FUD OFF, a Catania l’arte mixology incontra il gusto

A Catania, via Santa Filomena è il fulcro non solo dello street food, ma dell’estro, dell’espressività, del fermento culturale ed artistico della Città.
Dalle bakery alle librerie d’avanguardia, dalla ricerca del gusto etnico siciliano alla pizza napoletana, dalle profumerie di nicchia al bere miscelato: si vive in un’atmosfera che dipinge l’unico luogo dove vale la pena essere e si trasfigura il food etneo con ologrammi di internazionalità.

Deus ex machina è Andrea Graziano, imprenditore che ha rimasterizzato il panorama del gusto catanese: ha enclave anche a Palermo e collaborazioni ovunque regni il gusto. Ideatore di format aziendali che orbitano attorno agli ingredienti siciliani e alla sostenibilità alimentare e che parlano uno slang accattivante e d’impatto comunicativo; oggi le aziende FUD danno lavoro a centinaia di giovani e piccoli produttori e sono modello imprenditoriale di successo.

FUD OFF è alchimia lounge, suggestioni indie rock, libertà di comporre in assoluta autonomia un aperitivo sartoriale o un menù degustazione per cene accattivanti, istoriate dall’arte mixology di Domenico Cosentino, che combina spiriti siciliani ed internazionali, affiancandoli ai classici drink d’Autore, alle essenze botaniche e ad una misurata carta dei vini.

Chef Valentina Chiaramonte compone con eclettismo e sentimento accordi di grande equilibrio e stuzzicante brio: ogni proposta della cucina ruota attorno alla curiosità di poter assaporare abbinamenti iconici rivisitati e tapas studiate sulla stagionalità e sulla valorizzazione di ingredienti dalla dirompente personalità.

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Ricci-panelle-gambero rosso, oyster bar, ceviche e Pisco sour, pastrami, manzo tonnato, burger, salmone&guacamole, ma anche pesce azzurro, carne di cavallo ed irresistibili proposte vegetariane, per arrivare a comporre un menù degustazione, per sfizi in ordine sparso o anche solo per un dopocena, lasciandosi tentare da dessert lussuriosi o da un calice da meditazione.

FUD OFF-25 ottobre 17-21

La ricercatezza e l’incisività del light design, dello stile sapiosexual, del recupero e della valorizzazione del locale storico attraverso la maternità del ferro acidaro e dei carezzevoli riflessi del velluto degli arredi, delle stoviglie che hanno una storia da raccontare e dell’artigianalità, percepita come valore al palato e come attenzione in ogni dettaglio.

FUD OFF-25 ottobre 17-09

Il disimpegno dell’ora e la possibilità di assecondare voglie in divenire, l’accoglienza e il servizio attento e discreto del Personale di sala, l’atmosfera europea e la qualità del tempo speso da FUD OFF sono stimoli per tornare presto.

Cocktail intorno agli 8 euro, vini al calice sui 5 euro, tapas dai 3 ai 10 euro.

Per info

Ultima visita il 25 ottobre 2017.

 

Ristorante Donna Franca Florio, le atmosfere liberty di Palermo

Villa Igiea a Palermo è una perla incastonata tra il Monte Pellegrino e la scogliera dell’Arenella, custodisce immutato il suo secolare fascino mitologico che aleggia nei saloni da ballo e nelle terrazze, che incorniciano giardini esotici e il mare.
Da sempre meta del jet set internazionale, punto di attracco privilegiato per panfili che solcano gli oceani e rievocano le rotte di navigazione dei Florio, magnati che fecero di Palermo e della Sicilia il fulcro dell’economia, dell’intelligencija, dell’arte e della cultura europea durante i fasti della Belle Époque.

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Il Ristorante Donna Franca Florio è ancora oggi enclave gourmand di turisti internazionali, di chi opta per un’atmosfera retró ma proiettata sull’esemplarità del gusto e del servizio.
Luogo d’incontri riservati, di business e di eventi, eletto recentemente da Dolce&Gabbana teatro delle celebrazioni dell’estro, della convivialità e dei sapori siciliani.

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Riconoscimenti alla ricercatezza della cucina proposta dallo chef Carmelo Trentacosti, che esprime con il rigore tecnico della cucina classica la stagionalità e l’eccellenza degli ingredienti, dipingendo con personalità i sapori isolani e brillanti accenti internazionali.

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Branzino marinato e crema di melanzana arrivano come soave benvenuto dello Chef, equilibrio e setosa persistenza aromatica per aprire una cena ancora estiva.

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Il macco di fave supporta l’opulenza del gambero rosso, un abbinamento scolastico vivacizzato dall’olio agli aromi balsamici.

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Il salmone marinato maison esprime l’eccellenza dei filetti, veleggia lussuriosamente con il brio salmastro dei frutti di cappero e le guarniture d’elezione.

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La spigola arrosto esprime la perfezione dell’esecuzione tecnica della cottura e arriva a tavola preservando succosità, aromi e gusto, costellata da un idillio di contorni dedicati.

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Il rombo intriga nel manierismo della salsa al limone e acquisisce verve e mineralità nell’abbinamento clorofillico agli spinacini e alla chips di sedano rapa.

I piatti flambé vengono elaborati a vista dal Maître, un intrattenimento che amplifica l’esperienza di gusto, esecuzioni live che oltre ai classici dessert, spaziano dalle fettuccine gamberi e curry al codificato filetto di manzo al pepe verde.
L’ananas, non al giusto grado di maturazione, stenta a caramellare, ma trova voluttuosa dolcezza nel gelato.

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Ancora oggi il Ristorante Donna Franca Florio seduce con la passione per il rigore formale, con un’accoglienza intima e d’atmosfera, con un servizio impeccabile ed una proposta degustazione che in quattro portate regala un viaggio nella gastronomia della Sicilia tutta: tartare di dentice e panellina di ceci al finocchietto selvatico, maccheroni alla Norma, ricciola panata alla palermitana e il Cannolo; a suggellare come un bacio i must have del gusto dell’Isola Felice.

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La cantina espone tutti i vitigni autoctoni siciliani e contempla una ragionata selezione nazionale ed internazionale, la proposta mixology del Bar integra il menù con aperitivi o dopocena dall’indimenticabile panorama e di allure d’elezione e raffinata. Alla carta, tre portate sui 70 € vini esclusi.

Ristorante Donna Franca Florio
Grand Hotel Villa Igiea
Salita Belmonte, 43
Palermo
tel. 091 631 2111

 

Ristorante visitato il 16 ottobre 2017.

Punto Concept Store, a Catania

Corso Italia 210, a Catania è l’indirizzo giusto per sentirsi in un altrove in cui trovare e riscoprire le proprie passioni.

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PUNTO è uno spazio in cui il design, la simpatia, l’arte mixology, lo stile, le tendenze e il fashion non hanno soluzione di continuità e rispondono solo alla creatività.

Un wine bar contemporaneo dove degustare, anche al calice, i vini di Agricoltori Artigiani Artisti e i distillati Velier accompagnati dagli sfizi della cucina.

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Per un caffè, per una lettura ricercata, per una pausa pranzo smart, per essere accolti come tra amici e consultare il calendario degli eventi o per irresistibili acquisti gourmand, PUNTO è la scelta giusta.

Un luogo da vivere a tutte le ore del giorno, un menù easy che sa mettere in luce selezioni regionali che hanno una storia da narrare e il sapore voluttuoso della qualità.
Per sorprendersi: Punto.

 

Punto Concept Store

Corso Italia, 210                                                                                                                                  95129 Catania
 095 8176089

Aperto da martedì a sabato dalle ore 11 alle 21,
lunedì e domenica dalle ore 17 alle 21.

Visitato il 12 ottobre 2017.

Il BAR SABADÌ, incanto e meraviglia a Modica

La qualità della vita, il valore del tempo, il sapersi meravigliare dell’incanto della bellezza: sono tra gli ingredienti base di ogni opera di Simone Sabaini.

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Dopo aver ridato al mondo il miglior cioccolato di Modica, dopo aver creato un modello d’eccellenza nel settore produttivo locale, dopo aver ristabilito i canoni assoluti della qualità che tutti provano ad emulare, Simone Sabaini celebra Modica, patrimonio UNESCO, restituendo alla città uno spazio artistico e culturale: Gli Orti di San Giorgio.

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Dalla filosofia Sabadì viene concepito molto più di un bar, molto più di una buvette, molto più di bistrot, molto più di un wine bar, molto più di un locus di affinità elettive.
Il BAR SABADÌ è aperto anche a chi desidera soltanto contemplare l’incanto di Modica da un paradiso ritrovato, sotto tutte le sfumature di luce, fino a quelle della notte che la dipingono come un presepe. Il BAR SABADÌ è ispirazione e nirvana, è libertà di assaporare le migliori selezioni gourmand dal mondo nell’eden riportato a nuova luce, a cui si arriva attraverso il percorso che conduce all’empireo Duomo di San Giorgio.

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Il BAR SABADÌ è il luogo dove lo spazio e il tempo acquistano relatività, sospensione, propensione ad assecondare il proprio sentire, dove si ha la percezione di consumare un picnic che si svela dall’eleganza di un gesto di servizio, che apparecchia meraviglia e convivialità.

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Dal menù di stagione la gioia di scegliere tra composizioni di squisitezza culturale ed artistica prima che di gusto: prosciutto di Parma S. Ilario affinato 36 mesi, Parmigiano Reggiano millesimato 26, 48, 76 mesi, conserve ittiche del Cantabrico e le più esclusive del Mediterraneo, formaggi rari, latticini Barlotti e salumi d’autore impreziosiscono i taglieri, i piatti espressi e i toast da pane in cassetta realizzato per esaltare gli ingredienti che custodisce.

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Gli ingredienti artigianali più iconici e di qualità estrema dialogano con la vibrante freschezza del crudo di verdure e le salse dedicate, le conserve vegetali sottolio e i fichi caramellati.

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Le cremolate della frutta del giardino appena colta e i dessert raw, il cioccolato affinato al tabacco da abbinare ai distillati, chiudono il pasto o i dopocena.

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Il caffè freddo estratto con metodo cold brew, da monorigine Sidamo, che è anche base della granita, vale il viaggio, il latte di mandorla disseta e ammalia, l’aranciata Sabadì preparata espressa rivoluziona i canoni dell’eccellenza dei soft drink.

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L’arte mixology esalta in chiave inedita la polifonia degli ingredienti siciliani e le officinali dell’orto, coniugandoli all’esclusiva selezione di spiriti.
La ricercatissima e luminosa proposta di vini spazia dagli Champagne alle etichette più raffinate e carismatiche del territorio ed internazionali, le birre alla spina Baladin, gli estratti di frutta e ortaggi, le bevande studiate per reinterpretare le dissetanti tradizioni siciliane, i tè rari e i caffè Lelli dipingono ogni idilliaca scelta del bere.

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Il BAR SABADÌ non è il solito bar, è un luogo di culto per la propria anima, per amarsi prima ancora di godere di una vista esclusiva su Modica, del piacere della convivialità, della ricercatezza della proposta del bere, dell’unicità degli assaggi e degli eventi di musica e arte, con un posto riservato in prima fila sull’incanto dell’autentica bellezza.

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Accoglienza sincera, professionalità mai esibita ma professata, servizio incantevole, ricercatezza fatta di arte del saper vivere.
Il BAR SABADÌ regala un sogno da vivere, un’esperienza da ripetere al più presto e ancora, all’infinito.

BAR SABADÌ
Gli Orti di San Giorgio
Corso San Giorgio, Modica, Ragusa.

tel. 393 9106902
http://www.facebook.com/gliortidisangiorgio/

 

Osteria del Mare, a Licata, dove l’estate non finisce

Mare senza soluzione di continuità, nei sapori puri e travolgenti della cucina dell’Osteria del Mare, nella freschezza e nella qualità estrema del pescato a miglio zero, sulla spiaggia di Licata, Agrigento.
La tradizione e la cultura del marinara della Famiglia Morello brilla grazie ad una proposta di gusto che si rinnova ed si innova costantemente, intercettando ogni esigenza contemporanea.
Sempre senza note asteriscate nel menù, sempre elaborando solo il pescato di stagione, sempre esaltando le migliori selezioni di ingredienti del territorio: dall’olio extravergine di oliva delle cultivar dell’entroterra alla pasta fresca di trafila artigianale.

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Il dehors estivo ti accoglie in un giardino esotico direttamente sulla spiaggia, regalandoti la melodia delle onde in sottofondo, il romanticismo di un cielo stellato e delle luci dei pescherecci e del faro in lontananza.
L’area giochi attrezzata per i più piccoli, le luminose, polifunzionali ed accoglienti sale interne, le proposte della pizzeria e del lounge bar, la carta dei vini curata con attenzione, personalità e dai ricarichi contenuti e il ricco calendario di eventi, ne fanno una meta d’elezione per la convivialità e la cucina marinara.

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BALLERINA evoca l’espressività leggiadra e cangiante con cui la nuova proposta dell’Azienda Agricola Fiore firma il blend di Inzolia e Catarratto: succosità e vibrante freschezza sensoriale, armonico e caleidoscopico nell’evoluzione al calice, esalta la dolcezza minerale dei crostacei e l’opulenza del tonno e del fritto.

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La focaccia appena sfornata precede l’arrivo degli antipasti, la fragranza dell’impasto a lunga lievitazione rivela la sapiente selezione di semole siciliane.

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Il gambero rosso di Licata viene esaltato a crudo, esprime la sua essenza anche nei primi e nei secondi piatti proposti nel menù, che celebrano l’eccellenza dei crostacei, dei molluschi e del pescato ad amo.

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Il tonno mediterraneo all’olio e la ventresca affumicata ristabiliscono i canoni dell’eccellenza delle conserve ittiche: una lavorazione sapiente della cucina, che regala all’assaggio filetti dalla trama vellutata e delicata.

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Il fritto di seppioline e pesce azzurro regala al palato l’essenza irresistibile e sfrigolante, grazie al velo croccante di semola superficiale.

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Il trionfo delle aragoste locali viene celebrato con l’eleganza della salsa alla bottarga, che amplifica la naturale ed umorale dolcezza dei crostacei.

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Tra i dessert non mancano mai i sorbetti, il cannolo e la cassata gelato.

L’Osteria del Mare, Oasi Beach, accoglie con ospitalità familiare ed un servizio attento, discreto e sorridente, in un’atmosfera rilassata ed informale, tutto l’anno, in riva al mare, dove l’estate non finisce.

 

Osteria del Mare, Oasi Beach
Ristorante e Pizzeria

Via Sergente Profumo, 92027 Licata AG
Telefono 0922 803494

Aperto a pranzo e a cena
Chiuso il lunedì

Ristorante visitato il 15 settembre 2017

 

Chef Massimo Giaquinta, la gioia della creatività e l’etica degli ingredienti.

Marzamemi è tempo rarefatto, è estate che non finisce, è la memoria di una tonnara che oggi si è evoluta, diventando polo culturale, d’avanguardia artistica, del cinema di frontiera e fulcro della movida siracusana.
Marzamemi è da pronunciare come un bacio, seducente nella sua luce assoluta, rarefatta nella sua essenza di borgo di pescatori, ti cattura, ti ammalia, come i riflessi adamantini del suo mare che ti fa respirare l’Africa.

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Il ristorante Cortile Arabo si svela nella raffinatezza e nell’unicità di un baglio abbracciato dal mare, tra essenze mediterranee che accentano ogni pietanza, plumerie tropicali in fiore, fichidindia e il candore che dipinge l’atmosfera onirica creata dai patron Mariangela Fronterrè, Santo Paternostro e Luca Ventura.

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Chef Massimo Giaquinta anima un menù che brilla di intuizione, sperimentazione, eclettismo ed estemporanea interpretazione degli ingredienti, utilizzando magistralmente le tecniche della cucina classica e d’avanguardia, trasmettendo ad ogni assaggio la passione e la felicità con cui crea le sue sinfonie di gusto.

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Il grano autoctono viene panificato ad arte in purezza, esaltando l’essenza e le caratteristiche sensoriali di ogni varietà siciliana. Il pane arriva in degustazione appena sfornato, insieme all’olio evo monocultivar 274º, Biancolilla che ha i riflessi aurei e la freschezza della brezza della Valle di Noto.

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Il gelato al limone concentra la polifonia sensoriale dell’agrume, si reinventa nella cremosità che dona l’iniziale percezione della mela cotogna, esaltando la minerale dolcezza del gambero rosso di Mazara. Spuma di lampone e chips di rapa rossa a donare profondità, curd di frutto della passione per l’acidità aromatica e voluttuosa mousse di avocado a sancire la persistenza dell’armonia dei sapori.

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L’ostrica porca sorprende con registri sensoriali multipli: l’umoralità affumicata del lardo a dialogare con la mineralità nocciolata del mollusco, la mediterranea dolcezza esperidata della polvere d’arancia e la vibrante passionalità delle more di gelso dell’Etna.

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Il pescato sostenibile dei piccoli pescatori di Marzamemi viene esaltato con estro compositivo: chef Massimo Giaquinta interpreta la cultura del gusto siciliano contaminandola con il brio della frutta esotica, l’agrodolce delle canditure e della concentrazione estiva del pomodoro Pachino, senza dimenticare le essenze balsamiche e la quintessenza del mare sublimata in croccanti chips.

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La mozzarella di Battipaglia presta la sua succosità alla bottarga di tonno e al caviale, nell’enfasi di un morso lussurioso e totalizzante, che lo Chef sdogana democraticamente nella veste di street food.

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Lo spaghetto di grano Margherito – di trafila propria – ha l’anima del pomodoro di Pachino. Viene valorizzato dalla delicata mantecatura e dal dualismo del gambero rosso crudo-e-cotto, armonizzato dalla panna acida al momento del servizio.

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I tortellini fioriscono nell’intensa ed umorale fonduta di Ragusano, screziata delle essenze iblee e del tartufo estivo, in assaggi dorati dalla mimosa di tuorlo.

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L’aragosta viene esaltata rimodulando gli ingredienti della catalana, in un gratin suadente che brilla dei pomodorini fondenti e della cipolla di Giarratana caramellata.

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Il gelato-non-gelato di foie gras trova naturale assonanza nella cialda di zafferano, dall’aroma di rosa e vaniglia, che anticipa la cremosità del gheriglio di ricotta e il carattere del Marsala Vecchio Samperi.

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Eterea mousse di yogurt è scrigno del gelato di barbabietola, in un’allegoria ai frutti gialli che delizia senza incupire il palato.

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Il più elegante Cannolo di Sicilia enfatizza il tulle della cialda con i sentori di passito, ha la salsa alla mela verde come unico controcanto di dolcezza e cela la purezza della crema di ricotta, esaltata dal croccante di frutta secca tostata.

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La vodka al bergamotto corrompe il sorbetto 100% ananas, trasformando il fine pasto in un’esperienza mixology.

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La cantina mette in luce il continente Sicilia, non manca una selezione nazionale e di Champagne. Ricercata la sezione dei vini da dessert e degli spiriti. Servizio dinamico, gioioso e puntuale.

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Da novembre a febbraio il Ristorante Cortile Arabo rimane chiuso. Ogni altro giorno accoglie in un suggestivo dehors, direttamente sul mare nell’incantevole terrazza, o in sale più riservate.

Chiuso il martedì per riposo settimanale, tranne a luglio, agosto e i primi di settembre, in cui chiude solo a pranzo il lunedì e martedì.

Una meta imperdibile ed imprescindibile in Sicilia, che resta tatuata nel cuore.

Ristorante Cortile Arabo

Chef Massimo Giaquinta
Marzamemi, Pachino (SR)
TEL. +39 0931 841678

Ristorante visitato il 3 settembre 2017.

Sinestesie d’estate al RISTORANTE BRANCIFORTE, Palermo

La promozione culturale di Palermo passa attraverso luoghi che custodiscono e trasmettono il carisma delle vestigia storiche, rimodulate dagli intarsi di fruibilità contemporanea.
Palazzo Branciforte, sede espositiva della Fondazione Sicilia, è naturalmente proiettato alla contaminazione tra arte e gusto. Grazie all’attento restauro opera di Gae Aulenti, dispone di ambienti polifunzionali e senza soluzione di continuità tra ospitalità e istituzionalità.

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Chef Gaetano Billeci si avvale della preziosa collaborazione del Direttore Teresa Dawidowska e di uno Staff giovane, brioso e professionale per portare in scena ogni giorno opere uniche di gusto.

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Il menù estivo è un caleidoscopico inno alla gioia: i sapori rassicuranti codificati nella memoria della cucina dei Monsù palermitani, vengono diaframmati con inediti accenti di armoniosa freschezza e verve contemporanea, frutto della cucina colta e della padronanza tecnica dello Chef e del suo bagaglio di viaggi e significative esperienze formative.

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I pani, l’olio evo in degustazione e i fritti gioiello di benvenuto raccontano l’ospitalità della capitale mondiale dello street food, il gusto di Palermo, sempre polifonico di rimandi mediorientali e luminoso di passionalità mediterranea e zenit agrodolci.

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La caponata di mela prepara il palato con soave stupore, brilla di capperi lillipuziani e dolce e fondente uvetta di Corinto, solleticando la salivazione con l’umoralità dell’oliva.

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Calamaro, salsa di scampi e asparago dialogano sui vertici dell’eleganza, un esercizio di stile che affascina all’assaggio.

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Il carpaccio di astice regala un’assonanza di dolcezze fruttate: mango e mela verde irradiati dai vertici salini e lussuriosi del caviale.

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L’involtino primavera è esegesi d’Oriente, ammalia con vibrazioni di vitrea croccantezza che rivelano la mediterranea espressività del tonno, folgorata dal dualismo dei fagiolini e germogli di soia e il brivido del limone candito.

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Gli spaghetti raccontano all’assaggio il rigore e il vertice della qualità: grano durum siciliano, acqua delle gole dell’Alcantara e nessun contaminante, regalano una straordinaria enfasi nell’indissolubile legame alle gonadi di ricci di mare.

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La zucchina siciliana è il leitmotiv estivo dell’arte popolare di onorare il piacere del gusto; chef Gaetano Billeci narra i sapori familiari svelando la purezza dei germogli e sorprendendo col fiore ripieno di cremosa ricotta in tempura, in un mosaico vegetariano che coinvolge e appaga.

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L’escabeche di triglia affabbula e rimanda ad approfondire assaggi che svelano sinfonie esperiate, nel magistrale equilibrio di cotture ed esaltazione della delicatezza del pesce.
A corollario la golosità della cialda che puntualizza ed amplifica i canoni mediterranei di olive, basilico e pomodoro.

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La salsa agghiotta è un ologramma di antropologia: rimanda alla pesca ancestrale del tonno, del pesce spada e all’esigenza di dare anima al baccalà, al coniglio e all’austerità degli avanzi e degli ortaggi, che trovano nella base di sedano, cipolla, pomodoro, capperi e olive verdi l’espressività gastronomica.
Chef Gaetano Billeci ne fa un masala, con cui dipinge il mediterraneo sul pescato del giorno: cernia, ricciola o ciò che il mare regala, trionfano illuminati dalla mineralità delle verdure di stagione appena scottate.

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La carta del dessert sorprende per l’unicità e il valore della proposta: l’enfasi della frutta estiva viene elaborata con raffinatezza e leggerezza, invitando a molteplici assaggi.
Anguria, sorbetto al frutto della passione, susine di Monreale custodiscono l’essenza della loro freschezza nelle irresistibili composizioni che sanno stupire senza mai annoiare il palato.

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La cantina affascina incuriosendo con proposte che valorizzano le unicità del continente Sicilia e regala una selezione di respiro nazionale ed estero.
Il servizio si distingue per amorevole accoglienza e discrezione.

Varie le proposte di menù degustazione, alla carta, antipasto-primo-dessert da 35 euro, bevande escluse.

 

Ristorante Palazzo Branciforte, il tempio del gusto a Palermo.
via Bara all’Olivella, 2
Palermo
tel. 091 321748

Chiuso il lunedì, ferie variabili.
ristorantepalazzobranciforte@gmail.it
http://www.ristorantepalazzobranciforte.it

Ristorante visitato l’11 e il 21 luglio 2017.

Ristorante Le Traveggole, Favara/Sicily

La bellezza salverà il mondo.

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La riqualificazione urbana di Favara, città proiettata sulla Valle dei Templi e sulla costa di sabbie dorate e scogliere dal candore abbagliante di Agrigento, parte dall’arte, dalla cultura, dall’architettura e dalla rigenerazione dei canoni stilistici, della qualità della vita e dei valori etici.

Antonio Alba, già dai primi anni duemila, ha investito genialità, know how, lungimiranza ed abnegazione, consegnando alla Sicilia un esempio di rinascita e di ammaliante dialogo tra avanguardia design e suggestioni gattopardiane.

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Alba Palace è un hotel di lusso sussurrato e sofisticato, un’oasi di buone vibrazioni sensoriali, attraente trecentosessantacinque giorni l’anno, incastonato in un microcosmo del continente Sicilia costellato di percorsi culturali e naturalistici, di estati che non finiscono e poetiche fioriture di mandorli già a Natale. Struttura polifunzionale inaugurata a marzo 2017, Alba Palace ospita il Ristorante Le Traveggole, al piano terra del nobiliare palazzo ottocentesco che si sviluppa attorno ad un’abside e con straordinarie prospettive sul centro storico e la cattedrale. Vetrate a tutta altezza, essenze preziose, pavimentazioni etniche e sapienti tagli di light design, creano un’accoglienza assoluta e senza tempo.

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Chef Salvatore Tortorici ricerca la qualità della materia prima, esprimendola con tecniche e cotture puntuali che esaltano il gusto e tutte le percezioni sensoriali.

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Nell’attesa degli antipasti ti allieta con lapilli dorati e fondenti di tuma al sale nero e una bruschetta che è una narrazione d’estate.

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La fava Cottòia di Modica diventa un macco etereo e spumoso, dal sentore balsamico di finocchietto selvatico che abbraccia il trionfo di gambero rosso.

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Il polpo seduce il palato con fondente armonia, nonostante la doppia cottura, ceci al rosmarino e cipolla caramellata tratteggiano assaggi che trasmettono suggestioni mediorientali.

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La Caponata è un viaggio nella passionalità siciliana, l’esatta esecuzione della ricetta familiare, per trasmettere l’amore domestico a chi conserverà il gusto dell’estate.

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Il pistacchio agrigentino e la crema di ricotta tradizionale trovano sublime espressività nel semifreddo, magistralmente equilibrato e variegato all’assaggio da aromatica granella e cioccolato.

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La crème brûlée seduce con la più esclusiva enfasi di vaniglia e l’ideale cremosità.

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La cantina seleziona le più carismatiche realtà siciliane, servizio amorevole, curato, e professionale.

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Il roof top dell’hotel ospita una suggestiva terrazza panoramica ideale per eventi, suite esclusive, Bar e Ristorante; location da sogno anche per cocktail, dopocena, SPA e lounge.

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Alba Palace è la punta di diamante nell’affermazione internazionale di Favara, città in pieno rinascimento, dal 2010 fulcro d’arte contemporanea e design del Sud Italia, grazie a FARM CULTURAL PARK, museo diffuso, polo culturale e laboratorio di rigenerazione urbana e sociale, sogno realizzato di Florinda e Andrea Bartoli.

Ristorante Le Traveggole

via Belmonte 19, Alba Palace, Favara AG

Telefono 0922 437146

Aperto a pranzo e cena, la domenica su prenotazione.

info@letraveggole.it

Ristorante visitato il 16 luglio 2017

 

Sàpio Restaurant a Catania

Sàpio Restaurant si distingue nella proposta del gusto catanese dichiarando “ricerca di esperienze sensoriali, sinfonie di sapori ecletticamente armonizzati che possano condurre ad una sfera sconosciuta”.
Date le premesse e la giovane esuberanza dello chef Alessandro Ingiulla, ho atteso qualche mese “di assestamento” per visitare il nuovo ristorante della centralissima e riservata via Messina, a due passi da Piazza Europa e dalle boutique di fashion&design.

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Eleganza, sobrietà e riservatezza tratteggiano la preziosa atmosfera delle sale, sapientemente valorizzate dall’attento restauro di un antico locale a volte, intarsiato di luce contemporanea. Illustrazioni artistiche rimandano agli scorci più suggestivi e caratterizzanti della città.

Nel menù estivo si scorge risotto Carnaroli riserva sette anni mantecato al Piacentino ennese, asparagi, battuta di manzo e distillato di pepe; piccione al burro salato, pancia di maialino e patate Ratte al tartufo, o petto d’anatra con purea di sedano rapa e funghi.
Varie ed articolate le proposte degustazione, che possono essere scelte solo con l’accordo di tutti i commensali del tavolo.

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Dalla cucina arrivano l’olio già versato e una salsa alla senape da accompagnare alla miriade di pani gioiello che si alterneranno – a scelta – durante il servizio.

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La generosità dello Chef si esprime in ben due portate di benvenuto:

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baccalà mantecato al soave olio di Nocellara Etnea, dialoga col tonno fresco e una vellutata calda di zucchine. Un assaggio che esprime grande raffinatezza e magistrale esecuzione.

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Non si fanno attendere le fragranti pepite di branzino, idealmente accompagnate da una crema al peperone e zucchine marinate; si rivelano irrimediabilmente salate all’assaggio.

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Il sospiro monocromatico dell’insalata di granchio si svela intrigante e polifonico al palato: fiori di zucca marinati, quinoa, aria esperidata di bergamotto e salsa di ceci tiepida.

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Mi attrae la stagionalità delle melanzane dei tortelli, che non arrivano però ad esprimersi per difetto di cottura.

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Il trancio di dentice gratinato, servito con perle di ortaggi, non giova dell’eccessiva cottura. Solo la succosa umoralità delle cozze a corollario dona valenza alla portata.

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Ineccepibile ed esemplare l’esecuzione delle basi dessert. Mousse al mascarpone, cremoso al cioccolato e fragranti briciole al cacao, nella composizione restano però solisti, non trovano vivacità nel tè, wasabi e yuzu, enunciati ma non percepibili.

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Al momento del caffè si potrà scegliere tra l’acidità spinta dell’Arabica in purezza e la sua miscela con Robusta. Arriverà accompagnato da innumerevoli ma monotematici esercizi di piccola pasticceria.

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Roberta Cozzetto con gioiosa professionalità e ideale discrezione, coordina il servizio in sala e la cantina, fulcro architettonico del ristorante. La selezione dei vini parte dalle peculiarità dell’Etna con timide aperture alle eccellenze nazionali ed estere.

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Sapere e sapore, avanguardia, personalità e padronanza delle cotture restano sospese nell’interrogativo degli assaggi e in un giudizio congelato nell’attesa che possa maturare l’espressività della cucina.

Ristorante visitato il 30 giugno 2017.

Sàpio Restaurant

Via Messina, 235, 95129 Catania CT

+39 095 097 5016

info@sapiorestaurant.it

Lunedì: chiuso | Martedì: 19:30 – 23:00 | Mercoledì – Giovedì – Venerdì: 12:00 – 14:30 / 19:30 – 23:00 | Sabato: 19:30 – 23:00 | Domenica: 12:00 – 14:30 / 19:30 – 23:00

In estate il Ristorante apre a pranzo su prenotazione.

 

 

 

 

Chef Gabriele Rizzo, MEMENTO a Palermo

Carisma, temperamento, passionalità, talento indomito, straordinaria padronanza delle tecniche, esegesi della Cucina Classica, sublimazione della materia prima e brio sperimentale, sono solo alcuni degli “ingredienti” che chef Gabriele Rizzo mixa con rara sagacia, per comporre seducenti ed inediti assoluti sensoriali.

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MEMENTO è il nuovo progetto che riporta a Palermo chef Gabriele Rizzo, dopo significative e prestigiose collaborazioni internazionali; il Ristorante trova armonica ubicazione all’interno di uno scrigno di gusto&design, SciúRum in via Maqueda.

SciúRum nasce come lounge-bar e show-room nel cuore del centro storico – a pochi passi dal Teatro Massimo – da un’idea e dall’estro creativo e progettuale di Ester Badami e Nasser M. Ayazpour. Un luogo d’elezione per l’espressività artistica e gastronomica in Città. 

La cucina a vista svela lo straordinario affiatamento della giovanissima Brigata, e da ogni angolo della sala si può ammirare un esclusivo spettacolo di arte del gusto.

Palermo ritrova così una dirompente e contemporanea autorevolezza nel panorama gastronomico siciliano, sdoganata finalmente dai cliché gattopardiani.

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Il menù degustazione intriga con l’eclettica sinfonia di assaggi, vibranti composizioni che raccontano l’attitudine introspettiva verso l’ingrediente, la luminosa contaminazione di sapori e la cultura botanica, che da millenni trovano in Sicilia naturale laboratorio sperimentale.

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I funghi pioppini arrivano a tavola in un sottobosco di essenze balsamiche, inducono alla convivialità e istigano alla lussuria, intingendosi nel compendio cremoso profumato alla polvere di porcini.

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Lattuga, lardo e l’ombra fredda e resinosa del pino regalano un assaggio che è archetipo di Caesar Salad, da gustare in punta di dita.

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Un taco fragrante abbraccia rimandi mediorientali e coreani che si fondono al palato in estasi: l’agnello si coniuga a polifonie aromatiche e alla massima espressività di gusto.

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Le patate librano in un dualismo fragrante e ludico: in un nido che cela l’uovo di quaglia fondente e nel camouflage delle chips di bucce.

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La carota trova sensuale espressività nel midollo affumicato, svela anche la sua anima fibrosa che rimanda alla dolcezza cupa della liquirizia.

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Dalle corruzioni sensoriali di benvenuto si arriva agli antipasti attraversando un’epifania di pane al latte appena sfornato, che trova lisergici vertici espressivi nell’abbinamento alla nduja e miso.

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In un’alzata trionfale va in scena il pane a lunga fermentazione ed estrema idratazione, con una nuvola di burro e miele di abete, come in una rituale celebrazione della sacralità dell’Alimento.

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L’alaccia di Aspra, la sardinella aurea, enfatizza la qualità delle sue carni nella granita di gin e cipresso, assaggi da pescare e ripescare, valorizzati dal corollario cremoso, aromatico e agrodolce.

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Come in un abbraccio clorofillico, gli spinaci si armonizzano al tuorlo fondente e alla spuma di ragusano, increspati da pepite di pane croccante ed essenza di tartufo.

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Il sedano rapa, magistralmente valorizzato dalla cottura, assume molteplici personalità al palato, coniugandosi al ravanello marinato e alla cremosa parmentier.

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Il calamaro seduce al primo assaggio, un ologramma di una spiaggia di conchiglie su cui spiccano gli accenti minerali di verza e nasturzio.

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L’agnello brilla dell’iridescente eleganza della crema di sedano montata e del kumquat semi-candito alla citronella.

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Un vortice espressivo di erbette stagionali illumina la guancia, umoralmente laccata dal suo fondo.

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La freschezza della mela e l’esperidata e vibrante dominanza del lime, tratteggiano la meringa dessert, antifone di un assaggio che rivela una dolcezza aromatica di rara eleganza nella gelatina di tè Oolong al caffè.

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Le cialde al sesamo, il cioccolato mistico e le madeleine calde, tatuano l’esperienza al ristorante MEMENTO nell’empireo dell’eccellenza.

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Il servizio in sala è curato con eleganza e soave discrezione, in perfetto sincronismo con i ritmi fluidi della cucina. Cantina in evoluzione.

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L’Alta Cucina a Palermo ha un nome e un cognome, Gabriele Rizzo.

Ristorante MEMENTO

SciúRum

via Maqueda 288, Palermo

mobile 349 117 6867

chiuso il Lunedì, aperto solo a cena.

Ristorante visitato il 4 maggio 2017