Messina Street Food Fest: le tante novità della seconda edizione, 11-14 ottobre

Al via la seconda edizione di Messina Street Food Fest, che si terrà a Piazza Cairoli da giovedì 11 a domenica 14 ottobre.

La manifestazione è promossa ed organizzata da Confesercenti Messina in partnership con il Comune di Messina e con il patrocinio della Città Metropolitana di Messina e della Camera di commercio.

Un evento che l’Assessore alla Cultura Roberto Vincenzo Trimarchi introduce così: “Il cibo da strada è ormai molto diffuso nelle tradizioni cittadine, perché valorizza le attività commerciali e artigianali locali e di altri luoghi, e crea attrattiva nel pubblico. E’ una festa all’insegna del cibo, che per la gente rappresenta anche un modo diverso per incontrarsi, dialogare, scambiare opinioni ed emozioni. Abbiamo aderito con piacere all’iniziativa di Confesercenti, consapevoli anche che questa manifestazione produce anche un indotto in termini di partecipazione per i turisti”

Tante le novità per il 2018. Cresce la superficie del Village cresce l’ offerta gastronomica, aumentano gli eventi: “La seconda edizione- ha spiegato il presidente di Confesercenti Messina Alberto Palella- rappresenta per noi una grande sfida ed un grande sforzo. Dopo il successo del 2017 abbiamo deciso di fare ancora di più. L’evento si estenderà a tutta Piazza Cairoli per consentire anche una migliore fruizione da parte del pubblico. Ben 40 saranno le specialità gastronomiche in degustazione, in rappresentanza di un ampio panorama food che privilegia innanzitutto lo street messinese e siciliano con qualche incursione in quello nazionale e internazionale. Uno spazio sarà destinato anche al gluten free. Tutto questo per accontentare ogni gusto e contribuire alla promozione di alcune eccellenze locali. Mantenendo fede al nostro obiettivo che è quello di supportare non solo i nostri associati, ma anche tutto il tessuto imprenditoriale in cui operiamo, ci siamo resi conto che lo scorso anno i risultati sono stati più che positivi. La manifestazione infatti ha generato indotto, con un incremento delle vendite di tante attività commerciali del centro città, che hanno potuto sfruttare i grandi flussi di visitatori venuti per partecipare al nostro evento. Anche quest’anno ci auguriamo di incontrare il gradimento del pubblico, in primis dei messinesi, ma anche di quanti arriveranno dalla provincia e dalla Calabria. Il cibo inoltre rappresenta storicamente un momento di condivisione, di convivialità. Questo è lo spirito di Messina Street Food Fest, che vuole essere una grande festa della gente e per la gente”.  

Alla presentazione sono intervenuti la conduttrice dei cooking show, l’incantevole giornalista Valeria Zingale, professionista da sempre impegnata nella valorizzazione e nella divulgazione del patrimonio enogastronomico siciliano, autrice di numerose pubblicazioni e founder di RossettoeCioccolato.net.

Il presidente del Cirs Maria Celeste Celi, ha sottolineato l’importanza del coinvolgimento dell’associazione nell’ambito dell’evento, con l’obiettivo di raccogliere fondi per l’acquisto dello stabile che accoglie donne in difficoltà. Il prof. Giuseppe Vita, direttore U.O.C di Neurologia e Malattie Neuromuscolari del Policlinico Universitario di Messina e responsabile scientifico del Centro Clinico Nemo Sud, ha ringraziato l’Organizzazione per la sensibilità dimostrata nei confronti dei tre Enti solidali coinvolti e in particolare il Centro Nemo, ponendo l’accento sulla cultura del cibo di strada, che con il suo radicamento al territorio, può diventare un veicolo per divulgare la mission della struttura e sensibilizzare il pubblico.

Carmelo Caporlingua presidente dell’associazione Autismo Onlus ha parlato invece dell’importanza del cibo e delle attività di ristorazione nel coinvolgimento delle persone con autismo.

Con una piccola donazione il pubblico potrà assistere alle performance degli chef, degustare le ricette preparate e compiere un gesto di solidarietà. Gli show cooking di venerdì 12 saranno dedicati a Cirs Messina, quelli di sabato 13 ad Autismo Onlus, mentre domenica 14 al Centro Clinico Nemo sud.

Partner istituzionale si conferma l’Istituto professionale Alberghiero “Antonello”, che ha rinnovato la sinergia con Messina Street Food Fest,. Una rappresentanza di studenti coordinati dai docenti sarà coinvolta in alcuni momenti dell’evento nell’ambito del progetto di alternanza scuola-lavoro.

Presente oggi anche la referente per Messina dell’AIC (Associazione Italiana Celiachia) Annalisa Cotugno.

Quest’anno uno spazio dell’evento sarà riservato  al gluten free, per il quale oltre ad una postazione food è previsto anche uno show cooking con specialità senza glutine. “Essere presenti ad un evento così importante come lo ‘Street Food Fest’ di Messina ci entusiasma- ha affermato Cotugno– perché avremo l’opportunità di parlare ad un numero elevatissimo di persone; il tema dello street food, peraltro, ci aiuta a rafforzare il dialogo con i ristoratori circa la necessità crescente che i celiaci hanno di mangiare in sicurezza senza glutine e senza contaminazione alcuna anche fuori casa. Una garanzia per la popolazione celiaca siciliana che ha il diritto di andare a mangiare al ristorante senza per questo dover essere preoccupata per la propria salute”.

Durante la conferenza stampa è stato inoltre ricordato il gemellaggio che Messina Street Food Fest ha instaurato con Il Taranta food &Wine Fest di Reggio Calabria. L’idea di mettere in campo questa sinergia si inquadra nell’ottica di una concreta attuazione dell’area integrata dello Stretto, che partendo da scambi di idee e di iniziative, può portare nel tempo al coinvolgimento di altri settori economici e produttivi.

Messina Street Food Fest anche per questa II edizione conferma la sua attenzione verso l’ambiente. Tutto il materiale di consumo fornito dall’Organizzazione agli operatori food sarà infatti interamente biodegradabile.

Quanto all’arrivo del pubblico per agevolare gli spostamenti di chi si recherà al Messina Street Food Fest, è stato raggiunto un accordo con Trenitalia. In tutte le stazioni ferroviarie regionali, sulle vetture e nei box informativi viene pubblicizzato l’evento per incoraggiare gli utenti a raggiungere la città in treno.

Per chi giungerà dalla Calabria invece dall’11 al 14 ottobre, il gruppo Caronte & Tourist ha attivato un’offerta dedicata alla manifestazione. “Il MSFF- ha spiegato Tiziano Minuti, responsabile della comunicazione del gruppo– è una grande festa di popolo. Per agevolare il passaggio dei calabresi a Messina abbiamo creato una bigliettazione specifica, chiamata Daily street food, con una ‘cassa dedicata’ all’imbarco di Villa S.Giovani. Nel biglietto dell’attraversamento in auto e in moto sono compresi anche alcuni ticket degustazione”.

Gli utenti che avranno usufruito del Daily Street Food di Caronte&Tourist, anche a Piazza Cairoli troveranno una cassa specifica in cui ritirare i ticket.

L’inaugurazione del Messina Street Food Fest si terrà giovedì 11 ottobre alle 18.00 con il taglio del nastro e l’apertura del villaggio gastronomico. Nelle giornate di venerdì 12, sabato 13 e domenica 14 la manifestazione seguirà i seguenti orari: dalle 11.00 alle 15.00 e dalle 18.00 alle 01.00.

L’ingresso al Messina Street Food Fest è libero. Per degustare le specialità del villaggio gastronomico la formula è quella dei ticket degustazione, che avranno un costo di 3,50 euro per il salato, 2,50 euro per il dolce, 2,50 euro per il beverage.

Il team organizzativo di Messina Street Food Fest è composto da: Benny Bonaffini coordinatore area food, Marika Micalizzi responsabile della comunicazione, Patrizia Casale marketing e  promozione, Claudio Prestopino responsabile degli allestimenti, Andrea Ipsaro Passione coordinatore degli spettacoli, Carlo Spanò area web.

Saranno 40 dunque, gli “street fooder”, provenienti non solo da Messina e dalla Sicilia, ma anche da altre regioni d’Italia.

Ricco e variegato il menù, che permetterà al pubblico di fare un gustoso viaggio nel mondo del cibo di strada italiano e internazionale.

Insieme agli arancini, i pidoni, le braciole e la focaccia della tradizione locale,

si potranno gustare  gli arrosticini originali abruzzesi, le bombette pugliesi, il lampredotto toscano, ma anche il sushi giapponese e tante altre specialità, sia dolci che salate, alcune inedite e che il pubblico avrà modo di apprezzare proprio in occasione del Messina Street Food Fest, come il pizza icecream e la morettina tartufata.

Non mancheranno i cult della gastronomia siciliana, dal pane ca meusa ai cannoli, passando per le crispelle catanesi e tanto altro.

Tutto sarà accompagnato da bibite dal sapore antico come spuma, gazzosa, chinotto e   dall’immancabile birra.

Ampliata anche la proposta dei Cooking Show, con 15 prestigiosi chef:

Incrementata anche la proposta destinata all’intrattenimento, con la presenza di due palchi, uno posizionato nella parte nord, l’atro a sud, in cui si esibiranno band, dj set e animatori per bambini con giochi di magia e le caratteristiche mascotte amate dai più piccoli.

Per questa seconda edizione cambiano anche gli orari di apertura. Si partirà giovedì 11 alle 18 con il taglio del nastro e l’apertura delle postazioni gastronomiche,

ma nelle giornate di venerdì 12, sabato 13 e domenica 14, il grande villaggio del food sarà fruibile anche per il pranzo, dalle 11 alle 15 oltre che la sera, dalle 18.00 alle 01.00.

Anche a Milano, #tuttipazzi per FUD BOTTEGA SICULA e per la genialità di Andrea Graziano

A due mesi dall’apertura, FUD BOTTEGA SICULA MILANO È GIÀ RECORD!

Se per Catania e Palermo FUD BOTTEGA SICULA, FUD OFF e FUD BOCS al Nautoscopio Arte, hanno significato una dirompente ed irresistibile novità nel panorama della ristorazione, degli eventi, del gusto e dell’arte mixology, la scommessa milanese, nonostante l’inaugurazione in piena estate quando Milano chiude per ferie, è stata vinta e stravinta: oltre cinquecento persone al giorno ad indicare il flusso medio dei clienti in visibilio per la vincente proposta gastronomica FUD e che si sono innamorati dei locali di Via Casale al civico 8, in zona Naviglio Grande.

Un flusso travolgente di clienti che come sempre sceglie tra i le irresistibili proposte contemporanee che raccontano i valori autentici ed il gusto di materie prime selezionate tra i migliori produttori siciliani.

Nel dehors esterno, nel cuore della movida dei Navigli, o nelle sale interne climatizzate, ricavate dalla riqualificazione e dalla ristrutturazione di una ex falegnameria, o approfittando dell’asporto nei pratici box – bocs come li chiamiamo da FUD – il gusto FUD conquista col sorriso di chi accoglie con l’ospitalità siciliana e soddisfa ogni esigenza.
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Anche a Milano, così come a Catania e Palermo, i piatti preferiti e maggiormente ordinati sono stati il Bec Burgher, con carne di manzo siciliano e guanciale di suino dei Nebrodi, e lo Shek Burgher, con la carne d’asino di Chiaramonte Gulfi (RG) e mozzarella di bufala affumicata.
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Un nuovo successo dell’epopea imprenditoriale dell’istrionico Andrea Graziano che a Milano si è avvalso della collaborazione dei fratelli Vittorio e Saverio Borgia.
Un boom mediatico che ha fatto registrare un incremento di oltre il 20% sul fatturato delle Aziende FUD siciliane e degli stessi Produttori e Fornitori delle materie prime di altissima qualità, unicità di ricerca che ogni giorno raggiungono la dispensa e gli scaffali dei Ristoranti FUD, per trasmettere attraverso il gusto la cultura e il valore di fare rete in Sicilia.
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FUD BOTTEGA SICULA MILANO – ha spiegato Andrea Graziano – è diventata anche il punto di riferimento per gli addetti del mondo della ristorazione. Questo perché, avendo una cucina che chiude tardi e che offre spesso la possibilità di scoprire ingredienti nuovi, si presta ad ospitare cuochi e brigate”.

Alla ricerca degli unicorni: MILK TRAIN a Covent Garden #wheninLondon

Cosa non si fa per mantenere il titolo di influenze, cosa non si fa per dare al palato metrica e termini di paragone… si arrivano a scomodare unicorni, nuvole di zucchero filato, e si trascina chi ti accompagna ai confini del sogno e della pazienza ;P

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Basta seguire le coordinate Instagram per giungere alla meta di pellegrinaggio social-fashion-victim più ambita di Covent Gaden, riconoscendo l’ingresso di  Milk Train Cafè dalla fila di chi non aspetta altro che impugnare lo scettro del desiderio.

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Ordinatamente si conquista la postazione migliore per i selfie, orgogliose e fiere di brandire un soffice ed arioso “gelato” che plana su una nuvola avvolgente di zucchero filato.

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Un’esperienza di gusto 3D che viene esponenzialmente amplificata sui social e genera un turismo di millennials interplanetario.

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I fondatori di Milk Train Cafè, Mike e Kylie, affermano che la nuvola di zucchero filato era in origine una soluzione per moderare i sapori tannici e minerali del gelato al tè Matcha e Hojicha. Non avetrbbero mai potuto immaginare che sarebbe presto diventato il cono più Instagrammato dell’universo.

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Vaniglia, caramello al burro salato, Oreo, mango su cialde wafer, si arricchiscono di confettini, popcorn e praline.

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Nonostante il meteo londinese, il gelato Milk Train non teme inflazioni, resta un dolcissimo sogno e un’occasione per non prendersi troppo sul serio 😀

 

44 BEDFORD ST. LONDON WC2E 9HA

 

SUMMER OPENING TIMES:

NOW OPEN ON MONDAYS!

MON-THU: 1PM – 9PM

FRI-SAT: 1PM – 10PM

SUN: 1PM – 8PM

Il CANNOLO in scena al San Lorenzo Mercato, a Palermo

Dopo le diecimila presenze della scorsa edizione, ritorna al San Lorenzo Mercato il “Cannolo Festival”.

Da domani, due giorni di degustazioni da non perdere!

L’evento celebra il dolce più iconico della pasticceria siciliana con una degustazione delle varianti più diffuse ed apprezzate.

I canoni da considerare per scegliere il migliore sono la cialda più o meno friabile, le spezie ed i sentori di cacao o di caffè, la crema di ricotta più o meno dolce e lavorata, arricchita o meno da cioccolato, canditi o frutta secca.

Alchimie di contrasti e texture, ricette tramandate o innovative, sono tantissime le variabili che distinguono un cannolo dall’altro a seconda dell’armonia degli ingredienti e della tecnica di realizzazione.

Per questo tante pasticcerie siciliane sono diventate ormai luogo di pellegrinaggio e di turismo gastronomico, anche a chilometri e chilometri di distanza, da parte di golosi, appassionati, gourmand e turisti da ogni parte del mondo.  Nella prima edizione, nel 2017, sono stati preparati oltre 4mila cannoli con più di 7 quintali di ricotta fresca, attraverso i percorsi di degustazione che hanno consentito l’assaggio e la votazione da parte del pubblico.

Proprio il pubblico, con quasi mille voti espressi, è stato protagonista della scelta, premiando i cannoli di Santa Cristina Gela.

Protagonisti di questa edizione 2018 del Cannolo Festival sono i maestri pasticceri di diversi paesi che si distinguono per l’unicità del Cannolo.

Piana degli Albanesi, il borgo dell’entroterra palermitano noto ormai come “il paese dei cannoli”, custode di una tradizione secolare e di ricette che ancora oggi nascondono segreti di produzione gelosamente custoditi.

Santa Cristina Gela, che condivide con i cugini di Piana la materia prima dello stesso territorio ma con ricette differenti.

San Giuseppe Jato, con una lavorazione originale e immediatamente riconoscibile e scorze leggere.

Fulgatore, a cui spetta il delicato compito di rappresentare la provincia di Trapani, famosa per uno stile unico e inconfondibile già nella forma della scorza (più allungata e appuntita), ma soprattutto nella lavorazione della ricotta (più grezza e meno setacciata), per veri intenditori.

I maestri pasticceri coinvolti

Nicola Petta (Extra Bar – Piana degli Albanesi, Palermo);

i Fratelli Biscari, vincitori della scorsa edizione (Bar Pasticceria del Corso – Santa Cristina Gela, Palermo);

Turi Cerniglia (Pasticceria Cerniglia – San Giuseppe Jato, Palermo);

Rocco Vultaggio (Bar Vultaggio – Fulgatore, Trapani).

In occasione del festival saranno allestite quattro postazioni, una per ognuno dei maestri pasticceri. I partecipanti avranno la possibilità di assaggiare i quattro cannoli in gara con un ticket degustazione, per poi votare il preferito.

Il voto popolare incontrerà poi quello di una giuria tecnica, formata da giornalisti, pasticceri, food blogger ed esperti, che si esprimerà sugli stessi cannoli in gara contribuendo così a decretare il vincitore della seconda edizione dell’evento, in collaborazione con l’Associazione Provinciale Cuochi e Pasticceri di Palermo.

Presso l’area-lab, i quattro maestri si alterneranno per mostrare la preparazione del dolce, ognuno secondo le proprie caratteristiche.

Verrà allestita anche una postazione che servirà il cannolo senza glutine, per soddisfare ogni esigenza nutrizionale.

Prima della premiazione finale, domenica 27 alle 18, lo storico Gaetano Basile racconta “la storia sexy” del cannolo, tra aneddoti piccanti e curiosità inaspettate perse nei secoli.

IL PROGRAMMA

– Sabato e domenica dalle 10.30 alle 22.30: banchetti e degustazioni

– Sabato e domenica alle 11.30 e alle 16: nell’area-lab i quattro maestri a turno mostrano la propria preparazione

– Domenica alle 12: Facciamo il cannolo! (laboratorio ludico dedicato ai bambini, che avranno la possibilità di imparare la preparazione del cannolo, dalla lavorazione della ricotta alla farcitura delle scorze. A cura di PalermoBimbi)

– Domenica alle 17: degustazione tecnica, presentazione dei maestri in gara, scelta della giuria tecnica

– Domenica alle 18: “Una storia sexy”, Gaetano Basile ripercorre tra testimonianze storiche e curiosità piccanti la nascita del cannolo.

– Domenica alle 19: premiazione finale (con la somma del voto tecnico e quello popolare)

Il miglior arancino di Sicilia: UMBRIACO ad Enna!

Non importa da dove arrivi, se passi da Enna nel tardo pomeriggio la deviazione è obbligatoria. Percorrendo i tornanti che conducono al centro storico, inizi già ad assaporare la sfrigolante passionalità del RE dello street food di Sicilia, che qui trova massima espressività.

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La testosteronica verve dell’ARANCINO ennese nasce dall’indomita creatività di Rosario Umbriaco, artigiano e ricercatore, custode della ricetta familiare e rifondatore dei canoni di perfezione di una preparazione del patrimonio del gusto siciliano, che annovera varianti infinite, ma indici di qualità precisi.

Perché l’Arancino di Rosario Umbriaco è il migliore?

Indipendentemente dai gusti e dalle differenze di ripieno, l’arancina/o perfetta/o va fritta al momento e degustata dopo alcuni minuti, per ricreare l’armonia di temperature e valorizzare gli ingredienti.

La frittura va eseguita ad immersione, in olio che abbia idoneo punto di fumo, garantendo la salubrità del prodotto finito e regalando un assaggio asciutto, croccante e dorato ed assicurando la digeribilità.

La panatura esterna non deve mai essere invadente e deve avere uno spessore minimo, per non turbare la delicatezza del riso, apprezzabile come ingrediente identitario e che deve avere masticabilità ed equilibrio nei condimenti e nelle spezie.

Il fondente ripieno deve avere proporzioni adeguate e consistenza idonea ad essere assaporato senza utilizzare supporti e posate.

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L’Arancino di Rosario Umbriaco soddisfa tutti i parametri e ne stabilisce di nuovi, che lo rendono iconico ed inimitabile.

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Lo studio della valorizzazione dei Formaggi Siciliani DOP ha ispirato la creazione dell’arancino a doppio strato, che ha un cuore di fonduta di Piacentino Ennese, il pecorino tradizionale aromatizzato al prezioso zafferano dell’altipiano.

Rosario Umbriacoha dato nuove prospettive alla coltivazione della spezia ennese, intuendo le potenzialità gastronomiche anche dei meravigliosi petali del Crocus sativus, ricchi di antiossidanti come gli stigmi.

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La boutique è gestita con solarità, simpatia e familiarità con la preziosa collaborazione di Patrizia Lo Grande, anima dell’ospitalità e di suggerimenti gourmand.

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L’artigianalità si respira dalla manualità di tutte le fasi di preparazione, dalla cura dei dettagli di degustazione, dalla massa di riso lavorata a mano sul banco di marmo, dallo stufato di carne sfilacciato solo dopo cottura per preservarne le caratteristiche, dalla freschezza delle preparazioni alle fritture espresse.

Tra gli ingredienti – rigorosamente stagionali e siciliani – brillano il riso di Leonforte, lo zafferano di Enna, la ricotta di Assoro, i porcini dell’Etna, la mortadella di asina di Chiaramonte Gulfi, la Vastedda del Belice, il pane di grani autoctoni e le erbette aromatiche che impreziosiscono le creazioni.

L’enciclopedica proposta di Rosario Umbriacoannovera più di trenta specialità, tra arancini e sfizi di gastronomia, da degustare appena fritti o sfornati.

Il lievito madre anima le lievitazioni peculiari delle pizze, delle focacce, dei calzoni e delle bombette.

Imperdibile anche l’assaggio dei rustici di sfoglia e dei prodotti selezionati tra presìdi slow food in vendita nella boutique-dispensa-enoteca, un incantevole luogo di ricercato design, rinato grazie al branding project firmato dall’ArchiStar Fatima Costa.

Solo grazie alla mia Silvia Polizzi.

Chef Pino Cuttaia e la Sicilia Sabauda

Naturalezza ed esemplarità si sintetizzano in ogni gesto dello chef Pino Cuttaia, così carismatici ed esplicativi da togliere il fiato e captare ogni sguardo ed ogni attenzione mia, del mio obiettivo fotografico e della Brigata del Ristorante La Madia.

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È quasi Natale, siamo a Licata, ma lo Chef è torinese d’adozione, ed ogni sua creazione ha un ingrediente unico ed iconico: la memoria.

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La memoria degli agnolotti – o ravioli – del plin è una sinestesia che travolge, che satura il palato con l’opulenza del Cappone di Morozzo ed ammalia con il velo impalpabile setoso e sublime di una sfoglia aurea, duttile ed irresistibile.

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La quintessenza delle festività in ogni assaggio, l’eclettismo e la raffinatezza delle sfumature di gusto, l’aroma di arrosto e di erbette officinali, l’umami che sa tatuare l’assaggio nell’empireo.

 

La pasta fresca dello chef Pino Cuttaia è disponibile anche da asporto presso Uovodiseppia

Il panettone dei sogni: Niko Romito

Una nuvola eterea, un lievitato che ha lo stesso peso dei sogni: soffice oltre il vero, fragrante ed equilibrato al punto da definire il concetto di perfezione.

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Il Panettone Niko Romito nasce nei laboratori di panificazione e pasticceria del Ristorante Reale, la sua produzione è limitata esclusivamente al periodo natalizio e in assaggio ho la creazione nº 225 di 999.

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Un lievitato di pasticceria che al taglio svela una struttura estremamente leggera, alveolata e fondente al palato, espressiva di aromi naturali ed idilliaca nella cottura e nell’umidità residua. Merito delle lunghissime fasi di lievitazione successive e del lievito madre che giova degli zuccheri e dei fermenti del mosto d’uva.

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Perle di cioccolato incastonate come brillanti, costellano uniformemente la sofficissima trama lievitata, scorzette d’arancia a regalare il bio festivo del Natale e a vivacizzare il lussurioso assaggio.

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Il Panettone perfetto ha un nome ed un cognome: Niko Romito.

 

Ho acquistato il panettone qui

Il Panettone siciliano: SCIAMPAGNA!

La Sicilia e il Panettone: stessa esuberanza, stessa cangiante luminosità;

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barocchi e ortodossi, affascinano con innumerevoli chiavi di lettura e pochi ingredienti distintivi che si riassumono nel seducente perpetuarsi di assaggi indelebili e di contrasti dirompenti che magicamente si fondono in armonia.

Il Panettone prodotto in Sicilia ha troppo spesso solo una didascalica indicazione di artigianalità, che si smarrisce nei numeri delle produzioni di massa e nell’infinita lista degli ingredienti, che identificano i prodotti della grande distribuzione.

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L’eccellenza del Panettone siciliano si raggiunge e si supera a Marineo, un paesino fiabesco vicinissimo a Palermo e al parco naturale del bosco della Ficuzza.
La pasticceria Sciampagna da sempre si distingue per i riconoscimenti internazionali tributati a tutta la produzione del Maestro Pasticcere siciliano che esalta la tradizione valorizzando le essenze e gli ingredienti che fanno della Sicilia il diamante della cultura del gusto mediterraneo.
Accanto alle iconiche Cassate e Cannoli, Carmelo Sciampagna interpreta le tendenze della pasticceria contemporanea e si esprime con luminosa sapienza anche nell’arte dei Lievitati.

Il Panettone “Milanese” Sciampagna seduce già dal packaging ispirato alle maioliche siciliane, evocate da uno studio grafico che condensa in un design brioso e delicato la gioia del Natale e ne fa un dono sofisticato ed ambito.

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All’assaggio si svela l’artigianalità del lievitato, solo pochi ingredienti per creare un’armonia festiva e un equilibrio di fragrante naturalezza al palato: farina 00, burro, zucchero, tuorli, lievito naturale, miele e canditi. Ingredienti e lavorazione che sanno regalare un assaggio soffice, leggiadro e digeribile, impreziosito da una glassa mai invadente e mai stucchevole, che accenta il panettone di croccante aromaticità.

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Il formato da 1 kg esprime la quintessenza dei sapori e sviluppa una complessità aromatica e di gusto eccellente.
Carmelo Sciampagna propone anche il formato da 500 g e da dicembre al Panettone Milanese e Siciliano si affiancano numerose varianti di lievitati per soddisfare ogni desiderio di golosità, da quelli ispirati alle nuances ispahan al lampone e rosa di Pierre Hermé, a dove l’eclettismo di Maestro potrà arrivare.

Panettone acquistato presso

SCIAMPAGNA

Bar-Pasticceria

via Agrigento, 17
90035 Marineo, Palermo

tel. 091 8727508

Il BAR SABADÌ, incanto e meraviglia a Modica

La qualità della vita, il valore del tempo, il sapersi meravigliare dell’incanto della bellezza: sono tra gli ingredienti base di ogni opera di Simone Sabaini.

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Dopo aver ridato al mondo il miglior cioccolato di Modica, dopo aver creato un modello d’eccellenza nel settore produttivo locale, dopo aver ristabilito i canoni assoluti della qualità che tutti provano ad emulare, Simone Sabaini celebra Modica, patrimonio UNESCO, restituendo alla città uno spazio artistico e culturale: Gli Orti di San Giorgio.

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Dalla filosofia Sabadì viene concepito molto più di un bar, molto più di una buvette, molto più di bistrot, molto più di un wine bar, molto più di un locus di affinità elettive.
Il BAR SABADÌ è aperto anche a chi desidera soltanto contemplare l’incanto di Modica da un paradiso ritrovato, sotto tutte le sfumature di luce, fino a quelle della notte che la dipingono come un presepe. Il BAR SABADÌ è ispirazione e nirvana, è libertà di assaporare le migliori selezioni gourmand dal mondo nell’eden riportato a nuova luce, a cui si arriva attraverso il percorso che conduce all’empireo Duomo di San Giorgio.

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Il BAR SABADÌ è il luogo dove lo spazio e il tempo acquistano relatività, sospensione, propensione ad assecondare il proprio sentire, dove si ha la percezione di consumare un picnic che si svela dall’eleganza di un gesto di servizio, che apparecchia meraviglia e convivialità.

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Dal menù di stagione la gioia di scegliere tra composizioni di squisitezza culturale ed artistica prima che di gusto: prosciutto di Parma S. Ilario affinato 36 mesi, Parmigiano Reggiano millesimato 26, 48, 76 mesi, conserve ittiche del Cantabrico e le più esclusive del Mediterraneo, formaggi rari, latticini Barlotti e salumi d’autore impreziosiscono i taglieri, i piatti espressi e i toast da pane in cassetta realizzato per esaltare gli ingredienti che custodisce.

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Gli ingredienti artigianali più iconici e di qualità estrema dialogano con la vibrante freschezza del crudo di verdure e le salse dedicate, le conserve vegetali sottolio e i fichi caramellati.

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Le cremolate della frutta del giardino appena colta e i dessert raw, il cioccolato affinato al tabacco da abbinare ai distillati, chiudono il pasto o i dopocena.

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Il caffè freddo estratto con metodo cold brew, da monorigine Sidamo, che è anche base della granita, vale il viaggio, il latte di mandorla disseta e ammalia, l’aranciata Sabadì preparata espressa rivoluziona i canoni dell’eccellenza dei soft drink.

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L’arte mixology esalta in chiave inedita la polifonia degli ingredienti siciliani e le officinali dell’orto, coniugandoli all’esclusiva selezione di spiriti.
La ricercatissima e luminosa proposta di vini spazia dagli Champagne alle etichette più raffinate e carismatiche del territorio ed internazionali, le birre alla spina Baladin, gli estratti di frutta e ortaggi, le bevande studiate per reinterpretare le dissetanti tradizioni siciliane, i tè rari e i caffè Lelli dipingono ogni idilliaca scelta del bere.

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Il BAR SABADÌ non è il solito bar, è un luogo di culto per la propria anima, per amarsi prima ancora di godere di una vista esclusiva su Modica, del piacere della convivialità, della ricercatezza della proposta del bere, dell’unicità degli assaggi e degli eventi di musica e arte, con un posto riservato in prima fila sull’incanto dell’autentica bellezza.

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Accoglienza sincera, professionalità mai esibita ma professata, servizio incantevole, ricercatezza fatta di arte del saper vivere.
Il BAR SABADÌ regala un sogno da vivere, un’esperienza da ripetere al più presto e ancora, all’infinito.

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Gli Orti di San Giorgio
Corso San Giorgio, Modica, Ragusa.

tel. 393 9106902
http://www.facebook.com/gliortidisangiorgio/

 

Hai davvero paura del BURRO?

Considerato – a discapito delle sue qualità organolettiche e nutrizionali – un alimento dannoso per la salute e pericoloso per il sistema cardiovascolare, il burro vince nel confronto coi grassi saturi tropicali – di palma e cocco – e coi grassi vegetali trans aterogeni delle margarine, molto utilizzati negli alimenti industriali e nella dieta vegana.

L’equilibrio tra i grassi alimentari saturi, monoinsaturi, poliinsaturi essenziali omega 3, omega 6 e omega 9 ha importanza fisiologica e metabolica.
Nell’ambito di un’alimentazione varia e di stile mediterraneo, incentrata sull’olio extravergine d’oliva e sui grassi poliinsaturi della frutta secca oleosa e del pesce azzurro, possono essere inclusi i grassi saturi animali, di cui sono fonte i derivati del latte, le carni e le uova, nelle quantità opportune al raggiungimento delle necessità nutrizionali.

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il burro è un alimento naturale
Il burro è un’emulsione di acqua in grassi, contiene anche proteine del latte e lattosio, vitamine e minerali antiossidanti come il selenio.
Il burro tradizionale di qualità si ottiene esclusivamente dalla panna, per affioramento o centrifugazione.
In Italia il burro è ancora considerato un sottoprodotto della lavorazione del Parmigiano Reggiano e del Grana, formaggi prodotti da latte parzialmente scremato.

Ancora oggi, il burro italiano più diffuso in commercio ha origine dalla centrifugazione del siero e dei residui caseari.
Queste metodiche di estrazione non danno lo stesso risultato qualitativo di un burro ottenuto a partire da latte appena munto, come avviene ad esempio in Francia.
In base ai metodi fisici di preparazione, il burro può distinguersi per caratteristiche organolettiche, spalmabilità, cremosità, ricchezza aromatica e gusto.

l’acido butirrico e la sua attività antinfiammatoria
Il burro è un alimento digeribile ed è fonte di antiossidanti e vitamine liposolubili che contrastano l’invecchiamento cellulare e proteggono la vista.
Il burro è stato valorizzato come alimento anche per l’attività antinfiammatoria dei suoi acidi grassi a catena corta. Questi componenti del burro contrastano lo sviluppo di batteri patogeni nell’intestino e sono fonte energetica per le cellule del colon, migliorano l’assorbimento dei minerali ed in particolare l’acido butirrico ha evidenziato attività antinfiammatoria e anti-neoplastica per l’intestino.

Il burro è meno calorico dell’olio vegetale
Il burro – che è un’emulsione di acqua in grassi – è più leggero dell’olio: 100 g di burro forniscono 758 kcal contro le 900 kcal date da 100 g di qualsiasi olio vegetale.

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preziosa fonte di vitamine liposolubili essenziali
Il burro è utile ad integrare antiossidanti come la vitamina A ed E e ne facilita l’assorbimento intestinale.
Il latte degli animali che pascolano al al sole è anche fonte di vitamina D, utile non solo per la salute ossea: questa vitamina ha importanti funzioni immuno-modulatorie.

i grassi saturi nell’alimentazione
Gli acidi grassi saturi sono contenuti sia negli alimenti animali che nei generi alimentari di largo consumo e prodotti da forno che hanno tra gli ingredienti olio vegetale di palma e di cocco.
Sia che derivi da un eccessivo consumo di carne, insaccati, latticini, formaggi o da fonti vegetali, l’abuso di grassi saturi è un fattore di rischio per le patologie del sistema cardiocircolatorio e per l’insorgenza di neoplasie.

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colesterolo alimentare ed endogeno
Il colesterolo è essenziale per l’organismo, regola la fluidità delle membrane e stabilizza la struttura fosfolipidica, viene utilizzato fisiologicamente per sintetizzare ormoni steroidei, come estrogeni, progesterone, testosterone, cortisolo, che sono essenziali per l’omeostasi.

Il burro contiene appena lo 0,2% di colesterolo, mangiando una porzione da 20 g di burro ne assimiliamo una quantità trascurabile.

Studi clinici mettono in luce che il colesterolo alimentare – ingerito attraverso gli alimenti animali – non innalza in modo preoccupante la colesterolemia.
L’eccesso di colesterolo ematico – dannoso per il sistema cardiocircolatorio, come l’obesità, il fumo, lo stress e la vita sedentaria – è da ricondurre a deficit recettoriali, sintesi endogena        ( fisiologicamente 1-2 g al giorno) e patologie metaboliche.
In una dieta mediterranea e non monotona, la quota alimentare di colesterolo è responsabile solo del 10-20% del colesterolo totale.

meglio consumarlo crudo
Un assaggio di ottimo burro tradizionale, da concedersi a colazione o per valorizzare le portate, non è condannabile se saltuario e se lo si assapora crudo.
Oltre i 140°C il burro inizia a denaturarsi e a sviluppare sostanze tossiche.
Se non si vuole rinunciare ai grassi saturi, per fritture croccanti, dorate, asciutte e salutari, va utilizzato il burro chiarificato.

I consigli alimentari e di nutraceutica non sostituiscono il parere medico.