THE CIRCLE: food, spirits & music a Merano WineFestival 2019

Da sabato 9 a lunedì 11 Novembre, dalle 9 alle 23, torna THE CIRCLE, lo spazio che Merano WineFestival dedica al racconto e al confronto.

Cultura con un taglio pop, grazie alla presenza di Tinto il noto conduttore di Decanter su Rai Radio2. 

Accompagnare i visitatori in un viaggio alla scoperta di territori e distretti della biodiversità e sartorialità enogastronomica italiana, questo è ciò che si propone di fare lo spazio THE CIRCLE, che per il secondo anno ritorna in Piazza della Rena durante Merano WineFestival.

Si parlerà di vino e di cibo, ma non solo, e lo si farà con un approccio non convenzionale, per coinvolgere il pubblico oltre ogni tecnicismo.

Un articolato racconto che condurrà alla scoperta di territori di storica tradizione enogastronomica sotto la guida di narratori d’eccezione come Annette Lizotte, wine curator di THE CIRCLE, e Margo Schachter, food curator dello spazio;

ad affiancarle il noto conduttore radiofonico e televisivo Tinto (Nicola Prudente) che col suo stile semplice e divertente saprà cogliere sfumature inaspettate ed intriganti dei singoli territori. Protagonista sarà di Monferrato, terra di Barbera ed altri vitigni autoctoni sintetizzati in tredici Denominazioni di origine, si parlerà dei magnifici territori vitivinicoli pugliesi, dal nord al sud, con il Movimento Turismo del Vino della regione Puglia, ma anche di Famiglie Storiche che dalla Valpolicella arriveranno con un bagaglio di dieci annate in verticale, accompagnate dallo chef Luca Nicolis dell’Antica Bottega del Vino di Verona. In rappresentanza dei Colli Orientali del Friuli Annalisa Zorzettig che durante un light lunch dialogherà con l’agronomo della sua terra, della sua vita e dei vini Myò, che l’hanno portata all’apice della produzione enologica nazionale.
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Ogni giorno lo spazio THE CIRCLE offrirà un ricco programma di eventi:

si inizia alle ore 9:00 con Good Morning Merano!
Un ricco Breakfast per i visitatori con le tisane Pompadour, i panettoni e le marmellate artigianali di Foodie Sapori di Casa Miorelli, i croissant della linea Bio di Fraccaro Spumadoro, in attesa dell’apertura della manifestazione alle ore 10,00.
A seguire, wine and food tasting che si susseguiranno in area BISTRØ insieme a presentazioni di piccole produzioni di qualità che vanno dai formaggi piemontesi Marenchino, dall’olio marchigiano dell’azienda Montecappone al tonno rosso e la colatura di alici Cetara di Armatore, dall’aceto balsamico di Giuseppe Giusti agli insaccati fatti con le migliori carni della Val Nerina.
Nella Lounge presente anche Maurizio Di Maggio per “In viaggio con Di Maggio”. L’amato speaker di RMC, radio partner ufficiale di Merano Wine Festival, ogni giorno trasmetterà in diretta da THE CIRCLE. Interviste e curiosità dalla manifestazione più glamour per wine&food lovers. Oltre a lui Wine Tv, il canale tematico nato per dar voce al mondo del vino.

La seconda edizione di THE CIRCLE ha come parole chiave ‘innovazione’ e ‘provocazione’’”, queste le parole di Manuela Popolizio, curatrice dell’evento con Laura Mottura,perché cibo e vino non parlano solo il linguaggio della tradizione ma sanno anche stupire in format inediti, come le lezioni di pairing fuori orario che seguiranno il breakfast, l’unusual pairing dei light lunch e dei light dinner, o l’extreme pairing con soluzioni estreme ad abbinamenti estremi.

DONNA CARMELA experience: i tropici tra l’Etna e lo Jonio

Il microcosmo celato tra il magmatico vulcano Etna ed il blu lapis dello Jonio incanta da ogni prospettiva e nell’immensità tropicale del parco delle tenute Faro rapisce ogni desiderio.

Donna Carmela è un resort di charme a Carruba di Riposto, Giarre, che si sviluppa attorno ad una dimora storica ottocentesca, e dalla pietra lavica e dall’incanto naturalistico trae infiniti rimandi di eloquente meraviglia ed è meta ideale anche per chi desidera visitare l’Etna, Catania, Taormina e la costa ionica.

Camere full comfort, ville private e lodge totalmente immersi nel parco, si integrano nell’atmosfera onirica del boutique hotel, che ha nel valore dell’accoglienza e nella sublime ospitalità la magnificenza.

La Prima Colazione

Infinitamente oltre i confini continental breakfast, la cosmogonia dolce e salata delle tipicità siciliane e della fragrante pasticceria: un risveglio che non si dimentica, per la trionfale espressività delle torte, della rosticceria e delle irresistibili selezioni del buffet, che si arricchiscono della carta delle uova e delle specialità internazionali, istoriate dalla frutta appena colta, dalle spremute e centrifugati, nel contesto incantato del dehors che ha il respiro della natura etnea.

Servizi & Attività

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Donna Carmela è una struttura ricettiva ideale anche per eventi, ricerca di benessere, leisure e slow living. Dispone di piscina e solarium panoramici, su richiesta si organizzano masterclass enologiche, visite in cantina nel territorio dell’Etna, percorsi  botanici, escursioni culturali, pesca turismo e mini crociere.

Il Ristorante:

La Cucina di Donna Carmela

Eclettica, di travolgente espressività tecnica, maestria compositiva e raffinatezza esecutiva: la cifra stilistica degli chef Rosario Parisi e Piergiorgio Alecci ha la connotazione del sublime, seduce nei riflessi adamantini di orizzonti in divenire, istoriati da un talento di abbagliante unicità.

Oltre gli equilibri, oltre i puntuali e vivaci bilanciamenti, oltre l’eleganza e le armonie, traspare la vivacità, la solarità e la purezza di un’anima ispirata all’esaltazione dell’ingrediente di prossimità, alla biodiversità ed al culto della stagionalità.

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Una carezza mantecata, una sontuosa acidità fruttata e l’opulenza della seppia: il Risotto al nero si reinventa nell’idillio della mela, nell’audacia indelebile di una dichiarazione d’amore perpetuo.

 

Estetica compositiva ed architetture sensoriali si fanno concentrici, nel dualismo crudo-cotto del pescato: la tartare di branzino trova enfasi nella bisque, nell’opulenza dei mitili e nella vivacità dello scoglio e dei crostacei.

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La sala del ristorante La Cucina di Donna Carmela non ha soluzione di continuità col fascino del parco di ulivi secolari, dove è possibile anche cenare sotto il cielo stellato e dedicarsi alla degustazione delle carismatiche selezioni enologiche, che si impreziosiscono di rare cuvée di Champagne e di verticali della Cantina PIETRADOLCE, guidati dalla sapienza e dallo stile di Alessandro Mancuso ed Alessia Zuppelli.

Il team di cucina, supervisionato dagli chef Piergiorgio Alecci e Rosario Parisi, si avvale della professionalità di Enrico Ragusa, William Macchi e della sensibilità artistica della pastry chef Annalisa Volpe.

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L’Etna, altera, passionale e carismatica nella soave mousse di ricotta, cristalli di zenzero e rapa rossa: un dessert iconico che riscrive i paradigmi della pasticceria siciliana contemporanea.

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Perfezione tecnica ed infiniti rimandi ludici e voluttuosi nell’assoluto di nocciola, cioccolato, caramello salato e gelatina Nepèta. Vivacità esperidata e balsamica a controcanto della lussuriosa alchimia della ganache.

Brio, espressività, eloquenza tecnica, abilità interpretativa, cosmopolitismo, personalità e indomito talento: gli  ingredienti degli esercizi di stile della brigata di cucina del ristorante La Cucina di Donna Carmela, che i professionisti che vi operano ai vertici degli Chef emergenti di Sicilia.

 

Chef ROBERTO TORO, e le stelle a Taormina stanno a guardare.

Esemplarità, equilibrio, magnificenza ed un lusso percepito come irripetibilità, dedizione al cliente e familiarità nell’accoglienza: ogni componente del dream team degli esclusivi hotel Belmond di Taormina – Villa Sant’Andrea sul mare ed il Grand Hotel Timeo al Teatro Greco – è ambasciatore dei valori dell’ospitalità italiana, trasposti con classe ed eleganza innata.

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Otto tavoli si vestono a cena della sontuosa manifattura dei tovagliati di sfilato siciliano, su cui brilla la ricercata mise en place selezionata tra le più fini porcellane e l’argenteria storica del Grand Hotel Timeo, su tutto la filosofia che dà il nome al ristorante fine dining:

Otto Geleng fu il pittore tedesco che intuì per primo il valore di  Taormina nel panorama una meta turistiche culturali, e proprio sulla terrazza costellata di giardini esperidati e bougainvillee da cui il suo sentire divenne sentire universale, vanno in scena i menù ideati dall’executive chef del Belmond Grand Hotel Timeo, innovati nell’espressività e travolgenti come la sensibilità stilistica di Roberto Toro.

Mi piace partire dai sapori della tradizione siciliana che reinvento, proponendo piatti classici della cucina locale ma in chiave moderna.

Mi piace esaltare i prodotti della mia terra”.

Dagli eventi internazionali dei grandi della terra al G7 a Taormina alle cene evento  delle rassegne culturali, Roberto Toro  espone al Ristorante Otto Geleng una vivacità avanguardista e cosmopolita che sottolinea sempre l’anima sensoriale degli ingredienti di ricerca.

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Una pralina di ostrica, nocciole e passion fruit come dichiarazione d’intenti: esaltazione dell’unicità delle materie prime e audaci slanci di un eclettismo sempre leggibile nella passionalità degli assaggi.

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L’opulenza ed il carisma della ventresca di tonno trovano controcanto nello specchio umami delle salse, tra le trame multiple e voluttuose della degustazione.

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I tartufi di mare incantano nell’abbinamento all’hummus di ceci dei ravioli, vivacizzati dalla salsa al caprino: come fosse un tramonto che dalla baia di Naxos al magma dell’Etna contende le prospettive da ammirare, una composizione che è emblema del cosmopolitismo sussurrato dello Chef.

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Ogni portata viene enunciata dall’espressività di un servizio di sala esemplare, che con puntualità e professionalità scandisce la sinfonia del menù. L’enciclopedica selezione enologica, curata della Sommelier Simona Di Goro, espone molteplici verticali mitologiche, oltre alle più di quattrocento etichette della cantina. La carta ha a compendio la selezione degli esclusivi drink del Bar, da poter sorseggiare anche nell’area lounge, sull’affaccio più suggestivo d’Italia.

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La maestria tecnica dell’executive chef Roberto Toro sa ricreare la passionalità umami nella somma di ricci e legumi verdi, in un mantecato che è una costellazione di lussuriose trame: allitterazioni ed esercizi di stile nel Risotto per antonomasia.

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La Triglia Maggiore brilla nello studio degli abbinamenti: scogli ed ancestralità, nell’agrodolce della caponatina iridescente e nell’esatta cottura dei nobili filetti.

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Tostata, eppure eterea, la mandorla del sorbetto è un sospiro ideato dal team di pasticceria, come preludio delle alchimie dessert: Alessandra Bertola ha affinato il desiderio di trasporre la matrice siciliana dei sapori nella composizione artistica dagli orizzonti dinamici.

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Cioccolato, olive nere e gel di lemon grass: si alza il tono della passionalità e si esprime la consapevolezza che la pasticceria nell’alta ristorazione non è una distrazione, ma il vertice di un crescendo che al Ristorante Otto Geleng ammalia. Sempre, come la genialità dell’executive chef Roberto Toro.

 

Otto Geleng

Via Teatro Greco 59,

Taormina, ME

Tel. 0942 6270200 

 

 

Locanda Don Serafino, la cattedrale dell’ospitalità a Ragusa Ibla

Per le scale di Ragusa Ibla ogni scorcio dona prospettive dalle connotazioni spazio-temporali rarefatte ed oniriche, oltre alle stratificazioni architettoniche, antropologiche e paesaggistiche, i panorami s’interfacciano ad uno stile di vita votato a preservare identità culturale, un’identità che nell’enogastronomia ha un vettore d’elezione.

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La Famiglia La Rosa, a Ragusa Ibla ed a Marina di Ragusa, sublima l’accoglienza attraverso una proposta luxury che enuncia carismatica eleganza e stile cosmopolita, intrattenendo attraverso la letteratura del gusto di una cucina dagli orizzonti in divenire, una monumentale selezione di rarità enologiche e la quintessenza del mare a Lido Azzurro, storico avamposto leisure fronte mare.

Non si contano le referenze internazionali ed enunciare l’enciclopedica vastità delle verticali trascende nella mitologia della più carismatica cantina di Sicilia, un’enoteca in cui respirare  la storia ed il culto per la divulgazione del valore culturale del vino.

L’ispirazione creativa dell’executive chef Vincenzo Candiano trascende dai vincoli di prossimità e trova nella vivacità delle cromìe, nell’esegesi della tecnica magistrale e nel rigore della selezione eccelsa degli ingredienti pragmatismo compositivo.

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Eclettica sintesi dei profumi estivi e codificati nella memoria familiare, la pizzaiola destrutturata dello Chef si ricompone nella somma alchemica dei sapori mediterranei emblematici, che si spiralizzano attorno alla trama setosa del manzo scozzese, lisciato all’olio balsamico.

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Ricci e seppia nell’enfasi di una chitarra che scandisce le note passionali del mare, scoglio verace ed umorale, diaframmato all’eleganza delle tessiture ed alla voluttuosa ricotta iblea che ricolloca geograficamente il signature dish dello Chef.

Un paesaggio marino ricreato attraverso un esercizio di stile che evoca la celebre purée di Robuchon, celata in uno “scoglio” che enfatizza la croccantezza della lampuga affumicata, in un carosello di perlage aromatici: Vincenzo Candiano esprime la propensione artistica mirando alla concettualità del gusto, e nelle architetture compositive ricerca la componente emozionale della lirica.

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Chinotto candito e torrone salato a dare enfasi al maialino, in una somma di essenze che trascendono verso una complessità asiatica di armonie: vivaci, coinvolgenti e rivelatrici.

Virtuosismi francesi ispirano la pasticceria, che celebra l’esperidato degli agrumi a compendio del menù degustazione estivo più articolato.

Ristorante visitato il 23 giugno 2019

Locanda Don Serafino

Hotel: Via XI Febbraio, 15 – 97100 Ragusa Ibla (RG)

Tel: +39 0932 220065 

Ristorante: Via Avv. Giovanni Ottaviano, 13 – 97100 Ragusa Ibla (RG)

Tel +39 0932 248778

Lido Azzurro: Lungomare A.Doria – 97010 Marina di Ragusa (RG)

Tel: +39 0932 239522

World Oceans Day a CAPOFARO LOCANDA&MALVASIA, Salina

L’otto giugno scorso, nella giornata mondiale per la salvaguardia del mare istituita dall’Organizzazione delle Nazioni Unite, al fine di focalizzare attenzione e responsabilità sull’impatto che le scelte quotidiane di ciascuno hanno sugli ecosistemi marini, è stato celebrato Unknown Fish a CAPOFARO LOCANDA&MALVASIA, in un’edizione dalle nuances incisive e coinvolgenti, attraverso l’esegesi fine dining.

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In occasione del World Oceans Day, l’executive chef Ludovico De Vivo, ha ideato ed elaborato un menù dedicato alla valorizzazione del pescato a miglio zero, emblema della sostenibilità e della stagionalità, idealmente consacrato al gusto dalla testa alla coda, responsabilmente esaltato da magistrale tecnica ed eleganza creativa cosmopolita.

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Un laboratorio permanente ad impatto zero nell’eden di CAPOFARO, un laboratorio di biodiversità, sostenibilità, ricerca, attività programmatiche e lusso soavemente percepito, mai ostentato, attraverso la manifesta naturalezza dell’ospitalità e la divulgazione dei sapori più autentici. Applicazione etica che trova nella cucina e nella viticoltura, catalizzatori e propulsori del valore del rispetto di un patrimonio naturalistico, antropologico e culturale così dirompente, così sfruttato e così minacciato da chiedere a ciascuno di noi atti di tutela imprescindibili e consapevoli.

La gestione delle attività che legano al mare e l’agricoltura alla condotta civile e morale, coinvolge ognuno di noi, anche indirettamente, attraverso scelte di consumo e di leisure. A CAPOFARO LOCANDA&MALVASIA, autoproduzione, stagionalità, sostenibilità energetica, valorizzazione e rispetto delle risorse, affrancamento dalla plastica e rispetto per l’ambiente s’interfacciano con l’hôtellerie de charme.

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A Salina, senza soluzione di continuità tra i vigneti e la vegetazione spontanea, alle pendici dei vulcani gemelli Didyme, dove uno dei fari più importanti del Tirreno richiama memorie e suggestioni, nell’arcipelago Patrimonio dell’UNESCO e riserva naturale dal 1981, la Famiglia Tasca d’Almerita ha istituito un luogo dedicato al culto dell’anima e aperto ad esperienze slow living, che si interfacciano alla sublime e colta cucina dell’executive chef Ludovico de Vivo, carismatico interprete del sublime.

In cucina coordina le professionalità di Gabriele Camiolo, Angelo Mennillo, Gerardo Costiero Giulia Miatto; in sala Gianmichele Fois, Giulio Bruni, Giulio D’Amore, Jessica Gomez, Chiara Ginotta, Allessia Di Caro, Mirko Taranto, Martina Marchisio e Kevin Torres, un team di impareggiabile e soave classe, che perpetua nell’accoglienza un valore aggiunto.

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Pesca e pomodorini gialli a dare brio al pesce bianco, una tartare dalla trama identitaria, un manifesto di eclettismo e leggiadria compositiva.

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Le erbette amaricanti spontanee, i capperi selvatici e la quintessenza panormita di pinoli ed uvetta, a richiamare la letteratura gastronomica della famiglia Tasca. Su tutto, la trama onirica delle linguine di trafila artigianale che hanno l’anima dei grani di Regaleali.

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Cavolo di vigna, misticanza selvatica e la dolcezza caramellata del cipollotto, a donare mineralità ed iridescenti contrasti all’occhiata alla griglia.

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Emblematico ed incisivo il dessert creato dal Pastry Chef Gabriele Camiolo, mousse al cioccolato, gelatina di tè ed una presa si coscienza sullo stato del mare, degli oceani ad ampio raggio e sull’impoverimento della flora e della fauna degli ecosistemi marini.

I vigneti, gli orti e la macchia mediterranea circondano le candide unità full comfort,  edifici armonici in stile eoliano, suite arredate con ricercatezza e design, che si specchiano su Panarea e Stromboli.

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Il Pastry Lab. di CAPOFARO, fin dalla prima colazione curata con devozione da Giulia Miatto, propone un percorso di risveglio sensoriale che ammalia attraverso una proposta continentale indissolubilmente legata agli ingredienti selezionati per esporre espressività di fragranze e trame indelebili.

La monumentale rosticceria palermitana, le brioche e la viennoiserie, lo yogurt colato, le marmellate speziate e le granite espresse, senza tralasciare la frutta appena colta e la carta delle uova, in un’atmosfera imbastita di sorrisi e cordiale eleganza.

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Eclettico compositore d’ispirata padronanza artistica ed audacia compositiva, l’executive chef Ludovico De Vivo sa captare ogni attenzione nell’esposizione della sua caleidoscopica cultura, dagli orizzonti in divenire e dalle connessioni che intrecciano la musicalità del suo carisma.

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Nella maestria della lavorazione dello sgombro, nell’ombra balsamica del finocchietto selvatico e nella fermentazione dei germogli di cappero, si scorge la lungimiranza e la trasposizione nordeuropea diaframmata al foraging delle Eolie, dove entroterra e mare sono lo stesso orto.

C’è la quintessenza dell’estate nella scapece di zucchine salmastre e ricciola, nella tapenade iridescente, nel ricordo di foglia di pomodoro del burro d’olio evo che inebria il pane sfornato al momento: c’è la coralità dell’estetica del gusto e della sensibilità introspettiva che eleva l’ingrediente ad esperienza.

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Dove la pasta con le sarde diventa un giardino zen, dove un sussurro di eleganza si fa brivido di elisir di finocchietto, dove la croccantezza delle briciole di mollicata si fa trama che perpetua la valenza degustativa: nella concettualità della millenaria tradizione siciliana, lo Chef individua un potenziale ambasciatore, identitario dei sapori nitidi di una costellazione di stile e vivacità interpretativa.

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L’umoralità travolgente dell’agnello delle Madonie e la dolcezza tantrica della salsa al pistacchio di Raffadali, tratteggiate dall’umami della variazione di pomodori: un tributo all’opulenza e un raffinato esercizio di stile che seduce ad ogni conturbante assaggio.

Spensieratezza, gioco, vibranti alchimie e rimandi continui nei viaggi dei dessert di Gabriele Camiolo, esteta e profeta di essenze, rigoroso nella tecnica, imprevedibile nell’ispirazione, soave nelle edulcorazioni e irrimediabilmente seducente nelle strutture.

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Pane, caramello e latte, ad evocare voluttuose sensorialità e affettività, nella ricercatezza della sostenibilità anche in pasticceria.

Visibilio per la piccola pasticceria, che trova climax e punto di non ritorno nelle olivette di pasta reale affinate all’olio evo, un desiderio perpetuo che mi riporterà a CAPOFARO.

CAPOFARO LOCANDA&MALVASIA

TENUTA CAPOFARO

Via Faro, 3 – 98050 – Salina Isole Eolie (ME)
tel. +39 090 98 44 330
mob. +39 338 63 33 999
info@capofaro.it

La colazione dei sogni, al Belmond Villa Sant’Andrea, Taormina

Il trend del brunch? Definitivamente archiviato, la vera tendenza è poter godere di un risveglio da fiaba e di una mise en place che al Belmond Villa Sant’Andrea di Taormina resta sospesa tra sogno, idillio formale ed incantevole eloquenza.

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La fragranza della viennoiserie appena sfornata, ideata dal nuovo team di pastry chef, dedizione al cliente ed al lusso percepito come affettuosità del servizio, esemplarità della qualità, cura dei dettagli e della selezione dei prodotti, in una atmosfera d’impareggiabile meraviglia.

Dalle sale accoglienti e dalla terrazza si gode di ogni riflesso del mare e del giardino, che si sviluppa in un parco secolare di essenze esotiche e mediterranee.

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Ogni referenza della colazione continentale, la tipicità e l’anima siciliana nella proposta delle granite e delle confetture, della frutta fresca e dei latticini, focalizzando ogni esigenza nutrizionale e di benessere.

Dall’enciclopedica carta delle uova è possibile scegliere interpretazioni d’Autore: Benedict, Royal al salmone, Florentine, Poché all’avocado e le Omelette siciliane o fit agli albumi e semi di chia. Senza tralasciare la voluttuosa polifonia dei pancake e dei waffle espressi, da accompagnare agli estratti di frutta e verdura o alle spremute e alla ricercata caffetteria.

 

Un sorriso accompagna sempre il cestino di pane, brioche, burro montato e marmellata al tavolo, per poi perdersi nell’esposizione dolce e salata e tra le referenze del menù.

La memorabilità perpetua che ti riporterà sempre al Belmond Villa Sant’Andrea.

Belmond Villa Sant’Andrea

Via Nazionale 137, 98039 Taormina Mare (ME), Italia

Telefono: +39 0942 6271 200

reservations.vsa@belmond.com

Prenotazioni: + 39 0185 2678 453

 

Storie di Nerelli, tra Etna e Faro Superiore, gli eventi imperdibili ZASH

Storie di Nerelli, un plurale che sancisce le felici divagazioni dei blend che fanno capo alle denominazioni Etna Rosso e Faro, sulle colline messinesi. Nerello Mascalese e le nuances dei suoli e delle latitudini che vibrano nei palpiti delle altre cultivar a bacca rossa più rappresentative: Nero d’Avola, Nerello Cappuccio e Nocera. Terroir, passionalità e gioiosa leggibilità di sorsi che hanno saputo animare il certamen incentrato sugli abbinamenti che l’executive chef di ZASH, Giuseppe Raciti, ha ideato con lirica eleganza ai vini delle cantine PIETRADOLCE e LE CASEMATTE.

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A Seby Sorbello il preludio mixology dell’evento, distillato in un drink dall’autenticità siciliana e dal cosmopolitismo degli equilibri, un’ode alla mandorla nella palette sweet&sour che ha accolto gli ospiti nell’atmosfera del palmento costellato dal design e dallo stile del servizio di sala affidato al Maître Giuseppe Romeo e al Sommelier Daniele Forzisi che hanno selezionato i più audaci incipit di pairing.

Ai rosati PIETRADOLCE Etna Rosato 2017 e LE CASEMATTE ROSEMATTE 2017, la liaison all’uovo poché, iridescente negli accenti di lampone, legumi verdi ed asparagi: una riedizione di un masterpiece dello Chef Raciti, che negli esercizi di stile trova sempre evocative e sorprendenti chiavi di lettura.

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Rossini e le voluttuose trame della scaloppa di foie gras sanno sempre ammaliare, ma il valore che fa del burger dello Chef un indelebile assaggio, è la sua attitudine a sedurre attraverso l’evocatività della cucina classica diaframmata al desiderio di giocare con la leggerezza impartita dalla tecnica magistrale: battuto di carne d’asina, fondo bruno e tartufo, in pane soffice al sesamo che eleva la contemporaneità dell’hamburger ad opera antologica.

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PIETRADOLCE Santo Spirito 2016 Peloro Rosso 2016 LE CASEMATTE hanno con incisività valorizzato l’assaggio, con la carezza dei tannini e la rimembranza delle rose rosse recise, come in lungo e passionale bacio.

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La pasta fresca ripiena è un’altra passione dello Chef Raciti, che nell’esperidata anima degli agrumi, nella balsamicità del finocchietto e nell’ombra torrefatta del caffè ha trovato gli accenti più coinvolgenti per dare al ragù di faraona intriganti contrasti.

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Contrada Rampante 2016 di PIETRADOLCE e Faro 2016 LE CASEMATTE hanno dato enfasi al pairing, ora con carisma fumé ora con la profondità torrefatta delle spezie e del cuoio, tra flash fruttati ed eleganza.

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 La Vigna Barbagalli PIETRADOLCE arriva sempre alla sensorialità  più travolgente, che nel filetto alla Bernese ha trovato infiniti rimandi alla complessità speziata e alla conturbante polifonia delle amarene. Stessa annata, la 2015 per il Faro, speziato e salmastro, come la brezza di un’estate tanto attesa.

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Estetica compositiva, seducente tecnica ed amabilità del convivio hanno tratteggiato un evento ZASH che attraverso l’epica dei sapori e la valorizzazione delle selezioni enologiche, ha donato la percezione netta delle caleidoscopiche identità del Nerello Mascalese. Un evento divulgativo, che ha saputo affascinare anche attraverso la coinvolgente narrazione degli Ambassador e dei sapori.

Cioccolato, caramello, ananas e rosmarino gli ingredienti scelti per un dessert costruito sulla somma di tecnica e seducente armonia: lo chef Raciti padroneggia l’arte dell’estro compositivo attraverso dipinti che dal Mediterraneo si proiettano con orizzonti in divenire e sanno sorprendere nella magistrale esecuzione.

 

ZASH 

chef Giuseppe Raciti

Strada Provinciale 2/I-II n.60

95018 Archi – Riposto (CT) – Sicilia

tel: +39 095 7828932

mobile: +39 3472765552

email: info@zash.it

 

PIPERO ROMA, cosmopolita e seducente esegesi fine dining

Ritrovare le travolgenti sinergie di stile, eleganza dell’ospitalità ed eclettismo dei menù e delle selezioni enologiche, nell’enclave fine dining più audace ed iconica della Capitale, ti riconnette con l’esemplarità di tutto ciò che è patrimonio culturale della ristorazione italiana: un’alchimia che si esplicita nella cura dei dettagli che sanciscono il concetto del sublime.

“ Da Pipero esiste solo il massimo, punto.”

                                                           Alessandro

Alessandro Pipero, Achille Sardiello, Ciro Scamardella e l’intero Team, semplificano nell’innata vocazione ad emozionare la scenografia di una raffinatezza mai ostentata, ma sussurrata attraverso la dirompente compiutezza dei sapori e dell’esperienza in toto.

Bao di coda alla vaccinara, una bruschetta che sintetizza su “crosta” di pane la quintessenza del pomodoro, uno choux che è un “negativo” di supplì, l’aria di ceci e l’epifania di Pane&Olio sono la punteggiatura della dichiarazione d’intenti del menù degustazione Carta Bianca, perché al cospetto di Alessandro, Achille e Ciro non ci sono “se” e non ci sono “ma“. C’è solo fede e devozione.

Vulcanica sintesi d’identità, trasposta al brio iridescente di primavera 

Trionfate e conturbante, la mozzarella di bufala di Pæstum irradia col suo latticello l’ostrica, specchiandosi nella crema di topinambur e nell’esperidata brunoise di limone pane di Sorrento e cerfoglio. Voluttuosa, sapiosexual ed olografica sintesi della Costiera.

Ispirazione e genialità nell’esaltazione introspettiva della lattuga primaverile, violata nella sua clorofillica dolcezza dal pesto amaricante e liberata dagli stereotipi dal gel aggrumato e dalla croccantezza balsamica della misticanza.

Manzo affumicato, la maionese lisergica del suo estratto e la purezza lattea della mandorla, celati da una nuvola di acetosa: un editto di stile contemporaneo che rimodula gli stereotipi di tartare&carpaccio con allusività indie rock.

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Baccalà e coppiette di maiale come fossero bottarga: il desiderio di esplicitare l’anima romana in una vertigine di umoralità che si risolve nella vena siderale dell’aneto e della maestria tecnica delle cotture millimetriche.

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Inno alla gioia: la genovese di polpo, la salsa del suo fegato come fosse foie gras e la manifesta cifra stilistica dello Chef, in una sintesi emblematica di padronanza totalizzante della letteratura del gusto.

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“Nel piatto ricerco l’equilibrio abbinato sempre all’emozione.” Ciro

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Trilogia di cavoletti di Bruxelles a controcanto del manzo al ginepro e gel di gin: tra graffianti umami ed emblematiche fermentazioni, il carattere speakeasy che ti sorprende ad ogni assaggio da comporre a sentimento.

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La sublimazione tecnica in pasticceria arriva ad ammaliare solo quando nella composizione si percepisce la trasposizione emozionale: le nuances esotiche di litchi e zenzero dialogano ora con la rosa ora coi pop corn, in rimandi tantrici che oltrepassano gli equilibri istrionici dei dessert.

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Il ristorante PIPERO ROMA sa accogliere nel caleidoscopio della professionalità distillata con soave verve, attraverso la memoria ed il carisma di Achille Sardiello e l’acume e l’infinita antologia espressiva dell’ironia di Alessandro Pipero, che condensate al manifesto talento dello Chef Ciro Scamardella, dipingono l’esatta somma dei desideri di chi si accosta alle contemporanee edizioni dell’esemplarità dell’Alta Ristorazione.

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Mecenatismo e design

PIPERO ROMA espone avanguardie stilistiche ed opere di artisti contemporanei, nel sodalizio con importanti gallerie romane. Il ristorante è oggi sede della personale di Francesco Mernini.

Ristorante visitato il 20 maggio 2019.

PIPERO ROMA

Corso Vittorio Emanuele II, 250
Roma

339 7565114

06 68139022

Aperto dal lunedì al sabato
dalle 12:30 alle 14:30 e dalle 19:30 alle 22:30

Il paradigma del sublime: il nuovo menù dello Chef ROBERTO TORO al Belmond Grand Hotel Timeo

Sogni la tua prossima incantevole esperienza leisure che possa conciliare arte, spiagge ancora assolate, boschi vulcanici, vigneti dalle nuances cangianti, cultura, gusto, luxury e panorami indimenticabili?

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Il Belmond Grand Hotel Timeo a Taormina è il fulcro di tutto ciò, è l’enclave dell’autentica ospitalità siciliana, di un lusso percepito come sublime ed affettuosa accoglienza, di sorrisi che dipingono la gioia e l’attenzione più esclusiva all’Ospite.

Taormina è storicamente la meta ideale del turismo destagionalizzato, ottieni ispirazione da un viaggio che illustra l’eclettismo più audace e travolgente dell’Executive Chef Roberto Toro, supremo interprete dell’eccellenza degli ingredienti del territorio dell’Etna e magistrale esegeta della letteratura del gusto internazionale, che soddisfa i palati più esigenti con brio, sorprendente personalità e sempre raffinatissima armonia.

Il dialogo forse più noto e citato di Platone è il Timeo. Platone ricerca la risoluzione della nemesi tra la cosmologia delle IDEE ed il pragmatismo delle cose, degli INGREDIENTI nel nostro caso. Entra in scena l’arte del demiurgo, artigiano che ha l’abilità di dare forma alla materia ad immagine e somiglianza delle idee.

Così l’Executive Chef Roberto Toro capta i paradigmi supremi della sensorialità e ne fa assaggi di indelebile delizia ed ispirata personalità.

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L’autunno si esprime nella crema di cachi, ostrica e noci pecan sorprendendo il palato attraverso gli equilibri multipli della quintessenza sensuale del mare che si specchia nella fruttata dolcezza, per ritrovare la spinta iodica delle alghe e il reset tannico delle noci, in un’opera di assoluto lirismo.

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L’oriente e l’alta scuola francese incontrano l’Etna, in una composizione di tantrica lussuria: il dashi come liaison umami che sublima la scaloppa di foie gras e lo scampo imperiale in voluttuosa assonanza, bilanciati nell’opulenza dalla misticanza di senape selvatica del vulcano e chips di carciofo. Irresistibile passionalità che si amplifica ad ogni assaggio.

La guancia di vitello si fa estasi al cucchiaio, accarezzata dalla parmentier soffiata, brillante dell’emulsione clorofillica e minerale del sedano e dell’esclusività del più pregiato e carismatico dei tartufi.

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Ore di delicata cottura e sapienti tecniche esecutive accompagnano la pancetta di maialino Nero dei Nebrodi all’assaggio indelebile.

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Fondente e suadente, la struttura delle carni brilla della salsa di pere etnee a corollario, e della cipolla semi fermentata, vibrando delle spontanee di stagione a definire la circolarità dell’equilibrio.

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Un dessert che svela gli orizzonti infiniti anche della sublime pasticceria del Belmond Grand Hotel Timeo, affidata alla maestria cosmopolita del Pastry Chef Benedetto D’Angelo coadiuvato anche da Alessandra Bertola. Trame di cioccolato e noci si specchiano nei riflessi aurei e cremosi della mousse, in un rimando di sensorialità travolgenti della Pecan Pie.

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Brilla in sala l’eclettica e soave personalità della Sommelier Simona Di Goro, unica nel saper interpretare i desideri della clientela internazionale e degli ospiti esterni al Belmond Grand Hotel Timeo, che hanno il privilegio di gioire del servizi fine dining e bar della prestigiosa struttura.

Simona Di Goro sa affascinare con proposte carismatiche che attingono da una selezione enciclopedica di etichette di vini, che spaziano dalle contrade etnee alle magnum nazionali e francesi d’elezione, senza tralasciare le numerose unicità di Artisti Viticoltori.

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Belmond Grand Hotel Timeo

Via Teatro Greco 59, 98039 Taormina (ME), Sicilia, Italia

Telefono: +39 0942 6270 200

reservations.ght@belmond.com

MANDARIN ORIENTAL Milan: luxury travel experience

Il Mandarin Oriental, Milan amplifica l’eleganza e l’inconfondibile ospitalità milanese coniugandole al ricercato design dell’iconico lusso orientale, nel cuore del quadrilatero della moda, a pochi passi dalla cultura dei musei di Brera, dal Teatro alla Scala e da via della Spiga.  Ospitato in quattro prestigiosi edifici del XVIII secolo, l’Hotel offre la combinazione perfetta per soggiorni di indimenticabile ospitalità.

le camere

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Mandarin Room è un concept di funzionalità, stile, comfort assoluto ed eleganza: camere da 45 m², luminose ed insonorizzate, dispongono di letti da sogno, arredi di design, angolo relax, scrivania-postazione studio con amplificazione Bose, smart TV, sofisticato angolo bar ed una sala da bagno in stile SPA, in marmo e dotata di ogni amenity.

la colazione

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La viennoiserie sublime firmata dallo Chef Nicola Di Lena, rende omaggio all’Alta Scuola Francese di tournage, sfoglie di rara fragranza, confetture e creme superbe ed estro compositivo.

 

Dolce e salato, attenzione alle esigenze salutistiche ed al gusto continentale, gluten free e selezioni di qualità ricercata per soddisfare ogni esigenza della raffinata clientela internazionale, per un risveglio da fiaba.

 

Mandarin Bar&Bistrot

Respiro internazionale in squisito ed eclettico stile Fornasetti e contaminazioni asiatiche. La scenografica centralità del bar dialoga con le sale polifunzionali che si prestano ai light lunch ed alle esigenze estemporanee della caffetteria o dell’aperitivo, che sconfina all’after dinner. Aperto sia agli ospiti dell’Hotel sia ai cultori della raffinatezza.

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La Cucina dello Chef Antonio Guida brilla d’intrigante estetica, che si coniuga alla ricercatezza dei sapori italiani. Dai Risotti alla Cotoletta, tributo alla letteratura del gusto meneghino, alle interpretazioni seducenti della cucina di pesce e dei classici della bistrònomie.

Il Mandarin Bar&Bistrot accoglie in atmosfere lounge e sofisticate, in tre ambienti diversi: il bar bistrot, la lounge interna ed il suggestivo dehors allestito presso la corte esterna, con salotti, tavoli e luci che creano la perfetta armonia.

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La proposta mixology accenta con carisma orientale i classici del bere miscelato, abbinandoli alla ricercatezza dei glass: opere d’arte che sublimano le creazioni dei Bartender.

il ristorante SETA, Chef Antonio Guida

Due stelle Michelin non bastano a narrare l’iridescente maestria che anima la creatività e l’espressività di Antonio Guida. L’imprinting mediterraneo in sinergia con il respiro orientale e la devozione alla stagionalità. Servizio di esemplare professionalità a cura di  Manuel Tempesta ed una enciclopedica carta dei vini che vanta più di mille etichette, tra selezioni regionali del Sommelier Andrea Loi ed introvabili Maison di Champagne.

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Cacciagione e tartufi pregiati animano il menù degustazione di ottobre, rallegrato dal brio di acidità ricercate, espressività aromatiche e trame conturbanti.

Esemplarità tecnica creativa, brio nel dipingere il lusso di sapori autentici e ricercati nell’esaltazione di contrasti donanti ed armonie multiple. Una proposta degustazione che sa entusiasmare per ritmo e nuances, sapori ed atmosfere che hanno idioma italiano ma sono anche ologrammi di tramonti sul Bosforo.

 

Sinfonie che seducono con assaggi sempre unici, che hanno cangianti e tratteggiati abbinamenti studiati per donare al palato sorpresa e desiderio.

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Aceto di lampone e formaggio vaccino Maccagno a dare enfasi ad una preparazione lombarda rimasterizzata nell’abbinamento a lisergici e geniali flash:

riso Carnaroli mantecato alla salvia, su crema di erbe fini e la fruttata passionalità dei frutti rossi più voluttuosi ed irretire il gusto e decretare l’assegnazione del titolo “Miglior Risotto 2019 per la Guida L’Espresso.

 

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In bilico tra suggestioni mediorientali ed estate mediterranea, la trama velo della sfoglia all’uovo fa da scrigno alla mousse di ceci, su specchio si salsa di pasta al pomodoro, melanzane e robiola, tra stimoli conturbanti ed eloquenza passionale.

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Narrare l’autunno attraverso la mineralità e più sfaccettata dolcezza del mare: la triglia cotta a bassa temperatura e la salsa di granchio, nell’abbinamento inedito all’umoralità delle conchiglie che si fanno convincente ragout e alla bieta zen.

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Trame di un sogno, iridescenza aromatica evocata dai sentori di zafferano che impreziosiscono la salsa montata al pistacchio, l’opulenza dei foie gras e la vivida freschezza acidula del rabarbaro, un signature dish di inarrivabile esecuzione.

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Menzione speciale per la selezione esclusiva dei burri Bordier: emblema francese di misticismo gourmand. Nelle varianti leggermente salato e alle alghe, sono empireo accompagnamento al pane e alle vivande.

 

I dessert e le infinite dolci attenzioni esprimono con raffinatezza, carisma ed eccelsa tecnica, stile leggiadro ed abilità interpretativa: dell’esotismo e del contemporaneo, della sperimentazione e della languida e lussuriosa pasticceria internazionale.

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ll Pastry Chef Nicola Di Lena è esegeta di somma perfezione, brillante nell’osare e ragionevole nelle edulcorazioni, irresistibile in ogni proposta creativa.

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Per info e prenotazioni

Mandarin Oriental Milan

 

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Struttura visitata ad ottobre 2018