Il fenomenale talento dello chef JOSEPH MICIELI: Scjàbica Cuoco Pescatore

Arrivi a Punta Secca col mare che ti accompagna lungo gli ultimi km che ti separano dall’atmosfera onirica, di una Cittadina che oggi è apprezzata soprattutto per la straordinaria e travolgente proposta enogastronomica dello chef Joseph Micieli.

Istinto, desiderio, immediatezza… grande ricerca e selezione di materia prima locale, dal fascino così travolgente che mi fa scattare costantemente una molla. I piatti migliori sono stati creati di getto, qualcuno è nato perché l’ho dedicato.

Brillante attitudine a stupire sempre l’ospite, attraverso una creatività che è emblema di magistrale tecnica, sfavillante estro compositivo e perpetua ricerca degli ingredienti d’eccellenza, che sanno raccontare il territorio ibleo ma seducono attraverso intriganti ispirazioni senza limiti e confini.

Lo chef Joseph Micieli sceglie le cultivar olearie e le farine autoctone molite a pietra più espressive, per i pani gioiello a lievitazione naturale dalla fragranza conturbante, e per la pasta fresca di trafila propria. Cura e dedizione che si percepiscono nettamente all’assaggio, donando l’anima autentica di un eden racchiuso tra monti e mare.

 

 

La carta dei vini ammalia per l’esclusiva antologia dei microcosmi enologici siciliani e per i ricercati Riesling e Champagne, senza tralasciare l’Alsazia, la Loira e la Borgogna. Carismatica la sezione TRIPLE A, ideale per seguire i percorsi artistici dello Chef, ispirati dal pescato di giornata e dalla ricercatezza delle materie prime iblee.

 

Una nuvola di pan brioche porta in trionfo l’idillio di sarda affumicata e maionese di capperi, un assaggio indelebile che svela un caleidoscopio di sensorialità cosmopolite.

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Arriva sfrigolante, ed anticipata dalla passionale nota affumicata del pimenton, voluttuosa ed irresistibile nell’abbinamento alla crema di carota speziata, la crocchetta di ricotta. Un sussurro mistico dell’entroterra, vivacizzato dalla clorofillica freschezza dei germogli di piselli.

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Ogni crostaceo preserva intatta la sua verve, in una tartare che esprime la quintessenza mediterranea e la conturbante polifonia del gazpacho.

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Trame sorprendenti al palato che si amplificano in contrasti audaci: nivea e cremosa ricotta a prolungare le identitarie percezioni di suprema estasi.

 

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La Milanese di Triglia rivela l’inarrivabile padronanza tecnica dello Chef nel saper valorizzare la trama unica dei filetti di pesce, che nella frittura trovano sublime consacrazione. Eterea e caratterizzante all’unisono, la panure aurea e croccante, lascia con la sua leggerezza nitidi i mille sapori della triglia: dolce e iodica, fugace e lussuriosa. La struttura tridimensionale della salsa ketchup maison amplifica l’esperienza, attraverso la vibrante concentrazione degli ortaggi, in un agrodolce da godere fino all’ultimo sospiro.

 

 

L’ArancinO d’A-Mare dello Chef ha un’anima fondente di provola ragusana, gambero rosso e cozze, nell’abbraccio del riso mantecato in bisque di crostacei. Panatura fragrante e la mineralità della salsa alle erbette spontanee completano l’alchimia di perfezione.

 

 

La raffinatezza delle fettuccine tirate ad arte dallo Chef incontra l’eloquenza della lampuga accarezzata dai fuochi, le acciughe del Cantabrico come accento umami, che si specchia nel pesto etereo di finocchietto selvatico. Un primo piatto che danza oltre i vertici della più sofisticata leggerezza, per amplificare l’essenza degli ingredienti.

 

 

L’eleganza esperidata del limone candito a dare brio ai monumentali Paccheri della domenica: l’opulenza del ragù di ricciola e voluttuosa fonduta di caprino, diventano complici e mai antagonisti, nell’estrema espressività di un signature dish trionfale.

In sala ammirando la spettacolare cucina a vista e nello scenografico dehors, è possibile godere della travolgente esperienza enogastronomica di Scjàbica Cuoco Pescatore, a pranzo e a cena, sul mare e in riva all’estasi sensoriale di un’estate che a queste latitudini non sa finire.

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Il servizio di sala affidato alla professionalità di Alessio Micieli e Salvatore Abate sa intrattenere con dedizione, discrezione ad ammirevole eloquenza tecnica.

La brigata di cucina si avvale anche della preziosa bravura di Agata Rizza e Peppe Bellina, virtuosi e giovanissimi Collaboratori dello Chef Joseph Micieli.

Il Ristorante Scjàbica Cuoco Pescatore a Punta Secca è una meta imprescindibile di Sicilia, 365 giorni l’anno.

 

Ristorante Scjàbica Cuoco Pescatore 

Lungomare Amerigo Vespucci

97017 Punta Secca (RG)

T. +39­ 0932­ 1836006­

info@josephmicieli.it

http://www.josephmicieli.it

chiuso il mercoledì

Il nuovo menù d’autunno: TAVERNA MIGLIORE, Modica.

Le suggestioni iblee d’autunno e l’inevasa lungimiranza amplificano le ispirazioni creative dello Chef Lorenzo Ruta, orizzonti dalle tessiture studiate ed innovative animano il menù, attraverso le nuances più audaci e nitide delle erbe spontanee dell’orto, dei frutti tardivi dell’Etna, delle carni e del pescato rivisti sotto la lente delle più donanti alchimie di gusto, grazie a magistrali tecniche esecutive ed estro compositivo.

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Ludico e polifonico, il benvenuto a Taverna Migliore, ha i palpiti piemontesi della tartare di manzo e della robiola di capra, celata nell’allusiva morfologia della gelatina di Ciliegino, la vellutata fragranza del finocchietto selvatico e del tartufo di Palazzolo Acreide del bon bon di gambero rosso, la tridimensionalità dei fritti e la friabilità delle sfoglie al burro che impreziosiscono i pani.

La terrina di maiale nobilita un taglio di grande valore espressivo e di carisma umorale, grazie alla fragrante caramellizzazione di superficie: un cubo di testina, che si verticalizza nella brunoise di meline selvatiche etnee e pesche di Leonforte, irradiato dalla misticanza dell’orto, folgorante nell’essenza delle donanti foglie di pepe di Sichuan.

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L’eloquenza degli ingredienti selezionati dallo Chef Lorenzo Ruta, narra con stile la sacralità dello Spaghetto al Pomodoro, trafilato del miglior pastificio artigianale-agricolo-artistico italiano, l’unico in mezzo ad un campo di grano, e dei pomodori di Pachino, irradiati dal sole più intenso d’Europa. Così nasce un’ode all’Italia, liturgia di una polpa di pomodoro che è controcanto della trama al dente filosofico della pasta.

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Sfoglia ricca di semola e tuorli, tirata ad arte e scrigno di ragù di nero di seppia, impreziosita dal carpaccio eclettico del mollusco e dall’epifania della salsa di mandorla, idilliaco compendio che si tatua tra i più suggestivi emblemi di raffinata passionalità.

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Intermezzi che sublimano la cultura gastronomica modicana: le scacce tradizionali, arancine al ragù e ricotta fritta, anticipano l’uovo poché  vibrante della doppia croccantezza.

 

Il baccalà d’autunno s’inebria di cavolfiore, noci e rapa rossa, tra voluttuosi mantecati al cipollotto verde ed il brio della chips della sua pelle.

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La lingua di vitello trova assonanza nella profondità del tartufo scorzone e gioiosa enfasi nell’aria di  bagnet verd.

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La riduzione di carruba ingolosisce il trionfale tiramisù alle meringhette al caffè, come un omaggio a Cédric Grolet, arrivano i fruttini di bavarese di pesca all’amaretto.

 

A Taverna Migliore, lasciarsi sedurre dalla personalità delle etichette che compongono la carta dei vini anima un’esperienza che collega gusto ed estetica, radici e contaminazioni culturali, armonie e dirompente talento.

Lo Chef Lorenzo Ruta, Alice e Valentina Migliore in sala, inaugurano la stagione con le più entusiasmanti pagine da scrivere, insieme a chi vuol godere della vivacità di una proposta enogastronomica che sorprende, sempre!

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Ristorante Taverna Migliore

via Modica Ispica 95 – Modica (RG)
Tel. +39 338 498 1656
tavernamigliore.info@gmail.com

 

Ristorante visitato ad ottobre 2018

La Fenice: a Ragusa la genialità dello chef Claudio Ruta

La teatralità compositiva, la dirompente ed eclettica padronanza scenica degli ingredienti, la lettura critica ed ispirata della territorialità e la ricerca introspettiva del patrimonio culturale ibleo, tratteggiano lo stile istrionico dello chef Claudio Ruta, anima, cuore e mente del Ristorante La Fenice, il fulcro gourmand di Villa Carlotta a Ragusa.

L’antropologia, la botanica, la chimica, la bromatologia, ma anche le arti pittoriche e della scultura permeano le alchimie sensoriali della filosofia culinaria dello Chef,  narrando padronanza tecnica e vivaci accenti di gusto.

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Luci puntuali e vetrate a tutta altezza enfatizzano i volumi della sala, che dialoga col parco dell’hotel e brilla di un Servizio di rara classe e professionalità.

La Cantina valorizzata dall’incisiva e carismatica lungimiranza del Prof. Fabio Gulino, si esprime attraverso il dialogo divulgativo dei Sommelier, ambasciatori delle esclusive referenze internazionali ed interpreti delle più audaci letture della Terra del Cerasuolo e dell’Etna all’orizzonte.

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La selezione dei pani arriva al palato come un dono votivo, ammalia per la percezione detonante dell’anima dei grani autoctoni e per la sperimentazione dei lievitati sfogliati all’argilla e per le chips seducenti di cuturro.

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Mare e giardini iblei si abbracciano nel crudo di pesce, una composizione che valorizza le allitterazioni minerali e fruttate, attraverso le trame inedite dei cladodi di fichidindia e del gelato alle ostriche.

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Il coniglio ammalia con la polifonia versatile della sua rilettura zen, celando un cuore di foie gras e perpetuando all’assaggio la genialità compositiva dello Chef.

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Il grano arso dona tridimensionalità ai fagottini che mettono in antitesi la dolcezza dei topinambur e la passionalità della mortadella di bufala iblea, in una composizione di livelli sensoriali dinamici ed accattivanti.

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Sicilia e Provenza dialogano tra dolcezze sussurrate e sospiri di lavanda, umoralità dei lamponi ed apologia iblea:

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lo zanfarro, dall’oblio alla consacrazione dell’Alta Pasticceria, in un’opera lirica sfrigolante di melanzane al cioccolato.

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La Fenice è convivio e sorprendente armonia di equilibri ricercati, luogo elettivo di chi ama confrontarsi con l’estetismo dei sapori identitari e con i viaggi di puro piacere.

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Grazie Fabio Gulino

 

 

 

Ristorante La Fenice

Via Gandhi, 3 – Ragusa
tel: 0932 604140
fax: +39 0932 643137

info@villacarlottahotel.com

Votavota a Marina di Ragusa: e le stelle stanno a guardare

“Abbiamo aperto la valigia, abbiamo buttato dentro le esperienze di entrambi, e siamo partiti insieme”

ANTONIO COLOMBO

L’emozione che non ti lascia, anche se dalla cena del sette luglio scorso qualche giorno è passato. I sorrisi e la felicità corale che si respira al Ristorante Votavota non ti abbandonano, a Marina di Ragusa e a Sampieri, sempre fronte mare, sempre attraverso un ingrediente raro: l’attitudine manifesta a sorprendere sensorialmente con l’Arte dei due Chef, la grazia dell’Accoglienza e del Servizio di Sala che difficilmente si trova così professionale in Italia, e la soave eleganza della Sommelier Ivana Iemmolo.

Gli chef Giuseppe Causarano ed Antonio Colombo sanno veicolare tecnica magistrale, estro, creatività, ricerca, gusto cosmopolita ed essere allo stesso tempo interpreti del patrimonio culturale siciliano.

I ristoranti Votavota a Sampieri ed a Marina di Ragusa, nascono dal sodalizio professionale e dall’identità di un concept dagli orizzonti in divenire, che ha come propulsore la creatività che ogni giorno reinventa il sapere, le ispirazioni e le esperienze vissute.

La novità dell’estate 2018 è il SWEET CORNER del Ristorante di Marina di Ragusa, dove già dal primo mattino lo chef Antonio Colombo sforna e manteca i più sublimi desideri del risveglio.

Tra i vari menù degustazione e le creazioni à la carte, scegliere comporta unicamente gioie per il palato, proposte che narrano l’attenta selezione delle materie prime, dall’olio evo che è diventato ambassador del brand Votavota, al pescato, alle uova e agli ortaggi appena colti negli orti ragusani.

La cantina brilla di referenze internazionali di vini, birre e distillati, promuovendo le più carismatiche realtà enologiche del territorio.

Sale polifunzionali, senza soluzione di continuità tra il mare e la cucina, connessi da un giardino di essenze officinali, design ed amore per tutto ciò che è gioia e meraviglia.

Il Viaggio…

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Kanazawa

Ostrica al naturale, lime e peperoncino, sorbetto alla menta e finta perla di marzapane

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Leonforte

Pesce di lenza leggermente marinato con germogli freschi, servito con Bellini di pesca di Leonforte e zenzero

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Sud

Totanetti scottati su spremuta di Datterino di Scicli, stracciatella di bufala ragusana e pane tostato

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Taiwan

Pancia di maiale a cottura lenta servita nel suo brodo e sentori di “niputedda”

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 “Casa”

Uovo Aia Gaia e zucchina estiva sciclitana in diverse consistenze

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Scicli

Minestra di pasta, con crostacei, zuppa di canocchie e  spuma di passion fruit

Marzamemi

“Tonno come fosse carne”

Palermo

Sfincione dolce, con mousse di limone, frutti rossi e cioccolato bianco

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Kyoto

Savoiardo alla vaniglia, crema al mascarpone e caffè BIO

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“Il tappo sa di vino”

Mousse al sesamo pralinato e riduzione di Passito di Nero d’Avola delle Cantine Marilina

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Ristorante Votavota

Lungomare Andrea Doria, 48,

Marina di Ragusa RG

Tel. 334 142 6962

Scjàbica a Punta Secca, le coordinate del gusto

Carisma, dirompete creatività, brillante ricerca che contempla esclusivamente l’eccellenza della materia prima, selezionata con rigore e col desiderio di trasmettere i sapori del pescato a miglio zero o poco più, interpretando il gusto mediterraneo anche attraverso le suggestioni che non hanno confini geografici, ma l’orizzonte libero del mare e della sensibilità artistica di chi è mente ed anima di importanti progetti imprenditoriali che hanno rifondato l’offerta del gusto del litorale ibleo: sono solo alcuni dettagli della cifra stilistica e del talento di Joseph Micieli.

Dall’arte mixology contemporanea di Scjàmpagne alla Cucina Costiera by Scjàbica fino a Scjàbica Cuoco Pescatore, il gusto e le preziose selezioni enologiche e di distillati hanno reiventato l’offerta di un territorio turistico di grande riscontro internazionale e che continua a mettere in luce la straordinaria vicinanze alle città del Barocco ibleo e al mare di sabbie dorate e blu magnetico di Punta Secca.

La semplicità che ammalia attraverso l’essenza, che trasmette la purezza del grano siciliano dei lievitati, che si fonde all’olio extravergine selezionato per regalare l’identità del gusto delle cultivar autoctone.

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Magistrale la tecnica esecutiva, sicurezza ed audacia compositiva ed infinito rispetto  degli ingredienti, regalano al palato la quintessenza dei crostacei, che rivelano in purezza la loro umoralità.

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La Ricciola 2017 brilla nella composizione che evoca un beef corallino, accentata da salicornia, pomodorini dry, olive, frutti del cappero ed essenze mediterranee, tra cui spicca l’aceto di Nero d’Avola, che registra un’aggressività esasperata rispetto alla raffinatezza e alla squisita ricercatezza della creazione dello Chef.

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L’arancino è una sinfonia di crostacei e mitili che illustra i canoni di perfetta esecuzione e si specchia nella dolcezza primaverile dei legumi verdi.

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Gli spaghetti sartoriali Mancini trovano nell’interpretazione dello chef Joseph Micieli la loro definitiva sublimazione:

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nelle due varianti, ai ricci di mare e alle alghe-gambero rosso-caviale-aglio dolce, dipingono connotazioni di supremazia di gusto e di tecnica che li ascrivono tra i must have.

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Il trancio di pesce svela i suoi sentori dolci, burrosi e fruttati che seducono richiamando infinite idee di abbinamento, che arrivano a sconfinare ai distillati e ai cocktail estivi, a due passi dalla spiaggia, con la brezza tatuata sulla pelle ed il desiderio di tornare prestissimo da Scjàbica.

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Ristorante Scjàbica

Cuoco Pescatore 

Lungomare Amerigo Vespucci

97017 Punta Secca (RG)

T. +39­ 0932­ 1836006­

 info@josephmicieli.it

http://www.josephmicieli.it

I BANCHI, a Ragusa Ibla la rifondazione del gusto

Anche la domenica mattina, Ibla si sveglia con la fragranza del pane autentico e delle scacce appena sfornate, un richiamo sensoriale che ti guida attraverso il dedalo di vicoli appena oltre l’ombra mistica del Duomo, fino in via Orfanotrofio, dove tutto narra di gusto ed ospitalità.

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A I BANCHI l’accoglienza ed il dinamismo della proposta abbracciano tutte le esigenze della giornata: la colazione, l’aperitivo, uno snack veloce, il pranzo, la cena, il dopocena e infinite idee da asporto che vanno dalla gastronomia all’enoteca, senza dimenticare l’alimento iconico dello stile mediterraneo, il Pane.

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A I BANCHI di Ragusa Ibla il benessere passa anche attraverso il gusto e l’identità della biodiversità dei grani autoctoni siciliani, caratterizzati da fragranze fruttate e da sapori carismatici, che si prestano ad essere plasmati dall’Arte Bianca dello Chef Peppe Cannistrà, anima del progetto di cucina democratica che valorizza il patrimonio culturale del gusto ibleo fortemente voluto dallo Chef e Patron Ciccio Sultano.

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Il pane scanato a pasta dura, i lievitati monocultivar e alla frutta secca, il Nero di Castelvetrano, le focacce, lo Sfincione palermitano, i dessert, le uova di galline felici dell’Aia Gaia, i salumi, i formaggi, la selezione di olio extravergine, le conserve, i suggerimenti della cucina, da consumare nelle accoglienti sale, all’aperto o da portare via.

 

Dalle proposte disimpegnate ai tavoli social per eventi privati o il privilegio di accomodarsi nella Cattedrale del Vino, che a I BANCHI custodisce anche una enciclopedica selezione di Champagne, guidati dall’eleganza e dalla professionalità di Gabriella Cicero, Manager di straordinaria caratura, che con brillante stile e dedizione riesce a coordinare ogni esigenza degli ospiti.

 

E prima di andar via un ultimo sguardo alle esposizioni di Arte Contemporanea ospitate negli angoli più suggestivi delle sale, che narrano le indissolubili contaminazioni culturali che il gusto sa sempre amplificare e veicolare.

 

I BANCHI

Via Orfanotrofio 39

RAGUSA IBLA

Tel. +39 0932 655000 

info@ibanchiragusa.it

Chiuso il giovedì

 

Primo Raccolto, l’evo Letizia in rosa!

Chiaramonte e la DOP Monti Iblei, menzione geografica Gulfi, esprimono un olio extravergine di oliva dal colore verde aureo, da olive brucate a mano e frante a freddo entro dodici ore dalla raccolta. Uliveti estesivi su un altipiano che supera i trecento metri sldm, ortogonalmente costellato da muretti a secco ed essenze autoctone come il carrubo, che si alternano a vigneti e zone boschive.

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Letizia Primo Raccolto nasce da una speciale selezione di Tonda Iblea verde, una produzione limitata, che nel 2016 si è assestata ad ottocento litri.
Primo Raccolto seduce per la brillantezza e la polifonia aromatica: foglia di pomodoro ed erba falciata che si evolve in un’ombra balsamica di salvia e nepetella.

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Viscoso e opalescente, satura il palato grazie ad una cremosità sottile, svelando sentori dolciamari di cuore di carciofo ed accennata piccantezza polifenolica.
Un olio extravergine armonico, carismatico, strutturato, democratico. Idealmente si coniuga a zuppe di legumi, pesce alla brace, polpo alla palermitana, ortaggi brasati o in agrodolce.

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Edizione Limitata disponibile in flaconi in vetro scuro da 0,5 l.

Azienda Agricola Rollo

di Giorgio Rollo
mobile +39 333 8454858
info@aziendarollo.it

Acquistato presso Cristaldi Specialità Alimentari

Votavota, brio contemporaneo a Sampieri.

Squisitezza che ti accoglie già al telefono al momento della prenotazione, mentre percorri gli ultimi chilometri che da Marina di Ragusa ti portano ancora più a sud, fino all’incantevole baia di Sampieripiccolo borgo della marina di Scicli e Modica – dove il mare t’incanta all’orizzonte di ogni vicolo, in un’atmosfera rarefatta in cui il tempo assume la dimensione delle tue esigenze. 

Centocinquanta giorni in riva al mare, un temporary fish restaurant che vede perpetuarsi l’intesa professionale dello chef Peppe Causarano e del pastry chef Antonio Colombo – già affiatati a Locanda Gulfi e forse in un progetto in divenire a Modica-.

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Soundtrack lodevolmente affidata ai vinili, atmosfera rischiarata dal bianco assoluto che si accende solo dell’azzurro cangiante del mare e dei preziosi ed evocativi piatti in vetro, realizzati artigianalmente su disegno.

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“Votavota” è uno strumento di pesca, emblema delle maglie di essenziale e nitida meraviglia che ti catturano non appena arrivi e prendi posto.

Inizi a percepire l’iridescenza adamantina delle proposte della piccola ma indovinata carta; dichiarano freschezza contemporanea e rompono gli schemi antipasto-primo-secondo.

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Crudi di mare, fritti, mitili, il cous cous, sacrosanti spaghettoni di Gragnano ai ricci, tagliolini freschi di grano autoctono Russello con sarde e finocchietto e le preparazioni marinare si alternano seguendo le curve dei desideri.

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Il cuoppo di paranza cela sfrigolanti gamberi, triglie e nasellini, la sfavillante doratura di semola ad enfatizzare la freschezza dei calamaretti spillo. Trionfali le cozze, brillano della fragranza esperidata di limone, zenzero e lemongrass.

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Appena in debito di cottura i ravioli di ricotta, come il ragù leggero di seppia. Arrivano annunciati dall’inebriante origano fresco. “Ronnalucata” è il nome del piatto, il datterino candito è il fil rouge che sancisce l’indissolubile dualismo del territorio ibleo, mare e monti senza soluzione di continuità.

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È quasi un ologramma caraibico il filetto di pesce capone: un trancio sublimato dalla cottura che si specchia nella freschezza della salsa montata allo yogurt ed erba cipollina, dialogando con la concassé di frutta estiva e misticanza.

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Si apre il folgorante carosello dei dessert: il Pastry Chef in persona enuncia e completa al tavolo le portate, prestandosi a soddisfare ogni curiosità tecnica e degustativa.

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L’Uovo di Colombo seduce per la struttura del biancomangiare, per l’essenzialità del latte di mandorla reso sensuale come un cremoso di cioccolato. Completano la creazione il crumble di pistacchio all’olio d’oliva e la gelatina di frutto della passione – a mimare il tuorlo – e a dare uno shock lisergico al palato, nel caleidoscopio di coulis e frutta fresca.

Molti gli spunti di freschezza in Sole di Sicilia: il sorbetto al tè verde, la meringa alla menta e la crema cotta al limone; non arrivano però ad una sinfonia gustativa.

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La sei veli da passeggio è un semifreddo su stecco. Lussurioso cioccolato si fa scrigno di mousse alla nocciola e cioccolato; una croccante ed aromatica sabbia al caffè e la glassa al cacao completano il peccaminoso ritratto di golosità.

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Il venerdì appuntamenti dedicati a ricercate esperienze enogastronomiche.
45 euro per un percorso a mano libera degli Chef di cinque portate, sui 35 scegliendo tre portate alla carta.
Minimalista, ma ben articolata e pensata, la carta dei vini siciliana.
3 euro per l’acqua in vetro e 3 euro per il coperto, che nel mio caso non ha previsto pane servito al tavolo. Servizio discreto e puntuale.

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Chiude il 31 ottobre, imperdibile.

Votavota, temporary fish restaurant
via Miramare,

lido Pappafico, Sampieri, RG

tel. 391 49 89 518

facebook 

Aperto tutti i giorni, a pranzo e a cena.

Visitato il 25 giugno 2016.

Ibla per immagini

Bisognerebbe indugiare tra i vicoli almeno fino al tramonto, quando la luce abbacinante si sfuma e tutto si fa lieve.

Fuori dall’ombra e dal misticismo del Duomo, il dedalo di gradini ti porta agli scorci più autentici, tra le rovine che segnano l’ora seicentesca del terremoto e gli angoli valorizzati.

Ibla la sera è un presepe, da contemplare:

dopo averla scoperta dal cielo alle gole, dopo averne captato il profumo di zagara dai giardini segreti, dopo averla assaggiata.

Resterà tua, aspra e magnifica, elementare e complessa, stratificata e baroccamente manifesta.

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A pranzo dal Sultano, Ristorante Duomo, Ibla, Ragusa.

Monumentale e stupefacente l’empirea verticalità che dal Duomo di Ibla si proietta alla tavola del Sultano.

Chef Ciccio Sultano.

Ti accoglie nel dedalo di camere contigue, a regalare esclusività ed intimità, nell’abbraccio materico del toni ocra, cobalto e adamantini, illuminati dagli affacci gelosi sui giardini segreti. Avrai il respiro delle gole dei monti iblei e il paesaggio più autentico di Sicilia.
Lino immacolato a tavola e una balza di damasco carta da zucchero, a memento che il mare non è poi così lontano.

Arriva la selezione di pani: non trovi assaggi dei gioielli iblei, la scaccia e il pane a pasta dura di semola aurea. Non si fanno ricordare le proposte di Lariano e simil-Castelvetrano.

Mare e terra dialogano senza soluzione di continuità, nella personale visione del patrimonio culturale, nei tributi alla cucina baronale e al barocco nella concettualità compositiva.
Non mancano citazioni che esaltano ingredienti del territorio ed eccellenze dal mondo, sapere e sapore all’unisono.

Chips briose di riso ti seducono, mentre arrivano ludiche antifone: una pralina di pesce spada affumicato e melone, oliva verde che cela un nocciolo di fagiolo disidratato, vele di pane che custodiscono una perla gelata di tartufo ibleo di Palazzolo Acreide.

Accade che nell’irripetibilità di un boccone si consumi la perfezione:
in Volevo Essere Fritto il gambero rosso trova la croccantezza spiralizzata della cialda di cannolo e accenti salini di Ragusano e caviale Oscetra, infusione passionale nell’abbraccio etereo della ricotta, appena attraversata da una vena amaricante di erbette iblee;
l’ostrica, celata e composta a beccafico, regala al palato l’infrangersi delle onde sugli scogli, nella luminosa freschezza del limone, candito e in elisir.

Delude la trilogia di merluzzo: un esercizio algido di mantecato, filetto dalla pelle gelatinosa e crostini infusi e disidratati. Assaggi legati dall’anonimato della salsa. Un respiro anisato prevale nel mix segreto di spezie che vela il piatto. Sassolini di fagiolo Cosaruciaru di Scicli segnano il percorso che non arriva alla meta.

Conquista l’eloquenza dello spaghetto di trafila propria, la perfezione nel punto di cottura e nel calibro, che si lega indissolubilmente all’emulsione di mandorla-basilico-menta.
Ogni assaggio è reso unico dall’iridescenza dei lapilli di mare a corollario: ricciola, seppia, gambero rosso e calamaro, sorprendentemente accentato dal limone. La complessità estiva e la freschezza del pomodoro chiudono un dipinto espressionista e dirompente.

Vale il viaggio il trancio di ricciola, sublimato dalla cottura: come una cotoletta alla palermitana, screziata dalla salsa all’imprescindibileLapsang Souchong.
La polvere di cappero orchestra rimandi salmastri, la dolcezza è affidata ai legumi freschi e ai ceci croccanti, preparano alla tridimensionalità della pralina di oliva nera infornata, ha un cuore fondente e dolceamaro di mandorla Romana che rimarrà indelebile al palato e nei desideri.

Il cambio di tovagliolo è preludio della sacra ritualità della pasticceria barocca siciliana.
Batista di lino per servire il piccolo cannolo dalla cialda perfetta, dialoga con l’estratto tiepido di fichidindia di San Cono e l’assoluto niveo di mandorla Pizzuta di Avola. Segue un trionfo di vizi&virtù, dolci corruzioni di armonia sensoriale.

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Si avverte l’assenza in sala di Valerio Capriotti, di un dialogo costruttivo tra cucina e ospite, rimane inevaso il desiderio di approfondire scelte concettuali che non si palesano al palato.
Mancano slanci contemporanei nelle proposte al calice, ma non le sicurezze.
Dove si arriva con aspettative d’eccellenza è più facile scorgere le ombre, rimangono comunque confinate dalla consapevolezza che al Duomo di Ibla si tornerà, non solo in pellegrinaggio.

Ristorante Duomo, Ibla, Ragusa.

Chef Ciccio Sultano