Intervista a Nicolas Joly: a Palazzo Branciforte a Palermo

Era il 2005, e a Palermo il culto della biodiversità e della biodinamica nell’enologia erano già professati in uno dei ristoranti che ha riscritto la letteratura del gusto in città: fu proprio Bonetta Dell’Oglio, chef carismatica, ispiratrice e volitiva ambassador Slow Food nel mondo, a creare il primo certamen alla presenza di Nicolas Joly, esponente europeo di una visione spirituale ed antroposofica delle pratiche agronomiche e del nostro rapporto energetico coi prodotti alimentari, inteso non solo nell’aspetto calorico, ma nell’essenza più intima del cibo che si trasforma in ciò che siamo.

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La totipotenza di ciò che ha seminato Nicolas Joly si evidenzia oggi nelle campagne divulgative che negli anni hanno visto protagonista Bonetta Dell’Oglio, dalla rivoluzione in un chicco che ha riqualificato le coltivazioni cerealicole siciliane, alla salvaguardia dell’Ape Nera Sicula al fianco di Arturo Genduso, fino alla sensibilizzazione degli allevatori sul benessere e sulla socialità animale.

“Lo sviluppo viene dal seme”

Nelle parole di Nicolas Joly un tributo di stima a Bonetta Dell’Oglio che come nessuno, ha saputo valorizzare il foraging, gli ingredienti di prossimità, la piccola pesca e soprattutto l’artigianalità ed i valori contadini che rendono la Sicilia da millenni, laboratorio di convivialità, cultura ed integrazione.

“Dopo quattordici anni ho trovato nei confronti dei vini in degustazione un significativo interesse mediatico, e mi ha entusiasmato la percezione di una reale espressività territoriale: 

il valore di un vino sta nella sua capacità di trasmettere, in un sorso, l’essenza ed l’identità”.

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Profumo di Vulcano, di Federico Graziani

 

Cosa manca ancora in Sicilia, cosa ti saresti aspettato di trovare?

“Non guardare cosa manca, mira alla direzione, ci sarà sempre qualcosa che manca, l’importante è cosa stia crescendo oggi in Sicilia”.

Parole che risuonano come un manifesto programmatico, che aprono gli orizzonti sulle nuove consapevolezze acquisite, non solo dagli operatori del settore, ma soprattutto dalla sempre più numerosa comunità di consumatori che ha animato le degustazioni e le masterclass NOT, rassegna dei vini franchi a Palermo.

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La cena conviviale andata in scena a palazzo Branciforte, ha visto trionfare l’armonia tra le più audaci espressività stagionali degli ingredienti: lo chef Gaetano Billeci, attraverso la sua visione cosmopolita, ha riscritto i sapori delle insalate contadine con accenti bucolici di formaggio del Belice e cedri, tra i sussurri clorofillici delle erbette spontanee e l’umoralità dell’alaccia, pesce che lo chef da sempre valorizza attraverso tecnica magistrale ed ispirate interpretazioni.

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La cupola araba di grano spezzato e ortaggi ed il dessert etereo infuso di cera d’api, hanno saputo trasmettere la sensibilità artistica e compositiva di Bonetta dell’Oglio, che ha istoriato attraverso le trasparenze della sua pittura anche le carte delle vivande.

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Un evento che ha visto la partecipazione delle più autorevoli personalità dell’enologia contemporanea, e che ha ridato a Palermo centralità nell’offerta del bere consapevole. 

Il miglior panettone artigianale di Sicilia: Antonio Colombo, VOTAVOTA

Una scatola sofisticata che abbraccia e custodisce un lievitato che sa esprimere lo straordinario entusiasmo ed il sorriso brillante di Antonio Colombo, Pastry Chef dei Ristoranti Votavota a Marina di Ragusa Sampieri.

Dall’eclettismo imprenditoriale di Peppe Causarano ed Antonio Colombo, dalla somma esponenziale delle loro professionalità, del loro talento, della loro lungimiranza e dal valore aggiunto della loro amicizia, ogni stagione s’innova la proposta enogastronomica, di cucina di bordo lungo le rotte del Mediterraneo o del sweet corner di pasticceria, che per questo Natale ha saputo ammaliare con l’essenza più autentica del Panettone Artigianale.

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La superiorità del Panettone siciliano del Pastry Chef Antonio Colombo brilla dell’esegesi delle sua magistrale tecnica, si esprime nella soffice ed aromatica trama che ha l’anima di un lievito madre custodito e mantenuto nella sua esuberanza. All’assaggio si svela l’armonia e la qualità dei pochi ed autorevoli ingredienti naturali, canditi di arancia ed uvetta sultanina, che donano la gioia di un dolce celebrativo e versatile, da abbinare idealmente anche ai formaggi erborinati, al pesce affumicato o ai paté.

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La lunga lievitazione e la cura delle fasi esecutive sanno regalare un Panettone voluttuoso e digeribile, impreziosito da una glassa pralinata alle mandorle e nocciole, a dare brio, dolcezza ed aromaticità. Il formato da 1 kg esprime l’ideale ed armonica sintesi dei sapori e sviluppa una complessità di fragranze e di gusto eccellente.

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Genuinità, ricchezza della tessitura e dei canditi omogeneamente distribuiti, ideale sviluppo in lievitazione e cottura ottimale sono gli indici della memorabile degustazione del miglior panettone artigianale di Sicilia.

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Ristorante Votavota

Lungomare Andrea Doria, 48

Marina di Ragusa, RG

Tel. 334 142 6962

La QUAGLIA A BECCAFICO dello Chef Marco Baglieri #SuperiorTaste2018

La complessità della filosofia e della creatività indomita dello Chef Marco Baglieri,  la lungimiranza del reinventarsi e del mettersi costantemente in gioco, la sete di spingersi oltre le certezze delle tecniche e degli ingredienti amati fin dall’infanzia, sono le tessere del mosaico che si fondono armonicamente nell’impatto sensoriale delle portate del Ristorante Crocifisso a Noto: dichiarazioni di carisma ed intonazioni di gusto nitide e seducenti che ammaliano ad ogni assaggio.

L’Alta Cucina del territorio trova leggibilità contemporanea ed espressionista nella gioiosa interpretazione dei paradigmi della letteratura del gusto:

così le mandorle tostate di Noto, la cangiante dolcezza minerale dell’uvetta nera, l’eleganza affumicata del carciofo, si fanno accenti sensoriali a corollario dei suadenti assaggi della Quaglia a Beccafico.

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L’esegesi delle alchimie di una preparazione che in Sicilia vanta innumerevoli varianti, non prescinde dagli equilibri audaci, armonici agrodolci e fondente opulenza, ma brilla della carezza lisergica del carciofo e della trama della chiffonade di porro, croccante-eterea-dolce-fragrante, come un bacio rubato che perpetua i desideri.

La maestria tecnica sublima la trama delle carni, rivelandone la sofisticata delicatezza e l’umoralità, che trovano onirico pairing nella spontanea integrità del Barbacarlo 1994, idealmente stilizzato dall’eclettismo del Sommelier Gian Marco Iannello.

 

Ristorante Crocifisso

Chef Marco Baglieri

Via Principe Umberto 48,

96017 Noto, SR

(+39) 0931 571151       (+39) 338 8530241

info@ristorantecrocifisso.it

#CALDOMARE : l’hashtag della quintessenza del mare dello Chef Pino Cuttaia

Al cospetto di Pino Cuttaia traspare dirompente la consapevolezza dell’indissolubile legame tra Gusto e Arte, che trascende la creatività attraverso la più iridescente componente emozionale.

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Il Maestro dell’Alta Cucina italiana, executive chef e patron del Ristorante La Madia, che in un ventennio ha saputo attrarre il mondo intero a Licata, Agrigento, scompone le architetture che diaframmano eleganza e spontaneità, donando nella percezione della sensorialità, memorie sopite e tessere che compongono il mosaico del sublime.

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La cucina colta ed ispirata dello chef Pino Cuttaia, narra la biodiversità e la stagionalità esclusiva dei sapori identitari del territorio, impreziosendoli dell’inevasa attitudine a superare costantemente la perfezione, che si traduce in assaggi sempre stupefacenti dei piatti che appartengono all’antologia del Ristorante La Madia, in dialogo con le estemporanee creazioni. 

La contemporanea missione dello Chef supera la valorizzazione del patrimonio antropologico e culturale, individuando nelle essenze e nei sapori più autentici e vibranti, l’approccio etico e l’essere ambasciatore di un messaggio universale di responsabilità, nell’ideazione del congresso Cookin’Med e nella rilettura sostenibile degli ingredienti e di tutto ciò che orbita attorno alla sua filosofia di cucina.

Nel menù del Pranzo di Natale 2018 sono state svelate le nuove sinergie comunicative della quintessenza del mare: #CALDOMARE esprime in un hashtag tematico e programmatico, il paradigma dell’insalata di mare contemporanea.

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Un tulle di seppia increspato come le onde che s’infrangono testarde sugli scogli, a celare l’audacia della triglia, la polifonia dei mitili, la dolcezza umorale dei crostacei e la travolgente carnalità dei tentacoli dei molluschi. Un idillio cangiante, che abbaglia per la maestria tecnica delle monocotture, il brio dell’acqua di mare prezzemolata e la multidimensionalità delle cozze, che si fanno anche croccanti lapilli di un’eruzione marina.

Molte delle portate sono state impreziosite dal tartufo bianco e nero, a donare accenti di sensualità alla festività del merluzzo all’affumicatura di pigna, ai plin di cappone e al falsomagro trionfale.

Brilla la ninfea di carciofo Spinello di Licata, iconica sintesi di terra e mare, e sinergica consacrazione della mineralità ferrica del carciofo e della più soave bottarga siciliana, affinata dalla sensibilità dello chef Pino Cuttaia.

Al Ristorante La Madia sorprende sempre la familiarità dell’eleganza, che accarezza ogni dettaglio dell’ospitalità. Ammalia la genialità dello chef Pino Cuttaia, mentore, ispiratore e libero pensatore, che sa essere come nessun altro, carismatico, collegiale e lungimirante Rex Siciliae.

Ristorante La Madia

Corso Filippo Re Capriata, 22

Licata (AG)

tel. 0922 771443

chiuso martedì

TRE AMBASCIATORI DEL GUSTO Messinesi insieme per NEMOSUD: TRE PANETTONI D’AUTORE solidali

Domani, mercoledì 19 dicembre alle 11.30, al MARINA DEL NETTUNO CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE.

Un appello accompagnato alla solidarietà e da una mistery box augurale: gli Ambasciatori del Gusto Pasquale Caliri, Lillo Freni e Francesco Arena, hanno interpretato il dono festivo per antonomasia attraverso la loro sensibilità ed il loro estro creativo, realizzando tre panettoni in vasocottura, racchiusi in una elegante scatola personalizzata a tiratura limitata.

È il simbolo degli Ambasciatori Del Gusto di Messina a supporto della campagna di raccolta fondi del centro clinico NemoSud, che si occupa di assistenza ai pazienti affetti da patologie neuromuscolari.

“Tre Chef uniti per NemoSud”

il progetto ha coinvolto le tre personalità più carismatiche del panorama gastronomico messinese: il pastry chef Lillo Freni, l’executive chef del Marina del Nettuno Pasquale Caliri ed il panificatore Francesco Arena.

Tre anime diverse, tre stili, tre intuizioni e tre modi d’intendere il tipico dolce natalizio.

Il “panettone dell’orto” di Francesco Arena, versione salata del celebre dolce, ai capperi caramellati e melanzane;

“Rum & Pera” per Lillo Freni che traduce in lievitato il noto shot abbinandolo classicamente al cioccolato;

la versione “Acida” di chef Pasquale Caliri chiude la trilogia con “Lampi di lampone” golosa e seducente allitterazione dalla fragranza di zafferano e cioccolato ai frutti di bosco.

La tecnica della vasocottura si avvale del sottovuoto per garantire al dolce delle feste un’aromaticità ed una morbidezza esclusiva, custodendolo in uno scrigno inalterabile.

Solo cinquanta mistery box natalizie in edizione “luxury” saranno disponibili presso il Marina Del Nettuno, il panificio Masino Arena e la pasticceria Freni.

Il ricavato sarà interamente destinato alla realizzazione dei progetti del centro clinico NemoSud.

Foto di copertina courtesy Messina Street Food

Locanda Gulfi, la cosmogonia dell’enologia e del gusto ibleo

Il respiro ibleo che ti accarezza lungo il bucolico percorso che dalla statale ti connette al cuore pulsante della cattedrale dell’enologia ragusana, fino a lasciare spazio allo stupore del magnetismo, che si rivela una volta varcato il cancello della tenuta Gulfi.

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La Locanda Gulfi accoglie con un panorama privilegiato sui vigneti e sull’altopiano, dove il riverbero del mare arriva fino a lasciar scorgere Malta, e l’Etna oltre i boschi e gli uliveti secolari.

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l’executive chef Carmelo Floridia

La moderna e funzionale cantina dialoga senza soluzione di continuità con la monumentale cucina a vista, teatro scenico dell’executive chef Carmelo Floridia, ambassador dell’eclettismo dei vini Gulfi.

Alla lungimiranza imprenditoriale della Famiglia Catania si deve la tutela dei vitigni autoctoni, glorificati dal know how dell’enologo Salvo Foti. Oggi più di settanta ettari di vigneti si estendono nel comprensorio della Sicilia Orientale, e sono emblema di simbiosi con l’ecosistema.

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Dell’antologia della filosofia dello chef Carmelo Floridia, travolge l’anima identitaria di una Sicilia che si manifesta nella passionalità dei sapori, ma che arriva alla sublimazione nell’eleganza della tecnica dell’Alta Scuola francese. Mare e Terra nell’espressività del menù, soavemente accentato dalle spezie e dagli aromi officinali, corale armonia tecnica e brillante autorevolezza esecutiva.

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Fondente e zen, l’alchimia di asparagi bianchi e verdi s’interfaccia al tartufo e sesamo tostato, nella brillante esegesi dell’uovo.

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Analogie e complessità minerali tra seppia e topinambur, idilliache cremosità e tostature che si verticalizzano nel grano soffiato.

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L’anima dei grani autoctoni integrali nei maccheroncini al ragù di cinghiale, rara eleganza ed inedita sottrazione d’opulenza che rivela leggerezza e brio.

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La panure alla carrittera è una didascalia della trinacria, che dona leggibilità ed espressività nella composizione di agnello ibleo. La crema di carote allo zenzero e le doppie chips aromatiche dipingono con estro il classicismo ricercato.

Il carosello dei dessert si apre col voluttuoso sorbetto ai datteri e seduce con una lodevole rilettura di castagne e meringa, nell’abbinamento alla preziosa biodiversità delle meline Cola e delle nocciole dell’Etna. Confidando nel privilegio del pairing del centellinato passito di Nero d’Avola, una riserva di famiglia di indimenticabile fascino.

Il Servizio di Sala accoglie con gioiosa professionalità, rivelando nello studio degli abbinamenti della superba selezione della Cantina Gulfi, l’anima più audace della maison.

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Carjcanti 2015  brilla di una vivacità di rugiada balsamica, nell’adamantina iridescenza di un quarzo citrino. Dipinge le scene più espressive di un vitigno che dall’Etna agli iblei non smette mai di ammaliare.

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tagliolini ceci, triglia, finocchietto e aroma di limone

Tutte le domeniche il belvedere della Locanda Gulfi ospita pranzi tematici per gioire della convivialità di un’esperienza da ripetere al più presto.

Ristorante visitato a dicembre 2018.

Locanda Gulfi

c.da Patria sn,

Chiaramonte Gulfi RG

Aspettando Natale, il nuovo menù del Ristorante CROCIFISSO, a Noto

Aspettando Natale, il fascino cosmopolita e ricercato dell’interior design del Ristorante Crocifisso a Noto, capta la festività augurale attraverso l’intimità adamantina e sofisticata delle luci d’atmosfera, magicamente armonizzate dalla raffinatezza sussurrata di Vanessa Cannarella, che orchestra la più indimenticabile ospitalità e gli accenti artistici più preziosi.

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Affidarsi al talento assoluto del Sommelier Gian Marco Iannello, guidati nel proprio personale viaggio nella ricercata carta dei vini, condurrà alla scoperta di una cantina di rara eloquenza e cultura enologica. Selezioni audaci, le più carismatiche etichette nazionali ed internazionali e la cosmogonia dei distillati, saranno enunciate interpretando i desideri degli ospiti.

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Nei volumi polifunzionali delle sale, rivelano le nuances lounge ed il light design che  sottolineano ogni portata che nasce dalla creatività dello chef e patron Marco Baglieri, piatti che sanno sempre captare la sensorialità oltre la componente emozionale, ammaliando anche con la ricercata mise en place, l’eleganza dei lini candidi e la cristalleria.

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Saper narrare l’espressività di ogni singolo ingrediente stagionale, interpretare l’essenza dei grani autoctoni siciliani come mai nessuno prima nel ventennio appena trascorso, esprimere incisività, squisitezza compositiva, magistrale abilità tecnica e rilettura personale della biodiversità del territorio ibleo, che abbraccia mare e altopiano. Esemplarità che descrivono solo alcune delle complesse ed esponenziali sfaccettature dello stile dello chef Marco Baglieri, esponente maximo dell’Alta Cucina di una Città, Noto, emblema UNESCO.

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Lo Chef reinventa il suo benvenuto nello sfavillante mantecato di baccalà, che si verticalizza nella fragranza di un lapillo coronato dal cappero e dalla salsa aioli, a cui si arriva attraverso il dualismo della ventresca di ricciola affinata ed accarezzata dalla verve esperidata dell’arancia e dell’aneto.

Come un diamante aureo, il carciofo incontra la dolcezza minerale della spuma voluttuosa di topinambur, impreziosita dai riflessi umorali ed impalpabili della liquirizia. Climax d’infinite texture ed analogie studiate con rara autorevolezza.

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La rivoluzionaria edizione dell’Uovo68 seduce svelando il simbolismo di una cremosità che è espressione di strutture polifoniche: robiola di capra girgentana montata, fondente armonioso di uovo poché e la tridimensionalità delle spontanee croccanti, della panure mediterranea e della passionalità del tartufo.

Il gulasch ispira la polifonia travolgente della guancia di vitello, fondente e strabiliante nella tessitura, eclettica nel brio della salsa al peperone di fruttata  armonia e delle cime di rapa vibranti di clorofillica mineralità.

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Come fosse una scaccia iblea, la lasagnetta esprime all’assaggio inedita leggerezza: tulle di sfoglia danza tratteggiando la passionalità del maiale battuto al coltello, in un idillio carezzevolmente piccante, che evidenzia la dolcezza dei broccoletti, in un ologramma di ricordi asiatici e partenopei, dipingendo la millenaria cultura siciliana, costellata di contaminazioni del gusto.

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La nuova anima BBQ della ricciola à la matelote dona enfasi alla sensorialità, attraverso un brillante esercizio di stile che preserva la vellutata anima delle fibre del pesce, e dialoga col fondente agrodolce caleidoscopio di capperi, filetti di pomodoro, cipolla e passionale panure alle olive nere iblee.

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La padronanza della tecnica e la sottrazione d’avanguardia delle sovrastrutture e dell’opulenza, affascinano nella doppia trasposizione del maialino: istituzionale nei sentori di rosmarino della pancetta, e totalizzante nella purezza del filetto. Nel sublime purée ai capperi traspare l’eco dell’opera di Joël Robuchon. Le carni si specchiano nel fondo bruno, nelle cipolline confit e nel vibrante ristretto di vino rosso. Gioie e sorprese cangianti al palato.

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Il Ristorante Crocifisso a Noto è sempre la scelta indovinata per perdersi nella sconfinata letteratura del gusto, nell’atmosfera sofisticata ed accogliente di un design curato, contemporaneo e di continua ricerca.  

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Il Servizio di Sala di soave professionalità, è affidato alla solarità di Claudia Consiglio, Salvatore Corsino ed Antonio Infantino, voci corali ed autorevoli ambasciatori dello stile travolgente dello chef Marco Baglieri.

 

Ristorante Crocifisso

Chef Marco Baglieri

Via Principe Umberto 48,

96017 Noto, SR

(+39) 0931 571151       (+39) 338 8530241

info@ristorantecrocifisso.it

Médousa Bistrot&Suites a Taormina

Il turchese e l’acquamarina della baia di Naxos all’orizzonte, i toni citrini degli agrumi sfavillanti del giardino lounge ed i verdi cangianti ed ipnotici delle palme tropicali, cromìe che si riflettono nelle maioliche ammalianti, come la melodia dell’acqua in sottofondo e le atmosfere ricercate e sofisticate di Médousa Bistrot & Suites a Taormina.

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Queste le alchimie che hanno ispirato Christian Sciglio e Thomas Siragò, forti della coralità delle loro esperienze imprenditoriali, hanno saputo interpretare le contemporanee evoluzioni dell’ospitalità nella forma sublimata, che cattura emozionalmente chi sceglie Médousa.

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Ospitalità che si coglie nella profusione di attenzioni dedicate, nell’accogliente design delle Suites e nelle ispirazioni cosmopolite e stagionali della bistronomie dell’executive chef Giovanni Grasso, ambasciatore di contaminazioni che dialogano con l’eclettismo dei cocktail iconici e della carta dei vini di brillante carisma.

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La fragranza dei grani siciliani irradia i pani maison, offerti in degustazione con la pregiata selezione di olio extravergine monocultivar, da assaporare nell’eden incantato del dehors o nelle sale che si snodano attorno alla scenografica cucina a vista, il teatro compositivo dello chef Giovanni Grasso.

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Esperienze internazionali che traspaiono nell’interpretazione siciliana del sushi, che seduce con l’umami fusion e le lisergiche fragranze agrumate.

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Soffici e voluttuosi, gli gnocchi di patate esprimono il dualismo tantrico delle vongole e delle cime di rapa, nell’umorale carezza del carpaccio di gambero rosso: mineralità iodiche e salmastre in un idillio di analogie.

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La quintessenza della letteratura messinese nella composizione che evoca l’allure delle Eolie e ammalia con l’espressività del guazzetto polifonico, regalando assaggi sempre inediti al filetto di ricciola; un fuori menù dedicato ad un desiderio espresso e magistralmente esaudito.

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Perfetta sintesi stagionale nel dessert, che lascia eco alle doti creative  dello Chef: eterea trama di nocciole cela la pera speziata, che si specchia nella crema inglese allo zafferano, e richiama con i suoi sentori dolci di rosa, la vibrante granita al vin brulée. Sospiri, estasi ed ammirato esercizio di stile.

Le selezioni più espressive e vibranti di ingredienti, la briosa antologia del menù che sa soddisfare le voglie più audaci ed i desideri di conoscenza dell’enogastronomia del territorio etneo, la verve mixology e la passionalità enologica: solo alcuni dei motivi per scegliere Taormina 365 giorni l’anno, per scegliere Médousa.

Médousa Bistrot & Suites

Executive chef Giovanni Grasso

Via Sesto Pompeo 1 

Taormina (ME)

Tel. 0942 388738 

L’audacia FUD OFF in trasferta da Charme Officina Cucina

Una cena eccentrica, innovativa, rivoluzionaria e travolgente, ieri sera sono stati presentati piatti che forse idealmente non scegliereste mai leggendo gli ingredienti, o forse sì, stimoli anche estremi e fuori dagli schemi. Una rivoluzione che permea l’anima di FUD OFF, un format che forse non c’era e che è ancora in divenire, un ristorante di sperimentazione ed ispirazione, contemporaneo e trasgressivo, che sicuramente crea dipendenza!

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Un evento lounge e dalle tinte OFF, neon, brillanti, carnali, espressioniste e graffianti, raccontato su un palcoscenico d’eccezione: Charme Officina Cucina. Una Sicilia cosmopolita ed avanguardista quella narrata da Gabriella e Daniele Siena, cultori dell’arte del saper vivere e dell’ospitalità, che hanno ideato ad Alcamo un luogo d’elezione dove incontrarsi, dove le idee, l’interior design e le moderne tecnologie di cucina diventano leitmotiv di convivialità.

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Paradigmi condivisi dall’Ambasciatore del Gusto Andrea Graziano che solo per una notte, ha dipinto le atmosfere FUD OFF in trasferta: chef Valentina Chiaramonte ed il bartender Domenico Cosentino, executive manager, con la preziosa collaborazione dei pilastri FUD OFF, in sfavillante sinergia con lo Staff di Officina Cucina Charme, hanno portato in scena un evento sensoriale a 360°. 

Birra Tarì Maris, Mandorle Tuono di Barrafranca affinate allo zenzero e la fragranza sexy e conturbante di OFF, hanno fatto scoprire ed introdotto gli ospiti alle alchimie catanesi. Un’essenza d’ambiente che racconta e riassume il design di FUD OFF, dall’aperitivo, alla cena, al cocktail bar, fruibilità permeate dalle imprescindibili ed evocative suggestioni della cucina colta, complessa e sfaccettata della chef Valentina Chiaramonte.

Le note olfattive studiate in collaborazione con  l’artigiano del profumo Antonio Alessandria, stilista sensoriale di Boudoir 36 in via Santa Filomena a Catania, raccontano dell’espressività materica del ferro, delle mura vissute, la rifrangenza degli specchi, l’anima dry del cedro legnoso, le nuances torrefatte del vetiver di Giava, che racchiudono l’identità dolce, salata e burrosa dell’arachide dei cocktail e l’affumicato delle balsamiche officinali elaborate dal bartender Domenico Cosentino.

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Le panelle, il gambero rosso e i ricci, in pane soffice ai semi e nelle analogie trionfali del pairing alla Tarì Maris, una birra blanche creata dalla visionaria esigenza di portare nell’enclave milanese FUD BOTTEGA SICULA la brezza siciliana.

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Ricciola/Cavolo/Umeboshi, orizzonti in divenire per la verticalità di sapori che esprimono l’umami più audace, la lungimiranza delle fermentazioni e l’opulenza dei sapori che si spiralizzano nel sublime.

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Voria è l’anima audace del Catarratto sur lie, il rifermentato in bottiglia che nasce dall’intuito di Andrea Graziano e Marco Sferlazzo, di superare i classicismi e di godere delle avanguardie.

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Caesar Mary è l’eclettico e vibrante drink che valorizza due delle portate successive: Domenico Cosentino mixa acqua di pomodoro, sake, yuzu, acqua marina e soda al cetriolo esprimendo l’ideale sintesi di una mineralità esperidata e dry che ingolosisce e seduce.

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La tartare di cavallo e la sua consacrazione nell’idillio di telline, umoralità iodica e allusività sensuale in un rimando tantrico. 

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Il baccalà alla pizzaiola, schiaffeggia il palato con equilibri di genialità sfacciata: la salsa all’origano abbraccia la passionalità del guanciale e la piccante setosità del formaggio di capra girgentana. Acidità raffinate e sospiri mediterranei che superano le avanguardie basche, soavemente impreziosite dalla nebulizzazione di “pizza margherita appena sfornata” di Renato Bosco.

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Bee Beep è un’ode al dio delle api Andrea Paternoster, idromiele, gin, base amaricante, ginger beer, bergamotto e pepe nero a dare slancio e un cuore pulp alla Chorba ideata dalla chef Valentina Chiaramonte.

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CHORBA è Maghreb, Armenia, Balcani, Est Europa e profondamente Sicilia. Una zuppa che esprime la cultura musulmana ed il sentire univoco delle due sponde del Mediterraneo, sapori carismatici, umorali ed identitari che sublimano il grano ed il pescato sostenibile, vivacizzati dai ceci speziato e dall’accento lisergico del latte fermentato.

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Polline, rarissimo ed etereo burro di capra montato, torrone salato, miele ed agrumi: il signature pre dessert è una sinfonia indelebile di raffinatezza ed un messaggio di tutela di biodiversità.

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TIRAMI-OFF è amore perpetuo, un’epifania voluttuosa di crema al caffè da raccogliere fino all’ultimo assaggio con la nuvola di cioccolato, nel vivace controcanto della granella di fave di cacao.

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Sentori che ritornano nelle sinfonie di mandorla, caramello salato ed espresso del drink di congedo, il Caffè Mantuano, servito nei preziosi glass Spiegelau.

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Una straordinaria esperienza sensoriale quella appena trascorsa, un menù sperimentale e ludico, fatto di suggestioni, messaggi carismatici, drink, vini e birre uniche, per una cena dinamica e che si spera possa ritornare, in altre edizioni, in altri luoghi, in divenire.

Il fenomenale talento dello chef JOSEPH MICIELI: Scjàbica Cuoco Pescatore

Arrivi a Punta Secca col mare che ti accompagna lungo gli ultimi km che ti separano dall’atmosfera onirica, di una Cittadina che oggi è apprezzata soprattutto per la straordinaria e travolgente proposta enogastronomica dello chef Joseph Micieli.

Istinto, desiderio, immediatezza… grande ricerca e selezione di materia prima locale, dal fascino così travolgente che mi fa scattare costantemente una molla. I piatti migliori sono stati creati di getto, qualcuno è nato perché l’ho dedicato.

Brillante attitudine a stupire sempre l’ospite, attraverso una creatività che è emblema di magistrale tecnica, sfavillante estro compositivo e perpetua ricerca degli ingredienti d’eccellenza, che sanno raccontare il territorio ibleo ma seducono attraverso intriganti ispirazioni senza limiti e confini.

Lo chef Joseph Micieli sceglie le cultivar olearie e le farine autoctone molite a pietra più espressive, per i pani gioiello a lievitazione naturale dalla fragranza conturbante, e per la pasta fresca di trafila propria. Cura e dedizione che si percepiscono nettamente all’assaggio, donando l’anima autentica di un eden racchiuso tra monti e mare.

 

 

La carta dei vini ammalia per l’esclusiva antologia dei microcosmi enologici siciliani e per i ricercati Riesling e Champagne, senza tralasciare l’Alsazia, la Loira e la Borgogna. Carismatica la sezione TRIPLE A, ideale per seguire i percorsi artistici dello Chef, ispirati dal pescato di giornata e dalla ricercatezza delle materie prime iblee.

 

Una nuvola di pan brioche porta in trionfo l’idillio di sarda affumicata e maionese di capperi, un assaggio indelebile che svela un caleidoscopio di sensorialità cosmopolite.

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Arriva sfrigolante, ed anticipata dalla passionale nota affumicata del pimenton, voluttuosa ed irresistibile nell’abbinamento alla crema di carota speziata, la crocchetta di ricotta. Un sussurro mistico dell’entroterra, vivacizzato dalla clorofillica freschezza dei germogli di piselli.

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Ogni crostaceo preserva intatta la sua verve, in una tartare che esprime la quintessenza mediterranea e la conturbante polifonia del gazpacho.

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Trame sorprendenti al palato che si amplificano in contrasti audaci: nivea e cremosa ricotta a prolungare le identitarie percezioni di suprema estasi.

 

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La Milanese di Triglia rivela l’inarrivabile padronanza tecnica dello Chef nel saper valorizzare la trama unica dei filetti di pesce, che nella frittura trovano sublime consacrazione. Eterea e caratterizzante all’unisono, la panure aurea e croccante, lascia con la sua leggerezza nitidi i mille sapori della triglia: dolce e iodica, fugace e lussuriosa. La struttura tridimensionale della salsa ketchup maison amplifica l’esperienza, attraverso la vibrante concentrazione degli ortaggi, in un agrodolce da godere fino all’ultimo sospiro.

 

 

L’ArancinO d’A-Mare dello Chef ha un’anima fondente di provola ragusana, gambero rosso e cozze, nell’abbraccio del riso mantecato in bisque di crostacei. Panatura fragrante e la mineralità della salsa alle erbette spontanee completano l’alchimia di perfezione.

 

 

La raffinatezza delle fettuccine tirate ad arte dallo Chef incontra l’eloquenza della lampuga accarezzata dai fuochi, le acciughe del Cantabrico come accento umami, che si specchia nel pesto etereo di finocchietto selvatico. Un primo piatto che danza oltre i vertici della più sofisticata leggerezza, per amplificare l’essenza degli ingredienti.

 

 

L’eleganza esperidata del limone candito a dare brio ai monumentali Paccheri della domenica: l’opulenza del ragù di ricciola e voluttuosa fonduta di caprino, diventano complici e mai antagonisti, nell’estrema espressività di un signature dish trionfale.

In sala ammirando la spettacolare cucina a vista e nello scenografico dehors, è possibile godere della travolgente esperienza enogastronomica di Scjàbica Cuoco Pescatore, a pranzo e a cena, sul mare e in riva all’estasi sensoriale di un’estate che a queste latitudini non sa finire.

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Il servizio di sala affidato alla professionalità di Alessio Micieli e Salvatore Abate sa intrattenere con dedizione, discrezione ad ammirevole eloquenza tecnica.

La brigata di cucina si avvale anche della preziosa bravura di Agata Rizza e Peppe Bellina, virtuosi e giovanissimi Collaboratori dello Chef Joseph Micieli.

Il Ristorante Scjàbica Cuoco Pescatore a Punta Secca è una meta imprescindibile di Sicilia, 365 giorni l’anno.

 

Ristorante Scjàbica Cuoco Pescatore 

Lungomare Amerigo Vespucci

97017 Punta Secca (RG)

T. +39­ 0932­ 1836006­

info@josephmicieli.it

http://www.josephmicieli.it

chiuso il mercoledì