Il nuovo Ristorante CORIA a Caltagirone

Giuseppe Coria è l’autore di un’antologia di ricette e tradizioni siciliane, Profumi di Sicilia, titolo che sintetizza idealmente le fragranze più vibranti e autentiche che ogni portata degli chef Domenico Colonnetta e Francesco Patti esprime.

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Il Ristorante Coria a Caltagirone, Catania, dopo il recente restyling, brilla di una luce mitteleuropea: toni neutri, la grande e fervente cucina a vista, sale intime, lampade Foscarini – a focalizzare l’attenzione sulle portate- e legno, in molteplici essenze, a contornare la tavola nuda e la mise en place.

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Il benvenuto degli chef è una memoria da assaporare, riproduce il percorso di esperienze formative e di vita che ha ricondotto Domenico Colonnetta e Francesco Patti a Caltagirone: vari amuse-bouche che tratteggiano il Veneto col baccalà mantecato e le sarde in saor, Milano nella chips di risotto e ossobuco, la scaccia ragusana evocando il Mentore del Duomo di Ibla e il muffoletto che riporta alle origini. Brio e sintesi accattivante di equilibri e aromi che sono preludio del trionfale arrivo dei pani.

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Lievitati integrali di Russello e Margerito, grandi autoctoni che esprimono complessità sensoriale ed identità siciliana, sfoglie croccanti di semola, grissini fragranti, sfincione palermitano e pane cunzato da degustare con una vellutata di zucca, spaghetti di castagna, semi di zucca tostati e chips di patata viola. Su tutto lo champagne degli oli bio siciliani, Grottafumata di Mauro Cutuli.

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La triglia ripiena di carciofi in panure croccante dialoga con radici e tuberi glassati – daikon, rapa, pastinaca, topinambur e carota-. La cremosità della passata di fava larga di Leonforte aggiunge persistenza alle volubili dolcezze e mineralità armoniche del pesce e degli ortaggi, abbinamenti che rendono unico ogni assaggio.

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L’opulenza e l’umani della crema di porcini secchi e dello stracotto di vitello, diaframmati dalle pieghe dei ravioli, rimandano quasi ad enfasi asiatiche, dando nuovo carisma alla pasta ripiena che è sintesi dell’entroterra siciliano.

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Gli spaghetti alla chitarra abbracciano la quintessenza della brezza, nella manteca ai tartufi di mare e ricci, con la delicatezza esperidata del limone candito e olio evo.

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Il pesce San Pietro convince nel dualismo con la filangé di cardi, sentori tannici e balsamici di timo che si perdono nella dolcezza della cipolla rossa caramellata.

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Il piccione in due cotture non idealmente indovinate – coscetta alla brace e petto glassato – trova controcanto suadente nella crema di mais, pop corn e cavolo viola agrodolce.

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Il pre-dessert conquista per la connotazione non retoricamente dolce: mela-caprino-pomodoro candito resettano il palato invogliando al dolce.

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Il cannolo alla crema di ricotta con gelato al torrone e zappetta calda di fichi è un dichiarato tributo allo chef Ciccio Sultano e un manifesto omaggio all’altro ambasciatore del gusto siciliano nel mondo, chef Pino Cuttaia, per la forma spiralizzata a cornucopia.

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La piccola pasticceria incanta per la fragranza delle preparazioni espresse e corrompe con infinite sfumature di cioccolato, tra le migliori di Sicilia.

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Al Ristorante Coria va in scena l’estrema qualità della materia prima, grande attenzione alla stagionalità del pescato e degli ortaggi. Selezioni esclusive di eccellenze regionali e brillante valorizzazione dei prodotti del territorio per elaborare portate armoniche e accattivanti, in un ambiente che ammalia per stile, atmosfera e design contemporaneo.

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Servizio discreto e professionale, la cantina dipinge numerose microcosmi enoici siciliani, non manca una selezione di Champagne, vini francesi, sudafricani e nazionali. Diversi menù degustazione, alla carta per tre portate – antipasto, primo e dessert – si resta sulla soglia di 50 euro.

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Ristorante CORIA
Chef DOMENICO COLONNETTA e FRANCESCO PATTI

Via Infermeria, 24 – Caltagirone CT
Tel. 0933 334615

Aperto a pranzo e cena.

Chiuso domenica a cena e lunedì.

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visitato il 29 gennaio 2017

L’oro dell’Etna, l’Olio EVO Grottafumata.

Olio extravergine di olive Nocellara Etnea biologico, coltivato sul versante nord del vulcano, nel territorio di Randazzo, Catania.
Grottafumata è la contrada che identifica l’eden incontaminato dell’uliveto e olio dal carisma seducente e dalla personalità unica, espressione del suolo ricco di potassio e sodio, che si avvantaggia della rugiada dei prati spontanei – habitat di lucertole e coccinelle a cui è delegato il controllo delle eventuali parassitosi – e dalla vicinanza a corsi d’acqua.

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Riflessi oro cangianti si perdono nel cremoso spessore verde citrino.
Si scalda in fretta la delicata fragranza erbacea, svelando la volatile percezione della buccia delle piccole mele dell’Etna.
L’elegante impronta dei polifenoli si sussegue alla caratterizzante salinità: l’effimera profondità amara anticipa un retrogusto speziato più che piccante, come un masala che si perde nella dolcezza delle noci di macadamia.

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Ideale sul pesce di scoglio e sui molluschi, sui primi mediterranei, per le insalate eoliane, i legumi di Ustica, le patate al vapore e gli ortaggi estivi. Prezioso per emulsionare le ganache di cioccolato e negli impasti soffici da colazione.

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Ulivi quarantennali, ma il 2015 segna il primo anno di commercializzazione.
Flaconi in latta di diversi volumi sono stati scelti per schermare totalmente le fonti di ossidazione luminosa. L’evocativa etichetta illustra l’incantevole fiaba di Grottafumata, ormai prossima a narrare l’ultimo atteso raccolto.

Azienda Agricola Grottafumatadi Mauro Cutuli

+393288226100 – +393803022789

Info@oliogrottafumata.it