RADICEPURA GARDEN-IN-MOVIES a Giarre

Torna l’evento dedicato al Cinema, al Giardino e al Paesaggio.

Novità 2018: il concorso internazionale di cortometraggi a tema

Garden-in-Movies/ShortFilmFest

2300 opere arrivate da tutto il mondo

Il paesaggio come luogo dell’anima. Il giardino come dinamica in cui coltivare valori fondanti di ordine culturale, politico, sociale e artistico. In mezzo, il Cinema, con i suoi racconti fatti di immagini, persone ed emozioni.

È in arrivo la seconda edizione del Garden-in-Movies, la rassegna cinematografica diretta da Ornella Sgroi ed organizzata dalla Fondazione Radicepura sotto la guida di Mario Faro, con il rinnovato patrocinio del Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università degli Studi di Catania. Un evento culturale e artistico che anche quest’anno, il primo weekend di agosto (dal 3 al 5), trasformerà il suggestivo Parco di Radicepura (Via Fogazzaro 19, Giarre, Catania) in un salotto botanico a cielo aperto e in una sala cinematografica sotto le stelle alle pendici dell’Etna, immersi negli odori e nei profumi mediterranei del parco dell’azienda vivaistica Piante Faro.

Mario Faro
Mario Faro

Novità di quest’anno sono i cortometraggi del concorso internazionale a tema Garden-in-Movies/ShortFilmFest: una rosa di cortometraggi finalisti, selezionati tra 2300 opere arrivate da tutto il mondo.

La seconda edizione è pronta, dunque, a portare con sé ancora più Cinema, con tre giorni di proiezioni, incontri e conversazioni con autori, registi, attori ed esperti presenti al Garden-in-Movies. Oltre ai cortometraggi, tre lungometraggi esploreranno la cultura e l’essenza mediterranea attraverso la forza delle radici, temi ispiratori delle tre sezioni che contraddistinguono la rassegna sin dalla prima edizione:

il film “Caina” di Stefano Amatucci per la sezione Radici (venerdì 3 agosto),

il film “La villa” di Robert Guédiguianper la sezione Essenza mediterranea (sabato 4 agosto)

ed il film di animazione “Big Fish & Begonia” di Liang Xuan e Zhang Chun per la sezione Oltre il giardino (domenica 5 agosto).

Le pellicole, tanto i lungometraggi in rassegna quanto i cortometraggi in concorso, verranno proiettate in lingua originale con sottotitoli in italiano e/o inglese.

Tanti anche gli ospiti: Valentino Picone, nella veste inedita di produttore del corto “Processo a Chimici” di Marco Maria Correnti (una produzione Tramp Limited di Ficarra e Picone), l’attrice Manuela Ventura e il regista Claudio Giovannei, in veste di giurati dello ShortFilmFest, i fratelli Stefano e Luisa Amatucci, regista e attrice del film “Caina”, un vero scossone cinematografico, e Antonio Perazzi (terzo giurato del concorso internazionale di cortometraggi) e Sarah Eberle, architetti paesaggisti di fama internazionale.

Il tutto nelle atmosfere uniche e tra i sapori e profumi del Parco botanico di Radicepura, che quest’anno si articolerà come una location “mobile”, da scoprire sera dopo sera, insieme al programma del Festival, legato da un fil rouge che si svelerà film dopo film, chiacchiere dopo chiacchiere, emozione dopo emozione.

«Un Festival del Cinema – spiega Ornella Sgroi, giornalista e critico cinematografico alla direzione della rassegna– deve potere creare percorsi visivi ed emotivi capaci di leggere il presente e l’attualità, come la storia passata e le sue conseguenze, anticipando e magari migliorando il tempo che verrà. Perché il futuro si coltiva oggi. Un Festival deve anche sapere scovare e offrire opere preziose che altrimenti il pubblico non vedrebbe, per impossibilità oggettiva dovuta alle pratiche distributive italiane, oppure semplicemente per distrazione o pigrizia. E infine deve anche intrattenere, in leggerezza e convivialità. In questa visione, il programma di questa edizione è dedicato al mare, come paesaggio e come dinamica di migrazioni e incontri con l’altro da sé. Con la certezza che il pubblico si lascerà travolgere dal suo moto ondoso, che parlerà di dolore, ma anche di “casa”, bellezza e amore. I tre giorni del festival saranno appunto un percorso da vivere insieme, seguendone le alternanze emotive e sensoriali, dai grigi più lividi ai colori più accesi e vitali. Un’esperienza da condividere nella sua interezza, immersi nei luoghi del parco, che si muoveranno di sera in sera».

«Il nostro obiettivo – spiega Mario Faro, vicepresidente della Fondazione Radicepura– è quello di valorizzare la botanica e la cura del paesaggio come motore di sviluppo e contaminazione, attraverso iniziative, eventi e linguaggi culturali: dalla musica alle installazioni artistiche, dal cinema alla botanica. Cuore delle nostre iniziative è la celebrazione del giardino, non solo nella sua valenza estetico-culturale, ma anche per il suo ruolo di luogo ideale per fermare lo sguardo sulla bellezza attraverso l’interpretazione dell’Esperienza Mediterranea, e non solo. In questo quadro più ampio, il Garden in Movies si propone quindi come un evento capace di unire arte, cultura e ambiente, come elementi costitutivi di un territorio straordinario».

Film, registi, attori, produttori e architetti paesaggisti saranno protagonisti dell’evento con le loro opere o in veste di giurati, per immergersi nelle questioni cinematografiche, artistiche, culturali al centro del Garden-in-Movies, nato nel 2017 nell’ambito del Festival Internazionale del Paesaggio Radicepura Garden Festival.

Per info, consultare il sito www.radicepurafestival.com/it/garden-in-movies.

La Fondazione Radicepura

La Fondazione Radicepura nasce nel marzo del 2017 per volontà della famiglia Faro, con a capo il padre Venerando, fondatore di Piante Faro, la più importante realtà vivaistica d’Europa nella produzione di piante tropicali e subtropicali ornamentali di tipo mediterraneo. Ciò al fine di promuovere, da sempre, la Sicilia e il territorio locale attraverso iniziative di altissimo livello culturale e artistico portate avanti con grande passione e dedizione. Attraverso la Fondazione Radicepura la famiglia Faro vuole mettere a disposizione della collettività l’esperienza maturata in decenni di attività nel proprio settore e nel campo dell’arte e della cultura, ma soprattutto vuole perseguire alcuni obiettivi di solidarietà sociale attraverso la tutela e la valorizzazione dell’ambiente, l’istruzione e la formazione, la ricerca scientifica di interesse sociale.

Programma Garden-in-Movies 2018

 

Venerdì, 3 agosto

ore 18.30 – visita ai giardini e aperitivo nel parco

ore 20.00 – apertura del Festival con Valentino Picone, Marco Maria Correnti, Giovanni Furnari, Stefano Amatucci, Luisa Amatucci, Manuela Ventura, Claudio Giovannesi, Antonio Perazzi, Sarah Eberle.

ore 20.30 – inaugurazione Garden-in-Movies/ShortFilmFest. Presentazione del cortometraggio Fuori Concorso “Processo a Chinnici” con il registaMarco Maria Correnti, l’autore Giovanni Furnari e Valentino Picone,produttore insieme a Salvo Ficarra per la Tramp Limited. A seguire proiezione del cortometraggio.

ore 21.30 – introduzione e proiezione del primo gruppo di cortometraggi finalisti In Concorso.

ore 22.00 – Garden in Movies – sezioneRadici: presentazione del lungometraggio “Caina” alla presenza del regista Stefano Amatucci e dell’attrice protagonista Luisa Amatucci. A seguire proiezione in anteprima(v.o. italiano sott. in inglese).

 

Sabato, 4 agosto

ore 18.30 – visita ai giardini e aperitivo nel parco

ore 20.30 – “Nuovo Cinema Italiano”, conversazione con Manuela Ventura, attrice, e Claudio Giovannesi, regista.

ore 21.00 – Garden-in-Movies/ShortFilmFest: introduzione e proiezione del secondo gruppo di cortometraggi finalisti In Concorso.

ore 21.30 – Garden in Movies – sezioneEssenza Mediterranea: presentazione del lungometraggio “La villa”,regia di Robert Guédiguian, a cura del direttore artistico Ornella Sgroi. A seguire proiezione (v.o. francese sott. in italiano).

 

Domenica, 5 agosto

ore 18.30 – visita ai giardini e aperitivo nel parco

ore 20.30 – “Il giardino come metafora cinematografica”conversazione con Antonio Perazzi e Sarah Eberle, architetti paesaggisti.

ore 21.00 – Garden-in-Movies/ShortFilmFest: proiezione del terzo gruppo di cortometraggi finalisti In Concorso.

ore 21.30 – assegnazione del premio Miglior Cortometraggi – Giuria di qualità: Manuela Ventura,attrice, Claudio Giovannesi, regista, eAntonio Perazzi,architetto paesaggista. Assegnazione del premio Miglior Cortometraggi – Giuria popolare.

ore 22.00 – Garden in Movies – sezioneOltre il giardino: presentazione del lungometraggio “Big Fish & Begonia”, regia di Liang Xuan e Zhang Chun, a cura del direttore artistico Ornella Sgroi. A seguire proiezione (versione doppiata in italiano).

OFFESTIVAL, detonante avanguardia a Catania

FUD OFF, in via Santa Filomena a Catania, è la rivoluzionaria cellula sperimentale delle connessioni lisergiche tra Alta Cucina ed Arte Mixology che torna a dettare i canoni degli imperdibili eventi del gusto.

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L’ultima cena a quattro mani ha visto protagonista, insieme all’ Executive Manager & Resident Chef Valentina Chiaramonte, l’eclettica ed istrionica Chef di Coromandel Roma, Ornella De Felice, che ha saputo sedurre con l’epifania dei suoi sapori: nitidi, verticali ed assoluti.

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L’incantevole raffinatezza di Sabina Nicastro ha affiancato per la serata, lo stile iconico di Domenico Cosentino, BarManager di FUD OFF, appena nominato membro del Drink Team 2018.

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Sabina Nicastro, ingegnere alchemico, ha elaborato con sofisticata sensorialità drink in abbinamento alle portate, capaci di trasmettere le percezioni di viaggi emozionali.

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Il suo ginT(è)onic ha reiventato il gin tonic in chiave ludica, riportando alle vellutate tannicità delle bevande estive, attraverso sussurrate essenze zen.

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Lo SMOKEDHoney ha illustrato un’iperbole attorno all’idromele di melata d’abete del Maestro Andrea Paternoster: un drink dalle cupe percezioni fumé, vibrante di cangianti brividi esperidati.

 

Lapilli sfrigolanti in picchiapò e sensuali capesante alla salsa di passion fruit e petto d’anatra affumicato, hanno sancito il ritmo hardcore dell’evento. Sapori totalizzanti supportati da magistrale tecnica esecutiva di Ornella De Felice.

Quasi come un ologramma di puntarelle, il daikon è stato magnificato dalla sabbia di mandorla tostata, dalle zeste di limone verdello e dalla nordic wave dei ribes rossi, in un seducente intermezzo che ha saputo conquistare al primo assaggio.

Scottish Courage è il drink del Resident Bartender Domenico Cosentino che si sviluppa sullo studio dell’anetolo, valorizzando il finocchio brasato di Valentina Chiaramonte. Una dualismo tantrico tra la carnalità del finocchio e la sublime crema di cipolle montate alla birra, in un ricordo di melassa di fichi.

Domenico Cosentino torna a sorprendere con un suo signature drink, per l’occasione ribattezzato Zarina ed impreziosito dall’esotismo dello yuzu, evocando idealmente lo Sherry della mousse di fegatelli, esercizio di stile di  Valentina Chiaramonte.

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Mineralità, freschezza tannica delle favette ed umoralità del superbo trancio di scorfano in una vertigine di contrasti.

L’intensità della fragranza della radice di cren ha anticipato la verve di un risotto indimenticabile: aringa e polline, nella cremosa mantecatura, che al variare delle temperature ha scandito la sua cangiante armonia.

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La polifonia del melone glacé è stata scelta come preludio ad un’esegesi del cioccolato bianco: 

 

lamponi e il croccante al wasabi per regalare sospiri di lussuriosa golosità, in sublime analogia al Poeta, il cocktail finito con panna lucida al rosmarino, a tatuare come un bacio il desiderio della prossima data della kermesse #offestival.

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Andrea Graziano  anima di FUD e FUD OFF, Ambasciatore del Gusto e mente pratica e programmatica delle sinergie artistiche, culturali ed imprenditoriali che trascendono la dimensione del gusto, ha già in serbo nuovi ed entusiasmanti progetti… #steitiuuund

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#OFFESTIVAL

per il calendario, info e prenotazioni:

tel. 392 1316276

info@fudoff.it

Zash, la sensibilità artistica dello chef Giuseppe Raciti

Quando la fragranza delle limonaie in fiore della Riviera dei Ciclopi si fa talmente intensa da stordire significa che sei quasi arrivato, se anche il navigatore satellitare si perde sei già lungo la “strada della Femmina Morta” a Giarre, e dopo pochi tornanti scorgi l’ingresso di ZASH. Una meta d’elezione, che si svela solo a chi ha il desiderio di perdersi in un’esperienza sensoriale.

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Bussi al campanello e si apre il varco di un percorso verso la gioia assoluta per la ricercata ospitalità. Un antico casale amabilmente contestualizzato dall’ArchiStar Antonio Iraci nei giardini che hanno l’Etna e lo Jonio come orizzonte, atmosfere rarefatte di charme, coniglietti che ti incuriosiscono tra i prati e il respiro dolce dello slow living sussurrato.

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Ritorni con curiosità ad assaporare le composizioni creative dello Chef Giuseppe Raciti, percepisci nuovi stimoli e la stessa abilità nel dipingere attraverso il gusto.

 

I frittini di benvenuto si contendono l’attenzione con fragranti rustici salati catanesi, arrivano i pani e le focacce, che ti accompagnano nella degustazione dell’olio di Nocellara Etnea dalla vibrante eleganza.

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La passione dello chef Giuseppe Raciti per i latticini si coniuga spesso ai crostacei, alle uova, agli ortaggi e alle intense riduzioni mediterranee e alla dolcezza dei dessert.

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Come in un gazpacho, la cagliata di bufala seduce con la sua cremosità prima di sorprendere il palato con gli aromi balsamici delle cialde di grano.

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Il battuto di gambero rosso è forse una delle portate che più ispira gli chef da decenni, ma nella variante Raciti si scorge l’attenzione ad un percorso ludico, tra viole, germogli caleidoscopici al palato, ricci sensuali e zeste di mandarino ed evocare le atmosfere dell’incantevole territorio circostante.

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L’uovo dello chef Giuseppe Raciti sfrigola di eclettismo e genialità nella sublime verve delle more di gelso dell’Etna, ammalia con la profondità carismatica del tartufo pregiato ed invoglia ad indugiare negli accenti passionali di fonduta di formaggio.

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Ritorna la cremosità nella ricotta cesellata di limone candito e broccoletti, un nido per i gamberi di nassa sabbiati alla panure aromatica.

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La ricciola trionfa nell’idillio di crema di mandorla e dialoga con carciofo, in continui rimandi di mineralità ferrica ed affumicata.

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L’esotismo dei frutti gialli e cocco prepara ad una creazione magistrale di pâtisserie, una tartelette scrigno di sublime lemon curd, eteree meringhe e sorbetto al lampone, sintesi di tecnica e squisita sensibilità.

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Il servizio sorprende distinguendosi per garbo e puntualità, in sala la professionalità del Sommelier  conduce le curiosità espresse attraverso la millenaria vocazione enologica del territorio dell’Etna e sottolinea ogni sfumatura che rende imprescindibile tornare ancora, prestissimo.

 

ZASH 
chef Giuseppe Raciti

Strada Provinciale 2/I-II n.60
95018 Archi – Riposto (CT) – Sicilia

tel: +39 095 7828932
fax: +39 095 7781485
mobile: +39 3472765552
email: info@zash.it

Ristorante visitato il 25 marzo 2018

 

Chef Pietro D’Agostino: anticipazioni Cibo Nostrum 2018

Archiviata con straordinaria partecipazione ed entusiasmo programmatico per il nuovo triennio, la seconda edizione della Gran Festa dell’Associazione Cuochi Etnei, ha portato sul palco dell’auditorium dell’Esperia Palace Hotel di Zafferana Etnea, la coralità di intenti nella valorizzazione del territorio attraverso il patrimonio culturale e la biodiversità dei prodotti enogastronomici dello Jonio e del Vulcano.

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L’evento è stato brillantemente condotto dal giornalista Antonio Iacona, sul palco si sono alternati il Presidente dell’Associazione Provinciale Cuochi Etnei, lo chef Seby Sorbello, il Segretario Prof. Vincenzo Mannino  e numerosi rappresentanti del Direttivo dell’Associazione e Soci.

L’Associazione propone formazione continua, grazie ad Executive Chef affermati a livello nazionale ed internazionale, e promuove manifestazioni enogastronomiche che mirino alla divulgazione della cultura alimentare e alla formazione degli studenti, secondo i programmi della Federazione Italiana Cuochi.

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Una giornata celebrativa e di aggregazione, attorno alla presentazione dei prodotti etnei che si sono affermati nell’Alta Cucina come i fiori eduli: non solo compendio estetico,   vengono infatti sempre più spesso utilizzati dagli chef per arricchire i piatti di antiossidanti, con particolare attenzione al benessere a tavola.

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A sorpresa, lo chef Pietro D’Agostino, ha annunciato in anteprima un’importante patrocinio all’imminente evento etneo Cibo Nostrum 2018. 

La grande festa della Cucina Italiana ospiterà anche il musicista Roy Paci e la sua band, per lanciare un incisivo messaggio contro il cyberbullismo. Parte del ricavato dell’edizione 2018 verrà devoluto alla ricerca: sia alla Fondazione Limpe che sperimenta nuove strategie di cura della malattia di Parkinson, sia al Moige in favore della campagna di sensibilizzazione contro le nuove forme di violenza digitale.

Cibo Nostrum 2018 arriva alla sua settima edizione con numeri da capogiro: più di mille gli chef accreditati che nei tre giorni della kermesse, si alterneranno ai fuochi e tra laboratori gastronomici e master class, tra Taormina e il territorio dell’Etna, dal 20 al 22 maggio 2018.

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Lo chef Pietro d’Agostino ha intrattenuto la platea con il caleidoscopio delle sue composizioni artistiche, creando un dipinto di gusto che narra del mare e dell’entroterra.

Dall’utilizzo materico degli elementi naturali per i suoi piatti da portata, alla cura con cui anima ogni singolo ingrediente della sua insalata di mare rigorosamente stagionale: triglie, gambero di Porto Palo, tonnetto alletteratus, cozze di Ganzirri, polpo e seppioline primaverili. Sintesi del pescato più espressivo, illuminata dalla mineralità delle uova di lumaca madonita, dell’osso di seppia marinato, dei cipollotti all’agro, dei capperi e dalle salse che raccontano i ceci e il prezioso zafferano dell’ennese. Su tutto la fragranza dei mandarini tardivi di Ciaculli e le unicità siciliane di cui è ambasciatore nel mondo, in primis il pluripremiato olio evo.

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Il suo messaggio ai giovani allievi degli istituti alberghieri in platea:

Sperimentiamo, facciamo ricerca, ma sempre coi piedi per terra, rivisitiamo le tradizioni della cucina siciliana. “

Sabir Gourmanderie, sogno di primavera

Pochi giri di boa tra lo Jonio e i tornanti che ti conducono verso il respiro del vulcano, ed arrivi nel cuore del Parco dell’Etna che ha come irrinunciabile riferimento
Sabir Gourmanderie: il locus amœnus dove le trame sensoriali acquisiscono la dimensione emozionale suscitata dal gusto e dall’ospitalità sublime.

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Il menù di primavera ideato dallo Chef e Patron Seby Sorbello dipinge l’idillio del territorio etneo con tinte carismatiche e sfumature cangianti che volano oltre gli orizzonti siciliani, affermandosi nell’avanguardia internazionale dell’Alta Cucina.

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La cantina non ha limiti geografici e ha solo le coordinate dei desideri più intriganti, senza tralasciare le selezioni di distillati che ispirano l’arte mixology del Sommelier Giovanni La Rosa.

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Le sale si sviluppano senza soluzione di continuità tra l’incantevole vista sul parco e le ricercate atmosfere lounge déco, impreziosite dai dettagli di un prezioso studio di interior&light design.

Le fragranze del finocchietto selvatico e dell’arancia Tarocco accentano i drink iconici, rivisitati con estro e sensibilità per intrattenere ed accompagnare le prime note della sinfonia della cucina.

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Cialde ai ceci, croissant gioiello sfogliati ed innumerevoli fragranti esercizi di stile impreziosiscono la proposta del pane da degustare con l’olio di Tonda Iblea.

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Il cappuccino di scampi e misticanza porta a tavola la brezza e la rugiada, controcanto della passionale dolcezza dei crostacei.

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Il ricordo d’infanzia accarezza la zuppetta di pisellini alla menta, in abbinamento alla ricciola affumicata al timo.

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I molluschi trionfano nella sfrigolante veste, conturbanti nella setosa grazia delle salse ai legumi verdi e ai ricci di mare.

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La guancia di vitello al mosto cotto sorprende con la sua trama fondente e regala il desiderio di perpetuare l’assaggio, supportata dall’etereo soffio di fagioli e dalla crocchetta agli asparagi.

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La sciara dell’Etna arriva a tavola sotto forma di chips di riso Venere, si svela al palato il brivido balsamico del gelato ai fiori di rosmarino e delle erbette spontanee.

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Un sussurro di soavi consistenze si esprime nella minestra di zucchina legenaria, ricotta esperidata al limone e pasta mista. Assaggi polifonici si susseguono, impreziositi dall’olio alla vaniglia.

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I ravioli tatuano l’esuberanza della bottarga all’assaggio, in un rimando di dolcezza dei fiori di zucca.

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Il pesce spada messinese ritorna trionfale protagonista della Cucina d’Autore, sublimato nel taglio, nella cottura. La salsa dell’orto regala la sintesi eclettica di vellutate percezioni agrodolci.

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La granita di carota di Ispica al pepe rosa è preludio della sinfonia dessert da condividere.
La pasticceria dinamica espone la sua più alta intuizione nell’identificare la dolcezza della crema soffiata di piselli, come primaverile compendio al soffice di carota appena sfornato e al latte di mandorla.

Gli agrumi, la trilogia di fragole, la mela Cola – riscoperta tra frutti antichi e dimenticati dell’Etna – danno brio, vivacità e caleidoscopica aromaticità all’Arte della Pasticceria che trova nel laboratorio di Sabir Gourmanderie massima espressività.

Sostenibilità, cultura della biodiversità, valorizzazione dei canoni del gusto del territorio, sintetizzati con estrema raffinatezza dalla squisita tecnica e dalla creativa attitudine compositiva dello Chef Seby Sorbello:
Sabir Gourmanderie.

Colazioni d’autore, a Catania

Mentre Catania dorme ancora, via Santa Filomena si svela languida di dolci sussurri ai portoni socchiusi ed operosa delle prime consegne dei fornitori, languida e quasi mistica, da catturare ad ogni passo l’anima caleidoscopica di un vicolo che è felice palcoscenico di tutto ciò che nasce delle contaminazioni tra cultura, avanguardia, gusto ed estemporaneità.

Arrivo quando alla Libreria Vicolo Stretto fervono già i preparativi per mandare in scena un simposio di squisita ed attesa edizione:
Colazioni d’autore.

Un progetto Instagram di tale dirompente impatto comunicativo che si è dato tattilità, diventando un testo edito da Slow Food.
Una raccolta di illustrazioni che esprimono l’arte compositiva di Petunia Ollister e mettono in risalto il gusto per la fotografia industriale e gli schemi che danno dimensioni multiple alla fissità dell’obiettivo, attraverso le citazioni letterarie e rappresentando il pasto più intimo della giornata, la colazione.

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Disposizioni simmetriche, punti di vista d’alto della sagacia di chi attraverso la lettura può immedesimarsi in tante vite, un minimalismo apparente che ha come sottotitolo la ricerca cromatica e delle luci naturali più indicate a valorizzare il libro e ad evocarne il messaggio.

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#bookbreakfast racconta per immagini il desiderio di condividere attraverso l’immediatezza dello smartphone la personale scelta letteraria: 76 consigli di lettura, una collezione di mise en place da sogno, le ricette per assaporare il piacere di sfogliare un libro a colazione e ricordarsi che mangiare significa nutrire e saziare anche l’anima.

Grazie a Francesca, a Carmela, a Santina e ai moderatori Valentina Chiaramonte e Rocco Rossitto.

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Ho acquistato il libro Colazioni d’autore il 20 gennaio 2018 presso la

Libreria Vicolo Stretto

Amocù, a Catania il gusto senza confini

Non arrivi per caso all’ingresso di AMoCù, giungi sedotto dalla proposta di gusto fusion-glam, intrigato dal Sakè Bar ed ammaliato dalla più esclusiva enclave di design del panorama catanese.
Un punto di vista sofisticato sul quadrilatero della moda etneo, definito da uno squisito studio di interior design che ha reinventato gli spazi, plasmandoli sulla contemporanea tendenza lounge.

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Cocktail Bar, spazi all’aperto, sale più intime e cosmopolite dining room diaframmate dall’iconica cucina a vista e dai gioielli enoici della cantina. Ambienti polifunzionali vengono enfatizzati da languidi velluti e da riflessi metallici, da luci studiate per puntualizzare stile, disimpegnata eleganza e per valorizzare le portate dello Chef.

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Rui Antunes capta l’attenzione con una proposta dichiaratamente asiatica, che arriva a sorprendere con contaminazioni andine, messicane, creole, tropicali e portoghesi, indugiando su voluttuosi accenti di foie gras e distraendo con perlage aromatici di sintesi.

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Estro compositivo, tecnica magistrale, incisività stilistica dello Chef sanno armonizzare ostriche e tartare a tacos, tempura, ceviche, sushi e proposte di street food che invitano al convivio. Una narrazione gastronomica senza confini, senza rigidità nell’alternarsi delle portate, senza cliché: a pranzo e cena, per un drink formulato nel laboratorio di arte mixology o per un distillato, per godere solo di buone vibrazioni.

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Servizio accogliente, puntuale ed accurato nel dipingere la luminosa ed eclettica proposta del menù, i vitigni autoctoni dell’Etna aprono la scena ad etichette internazionali e dei microcosmi siciliani, godibili anche al calice i sakè delle più rappresentative prefetture giapponesi.

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La ricercatezza delle scelte incide sul costo totale del menù da comporre: 18 euro per le capesante, 22 euro per gli uramaki al granchio reale, 9 euro per i tacos, 6 euro per un calice di vino.

AMoCù è la scelta giusta per una contemporanea e vibrante esperienza di gusto che ti congeda già col desiderio di tornare, presto.

Ristorante visitato il 13 gennaio 2018.

AMoCù

Via Vecchia Ognina 147 b

95127, Catania

tel. 095 382 988

http://www.amocu.it

Spazio Bakery a Catania, non solo #teatime

A Catania l’arte di vivere, il design e gli assaggi più iconici spesso non hanno soluzione di continuità e sanno affascinare con esperienze inedite ed indelebili.
All’interno di Spazio Design, l’arredo e la progettazione d’interni incontrano il gusto: Spazio Bakery accoglie in sale luminose, polifunzionali e lounge, in un ambiente che profuma di sorrisi e convivialità, non solo delle fragranze dei pregiati tè in foglia, della caffetteria e delle migliori selezioni enologiche del territorio.

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Sofia D’Allura, pastry chef di formazione francese, con estrema eleganza e raffinatezza degli abbinamenti e attenta selezione del cioccolato e delle dolci spezie, realizza quotidianamente una sorprendente e polifonica selezione di macarons, cupcakes, American cakes e magistrali delizie di pâtisserie.

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Ogni dolce ed ogni creazione di design esposta può diventare un prezioso dono o seguirvi a casa perpetuando le soavi suggestioni di gusto.
Per una pausa golosa, l’afternoon tea o per un party privato, per sentirsi Alice nel Paese delle Meraviglie e dedicarsi attimi di puro piacere: Spazio Bakery.

 

SPAZIO BAKERY

Via Oliveto Scammacca, 7A
95127 Catania

tel. 095 7225316

Aperto dal lunedì al sabato dalle ore 9:00 alle 20:30.
Chiuso la domenica.

Grazie Bice&Sarah.

 

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FUD OFF, a Catania l’arte mixology incontra il gusto

A Catania, via Santa Filomena è il fulcro non solo dello street food, ma dell’estro, dell’espressività, del fermento culturale ed artistico della Città.
Dalle bakery alle librerie d’avanguardia, dalla ricerca del gusto etnico siciliano alla pizza napoletana, dalle profumerie di nicchia al bere miscelato: si vive in un’atmosfera che dipinge l’unico luogo dove vale la pena essere e si trasfigura il food etneo con ologrammi di internazionalità.

Deus ex machina è Andrea Graziano, imprenditore che ha rimasterizzato il panorama del gusto catanese: ha enclave anche a Palermo e collaborazioni ovunque regni il gusto. Ideatore di format aziendali che orbitano attorno agli ingredienti siciliani e alla sostenibilità alimentare e che parlano uno slang accattivante e d’impatto comunicativo; oggi le aziende FUD danno lavoro a centinaia di giovani e piccoli produttori e sono modello imprenditoriale di successo.

FUD OFF è alchimia lounge, suggestioni indie rock, libertà di comporre in assoluta autonomia un aperitivo sartoriale o un menù degustazione per cene accattivanti, istoriate dall’arte mixology di Domenico Cosentino, che combina spiriti siciliani ed internazionali, affiancandoli ai classici drink d’Autore, alle essenze botaniche e ad una misurata carta dei vini.

Chef Valentina Chiaramonte compone con eclettismo e sentimento accordi di grande equilibrio e stuzzicante brio: ogni proposta della cucina ruota attorno alla curiosità di poter assaporare abbinamenti iconici rivisitati e tapas studiate sulla stagionalità e sulla valorizzazione di ingredienti dalla dirompente personalità.

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Ricci-panelle-gambero rosso, oyster bar, ceviche e Pisco sour, pastrami, manzo tonnato, burger, salmone&guacamole, ma anche pesce azzurro, carne di cavallo ed irresistibili proposte vegetariane, per arrivare a comporre un menù degustazione, per sfizi in ordine sparso o anche solo per un dopocena, lasciandosi tentare da dessert lussuriosi o da un calice da meditazione.

FUD OFF-25 ottobre 17-21

La ricercatezza e l’incisività del light design, dello stile sapiosexual, del recupero e della valorizzazione del locale storico attraverso la maternità del ferro acidaro e dei carezzevoli riflessi del velluto degli arredi, delle stoviglie che hanno una storia da raccontare e dell’artigianalità, percepita come valore al palato e come attenzione in ogni dettaglio.

FUD OFF-25 ottobre 17-09

Il disimpegno dell’ora e la possibilità di assecondare voglie in divenire, l’accoglienza e il servizio attento e discreto del Personale di sala, l’atmosfera europea e la qualità del tempo speso da FUD OFF sono stimoli per tornare presto.

Cocktail intorno agli 8 euro, vini al calice sui 5 euro, tapas dai 3 ai 10 euro.

Per info

Ultima visita il 25 ottobre 2017.

 

Punto Concept Store, a Catania

Corso Italia 210, a Catania è l’indirizzo giusto per sentirsi in un altrove in cui trovare e riscoprire le proprie passioni.

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PUNTO è uno spazio in cui il design, la simpatia, l’arte mixology, lo stile, le tendenze e il fashion non hanno soluzione di continuità e rispondono solo alla creatività.

Un wine bar contemporaneo dove degustare, anche al calice, i vini di Agricoltori Artigiani Artisti e i distillati Velier accompagnati dagli sfizi della cucina.

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Per un caffè, per una lettura ricercata, per una pausa pranzo smart, per essere accolti come tra amici e consultare il calendario degli eventi o per irresistibili acquisti gourmand, PUNTO è la scelta giusta.

Un luogo da vivere a tutte le ore del giorno, un menù easy che sa mettere in luce selezioni regionali che hanno una storia da narrare e il sapore voluttuoso della qualità.
Per sorprendersi: Punto.

 

Punto Concept Store

Corso Italia, 210                                                                                                                                  95129 Catania
 095 8176089

Aperto da martedì a sabato dalle ore 11 alle 21,
lunedì e domenica dalle ore 17 alle 21.

Visitato il 12 ottobre 2017.