PIANO PRIMO: laboratorio di ricerca e convivialità al ristorante IL SALMORIGLIO

Il desiderio di trasmettere la passione per l’identità del gusto e per la ricerca enologica, le sinergie catalizzatrici di progettualità, la cultura della biodiversità e l’amore per le edizioni limitate stagionali animano le atmosfere conviviali delle nuova avanguardia del panorama enogastronomico siciliano che detta le tendenze: PIANO PRIMO, la cantina-laboratorio del ristorante IL SALMORIGLIO a Porto Empedocle.

Il valore di un vino sta nella sua capacità di trasmettere, in un sorso, l’essenza e l’identità

Attraverso la divulgazione dei principi cardine della viticoltura spontanea, esplorando l’introspettiva essenza dei vitigni e l’evoluzione delle macro ossidazioni, frammentando i microcosmi enologici nelle più iridescenti espressività, durante le cene tematiche di PIANO PRIMO va in scena la coinvolgente riscoperta dell’identità, che si disconnette dall’omologazione.

piano primo-19.JPG

Lo chef Alessandro Ravanà, lungimirante ricercatore ed esponente emergente dell’Alta Cucina sostenibile, ha negli ultimi mesi elaborato menù incentrati sulla valorizzazione intimista degli ingredienti, attraverso allitterazioni cosmopolite e tecniche calibrate sull’esaltazione dei sapori, trovando dialogo e preziose ispirazioni nella dialettica dell’enologia intesa come mezzo di divulgazione culturale.

piano primo-02.JPG

Attitudine all’ospitalità, carisma interpretativo, audacia espressiva, confronto continuo, orizzonti in divenire e sperimentazione vanno in scena al PIANO PRIMO grazie alla coinvolgente teatralità del gusto e del bere che si snoda tra il banco di preparazione e la tavola conviviale, dove orbitano le etichette selezionate da Giuseppe Cipolla, ricercatore ed esponente di una viticoltura sentimentale ed integra, espressiva ed animata coralmente dalla verità e dal rispetto, che nel tempo trova valore.

 

 

Il pane di grani autoctoni siciliani, le lavorazioni sartoriali del pesce azzurro, i grissini tirati ad arte ed i saggi en primeur inducono sempre a confronti infiniti, animati dalla coralità di ricercate serate che rivisitano sapori ancestrali e divagazioni che abbracciano ogni ambito artististico.

 

Come fosse una porchetta, la spatola vibra della croccantezza pop della cotenna, in un idillio di misticanza e mostarda d’uva, incontrando l’umoralità della salsa ai pinoli: beccafico contemporaneo, eclettismo senza limiti ed espressività sensoriale che tratteggiano la cifra stilistica dello Chef Ravanà.

piano primo-29.JPG

Lussuriosa ed iridescente, nelle trame eteree della sfoglia all’uovo e clorofilla e nel voluttuoso ragù di coniglio, dai sussurri umami del fondo bruno e della fonduta: più una millefoglie che un ricordo di lasagne, dall’eleganza che non si dimentica.

piano primo-35.JPG

Le ali di razza planano nell’eclettismo della salsa ai capperi screziata di salmoriglio ed agrodolce di cipolla di Castrofilippo. La riedizione del pescato sostenibile che trova slanci coinvolgenti nei sentori mitteleuropei.

piano primo-36.JPG

Il rigore ed il classicismo del finacier ispirano un dessert costellato di estro e sensibilità artistica: noci pecan dei colli agrigentini, spezie dolci, cioccolato Dulcey, succosità esperidate e aria di mandorla in un caleidoscopio di trame sensuali.

piano primo-38.JPG

Anche stasera, lo Chef Alessandro Ravanà e Giuseppe Cipolla vi aspettano per una nuova cena conviviale al PIANO PRIMO, sempre al ristorante IL SALMORIGLIO a Porto Empedocle, dove la passione è il primo ingrediente manifesto di ogni portata.

Chef Giovanni Solofra al St George di Taormina

La vivacità nell’accoglienza e nel condurre l’ospite in un percorso sempre in bilico tra esegesi artistica e letteratura mediterranea., l’executive chef del St George Restaurant, a Taormina, divulga nella sua cifra stilistica la passione per il design, l’attenzione alla biodiversità stagionale ed il desiderio di narrare la sua anima indomita di ricercatore del gusto.

Solofra-06.JPG

Il gusto, nella filosofia di Giovanni Solofra è preservare l’essenza, sottrarre le sofisticazioni, trasporre a tavola l’esclusività della qualità senza compromessi.

Solofra-07.JPG

Ludica, travolgente, irriverente e conviviale è l’esposizione di un cortometraggio appetizer che ha al palato davvero la cinematografia di un viaggio sapiosexual:

gonadi di ricci di mare, petto d’anatra, rapa rossa, granchio al peperone, gambero gobbetto da assaporare baciando il lime costellato di mayo al plancton, una pellicola che vorresti riavvolgere e rivedere, tra gli ologrammi della baia all’orizzonte ed il perlage dello Champagne.

Solofra-08.JPG

Il backgroung analitico dell’alimento cardine della cultura del Mediterraneo occupa quasi la totale superficie del tavolo, come fosse una dichiarazione d’identità, arrivando ad essere un tributo alla Sicilia nell’esponenziale brioche da prima colazione. Pani da assaporare in purezza, senza compendi, in uno tsnunami di lievitazioni senza sorprese, dove spiccano i grissini friabilissimi all’acqua di peperone.

Solofra-11.JPG

 

Il menù degustazione ideato dallo Chef, dopo la laminare somma di ventresca di tonno, sfoglia di peperone e polvere di origano, espone la monumentale allitterazione di pomodoro e tonno, uno dei due piatti memorabili del menù.

Solofra-14.JPG

Una lametta di semi di pomodoro a donare la gestualità manifesto di Fontana, l’incisività della ricerca di nuove dimensioni, che nell’umami totalizzante dei pomodori e del tonno trova magistrale espressività.

Foglie di cappero e pop corn di semi di pomodoro ad accentare le texture di una superba concassé di filetto di tonno ed una studiata selezione di pomodori.

Solofra-19.JPG

Scampi imperiali e caviale, nella somma delle dolcezze pronunciate che non trovano distorsioni nei coriandoli manieristi e nella salsa di zucchina. L’olio chiude un cerchio che manca di sussurri aciduli o amaricanti.

Solofra-21.JPG

 

Ode alla pasta con le sarde nell’esercizio di stile più coinvolgente:  i cappelletti che enunciano l’essenza sublimata dalla leggiadra esecuzione. Sfoglia setosa e minimalista a celare arancia ed uvetta, croccante al finocchietto selvatico, idilliaca sarda marinata e la quintessenza del garum in un’opera omnia.

Solofra-22.JPG

Pallida e sovrastata dal tannico delle fave, la pregiata triglia non trova enfasi in una partitura che la decontestualizza dall’eleganza del menù, come i dessert proposti.

Lo stile che ammalia è imbastito di cultura, ricamato di ricerca, stirato di carisma, piegato dell’eclettismo e dalla personalità: 

lo Chef Giovanni Solofra è esteta, interprete e carismatico architetto di cattedrali edificate sulla solidità degli ingredienti, si avvale della professionalità di un Servizio di Sala che dell’intrattenimento fa valore.

Solofra-23.JPG

La carta dei vini è studiata sulle referenze internazionali più conosciute e ricerca unicità di avanguardia con importanti ricarichi; il pairing di cinque e sette calici a 70 e 90 euro. I due menù degustazione al buio vengono proposti rispettivamente a 130 e 160 euro. La scelta di antipasto, primo e secondo alla carta può superare agevolmente i 100 euro.

Ristorante visitato il 28 aprile 2019.

 

St. George Restaurant

Chef Giovanni Solofra

Viale San Pancrazio n.46 98039 Taormina (ME)

Tel +39 0942 23537 

info@theashbeehotel.com

Menù degustazione solo a cena

MEMORABILIA ZASH: i dieci cult dello Chef Giuseppe Raciti

 

La sonorità che s’infittisce tra le labbra come un bacio, il fluire alchemico del magnetismo dell’Etna diaframmato dallo Jonio che si svela nell’identità di ZASH, memoria onomatopeica che cattura la brezza tra la zagara in fiore e profuma i desideri.

Zash-77

ZASH è un eden in cui ritrovarsi, nella spiritualità della SPA, nelle atmosfere cangianti dal risveglio al tramonto, che dietro il vulcano ha nuances sempre nuove, e nella squisita ospitalità di design che gli architetti Carla Maugeri ed Antonio Iraci sanno veicolare con infinita eleganza, nell’armonia tra natura totalizzante e ricercatezza sublimata del boutique hotel.

Zash-57

Iconici e memorabili, i dieci signature dish presentati in occasione dell’attesa cena conviviale, andata in scena i primi di aprile, sono stati legati ad ad arte in un percorso ideato per trasporre l’emblema della leggibilità contemporanea della creatività dell’executive chef Giuseppe Raciti. Senza l’ancora di una connotazione temporale, le armonie che negli anni hanno trovato espressività nelle composizioni dello Chef, hanno saputo scandire con stile e carisma, il ritmo fine dining, sorprendendo come fossero inedite esecuzioni.

I cocktail curati nella miscelazione officinale e nella scenografia evocativa, audaci nell’aromaticità più sofisticata del Bartender Seby Sorbello, hanno saputo intrattenere gli ospiti nell’atmosfera incantata del palmento storico attorno a cui si snodano le sale, rivelando i volumi enfatizzati dal sapiente recupero stilistico della proprietà.

Zash-11
pomodoro-fragola-scampo-stracciatella, arancino di alici, iris salata al pistacchio di Bronte e pane cunzatu

Avanguardia nella leggerezza percepita, nell’eleganza delle strutture, nell’interpretazione della stagionalità e nel rimando continuo tra l’internazionalità dello stile, della tecnica e della ricerca, e l’audacia introspettiva degli accenti più intriganti, degli agrodolci siciliani sussurrati attraverso le more di gelso dell’Etna o dell’umami mediterraneo del pomodoro verde che diventa preludio dessert.

Zash-14
Trasparenza di gambero rosso, mandorle, ricci e mandarino

Il servizio sorprende distinguendosi come sempre per saper intrattenere ed enunciare con puntualità, in sala la professionalità del Sommelier Daniele Forzisi e del Maître Giuseppe Romeo ammaliano con la preziosa attitudine a dipingere attraverso carismatiche ricercatezze enologiche la prossimità e l’internazionalità.

 

Tartufo siciliano e more di gelso rosso, fonduta di formaggio e la croccante veste dell’uovo poché sanno sempre intrigare nella polifonia sensoriale della loro armonia: una portata di valenza emblematica, sempre in bilico tra golosità e tecnica magistrale.

Zash-18.JPG

Setosa e velata, la pasta ripiena si fa scrigno per il fondente cuore e gli asparagi selvatici, nell’esaltazione della loro mineralità attraverso l’umoralità iodica della bottarga di tonno di supremo affinamento.

 

La trama onirica è l’idilliaco pairing alla mousse di Datterino ed al fondente di cipollotto primaverile alla brace, dipingono la valenza della pluma di maialino iberico, liberando la portata dalle connotazioni mainstream e ricomponendo attorno all’eloquenza mediterranea la rilettura del gusto.

Zash-30

La pasticceria dinamica, la versatilità degli ortaggi e dei piccoli frutti, che si fanno tessere di un mosaico ludico che si spiralizza nel brio dell’effervescenza: sorprende ed incanta lo Chef Giuseppe Raciti, nella percezione della sua gioia compositiva, nella rivelazione della sua raffinatezza e nel sapersi sempre proiettare oltre gli schemi.

Zash-32.JPG

ZASH 

chef Giuseppe Raciti

Strada Provinciale 2/I-II n.60

95018 Archi – Riposto (CT) – Sicilia

tel: +39 095 7828932

mobile: +39 3472765552

email: info@zash.it

Alessandro Ravanà e Bonetta Dell’Oglio celebrano il #lussonaturale

La convivialità di una serata che ha ristabilito i paradigmi dell’autenticità dell’Alta Cucina, celebrando il foraging e la sostenibilità, l’esaltazione  degli ingredienti stagionali e di prossimità e che diventa ambasciatrice di biodiversità, antropologia, arte ed emblematica bellezza.

Il Salmoriglio10.JPG

Bellezza, intesa come armonia estetica e sensoriale, come rispetto dell’espressività enologica senza sofisticazioni e dell’evoluzione, che rende i sorsi distinti e rappresentativi dell’hic et nunc.

Il Salmoriglio09.JPG

L’irripetibilità, l’opera unica, il valore dell’esclusività, che si coglie in assaggi stagionali, in annate di manifesta eloquenza, come il 2016 per il Moscato di Giuseppe Cipolla, che ha intrapreso un percorso di viticoltura che è più un accompagnamento alla crescita delle sue viti nella libera morfologia di alberello, assecondando l’ascesa al sole dei tralci ed adattandosi all’imprevedibilità. Giuseppe Cipolla ha puntato sui  vitigni autoctoni come il Nero d’Avola, il Nerello Mascalese, il Catarratto, l’Inzolia ed il Moscato d’Alessandria, vinificando artigianalmente le uve delle singole particelle in purezza o in blend, sperimentando l’ancestralità e l’affinamento in anfora. Ne risultano vini sentimentali, audaci e sfacciati, carismatici e illuminanti, esuberanti ed indomiti o cangianti ed eleganti elisir che sono ancora in evoluzione ed in fase sperimentale.

Il Salmoriglio18.JPG
a destra, Giuseppe Cipolla

Al momento la produzione di Giuseppe Cipolla è destinata allo studio e alle degustazioni private, il progetto aziendale nasce in contrada Passofonduto, in agro di Campofranco, tra Caltanissetta ed Agrigento, in territorio collinare che domina da est il fiume Platani, ricco di suoli gessosi destinati al pascolo e dove si estende un bosco di pini ed eucalipti. Nel più totale rispetto della natura dei luoghi e del suolo, in un ecosistema integrato di erbe aromatiche, piante spontanee, cereali antichi, uliveti e frutteti.

Il Salmoriglio12.JPG

 

Arancina al nero di seppia con ricotta agrumata, frascatula come fosse una panella e la sfincia di baccalà al caramello di pomodoro hanno accolto i sorrisi ed i primi brindisi augurali della serata del quattordici marzo scorso. Lo Chef Alessandro Ravanà, coadiuvato dalla professionalità dallo Staff e dalla polifonica eleganza in sala orchestrata dalla direzione di Alessandra Zambuto, ha intrattenuto gli ospiti ed i cronisti di settore, aprendo il ristorante Il Salmoriglio di Porto Empedocle a nuove edizioni di certamen culturali sull’arte e l’enogastronomia, approfondendo le unicità di un territorio che da millenni è fucina di contaminazioni e laboratorio d’integrazione.

Il Salmoriglio02.JPG

 

Un menù corale, svolto nel ritmo del desiderio di confronto e dell’epifania di sapori assoluti ed identitari, come la granita di senape spontanea – wasabi siciliano – abbinata alle alici, a memento che il continente Sicilia custodisce infinite risorse da esplorare e da rivalutare attraverso la tecnica, la creatività e la magistrale interpretazione, come testimonia Chef Bonetta Dell’Oglio.

Il Salmoriglio05

Il carciofo del primo maggio dello Chef Ravanà ha donato all’assaggio la gioia delle grigliate di primavera, attraverso le due cotture di carciofo, la salsa salmoriglio al limone salato fermentato e la mineralità della bottarga e della ciniri di formaggio di capra girgentana.

Il Salmoriglio08

Ancora bellezza, ancora esaltazione artistica nel rimando continuo dell’artigianalità di gusto ed elementi in divenire, che attraverso la progettualità e l’abilità sartoriale di Alessandro Di Rosa, si fondono nelle stoviglie Thalass. Un emblematico evocare il mare, nel nome di un concept stilistico di complementi d’arredo e piatti che veicolano attraverso allusive trasparenze, intarsi, cromìe e volumi, il sapore e le fragranze, complessate dalla tattilità, che amplificano la sensorialità a tavola.

Il Salmoriglio27.JPG
da sinistra, Alessandro Ravanà, Giuseppe Cipolla, Bonetta Dell’Oglio ed Alessandro Di Rosa

 

Il Salmoriglio11
Alessandro Ravanà, Minestra di seppie, crema di piselli e favette con finocchietto e Ragusano “racconto dei pescatori di Vigata”

 

Territorialità e tecnica senza confini

Attraverso scelte stilistiche che illustrano la letteratura delle ricette codificate nella memoria contadina e della marineria, lo Chef Alessandro Ravanà narra nei menù del ristorante Il Salmoriglio a Porto Empedocle, i sapori ambasciatori dei luoghi che per eloquenza archeologica, paesaggistica, naturalistica, letteraria ed enogastronomica non sono secondi ad altre realtà siciliane più celebrate.

Il Salmoriglio13
Alessandro Ravanà
pesce bianco come fosse uno sfincione, cipolla Paglina di Castrofilippo, pomodoro Siccagnu,
su crema di pane e acciughe.

Sensibilità artistica che trova espressività nella valorizzazione della biodiversità

Chef Bonetta Dell’Oglio divulga l’etica e la ricerca delle materie stagionali, perpetuando la consapevolezza che l’espressione delle contaminazioni e delle dominazioni siciliane ha nei sapori il più efficace vettore culturale. Nel dessert presentato, il manifesto della sua campagna in tutela della biodiversità di una specie minacciata dai mutamenti climatici e dall’inquinamento, che insieme ad Arturo Genduso e Carlo Amodeo ha salvato dall’estinzione, l’ape Nera sicula.

Il Salmoriglio23
Bonetta dell’Oglio, “Pane e latte come da bambini”: un’infusione del favo nel latte, che si trasforma in spuma al sifone, brunoise di pane di grano Russello, distillato di miele, polline e fiori di borragine e di pesco glassati.

Un evento che ha trasmesso messaggi etici e di riflessione, di cui ciascun partecipante è diventato ambasciatore, una cena che ha celebrato il vero lusso, nell’autenticità della natura e dei suoi interpreti illuminati. Un invito a sfogliare le nuove antologie del ristorante Il Salmoriglio a Porto Empedocle, Agrigento.

 

 

La Foresteria Planeta Estate: luxury travel experience

Arrivi a Menfi col riverbero del mare ad accompagnarti lungo i pochi km che da Palermo, Trapani o da Agrigento, ti separano da un wine resort costellato di stile, ricercatezza e dedicata ospitalità. Brezza e sentori balsamici dei percorsi olfattivi, il turchese adamantino del mare di Porto Palo – insignito dei più prestigiosi riconoscimenti naturalistici – il tintinnio di un gregge al pascolo ed il cinguettio degli uccellini a sussurrarti buongiorno, sono solo alcuni riflessi dell’atmosfera bucolica di charme da vivere a La Foresteria Planeta Estate.

Foresteria Planeta Estate-34.JPG

Le camere e le suite del resort si affacciano sui giardini aromatici, impreziositi da essenze officinali, mediterranee e tropicali, con vista sul mare, sulla piscina e sulla campagna di Menfi, di cui godono anche le terrazze panoramiche ed il bar, che invoglia ad aperitivi al tramonto e che intrattiene valorizzando i vini della tenuta.

Ogni camera è arredata secondo le influenze di stile mediterraneo: nuances vitaminiche, ceramiche di manifattura artistica, complementi d’arredo ed amenities di ricerca, creano un sofisticato equilibrio tra atmosfere country e slow living, peculiari dell’ospitalità siciliana.

Foresteria Planeta Estate-08

La prima colazione è un risveglio sensoriale, un momento rigenerante da condividere nel dehors che regala un panorama totalizzante, degustando le marmellate maison, le torte appena sfornate, le specialità continentali ed il pane di Castelvetrano, accompagnati da una spremuta di agrumi e dalla caffetteria.

Identitaria, armoniosa, autentica e dallo stile cosmopolita, pur rimanendo fedele ai codici del gusto di Casa Planeta: una sintesi della proposta dell’executive chef Angelo Pumilia, che ha saputo valorizzare il patrimonio di una Famiglia che da generazioni, tramanda la cultura contadina contaminata dalla letteratura del gusto aristocratico.

Foresteria Planeta Estate-12.JPG

Audace ed incisiva selezione degli ingredienti di prossimità, esaltazione della biodiversità, qualità senza compromessi, anima siciliana ed eleganza zen, nitore del gusto e tecnica magistrale, esaltazione stilistica ed allusioni artistiche imbastiscono i menù ideati dallo chef Angelo Pumilia, che a pranzo e cena porta in scena la sua filosofia, incantando i palati più esigenti ed intrattenendo la clientela internazionale.

Foresteria Planeta Estate-18.JPG

L’olio extravergine della tenuta ed il pane elaborato con un blend di grani autoctoni, introducono ad un percorso che sa conquistare col vibrante carisma della stagionalità.

Foresteria Planeta Estate-21.JPG

Una tapenade sfavillante ed una voluttuosa salsa alle mandorle accentano il cavolfiore scottato, donando nuove conturbanti texture agli assaggi e riqualificando le potenzialità degli ortaggi.

Foresteria Planeta Estate-23.JPG

Tagliolini di semola e le prime favette di stagione a ristabilire la poesia primaverile, che si specchia nell’emulsione di ricotta e finocchietto selvatico. Un primo piatto che espone la ricerca espressiva dello Chef nei percorsi narrativi delle Terre Sicane.

Foresteria Planeta Estate-28.JPG

La cottura in foglie di limone seduce evocando fragranze esperidate ed affumicate, e donando alla ricciola dimensioni cangianti di passionalità ed umoralità. Il carciofo Spinoso di Menfi si ispessisce di carisma nella sua salsa, come emblema delle dimensioni multiple degli ingredienti valorizzati da tecniche speculari.

Foresteria Planeta Estate-26.JPG

Arancia e mandorla, in un dualismo che si risolve in eteree consistenze ed allegorie di Sicilia, in un dessert che si fa ricordare per equilibri multipli e fragranze espressive.

Foresteria Planeta Estate-30.JPG

Il Cretto di Burri ha ispirato l’opera omnia di stile ed intelletto dello Chef: bavarese alla salvia, timo e lemon curd, trilogia di autentica dimensione onirica. Le officinali balsamiche come preludio di un fine pasto meditativo, a richiamare un passito di Noto contemplando la magnificenza della natura senza soluzione di continuità.

Foresteria Planeta Estate-33.JPG

La  scelta enologica espone referenze introvabili di Casa Planeta, senza tralasciare attenzioni alloctone, enunciate con carismatica eloquenza da Chiara Bordonaro. Numerose le proposte per imbastire percorsi al calice espressivi delle annate correnti e delle selezioni pregiate della cantina.

Foresteria Planeta Estate-14.JPG

Per ritrovare l’armonia, per rigenerarsi, per dedicarsi attenzioni, per scoprire le città d’arte, i beni archeologici, le spiagge sicane, per celebrare l’anima della Sicilia più incontaminata, per assaporare la cultura del vino e dell’ospitalità, e per godere di autentica felicità, La Foresteria Planeta Estate è la scelta.

 

La Foresteria Menfi

Contrada Passo di Gurra ex S.S. 115 s.p. 79, Km 91

Menfi (Ag)

Intervista a Nicolas Joly: a Palazzo Branciforte a Palermo

Era il 2005, e a Palermo il culto della biodiversità e della biodinamica nell’enologia erano già professati in uno dei ristoranti che ha riscritto la letteratura del gusto in città: fu proprio Bonetta Dell’Oglio, chef carismatica, ispiratrice e volitiva ambassador Slow Food nel mondo, a creare il primo certamen alla presenza di Nicolas Joly, esponente europeo di una visione spirituale ed antroposofica delle pratiche agronomiche e del nostro rapporto energetico coi prodotti alimentari, inteso non solo nell’aspetto calorico, ma nell’essenza più intima del cibo che si trasforma in ciò che siamo.

Branciforte Joly-02.JPG

La totipotenza di ciò che ha seminato Nicolas Joly si evidenzia oggi nelle campagne divulgative che negli anni hanno visto protagonista Bonetta Dell’Oglio, dalla rivoluzione in un chicco che ha riqualificato le coltivazioni cerealicole siciliane, alla salvaguardia dell’Ape Nera Sicula al fianco di Arturo Genduso, fino alla sensibilizzazione degli allevatori sul benessere e sulla socialità animale.

“Lo sviluppo viene dal seme”

Nelle parole di Nicolas Joly un tributo di stima a Bonetta Dell’Oglio che come nessuno, ha saputo valorizzare il foraging, gli ingredienti di prossimità, la piccola pesca e soprattutto l’artigianalità ed i valori contadini che rendono la Sicilia da millenni, laboratorio di convivialità, cultura ed integrazione.

“Dopo quattordici anni ho trovato nei confronti dei vini in degustazione un significativo interesse mediatico, e mi ha entusiasmato la percezione di una reale espressività territoriale: 

il valore di un vino sta nella sua capacità di trasmettere, in un sorso, l’essenza ed l’identità”.

Branciforte Joly-10.JPG
Profumo di Vulcano, di Federico Graziani

 

Cosa manca ancora in Sicilia, cosa ti saresti aspettato di trovare?

“Non guardare cosa manca, mira alla direzione, ci sarà sempre qualcosa che manca, l’importante è cosa stia crescendo oggi in Sicilia”.

Parole che risuonano come un manifesto programmatico, che aprono gli orizzonti sulle nuove consapevolezze acquisite, non solo dagli operatori del settore, ma soprattutto dalla sempre più numerosa comunità di consumatori che ha animato le degustazioni e le masterclass NOT, rassegna dei vini franchi a Palermo.

Branciforte Joly-20.JPG

La cena conviviale andata in scena a palazzo Branciforte, ha visto trionfare l’armonia tra le più audaci espressività stagionali degli ingredienti: lo chef Gaetano Billeci, attraverso la sua visione cosmopolita, ha riscritto i sapori delle insalate contadine con accenti bucolici di formaggio del Belice e cedri, tra i sussurri clorofillici delle erbette spontanee e l’umoralità dell’alaccia, pesce che lo chef da sempre valorizza attraverso tecnica magistrale ed ispirate interpretazioni.

Branciforte Joly-26.JPG

 

La cupola araba di grano spezzato e ortaggi ed il dessert etereo infuso di cera d’api, hanno saputo trasmettere la sensibilità artistica e compositiva di Bonetta dell’Oglio, che ha istoriato attraverso le trasparenze della sua pittura anche le carte delle vivande.

Branciforte Joly-35.JPG

Un evento che ha visto la partecipazione delle più autorevoli personalità dell’enologia contemporanea, e che ha ridato a Palermo centralità nell’offerta del bere consapevole. 

Il miglior panettone artigianale di Sicilia: Antonio Colombo, VOTAVOTA

Una scatola sofisticata che abbraccia e custodisce un lievitato che sa esprimere lo straordinario entusiasmo ed il sorriso brillante di Antonio Colombo, Pastry Chef dei Ristoranti Votavota a Marina di Ragusa Sampieri.

Dall’eclettismo imprenditoriale di Peppe Causarano ed Antonio Colombo, dalla somma esponenziale delle loro professionalità, del loro talento, della loro lungimiranza e dal valore aggiunto della loro amicizia, ogni stagione s’innova la proposta enogastronomica, di cucina di bordo lungo le rotte del Mediterraneo o del sweet corner di pasticceria, che per questo Natale ha saputo ammaliare con l’essenza più autentica del Panettone Artigianale.

VOTAVOTA 201960.JPG

La superiorità del Panettone siciliano del Pastry Chef Antonio Colombo brilla dell’esegesi delle sua magistrale tecnica, si esprime nella soffice ed aromatica trama che ha l’anima di un lievito madre custodito e mantenuto nella sua esuberanza. All’assaggio si svela l’armonia e la qualità dei pochi ed autorevoli ingredienti naturali, canditi di arancia ed uvetta sultanina, che donano la gioia di un dolce celebrativo e versatile, da abbinare idealmente anche ai formaggi erborinati, al pesce affumicato o ai paté.

VOTAVOTA 201962.JPG
La lunga lievitazione e la cura delle fasi esecutive sanno regalare un Panettone voluttuoso e digeribile, impreziosito da una glassa pralinata alle mandorle e nocciole, a dare brio, dolcezza ed aromaticità. Il formato da 1 kg esprime l’ideale ed armonica sintesi dei sapori e sviluppa una complessità di fragranze e di gusto eccellente.

VOTAVOTA 201964.JPG

Genuinità, ricchezza della tessitura e dei canditi omogeneamente distribuiti, ideale sviluppo in lievitazione e cottura ottimale sono gli indici della memorabile degustazione del miglior panettone artigianale di Sicilia.

votavota-47.JPG

Ristorante Votavota

Lungomare Andrea Doria, 48

Marina di Ragusa, RG

Tel. 334 142 6962

La QUAGLIA A BECCAFICO dello Chef Marco Baglieri #SuperiorTaste2018

La complessità della filosofia e della creatività indomita dello Chef Marco Baglieri,  la lungimiranza del reinventarsi e del mettersi costantemente in gioco, la sete di spingersi oltre le certezze delle tecniche e degli ingredienti amati fin dall’infanzia, sono le tessere del mosaico che si fondono armonicamente nell’impatto sensoriale delle portate del Ristorante Crocifisso a Noto: dichiarazioni di carisma ed intonazioni di gusto nitide e seducenti che ammaliano ad ogni assaggio.

L’Alta Cucina del territorio trova leggibilità contemporanea ed espressionista nella gioiosa interpretazione dei paradigmi della letteratura del gusto:

così le mandorle tostate di Noto, la cangiante dolcezza minerale dell’uvetta nera, l’eleganza affumicata del carciofo, si fanno accenti sensoriali a corollario dei suadenti assaggi della Quaglia a Beccafico.

Crocifisso, Noto-20.JPG

L’esegesi delle alchimie di una preparazione che in Sicilia vanta innumerevoli varianti, non prescinde dagli equilibri audaci, armonici agrodolci e fondente opulenza, ma brilla della carezza lisergica del carciofo e della trama della chiffonade di porro, croccante-eterea-dolce-fragrante, come un bacio rubato che perpetua i desideri.

La maestria tecnica sublima la trama delle carni, rivelandone la sofisticata delicatezza e l’umoralità, che trovano onirico pairing nella spontanea integrità del Barbacarlo 1994, idealmente stilizzato dall’eclettismo del Sommelier Gian Marco Iannello.

 

Ristorante Crocifisso

Chef Marco Baglieri

Via Principe Umberto 48,

96017 Noto, SR

(+39) 0931 571151       (+39) 338 8530241

info@ristorantecrocifisso.it

#CALDOMARE : l’hashtag della quintessenza del mare dello Chef Pino Cuttaia

Al cospetto di Pino Cuttaia traspare dirompente la consapevolezza dell’indissolubile legame tra Gusto e Arte, che trascende la creatività attraverso la più iridescente componente emozionale.

La Madia, Natale 2018-26.JPG

Il Maestro dell’Alta Cucina italiana, executive chef e patron del Ristorante La Madia, che in un ventennio ha saputo attrarre il mondo intero a Licata, Agrigento, scompone le architetture che diaframmano eleganza e spontaneità, donando nella percezione della sensorialità, memorie sopite e tessere che compongono il mosaico del sublime.

La Madia, Natale 2018-28.JPG

La cucina colta ed ispirata dello chef Pino Cuttaia, narra la biodiversità e la stagionalità esclusiva dei sapori identitari del territorio, impreziosendoli dell’inevasa attitudine a superare costantemente la perfezione, che si traduce in assaggi sempre stupefacenti dei piatti che appartengono all’antologia del Ristorante La Madia, in dialogo con le estemporanee creazioni. 

La contemporanea missione dello Chef supera la valorizzazione del patrimonio antropologico e culturale, individuando nelle essenze e nei sapori più autentici e vibranti, l’approccio etico e l’essere ambasciatore di un messaggio universale di responsabilità, nell’ideazione del congresso Cookin’Med e nella rilettura sostenibile degli ingredienti e di tutto ciò che orbita attorno alla sua filosofia di cucina.

Nel menù del Pranzo di Natale 2018 sono state svelate le nuove sinergie comunicative della quintessenza del mare: #CALDOMARE esprime in un hashtag tematico e programmatico, il paradigma dell’insalata di mare contemporanea.

La Madia, Natale 2018-20.JPG

Un tulle di seppia increspato come le onde che s’infrangono testarde sugli scogli, a celare l’audacia della triglia, la polifonia dei mitili, la dolcezza umorale dei crostacei e la travolgente carnalità dei tentacoli dei molluschi. Un idillio cangiante, che abbaglia per la maestria tecnica delle monocotture, il brio dell’acqua di mare prezzemolata e la multidimensionalità delle cozze, che si fanno anche croccanti lapilli di un’eruzione marina.

Molte delle portate sono state impreziosite dal tartufo bianco e nero, a donare accenti di sensualità alla festività del merluzzo all’affumicatura di pigna, ai plin di cappone e al falsomagro trionfale.

Brilla la ninfea di carciofo Spinello di Licata, iconica sintesi di terra e mare, e sinergica consacrazione della mineralità ferrica del carciofo e della più soave bottarga siciliana, affinata dalla sensibilità dello chef Pino Cuttaia.

Al Ristorante La Madia sorprende sempre la familiarità dell’eleganza, che accarezza ogni dettaglio dell’ospitalità. Ammalia la genialità dello chef Pino Cuttaia, mentore, ispiratore e libero pensatore, che sa essere come nessun altro, carismatico, collegiale e lungimirante Rex Siciliae.

Ristorante La Madia

Corso Filippo Re Capriata, 22

Licata (AG)

tel. 0922 771443

chiuso martedì

Aspettando Natale, il nuovo menù del Ristorante CROCIFISSO, a Noto

Aspettando Natale, il fascino cosmopolita e ricercato dell’interior design del Ristorante Crocifisso a Noto, capta la festività augurale attraverso l’intimità adamantina e sofisticata delle luci d’atmosfera, magicamente armonizzate dalla raffinatezza sussurrata di Vanessa Cannarella, che orchestra la più indimenticabile ospitalità e gli accenti artistici più preziosi.

CROCIFISSO-03.JPG

Affidarsi al talento assoluto del Sommelier Gian Marco Iannello, guidati nel proprio personale viaggio nella ricercata carta dei vini, condurrà alla scoperta di una cantina di rara eloquenza e cultura enologica. Selezioni audaci, le più carismatiche etichette nazionali ed internazionali e la cosmogonia dei distillati, saranno enunciate interpretando i desideri degli ospiti.

Ristorante Crocifisso-46.JPG

Nei volumi polifunzionali delle sale, rivelano le nuances lounge ed il light design che  sottolineano ogni portata che nasce dalla creatività dello chef e patron Marco Baglieri, piatti che sanno sempre captare la sensorialità oltre la componente emozionale, ammaliando anche con la ricercata mise en place, l’eleganza dei lini candidi e la cristalleria.

Ristorante Crocifisso-01

 

Saper narrare l’espressività di ogni singolo ingrediente stagionale, interpretare l’essenza dei grani autoctoni siciliani come mai nessuno prima nel ventennio appena trascorso, esprimere incisività, squisitezza compositiva, magistrale abilità tecnica e rilettura personale della biodiversità del territorio ibleo, che abbraccia mare e altopiano. Esemplarità che descrivono solo alcune delle complesse ed esponenziali sfaccettature dello stile dello chef Marco Baglieri, esponente maximo dell’Alta Cucina di una Città, Noto, emblema UNESCO.

Warhol-Noto-20.JPG

Lo Chef reinventa il suo benvenuto nello sfavillante mantecato di baccalà, che si verticalizza nella fragranza di un lapillo coronato dal cappero e dalla salsa aioli, a cui si arriva attraverso il dualismo della ventresca di ricciola affinata ed accarezzata dalla verve esperidata dell’arancia e dell’aneto.

Come un diamante aureo, il carciofo incontra la dolcezza minerale della spuma voluttuosa di topinambur, impreziosita dai riflessi umorali ed impalpabili della liquirizia. Climax d’infinite texture ed analogie studiate con rara autorevolezza.

CROCIFISSO-15.JPG

La rivoluzionaria edizione dell’Uovo68 seduce svelando il simbolismo di una cremosità che è espressione di strutture polifoniche: robiola di capra girgentana montata, fondente armonioso di uovo poché e la tridimensionalità delle spontanee croccanti, della panure mediterranea e della passionalità del tartufo.

Il gulasch ispira la polifonia travolgente della guancia di vitello, fondente e strabiliante nella tessitura, eclettica nel brio della salsa al peperone di fruttata  armonia e delle cime di rapa vibranti di clorofillica mineralità.

CROCIFISSO-23.JPG

Come fosse una scaccia iblea, la lasagnetta esprime all’assaggio inedita leggerezza: tulle di sfoglia danza tratteggiando la passionalità del maiale battuto al coltello, in un idillio carezzevolmente piccante, che evidenzia la dolcezza dei broccoletti, in un ologramma di ricordi asiatici e partenopei, dipingendo la millenaria cultura siciliana, costellata di contaminazioni del gusto.

CROCIFISSO-30.JPG

La nuova anima BBQ della ricciola à la matelote dona enfasi alla sensorialità, attraverso un brillante esercizio di stile che preserva la vellutata anima delle fibre del pesce, e dialoga col fondente agrodolce caleidoscopio di capperi, filetti di pomodoro, cipolla e passionale panure alle olive nere iblee.

CROCIFISSO-32.JPG

La padronanza della tecnica e la sottrazione d’avanguardia delle sovrastrutture e dell’opulenza, affascinano nella doppia trasposizione del maialino: istituzionale nei sentori di rosmarino della pancetta, e totalizzante nella purezza del filetto. Nel sublime purée ai capperi traspare l’eco dell’opera di Joël Robuchon. Le carni si specchiano nel fondo bruno, nelle cipolline confit e nel vibrante ristretto di vino rosso. Gioie e sorprese cangianti al palato.

CROCIFISSO-37.JPG

Il Ristorante Crocifisso a Noto è sempre la scelta indovinata per perdersi nella sconfinata letteratura del gusto, nell’atmosfera sofisticata ed accogliente di un design curato, contemporaneo e di continua ricerca.  

Crocifisso, Noto-22.JPG

Il Servizio di Sala di soave professionalità, è affidato alla solarità di Claudia Consiglio, Salvatore Corsino ed Antonio Infantino, voci corali ed autorevoli ambasciatori dello stile travolgente dello chef Marco Baglieri.

 

Ristorante Crocifisso

Chef Marco Baglieri

Via Principe Umberto 48,

96017 Noto, SR

(+39) 0931 571151       (+39) 338 8530241

info@ristorantecrocifisso.it