Il nuovo menù del Gagini e la masterclass COS #NOTOFF

Palermo apre alla convivialità e alla divulgazione dell’enologia naturale: ieri sera, al Gagini Social Restaurant è stata presentata la prima edizione della rassegna di degustazioni e seminari degli artigiani del vino che stanno rivoluzionando il modo di bere.

Dal 12 al 14 gennaio 2019, ai Cantieri Culturali alla Zisa, si terrà la prima edizione di NOT – Rassegna dei vini franchi, esposizione dedicata al sistema produttivo che mette al centro la figura del vignaiolo, e che diffonde la coscienza del bere come atto non solo culturale, ma anche politico, di salvaguardia della Natura e dell’identità territoriale.

Lo Chef Gioacchino Gaglio ha esposto la letteratura del gusto che lo contraddistingue, accentata di cromìe e suggestioni cosmopolite:

gagini cos-19

un agrodolce sfaccettato quello dello sgombro, che ha saputo sublimare il pescato sostenibile e nutraceutico attraverso le contaminazioni zen della gelatina alla soia e la polifonia vegetale.

GAGINI COS-22.JPG

La festività e l’opulenza dei tortelli di manzo nello specchio di ricotta e cicoria, salse cangianti e donanti all’umami di un ripieno dalla trama suadente ed identitaria.

GAGINI COS-25.JPG

Ritorna la dolcezza del topinambur a diaframmare la trama minerale dei carciofi e della ricciola, un dualismo accentato dalla bottarga, come salsedine che perpetua la quintessenza del mare.

GAGINI COS-26.JPG

La pancia di maiale e i sentori affumicati di ulivo, brillano del controcanto di cavolicelli selvatici e acciuga di Aspra, suggestioni asiatiche ed eclettismo che trovano nella punteggiatura croccante la vivacità degli assaggi.

GAGINI COS-29.JPG

La cialda di cannolo come onda di voluttuosa golosità, cela la sublime composizione di allegorie di passione: un dessert magistrale che individua nel caffè, caramello salato e fiordilatte l’idillio indelebile di conclusione.

GAGINI COS-11.JPG
Giusto Occhipinti

Il menu della serata ha visto protagonista la trasversalità dei vini COS, in degustazione:
Cos Metodo Ancestrale 60 mesi sui lieviti, Zibibbo in Pithos 2014, Frappato 2017, Pithos Rosso 2016, Cerasuolo di Vittoria Classico 2000 e il passito di Zibibbo COS.

 

 

 

 

GAGINI SOCIAL RESTAURANT

Via dei Cassari, 35
90133 Palermo 

Tel: 091 589918
Email: info@gaginirestaurant.com

Orari: Tutti i giorni aperto 13:00-15:00, 20:00-00:00

GAGINI SOCIAL RESTAURANT protagonista della rassegna NOT OFF

Il GAGINI SOCIAL RESTAURANT presenta il menù invernale in abbinamento ai vini COS di Giusto Occhipinti.
Una cena-degustazione che introdurrà alla cosmogonia dei vini franchi:
aderendo alla rassegna NOT OFF, parte integrante degli eventi della prima edizione del convivio di vini franchi in Sicilia, ai cantieri culturali della Zisa di Palermo, dal 12 al 14 gennaio 2019.

Giovedì 10 gennaio 2019, il ristorante Gagini Social Restaurant, a Palermo, presenta il nuovo menù invernale scegliendo in abbinamento i vini dell’Azienda Agricola COS.

Un evento unico nel suo genere: lo Chef Gioacchino Gaglio esprimerà il meglio della sua sapienza culinaria, attraverso un bilanciamento esatto di sapori, cromìe e fragranze; mentre la selezione dei vini dell’Azienda Agricola COS, antesignana dell’enologia naturale siciliana, introdurrà attraverso un percorso apparentemente caotico, i paradigmi delle acidità, le complessità, le alterazioni ossidative e tutti quei parametri anarchici che rendono le annate uniche ed esclusive.

Dalle ore 19:00, nella sala polifunzionale del Gagini Social RestaurantGiusto Occhipinti, patron di COS, intratterrà tra i sospiri e l’emotività della terra e delle sue vigne che coltivate più a sud di Tunisi. Nel salotto letterario prenderanno anima blend di bianchi e rossi e sperimentali analogie.

Dopo la masterclass, dalle 20:30, l’executive chef Gioacchino Gaglio del Gagini Social Restaurant,

riferimento della più audace verve dell’enogastronomia palermitana, ristorante situato nel cuore del Cassaro e nelle adiacenze della Vuccirìa e del Porto Turistico, un tempo crocevia di scambi tra Oriente ed Occidente,

svelerà ai giornalisti e al grande pubblico di amatori, profumi e colori mediterranei invernali, sapientemente armonizzati per creare eclettiche portate.

votavota-31

Il menu della serata

Cos Metodo Ancestrale 60 mesi sui lieviti
(non ancora in commercio)

§

 
Sgombro in agrodolce

Zibibbo in Pithos 2014

§

Tortello di manzo, cicoria e ricotta

Frappato 2017

§

Ricciola arrosto e cacocciuli à viddanedda

Pithos Rosso 2016

§

Maiale in cortile: maiale affumicato all’ulivo, limone verdello, cavolicelli selvatici e acciuga d’Aspra 

Cerasuolo di Vittoria Classico 2000

§

Pane latte e caffè

 

 

 

 

GAGINI SOCIAL RESTAURANT

 

Informazioni e prenotazioni

 

Via dei Cassari, 35
90133 Palermo 

 

Tel: 091 589918
Email: info@gaginirestaurant.com

 

Orari: Tutti i giorni aperto 13:00-15:00, 20:00-00:00

Il miglior panettone artigianale di Sicilia: Antonio Colombo, VOTAVOTA

Una scatola sofisticata che abbraccia e custodisce un lievitato che sa esprimere lo straordinario entusiasmo ed il sorriso brillante di Antonio Colombo, Pastry Chef dei Ristoranti Votavota a Marina di Ragusa Sampieri.

Dall’eclettismo imprenditoriale di Peppe Causarano ed Antonio Colombo, dalla somma esponenziale delle loro professionalità, del loro talento, della loro lungimiranza e dal valore aggiunto della loro amicizia, ogni stagione s’innova la proposta enogastronomica, di cucina di bordo lungo le rotte del Mediterraneo o del sweet corner di pasticceria, che per questo Natale ha saputo ammaliare con l’essenza più autentica del Panettone Artigianale.

VOTAVOTA 201960.JPG

La superiorità del Panettone siciliano del Pastry Chef Antonio Colombo brilla dell’esegesi delle sua magistrale tecnica, si esprime nella soffice ed aromatica trama che ha l’anima di un lievito madre custodito e mantenuto nella sua esuberanza. All’assaggio si svela l’armonia e la qualità dei pochi ed autorevoli ingredienti naturali, canditi di arancia ed uvetta sultanina, che donano la gioia di un dolce celebrativo e versatile, da abbinare idealmente anche ai formaggi erborinati, al pesce affumicato o ai paté.

VOTAVOTA 201962.JPG
La lunga lievitazione e la cura delle fasi esecutive sanno regalare un Panettone voluttuoso e digeribile, impreziosito da una glassa pralinata alle mandorle e nocciole, a dare brio, dolcezza ed aromaticità. Il formato da 1 kg esprime l’ideale ed armonica sintesi dei sapori e sviluppa una complessità di fragranze e di gusto eccellente.

VOTAVOTA 201964.JPG

Genuinità, ricchezza della tessitura e dei canditi omogeneamente distribuiti, ideale sviluppo in lievitazione e cottura ottimale sono gli indici della memorabile degustazione del miglior panettone artigianale di Sicilia.

votavota-47.JPG

Ristorante Votavota

Lungomare Andrea Doria, 48

Marina di Ragusa, RG

Tel. 334 142 6962

La QUAGLIA A BECCAFICO dello Chef Marco Baglieri #SuperiorTaste2018

La complessità della filosofia e della creatività indomita dello Chef Marco Baglieri,  la lungimiranza del reinventarsi e del mettersi costantemente in gioco, la sete di spingersi oltre le certezze delle tecniche e degli ingredienti amati fin dall’infanzia, sono le tessere del mosaico che si fondono armonicamente nell’impatto sensoriale delle portate del Ristorante Crocifisso a Noto: dichiarazioni di carisma ed intonazioni di gusto nitide e seducenti che ammaliano ad ogni assaggio.

L’Alta Cucina del territorio trova leggibilità contemporanea ed espressionista nella gioiosa interpretazione dei paradigmi della letteratura del gusto:

così le mandorle tostate di Noto, la cangiante dolcezza minerale dell’uvetta nera, l’eleganza affumicata del carciofo, si fanno accenti sensoriali a corollario dei suadenti assaggi della Quaglia a Beccafico.

Crocifisso, Noto-20.JPG

L’esegesi delle alchimie di una preparazione che in Sicilia vanta innumerevoli varianti, non prescinde dagli equilibri audaci, armonici agrodolci e fondente opulenza, ma brilla della carezza lisergica del carciofo e della trama della chiffonade di porro, croccante-eterea-dolce-fragrante, come un bacio rubato che perpetua i desideri.

La maestria tecnica sublima la trama delle carni, rivelandone la sofisticata delicatezza e l’umoralità, che trovano onirico pairing nella spontanea integrità del Barbacarlo 1994, idealmente stilizzato dall’eclettismo del Sommelier Gian Marco Iannello.

 

Ristorante Crocifisso

Chef Marco Baglieri

Via Principe Umberto 48,

96017 Noto, SR

(+39) 0931 571151       (+39) 338 8530241

info@ristorantecrocifisso.it

#CALDOMARE : l’hashtag della quintessenza del mare dello Chef Pino Cuttaia

Al cospetto di Pino Cuttaia traspare dirompente la consapevolezza dell’indissolubile legame tra Gusto e Arte, che trascende la creatività attraverso la più iridescente componente emozionale.

La Madia, Natale 2018-26.JPG

Il Maestro dell’Alta Cucina italiana, executive chef e patron del Ristorante La Madia, che in un ventennio ha saputo attrarre il mondo intero a Licata, Agrigento, scompone le architetture che diaframmano eleganza e spontaneità, donando nella percezione della sensorialità, memorie sopite e tessere che compongono il mosaico del sublime.

La Madia, Natale 2018-28.JPG

La cucina colta ed ispirata dello chef Pino Cuttaia, narra la biodiversità e la stagionalità esclusiva dei sapori identitari del territorio, impreziosendoli dell’inevasa attitudine a superare costantemente la perfezione, che si traduce in assaggi sempre stupefacenti dei piatti che appartengono all’antologia del Ristorante La Madia, in dialogo con le estemporanee creazioni. 

La contemporanea missione dello Chef supera la valorizzazione del patrimonio antropologico e culturale, individuando nelle essenze e nei sapori più autentici e vibranti, l’approccio etico e l’essere ambasciatore di un messaggio universale di responsabilità, nell’ideazione del congresso Cookin’Med e nella rilettura sostenibile degli ingredienti e di tutto ciò che orbita attorno alla sua filosofia di cucina.

Nel menù del Pranzo di Natale 2018 sono state svelate le nuove sinergie comunicative della quintessenza del mare: #CALDOMARE esprime in un hashtag tematico e programmatico, il paradigma dell’insalata di mare contemporanea.

La Madia, Natale 2018-20.JPG

Un tulle di seppia increspato come le onde che s’infrangono testarde sugli scogli, a celare l’audacia della triglia, la polifonia dei mitili, la dolcezza umorale dei crostacei e la travolgente carnalità dei tentacoli dei molluschi. Un idillio cangiante, che abbaglia per la maestria tecnica delle monocotture, il brio dell’acqua di mare prezzemolata e la multidimensionalità delle cozze, che si fanno anche croccanti lapilli di un’eruzione marina.

Molte delle portate sono state impreziosite dal tartufo bianco e nero, a donare accenti di sensualità alla festività del merluzzo all’affumicatura di pigna, ai plin di cappone e al falsomagro trionfale.

Brilla la ninfea di carciofo Spinello di Licata, iconica sintesi di terra e mare, e sinergica consacrazione della mineralità ferrica del carciofo e della più soave bottarga siciliana, affinata dalla sensibilità dello chef Pino Cuttaia.

Al Ristorante La Madia sorprende sempre la familiarità dell’eleganza, che accarezza ogni dettaglio dell’ospitalità. Ammalia la genialità dello chef Pino Cuttaia, mentore, ispiratore e libero pensatore, che sa essere come nessun altro, carismatico, collegiale e lungimirante Rex Siciliae.

Ristorante La Madia

Corso Filippo Re Capriata, 22

Licata (AG)

tel. 0922 771443

chiuso martedì

TRE AMBASCIATORI DEL GUSTO Messinesi insieme per NEMOSUD: TRE PANETTONI D’AUTORE solidali

Domani, mercoledì 19 dicembre alle 11.30, al MARINA DEL NETTUNO CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE.

Un appello accompagnato alla solidarietà e da una mistery box augurale: gli Ambasciatori del Gusto Pasquale Caliri, Lillo Freni e Francesco Arena, hanno interpretato il dono festivo per antonomasia attraverso la loro sensibilità ed il loro estro creativo, realizzando tre panettoni in vasocottura, racchiusi in una elegante scatola personalizzata a tiratura limitata.

È il simbolo degli Ambasciatori Del Gusto di Messina a supporto della campagna di raccolta fondi del centro clinico NemoSud, che si occupa di assistenza ai pazienti affetti da patologie neuromuscolari.

“Tre Chef uniti per NemoSud”

il progetto ha coinvolto le tre personalità più carismatiche del panorama gastronomico messinese: il pastry chef Lillo Freni, l’executive chef del Marina del Nettuno Pasquale Caliri ed il panificatore Francesco Arena.

Tre anime diverse, tre stili, tre intuizioni e tre modi d’intendere il tipico dolce natalizio.

Il “panettone dell’orto” di Francesco Arena, versione salata del celebre dolce, ai capperi caramellati e melanzane;

“Rum & Pera” per Lillo Freni che traduce in lievitato il noto shot abbinandolo classicamente al cioccolato;

la versione “Acida” di chef Pasquale Caliri chiude la trilogia con “Lampi di lampone” golosa e seducente allitterazione dalla fragranza di zafferano e cioccolato ai frutti di bosco.

La tecnica della vasocottura si avvale del sottovuoto per garantire al dolce delle feste un’aromaticità ed una morbidezza esclusiva, custodendolo in uno scrigno inalterabile.

Solo cinquanta mistery box natalizie in edizione “luxury” saranno disponibili presso il Marina Del Nettuno, il panificio Masino Arena e la pasticceria Freni.

Il ricavato sarà interamente destinato alla realizzazione dei progetti del centro clinico NemoSud.

Foto di copertina courtesy Messina Street Food

RIAPRE LA PASTICCERIA DEI SOGNI A PALERMO: OSCAR 1965 e Morettino Coffee Lab.

Riapre la Pasticceria Oscar 1965 a Palermo, lunedì 17 dicembre.

Nuovi sfavillanti allestimenti per la storica ed amata pasticceria, fondata dalla famiglia Di Gaetano a Palermo, in via Mariano Migliaccio.

OSCAR 1965 amplia la sua offerta, con una visione innovata che guarda ai nuovi trend di consumo.

“Custodiamo e tramandiamo i nostri valori da sempre  – afferma Giuseppe Di Gaetano -. La pasticceria Oscar è nata nel 1965 grazie alla passione e alla lungimiranza di mio padre Vincenzo, che negli anni ’60 aveva già intuito quale strada percorrere, quella della qualità senza compromessi.

Sperimentazione, ricerca, creazione di prodotti unici e inimitabili ci hanno permesso di offrire il meglio della pasticceria per tutti questi anni. Il nostro compito adesso è quello di tramandare questa preziosa eredità, ma al contempo di innovarci per andare incontro a nuovi modelli di consumo, a nuove esigenze della clientela, che cerca “oasi”, in cui coccolarsi e star bene per ritrovare il lusso autentico del tempo”.

Il nuovo concept Oscar 1965 accoglierà in un ambiente innovato e ristrutturato con stile.

Il viaggio nel mondo del gusto e della dolcezza inizia già dal porticato di via Migliaccio, trasformato in una sorta di hall che accompagna all’interno della pasticceria. Il contesto è caldo e accogliente, capace di comunicare sensazioni di benessere e atmosfera familiare. I colori dominanti sono le nuances eleganti del marrone e del beige. Punto di forza è senza dubbio il banco dei dolci, vasto e colorato: un trionfo di delizie, dalle più tradizionali alle più contemporanee. La zona relax e la caffetteria sono novità assolute.

Da una collaborazione con il brand siciliano Morettino, nasce infatti l’ambiente dedicato al mondo del caffè di qualità. Oscar 1965 ha abbracciato “Morettino Coffee Lab”, il percorso progettuale che mira alla diffusione della cultura del caffè, proponendo nuove modalità di preparazione insieme alla riscoperta dei metodi più tradizionali, offrendo al consumatore un approccio consapevole con la possibilità di scegliere la tipologia di caffè, in blend o monorigine, e la modalità di estrazione. Questo mettendo sempre al centro la materia prima, che va rispettata e raccontata per creare cultura del caffè.

Condividendo medesimi valori e filosofia imprenditoriale, i due partner siciliani danno così origine ad un’offerta nuova, un incontro di buon gusto e crescita culturale, per incontrare le esigenze di una clientela sempre più attenta alla qualità, all’etica, alla sostenibilità, e sempre più curiosa.

In base al momento della giornata, il cliente potrà scegliere se bere un blend di pregiate origini o una monorigine di Arabica in purezza della selezione “La Musa Nera” o una miscela di origini di puri Arabica dell’America latina “Americano”, in edizione limitata e realizzati on demand con la nuova Micro Roastery Morettino.

Il cliente potrà poi selezionare anche il metodo di estrazione, ovvero in espresso, filtrato con la french press, o in versione caffè americano, selezionandolo dalla carta dei caffè ideata per Oscar.

“Siamo orgogliosi di avere avviato questo percorso di collaborazione con una realtà storica come Oscar – spiega Andrea Morettino – che rappresenta come noi una storia autentica di passione per la materia prima e che continua a tramandare i valori della tradizione artigianale. Dopo avere accompagnato per più di 50 anni generazioni di palermitani affermandosi come pasticceria d’eccellenza, oggi amplia la propria offerta con una visione che guarda anche ai nuovi trend di consumo”.

“Oscar narra la storia della pasticceria palermitana dagli anni Sessanta e i nostri prodotti must sono già pronti per l’apertura – afferma Di Gaetano -. Tutti i dolci artigianali – dalla Devil alla Pistacchiotta, dalla Savoia ai Profiteroles – ideati e creati da mio papà, che ci ha lasciato le sue segrete ricette, continuano ad essere proposti, oggi come allora, grazie alla dedizione del nostro storico pastry chef, Giovanni Catalano, e del nostro affiatato team, e grazie anche alla professionalità del nostro responsabile di sala, Gaetano Franchina.

In più ci saranno grandi novità

Oltre al mondo del caffè, inizieremo a far conoscere il mondo dei cocktail di qualità e proporremo inediti menù per aperitivi innovativi e solo made in Sicily.  Tante le novità in cantiere, ma adesso è il momento di riaprire le nostre porte. Non vediamo l’ora di regalare un sorriso ai nostri clienti, che attendono, storici e nuovi”.

ITALIA CIBUM e l’Arte della Panificazione: al via il congresso del Gusto

Al via domani i laboratori e le conferenze che si alterneranno per le due settimane di approfondimenti sulla cultura dell’alimentazione e sull’Arte Bianca che ha reso celebre Ficarazzi, il Comune alle porte di Palermo che è fulcro dell’enogastronomia.

Un’antica tradizione di panificazione, rispettosa della selezione delle materie prime, delle abilità ancestrali e della cottura a legna, attenzioni che hanno reso il pane di Ficarazzi un prodotto apprezzato ed ambito.

Arte bianca e abilità manuali, vastedde, vastedduni e muffolette, si tramandano da generazioni e oggi il pane prodotto nel Comune alle porte di Palermo, diventa oggetto di studio ed approfondimento, protagonista, insieme con lo sfincione e altri illustri lievitati, di una manifestazione a loro dedicata.

Prende il via domani

“L’arte della panificazione a Ficarazzi”

una manifestazione organizzata dal Comune e da Italia Cibum, con il supporto della Regione Siciliana, della Proloco di Ficarazzi e di Mediacom.

Fino al 28 dicembre, nello spazio allestito in piazza Papa Giovanni Paolo II, convegni, talk show, laboratori del gusto, degustazioni e visite guidate, avranno l’ambizioso obiettivo di far conoscere i pregiati prodotti artigianali ficarazzesi formando, al contempo, una sorta di nuova consapevolezza su ciò che mangiamo e sulle scelte che tutti noi ogni giorno facciamo sugli alimenti da portare a tavola.

Il cibo è il motore del nostro corpo e del nostro pensiero e, come tale, necessita di grandi attenzione e cura. È l’occasione, questa, per rivolgersi ai giovani che sono coloro che erediteranno naturalmente l’arte dello sfincione e della panificazione, ma non mancherà l’attenzione su uno sviluppo consapevole del turismo enogastronomico.

“L’arte della panificazione a Ficarazzi è antica e la bontà del nostro pane e del nostro sfincione, negli anni, ha valicato i confini del paese e in molti vengono qui a comprarli da Palermo o dai paesi limitrofi – spiega il vicesindaco con deleghe alle Attività produttive e al Turismo, Salvatore Bisconti – .

Oggi, con questa manifestazione, vogliamo accendere l’attenzione da una parte sulla qualità di materie prime e lavorazioni e dall’altra sulle potenzialità di sviluppo di un territorio legate ai prodotti gastronomici”.

Il programma

La manifestazione prenderà il via domani (14 dicembre) alle 15 con la chef Bonetta Dell’Oglio e Francesca Cerami dell’Idimed, che parleranno di Dieta Mediterranea. A seguire ci sarà una degustazione di sfincione locale.

Sabato pomeriggio, 15 dicembre, dalle 15 alle 19, la chef Bonetta Dell’ Oglio e Arturo Genduso, agronomo, specialista in agricoltura naturale, cureranno il laboratorio “Dal campo alla tavola”

Lunedì 17 dicembre si metteranno la mani in pasta con un corso di panificazione dalle 10 alle 17. Si partirà dalle tecniche di molitura dei grani antichi e moderni e seguirà una visita all’azienda Molini del Ponte di Castelvetrano (Tp), specializzata nella produzione delle farine di grani antichi moliti a pietra naturale. Si incontrerà l’imprenditore e mugnaio Filippo Drago per scoprire il processo di molitura negli antichi mulini a pietra naturale francese La Fertè e comprendere l’avanguardia tecnologica degli strumenti di selezione e pulitura del grano.

Martedì 18 dicembre, dalle 16 alle 19, si parlerà di strategie di comunicazione con un corso curato da Marco Sajeva, fondatore dello studio Visioni, su “Social media marketing: come comunicare la tua attività”.

Mercoledì 19 dalle 10.30 alle 14 si torna a parlare di panificazione con una visita alla Stazione Consorziale Sperimentale di Granicoltura (partenza da Ficarazzi alle 7).

Giovedì 20 sarà la volta di un laboratorio tenuto, dalle 15 alle 19, dal bakery chef e Ambasciatore del Gusto messinese Francesco Arena su “L’interpretazione della pizza messinese”.

Venerdì 21 Dicembre, dalle 15 alle 19, il laboratorio sarà dedicato al dolce della tradizione: il buccellato. A curarlo sarà Bonetta dell’Oglio. A seguire Giuseppe Morreale, storico della tradizione, racconterà la storia dei panificatori di Ficarazzi.

Dopo pane, pizza e sfincione, sabato 22 dicembre, il panettone, re dei lievitati, sarà protagonista di una degustazione alla cieca curata da Salvatore Spatafora. Dalle 16 alle 18 sarà possibile assaggiare alcuni tra i migliori panettoni artigianali prodotti in Sicilia ai quali saranno affiancate alcune produzioni di pasticceri e panificatori di Ficarazzi. Prevista anche una degustazione di vini in abbinamento.

Domenica 23 dicembre alle 11, uno dei momenti clou della manifestazione, con il convegno sul tema “La coscienza del consumatore”. Si parlerà del divario e del livello di coscienza nel consumo di grani antichi tra nord e sud. A seguire degustazione dello sfincione di Ficarazzi a cura dei panificatori del paese.

Il 27 dicembre alle 10 l’ultimo appuntamento con un laboratorio su “la colazione salutare” tenuto da Nino Terrana.

Il convegno

La coscienza dei consumatori – Domenica 23 dicembre ore 11

Il confine sottile tra coscienza e incoscienza determina il grado di consapevolezza e di comprensione della realtà.” di STEFANO NASETTI

Cosa si intende per “potere del consumatore”? Soffermiamoci innanzitutto sul significato di queste due parole che forse sono usate troppo e troppo spesso in modo improprio. Il potere è la capacità di influenzare in modo determinante persone o situazioni, oltre a rappresentare la possibilità concreta di fare qualcosa. Il consumatore è chi consuma, vale a dire chi sul mercato domanda beni e servizi ed è disposto a pagare un prezzo per essi. Il momento fondamentale in cui il consumatore può esercitare il proprio potere è rappresentato dall’atto d’acquisto.

La forza apparentemente senza limiti delle imprese produttrici, in modo particolare delle società multinazionali, ha in realtà una debolezza intrinseca in quanto la capacità di sviluppare business e di creare profitto dipende principalmente dal comportamento dei consumatori nel momento in cui acquistano prodotti o servizi.

Il gesto di fare la spesa non è un’azione priva di significato, un atto privato che riguarda solo il consumatore, i suoi gusti, i suoi desideri, il suo portafoglio. Esso può assumere una forte e chiara valenza sociale, economica e politica.

Il consumatore oggi è sempre più bombardato da informazioni salutari, etiche e sociali, dall’Olio di Palma al mito dei prodotti integrali, ai prodotti Bio piuttosto che “Naturali”. Molte aziende note hanno realizzato prodotti ad hoc per soddisfare la crescente domanda del prodotto “Buono e Sano”. Il consumatore, sviluppando una coscienza critica, acquisisce dunque un grande potere e proprio perché le imprese hanno timore di questo tentano di dominare la nostra volontà spendono miliardi in pubblicità.

Ma realmente davanti lo scaffale del supermercato, cosa ci spinge all’acquisto di un prodotto piuttosto che un altro? Siamo davvero cosi consapevoli?

Di tutto questo si parlerà domenica 23 dicembre a partire dalle 11, nel corso di un convegno moderato dalla giornalista Manuela Laiacona.

Relatori:

Bonetta dell’Oglio, chef: “La cucina consapevole”

Giusy Vitale, supermercati Prezzemolo & Vitale selezionatori di eccellenze: “le scelte di qualità sono possibili?”

Arturo Genduso, agronomo: “Che fine ha fatto la nostra coscienza?”

Francesca Cerami, Presidente dell’IDIMED: “La dieta Mediterranea e come ritracciarla sullo scaffale”

Filippo Drago, Molini del Ponte: “Ho scelto i grani autoctoni perché?”

Mauro Priamo e Marcella Tomasino, Azienda Agricola Casa San. Giacomo: “L’agricoltura come metodo educativo”

Calogero Vizzini, presidente del Federconsumatori: “Come aiutare il consumatore ad essere consapevole”

Daniela Mainenti, giurista: “Conoscenza del prodotto pesce per la prevenzione della pesca illegale”

La manifestazione “L’arte della Panificazione a Ficarazzi” è organizzata da Italia Cibum e dal Comune di Ficarazzi.

Italia Cibum SpA – nota in questi giorni per essere la holding che è dietro il progetto di internazionalizzazione del brand Spazio Niko Romito che ha appena aperto a Roma – è un brand specializzato in progettazione, organizzazione e comunicazione rivolto all’affiancamento e al supporto di produttori, erogatori di servizi, ristoratori, organizzatori di eventi, nel comparto enogastronomico in Italia e all’estero. La struttura accompagna a livello strategico e creativo i brand enogastronomici italiani nel mondo, per diffonderli e valorizzarli e fare cultura di prodotto.

MARENEVE, l’anima lirica del supremo Federico Graziani

Ho accarezzato la capsula ancora e ancora prima di perdere i freni inibitori e stappare questo flacone custodito con devozione. Brilla di filosofia, mitologia, paradigmatico intuito e lungimirante personalità artistica. Sotto ogni angolazione, accarezzandolo ancora per non perdermi neanche un riflesso, con lo sguardo, la lente MACRO, il desiderio e la sete di sorprendermi ancora, come ogni volta al cospetto di MARENEVE.

MARENEVE-11

La cosmogonia del vulcano, le piste innevate che hanno l’unicità dello Jonio all’orizzonte, le latitudini estreme che reinventano i vitigni a bacca bianca autoctoni ed internazionali: queste le coordinate di MARENEVE. Si pronuncia come un bacio, un sussurro che resta tra le labbra e le emozioni non appena si fa luce e sorsi.

MARENEVE-06

 

Il 2017 è una preghiera, un’annata trascendentale e mistica, a cui affidare un desiderio:

dimmi che t’incontrerò ancora tra dieci anni”.

Perché nell’estasi della leggibilità contemporanea di MARENEVE c’è anche il riflesso iridescente della sua anima in carismatica evoluzione. 

Lungimiranza esponenzialmente enunciata dalle sue voluttuose e travolgenti acidità iodiche e dalle cangianti balsamicità officinali.

MARENEVE-02.JPG

Quasi ancora ipnotizzata dalle nuances di platino e di yuzu, dalla mineralità zen e briosa della pomice, di una stella cadente che non svanisce senza portarsi via una parte della tua anima.

MARENEVE-09.JPG

Ne scorgi la tensione indomita e volitiva, agile nella carezza glicerica che ha il palpito di un battito d’ali di libellula, di cui si palesa l’eleganza solo appena prima che voli via. MARENEVE ti cattura ad ogni sorso con i riflessi più audaci di un microcosmo di more di gelso bianco e buccia di fichi rugiadosi del primo mattino, di foglie di lavanda che accarezzi passeggiando fino al mare, raccogliendo le mandorle acerbe che profumano di benzoino. Sorsi cangianti, ora enigmatici, ora dichiaratamente seducenti, nella succosa salinità che resta tatuata sul cuore, come la brezza delle spiagge adamantine e selvagge di Vendicari.

MARENEVE-14.JPG

Di mare e di neve, in una dicotomia perpetua che ti fa desiderare la felicità con cui sa dialogare coi crostacei, i ricci, i risotti, i fritti augurali, i masala thai, i formaggi allo zafferano e la pasticceria.

MARENEVE, l’anima lirica del supremo Federico Graziani.

Per info

http://fedegraziani.it/contatti/

#SAVETUMAPERSA, un hashtag per salvare un presidio di biodiversità

La TUMA PERSA è un formaggio simbolo del patrimonio culturale del gusto siciliano, una produzione artigianale che rischiamo di non poter più assaporare a causa dell’isolamento del caseificio Passalacqua.

Salvatore Passalacqua

Castronovo, il piccolo paese in provincia di Palermo dove si produce la TUMA PERSA, subisce un grave dissesto infrastrutturale a causa di uno smottamento avvenuto durante le alluvioni di novembre. Un assurdo immobilismo burocratico e una stasi politica che sono state affrontate nelle inchieste giornalistiche di Clara Minissale e che hanno avuto eco anche sulla stampa nazionale.

Una produzione di nicchia, che rischia di scomparire per sempre e che Salvatore Passalacqua produce da diciotto anni e distribuisce in Italia e all’estero.

O meglio produceva e distribuiva, perché oggi il latte non arriva più in azienda, e l’isolamento dovuto alla frana impedisce anche la commercializzazione.

“Continuando così rischiamo la chiusura del caseificio – racconta preoccupato il Casaro – siamo a quattro chilometri dal centro abitato e ad otto dalla Strada Statale 189, eppure siamo costretti a percorrere circa cinquanta chilometri in più per aggirare la frana e tornare a casa, per distribuire i nostri prodotti o per farci consegnare il latte, che devo acquistare ad un prezzo maggiorato dalle difficoltà di trasporto”

L’illustrazione della Chef Valentina Chiaramonte FUD OFF

Ma la Tuma Persa non può andare persa veramente!

Cosi FUD BOTTEGA SICULA grazie alla genialità di Andrea Graziano, founder ed ideatore del marchio, ha lanciato una campagna social per sostenere Salvatore e il suo formaggio, che è già virale.

L’Ambasciatore del Gusto Andrea Graziano

Tantissimi tra chef, produttori, giornalisti ed appassionati del settore hanno già aderito alla campagna.

Chef Joseph Micieli
Chef Marco Baglieri
Chef Lorenzo Ruta
Chef Carmelo Trentacosti
Chef Gaetano Billeci e la brigata
Chef Teresa, Giovanni e Vania Morello
Chef Pino Cuttaia

“Partecipare è facile – dice Andrea Graziano – basta prendere un foglio, un cartello o quello che si vuole e scrivere #Savetumapersa, fare una foto o un video e metterci la faccia, condividendo il proprio contenuto sui social e utilizzando l’hashtag #Savetumapersa. Un gesto semplice che ci consente però di poter non solo manifestare solidarietà nei confronti di un produttore che ha sempre fatto bene il suo lavoro e che adesso si trova in difficoltà economiche per una fatalità che potrebbe accadere a chiunque, ma anche di sensibilizzare l’opinione pubblica sulle mancanze di un sistema statale e governativo che lascia sempre più soli gli imprenditori. Speriamo che dopo tanta mobilitazione, qualcosa si muova e si possa ripristinare al più presto la viabilità della strada per consentire a Salvatore di continuare a produrre la sua Tuma Persa.”

Non perdiamo la tuma persa!