World Oceans Day a CAPOFARO LOCANDA&MALVASIA, Salina

L’otto giugno scorso, nella giornata mondiale per la salvaguardia del mare istituita dall’Organizzazione delle Nazioni Unite, al fine di focalizzare attenzione e responsabilità sull’impatto che le scelte quotidiane di ciascuno hanno sugli ecosistemi marini, è stato celebrato Unknown Fish a CAPOFARO LOCANDA&MALVASIA, in un’edizione dalle nuances incisive e coinvolgenti, attraverso l’esegesi fine dining.

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In occasione del World Oceans Day, l’executive chef Ludovico De Vivo, ha ideato ed elaborato un menù dedicato alla valorizzazione del pescato a miglio zero, emblema della sostenibilità e della stagionalità, idealmente consacrato al gusto dalla testa alla coda, responsabilmente esaltato da magistrale tecnica ed eleganza creativa cosmopolita.

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Un laboratorio permanente ad impatto zero nell’eden di CAPOFARO, un laboratorio di biodiversità, sostenibilità, ricerca, attività programmatiche e lusso soavemente percepito, mai ostentato, attraverso la manifesta naturalezza dell’ospitalità e la divulgazione dei sapori più autentici. Applicazione etica che trova nella cucina e nella viticoltura, catalizzatori e propulsori del valore del rispetto di un patrimonio naturalistico, antropologico e culturale così dirompente, così sfruttato e così minacciato da chiedere a ciascuno di noi atti di tutela imprescindibili e consapevoli.

La gestione delle attività che legano al mare e l’agricoltura alla condotta civile e morale, coinvolge ognuno di noi, anche indirettamente, attraverso scelte di consumo e di leisure. A CAPOFARO LOCANDA&MALVASIA, autoproduzione, stagionalità, sostenibilità energetica, valorizzazione e rispetto delle risorse, affrancamento dalla plastica e rispetto per l’ambiente s’interfacciano con l’hôtellerie de charme.

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A Salina, senza soluzione di continuità tra i vigneti e la vegetazione spontanea, alle pendici dei vulcani gemelli Didyme, dove uno dei fari più importanti del Tirreno richiama memorie e suggestioni, nell’arcipelago Patrimonio dell’UNESCO e riserva naturale dal 1981, la Famiglia Tasca d’Almerita ha istituito un luogo dedicato al culto dell’anima e aperto ad esperienze slow living, che si interfacciano alla sublime e colta cucina dell’executive chef Ludovico de Vivo, carismatico interprete del sublime.

In cucina coordina le professionalità di Gabriele Camiolo, Angelo Mennillo, Gerardo Costiero Giulia Miatto; in sala Gianmichele Fois, Giulio Bruni, Giulio D’Amore, Jessica Gomez, Chiara Ginotta, Allessia Di Caro, Mirko Taranto, Martina Marchisio e Kevin Torres, un team di impareggiabile e soave classe, che perpetua nell’accoglienza un valore aggiunto.

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Pesca e pomodorini gialli a dare brio al pesce bianco, una tartare dalla trama identitaria, un manifesto di eclettismo e leggiadria compositiva.

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Le erbette amaricanti spontanee, i capperi selvatici e la quintessenza panormita di pinoli ed uvetta, a richiamare la letteratura gastronomica della famiglia Tasca. Su tutto, la trama onirica delle linguine di trafila artigianale che hanno l’anima dei grani di Regaleali.

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Cavolo di vigna, misticanza selvatica e la dolcezza caramellata del cipollotto, a donare mineralità ed iridescenti contrasti all’occhiata alla griglia.

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Emblematico ed incisivo il dessert creato dal Pastry Chef Gabriele Camiolo, mousse al cioccolato, gelatina di tè ed una presa si coscienza sullo stato del mare, degli oceani ad ampio raggio e sull’impoverimento della flora e della fauna degli ecosistemi marini.

I vigneti, gli orti e la macchia mediterranea circondano le candide unità full comfort,  edifici armonici in stile eoliano, suite arredate con ricercatezza e design, che si specchiano su Panarea e Stromboli.

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Il Pastry Lab. di CAPOFARO, fin dalla prima colazione curata con devozione da Giulia Miatto, propone un percorso di risveglio sensoriale che ammalia attraverso una proposta continentale indissolubilmente legata agli ingredienti selezionati per esporre espressività di fragranze e trame indelebili.

La monumentale rosticceria palermitana, le brioche e la viennoiserie, lo yogurt colato, le marmellate speziate e le granite espresse, senza tralasciare la frutta appena colta e la carta delle uova, in un’atmosfera imbastita di sorrisi e cordiale eleganza.

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Eclettico compositore d’ispirata padronanza artistica ed audacia compositiva, l’executive chef Ludovico De Vivo sa captare ogni attenzione nell’esposizione della sua caleidoscopica cultura, dagli orizzonti in divenire e dalle connessioni che intrecciano la musicalità del suo carisma.

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Nella maestria della lavorazione dello sgombro, nell’ombra balsamica del finocchietto selvatico e nella fermentazione dei germogli di cappero, si scorge la lungimiranza e la trasposizione nordeuropea diaframmata al foraging delle Eolie, dove entroterra e mare sono lo stesso orto.

C’è la quintessenza dell’estate nella scapece di zucchine salmastre e ricciola, nella tapenade iridescente, nel ricordo di foglia di pomodoro del burro d’olio evo che inebria il pane sfornato al momento: c’è la coralità dell’estetica del gusto e della sensibilità introspettiva che eleva l’ingrediente ad esperienza.

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Dove la pasta con le sarde diventa un giardino zen, dove un sussurro di eleganza si fa brivido di elisir di finocchietto, dove la croccantezza delle briciole di mollicata si fa trama che perpetua la valenza degustativa: nella concettualità della millenaria tradizione siciliana, lo Chef individua un potenziale ambasciatore, identitario dei sapori nitidi di una costellazione di stile e vivacità interpretativa.

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L’umoralità travolgente dell’agnello delle Madonie e la dolcezza tantrica della salsa al pistacchio di Raffadali, tratteggiate dall’umami della variazione di pomodori: un tributo all’opulenza e un raffinato esercizio di stile che seduce ad ogni conturbante assaggio.

Spensieratezza, gioco, vibranti alchimie e rimandi continui nei viaggi dei dessert di Gabriele Camiolo, esteta e profeta di essenze, rigoroso nella tecnica, imprevedibile nell’ispirazione, soave nelle edulcorazioni e irrimediabilmente seducente nelle strutture.

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Pane, caramello e latte, ad evocare voluttuose sensorialità e affettività, nella ricercatezza della sostenibilità anche in pasticceria.

Visibilio per la piccola pasticceria, che trova climax e punto di non ritorno nelle olivette di pasta reale affinate all’olio evo, un desiderio perpetuo che mi riporterà a CAPOFARO.

CAPOFARO LOCANDA&MALVASIA

TENUTA CAPOFARO

Via Faro, 3 – 98050 – Salina Isole Eolie (ME)
tel. +39 090 98 44 330
mob. +39 338 63 33 999
info@capofaro.it

“Sicilia da vivere – terre, mari e uomini”

Un sogno, quello di narrare ai viaggiatori che scelgono la Sicilia e i suoi arcipelaghi, un’antologia di saperi, sapori e suggestioni così identitari, inediti ed indelebili da evocare la mitologia dell’approdo di Ulisse in Trinacria.

Il viaggio, ma soprattutto la scoperta e l’accoglienza: l’Associazione Le Soste di Ulisse è il fil rouge di passione, condivisione, ricerca ed esemplarità che connette hotel , ristoranti gourmand, percorsi enologici, artigiani ed artisti del gusto che illustrano tutto il carisma della regione Sicilia, proponendo soste ragionate sui beni culturali, l’antropologia della letteratura gastronomica, leisure, qualità della vita e puro edonismo.

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da sn Tony Lo Coco, Pinuccio La Rosa, Marco Baglieri, Luciano Pennisi

Ulisse ante litteram fu Pinuccio La Rosa, della Locanda Don Serafino a Ragusa, che insieme all’indimenticato Enrico Briguglio tracciò nel 2002 la rotta da percorrere lungo le vie del continente Sicilia, guidato dal desiderio di superare gli individualismi e di trovare nella coesione il catalizzatore di quella che sarebbe diventata l’Associazione Le Soste di Ulisse.

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La presidenza dello chef Pino Cuttaia ha designato le attività programmatiche che a breve convergeranno in un portale integrato tra gli associati, oggi più di cinquanta virtuosi ambasciatori di territorialità, col patrocinio di un brand, quello de Le Soste di Ulisse, che mira ad intercettare le esigenze in divenire di un turismo di qualità.

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Nel triennio che si protrarrà fino al 2020, con la supervisione del Presidente Pino Cuttaia, in sinergia col vicepresidente Tony Lo Coco, sostenuti dal vicepresidente vicario Luciano Pennisi, dal tesoriere Mauro Malandrino, da tutti i componenti del Direttivo composto da Marco Baglieri, Nunzio Campisi, Luca Caruso, Giuseppe Costa, Giovanni Guarneri, Pinuccio La Rosa, Alberto Rizzo, Angelo Treno e dal Presidente onorario Nino Graziano, verranno espletati numerosi progetti, a sostegno della formazione professionale, dell’impresa e della salvaguardia della biodiversità:

“Custodire il sapere che non è più stato tramandato, sostenere gli antichi mestieri, codificando la cultura di un popolo, che spesso nasce attraverso le necessità, promuovendo il legame tra produttori e cuochi.”

Così il Presidente Pino Cuttaia ha espresso, durante la conferenza stampa a conclusione della prima giornata dell’evento “Sicilia da vivere – terre, mari e uomini”, la missione dell’Associazione, che da sempre ha lo scopo di divulgare le unicità, attraverso una rete di valorizzazione della filiera dei piccoli produttori, dell’artigianalità delle maestranze, e del prezioso ruolo del cuoco, che si pone al turista come ambasciatore del proprio microcosmo.

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La promozione del territorio sotto il profilo artistico, paesaggistico, culturale, antropologico ed enogastronomico, non può prescindere dalla consapevolezza sull’impatto ambientale delle scelte di consumo, dal sostegno alle marinerie regionali, all’allevamento di razze autoctone e dalla stagionalità che in Sicilia ha infinite sfumature, che convergono nell’esaltazione del gusto.

Numerose le tematiche analizzate durante i lavori del convegno e nei dibattiti delle tavole accademiche, che hanno aperto il confronto sulla cucina dell’etica, sulle metodologie delle produzioni tradizionali e sulla loro sostenibilità, rapportandole al potenziale appeal dello sviluppo di un’offerta turistica incentrata sulla divulgazione della millenaria tradizione siciliana trasposta nelle contemporanee edizioni della sua interpretazione.

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Luciano Pennisi e Antonino Cannavacciulo prima della premiazione

L’accoglienza e la sartorialità dell’offerta dell’hôtellerie, l’ideazione di itinerari di viaggio, col valore aggiunto di poter fruire di un’esperienza alla scoperta della Sicilia più autentica, disegnando percorsi su misura delle esigenze dell’ospite, attraverso i nuovi sistemi gestionali ideati dall’ingegnere Marco Sajeva per lo sviluppo del management del turismo in Sicilia.

Gli incentivi, i microcrediti e le opportunità per gli imprenditori del settore, individuati con la partnership di UniCredit, supportati dalla coralità dell’Associazione Le Soste di Ulisse danno anche ai nuovi associati la potenzialità di sviluppare nuovi orizzonti imprenditoriali.

Sentita ed approfondita è stata anche la tematica della narrazione del cibo, attraverso le memorie, la letteratura enogastronomica e sotto la lente macroscopica della comunicazione dei social media, focalizzando l’attenzione sul valore della critica enogastronomica formata e puntuale, in antitesi rispetto alle offerte pubblicitarie mediate dagli influencer.

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Marco Baglieri, Tony Lo Coco, Pino Cuttaia, Nino Graziano

I lavori del congresso del trentuno marzo e del primo aprile scorsi sono stati intervallati da eventi conviviali che hanno allietato la stampa di settore e i partecipanti attraverso l’eloquenza dello street food siciliano d’autore e le atmosfere esclusive della cena di gala, dove ha trionfato la maestria tecnica degli chef associati e la ricercatezza delle scelte enologiche, impreziosite dalle selezioni di Champagne Steinbrück del Barone Roberto Beneventano della Corte.

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Pochi giorni alla conferenza stampa di presentazione: “Sicilia da vivere. Terre, mare, uomini”

Il prossimo venerdì ventidue marzo alle ore undici, i membri del direttivo dell’Associazione Le Soste di Ulisse presenteranno nelle sale del Grand Hotel Minareto l’evento

‘Sicilia da vivere. Terre, mare, uomini’.

L’Associazione Le Soste di Ulisse torna con l’appuntamento che celebra la Sicilia in ogni sua esclusiva formula di ospitalità, cultura, luxury lifestyle e gusto.
Dal 31 marzo al 1 aprile prossimi, l’Associazione Le Soste di Ulisse  curerà uno speciale evento aperto al pubblico al Grand Hotel Minareto di Siracusa, per celebrare il territorio siciliano attraverso l’attività dei suoi associati.

Una festa a cui è possibile ancora aderire, contattando

per info e prenotazioni il numero di telefono 0931 721222

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L’evento in programma a fine mese condenserà in un’unica esperienza, tutto il lavoro che i soci svolgono giornalmente per far conoscere e divulgare il lato più autentico e carismatico della Sicilia, le unicità dell’enogastronomia e i valori territoriali.

Il Grand Hotel Minareto di Siracusa ospiterà l’edizione 2019 del grande evento di festa dedicato all’Associazione Le Soste di Ulisse, di cui è partner. Un appuntamento durante il quale gli associati si ritroveranno per promuovere e rinnovare la propria missione di ambasciatori del continente Sicilia e del patrimonio dell’Isola, condividendo la loro esperienza ed il loro impegno quotidiano con il grande pubblico e la stampa nazionale.

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La Sicilia è un luogo di storia millenaria, cultura e grandi tradizioni, una terra che ha dato i natali a grandissimi scrittori, poeti, storici, artisti. Ed è proprio questa terra dai poliedrici volti, ricca ma anche generosa ed ospitale, ad aver ispirato alcuni imprenditori lungimiranti, innamorati della propria Isola, nel volerla narrare in tutta la sua bellezza autentica. Nasce da qui l’Associazione Le Soste di Ulisse, che dal 2002 è impegnata nel trasmettere a turisti, visitatori ed ospiti, l’immensa tradizione enogastronomica siciliana, insieme all’accoglienza autentica delle sue residenze di charme. Al loro fianco partner come cantine e produttori di nicchia, intere filiere che credono nella qualità e nella sostenibilità.

Tutto questo e molto altro ciò che troveranno i presenti alla festa che celebrerà l’attività dell’associazione, in programma dal 31 marzo al 1 aprile prossimi a Siracusa, presso il Grand Hotel Minareto.

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Il tema scelto per questa edizione, “Sicilia da vivere. Terre, mare, uomini” rappresenta un invito ad immergersi completamente ed a scoprire questi luoghi, condividendone le bellezze paesaggistiche e monumentali, le storie e le tradizioni, ma anche le eccellenze che vanno dal cibo e dalle materie prime all’accoglienza.

Per l’occasione, che quest’anno si preannuncia di altissima qualità, a sostegno della festa c’è un partner di eccezione: UniCredit, sarà main sponsor  dell’evento.

Il programma prevede, nella giornata di domenica 31 marzo, un evento di street food all’aperto lungo la terrazza del belvedere con vista sull’isola di Ortigia, la parte più antica ed affascinante della città di Siracusa. Un momento di condivisione, in cui è possibile conoscere più da vicino la creatività e la professionalità degli associati presieduti dallo chef Pino Cuttaia. Il programma dello street food si svolgerà per l’intero pomeriggio della domenica, dalle 12.30 alle 17.00.

Il giorno seguente, il primo aprile prossimo, si svolgerà la Cena di Gala al ristorante Nesos, nelle sale del Grand Hotel Minareto. Ogni chef dell’Associazione proporrà un proprio piatto, elaborato per l’occasione con una speciale selezione di materie prime, cucinando dal vivo per gli ospiti presenti, in uno spazio allestito con oltre trenta postazioni.

La Cena di Gala sarà l’occasione per proclamare i nuovi associati, tra ristoranti e charming hotel sparsi in tutta l’isola. Infine, sul terrazzo con vista sulla baia, si terrà il finale di serata con DJ set.

L’occasione di festa sarà anche un momento di riflessione e discussione tra operatori e stampa su tematiche legate all’accoglienza in ambito turistico ed enogastronomico. Nella mattinata del 1 aprile si svolgeranno infatti delle tavole rotonde su diversi temi, che nel finale saranno poi sintetizzati prospettando possibili scenari.

Info e prenotazioni

per gli eventi di Street Food e Cena di Gala presso il Grand Hotel Minareto

telefono 0931 721222

La Foresteria Planeta Estate: luxury travel experience

Arrivi a Menfi col riverbero del mare ad accompagnarti lungo i pochi km che da Palermo, Trapani o da Agrigento, ti separano da un wine resort costellato di stile, ricercatezza e dedicata ospitalità. Brezza e sentori balsamici dei percorsi olfattivi, il turchese adamantino del mare di Porto Palo – insignito dei più prestigiosi riconoscimenti naturalistici – il tintinnio di un gregge al pascolo ed il cinguettio degli uccellini a sussurrarti buongiorno, sono solo alcuni riflessi dell’atmosfera bucolica di charme da vivere a La Foresteria Planeta Estate.

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Le camere e le suite del resort si affacciano sui giardini aromatici, impreziositi da essenze officinali, mediterranee e tropicali, con vista sul mare, sulla piscina e sulla campagna di Menfi, di cui godono anche le terrazze panoramiche ed il bar, che invoglia ad aperitivi al tramonto e che intrattiene valorizzando i vini della tenuta.

Ogni camera è arredata secondo le influenze di stile mediterraneo: nuances vitaminiche, ceramiche di manifattura artistica, complementi d’arredo ed amenities di ricerca, creano un sofisticato equilibrio tra atmosfere country e slow living, peculiari dell’ospitalità siciliana.

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La prima colazione è un risveglio sensoriale, un momento rigenerante da condividere nel dehors che regala un panorama totalizzante, degustando le marmellate maison, le torte appena sfornate, le specialità continentali ed il pane di Castelvetrano, accompagnati da una spremuta di agrumi e dalla caffetteria.

Identitaria, armoniosa, autentica e dallo stile cosmopolita, pur rimanendo fedele ai codici del gusto di Casa Planeta: una sintesi della proposta dell’executive chef Angelo Pumilia, che ha saputo valorizzare il patrimonio di una Famiglia che da generazioni, tramanda la cultura contadina contaminata dalla letteratura del gusto aristocratico.

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Audace ed incisiva selezione degli ingredienti di prossimità, esaltazione della biodiversità, qualità senza compromessi, anima siciliana ed eleganza zen, nitore del gusto e tecnica magistrale, esaltazione stilistica ed allusioni artistiche imbastiscono i menù ideati dallo chef Angelo Pumilia, che a pranzo e cena porta in scena la sua filosofia, incantando i palati più esigenti ed intrattenendo la clientela internazionale.

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L’olio extravergine della tenuta ed il pane elaborato con un blend di grani autoctoni, introducono ad un percorso che sa conquistare col vibrante carisma della stagionalità.

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Una tapenade sfavillante ed una voluttuosa salsa alle mandorle accentano il cavolfiore scottato, donando nuove conturbanti texture agli assaggi e riqualificando le potenzialità degli ortaggi.

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Tagliolini di semola e le prime favette di stagione a ristabilire la poesia primaverile, che si specchia nell’emulsione di ricotta e finocchietto selvatico. Un primo piatto che espone la ricerca espressiva dello Chef nei percorsi narrativi delle Terre Sicane.

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La cottura in foglie di limone seduce evocando fragranze esperidate ed affumicate, e donando alla ricciola dimensioni cangianti di passionalità ed umoralità. Il carciofo Spinoso di Menfi si ispessisce di carisma nella sua salsa, come emblema delle dimensioni multiple degli ingredienti valorizzati da tecniche speculari.

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Arancia e mandorla, in un dualismo che si risolve in eteree consistenze ed allegorie di Sicilia, in un dessert che si fa ricordare per equilibri multipli e fragranze espressive.

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Il Cretto di Burri ha ispirato l’opera omnia di stile ed intelletto dello Chef: bavarese alla salvia, timo e lemon curd, trilogia di autentica dimensione onirica. Le officinali balsamiche come preludio di un fine pasto meditativo, a richiamare un passito di Noto contemplando la magnificenza della natura senza soluzione di continuità.

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La  scelta enologica espone referenze introvabili di Casa Planeta, senza tralasciare attenzioni alloctone, enunciate con carismatica eloquenza da Chiara Bordonaro. Numerose le proposte per imbastire percorsi al calice espressivi delle annate correnti e delle selezioni pregiate della cantina.

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Per ritrovare l’armonia, per rigenerarsi, per dedicarsi attenzioni, per scoprire le città d’arte, i beni archeologici, le spiagge sicane, per celebrare l’anima della Sicilia più incontaminata, per assaporare la cultura del vino e dell’ospitalità, e per godere di autentica felicità, La Foresteria Planeta Estate è la scelta.

 

La Foresteria Menfi

Contrada Passo di Gurra ex S.S. 115 s.p. 79, Km 91

Menfi (Ag)

L’Associazione LE SOSTE DI ULISSE celebra la Festa del Mandorlo in Fiore

Una serata conviviale ed una celebrazione corale della primavera nel parco della Valle dei Templi, quella appena andata in scena, in occasione della Festa del Mandorlo in Fiore, al Ristorante La Terrazza degli Dei all’Hotel Villa Athena di Agrigento, per una luxury experience stelle immersa nel cuore del parco archeologico e naturalistico che in questo periodo espone la poesia di un hanami tutto siciliano, bene culturale dichiarato dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

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Un evento che ha visto protagonisti cinque Chef dell’Associazione Le Soste di Ulisse e che ha presentato alla stampa di settore e agli ospiti in nuovo Executive Chef di Villa Athena, Nino Ferreri, giovanissimo talento dell’Alta Cucina, che si è formato nella brigata del Ristorante Cuvée du Jour al fianco dell’Executive Chef Carmelo Trentacosti e dello Chef Salvatore Garbo, pronti ad una nuova stagione di attesi eventi a Villa Igiea a Palermo.

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L’antipasto elaborato dall’Executive Chef di Villa Igiea, Carmelo Trentacosti, ha condotto gli ospiti attraverso le atmosfere oniriche del suo scrigno fine dining, il ristorante Cuvée du Jour: il tonno speziato ai sentori peruviani, ha entusiasmato gli assaggi con la sensorialità passionale delle sue uova ed attraverso la matrice panormita della cipollata in agrodolce, diaframmata dalla cosmopolita visione dello Chef.

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La letteratura del gusto trapanese da sempre brilla nella cucina intellettuale dello Chef Gaetano Basiricò, ambasciatore dell’integrazione gastronomica di un Nordafrica – che alle nostre latitudini – ha un sentire condiviso nell’umoralità della cucina marinara. Nell’intensità del ristretto di molluschi all’aglio rosso di Nubia, la croccatezza dei ceci tostati e la purezza mandorla hanno saputo contestualizzare la classicità in un’edizione di ricordi e folklore, evocando càlia e simènza e la gioia celebrativa della fioritura dei mandorli.

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La brezza del mare caraibico di Terrasini, in un respiro di salsedine, mitili e verace intensità: la creatività dello Chef Giuseppe Costa ha saputo narrare la mineralità espressiva degli ortaggi clorofillici e delle cozze, in un dualismo di brio e vivacità, nell’allusività della pasta fresca a mimare la morfologia dei molluschi bivalvi.

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Nino Ferreri torna in Sicilia grazie alla Famiglia D’Alessandro, dopo tanti anni al fianco dello Chef Felice Lo Basso, ha lasciato le guglie del Duomo di Milano per rivalutare la cucina siciliana, in un contesto di ospitalità ricercata e culturalmente emblematico: Villa Athena si proietta sul Tempio della Concordia, e gode di un orto, di un uliveto e di un agrumeto che promettono di assaporare l’essenza della Valle dei Templi.

La pasta con le sarde, in transizione tra inverno e primavera, fiorita nel tortelli e nell’infusione di limone e finocchietto selvatico. Un tributo alla ritrovata Sicilia.

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L’esperienza di una scampagnata primaverile e della convivialità delle grigliate sulle braci ardenti, tatuate all’assaggio con l’emblematica essenza affumicata dell’olio extravergine delle Terre di Shemir. Dal recupero etico dell’endocarpo legnoso della mandorla e dalle storie che i tangini siciliani custodiscono, nasce il filetto dell’Executive Chef del ristorante La Madia, due stelle Michelin a Licata.

Il Presidente dell’Associazione Le Soste di Ulisse Pino Cuttaia, ha portato in trionfo anche un ingrediente di prossimità, il carciofo spinello di Licata, fondente e conturbante  nella sua caratterialità salmastra e paradigma di biodiversità.

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Gelatina di amarene, salsa d’arancia ed agrumi a vivacizzare la perlescenza della mousse alla mandorla, in un dessert che ha esposto l’Alta Scuola del Pastry Chef Giovanni Cappello, nell’estetica dei volumi, nell’equilibrio dei bilanciamenti tecnici ed aromatici e nell’idillio del sablée: una frolla di magistrale esercizio di stile.

 

 

Le portate sono state impreziosite dal pairing ai vini Duca di Salaparuta, Firriato, Cusumano, Donnafugata e Florio.

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Appuntamento all’atteso evento internazionale di fine mese a Siracusa!

Aspettando Natale, il nuovo menù del Ristorante CROCIFISSO, a Noto

Aspettando Natale, il fascino cosmopolita e ricercato dell’interior design del Ristorante Crocifisso a Noto, capta la festività augurale attraverso l’intimità adamantina e sofisticata delle luci d’atmosfera, magicamente armonizzate dalla raffinatezza sussurrata di Vanessa Cannarella, che orchestra la più indimenticabile ospitalità e gli accenti artistici più preziosi.

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Affidarsi al talento assoluto del Sommelier Gian Marco Iannello, guidati nel proprio personale viaggio nella ricercata carta dei vini, condurrà alla scoperta di una cantina di rara eloquenza e cultura enologica. Selezioni audaci, le più carismatiche etichette nazionali ed internazionali e la cosmogonia dei distillati, saranno enunciate interpretando i desideri degli ospiti.

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Nei volumi polifunzionali delle sale, rivelano le nuances lounge ed il light design che  sottolineano ogni portata che nasce dalla creatività dello chef e patron Marco Baglieri, piatti che sanno sempre captare la sensorialità oltre la componente emozionale, ammaliando anche con la ricercata mise en place, l’eleganza dei lini candidi e la cristalleria.

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Saper narrare l’espressività di ogni singolo ingrediente stagionale, interpretare l’essenza dei grani autoctoni siciliani come mai nessuno prima nel ventennio appena trascorso, esprimere incisività, squisitezza compositiva, magistrale abilità tecnica e rilettura personale della biodiversità del territorio ibleo, che abbraccia mare e altopiano. Esemplarità che descrivono solo alcune delle complesse ed esponenziali sfaccettature dello stile dello chef Marco Baglieri, esponente maximo dell’Alta Cucina di una Città, Noto, emblema UNESCO.

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Lo Chef reinventa il suo benvenuto nello sfavillante mantecato di baccalà, che si verticalizza nella fragranza di un lapillo coronato dal cappero e dalla salsa aioli, a cui si arriva attraverso il dualismo della ventresca di ricciola affinata ed accarezzata dalla verve esperidata dell’arancia e dell’aneto.

Come un diamante aureo, il carciofo incontra la dolcezza minerale della spuma voluttuosa di topinambur, impreziosita dai riflessi umorali ed impalpabili della liquirizia. Climax d’infinite texture ed analogie studiate con rara autorevolezza.

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La rivoluzionaria edizione dell’Uovo68 seduce svelando il simbolismo di una cremosità che è espressione di strutture polifoniche: robiola di capra girgentana montata, fondente armonioso di uovo poché e la tridimensionalità delle spontanee croccanti, della panure mediterranea e della passionalità del tartufo.

Il gulasch ispira la polifonia travolgente della guancia di vitello, fondente e strabiliante nella tessitura, eclettica nel brio della salsa al peperone di fruttata  armonia e delle cime di rapa vibranti di clorofillica mineralità.

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Come fosse una scaccia iblea, la lasagnetta esprime all’assaggio inedita leggerezza: tulle di sfoglia danza tratteggiando la passionalità del maiale battuto al coltello, in un idillio carezzevolmente piccante, che evidenzia la dolcezza dei broccoletti, in un ologramma di ricordi asiatici e partenopei, dipingendo la millenaria cultura siciliana, costellata di contaminazioni del gusto.

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La nuova anima BBQ della ricciola à la matelote dona enfasi alla sensorialità, attraverso un brillante esercizio di stile che preserva la vellutata anima delle fibre del pesce, e dialoga col fondente agrodolce caleidoscopio di capperi, filetti di pomodoro, cipolla e passionale panure alle olive nere iblee.

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La padronanza della tecnica e la sottrazione d’avanguardia delle sovrastrutture e dell’opulenza, affascinano nella doppia trasposizione del maialino: istituzionale nei sentori di rosmarino della pancetta, e totalizzante nella purezza del filetto. Nel sublime purée ai capperi traspare l’eco dell’opera di Joël Robuchon. Le carni si specchiano nel fondo bruno, nelle cipolline confit e nel vibrante ristretto di vino rosso. Gioie e sorprese cangianti al palato.

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Il Ristorante Crocifisso a Noto è sempre la scelta indovinata per perdersi nella sconfinata letteratura del gusto, nell’atmosfera sofisticata ed accogliente di un design curato, contemporaneo e di continua ricerca.  

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Il Servizio di Sala di soave professionalità, è affidato alla solarità di Claudia Consiglio, Salvatore Corsino ed Antonio Infantino, voci corali ed autorevoli ambasciatori dello stile travolgente dello chef Marco Baglieri.

 

Ristorante Crocifisso

Chef Marco Baglieri

Via Principe Umberto 48,

96017 Noto, SR

(+39) 0931 571151       (+39) 338 8530241

info@ristorantecrocifisso.it