MEMORABILIA ZASH: i dieci cult dello Chef Giuseppe Raciti

 

La sonorità che s’infittisce tra le labbra come un bacio, il fluire alchemico del magnetismo dell’Etna diaframmato dallo Jonio che si svela nell’identità di ZASH, memoria onomatopeica che cattura la brezza tra la zagara in fiore e profuma i desideri.

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ZASH è un eden in cui ritrovarsi, nella spiritualità della SPA, nelle atmosfere cangianti dal risveglio al tramonto, che dietro il vulcano ha nuances sempre nuove, e nella squisita ospitalità di design che gli architetti Carla Maugeri ed Antonio Iraci sanno veicolare con infinita eleganza, nell’armonia tra natura totalizzante e ricercatezza sublimata del boutique hotel.

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Iconici e memorabili, i dieci signature dish presentati in occasione dell’attesa cena conviviale, andata in scena i primi di aprile, sono stati legati ad ad arte in un percorso ideato per trasporre l’emblema della leggibilità contemporanea della creatività dell’executive chef Giuseppe Raciti. Senza l’ancora di una connotazione temporale, le armonie che negli anni hanno trovato espressività nelle composizioni dello Chef, hanno saputo scandire con stile e carisma, il ritmo fine dining, sorprendendo come fossero inedite esecuzioni.

I cocktail curati nella miscelazione officinale e nella scenografia evocativa, audaci nell’aromaticità più sofisticata del Bartender Seby Sorbello, hanno saputo intrattenere gli ospiti nell’atmosfera incantata del palmento storico attorno a cui si snodano le sale, rivelando i volumi enfatizzati dal sapiente recupero stilistico della proprietà.

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pomodoro-fragola-scampo-stracciatella, arancino di alici, iris salata al pistacchio di Bronte e pane cunzatu

Avanguardia nella leggerezza percepita, nell’eleganza delle strutture, nell’interpretazione della stagionalità e nel rimando continuo tra l’internazionalità dello stile, della tecnica e della ricerca, e l’audacia introspettiva degli accenti più intriganti, degli agrodolci siciliani sussurrati attraverso le more di gelso dell’Etna o dell’umami mediterraneo del pomodoro verde che diventa preludio dessert.

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Trasparenza di gambero rosso, mandorle, ricci e mandarino

Il servizio sorprende distinguendosi come sempre per saper intrattenere ed enunciare con puntualità, in sala la professionalità del Sommelier Daniele Forzisi e del Maître Giuseppe Romeo ammaliano con la preziosa attitudine a dipingere attraverso carismatiche ricercatezze enologiche la prossimità e l’internazionalità.

 

Tartufo siciliano e more di gelso rosso, fonduta di formaggio e la croccante veste dell’uovo poché sanno sempre intrigare nella polifonia sensoriale della loro armonia: una portata di valenza emblematica, sempre in bilico tra golosità e tecnica magistrale.

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Setosa e velata, la pasta ripiena si fa scrigno per il fondente cuore e gli asparagi selvatici, nell’esaltazione della loro mineralità attraverso l’umoralità iodica della bottarga di tonno di supremo affinamento.

 

La trama onirica è l’idilliaco pairing alla mousse di Datterino ed al fondente di cipollotto primaverile alla brace, dipingono la valenza della pluma di maialino iberico, liberando la portata dalle connotazioni mainstream e ricomponendo attorno all’eloquenza mediterranea la rilettura del gusto.

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La pasticceria dinamica, la versatilità degli ortaggi e dei piccoli frutti, che si fanno tessere di un mosaico ludico che si spiralizza nel brio dell’effervescenza: sorprende ed incanta lo Chef Giuseppe Raciti, nella percezione della sua gioia compositiva, nella rivelazione della sua raffinatezza e nel sapersi sempre proiettare oltre gli schemi.

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ZASH 

chef Giuseppe Raciti

Strada Provinciale 2/I-II n.60

95018 Archi – Riposto (CT) – Sicilia

tel: +39 095 7828932

mobile: +39 3472765552

email: info@zash.it

“Sicilia da vivere – terre, mari e uomini”

Un sogno, quello di narrare ai viaggiatori che scelgono la Sicilia e i suoi arcipelaghi, un’antologia di saperi, sapori e suggestioni così identitari, inediti ed indelebili da evocare la mitologia dell’approdo di Ulisse in Trinacria.

Il viaggio, ma soprattutto la scoperta e l’accoglienza: l’Associazione Le Soste di Ulisse è il fil rouge di passione, condivisione, ricerca ed esemplarità che connette hotel , ristoranti gourmand, percorsi enologici, artigiani ed artisti del gusto che illustrano tutto il carisma della regione Sicilia, proponendo soste ragionate sui beni culturali, l’antropologia della letteratura gastronomica, leisure, qualità della vita e puro edonismo.

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da sn Tony Lo Coco, Pinuccio La Rosa, Marco Baglieri, Luciano Pennisi

Ulisse ante litteram fu Pinuccio La Rosa, della Locanda Don Serafino a Ragusa, che insieme all’indimenticato Enrico Briguglio tracciò nel 2002 la rotta da percorrere lungo le vie del continente Sicilia, guidato dal desiderio di superare gli individualismi e di trovare nella coesione il catalizzatore di quella che sarebbe diventata l’Associazione Le Soste di Ulisse.

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La presidenza dello chef Pino Cuttaia ha designato le attività programmatiche che a breve convergeranno in un portale integrato tra gli associati, oggi più di cinquanta virtuosi ambasciatori di territorialità, col patrocinio di un brand, quello de Le Soste di Ulisse, che mira ad intercettare le esigenze in divenire di un turismo di qualità.

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Nel triennio che si protrarrà fino al 2020, con la supervisione del Presidente Pino Cuttaia, in sinergia col vicepresidente Tony Lo Coco, sostenuti dal vicepresidente vicario Luciano Pennisi, dal tesoriere Mauro Malandrino, da tutti i componenti del Direttivo composto da Marco Baglieri, Nunzio Campisi, Luca Caruso, Giuseppe Costa, Giovanni Guarneri, Pinuccio La Rosa, Alberto Rizzo, Angelo Treno e dal Presidente onorario Nino Graziano, verranno espletati numerosi progetti, a sostegno della formazione professionale, dell’impresa e della salvaguardia della biodiversità:

“Custodire il sapere che non è più stato tramandato, sostenere gli antichi mestieri, codificando la cultura di un popolo, che spesso nasce attraverso le necessità, promuovendo il legame tra produttori e cuochi.”

Così il Presidente Pino Cuttaia ha espresso, durante la conferenza stampa a conclusione della prima giornata dell’evento “Sicilia da vivere – terre, mari e uomini”, la missione dell’Associazione, che da sempre ha lo scopo di divulgare le unicità, attraverso una rete di valorizzazione della filiera dei piccoli produttori, dell’artigianalità delle maestranze, e del prezioso ruolo del cuoco, che si pone al turista come ambasciatore del proprio microcosmo.

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La promozione del territorio sotto il profilo artistico, paesaggistico, culturale, antropologico ed enogastronomico, non può prescindere dalla consapevolezza sull’impatto ambientale delle scelte di consumo, dal sostegno alle marinerie regionali, all’allevamento di razze autoctone e dalla stagionalità che in Sicilia ha infinite sfumature, che convergono nell’esaltazione del gusto.

Numerose le tematiche analizzate durante i lavori del convegno e nei dibattiti delle tavole accademiche, che hanno aperto il confronto sulla cucina dell’etica, sulle metodologie delle produzioni tradizionali e sulla loro sostenibilità, rapportandole al potenziale appeal dello sviluppo di un’offerta turistica incentrata sulla divulgazione della millenaria tradizione siciliana trasposta nelle contemporanee edizioni della sua interpretazione.

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Luciano Pennisi e Antonino Cannavacciulo prima della premiazione

L’accoglienza e la sartorialità dell’offerta dell’hôtellerie, l’ideazione di itinerari di viaggio, col valore aggiunto di poter fruire di un’esperienza alla scoperta della Sicilia più autentica, disegnando percorsi su misura delle esigenze dell’ospite, attraverso i nuovi sistemi gestionali ideati dall’ingegnere Marco Sajeva per lo sviluppo del management del turismo in Sicilia.

Gli incentivi, i microcrediti e le opportunità per gli imprenditori del settore, individuati con la partnership di UniCredit, supportati dalla coralità dell’Associazione Le Soste di Ulisse danno anche ai nuovi associati la potenzialità di sviluppare nuovi orizzonti imprenditoriali.

Sentita ed approfondita è stata anche la tematica della narrazione del cibo, attraverso le memorie, la letteratura enogastronomica e sotto la lente macroscopica della comunicazione dei social media, focalizzando l’attenzione sul valore della critica enogastronomica formata e puntuale, in antitesi rispetto alle offerte pubblicitarie mediate dagli influencer.

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Marco Baglieri, Tony Lo Coco, Pino Cuttaia, Nino Graziano

I lavori del congresso del trentuno marzo e del primo aprile scorsi sono stati intervallati da eventi conviviali che hanno allietato la stampa di settore e i partecipanti attraverso l’eloquenza dello street food siciliano d’autore e le atmosfere esclusive della cena di gala, dove ha trionfato la maestria tecnica degli chef associati e la ricercatezza delle scelte enologiche, impreziosite dalle selezioni di Champagne Steinbrück del Barone Roberto Beneventano della Corte.

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GIORNATE FAI DI PRIMAVERA IN SICILIA

 Sostieni la Fondazione con l’iscrizione,

con un contributo facoltativo o,

fino al 31 marzo, invia un sms al 45584

per la campagna di raccolta fondi “Tu che puoi FAI”

Lo splendido paradosso della bellezza italiana è l’essere insieme quotidiana e straordinaria, a volte sontuosa ed esplicita, altre nascosta e ferita, ma sempre così profondamente nostra da definire chi siamo e ricordarci gli innumerevoli intrecci che hanno tessuto le nostre origini, lasciando impronte nel nostro patrimonio culturale quasi fossero indizi.

Sabato 23 e domenica 24 marzo 2019 il FAI – Fondo Ambiente Italiano invita tutti a partecipare alle Giornate FAI di Primavera per guardare l’Italia come non abbiamo mai fatto prima e costruire un ideale Ponte tra culture che ci farà viaggiare in tutto il mondo.

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Giunta ormai alla 27ª edizione, la manifestazione si è trasformata in una grandiosa festa mobile per un pubblico vastissimo, che attende ogni anno di partecipare a questa straordinaria cerimonia collettiva, appuntamento irripetibile del nostro panorama culturale che a partire dal 1993 ha appassionato quasi 11 milioni di visitatori.

Per l’edizione di quest’anno il FAI Sicilia aprirà 122 luoghi in 45 località, grazie alla spinta organizzativa delle 8 Delegazioni FAI siciliane (insieme ai 10 Gruppi e 6 Gruppi Giovani) e grazie ai 1.700 Apprendisti Ciceroni che accompagneranno i visitatori a specchiarsi nella stupefacente varietà della regione, aprendo luoghi spesso inaccessibili ed eccezionalmente visitabili in questo weekend, durante il quale sarà possibile sostenere la Fondazione con un contributo facoltativo o con l’iscrizione.

“Per le Giornate Fai di Primavera in Sicilia – afferma Giuseppe Taibi, Presidente FAI regionale – apriremo luoghi di bellezza che illustreremo grazie all’aiuto degli Apprendisti Ciceroni. Una grande festa alla quale tutti sono invitati a partecipare, anche con l’iscrizione alla Fondazione, per valorizzare insieme il nostro grande patrimonio storico-artistico e paesaggistico. La novità di quest’anno sarà il progetto FAI ponte tra culture che si propone di raccontare, con volontari di origine non italiana, le diverse influenze culturali straniere disseminate in molti dei beni che apriremo. Inoltre le Giornate FAI di Primavera 2019 – conclude Taibi –guardano all’Europa in quanto la Commissione Europea partecipa facendo conoscere i beni italiani che, grazie ai finanziamenti europei, diventano nuovamente accessibili ai cittadini. Quelli siciliani sono: il Porto di Ponto Empedocle, il Giardino Botanico di Agrigento, il Museo naturalistico Francesco Minà Palumbo di Castelbuono e la Chiesa di Casa Professa a Palermo”.

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Per il 2019 la novità sarà appunto il progetto FAI ponte tra culture, che si propone di porre l’attenzione su quei luoghi che testimoniano la ricchezza derivata dall’incontro e dalla fusione tra la nostra tradizione e quella dei paesi europei, asiatici, americani e africani. Ecco perché in alcuni di questi siti le visite saranno curate dai volontari di origine straniera che racconteranno gli aspetti storici, artistici e architettonici tipici della loro cultura di provenienza che, a contatto con la nostra, ha contribuito a dar vita al nostro patrimonio. Ne sono un esempio: il giardino di Villa Genuardi ad Agrigento con influenze dell’Asia e del Sud America; le Latomie dei Niccolini a Marsala utilizzate da gruppi appartenenti a religioni diverse; Piazza Sett’Angeli a Palermo con influssi punici, romani e arabo-normanni; a Catania la Cappella Bonajuto superstite dell’epoca bizantina e la Villa Comunale di Taormina con il giardino all’inglese.

Il catalogo dei beni visitabili durante le Giornate FAI di Primavera raccoglie una proposta così varia e originale che è impossibile da sintetizzare. Ne segnaliamo alcuni:

DELEGAZIONE DI ENNA

Santuario del SS. Crocifisso di Papardura: nell’ameno sito di Papardura, lungo le pendici di Enna sorge il Santuario edificato a seguito della venerazione popolare scaturita dopo il rinvenimento nel 1659 di una sacra immagine. Ogni anno, il 14 settembre, si celebra la solennizzazione della Esaltazione della Croce ovvero la sua esposizione da parte del sacerdote ai fedeli. La festa organizzata dai “Procuratori” presenta ancora oggi elementi arcaici e suscita una grande devozione popolare. La chiesa presenta decorazioni e stucchi eseguiti su disegni del Serpotta ed è ornata da pregevoli quadri e paliotti d’altare.

Luogo normalmente chiuso al pubblico.

 

Granfonte di Leonforte

Uno dei monumenti principali di Leonforte. Costruita nel XVII secolo dal principe Placido Branciforti, fondatore del paese, sui resti di una antica fontana araba chiamata “Fonte di Tavi”, costituiva il luogo abituale di riunione della popolazione e, con le sue ventiquattro cannelle, anche l’abbeveratoio pubblico. Questa maestosa fontana monumentale è in stile barocco. Il prospetto presenta una serie di altorilievi con mascheroni e puttini. Dalle cannelle di bronzo ogni giorno sgorga ininterrottamente acqua limpidissima che si raccoglie nella sottostante vasca rettangolare. Il prospetto, con tre alzate timpanate decorate con bassorilievi, è raccordato ai lati con due volute. Ancora oggi è luogo d’incontro ideale per i cittadini.

 

DELEGAZIONE DI MESSINA

Teatro Vittorio Emanuele, Viaggio dietro le quinte.

La posa della prima pietra del “novello Teatro” di Messina, intitolato a Santa Elisabetta in omaggio a Maria Isabella di Spagna, madre di Ferdinando II, avvenne il 23 aprile 1842. L’inaugurazione fu celebrata il 12 gennaio 1852; nel 1860 tuttavia, con l’annessione al Regno d’Italia, la denominazione del S. Elisabetta fu mutata in “Vittorio Emanuele II”, in occasione dell’annessione del “Regno delle due Sicilie al Regno d’Italia sotto lo scettro costituzionale di Vittorio Emanuele II”. Danneggiato dal terremoto di Messina del 1908 è stato oggetto di un restauro che lo ha quasi interamente ricostruito: all’interno fu ampliato ed il soffitto decorato da Renato Guttuso con la raffigurazione della leggenda di Colapesce. I lavori furono portati a termine solo nel 1980.

 

DELEGAZIONE DI RAGUSA

Nei luoghi dello stile Liberty a Ispica

Una passeggiata artistica lungo le strade di Ispica alla ricerca delle più significative testimonianze dello stile Liberty in città, presso palazzi nobiliari e case private. Una narrazione itinerante tra gli aspetti strutturali e decorativi, nonché dei significati culturali di ogni manufatto, accompagnata e arricchita, nella sede dell’Istituto “Gaetano Curcio”, da una mostra (disegni, progetti, fotografie…) con cui gli studenti hanno voluto offrire il proprio contributo allo studio di questo stile così peculiare.

Il riparo sotto Roccia di Fontana Nova

Tanto celebre tra gli specialisti di tutta Europa quanto pressoché abbandonato, il sito di Fontana Nova (alla periferia di Marina di Ragusa, frazione balneare del capoluogo ibleo), ospita un riparo sotto roccia recante tracce di frequentazione umana, forse il sito più antico finora noto in Sicilia. Nel XIX secolo il barone Arezzo, nobile ragusano appassionato di antichità, scoprì in questa lunga e stretta grotta accennata nel calcare della valletta che conduce al mare, i resti di un focolare fossilizzato. A seguito di accurati studi, ripetuti anche nei decenni successivi, si è datato il sito all’Aurignaziano, un periodo del Paleolitico collocabile tra 40.000 e 18.000 anni fa. Il gruppo umano che qui viveva, si nutriva di cervi e altra cacciagione cotta su tizzoni accesi all’interno della grotta che in origine doveva essere certamente più ampia e profonda. Luogo con criticità.

 

DELEGAZIONE DI SIRACUSA

Sortino diruta, quartieri e strade della città sepolta

Percorrendo le antiche mulattiere che si snodano sinuose e lente lungo le pendici del colle Aita, ci si trova ad un crocevia di storia che abbraccia, in un colpo d’occhio, un arco temporale che supera i tre millenni. In questi luoghi dalla natura amena e dalla pietra bianca, scolpita dalla fatica dell’uomo, sorgeva l’antico abitato di Sortino, una perla incastonata tra le possenti pietre di Pantalica e il monte, un centro rigoglioso circondato da fiumi, torrenti e boschi, che prosperò fino al 1693, quando fu raso al suolo dal disastroso terremoto che colpì tutto il Val di Noto. Dopo il sisma, la nuova città fu edificata sul pianoro soprastante dove tutt’ora esiste, ma il sito non fu mai completamente abbandonato e sono molti i resti della città medievale che ancora oggi si possono ammirare, inseriti in un contesto paesaggistico di notevole valore. La Sortino Diruta si trova incastonata tra la Sortino “Nuova” e la riserva Naturale Orientata della Valle dell’Anapo.

DELEGAZIONE DI TRAPANI

La Tonnara di San Giuliano tra tonni e tartarughe

La più antica tonnara della Sicilia occidentale, sita su Punta Tipa, litorale nord di Trapani, in uno splendido scenario coronato dalle antiche mura a tramontana, dalle isole Egadi e da tramonti spettacolari. Attiva dal XVI sec. fino al 1961 nella pesca, lavorazione e conservazione del tonno, venne edificata attorno alla chiesetta dedicata al martire; la struttura è simile ad un baglio, avente due accessi, uno dalla casa padronale e uno per i lavoranti ed era fornita di un porticciolo naturale. La torre di avvistamento segnava il confine tra Trapani ed Erice. Nella Seconda Guerra Mondiale fu utilizzata dai fascisti per insediamenti bellici. Oggi la tonnara è in abbandono. L’area è caratterizzata da rocce di calcarenite e duna con piante alofite protette e da un ecosistema ancora intatto, di recente scelto da tartarughe caretta-caretta per la deposizione delle uova: spettacolo emozionante è la loro schiusa nella spiaggia. Luogo con criticità. Le condizioni fatiscenti del sito non consentono la visione interna. La passeggiata si snoderà tra lo stabilimento e la scogliera.

 

Chiesa di Santo Stefano a Marsala

Il complesso edilizio, comprendente la chiesa ed il monastero di Santo Stefano, ricade in una vasta area del centro storico lilibetano, dove probabilmente sorgeva il palazzo degli antichi pretori romani, utilizzato poi dai Saraceni come sede del Governo. Nel XVI secolo venne acquistato dal nobile marsalese Stefano Frisella, che ristrutturò l’edificio e lo adibì a monastero per le Agostiniane Scalze, dove venne accolta la figlia Francesca. Il benefattore fece anche costruire la chiesa che dedicò al santo di cui portava il nome. L’interesse culturale e strategico della chiesa si esprime rispettivamente nella bellezza degli interni e anche nel fascino dei suoi sotterranei, dai quali parte un percorso che collega la vicina Chiesa dell’Itriella e che probabilmente in passato consentiva di raggiungere zone lontane della città. L’edificio appartiene al patrimonio del Fondo Edifici di Culto del Ministero dell’Interno. Luogo normalmente chiuso al pubblico.

 

Iniziative speciali: treno storico per la Valle dei Templi di Agrigento

Domenica 24 marzo l’ottocentesco impianto ferroviario torna a vivere come capolinea di una linea turistica, la “Ferrovia dei Templi”: visite guidate a bordo dei carrelli a motore e a pedale, mostre di cultura, storia e artigianato, aree street food. Itinerario del treno storico: partenza da Palermo Centrale alle ore 8 e arrivo a Porto Empedocle Centrale alle ore 11.35, ritorno da Porto Empedocle Centrale alle ore 18 e arrivo a Palermo Centrale ore 21(Adulto 20€ – Ragazzo 10€). Oltre al treno storico da Palermo, sarà possibile viaggiare tra la stazione di Porto Empedocle Centrale e la Valle dei Templi con prenotazione scrivendo a prenotazioni@fondazionefs.it. Sito restaurato e riqualificato grazie a fondi europei – Fondo europeo di sviluppo regionale.

Gli iscritti alla Fondazione, e chi si iscriverà al FAI in occasione della manifestazione, potranno godere di ingressi dedicati e accessi prioritari. Tra le aperture riservate agli iscritti:

ALCARA LI FUSI (Messina)

Convento di Santa Maria del Rogato 

Contrada Carbuncolo

Sabato: 10:00 – 12:00 / 15:00 – 16:30 

 

CALTAGIRONE

Cripta della Chiesa di San Bonaventura

Largo della Croce 2

Sabato: 10:00 – 13:00 / 15:30 – 18:30

Domenica: 10:00 – 13:00 / 15:30 – 18:30

CATANIA

Chiesa di San Benedetto 

Via Teatro Greco 2

Sabato: 09:30 – 13:00 / 15:00 – 18:30

Iniziative speciali: ore 18 concerto di canti sacri a cura del coro “Nuove dissonanze” di Bruna D’Amico.   

Domenica: 10:30 – 13:00 / 15:00 – 18:30

CORLEONE (Palermo)

Cascata e Canyon delle Due Rocche

Sabato: 10:00 – 13:00

Domenica: 10:00 – 17:00

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PALERMO

Palazzo Drago Airoldi di Santa Colomba

Via Vittorio Emanuele, 382

Domenica: 10:00 – 18:00 (ultimo ingresso 17:30).

Per l’elenco completo delle aperture consultare il sito www.giornatefai.it o telefonare al numero 02/467615399. Invitiamo tutti a diffondere in rete la notizia di questo evento utilizzando l’hashtag #giornatefai.

 

IMPORTANTE: Prima di recarsi a visitare i luoghi è opportuno verificare sul sito web eventuali modifiche di orari di apertura, variazioni di programma in caso di condizioni meteo avverse o imprevisti e la possibile chiusura anticipata delle code a causa della grande affluenza di pubblico.

Il FAI Sicilia ringrazia Province, Comuni, Soprintendenze, Università, Enti Religiosi, le Istituzioni Pubbliche e Private, i privati cittadini e tutte le aziende che hanno voluto appoggiare la Fondazione, e poi le Delegazioni, i Gruppi FAI, Gruppi FAI Giovani, i volontari FAI, molti dei quali sono i mediatori artistico culturali di FAI ponte tra culture, e i volontari della Protezione Civile che con il loro lavoro capillare e la loro collaborazione rendono possibile l’evento. Ad affiancarli, nell’accogliere e guidare i visitatori, ci saranno gli Apprendisti Ciceroni, studenti della scuola di ogni ordine e grado che hanno scelto con i loro docenti di partecipare nell’anno scolastico a un progetto formativo di cittadinanza attiva, un’iniziativa lanciata dal FAI nel 1996, che coinvolge ogni anno studenti felici di poter vivere e raccontare da protagonisti, anche solo per un giorno, le meraviglie del loro territorio.

 

 

 

IDENTITÀ SICILIA, l’evento FUD Bottega Sicula a Milano

FUD BOTTEGA SICULA, nella sede milanese ai Navigli, sarà protagonista di “Identità Sicilia, eccellenze di un’isola unica”, una vera e propria festa in pieno stile siciliano, il prossimo 24 marzo. In occasione di Identità Golose Milano 2019, il più importante congresso internazionale di cucina d’autore, giunto ormai alla quindicesima edizione, Fud Bottega Sicula ospiterà tanti chef, produttori e vignaioli cresciuti sotto il sole dell’isola.

Una lunga notte, la festa avrà inizio alle ore 23:00 e si protrarrà fino a tarda serata, per consentire agli chef e a tutti gli operatori del settore di partecipare, dove protagonista sarà il gusto e l’orgoglio tutto siciliano per le cose fatte con amore.

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I PROTAGONISTI

Si parte con le giovani promesse della cucina siciliana che prepareranno delle proposte informali e creative in perfetto stile FUD, ispirandosi all’idea contemporanea del panino come scrigno di bontà.

Dalla mano istintiva e sensibile di Valentina Chiaramonte (Chef di Fud Off, a Catania) alla semplice eleganza del sapore del mare di Joseph Micieli, (Scjàbica, Punta Secca, RG), all’attenzione per la sostenibilità di Alessio Marchese (Bioesserì, Palermo), passando per gli stellati Francesco Patti e Domenico Colonnetta (Coria, Caltagirone, CT), e poi ancora la contemporaneità di Lorenzo Ruta (Taverna Migliore, Modica, RG), l’estro di Giuseppe Geraci (Modì, Torregrotta, ME) e l’eclettismo di Luca Stracquadanio, (KuFù, Modica), insieme a loro  anche il fornaio messinese Tommaso Cannata che recentemente ha aperto la sua Sicilian Bakery nel capoluogo meneghino.

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Non rimarranno delusi gli amanti dei grandi vini che durante la serata potranno degustare le diverse interpretazioni dei terroir vinicoli siciliani con le espressioni delle cantine Terre di Giurfo, Caravaglio, Badalucco, Barone di Villagrande, Porta del Vento.

Presenti anche le birre siciliane del birrificio Tarì, delicata espressione dell’arte birraia isolana che grazie alla preziosa collaborazione con Moak, storica azienda produttrice di caffè anch’essa modicana, ci regalerà l’esperienza di una birra unica. Parteciperà alla serata anche il birrificio Bruno Ribadi, che porterà a Milano tutto il colore del pluripremiato packaging e il gusto della Sicilian Pale Ale.

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Domenico Cosentino, Bartender di FUD OFF

A portare tutta l’allegria e il calore siciliano saranno anche gli immancabili produttori di Fud Bottega Sicula, che faranno felici gli ospiti con le loro insolite eccellenze isolane: i formaggi di Bufala di Giovanni Tuminello (Azienda agricola Bubalus, Ragusa), i salumi di asino, tra cui la golosa mortadella di  Massimiliano Castro (Azienda il Chiaramontano, Chiaramonte Gulfi, RG), i pregiati prosciutti di suino nero dei Nebrodi della famiglia Agostino (Azienda La Paisanella, Mirto, ME), la famosa Tuma Persa di Giovanni Passalacqua (Caseificio Passalacqua, Castronovo di Sicilia, PA) protagonista della campagna social a lieto fine #savetumapersa realizzata in collaborazione con Fud Bottega Sicula, e poi ancora la celebre cioccolata modicana di Pierpaolo Ruta (Antica Dolceria Bonajuto, Modica, RG), servita sui piatti realizzati dall’artigiano del vetro Alessandro Di Rosa ( Thalass, Modica, RG).

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Si chiude in bellezza con i gin tonic pensati per la serata da Domenico Cosentino (barman di Fud Off, il cocktail bar e tapas restaurant della famiglia Fud) in collaborazione con VOLCANO, il primo gin distillato sull’Etna.

L’appuntamento è in via Casale 8, nel cuore dei Navigli (METRO M2 PORTA GENOVA) da Fud Bottega Sicula, il locale che porta tutto il calore del gusto siciliano a Milano.

INGRESSO SU INVITO

24 Marzo 2019

Via Casale 8, Milano

dalle ore 23:00

Pochi giorni alla conferenza stampa di presentazione: “Sicilia da vivere. Terre, mare, uomini”

Il prossimo venerdì ventidue marzo alle ore undici, i membri del direttivo dell’Associazione Le Soste di Ulisse presenteranno nelle sale del Grand Hotel Minareto l’evento

‘Sicilia da vivere. Terre, mare, uomini’.

L’Associazione Le Soste di Ulisse torna con l’appuntamento che celebra la Sicilia in ogni sua esclusiva formula di ospitalità, cultura, luxury lifestyle e gusto.
Dal 31 marzo al 1 aprile prossimi, l’Associazione Le Soste di Ulisse  curerà uno speciale evento aperto al pubblico al Grand Hotel Minareto di Siracusa, per celebrare il territorio siciliano attraverso l’attività dei suoi associati.

Una festa a cui è possibile ancora aderire, contattando

per info e prenotazioni il numero di telefono 0931 721222

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L’evento in programma a fine mese condenserà in un’unica esperienza, tutto il lavoro che i soci svolgono giornalmente per far conoscere e divulgare il lato più autentico e carismatico della Sicilia, le unicità dell’enogastronomia e i valori territoriali.

Il Grand Hotel Minareto di Siracusa ospiterà l’edizione 2019 del grande evento di festa dedicato all’Associazione Le Soste di Ulisse, di cui è partner. Un appuntamento durante il quale gli associati si ritroveranno per promuovere e rinnovare la propria missione di ambasciatori del continente Sicilia e del patrimonio dell’Isola, condividendo la loro esperienza ed il loro impegno quotidiano con il grande pubblico e la stampa nazionale.

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La Sicilia è un luogo di storia millenaria, cultura e grandi tradizioni, una terra che ha dato i natali a grandissimi scrittori, poeti, storici, artisti. Ed è proprio questa terra dai poliedrici volti, ricca ma anche generosa ed ospitale, ad aver ispirato alcuni imprenditori lungimiranti, innamorati della propria Isola, nel volerla narrare in tutta la sua bellezza autentica. Nasce da qui l’Associazione Le Soste di Ulisse, che dal 2002 è impegnata nel trasmettere a turisti, visitatori ed ospiti, l’immensa tradizione enogastronomica siciliana, insieme all’accoglienza autentica delle sue residenze di charme. Al loro fianco partner come cantine e produttori di nicchia, intere filiere che credono nella qualità e nella sostenibilità.

Tutto questo e molto altro ciò che troveranno i presenti alla festa che celebrerà l’attività dell’associazione, in programma dal 31 marzo al 1 aprile prossimi a Siracusa, presso il Grand Hotel Minareto.

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Il tema scelto per questa edizione, “Sicilia da vivere. Terre, mare, uomini” rappresenta un invito ad immergersi completamente ed a scoprire questi luoghi, condividendone le bellezze paesaggistiche e monumentali, le storie e le tradizioni, ma anche le eccellenze che vanno dal cibo e dalle materie prime all’accoglienza.

Per l’occasione, che quest’anno si preannuncia di altissima qualità, a sostegno della festa c’è un partner di eccezione: UniCredit, sarà main sponsor  dell’evento.

Il programma prevede, nella giornata di domenica 31 marzo, un evento di street food all’aperto lungo la terrazza del belvedere con vista sull’isola di Ortigia, la parte più antica ed affascinante della città di Siracusa. Un momento di condivisione, in cui è possibile conoscere più da vicino la creatività e la professionalità degli associati presieduti dallo chef Pino Cuttaia. Il programma dello street food si svolgerà per l’intero pomeriggio della domenica, dalle 12.30 alle 17.00.

Il giorno seguente, il primo aprile prossimo, si svolgerà la Cena di Gala al ristorante Nesos, nelle sale del Grand Hotel Minareto. Ogni chef dell’Associazione proporrà un proprio piatto, elaborato per l’occasione con una speciale selezione di materie prime, cucinando dal vivo per gli ospiti presenti, in uno spazio allestito con oltre trenta postazioni.

La Cena di Gala sarà l’occasione per proclamare i nuovi associati, tra ristoranti e charming hotel sparsi in tutta l’isola. Infine, sul terrazzo con vista sulla baia, si terrà il finale di serata con DJ set.

L’occasione di festa sarà anche un momento di riflessione e discussione tra operatori e stampa su tematiche legate all’accoglienza in ambito turistico ed enogastronomico. Nella mattinata del 1 aprile si svolgeranno infatti delle tavole rotonde su diversi temi, che nel finale saranno poi sintetizzati prospettando possibili scenari.

Info e prenotazioni

per gli eventi di Street Food e Cena di Gala presso il Grand Hotel Minareto

telefono 0931 721222

Alessandro Ravanà e Bonetta Dell’Oglio celebrano il #lussonaturale

La convivialità di una serata che ha ristabilito i paradigmi dell’autenticità dell’Alta Cucina, celebrando il foraging e la sostenibilità, l’esaltazione  degli ingredienti stagionali e di prossimità e che diventa ambasciatrice di biodiversità, antropologia, arte ed emblematica bellezza.

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Bellezza, intesa come armonia estetica e sensoriale, come rispetto dell’espressività enologica senza sofisticazioni e dell’evoluzione, che rende i sorsi distinti e rappresentativi dell’hic et nunc.

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L’irripetibilità, l’opera unica, il valore dell’esclusività, che si coglie in assaggi stagionali, in annate di manifesta eloquenza, come il 2016 per il Moscato di Giuseppe Cipolla, che ha intrapreso un percorso di viticoltura che è più un accompagnamento alla crescita delle sue viti nella libera morfologia di alberello, assecondando l’ascesa al sole dei tralci ed adattandosi all’imprevedibilità. Giuseppe Cipolla ha puntato sui  vitigni autoctoni come il Nero d’Avola, il Nerello Mascalese, il Catarratto, l’Inzolia ed il Moscato d’Alessandria, vinificando artigianalmente le uve delle singole particelle in purezza o in blend, sperimentando l’ancestralità e l’affinamento in anfora. Ne risultano vini sentimentali, audaci e sfacciati, carismatici e illuminanti, esuberanti ed indomiti o cangianti ed eleganti elisir che sono ancora in evoluzione ed in fase sperimentale.

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a destra, Giuseppe Cipolla

Al momento la produzione di Giuseppe Cipolla è destinata allo studio e alle degustazioni private, il progetto aziendale nasce in contrada Passofonduto, in agro di Campofranco, tra Caltanissetta ed Agrigento, in territorio collinare che domina da est il fiume Platani, ricco di suoli gessosi destinati al pascolo e dove si estende un bosco di pini ed eucalipti. Nel più totale rispetto della natura dei luoghi e del suolo, in un ecosistema integrato di erbe aromatiche, piante spontanee, cereali antichi, uliveti e frutteti.

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Arancina al nero di seppia con ricotta agrumata, frascatula come fosse una panella e la sfincia di baccalà al caramello di pomodoro hanno accolto i sorrisi ed i primi brindisi augurali della serata del quattordici marzo scorso. Lo Chef Alessandro Ravanà, coadiuvato dalla professionalità dallo Staff e dalla polifonica eleganza in sala orchestrata dalla direzione di Alessandra Zambuto, ha intrattenuto gli ospiti ed i cronisti di settore, aprendo il ristorante Il Salmoriglio di Porto Empedocle a nuove edizioni di certamen culturali sull’arte e l’enogastronomia, approfondendo le unicità di un territorio che da millenni è fucina di contaminazioni e laboratorio d’integrazione.

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Un menù corale, svolto nel ritmo del desiderio di confronto e dell’epifania di sapori assoluti ed identitari, come la granita di senape spontanea – wasabi siciliano – abbinata alle alici, a memento che il continente Sicilia custodisce infinite risorse da esplorare e da rivalutare attraverso la tecnica, la creatività e la magistrale interpretazione, come testimonia Chef Bonetta Dell’Oglio.

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Il carciofo del primo maggio dello Chef Ravanà ha donato all’assaggio la gioia delle grigliate di primavera, attraverso le due cotture di carciofo, la salsa salmoriglio al limone salato fermentato e la mineralità della bottarga e della ciniri di formaggio di capra girgentana.

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Ancora bellezza, ancora esaltazione artistica nel rimando continuo dell’artigianalità di gusto ed elementi in divenire, che attraverso la progettualità e l’abilità sartoriale di Alessandro Di Rosa, si fondono nelle stoviglie Thalass. Un emblematico evocare il mare, nel nome di un concept stilistico di complementi d’arredo e piatti che veicolano attraverso allusive trasparenze, intarsi, cromìe e volumi, il sapore e le fragranze, complessate dalla tattilità, che amplificano la sensorialità a tavola.

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da sinistra, Alessandro Ravanà, Giuseppe Cipolla, Bonetta Dell’Oglio ed Alessandro Di Rosa

 

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Alessandro Ravanà, Minestra di seppie, crema di piselli e favette con finocchietto e Ragusano “racconto dei pescatori di Vigata”

 

Territorialità e tecnica senza confini

Attraverso scelte stilistiche che illustrano la letteratura delle ricette codificate nella memoria contadina e della marineria, lo Chef Alessandro Ravanà narra nei menù del ristorante Il Salmoriglio a Porto Empedocle, i sapori ambasciatori dei luoghi che per eloquenza archeologica, paesaggistica, naturalistica, letteraria ed enogastronomica non sono secondi ad altre realtà siciliane più celebrate.

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Alessandro Ravanà
pesce bianco come fosse uno sfincione, cipolla Paglina di Castrofilippo, pomodoro Siccagnu,
su crema di pane e acciughe.

Sensibilità artistica che trova espressività nella valorizzazione della biodiversità

Chef Bonetta Dell’Oglio divulga l’etica e la ricerca delle materie stagionali, perpetuando la consapevolezza che l’espressione delle contaminazioni e delle dominazioni siciliane ha nei sapori il più efficace vettore culturale. Nel dessert presentato, il manifesto della sua campagna in tutela della biodiversità di una specie minacciata dai mutamenti climatici e dall’inquinamento, che insieme ad Arturo Genduso e Carlo Amodeo ha salvato dall’estinzione, l’ape Nera sicula.

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Bonetta dell’Oglio, “Pane e latte come da bambini”: un’infusione del favo nel latte, che si trasforma in spuma al sifone, brunoise di pane di grano Russello, distillato di miele, polline e fiori di borragine e di pesco glassati.

Un evento che ha trasmesso messaggi etici e di riflessione, di cui ciascun partecipante è diventato ambasciatore, una cena che ha celebrato il vero lusso, nell’autenticità della natura e dei suoi interpreti illuminati. Un invito a sfogliare le nuove antologie del ristorante Il Salmoriglio a Porto Empedocle, Agrigento.

 

 

Viridior, la quintessenza dell’olio EVO di Castelvetrano

Il Viridior di Dragotto Farm nasce da un sogno e da un desiderio: il sogno di riqualificare l’olio extravergine siciliano ed il desiderio che l’alimento antiossidante emblema della Dieta Mediterranea possa arrivare a tavola mantenendo inalterate le sue peculiari caratteristiche organolettiche e tutte le qualità nutraceutiche.

Da analisi a campione, risulta che su dieci flaconi di olio extravergine di oliva esposti sui banchi della grande distribuzione, ben otto non hanno mantenuto i parametri della denominazione, decadendo ad olio d’oliva o ad olio lampante, a causa delle cattive condizioni di conservazione e stoccaggio e conseguente aumento dell’acidità e delle alterazioni di tipo ossidativo, che indicano degradazione e rancidità.

Tre anni fa, la Famiglia Dragotto ha deciso così d’investire nell’agro trapanese, nel territorio di Castelvetrano, seguendo con dedizione la coltivazione, la raccolta a mano delle singole parcelle e creando speciali blend e grand cru.

Solo sei ore dalla raccolta manuale delle olive allo stoccaggio dell’olio in assenza di ossigeno, che viene imbottigliato al momento dell’ordine, per preservarne inalterata la ricchezza polifenolica.

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Selezione accurata e tecnologia

Dragotto Farm si avvale di un protoreattore per la frangitura e cura la divulgazione e l’evoluzione culturale dell’olio extravergine anche in collaborazione con un team di agronomi dell’Università di Palermo, per migliorare i parametri generali di conservabilità del prezioso alimento.

“L’olio extravergine d’oliva andrebbe scelto, acquistato e conservato con la stessa attenzione che si riserva ad un vino.”

Luca Dragotto esprime così la dedizione ad un alimento che è cultura, che è da valorizzare nelle sue potenzialità e che è da tramandare attraverso la tutela della biodiversità delle cultivar siciliane.

Le cultivar Biancolilla e Nocellara del Belice si esprimono nell’olio Viridior in tutta la loro contemporanea espressività, cultivar naturalizzate in Sicilia occidentale, che hanno caratteristiche complementari e che evidenziano una complessità sensoriale più fruttata per la Biancolilla e più vegetale per la Nocellara.

La cultura della Sicilia si esprime anche e soprattutto attraverso scelte imprenditoriali, che attraverso espressiva identità territoriale e tecnologia d’avanguardia, hanno saputo ricapitalizzare il patrimonio agroalimentare e dichiarare che si può fare impresa scegliendo di non emigrare.

Wine tasting al Ristorante Palazzo Branciforte, con lo chef Gaetano Billeci

Anteprima Fiere Vino, l’iniziativa promossa dal Gambero Rosso per valorizzare il prezioso patrimonio enologico italiano e avvicinare il grande pubblico al bere di qualità.

Dal 26 febbraio al 1 aprile, sul territorio nazionale, la rassegna proporrà un fitto calendario di wine tasting itineranti ed un appuntamento importante avrà luogo anche nel capoluogo siciliano. La tappa palermitana, prevista per domenica 31 marzo, sarà ospitata al Ristorante Palazzo Branciforte in via Bara all’Olivella 2, dove saranno protagoniste importanti etichette selezionate sul territorio italiano e cantine presenti sulla guida Vini d’Italia 2019. Le altre città coinvolte insieme con Palermo saranno Roma, Milano, Torino, Napoli, Lecce e Cesena.

La manifestazione itinerante offrirà l’occasione per avvicinarsi in anteprima alle tendenze protagoniste delle prossime grandi fiere internazionali, ProWein a Düsseldorf e Vinitaly a Verona.

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Ad accompagnare amatori, curiosi ed appassionati, ci saranno gli esperti della redazione vino che guideranno le degustazioni delle etichette più promettenti delle nuove annate. Nel corso dei Grandi Wine Tasting, acquistabili sullo store online di Gambero Rosso, si potrà godere di un percorso di degustazione libero tra i banchi d’assaggio dei produttori. Inoltre, per la tappa palermitana, ci sarà l’opportunità di prenotare un posto per il seminario dedicato ai vini.

Durante la serata, lo chef del Ristorante, Gaetano Billeci elaborerà una selezione di finger food che saranno serviti agli ospiti in sala, allietati in sottofondo dalle note musicali di un trio jazz.

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L’evento ospitato al Ristorante Palazzo Branciforte sarà suddiviso in due momenti:

il seminario aperto ad un massimo di trenta persone, condotto da Nino Aiello e Pasquale Buffa, dalle 17:30 alle 18:30 ci saranno in degustazione guidata i seguenti vini:

Genagricola Prosecco doc Brut “Tenuta Sant’Anna”

Masottina Prosecco doc Treviso Brut

San Simone Prosecco doc Brut Millesimato “Perlae Naonis”

Bottega Prosecco doc Brut “Il vino dei poeti”

Astoria Prosecco doc Treviso Extra Dry “Galie”

Sui Nui Prosecco doc Extra Dry Millesimato 2018

La Marca Prosecco doc Treviso Extra Dry “La Marca Prestige”

 

Alle 18 prenderà il via il Wine Tasting con le cantine del Consorzio del Prosecco doc:

Astoria Prosecco doc Treviso Extra Dry “Galie”

Bottega Prosecco doc Brut “Il vino dei poeti”

Genagricola Prosecco doc Brut “Tenuta Sant’Anna”

La Marca Prosecco doc Treviso Extra Dry “La Marca Prestige”

Masottina Prosecco doc Treviso Brut Prosecco

Riccardo Prosecco doc Treviso Brut

San Simone Prosecco doc Brut Millesimato “Perlae Naonis”

Serena Wines Prosecco doc Treviso Extra Dry “Terra Serena”

Sui Nui Prosecco doc Extra Dry Millesimato 2018

Viticoltori Ponte Prosecco doc Treviso Extra Dry

 

Fuori dal Consorzio, saranno poi in degustazione i vini:

Conte Collalto: Gaio Extra Dry – Isabella Rive Mill (Veneto)

Agriverde: Riseis Montepulciano d’Abruzzo ’17 – Riseis Pecorino ’18 (Abruzzo)

Marisa Cuomo: Costa d’Amalfi Furore Rosato ’18 – Furore Bianco ’18 (Campania)

Cantina Viticoltori Associati Canicattì: Diodoros ’15 – Diodoros ’18 (Sicilia)

Fazio Wines: PietraSacra ’13 – PietraSacra ’11 (Sicilia)

Tenute Orestiadi: Grillo ’18 – Perricone ’17 (Sicilia)

 

 

 

Il costo del seminario è di 30 euro, quello del wine tasting 20 euro.

 

 

 

La Foresteria Planeta Estate: luxury travel experience

Arrivi a Menfi col riverbero del mare ad accompagnarti lungo i pochi km che da Palermo, Trapani o da Agrigento, ti separano da un wine resort costellato di stile, ricercatezza e dedicata ospitalità. Brezza e sentori balsamici dei percorsi olfattivi, il turchese adamantino del mare di Porto Palo – insignito dei più prestigiosi riconoscimenti naturalistici – il tintinnio di un gregge al pascolo ed il cinguettio degli uccellini a sussurrarti buongiorno, sono solo alcuni riflessi dell’atmosfera bucolica di charme da vivere a La Foresteria Planeta Estate.

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Le camere e le suite del resort si affacciano sui giardini aromatici, impreziositi da essenze officinali, mediterranee e tropicali, con vista sul mare, sulla piscina e sulla campagna di Menfi, di cui godono anche le terrazze panoramiche ed il bar, che invoglia ad aperitivi al tramonto e che intrattiene valorizzando i vini della tenuta.

Ogni camera è arredata secondo le influenze di stile mediterraneo: nuances vitaminiche, ceramiche di manifattura artistica, complementi d’arredo ed amenities di ricerca, creano un sofisticato equilibrio tra atmosfere country e slow living, peculiari dell’ospitalità siciliana.

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La prima colazione è un risveglio sensoriale, un momento rigenerante da condividere nel dehors che regala un panorama totalizzante, degustando le marmellate maison, le torte appena sfornate, le specialità continentali ed il pane di Castelvetrano, accompagnati da una spremuta di agrumi e dalla caffetteria.

Identitaria, armoniosa, autentica e dallo stile cosmopolita, pur rimanendo fedele ai codici del gusto di Casa Planeta: una sintesi della proposta dell’executive chef Angelo Pumilia, che ha saputo valorizzare il patrimonio di una Famiglia che da generazioni, tramanda la cultura contadina contaminata dalla letteratura del gusto aristocratico.

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Audace ed incisiva selezione degli ingredienti di prossimità, esaltazione della biodiversità, qualità senza compromessi, anima siciliana ed eleganza zen, nitore del gusto e tecnica magistrale, esaltazione stilistica ed allusioni artistiche imbastiscono i menù ideati dallo chef Angelo Pumilia, che a pranzo e cena porta in scena la sua filosofia, incantando i palati più esigenti ed intrattenendo la clientela internazionale.

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L’olio extravergine della tenuta ed il pane elaborato con un blend di grani autoctoni, introducono ad un percorso che sa conquistare col vibrante carisma della stagionalità.

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Una tapenade sfavillante ed una voluttuosa salsa alle mandorle accentano il cavolfiore scottato, donando nuove conturbanti texture agli assaggi e riqualificando le potenzialità degli ortaggi.

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Tagliolini di semola e le prime favette di stagione a ristabilire la poesia primaverile, che si specchia nell’emulsione di ricotta e finocchietto selvatico. Un primo piatto che espone la ricerca espressiva dello Chef nei percorsi narrativi delle Terre Sicane.

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La cottura in foglie di limone seduce evocando fragranze esperidate ed affumicate, e donando alla ricciola dimensioni cangianti di passionalità ed umoralità. Il carciofo Spinoso di Menfi si ispessisce di carisma nella sua salsa, come emblema delle dimensioni multiple degli ingredienti valorizzati da tecniche speculari.

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Arancia e mandorla, in un dualismo che si risolve in eteree consistenze ed allegorie di Sicilia, in un dessert che si fa ricordare per equilibri multipli e fragranze espressive.

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Il Cretto di Burri ha ispirato l’opera omnia di stile ed intelletto dello Chef: bavarese alla salvia, timo e lemon curd, trilogia di autentica dimensione onirica. Le officinali balsamiche come preludio di un fine pasto meditativo, a richiamare un passito di Noto contemplando la magnificenza della natura senza soluzione di continuità.

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La  scelta enologica espone referenze introvabili di Casa Planeta, senza tralasciare attenzioni alloctone, enunciate con carismatica eloquenza da Chiara Bordonaro. Numerose le proposte per imbastire percorsi al calice espressivi delle annate correnti e delle selezioni pregiate della cantina.

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Per ritrovare l’armonia, per rigenerarsi, per dedicarsi attenzioni, per scoprire le città d’arte, i beni archeologici, le spiagge sicane, per celebrare l’anima della Sicilia più incontaminata, per assaporare la cultura del vino e dell’ospitalità, e per godere di autentica felicità, La Foresteria Planeta Estate è la scelta.

 

La Foresteria Menfi

Contrada Passo di Gurra ex S.S. 115 s.p. 79, Km 91

Menfi (Ag)

LA CUCINA DELLE ISOLE: ritornano i grandi appuntamenti gourmet presso le Torri Pellegrino

Domenica 31 marzo un pranzo dedicato ai profumi e ai sapori di Pantelleria.

Mercoledì 8 maggio la cena per celebrare il tonno rosso di Favignana.

 

Cantine Pellegrino rende omaggio alla tradizione gastronomica delle isole siciliane della costa occidentale.

La cucina delle isole, è questo il nome del nuovo format lanciato dallo storico marchio del vino siciliano per celebrare Pantelleria e Favignana, protagoniste dei due appuntamenti gourmet di primavera presso le Torri Pellegrino.

 

 

Si inizia domenica 31 marzo con il pranzo “Cappero!, ideato da Mario Puccio, chef del ristorante I Giardini dei Rodo di Pantelleria. Un percorso degustazione per assaporare i piatti tipici e le specialità della piccola isola vulcanica. Secondo appuntamento mercoledì 8 maggio per la cena “Sfumature di tonno rosso, curata dallo chef Francesco Balzani del ristorante Sottosale di Favignana.

 

 

 

Testimonianza di archeologia industriale, le Torri Pellegrino  ex silos sapientemente ristrutturati secondo i dettami del design minimalista  oggi sono lo spazio dedicato alla cucina d’autore. Da una posizione privilegiata, gli ospiti possono ammirare il panorama mozzafiato dello Stagnone e delle isole Egadi e, al tempo stesso, viaggiare tra i sapori e i profumi dei piatti della tradizione gastronomica siciliana, esaltati dall’abbinamento con i vini di Pellegrino. Una lunga storia di famiglia iniziata nel 1880 con la commercializzazione del leggendario marsala,poi ampliata con la produzione di vini bianchi, rossi, dolci e da meditazione.

 

 

Domenica 31 marzo – ore 13.30 – Torri Pellegrino

Pranzo Cappero! a cura di I Giardini dei Rodo

 

Il legame profondo tra la famiglia Pellegrino e Pantelleria inizia nel 1992, anno di fondazione della cantina di vinificazione sulla via che oggi porta il nome del fondatore Carlo Pellegrino. E proprio alla Perla Nera del Mediterraneo è dedicato il primo appuntamento gourmet alle Torri. La cucina pantesca è l’originale risultato delle influenze culturali dei vari popoli che hanno abitato l’isola. 

 

Il menu Cappero!, elaborato dallo chef Mario Puccio, propone alcune delle specialità più rappresentative di Pantelleria comei ravioli amari e la delicatissima tumma(formaggio locale), a testimonianza della vocazione contadina dell’isola. Produzioni d’eccellenza di Pantelleria sono infatti il capperoe l‘uva zibibbo, simbolo di fatica e pazienza di una agricoltura eroica fatta di terrazzamenti per strappare terra alla roccia. I suoli vulcanici conferiscono unicità ai frutti di questo lembo di terra d’Italia rivolto all’Africa. Un’altra tipicità è il pesto pantesco (ammògghiu), condimento a base di pomodoro crudo, olio d’oliva, aglio, capperi, basilico, mandorle, mentuccia, origano e peperoncino, con cui si condiscono bruschette, pasta e anche i secondi a base di pesce. Molto apprezzati anche l’origano e l’olio extraverginericavato dalla raccolta a mano delle olive biancolilla che crescono su piante basse sferzate dal vento. Il mare regala invece pesce azzurro, polpi, gamberi e calamari. Buonissimo il totanolocale di cui i panteschi vanno ghiotti. Per chiudere in dolcezza i celebri baci, delle croccanti cialde fritte a forma di ruota e ripiene di ricotta.

 

 

 

 

 

 

I vini

Per esaltare i piatti della cucina pantesca proposti in menù, lo chef ha appositamente studiato i migliori abbinamenti, per ogni portata, con le etichette di Cantine Pellegrino. Protagonisti indiscussi i vini prodotti con lo zibibbo diPantelleria, uva dolce e aromatica, coltivata ad alberello su terreni scoscesi, duri da lavorare e sferzati dal vento. Una pratica agricola considerata eroica e riconosciuta patrimonio dell’Unesco. In degustazione Gibelè, bianco secco e fresco, con intensi profumi di gelsomino e Nes, passito pluripremiato e punta di diamante della produzione di Cantine Pellegrino a Pantelleria. Le uve sono essiccate al caldo sole d’estate su graticci di canne e girate a mano grazie al paziente lavoro dei viticoltori panteschi. Un grande vino da dessert, abbinato ai baci panteschi, per chiudere in dolcezza questo primo appuntamento gourmet di primavera.

 

 

Prezzo: 50€ a persona

 

Cantine Pellegrino: via Battaglia delle Egadi 10, Marsala.

 

Prenotazione obbligatoria 

 

al tel. 0923 719970/80

 

o via email pubblicherelazioni@carlopellegrino.it