di dare al proprio tempo il valore assoluto di un’esperienza che non miri solo a soddisfare la sensorialità, ma che intercetti il pathos della storia di un luogo elettivo, da sempre meta del jet set internazionale e dell’intelligencija.

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Il Ristorante Il Principe di Cerami brilla di un fascino austero e mai ostentato,  ospitando nelle sofisticate sale o nel dehors, che  dialoga col parco secolare e capta il magnetismo dell’Etna e dello Jonio all’orizzonte.

Al cospetto del Maestro Massimo Mantarro acquisisci la consapevolezza che per arrivare all’Arte del sublime, un Executive Chef deve essere anche esegeta di umanità.

Nel suo sguardo attuativo, nella sua filosofia divulgativa, nella sua esemplarità fatta di carisma e naturale attitudine alla valorizzazione delle sinergie, si scorge l’immenso potere dell’Alta Cucina nel veicolare la Cultura Italiana nel mondo.

Di Massimo Mantarro percepisci immediatamente la nobiltà d’animo, di gesti e di sentire, una luminosa signorilità che dipinge il suo valore umano prima ancora della sua genialità tecnica e creativa.

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L’Executive Chef del Ristorante Il Principe di Cerami porterà in scena tutte le sere dal martedì alla domenica, per tutta l’estate, fino al trenta settembre, la sua colta e ricercata narrazione del Gusto, che tratteggia l’iconografia mediterranea attraverso l’esposizione della suprema scuola francese e delle significative esperienze internazionali, tra le ultime Dubai.

 

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Un poema che ha le tinte passionali degli ingredienti stagionali di un territorio ammaliato dal vulcano e dal mare, che valorizzano il pescato, la cacciagione, la frutta esotica a km zero della riviera messinese, il maialino Nero dei Nebrodi, il tartufo pregiato estivo siciliano e la pasticceria dinamica.

 

 

Il Sommelier del Ristorante Il Principe di Cerami Alessandro Malfitana saprà intrattenervi con l’arte mixology in attesa della fine dining experience e vi condurrà nella rilettura delle preziose selezioni della Cantina, tra rarità internazionali e la più vibrante espressività dei microcosmi vinicoli dell’Etna, della Sicilia tutta e delle Regioni italiane. 

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Ristorante Il Principe di Cerami

Piazza San Domenico,

Taormina (ME)

Tel. +39 0942 613111

Chef’s Table a La Plage Resort: Chef Cristhian Busca e l’eleganza del Gusto

Luoghi che sono dipinti emozionali, luoghi dell’anima, dove ogni volta ritrovi con percezioni nuove l’essenza ed i canoni della felicità.

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La Plage Resort, nella Riserva Naturale di Isola Bella a Taormina, è il varco d’accesso ad esperienze di ospitalità, leisure & fine dining che si espletano nella più soave cura di chi cerca l’esclusività, impreziosita dall’amorevole e discreta professionalità di un Servizio a cinque stelle.

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Un incontro fugace a Cibo Nostrum con l’Executive Chef Cristhian Busca, ed il privilegio di riconoscere nel suo stile e nella sua allure una voce che attrae con i toni delle significative esperienze internazionali e della personalità interpretativa di chi ha scelto la Sicilia per amore.

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Ed in una sera che anticipa l’estate ritorno a La Plage Resort, ritorno nell’idillio del Ristorante che sa sedurre attraverso una proposta à la carte e degustazione che soddisfa ogni desiderio, rimodulando i menù per intercettare le più intriganti esigenze del pranzo e della cena.

Chef’s Table Experience

otto portate ideate dallo Chef su misura per l’Ospite, una nuova proposta che dipinge la sartorialità dell’esperienza gastronomica a La Plage Resort, che s’interfaccia a percorsi enologici studiati in sinergia col Sommelier e alla possibilità di scegliere tra le carismatiche selezioni internazionali della cantina.

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Passione per il patrimonio gastronomico siciliano, empatia con gli ingredienti stagionali, rigore nella selezione della loro eccellenza, talento luminoso nel trasmetterne la loro vibrante identità al palato ed esegesi delle tecniche della cucina internazionale.

L’Executive Chef Cristhian Busca sa narrare con estrema eleganza il suo patrimonio culturale, i palpiti piemontesi di magnificazione degli ortaggi, come la sofisticata purée di pastinaca che enfatizza la quintessenza della triglia di scoglio o la bagna cauda a donare passionalità all’alanunga e panelle.

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Continue alchimie che rimandano a trame sensoriali multiple, nei sofisticati accenti aromatici del sale alla vaniglia che impreziosisce il gin tonic di gambero e mela verde, o l’umoralità mediterranea dei fiori di zucca in due servizi che svelano l’opulenza della ricciola affumicata.

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Un menù ludico e che sa distrarre dall’incantevole panorama, che perfettamente si armonizza all’atmosfera dell’eden di Isola Bella attraverso sorprendenti epifanie compositive:

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come una perla, l’arancino di calamaro arriva preceduto dalla conturbante fragranza dei ricci di mare, che si svelano iconici all’assaggio ed enfatizzati dalle suggestioni creole della salsa al peperoncino. 

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Un signature dish che si tatua nell’empireo dell’Alta Cucina, che sorprende per intuito e sensibilità artistica, superando le astrazioni e trasponendo il valore dell’ingrediente.

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Eleganza che torna come la marea nel dessert, con la magistrale millefoglie, brillante di mascarpone etereo e dell’irresistibile polifonia dei lamponi.

Come la marea, ritornare a La Plage Resort è imprescindibile.

Non solo per la rilettura espressiva dei canoni del sublime, ma per vivere esperienze uniche e su misura, per avanguardie di piacere, per sintonizzare i sensi con l’assoluto della perfezione.

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La Plage Resort

Via Nazionale 107/A,

98039 Isola Bella – Taormina (ME)

Tel: +39 0942626095

info@laplageresort.com

Resort Manager Gianluca Taglialegne

Vice Direttore Massimiliano Longhitano

Front Office Manager Laura Mandalà

Food&Bev. Manager Mario Grasso

 

 

Ristorante visitato il 9 giugno 2018

PIPERO ROMA, il paradigma dello stile

Il paradigma di un’indimenticabile esperienza di gusto a Roma ha le coordinate del Ristorante PIPERO, non più al Rex, ma nell’incantevole palazzo di corso Vittorio Emanuele II, di fronte alla Chiesa Nuova, che si specchia nelle vetrate delle sale dai volumi tripli, in cui l’arte contemporanea ed il design più squisito non hanno soluzione di continuità con la sinfonia del Gusto.

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In sala Alessandro Pipero orchestra l’ospitalità con stile iconico, verve incisiva ed un misticismo sofisticato e seduttivo.

Nell’innata eleganza di tutto lo Staff, brilla il carisma magnetico del Maître Achille Sardiello, che come nessuno sa captare i desideri e trasformarli in emozioni, con dovizia, classe e carezzevole professionalità.

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Il paradigma, ancora il paradigma… ti sorprende di piacere ad ogni composizione sussurrata dalla Cucina, in un crescendo di trame ed esercizi di stile dello Chef Luciano Monosilio, istrionico filosofo della pasta, ardito e sempre convincente nelle sperimentazioni.

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Alessandro Pipero, arbiter elegantiarum che riesce a narrare ciò che i sensi percepiscono attraverso la sorpresa, dal fumo mediterraneo delle olive alle monografie sudamericane dei tacos che vorresti non finissero mai.

 

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Il paradigma della pizza bianca romana, della tartare d’oca che ha il brivido della mela al dragoncello e la salsa vaporosa al miele e senape.

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Voluttuoso e calligrafico il ritratto di crostacei, dal lussurioso compendio di  asparagi bianchi affumicati che vivacizzano l’idillio sensoriale.

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Ti travolgono le dimensioni multiple della cremosità dell’uovo poché, ed i sentori tannici e penetranti del Lapsang Souchong. Una nuvola che arriva come un messaggio d’amore, tratteggiato dalla coralità del Servizio.

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I primi piatti hanno la detonante allure dei numeri primi, unici e stupefacenti nell’identità dello Chef Luciano Monosilio, supremo nella sublimazione della letteratura del gusto.

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Imprescindibile il passaggio della Carbonara, universalmente riconosciuta come Patrimonio dell’Umanità, che non mette in ombra però la felicità dell’assaggio di ogni altra referenza.

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La contemplazione al palato del rombo, della costellazione di broccolo romanesco e della cremosità di un ricordo di bernese, ti fa meditare sulla sottile differenza tra eleganza e raffinatezza.

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Ti specchi nella glassa degli choux, ne percepisci distintamente aromi e superba esecuzione, ti trastulli con i tartufini e le mandorle sabbiate, ed indugi nel dinamismo dello zafferano e cardamomo, e prometti a te stessa che stavolta non passerà così tanto tempo, da Pipero Roma ci lasci il cuore.

 

PIPERO ROMA

Corso Vittorio Emanuele II 250
Roma

339 7565114

06 68139022

Aperto dal Lunedì al Sabato
dalle 12:30 alle 14:30 e dalle 19:30 alle 22:30

Il modo smart di nutrirsi: il NUOVO PANE dell’Ambasciatore del Gusto Francesco Arena

Il gusto ed il benessere: esigenze imprescindibili che nella routine quotidiana a volte divergono, per la fretta di pasti fuori casa o perché si tende a scegliere cosa portare a tavola secondo le calorie o la monotonia dell’abitudine, e non in base ai nutrienti essenziali.

Il pane, l’alimento su cui si basa l’alimentazione mediterranea, oggi viene discriminato, perché i prodotti da forno più consumati sono spesso privi del loro valore alimentare proprio, a causa delle farine di bassa qualità utilizzate e degli additivi alimentari impiegati per migliorarne la panificabilità.

Non di rado, pane e pasta vengono identificati come “calorie vuote” o come alimenti indigesti e responsabili di patologie metaboliche ed intolleranze alimentari.

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Sono più di cinquanta le cultivar di grani autoctoni che illustrano la ricchezza  e l’unicità del patrimonio del gusto siciliano, il recupero della coltivazione dei grani antichi ha dato nuovo slancio alla valorizzazione nutrizionale ed organolettica dei prodotti da forno.

La ricerca scientifica e tecnologica, l’attenzione salutistica e la dedizione a veicolale benessere attraverso la fragranza del pane appena sfornato, hanno ispirato l’unicità della proposta e la polifonia dei lievitati del Panificio Masino Arena a Messina.

Dal 1939 il Panificio Masino Arena perpetua l’artigianalità dell’Arte Bianca attraverso il rispetto delle lunghe lievitazioni naturali, le attente selezioni delle farine e le tecniche di panificazione tramandate da generazioni.

Lo Chef e Ambasciatore del Gusto Francesco Arena ha innovato la ricchissima offerta di pani, focacce e lievitati dolci e salati, andando oltre ai grani autoctoni siciliani, puntando sull’alimentazione funzionale e sulla nutraceutica.

Il pane diventa così un alimento salutistico e di prevenzione, un integratore alimentare di antiossidanti, acidi grassi essenziali utili alla funzionalità del  sistema cardiovascolare e nervoso ed il gusto acquista il valore aggiunto del benessere.

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Lo Chef Francesco Arena veicola un messaggio profetico e che oggi ha il dovere della prevenzione delle più diffuse patologie degenerative e dell’educazione alimentare a tutte le età:

alimentarsi non significa solo saziarsi, alimentarsi significa anche nutrirsi, assimilando non solo macronutrienti utili al fabbisogno energetico, ma soprattutto portando a tavola salute attraverso alimenti funzionali.

I lievitati speciali del Panificio Masino Arena a Messina sono arricchiti da zenzero, curcuma, semi e frutta secca come golosa fonte di acidi grassi omega-3 e farina di cladodi di fichidindia, preziosa per abbassare l’indice glicemico del pane e dei lievitati.

L’olio extravergine di oliva è l’alimento mediterraneo antiossidante per eccellenza, le focacce del Panificio Masino Arena prevedono il suo utilizzo a crudo, per esaltare  gli ingredienti di pizze e focacce gourmet.

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L’offerta gastronomica del Panifico Masino Arena a Messina, spazia dall’istituzionalità della superba Focaccia Messinese preparata con ingredienti di altissima qualità, alle innovative ed irresistibili pizze realizzate con acqua di mare ricca di oligoelementi essenziali ed arricchite da una selezione di ingredienti unici, come i pomodorini gialli campani, foglie di cappero, alghe, gamberi di nassa o tutto ciò che di stagionale possa ispirare la fantasia dello Chef Francesco Arena, Ambasciatore di gusto e di salute!

 

Panificio Masino Arena

Via Consolare Pompea, 162
Sant’Agata

Messina

Tel/Fax: 090 391773

Cell: 3474361164

 rnafnc@gmail.com

Aperto tutti i giorni escluso il mercoledì pomeriggio.

Il CANNOLO in scena al San Lorenzo Mercato, a Palermo

Dopo le diecimila presenze della scorsa edizione, ritorna al San Lorenzo Mercato il “Cannolo Festival”.

Da domani, due giorni di degustazioni da non perdere!

L’evento celebra il dolce più iconico della pasticceria siciliana con una degustazione delle varianti più diffuse ed apprezzate.

I canoni da considerare per scegliere il migliore sono la cialda più o meno friabile, le spezie ed i sentori di cacao o di caffè, la crema di ricotta più o meno dolce e lavorata, arricchita o meno da cioccolato, canditi o frutta secca.

Alchimie di contrasti e texture, ricette tramandate o innovative, sono tantissime le variabili che distinguono un cannolo dall’altro a seconda dell’armonia degli ingredienti e della tecnica di realizzazione.

Per questo tante pasticcerie siciliane sono diventate ormai luogo di pellegrinaggio e di turismo gastronomico, anche a chilometri e chilometri di distanza, da parte di golosi, appassionati, gourmand e turisti da ogni parte del mondo.  Nella prima edizione, nel 2017, sono stati preparati oltre 4mila cannoli con più di 7 quintali di ricotta fresca, attraverso i percorsi di degustazione che hanno consentito l’assaggio e la votazione da parte del pubblico.

Proprio il pubblico, con quasi mille voti espressi, è stato protagonista della scelta, premiando i cannoli di Santa Cristina Gela.

Protagonisti di questa edizione 2018 del Cannolo Festival sono i maestri pasticceri di diversi paesi che si distinguono per l’unicità del Cannolo.

Piana degli Albanesi, il borgo dell’entroterra palermitano noto ormai come “il paese dei cannoli”, custode di una tradizione secolare e di ricette che ancora oggi nascondono segreti di produzione gelosamente custoditi.

Santa Cristina Gela, che condivide con i cugini di Piana la materia prima dello stesso territorio ma con ricette differenti.

San Giuseppe Jato, con una lavorazione originale e immediatamente riconoscibile e scorze leggere.

Fulgatore, a cui spetta il delicato compito di rappresentare la provincia di Trapani, famosa per uno stile unico e inconfondibile già nella forma della scorza (più allungata e appuntita), ma soprattutto nella lavorazione della ricotta (più grezza e meno setacciata), per veri intenditori.

I maestri pasticceri coinvolti

Nicola Petta (Extra Bar – Piana degli Albanesi, Palermo);

i Fratelli Biscari, vincitori della scorsa edizione (Bar Pasticceria del Corso – Santa Cristina Gela, Palermo);

Turi Cerniglia (Pasticceria Cerniglia – San Giuseppe Jato, Palermo);

Rocco Vultaggio (Bar Vultaggio – Fulgatore, Trapani).

In occasione del festival saranno allestite quattro postazioni, una per ognuno dei maestri pasticceri. I partecipanti avranno la possibilità di assaggiare i quattro cannoli in gara con un ticket degustazione, per poi votare il preferito.

Il voto popolare incontrerà poi quello di una giuria tecnica, formata da giornalisti, pasticceri, food blogger ed esperti, che si esprimerà sugli stessi cannoli in gara contribuendo così a decretare il vincitore della seconda edizione dell’evento, in collaborazione con l’Associazione Provinciale Cuochi e Pasticceri di Palermo.

Presso l’area-lab, i quattro maestri si alterneranno per mostrare la preparazione del dolce, ognuno secondo le proprie caratteristiche.

Verrà allestita anche una postazione che servirà il cannolo senza glutine, per soddisfare ogni esigenza nutrizionale.

Prima della premiazione finale, domenica 27 alle 18, lo storico Gaetano Basile racconta “la storia sexy” del cannolo, tra aneddoti piccanti e curiosità inaspettate perse nei secoli.

IL PROGRAMMA

– Sabato e domenica dalle 10.30 alle 22.30: banchetti e degustazioni

– Sabato e domenica alle 11.30 e alle 16: nell’area-lab i quattro maestri a turno mostrano la propria preparazione

– Domenica alle 12: Facciamo il cannolo! (laboratorio ludico dedicato ai bambini, che avranno la possibilità di imparare la preparazione del cannolo, dalla lavorazione della ricotta alla farcitura delle scorze. A cura di PalermoBimbi)

– Domenica alle 17: degustazione tecnica, presentazione dei maestri in gara, scelta della giuria tecnica

– Domenica alle 18: “Una storia sexy”, Gaetano Basile ripercorre tra testimonianze storiche e curiosità piccanti la nascita del cannolo.

– Domenica alle 19: premiazione finale (con la somma del voto tecnico e quello popolare)

Chef Carmelo Trentacosti, e le stelle stanno a guardare

C’è sempre la trepidante attesa che ti regala il brio del battito d’ali di farfalla, quando percorri quel breve ed onirico tratto di strada che dall’Arsenale ti conduce a Marina di Villa Igiea. Palermo nelle notti di quasi estate, profuma di gelsomini e brezza, e quando dal cielo indaco traspare la luna, il dehors del Ristorante Cuvée du Jour ti ammalia attraverso caleidoscopici accenti di squisito design e ti accoglie tra sospiri d’incanto e meraviglia.

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Le luci sensuali e puntuali che accarezzano l’ebano e la mise en place, i riflessi dei mandarini tardivi che captano gli sguardi verso il mare, la raffinatezza dell’ikebana, la classe del Servizio che enuncia il benvenuto, sono le coordinate della sofisticata atmosfera.

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È un brindisi augurale al cospetto di Irene Taormina, Ambassador delle Cantine Duca di Salaparuta e dell’anima del Grand Hotel Villa Igiea, il Direttore Vito Giglio, a sancire l’inizio dell’evento organizzato con il contributo della brillante professionalità della giornalista Federica Terrana.

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Il Direttore Vito Giglio, a destra lo Chef Tony Lo Coco, sullo sfondo il collega Carmelo Trentacosti

Il perlage del Brut Duca di Salaparuta tratteggia gli appetizer ideati dallo chef Tony Lo Coco, del Ristorante I Pupi a Bagheria, special guest della serata. Un ricordo di sfincione e un idilliaco cannolo petit four al caviale, manifesto tributo al Maestro Ciccio Sultano.

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Dall’eden del dehors alla sontuosa tavola imperiale, allestita per ospitare stampa specializzata del settore, critica ed amatori, sono state scandite le sinfonie di gusto ideate dall’executive chef di Villa Igiea, l’eclettico e carismatico Carmelo Trentacosti, legato da stima professionale ed autentica amicizia al collega Tony Lo Coco.

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Un menù corale, di pura convivialità, che ha intrigato gli ospiti con la stagionalità e la connotazione emozionale del patrimonio gastronomico panormita.

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Uno studio morfologico e sensoriale si manifesta al palato nella vibrate essenza dei legumi verdi, il baccello di piselli ideato da Carmelo Trentacosti diventa icona di estetica del gusto.

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La nassa di Tony Lo Coco ammalia ogni volta ed invoglia a carpire i riflessi delle salse e il loro dialogo col gambero, in un gioco allusivo di umoralità e piccantezza esperidata dello zenzero, e dei sentori minerali e fruttati del Colomba Platino 2017 in degustazione.

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Il tonno di corsa viene reinventato dalla geniale intuizione dello Chef Trentacosti, arriva a tavola preceduto dalle sinestesie delle spezie peruviane, donando un assaggio che perpetua l’opulenza gattopardiana filtrata dalla verve d’avanguardia di Trentacosti. Al palato si svela un’epifania di accenti aromatici e trame, che trovano sublimazione del dolceagro della cipolla rossa candita. Il piatto dell’estate 2018 anche per il donante abbinamento a Lavico 2014, servito da glacette.

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Trionfale il signature disse dello Chef Lo Coco, sublime di palpiti palermitani ad ogni assaggio, che sintetizza quella che più che tradizione è mitologia, la quintessenza della gioia delle festività: il ricordo degli anelletti al forno. Uno specchio di ragout di tonno ospita la sinfonia degli anelletti ai formaggi, un assaggio che si tatua nella memoria.

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Il piccione dello Chef Trentacosti richiama nuances tanniche per arrivare a sorprendere con i vertici di fruttata acidità, tra equilibri multipli e cangianti trame, seducenti nel bon bon sfrigolante di fegatini che trova analogie nel Duca Enrico 2011.

Il carosello dei dessert ha intrattenuto gli ospiti con la freschezza del Verdello di Lo Coco e le sfumature voluttuose delle Fragoline di Trentacosti, ritornando al dehors per un conviviale fumoir e le meditazioni del dopocena, allietate dai distillati, dalla delicata ed intrigante piccola pasticceria e da preziosi momenti di confronto con gli Chef e le Personalità intervenute.

Un evento unico, ma da da rivivere ogni sera, sempre a Villa Igiea, sempre nello scrigno della cucina di talento indomito, ricerca e sublimazione dell’ingrediente dello Chef Carmelo Trentacosti, al Ristorante Cuvée du Jour.

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Fine Dining Experience, Chef Paolo Romeo a Messina

 

La cena conviviale andata in scena lo scorso diciassette maggio presso il Ristorante Grecale ha visto protagonista la detonante sensibilità artistica dello chef Paolo Romeo, ritornato a Messina dopo significative collaborazioni in Italia e all’estero, che ha saputo orchestrare una travolgente Fine Dining Experience in idilliaco abbinamento alle selezioni campane della Cantina Joaquin.

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Un evento che ha ristabilito le connessioni tra il Regno delle due Sicilie, intrigando con i coinvolgenti sapori evocati di latticini dei Nebrodi e campani a donare cremosità e accenti di delicata acidità lattica alla cucina di mare, o dal sospiro di Caprese salata tra gli appetizer.

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Seducente la tartare di ricciola che arriva surfando un’onda croccante di rapa rossa, una composizione manifesto nelle nuances passionali che l’Executive Chef utilizza per comunicare l’incisività della sua filosofia, che accarezza gli ingredienti con tecniche di alta cucina per preservarne l’espressività di gusto.

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Il gelato allo zenzero esprime l’idilliaco bilanciamento di dolcezza aromatica per donare tridimensionalità ai crostacei.

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L’arancino al nero di seppia sorprende per la croccantezza tostata della frutta secca ed il cuore di mare.

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Incantevole come un giardino zen, l’opera di carpaccio di pesce bianco e crostacei, si verticalizza al palato con la polifonia vellutata e briosa dei lamponi e della mozzarella. 

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La professionalità dello chef Paolo Romeo viene valorizzata non solo alla guida del Grecale Ristorante Italiano, ma anche nella supervisione del Kajiki Japanese Restaurant e di Villa Laura Resort, struttura che si avvale anche di una fattoria didattica, da cui arrivano anche le uova degustate durante la cena, eclettiche nella panure al basilico e nella mousse di pomodoro Pachino.

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Il risotto di Vialone Nano pone accenti vibranti sull’umoralità iodica dei ricci di Acitrezza, nella raffinata manteca alla ricotta dei Nebrodi.

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Le Chitarrine fresche allo zafferano valorizzano in dolce analogia la tartare di mare ed il carpaccio gambero rosso.

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Le capasante dialogano col carpaccio di manzo e le uova di pesce, nel leitmotiv della riduzione al Marsala DOC vintage riserva 1994 delle Cantine Florio. 

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Una portata di grande enfasi e respiro, che ha dato incisività al convivio, anche attraverso l’espressività dell’abbinamento all’Aglianico in purezza di Casa Joaquin, vinificato da coltivazioni centenarie dell’Irpinia, che dipinge attraverso la sua narrativa di velluti tannici, la stessa eleganza  della portata, con sussurri di sottobosco, umbratili spezie e carezze di more di rovo e tostatura di cacao.

La pasticceria del Ristorante Grecale supera i vertici  delle dolci corruzioni con irresistibili trame ed essenze esperidate, trovando sublimazione nell’esemplarità dei petit four.

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Gli imprenditori Francesco Rella e Fabrizio Natoli hanno scommesso ed investito sulla Sicilia, certi dell’unicità e dell’eccellenza degli ingredienti di un territorio – il messinese – che gode di un patrimonio enogastronomico di mare ed entroterra da scoprire, comunicare e valorizzare, avvalendosi della sensibilità creativa e tecnica dell’Exevutive Chef Paolo Romeo.

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Le selezioni di Raffaele Pagano della Cantina Joaquin, che ha dato enfasi alla serata  trasmettendo la passione per il suo territorio e per la sartorialità delle sue vinificazioni, hanno ammaliato critica ed appassionati, grazie all’espressività nei suoi vini ed all’identità dei vitigni autoctoni dell’Irpinia, come AglianicoFalangina, Greco e Biancolella.

 

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Grazie a Valeria Zingale e Beppe Amato, Rossetto e Cioccolato FoodLab.

Pasticceria IRRERA 1910, a Messina e nel mondo

Arrivare presto, al mattino, alla Pasticceria Irrera 1910, regala la luce calda che filtra dalle vetrate ed illumina i sorrisi di un risveglio di voluttuoso piacere.

Le fragranze delle cru di caffè appena macinato, che incontra anche le esigenze contemporanee dell’infusione da passeggio, le infinite selezioni di croissant dolci e salati, baguette, tramezzini, i pidoni messinesi, i toast, gli arancini e tutto ciò che possa soddisfare i desideri del buongiorno, ingolosisce per l’irresistibile appeal.

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Basta prendere posto nel dehors esterno che si affaccia sui giardini di piazza Cairoli, nelle accoglienti sale interne o al banco, per godere della ritualità dell’offrire eccellenza manifestando la gioia nel donare l’arte della pasticceria, che in primavera rifiorisce con le granite messinesi.

Dallo sherbeth arabo, la granita mutua i sospiri cremosi della frutta di stagione, della mandorla, del pistacchio, del caffè, del cioccolato e di ogni gusto che la fantasia possa ispirare.

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Osservare i gesti che manifestano la brillante qualità delle granite, nell’atto di servirle in purezza o nell’irresistibile sinfonia della panna montata, che qui esprime la sublime qualità e viene costantemente sostituita durante la giornata, per offrire rigorosamente i migliori assaggi.

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La brioche o i panini di cena sono il naturale e soffice compendio per le granite, un abbinamento che sostituisce anche i pranzi estivi e dona a tutte le ore pause rigeneranti, energetiche e di estrema digeribilità, grazie alle lentissime lievitazioni e alla purezza della frutta utilizzata.

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La Pasticceria Irrera 1910, da sempre seduce anche con una enciclopedica proposta di “pasticceria da viaggio”,  le delizie in produzione sono distribuite non solo attraverso lo shop on line, ma anche nei punti vendita diffusi sul territorio nazionale.

Dalla lavorazione artigianale della mandorla siciliana si sviluppano infinite proposte di alta pasticceria, dalle preparazioni esclusive al cedro, ai torroni e ai biscotti aromatizzati.

L’iconica Pignolata messinese della Pasticceria Irrera 1910 è una preparazione classica che sorprende ogni volta per l’alchimia tra i riccioli di pasta choux e la glassa al limone e al cioccolato, un dolce irrinunciabile, perfetto in ogni stagione e per ogni occasione.

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La Cassata nasce dall’attenta selezione della ricotta dell’Etna, e vanta una speciale lavorazione che bilancia varie tipologie di zucchero per amplificare al palato la delicatezza della sottile copertura in pasta di mandorle, che arriva a poter essere eterea come un tulle solo grazie alla qualità della materia prima e alla sua ricchezza di olii.

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Un doppio strato di crema di ricotta s’interfaccia con un pan di Spagna che rende armonico l’assaggio assorbendo la naturale umidità della ricotta.

Un assaggio imperdibile, che ristabilirà i canoni dell’emblema della pasticceria siciliana.

L’enoteca della Pasticceria Irrera 1910 è il punto di riferimento in città per la carismatica selezione di vini siciliani e distillati, anche per un aperitivo o da scegliere guidati dalla professionalità del Personale.

Perpetuare la tradizione, attraverso la costante ricerca di qualità delle materie prime, la tecnica valorizzante delle lavorazioni e soprattutto attraverso la ricerca scientifica, che vede nella collaborazione con l’Università la messa a punto di tecnologie per preservare la naturalezza del gusto, gli aspetti nutrizionali e la conservabilità senza l’utilizzo di additivi alimentari.

A tutte le ore, a Messina, l’unica priorità è una sosta alla Pasticceria Irrera 1910.

Irrera 1910

Piazza Cairoli, 12

Messina

tel: 090712148

info@irrera.it

Grazie a Daria e Filippo Denaro.