Locanda Gulfi, la cosmogonia dell’enologia e del gusto ibleo

Il respiro ibleo che ti accarezza lungo il bucolico percorso che dalla statale ti connette al cuore pulsante della cattedrale dell’enologia ragusana, fino a lasciare spazio allo stupore del magnetismo, che si rivela una volta varcato il cancello della tenuta Gulfi.

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La Locanda Gulfi accoglie con un panorama privilegiato sui vigneti e sull’altopiano, dove il riverbero del mare arriva fino a lasciar scorgere Malta, e l’Etna oltre i boschi e gli uliveti secolari.

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l’executive chef Carmelo Floridia

La moderna e funzionale cantina dialoga senza soluzione di continuità con la monumentale cucina a vista, teatro scenico dell’executive chef Carmelo Floridia, ambassador dell’eclettismo dei vini Gulfi.

Alla lungimiranza imprenditoriale della Famiglia Catania si deve la tutela dei vitigni autoctoni, glorificati dal know how dell’enologo Salvo Foti. Oggi più di settanta ettari di vigneti si estendono nel comprensorio della Sicilia Orientale, e sono emblema di simbiosi con l’ecosistema.

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Dell’antologia della filosofia dello chef Carmelo Floridia, travolge l’anima identitaria di una Sicilia che si manifesta nella passionalità dei sapori, ma che arriva alla sublimazione nell’eleganza della tecnica dell’Alta Scuola francese. Mare e Terra nell’espressività del menù, soavemente accentato dalle spezie e dagli aromi officinali, corale armonia tecnica e brillante autorevolezza esecutiva.

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Fondente e zen, l’alchimia di asparagi bianchi e verdi s’interfaccia al tartufo e sesamo tostato, nella brillante esegesi dell’uovo.

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Analogie e complessità minerali tra seppia e topinambur, idilliache cremosità e tostature che si verticalizzano nel grano soffiato.

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L’anima dei grani autoctoni integrali nei maccheroncini al ragù di cinghiale, rara eleganza ed inedita sottrazione d’opulenza che rivela leggerezza e brio.

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La panure alla carrittera è una didascalia della trinacria, che dona leggibilità ed espressività nella composizione di agnello ibleo. La crema di carote allo zenzero e le doppie chips aromatiche dipingono con estro il classicismo ricercato.

Il carosello dei dessert si apre col voluttuoso sorbetto ai datteri e seduce con una lodevole rilettura di castagne e meringa, nell’abbinamento alla preziosa biodiversità delle meline Cola e delle nocciole dell’Etna. Confidando nel privilegio del pairing del centellinato passito di Nero d’Avola, una riserva di famiglia di indimenticabile fascino.

Il Servizio di Sala accoglie con gioiosa professionalità, rivelando nello studio degli abbinamenti della superba selezione della Cantina Gulfi, l’anima più audace della maison.

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Carjcanti 2015  brilla di una vivacità di rugiada balsamica, nell’adamantina iridescenza di un quarzo citrino. Dipinge le scene più espressive di un vitigno che dall’Etna agli iblei non smette mai di ammaliare.

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tagliolini ceci, triglia, finocchietto e aroma di limone

Tutte le domeniche il belvedere della Locanda Gulfi ospita pranzi tematici per gioire della convivialità di un’esperienza da ripetere al più presto.

Ristorante visitato a dicembre 2018.

Locanda Gulfi

c.da Patria sn,

Chiaramonte Gulfi RG

Aspettando Natale, il nuovo menù del Ristorante CROCIFISSO, a Noto

Aspettando Natale, il fascino cosmopolita e ricercato dell’interior design del Ristorante Crocifisso a Noto, capta la festività augurale attraverso l’intimità adamantina e sofisticata delle luci d’atmosfera, magicamente armonizzate dalla raffinatezza sussurrata di Vanessa Cannarella, che orchestra la più indimenticabile ospitalità e gli accenti artistici più preziosi.

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Affidarsi al talento assoluto del Sommelier Gian Marco Iannello, guidati nel proprio personale viaggio nella ricercata carta dei vini, condurrà alla scoperta di una cantina di rara eloquenza e cultura enologica. Selezioni audaci, le più carismatiche etichette nazionali ed internazionali e la cosmogonia dei distillati, saranno enunciate interpretando i desideri degli ospiti.

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Nei volumi polifunzionali delle sale, rivelano le nuances lounge ed il light design che  sottolineano ogni portata che nasce dalla creatività dello chef e patron Marco Baglieri, piatti che sanno sempre captare la sensorialità oltre la componente emozionale, ammaliando anche con la ricercata mise en place, l’eleganza dei lini candidi e la cristalleria.

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Saper narrare l’espressività di ogni singolo ingrediente stagionale, interpretare l’essenza dei grani autoctoni siciliani come mai nessuno prima nel ventennio appena trascorso, esprimere incisività, squisitezza compositiva, magistrale abilità tecnica e rilettura personale della biodiversità del territorio ibleo, che abbraccia mare e altopiano. Esemplarità che descrivono solo alcune delle complesse ed esponenziali sfaccettature dello stile dello chef Marco Baglieri, esponente maximo dell’Alta Cucina di una Città, Noto, emblema UNESCO.

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Lo Chef reinventa il suo benvenuto nello sfavillante mantecato di baccalà, che si verticalizza nella fragranza di un lapillo coronato dal cappero e dalla salsa aioli, a cui si arriva attraverso il dualismo della ventresca di ricciola affinata ed accarezzata dalla verve esperidata dell’arancia e dell’aneto.

Come un diamante aureo, il carciofo incontra la dolcezza minerale della spuma voluttuosa di topinambur, impreziosita dai riflessi umorali ed impalpabili della liquirizia. Climax d’infinite texture ed analogie studiate con rara autorevolezza.

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La rivoluzionaria edizione dell’Uovo68 seduce svelando il simbolismo di una cremosità che è espressione di strutture polifoniche: robiola di capra girgentana montata, fondente armonioso di uovo poché e la tridimensionalità delle spontanee croccanti, della panure mediterranea e della passionalità del tartufo.

Il gulasch ispira la polifonia travolgente della guancia di vitello, fondente e strabiliante nella tessitura, eclettica nel brio della salsa al peperone di fruttata  armonia e delle cime di rapa vibranti di clorofillica mineralità.

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Come fosse una scaccia iblea, la lasagnetta esprime all’assaggio inedita leggerezza: tulle di sfoglia danza tratteggiando la passionalità del maiale battuto al coltello, in un idillio carezzevolmente piccante, che evidenzia la dolcezza dei broccoletti, in un ologramma di ricordi asiatici e partenopei, dipingendo la millenaria cultura siciliana, costellata di contaminazioni del gusto.

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La nuova anima BBQ della ricciola à la matelote dona enfasi alla sensorialità, attraverso un brillante esercizio di stile che preserva la vellutata anima delle fibre del pesce, e dialoga col fondente agrodolce caleidoscopio di capperi, filetti di pomodoro, cipolla e passionale panure alle olive nere iblee.

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La padronanza della tecnica e la sottrazione d’avanguardia delle sovrastrutture e dell’opulenza, affascinano nella doppia trasposizione del maialino: istituzionale nei sentori di rosmarino della pancetta, e totalizzante nella purezza del filetto. Nel sublime purée ai capperi traspare l’eco dell’opera di Joël Robuchon. Le carni si specchiano nel fondo bruno, nelle cipolline confit e nel vibrante ristretto di vino rosso. Gioie e sorprese cangianti al palato.

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Il Ristorante Crocifisso a Noto è sempre la scelta indovinata per perdersi nella sconfinata letteratura del gusto, nell’atmosfera sofisticata ed accogliente di un design curato, contemporaneo e di continua ricerca.  

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Il Servizio di Sala di soave professionalità, è affidato alla solarità di Claudia Consiglio, Salvatore Corsino ed Antonio Infantino, voci corali ed autorevoli ambasciatori dello stile travolgente dello chef Marco Baglieri.

 

Ristorante Crocifisso

Chef Marco Baglieri

Via Principe Umberto 48,

96017 Noto, SR

(+39) 0931 571151       (+39) 338 8530241

info@ristorantecrocifisso.it

Médousa Bistrot&Suites a Taormina

Il turchese e l’acquamarina della baia di Naxos all’orizzonte, i toni citrini degli agrumi sfavillanti del giardino lounge ed i verdi cangianti ed ipnotici delle palme tropicali, cromìe che si riflettono nelle maioliche ammalianti, come la melodia dell’acqua in sottofondo e le atmosfere ricercate e sofisticate di Médousa Bistrot & Suites a Taormina.

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Queste le alchimie che hanno ispirato Christian Sciglio e Thomas Siragò, forti della coralità delle loro esperienze imprenditoriali, hanno saputo interpretare le contemporanee evoluzioni dell’ospitalità nella forma sublimata, che cattura emozionalmente chi sceglie Médousa.

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Ospitalità che si coglie nella profusione di attenzioni dedicate, nell’accogliente design delle Suites e nelle ispirazioni cosmopolite e stagionali della bistronomie dell’executive chef Giovanni Grasso, ambasciatore di contaminazioni che dialogano con l’eclettismo dei cocktail iconici e della carta dei vini di brillante carisma.

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La fragranza dei grani siciliani irradia i pani maison, offerti in degustazione con la pregiata selezione di olio extravergine monocultivar, da assaporare nell’eden incantato del dehors o nelle sale che si snodano attorno alla scenografica cucina a vista, il teatro compositivo dello chef Giovanni Grasso.

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Esperienze internazionali che traspaiono nell’interpretazione siciliana del sushi, che seduce con l’umami fusion e le lisergiche fragranze agrumate.

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Soffici e voluttuosi, gli gnocchi di patate esprimono il dualismo tantrico delle vongole e delle cime di rapa, nell’umorale carezza del carpaccio di gambero rosso: mineralità iodiche e salmastre in un idillio di analogie.

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La quintessenza della letteratura messinese nella composizione che evoca l’allure delle Eolie e ammalia con l’espressività del guazzetto polifonico, regalando assaggi sempre inediti al filetto di ricciola; un fuori menù dedicato ad un desiderio espresso e magistralmente esaudito.

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Perfetta sintesi stagionale nel dessert, che lascia eco alle doti creative  dello Chef: eterea trama di nocciole cela la pera speziata, che si specchia nella crema inglese allo zafferano, e richiama con i suoi sentori dolci di rosa, la vibrante granita al vin brulée. Sospiri, estasi ed ammirato esercizio di stile.

Le selezioni più espressive e vibranti di ingredienti, la briosa antologia del menù che sa soddisfare le voglie più audaci ed i desideri di conoscenza dell’enogastronomia del territorio etneo, la verve mixology e la passionalità enologica: solo alcuni dei motivi per scegliere Taormina 365 giorni l’anno, per scegliere Médousa.

Médousa Bistrot & Suites

Executive chef Giovanni Grasso

Via Sesto Pompeo 1 

Taormina (ME)

Tel. 0942 388738 

L’audacia FUD OFF in trasferta da Charme Officina Cucina

Una cena eccentrica, innovativa, rivoluzionaria e travolgente, ieri sera sono stati presentati piatti che forse idealmente non scegliereste mai leggendo gli ingredienti, o forse sì, stimoli anche estremi e fuori dagli schemi. Una rivoluzione che permea l’anima di FUD OFF, un format che forse non c’era e che è ancora in divenire, un ristorante di sperimentazione ed ispirazione, contemporaneo e trasgressivo, che sicuramente crea dipendenza!

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Un evento lounge e dalle tinte OFF, neon, brillanti, carnali, espressioniste e graffianti, raccontato su un palcoscenico d’eccezione: Charme Officina Cucina. Una Sicilia cosmopolita ed avanguardista quella narrata da Gabriella e Daniele Siena, cultori dell’arte del saper vivere e dell’ospitalità, che hanno ideato ad Alcamo un luogo d’elezione dove incontrarsi, dove le idee, l’interior design e le moderne tecnologie di cucina diventano leitmotiv di convivialità.

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Paradigmi condivisi dall’Ambasciatore del Gusto Andrea Graziano che solo per una notte, ha dipinto le atmosfere FUD OFF in trasferta: chef Valentina Chiaramonte ed il bartender Domenico Cosentino, executive manager, con la preziosa collaborazione dei pilastri FUD OFF, in sfavillante sinergia con lo Staff di Officina Cucina Charme, hanno portato in scena un evento sensoriale a 360°. 

Birra Tarì Maris, Mandorle Tuono di Barrafranca affinate allo zenzero e la fragranza sexy e conturbante di OFF, hanno fatto scoprire ed introdotto gli ospiti alle alchimie catanesi. Un’essenza d’ambiente che racconta e riassume il design di FUD OFF, dall’aperitivo, alla cena, al cocktail bar, fruibilità permeate dalle imprescindibili ed evocative suggestioni della cucina colta, complessa e sfaccettata della chef Valentina Chiaramonte.

Le note olfattive studiate in collaborazione con  l’artigiano del profumo Antonio Alessandria, stilista sensoriale di Boudoir 36 in via Santa Filomena a Catania, raccontano dell’espressività materica del ferro, delle mura vissute, la rifrangenza degli specchi, l’anima dry del cedro legnoso, le nuances torrefatte del vetiver di Giava, che racchiudono l’identità dolce, salata e burrosa dell’arachide dei cocktail e l’affumicato delle balsamiche officinali elaborate dal bartender Domenico Cosentino.

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Le panelle, il gambero rosso e i ricci, in pane soffice ai semi e nelle analogie trionfali del pairing alla Tarì Maris, una birra blanche creata dalla visionaria esigenza di portare nell’enclave milanese FUD BOTTEGA SICULA la brezza siciliana.

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Ricciola/Cavolo/Umeboshi, orizzonti in divenire per la verticalità di sapori che esprimono l’umami più audace, la lungimiranza delle fermentazioni e l’opulenza dei sapori che si spiralizzano nel sublime.

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Voria è l’anima audace del Catarratto sur lie, il rifermentato in bottiglia che nasce dall’intuito di Andrea Graziano e Marco Sferlazzo, di superare i classicismi e di godere delle avanguardie.

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Caesar Mary è l’eclettico e vibrante drink che valorizza due delle portate successive: Domenico Cosentino mixa acqua di pomodoro, sake, yuzu, acqua marina e soda al cetriolo esprimendo l’ideale sintesi di una mineralità esperidata e dry che ingolosisce e seduce.

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La tartare di cavallo e la sua consacrazione nell’idillio di telline, umoralità iodica e allusività sensuale in un rimando tantrico. 

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Il baccalà alla pizzaiola, schiaffeggia il palato con equilibri di genialità sfacciata: la salsa all’origano abbraccia la passionalità del guanciale e la piccante setosità del formaggio di capra girgentana. Acidità raffinate e sospiri mediterranei che superano le avanguardie basche, soavemente impreziosite dalla nebulizzazione di “pizza margherita appena sfornata” di Renato Bosco.

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Bee Beep è un’ode al dio delle api Andrea Paternoster, idromiele, gin, base amaricante, ginger beer, bergamotto e pepe nero a dare slancio e un cuore pulp alla Chorba ideata dalla chef Valentina Chiaramonte.

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CHORBA è Maghreb, Armenia, Balcani, Est Europa e profondamente Sicilia. Una zuppa che esprime la cultura musulmana ed il sentire univoco delle due sponde del Mediterraneo, sapori carismatici, umorali ed identitari che sublimano il grano ed il pescato sostenibile, vivacizzati dai ceci speziato e dall’accento lisergico del latte fermentato.

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Polline, rarissimo ed etereo burro di capra montato, torrone salato, miele ed agrumi: il signature pre dessert è una sinfonia indelebile di raffinatezza ed un messaggio di tutela di biodiversità.

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TIRAMI-OFF è amore perpetuo, un’epifania voluttuosa di crema al caffè da raccogliere fino all’ultimo assaggio con la nuvola di cioccolato, nel vivace controcanto della granella di fave di cacao.

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Sentori che ritornano nelle sinfonie di mandorla, caramello salato ed espresso del drink di congedo, il Caffè Mantuano, servito nei preziosi glass Spiegelau.

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Una straordinaria esperienza sensoriale quella appena trascorsa, un menù sperimentale e ludico, fatto di suggestioni, messaggi carismatici, drink, vini e birre uniche, per una cena dinamica e che si spera possa ritornare, in altre edizioni, in altri luoghi, in divenire.

Il fenomenale talento dello chef JOSEPH MICIELI: Scjàbica Cuoco Pescatore

Arrivi a Punta Secca col mare che ti accompagna lungo gli ultimi km che ti separano dall’atmosfera onirica, di una Cittadina che oggi è apprezzata soprattutto per la straordinaria e travolgente proposta enogastronomica dello chef Joseph Micieli.

Istinto, desiderio, immediatezza… grande ricerca e selezione di materia prima locale, dal fascino così travolgente che mi fa scattare costantemente una molla. I piatti migliori sono stati creati di getto, qualcuno è nato perché l’ho dedicato.

Brillante attitudine a stupire sempre l’ospite, attraverso una creatività che è emblema di magistrale tecnica, sfavillante estro compositivo e perpetua ricerca degli ingredienti d’eccellenza, che sanno raccontare il territorio ibleo ma seducono attraverso intriganti ispirazioni senza limiti e confini.

Lo chef Joseph Micieli sceglie le cultivar olearie e le farine autoctone molite a pietra più espressive, per i pani gioiello a lievitazione naturale dalla fragranza conturbante, e per la pasta fresca di trafila propria. Cura e dedizione che si percepiscono nettamente all’assaggio, donando l’anima autentica di un eden racchiuso tra monti e mare.

 

 

La carta dei vini ammalia per l’esclusiva antologia dei microcosmi enologici siciliani e per i ricercati Riesling e Champagne, senza tralasciare l’Alsazia, la Loira e la Borgogna. Carismatica la sezione TRIPLE A, ideale per seguire i percorsi artistici dello Chef, ispirati dal pescato di giornata e dalla ricercatezza delle materie prime iblee.

 

Una nuvola di pan brioche porta in trionfo l’idillio di sarda affumicata e maionese di capperi, un assaggio indelebile che svela un caleidoscopio di sensorialità cosmopolite.

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Arriva sfrigolante, ed anticipata dalla passionale nota affumicata del pimenton, voluttuosa ed irresistibile nell’abbinamento alla crema di carota speziata, la crocchetta di ricotta. Un sussurro mistico dell’entroterra, vivacizzato dalla clorofillica freschezza dei germogli di piselli.

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Ogni crostaceo preserva intatta la sua verve, in una tartare che esprime la quintessenza mediterranea e la conturbante polifonia del gazpacho.

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Trame sorprendenti al palato che si amplificano in contrasti audaci: nivea e cremosa ricotta a prolungare le identitarie percezioni di suprema estasi.

 

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La Milanese di Triglia rivela l’inarrivabile padronanza tecnica dello Chef nel saper valorizzare la trama unica dei filetti di pesce, che nella frittura trovano sublime consacrazione. Eterea e caratterizzante all’unisono, la panure aurea e croccante, lascia con la sua leggerezza nitidi i mille sapori della triglia: dolce e iodica, fugace e lussuriosa. La struttura tridimensionale della salsa ketchup maison amplifica l’esperienza, attraverso la vibrante concentrazione degli ortaggi, in un agrodolce da godere fino all’ultimo sospiro.

 

 

L’ArancinO d’A-Mare dello Chef ha un’anima fondente di provola ragusana, gambero rosso e cozze, nell’abbraccio del riso mantecato in bisque di crostacei. Panatura fragrante e la mineralità della salsa alle erbette spontanee completano l’alchimia di perfezione.

 

 

La raffinatezza delle fettuccine tirate ad arte dallo Chef incontra l’eloquenza della lampuga accarezzata dai fuochi, le acciughe del Cantabrico come accento umami, che si specchia nel pesto etereo di finocchietto selvatico. Un primo piatto che danza oltre i vertici della più sofisticata leggerezza, per amplificare l’essenza degli ingredienti.

 

 

L’eleganza esperidata del limone candito a dare brio ai monumentali Paccheri della domenica: l’opulenza del ragù di ricciola e voluttuosa fonduta di caprino, diventano complici e mai antagonisti, nell’estrema espressività di un signature dish trionfale.

In sala ammirando la spettacolare cucina a vista e nello scenografico dehors, è possibile godere della travolgente esperienza enogastronomica di Scjàbica Cuoco Pescatore, a pranzo e a cena, sul mare e in riva all’estasi sensoriale di un’estate che a queste latitudini non sa finire.

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Il servizio di sala affidato alla professionalità di Alessio Micieli e Salvatore Abate sa intrattenere con dedizione, discrezione ad ammirevole eloquenza tecnica.

La brigata di cucina si avvale anche della preziosa bravura di Agata Rizza e Peppe Bellina, virtuosi e giovanissimi Collaboratori dello Chef Joseph Micieli.

Il Ristorante Scjàbica Cuoco Pescatore a Punta Secca è una meta imprescindibile di Sicilia, 365 giorni l’anno.

 

Ristorante Scjàbica Cuoco Pescatore 

Lungomare Amerigo Vespucci

97017 Punta Secca (RG)

T. +39­ 0932­ 1836006­

info@josephmicieli.it

http://www.josephmicieli.it

chiuso il mercoledì

Il Congresso Nazionale della Federazione Italiana Cuochi dal 31 marzo al 2 aprile 2019 a Catania

“Siamo già a lavoro da mesi – sottolinea il Presidente di FIC Promotion Seby Sorbelloperché l’appuntamento nazionale riesca nel migliore dei modi, come è sempre stato nello stile FIC. Per questo ringraziamo sin d’ora tutti i protagonisti che stanno creando questo forte gioco di squadra, facendo comprendere quanto la cucina italiana appartenga a tutti e non solo ai cuochi”.

Gusto in Scena: è questo il tema del prossimo Congresso della Federazione Nazionale Cuochi e l’intera Sicilia sarà rappresentata dal patrimonio culturale del gusto.

CIBO NOSTRUM, per l’occasione, si trasferirà da Taormina ai giardini di Villa Bellini e al Teatro Massimo di Catania, mentre le attività congressuali si svolgeranno presso il complesso delle Ciminiere.

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Il Congresso FIC e CIBO NOSTRUM trasformeranno Catania nella capitale del gusto, aprendo le porte non soltanto ai cuochi e agli addetti ai lavori ma anche al grande pubblico, con incontri, dibattiti, approfondimenti sui temi di enogastronomia, turismo, economia, sviluppo del territorio nel contesto euromediterraneo. Tutti temi in cui la cucina ed i cuochi rivestono un ruolo fondamentale.

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La conferenza stampa di presentazione del Congresso è stata moderata dai giornalisti Clara Minissale ed Antonio Icona, che hanno messo in luce gli aspetti salienti del doppio prestigioso evento della prossima primavera catanese, non solo a livello enogastronomico, ma anche sotto il profilo culturale e turistico. Gli ingredienti saranno i profumi, i colori e i sapori siciliani ed italiani, ed i Cuochi FIC racconteranno attraverso il gusto e la creatività il territorio siciliano.

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Il Congresso FIC si svilupperà nei tre giorni, dal 31 marzo al 2 aprile 2019. Ad essere svelati durante la conferenza stampa di sabato scorso, sono stati anche i nuovi dettagli di una delle manifestazioni più attese a marchio FIC, cresciuta negli anni anche per partecipazione internazionale. Il riferimento ovviamente è alla Grande Festa della Cucina Italia, CIBO NOSTRUM, che quest’anno cambierà location e programma. Catania lavora già per  accogliere la grande festa della cucina italiana.

Il paradigma del sublime: il nuovo menù dello Chef ROBERTO TORO al Belmond Grand Hotel Timeo

Sogni la tua prossima incantevole esperienza leisure che possa conciliare arte, spiagge ancora assolate, boschi vulcanici, vigneti dalle nuances cangianti, cultura, gusto, luxury e panorami indimenticabili?

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Il Belmond Grand Hotel Timeo a Taormina è il fulcro di tutto ciò, è l’enclave dell’autentica ospitalità siciliana, di un lusso percepito come sublime ed affettuosa accoglienza, di sorrisi che dipingono la gioia e l’attenzione più esclusiva all’Ospite.

Taormina è storicamente la meta ideale del turismo destagionalizzato, ottieni ispirazione da un viaggio che illustra l’eclettismo più audace e travolgente dell’Executive Chef Roberto Toro, supremo interprete dell’eccellenza degli ingredienti del territorio dell’Etna e magistrale esegeta della letteratura del gusto internazionale, che soddisfa i palati più esigenti con brio, sorprendente personalità e sempre raffinatissima armonia.

Il dialogo forse più noto e citato di Platone è il Timeo. Platone ricerca la risoluzione della nemesi tra la cosmologia delle IDEE ed il pragmatismo delle cose, degli INGREDIENTI nel nostro caso. Entra in scena l’arte del demiurgo, artigiano che ha l’abilità di dare forma alla materia ad immagine e somiglianza delle idee.

Così l’Executive Chef Roberto Toro capta i paradigmi supremi della sensorialità e ne fa assaggi di indelebile delizia ed ispirata personalità.

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L’autunno si esprime nella crema di cachi, ostrica e noci pecan sorprendendo il palato attraverso gli equilibri multipli della quintessenza sensuale del mare che si specchia nella fruttata dolcezza, per ritrovare la spinta iodica delle alghe e il reset tannico delle noci, in un’opera di assoluto lirismo.

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L’oriente e l’alta scuola francese incontrano l’Etna, in una composizione di tantrica lussuria: il dashi come liaison umami che sublima la scaloppa di foie gras e lo scampo imperiale in voluttuosa assonanza, bilanciati nell’opulenza dalla misticanza di senape selvatica del vulcano e chips di carciofo. Irresistibile passionalità che si amplifica ad ogni assaggio.

La guancia di vitello si fa estasi al cucchiaio, accarezzata dalla parmentier soffiata, brillante dell’emulsione clorofillica e minerale del sedano e dell’esclusività del più pregiato e carismatico dei tartufi.

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Ore di delicata cottura e sapienti tecniche esecutive accompagnano la pancetta di maialino Nero dei Nebrodi all’assaggio indelebile.

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Fondente e suadente, la struttura delle carni brilla della salsa di pere etnee a corollario, e della cipolla semi fermentata, vibrando delle spontanee di stagione a definire la circolarità dell’equilibrio.

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Un dessert che svela gli orizzonti infiniti anche della sublime pasticceria del Belmond Grand Hotel Timeo, affidata alla maestria cosmopolita del Pastry Chef Benedetto D’Angelo coadiuvato anche da Alessandra Bertola. Trame di cioccolato e noci si specchiano nei riflessi aurei e cremosi della mousse, in un rimando di sensorialità travolgenti della Pecan Pie.

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Brilla in sala l’eclettica e soave personalità della Sommelier Simona Di Goro, unica nel saper interpretare i desideri della clientela internazionale e degli ospiti esterni al Belmond Grand Hotel Timeo, che hanno il privilegio di gioire del servizi fine dining e bar della prestigiosa struttura.

Simona Di Goro sa affascinare con proposte carismatiche che attingono da una selezione enciclopedica di etichette di vini, che spaziano dalle contrade etnee alle magnum nazionali e francesi d’elezione, senza tralasciare le numerose unicità di Artisti Viticoltori.

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Belmond Grand Hotel Timeo

Via Teatro Greco 59, 98039 Taormina (ME), Sicilia, Italia

Telefono: +39 0942 6270 200

reservations.ght@belmond.com

FUD OFF & CHARME, una cena OFF ad Alcamo

 FUD OFF in trasferta da Charme Officina Cucina

Solo per una sera, il cinque novembre prossimo, Chef Valentina Chiaramonte e Domenico Cosentino, executive manager di FUD OFF, saranno in esclusiva in trasferta ad Alcamo: in programma una serata iconica ed irriverente all’insegna della sperimentazione, del divertimento e della convivialità.

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FUD OFF, in via Santa Filomena nº 28 a Catania, nasce nel 2016 dalla geniale intuizione dell’Ambasciatore del Gusto Andrea Graziano di ribaltare gli schemi ristorativi e di creare alchimie lounge, suggestioni indie rock, libertà di comporre in assoluta autonomia un aperitivo sartoriale o un menù degustazione per cene ispirate dall’estro di Valentina Chiaramonte, brillante ed eclettica anima di FUD OFF, Chef dal lirismo travolgente e dall’attitudine a trasporre, attraverso ingredienti di nicchia e tecnica magistrale, i sapori evocativi che sanno ammaliare. Creazioni istoriate dall’arte mixology del Bartender Domenico Cosentino, che combina spiriti siciliani ed internazionali, macerati e fermentati, affiancandoli ai classici drink d’autore, alle essenze botaniche e ad una studiata carta dei vini.

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Da sempre l’attività imprenditoriale, formativa e divulgativa di Andrea Graziano catalizza sinergie propulsive ed interconnessioni tra arte-design-ricerca-filiera corta-e patrimonio del gusto siciliano, creando nel panorama ristorativo isolano e milanese una rete di Produttori ed una vetrina per le eccellenze enogastronomiche ed artistiche che gravitano attorno alle Aziende FUD.

Charme Officina Cucina ospiterà il cinque novembre prossimo, l’evento che individuerà in un percorso di degustazione i paradigmi più audaci della sensorialità:

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lo show room di Charme Officina Cucina, il concept store che racchiude i complementi d’arredo e gli utensili da più innovativi del panorama del design internazionale, sarà luogo espositivo anche per presentare la nuova fragranza d’ambiente realizzata in esclusiva per FUD OFF dall’Artigiano del profumo Antonio Alessandria, stilista sensoriale di Boudoir 36 in via Santa Filomena a Catania.

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In esclusiva, verrà introdotto un percorso olfattivo improntato sui sentori di legno bruciato e vetiver, che caratterizzano l’ideale abbinamento al tema della serata. Una straordinaria esperienza sensoriale a conclusione di un menù sperimentale e ludico, fatto di piccoli assaggi e piatti completi, per una cena dinamica, agile e contemporanea.

Ad Alcamo, Gabriella e Daniele Siena, cultori dell’arte del saper vivere e dell’ospitalità, hanno ideato un luogo d’elezione dove incontrarsi: Charme Officina Cucina è soprattutto un laboratorio dove sperimentare nuove tecniche o il luogo ideale per eventi o per godere di esperienze enogastronomiche fuori dai soliti rituali.

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UNA CENA OFF

lunedì 5 novembre alle 19.30. 

Per info e prenotazioni

tel. 0924 505462

 charmealcamo@gmail.com

Il costo della partecipazione all’evento è di 75 euro a persona – posti limitati.

Il nuovo menù d’autunno: TAVERNA MIGLIORE, Modica.

Le suggestioni iblee d’autunno e l’inevasa lungimiranza amplificano le ispirazioni creative dello Chef Lorenzo Ruta, orizzonti dalle tessiture studiate ed innovative animano il menù, attraverso le nuances più audaci e nitide delle erbe spontanee dell’orto, dei frutti tardivi dell’Etna, delle carni e del pescato rivisti sotto la lente delle più donanti alchimie di gusto, grazie a magistrali tecniche esecutive ed estro compositivo.

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Ludico e polifonico, il benvenuto a Taverna Migliore, ha i palpiti piemontesi della tartare di manzo e della robiola di capra, celata nell’allusiva morfologia della gelatina di Ciliegino, la vellutata fragranza del finocchietto selvatico e del tartufo di Palazzolo Acreide del bon bon di gambero rosso, la tridimensionalità dei fritti e la friabilità delle sfoglie al burro che impreziosiscono i pani.

La terrina di maiale nobilita un taglio di grande valore espressivo e di carisma umorale, grazie alla fragrante caramellizzazione di superficie: un cubo di testina, che si verticalizza nella brunoise di meline selvatiche etnee e pesche di Leonforte, irradiato dalla misticanza dell’orto, folgorante nell’essenza delle donanti foglie di pepe di Sichuan.

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L’eloquenza degli ingredienti selezionati dallo Chef Lorenzo Ruta, narra con stile la sacralità dello Spaghetto al Pomodoro, trafilato del miglior pastificio artigianale-agricolo-artistico italiano, l’unico in mezzo ad un campo di grano, e dei pomodori di Pachino, irradiati dal sole più intenso d’Europa. Così nasce un’ode all’Italia, liturgia di una polpa di pomodoro che è controcanto della trama al dente filosofico della pasta.

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Sfoglia ricca di semola e tuorli, tirata ad arte e scrigno di ragù di nero di seppia, impreziosita dal carpaccio eclettico del mollusco e dall’epifania della salsa di mandorla, idilliaco compendio che si tatua tra i più suggestivi emblemi di raffinata passionalità.

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Intermezzi che sublimano la cultura gastronomica modicana: le scacce tradizionali, arancine al ragù e ricotta fritta, anticipano l’uovo poché  vibrante della doppia croccantezza.

 

Il baccalà d’autunno s’inebria di cavolfiore, noci e rapa rossa, tra voluttuosi mantecati al cipollotto verde ed il brio della chips della sua pelle.

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La lingua di vitello trova assonanza nella profondità del tartufo scorzone e gioiosa enfasi nell’aria di  bagnet verd.

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La riduzione di carruba ingolosisce il trionfale tiramisù alle meringhette al caffè, come un omaggio a Cédric Grolet, arrivano i fruttini di bavarese di pesca all’amaretto.

 

A Taverna Migliore, lasciarsi sedurre dalla personalità delle etichette che compongono la carta dei vini anima un’esperienza che collega gusto ed estetica, radici e contaminazioni culturali, armonie e dirompente talento.

Lo Chef Lorenzo Ruta, Alice e Valentina Migliore in sala, inaugurano la stagione con le più entusiasmanti pagine da scrivere, insieme a chi vuol godere della vivacità di una proposta enogastronomica che sorprende, sempre!

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Ristorante Taverna Migliore

via Modica Ispica 95 – Modica (RG)
Tel. +39 338 498 1656
tavernamigliore.info@gmail.com

 

Ristorante visitato ad ottobre 2018

Ristorante I PUPI, la teatralità del Gusto panormita

Quando i programmi della serata saltano, prendono spazio le opportunità, si sincronizzano tempo e luogo, ed alle venti di una sera di vibrante autunno palermitano mi son ritrovata ad ammirare ancora una volta, la carismatica carta delle vivande del RISTORANTE I PUPI, a Bagheria.

L’enciclopedia della letteratura del gusto panormita, la voce dei sapori codificati nella memoria familiare e nel trionfale ed evocativo fascino dei convivi gattopardiani, l’eco a tinte forti dello street food, le ispirate scene cinematografiche delle persiane siciliane, che scompongono la triglia tra le luci scenografiche della salse agrodolci e le ombre delle conturbanti trame dei filetti e delle chips di grano.

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Dichiarato amore per l’Arte che si apprezza nei dettagli di una mise en place di squisita eleganza: lino candido, luci puntuali, cristalli, sedute di comfort assoluto e le esposizioni di pittura d’avanguardia ad impreziosire le pareti ed a captare la nuova onda espressiva di Bagheria, città di liberi pensatori e fulcro d’intelligencija.

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In sala, la professionalità della Sommelier Valentina Purpura e del Personale di leggiadra classe e puntualità, sotto la direzione di Laura Codogno, premiata dalla corrente edizione della Guida dell’Espresso col riconoscimento Fattore Donna. Una sala al femminile, che accoglie e sa illustrare alla clientela internazionale l’enciclopedica e studiata proposta della Cantina, scrigno di unicità dei microcosmi siciliani ed internazionali, e che sa sedurre con la sfavillante selezione di Champagne e distillati.

 

La teatralità del benvenuto dello Chef Tony Lo Coco narra l’epopea delle panelle, delle arancine, del pesce azzurro di Aspra, dei cannoli petit four, dell’iris e del grano spezzato, che da una sponda all’altra del Mediterraneo veicola cultura ed integrazione.

Ogni assaggio brilla di accenti aromatici e di magistrale tecnica esecutiva, sorprendendo con la polifonia dei ricordi di viaggio e delle nuances esperidate dei giardini della Conca d’Oro.

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La supremazia dei pani, l’ambasciata dei grani autoctoni siciliani giunge a tavola fragrante ed espressiva, a donare la sensorialità di frutta a guscio, camomilla e ginestra, estati assolate e sapori indelebili ed identitari, che si svelano dall’assaggio dei grissini di oreficeria e dei lievitati di commovente perfezione, ingioiellati di sesamo e di un perlage che è espressione di lievito madre.

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Come fosse uno spaghetto alla chitarra, il tonno sorprende per l’inedita trama e la sensorialità che rivela ispirazione e magistrale padronanza tecnica, un assaggio che dona sinestesie orientali nel travolgente umami di bottarga e nel sofisticato accento esperidato della perla di yuzu.

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Seppia e ricci: quintessenza salmastra, umoralità domata da antitetiche trame e temperature, un bon bon sfrigolante ed uno shot gelato, trionfali sulle vertebre di pesce, idilliaci e funzionali compendi.

Tutto il carisma della Norma: melanzana, pomodoro e latticini mixati e solisti, ambasciatori di mediterranea eloquenza. 

 

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Tortelli che con eleganza e fragranze oniriche dei pomodori alla brace e delle chips di melanzana, verticalizzano la nuova edizione di un imprescindibile assaggio.

Il timballo di anelletti: l’emotività festiva, la convivialità, la sfavillante sintesi di una portata celebrativa che si ricompone attorno all’essenza di un formato di pasta simbolico.

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Come anelli di una spirale di passionalità senza fine, legati dal fondente formaggio e dal ragù di tonno, ingioiellati da una panure che racchiude l’essenza dei sapori contesi e desiderati.

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Omaggio a Don Ciccio: l’involtino alla brace è un viaggio nella cultura del ricreare, una prova di cucina molecolare ante litteram, che ricrea attraverso ingredienti “poveri”, l’ologramma della “sostanza”, in un ripieno screziato di pinoli, mollata e genialità, che si traduce in una pepita aurea, cesellata di briciole di pane soffiato e voluttuoso tartufo candito.

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I dessert dipingono la stagionalità sintetizzandone la caleidoscopica biodiversità, le conturbanti pesche di Leonforte in un sorbetto che respira la fragranza delle rose del cremoso allo zafferano e i fichidindia rossi, in crema gelata e gel a dare le emozioni di un’estate che a queste latitudini non sa finire.

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E nella destrutturazione del Buccellato, ritrovi il paradigma di un dolce iconico, comunicato nell’essenza degli aromi e degli ingredienti: sablée eterea e fragrante, scrigno di crema agli agrumi e gelato al buccellato, un dessert che negli anni ha affinato registro e forme, e che oggi ha ancora il carisma dell’epifania irresistibile della dolcezza.

 

Ristorante I Pupi

Via del Cavaliere, 59
90011 Bagheria (Palermo)
info@ipupiristorante.it

+39 091 902579