I mandaranci Miyagawa: sorridi all’autunno con gli agrumi di stagione

Come tutte le piante del genere Citrus, i mandaranci Miyagawa appartengono alla famiglia delle Rutaceae e sono originari della Cina, ma con la dominazione araba gli agrumi si sono naturalizzati nei Paesi mediterranei e la loro coltivazione è diffusa soprattutto in Sicilia.

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I mandaranci Miyagawa maturano all’inizio di ottobre per ridarci vitalità, non solo grazie alle vitaminiche tonalità e proprietà dei frutti, ma anche all’aromaterapia: il profumo degli oli essenziali della buccia e dei fiori degli agrumi è un prezioso alleato per neutralizzare gli stati ansiosi ed è un induttore di vivacità, concentrazione e migliora la capacità decisionale.

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La diminuzione delle ore di luce solare che si accentua in questi mesi, l’abbassamento delle temperature, la ripresa frenetica dei ritmi lavorativi, la difficoltà di trascorrere molte ore all’aria aperta, può enfatizzare le oscillazioni dei livelli di serotonina, il neurotrasmettitore del buonumore, e di conseguenza è più facile sentirsi melanconici.
Anche la meteoropatia è influenzata dai valori più elevati del SERT – il trasportatore cerebrale della serotonina – e ciò induce una diminuzione dei livelli di serotonina disponibile per le funzioni fisiologiche.
La serotonina è anche il precursore della melatonina, che regola il ritmo sonno-veglia; la difficoltà ad addormentarsi indotta da questi squilibri neurotrasmettitoriali può influire sulla vita di relazione ed appesantire le mansioni quotidiane.

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Gli agrumi sono fonte di due elementi fondamentali per la biosintesi e la regolazione dell’attività della serotonina: l’inositolo e la vitamina C.

L’inositolo contenuto negli agrumi, agisce sia favorendo l’assorbimento intestinale del triptofano (amminoacido precursore della serotonina e della melatonina), sia aumentando la captazione recettoriale alla serotonina.
Stati ansiosi e depressivi diminuiscono la concentrazione di inositolo, influendo negativamente sul tono dell’umore.

La vitamina C è un antiossidante naturale, è contenuta nel frutti di stagione freschi e in molti ortaggi: cavoli, broccoli, cavoletti di Bruxelles e rucola ne hanno il maggior quantitativo se consumati crudi.
Fumo di sigaretta, inquinamento, stress e terapie farmacologiche riducono le concentrazioni disponibili di vitamina C. Per proteggere le membrane cellulari dall’attacco dei radicali liberi e favorire il metabolismo è necessario assicurarci con l’alimentazione il giusto apporto di questa vitamina idrosolubile.
La vitamina C favorisce l’assorbimento del ferro, mantiene tonica la pelle, è utile negli stati infiammatori, nello sport, previene i lividi e rinforza il collagene delle cartilagini, non giova soltanto al tono dell’umore!

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Gli agrumi sono fonte naturale d’importanti e preziosi antiossidanti: carotenoidi, flavonoidi, antociani e terpeni, che donano ai frutti anche aroma e colore. Sono sostanze nutraceutiche che rendono gli agrumi alimenti funzionali da valorizzare e consumare più volte a settimana. Gli agrumi sono rimineralizzanti, contengono infatti anche calcio e potassio.

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È importante assicurarsi di acquistare agrumi biologici prima di utilizzare le zeste: questi frutti possono essere stati trattati in superficie con antimuffa, lucidanti e difenile, E230, sostanze che rendono la buccia non commestibile.

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I consigli alimentari e di nutraceutica non sostituiscono il parere medico.

Le FRAGOLE come alimento funzionale!

Irresistibilmente profumate e succose, le fragole irradiano di passionalità ed allegria i banchi di frutta di stagione. Il clima mite primaverile ne permette la coltivazione in pieno campo, a vantaggio delle qualità organolettiche; ma prima di acquistare le fragole è importante accertarsi che si tratti di prodotti biologici, essendo tra i frutti maggiormente contaminati da pesticidi ed ormoni.

Le fragole sono state classificate tra le fonti alimentari più ricche di polifenoli e considerate alimento funzionale per l’attività antiossidante.
La ricerca epidemiologica è sempre focalizzata sui benefici per la salute che si evidenziano da uno stile alimentare incentrato sugli alimenti funzionali e studia la loro attività nella prevenzione e nel supporto terapeutico di molte patologie di rilevante incidenza.

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Le fragole hanno evidenziato attività sperimentali nella promozione del benessere e contro le patologie degenerative, scopriamo quali:

un aiuto per il metabolismo
I polifenoli di fragole e frutti di bosco aumentano la sensibilità all’insulina in soggetti sovrappeso e obesi non diabetici. Consumare questi frutti a fine pasto può essere utile per evitare i picchi glicemici postprandiali.

preziose per contrastare le affezioni croniche
L’acido ellagico è un antiossidante naturale di tipo fenolico – di cui sono ricchi anche la melagrana, gli altri frutti di bosco, i frutti gialli, le noci e il vino – la sua attività antiradicalica trova molte applicazioni nella ricerca dei suoi potenziali ed effettivi usi clinici, anche in associazione terapeutica nell’artrite reumatoide.

utili al sistema cardiovascolare
La sinergia degli antiossidanti contenuti nelle fragole – acido ascorbico, antocianosidi, quercetina, catechine, acido ellagico – inibisce l’incidenza di ipertensione e dei marker infiammatori come la sieroproteina C-reattiva.
Studi alimentari monitorati hanno attribuito alle fragole anche la diminuzione dell’iperlipidemia postprandiale in soggetti con fattori di rischio cardiovascolare.

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È stato evidenziato uno stimolo diretto dell’attività enzimatica che modula il tono dei vasi sanguigni (eNOS) e nella regolazione della risposta immunitaria, inibendo l’attività del sistema trascrizione NF-kB.
Un’alimentazione ricca di frutta e verdura di stagione e il suo alto titolo di antiossidanti, è correlata alla diminuzione del rischio cardiovascolare, tramite la prevenzione dell’ossidazione del colesterolo LDL, un’aumentata elasticità endoteliale vascolare e una maggiore azione antiaggregante piastrinica.

vitamina C
Sei fragole contengono la stessa percentuale di vitamina C di un’arancia!

anticellulite
Potassio, flavonoidi, vitamina C e l’elevatissimo contenuto d’acqua hanno azione drenante e antiossidante. Le fragole sono frutti ipocalorici e ricchi di elementi utili al microcircolo capillare e alla circolazione linfatica.

ferro, acido folico, vitamine B, calcio e fosforo
Minerali e vitamine essenziali per l’omeostasi ossea e per l’ossigenazione, favoriscono la concentrazione e lo sprint energetico durante la crescita e a tutte le età.

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antinfiammatorie
Studi sperimentali su estratti di fragola hanno evidenziato l’inibizione gli enzimi COX in vitro, quindi una modulazione della risposta infiammatoria.
Dati scientifici hanno dimostrato l’attività antitumorale degli antiossidanti contenuti nelle fragole, e nell’ambito della ricerca su modelli animali, hanno indicato che le diete ricche di fragole possono anche avere il potenziale di promuovere la plasticità sinaptica del sistema nervoso e della memoria, attività sempre mediata da NF-kB.

le hai mai provate con la bufala?!
Le fragole possono essere l’ingrediente accattivante per una Caprese alternativa o un Gazpacho più intrigante, le fragole sono ideali da abbinare anche al pesce azzurro e ai crostacei, oltre a valorizzarne il gusto, l’abbinamento favorisce anche l’assimilazione del ferro contenuto negli alimenti.

I consigli alimentari e di nutraceutica non sostituiscono il parere medico.

Hai davvero paura del BURRO?

Considerato – a discapito delle sue qualità organolettiche e nutrizionali – un alimento dannoso per la salute e pericoloso per il sistema cardiovascolare, il burro vince nel confronto coi grassi saturi tropicali – di palma e cocco – e coi grassi vegetali trans aterogeni delle margarine, molto utilizzati negli alimenti industriali e nella dieta vegana.

L’equilibrio tra i grassi alimentari saturi, monoinsaturi, poliinsaturi essenziali omega 3, omega 6 e omega 9 ha importanza fisiologica e metabolica.
Nell’ambito di un’alimentazione varia e di stile mediterraneo, incentrata sull’olio extravergine d’oliva e sui grassi poliinsaturi della frutta secca oleosa e del pesce azzurro, possono essere inclusi i grassi saturi animali, di cui sono fonte i derivati del latte, le carni e le uova, nelle quantità opportune al raggiungimento delle necessità nutrizionali.

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il burro è un alimento naturale
Il burro è un’emulsione di acqua in grassi, contiene anche proteine del latte e lattosio, vitamine e minerali antiossidanti come il selenio.
Il burro tradizionale di qualità si ottiene esclusivamente dalla panna, per affioramento o centrifugazione.
In Italia il burro è ancora considerato un sottoprodotto della lavorazione del Parmigiano Reggiano e del Grana, formaggi prodotti da latte parzialmente scremato.

Ancora oggi, il burro italiano più diffuso in commercio ha origine dalla centrifugazione del siero e dei residui caseari.
Queste metodiche di estrazione non danno lo stesso risultato qualitativo di un burro ottenuto a partire da latte appena munto, come avviene ad esempio in Francia.
In base ai metodi fisici di preparazione, il burro può distinguersi per caratteristiche organolettiche, spalmabilità, cremosità, ricchezza aromatica e gusto.

l’acido butirrico e la sua attività antinfiammatoria
Il burro è un alimento digeribile ed è fonte di antiossidanti e vitamine liposolubili che contrastano l’invecchiamento cellulare e proteggono la vista.
Il burro è stato valorizzato come alimento anche per l’attività antinfiammatoria dei suoi acidi grassi a catena corta. Questi componenti del burro contrastano lo sviluppo di batteri patogeni nell’intestino e sono fonte energetica per le cellule del colon, migliorano l’assorbimento dei minerali ed in particolare l’acido butirrico ha evidenziato attività antinfiammatoria e anti-neoplastica per l’intestino.

Il burro è meno calorico dell’olio vegetale
Il burro – che è un’emulsione di acqua in grassi – è più leggero dell’olio: 100 g di burro forniscono 758 kcal contro le 900 kcal date da 100 g di qualsiasi olio vegetale.

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preziosa fonte di vitamine liposolubili essenziali
Il burro è utile ad integrare antiossidanti come la vitamina A ed E e ne facilita l’assorbimento intestinale.
Il latte degli animali che pascolano al al sole è anche fonte di vitamina D, utile non solo per la salute ossea: questa vitamina ha importanti funzioni immuno-modulatorie.

i grassi saturi nell’alimentazione
Gli acidi grassi saturi sono contenuti sia negli alimenti animali che nei generi alimentari di largo consumo e prodotti da forno che hanno tra gli ingredienti olio vegetale di palma e di cocco.
Sia che derivi da un eccessivo consumo di carne, insaccati, latticini, formaggi o da fonti vegetali, l’abuso di grassi saturi è un fattore di rischio per le patologie del sistema cardiocircolatorio e per l’insorgenza di neoplasie.

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colesterolo alimentare ed endogeno
Il colesterolo è essenziale per l’organismo, regola la fluidità delle membrane e stabilizza la struttura fosfolipidica, viene utilizzato fisiologicamente per sintetizzare ormoni steroidei, come estrogeni, progesterone, testosterone, cortisolo, che sono essenziali per l’omeostasi.

Il burro contiene appena lo 0,2% di colesterolo, mangiando una porzione da 20 g di burro ne assimiliamo una quantità trascurabile.

Studi clinici mettono in luce che il colesterolo alimentare – ingerito attraverso gli alimenti animali – non innalza in modo preoccupante la colesterolemia.
L’eccesso di colesterolo ematico – dannoso per il sistema cardiocircolatorio, come l’obesità, il fumo, lo stress e la vita sedentaria – è da ricondurre a deficit recettoriali, sintesi endogena        ( fisiologicamente 1-2 g al giorno) e patologie metaboliche.
In una dieta mediterranea e non monotona, la quota alimentare di colesterolo è responsabile solo del 10-20% del colesterolo totale.

meglio consumarlo crudo
Un assaggio di ottimo burro tradizionale, da concedersi a colazione o per valorizzare le portate, non è condannabile se saltuario e se lo si assapora crudo.
Oltre i 140°C il burro inizia a denaturarsi e a sviluppare sostanze tossiche.
Se non si vuole rinunciare ai grassi saturi, per fritture croccanti, dorate, asciutte e salutari, va utilizzato il burro chiarificato.

I consigli alimentari e di nutraceutica non sostituiscono il parere medico.

 

 

le virtù dei CAVOLI, il decalogo nutraceutico di stagione

Non solo broccoli e cavolfiori, la biodiversità della famiglia delle Brassicaceae mediterranee abbraccia anche ravanelli, rucola e le innumerevoli specie di cavoli, cavoletti, cavoli rapa&co. che vengono distinte in base al colore delle foglie e dei fiori e per la sezione della pianta utilizzata: germogli, foglie, fusto, radice o infiorescenza immatura.
Verza, cime di rapa, cavolo romanesco, cavoletti di Bruxelles, cavolo a punta, pak-choi, broccoletti verdi siciliani, cavolo trunzo di Aci, hanno in comune le straordinarie attività antiossidanti, antinfiammatorie, detox, antietà, e sono utili nella prevenzione delle patologie cardiovascolari e degenerative.

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come preservarne le caratteristiche nutrizionali
I cavoli andrebbero cotti in padella, al forno o al vapore per limitare la perdita di minerali e antiossidanti.
La cottura in acqua disperde fino al 70% degli antiossidanti polifenolici, al vapore non si perde più del 20% di elementi nutraceutici. È importante suddividere i cavoli in piccole cimette o pezzetti, per velocizzare i tempi di cottura ed impedire la formazione dei composti solforati responsabili dei cattivi odori in fase di preparazione.

per stare in forma
Grazie al contenuto di fibre i cavoli danno rapidamente un senso di sazietà e sono utili per limitare i picchi glicemici dopo i pasti.
Sono ortaggi ricchi di calcio e ferro, che risultano però poco assimilabili a causa delle fibre e degli ossalati contenuti.
La ricchezza di composti fenolici di questi ortaggi si somma al loro contenuto di isotiocianati, indolo-3-carbinolo, selenio, vitamina C, vitamina E e pro-vitamina A, facendone alimenti funzionali che hanno azione antiossidante, antitumorale e antinfiammatoria.
I cavoli contrastano la ritenzione idrica grazie al potassio che ha attività diuretica. Le vitamine B, il magnesio e i fitoestrogeni possono fungere da coadiuvanti nella sintomatologia della menopausa.

antinfluenzali
Consumare cavoli inibisce la replicazione dei virus influenzali: più porzioni a settimana sono utili a fare il pieno di antiossidanti ed antinfiammatori naturali.

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la vitamina C contenuta si perde in cottura
Eccezion fatta per la rucola e il cavolo riccio che si consumano crudi in insalata, la perdita di vitamina C contenuta nei cavoli durante la cottura può arrivare all’80%. Oltre al tempo di cottura, bisogna considerare che il contenuto di questa vitamina inizia a decadere a partire dalla raccolta dell’ortaggio; è quindi importante non conservare i cavoli troppo a lungo prima di consumarli.

kale, non solo trendy food
Il cavolo riccio o kale – Brassica oleracea var. acephala – ha azione ipoglicemizzante: una singola dose di 14 g al pasto è capace di indurre un abbassamento del glucosio ematico postprandiale.

proteine vegetali
Cavolfiori e broccoli sono costituiti da oltre il 90% di acqua, ma 100 g contengono 2-3,5 g di proteine, pochissime calorie e fibre, caratteristica che ne aumenta il valore nutrizionale.

proteggono le articolazioni e la vista
Broccoli e cavoli rallentano la degenerazione della cartilagine dovuta alle infiammazioni delle articolazioni, prevengono le patologie degenerative e oculari senili.

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amici del sistema cardiovascolare
Numerosi studi evidenziano il ruolo del sulforafano nel salvaguardare arterie e cuore da patologie ischemiche e dallo stress endoteliale: inibendo i radicali liberi, contrasta la formazione di placche aterosclerotiche e l’ipertensione arteriosa.

Sulforafano nelle patologie metaboliche e come antitumorale
L’attività antiossidante del sulforafano contenuto nelle Brassicaceae, contrasta la glicazione dell’emoglobina e le complicanze vascolari del diabete.
Il sulforafano stimola anche l’attività di difesa cellulare della proteina Nrf2, proteina che promuove il sistema endogeno di difesa cellulare, limitando i danni ossidativi all’origine delle neoplasie.

avvertenze
Gli ortaggi della famiglia delle Brassicaceae contengono salicilati, e la vitamina K di cui sono fonte, se si consumano spesso e in quantità, potrebbe interagire con l’azione degli anticoagulanti.
La fermentazione intestinale di questi alimenti può essere meglio controllata associando il loro consumo allo yogurt o ad altri probiotici.

I consigli alimentari e di nutraceutica non sostituiscono il parere medico.

Il miracolo del cioccolato al latte SABADÌ

La Famiglia del Cioccolato al Latte Sabadì ha sei componenti: Nonna allo zenzero, Nonno al caffè, Papà al 58% di cacao, Mamma al fior di sale e zucchero di fiori di cocco, Tato al 48% di cacao e Tata al cardamomo.

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Sei tipologie di cioccolato monorigine al latte lavorato a freddo, che come l’intera gamma delle delizie Sabadì, esprime l’eccellenza delle materie prime agricole che onorano il lavoro dei produttori di commercio equo e solidale.
Ingredienti biologici, naturali e sani, lavorati ad arte per regalare assoluto , intenso ed imparagonabile piacere al palato.

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Tavolette da cinquanta grammi che sono ologramma di un sogno, del miracolo del cioccolato lavorato e stabilizzato a freddo. Il cioccolato Sabadì ha innovato e magnificato la produzione tipica, affermandosi a livello internazionale come il miglior cioccolato di Modica, per la sua unicità di qualità e come alimento smart, non solo irresistibile!

Il contatto diretto ed etico coi produttori di cacao e zuccheri, la connessione con la migliore materia prima biologica, le selezioni più esclusive di spezie naturali, l’attenzione ai presìdi slow food, la storia che ogni assaggio narra e il messaggio di slow living e di qualità della vita che custodisce, elevano la degustazione Sabadì ad esperienza mistica.

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Il cioccolato Sabadì è diverso. Diverso perché è eccellente.
Diverso, perché è lavorato a temperature significativamente più basse rispetto al tradizionale cioccolato prodotto a Modica. Per lo spessore ideale della tavoletta che amplifica le percezioni organolettiche del miglior cacao dell’Ecuador.

Diverso per l’infinita varietà delle proposte Sabadì, che vanno dal cioccolato 100% cacao, alla cioccolata in tazza, passando per le tavolette naturalmente aromatizzate e fino ad arrivare alle variazioni di zucchero biologico e alla linea nutraceutica “La Qualità della Vita”.

Il cioccolato Sabadì è diverso per la sua valenza di alimento funzionale: è simbolo dell’integrazione alimentare golosa, è antiossidante, immuno-modulatore, preserva l’efficienza delle cellule nervose, stimola la memoria ed è antidepressivo, antiipertensivo e protegge dalle malattie metaboliche come il diabete e l’ipercolesterolemia. Un consumo giornaliero di 20 g di cioccolato di qualità migliora la resistenza allo stress, le prestazioni atletiche e riduce gli stati infiammatori.

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Tutte le proprietà nutrizionali ed organolettiche decadono alle alte temperature a cui è sottoposto qualsiasi altro cioccolato, anche per questo il cioccolato Sabadì è indicato come alleato di benessere, non solo di lussuria gourmand!

Va precisato che il cioccolato è una fonte di tiramina, che può scatenare crisi di emicrania in soggetti sensibili, e di alcaloidi stimolanti. Inoltre come tutti gli alimenti che contengono ossalati, un abuso di cioccolato può portare alla precipitazione di sali insolubili, che danno origine ai calcoli renali.

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La lucentezza delle tavolette e la cremosità al palato – il cioccolato Sabadì non si opacizza, non si sbriciola e non si separa dal burro di cacao – si ottengono mantenendo inalterate le qualità della massa di cacao e con il know how di Simone Sabaini.
All’assaggio trionfano i sentori fruttati che sono indice dell’assoluto rispetto della naturalezza della materia prima, evocano l’identità del cioccolato Nacional Fino de Aroma, che è il prodotto della fermentazione di un frutto, la cabosse del cacao. Il cioccolato Sabadì regala l’essenza primaria del frutto e l’armonia delle componenti organolettiche naturali del cacao fermentato.

Il cioccolato al latte Sabadì è intenso e conturbante, durante ogni fase della degustazione si sommano fragranze sfaccettate, vellutata ricchezza ed infinita persistenza. Caratteristiche che ne fanno ideale protagonista di eclettici abbinamenti salati e dolci, dai formaggi alle birre, dai distillati alla totalizzante degustazione in purezza.

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Confezioni artistiche e tattili, meritevoli di far parte della storia dell’arte e del design, che espongono e valorizzano il prodotto e il Sabadì-pensiero.
Folgorante luce e bellezza ad ogni assaggio, che vorresti ripetere all’infinito.

Grazie Simone Sabaini.

Per info e shop on line Sabadì

Sublimazione di Pistacchio di Bronte, le Paste Conti Gallenti

La frutta secca, nella pasticceria conventuale siciliana, assume una spiritualità mistica. Fruttini di Martorana, Biscotti Ricci, Paste Nuove ripiene di confettura di zucchina, Fiocchi di Neve e Pasta Reale sono solo alcune delle tipologie di lavorazione che si sono sviluppate nei secoli e che oggi impreziosiscono l’assortimento delle pasticcerie.

A Bronte, dal 1959, la Pasticceria Conti sublima l’autentico Pistacchio Verde DOP con infinite proposte dolci&salate: arancine, pizze, praline, cannoli, torte, granite, gelati, pasticceria fresca e secca, panettoni, creme e anche il caffè!

Le paste al pistacchio vengono prodotte giornalmente, tutte le fasi di lavorazione sono artigianali, ognuna è unica nella qualità e nella forma perché vengono modellate a mano, un pizzicotto che è il più autentico gesto d’amore.

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Si utilizza solo la migliore selezione di pistacchio DOP, zucchero, albume e miele e l’irrinunciabile tempo di riposo – che permette la formazione della sottile e friabile membrana superficiale – per racchiudere in un assaggio la fondente e cremosa eccellenza.
La mineralità del pistacchio della sciara vulcanica esplode al palato superando la dolcezza, una caratteristica di gusto esclusivo delle produzioni biennali dell’Etna.

Il verde smeraldo caratterizza solo il pistacchio di Bronte, i cotiledoni assumono questa brillante colorazione grazie al contenuto di clorofillaA, che può superare il 70%. I pistacchi DOP si riconoscono dall’endocarpo viola e dalla forma allungata, che differisce dai pistacchi esteri tondeggianti.
Solo il pistacchio siciliano ha un altissimo contenuto di acido oleico e linoleico, acidi grassi essenziali antiossidanti e necessari al sistema cardiovascolare e neurologico. Ricchissimi di potassio, magnesio, fosforo, ferro, selenio, zinco e proteine.

Ogni dolcino è ricoperto da un impalpabile velo di zucchero che lo preserva, insieme alla confezione sigillata, dall’umidità e dall’essiccamento. Si conservano per qualche settimana, regalando assaggi si sublime armonia e gioie autentiche.

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Conti Gallenti
caffè pasticceria gelateria

Corso Umberto I, 275
Bronte, CT
tel. 095 691 165

Dall’Alpe Forno, il BETTELMATT selezionato da Giovanni Carena

Dal latte intero d’alpeggio, dai pascoli in fiore dell’Alpe Forno – quota 2.220 in alta Val Formazza – una toma rara e di qualità estrema e folgorante, che esprime la biodiversità del territorio: il Bettelmatt selezionato da Giovanni Carena .

Affinare formaggi, ricercare le produzioni più esclusive, narrare la personalità del casaro in un assaggio – valorizzando unicità più che tipicità – educare alla stagionalità, dipingere un terroir, rispettare il bioritmo degli animali è il fil rouge dei formaggi d’Autore scovati nelle valli più incantevoli delle Alpi e dei Pirenei, senza dimenticare alcune delle più rare produzioni del Regno Unito.

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Le note esplicative sul Bettelmatt di Giovanni Carena:

“Matli è il cognome del malgaro, un cognome di derivazione Walser, come Walser é il nome Bettelmatt, sul cui significato non tutti i ricercatori sono d’accordo. I più  fanno riferimento ad un “formaggio della questua” citato in alcuni testi del seicento, anche se l’etimologia presenta alcune zone d’ombra.
Quel che sale subito alle narici, e poi al palato, sono gli aromi tipici del formaggio stagionato in ambienti a temperatura  non controllata.
Il freddo artificiale aiuta sicuramente la conservazione, ma blocca i fermenti batterici nel loro prezioso lavoro.”

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In degustazione Bettelmatt di media stagionatura, la crosta esprime fragranze ruvide di bacche selvatiche, ghiande e resine officinali, un formaggio a pasta compatta dall’occhiatura eterogenea e rarefatta.
La cremosità evidenzia la ricchezza in grassi del latte d’alpeggio, che catturano le vitamine liposolubili come i carotenoidi antiossidanti,  ed essenze dei prati fioriti. All’assaggio, conquista la balsamicità delle erbe alpine, l’eleganza del cuoio e l’infinita persistenza.

Idealmente richiama polenta, castagne, grano saraceno, gnocchi e pane di segale, la frutta d’autunno, grue di cacao, vini rossi dimenticati in cantina e passiti.

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Un formaggio da commozione più che da meditazione, introvabile se non conosci

Filrouge, sentieri di gusto
Via Valobra, 162
Carmagnola TO

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La MANNA delle Madonie, dolcemente detox

Dolci cristalli che sono naturali alleati di benessere, i cannoli di manna si ottengono dalla linfa zuccherina del Fraxinus ornus, specie endemica delle Madonie. I frassini da manna sono patrimonio forestale siciliano, emblema di un territorio montano ancora incontaminato, che si affaccia sull’arcipelago delle Eolie.

Castelbuono, in provincia di Palermo, è metà d’elezione per naturalisti, gite culturali, ornitologi ed appassionati di enogastronomia: tenute vitivinicole, aziende di trasformazione del latte di montagna, il suino Nero, il cinghiale, daini e numerose specie di funghi ed essenze spontanee esprimono la biodiversità dei boschi del Parco delle Madonie.

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efficace nel regolare le funzioni intestinali
Nota e diffusa nella medicina araba, greca e romana, la manna mostra azione rinfrescante e lenitiva del tratto digerente, grazie alle mucillagini contenute nella linfa, che rivitalizzano anche la flora batterica.
Per gli adulti, la blanda attività diuretica e lassativa si ottiene assumendo una dose da 10 g. La manna è solubile nelle bevande calde, o può essere frantumata e sciolta in bocca, date le sue gradevoli caratteristiche organolettiche.
La manna ha una dolcezza accennata, si scioglie lentamente al palato, svelando sentori di albicocca, miele e uva passita.

altre proprietà della manna
Il D-mannitolo, o mannite, ha un potere edulcorante nettamente inferiore allo zucchero comune e non causa picchi glicemici.
L’azione emolliente viene valorizzata in cosmetica, la manna trova impiego in formulazioni per la pelle sensibile e antietà.
Oltre agli zuccheri semplici, la linfa elaborata che dà origine alla manna, contiene sostanze organiche in quantità variabile, in base alla tecnica di coltivazione della pianta e alle caratteristiche pedoclimatiche. È una fonte di acidi organici, sostanze azotate, sali minerali e oligoelementi antiossidanti.

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la raccolta della manna
La manna si cristallizza e si raccoglie in estate, un rito ancestrale che si perpetua grazie ai Mannaruoli, custodi della tecnica d’incisione dei frassini, che va operata individuando i canali linfatici più ricchi e le condizioni meteorologiche idonee.
La manna colata, che non viene in contatto col fusto, è di qualità superiore e viene classificata in base al diametro e alla lunghezza dei cristalli.
Anche la manna che si deposita sul tronco e alla base del frassino viene raccolta, preservandola dal contatto col terreno, impiegando i cladodi, le pale di fichidindia.

Come gocce di cristallo sollecitate da un’onda elastica, le stalattiti si incrinarono, comparvero delle linee di frattura; poi, o per un colpo di vento o per un improvviso incantesimo, simultaneamente i cannoli si staccarono dagli alberi e caddero nelle pale di ficodindia con un movimento soffice e rotondo.”

Tratto da manna e miele, ferro e fuoco, autrice Giuseppina Torregrossa, Mondadori.

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La Manna delle Madonie è tutelata da un presidio Slow Food 

I consigli alimentari e di nutraceutica non sostituiscono il parere medico.

Primo Raccolto, l’evo Letizia in rosa!

Chiaramonte e la DOP Monti Iblei, menzione geografica Gulfi, esprimono un olio extravergine di oliva dal colore verde aureo, da olive brucate a mano e frante a freddo entro dodici ore dalla raccolta. Uliveti estesivi su un altipiano che supera i trecento metri sldm, ortogonalmente costellato da muretti a secco ed essenze autoctone come il carrubo, che si alternano a vigneti e zone boschive.

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Letizia Primo Raccolto nasce da una speciale selezione di Tonda Iblea verde, una produzione limitata, che nel 2016 si è assestata ad ottocento litri.
Primo Raccolto seduce per la brillantezza e la polifonia aromatica: foglia di pomodoro ed erba falciata che si evolve in un’ombra balsamica di salvia e nepetella.

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Viscoso e opalescente, satura il palato grazie ad una cremosità sottile, svelando sentori dolciamari di cuore di carciofo ed accennata piccantezza polifenolica.
Un olio extravergine armonico, carismatico, strutturato, democratico. Idealmente si coniuga a zuppe di legumi, pesce alla brace, polpo alla palermitana, ortaggi brasati o in agrodolce.

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Edizione Limitata disponibile in flaconi in vetro scuro da 0,5 l.

Azienda Agricola Rollo

di Giorgio Rollo
mobile +39 333 8454858
info@aziendarollo.it

Acquistato presso Cristaldi Specialità Alimentari

Dai fiori di lampone delle Ardenne, l’esclusivo miele di Hédène

L’amicizia, gli interessi comuni e la ricerca nel campo dell’eccellenza del gusto, legano Cyril Marx e Alexis Ratouis, due trentenni parigini, uniti anche dall’amore per il miglior miele di Francia.

Appassionati di apicoltura fin da bambini, iniziano presto a percepire il desiderio di creare un atelier dove esporre e condividere la loro conoscenza sui mieli più rari e sublimi, che con devozione riescono a selezionare. Il loro sogno si realizza, creano il loro brand, il miele Hédène, una costellazione di esclusivi mieli monofiore.

La raffinatezza delle fioriture dei parchi naturali di Francia, le essenze rare e la biodiversità vengono condensate in un acquerello di sapori, affascinanti colori e fragranze peculiari che si svelano alla degustazione.
L’eccezionale qualità e la raffinatezza di mieli Hédène sono veicolate da un’attenta selezione di apicoltori, conoscenze tradizionali ed una filiera che mette in luce le rarità originarie in tutto il territorio francese.

Tra i dolcissimi gioielli selezionati da Hédène, il miele di fiori di lamponi, che crescono nel parco naturale delle Ardenne, esprime una rara eleganza olfattiva floreale e una suadente cremosità, sfaccettata di freschezza e di dolcezza sussurrata, che lascia spazio al palato all’acidula complessità dei frutti di bosco e alla delicata rugiada del nettare.

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Note di nutraceutica

Il miele ha un aspetto viscoso perché è una soluzione sovrassatura di glucosio, fruttosio ed altri oligosaccaridi. Ha un pH debolmente acido, è un alimento energetico, ricco di enzimi ed oligoelementi. Il miele ha attività antibatterica, stimola il sistema immunitario e contribuisce al benessere della flora intestinale grazie ai prebiotici.

Non è solo un dolcificante, il miele ha attività fermentativa che può essere utile nella panificazione o in pasticceria: può essere utilizzato non solo per la sua dolcezza, ma anche come agente lievitante se abbinato al bicarbonato; aumenta anche la conservabilità dei prodotti da forno.
Nelle marinate di carne favorisce la reazione di Maillard, conferendo gusto e doratura, arricchisce i dressing delle insalate e le salse, anche in qualità di esaltatore di sapidità.
È uno degli ingredienti della Caponata e nei condimenti agrodolci trova spazio in sostituzione dello zucchero.

Il miele non può essere somministrato nella primissima infanzia, per scongiurare il remoto rischio di sviluppare botulismo.

Acquistato presso Hédène Paris