Steinbrück expérience al ristorante Cuvée du Jour a Palermo

I sofisticati perlage delle magnum selezionate dal Barone Roberto Beneventano della Corte, ambasciatore dello Champagne e della Maison Steinbrück, hanno scandito l’evento che ha inaugurato la stagione del ristorante fine dining del Grand Hotel Villa Igiea di Palermo:

Cuvée du Jour si conferma anche per l’estate 2019, l’enclave di ricerca dell’executive chef Carmelo Trentacosti.

Un menù ideato dall’executive chef Carmelo Trentacosti per esaltare la complessità sensoriale e l’eleganza delle Cuvée, screziato di cosmopolitismo diaframmato alla mediterranea stagionalità degli ingredienti, esaltati dalla tecnica magistrale del team di cucina, rappresentato dai sous chef Salvatore Garbo e Antonio Lo Cicero, Giulio Spataro e  Giuseppe Barone.

Cuvée du Jour-10.JPG

L’esemplarità del servizio di sala si avvalora dell’attenzione di Carlo Purpura, Adriano Graziano, Gabriele Tutone e del sommelier Paolo Bertero, che all’unisono hanno saputo illustrare i ricercati pairing tra gli Champagne e le portate in degustazione.

Cuvée du Jour-32

 

Tra le nuove creazioni dell’executive chef Carmelo Trentacosti, il Falsomagro Inverso ha saputo rifondare i canoni della contemporanea letteratura del gusto panormita:

fondente filetto di maialino Nero dei Nebrodi, vivacizzato dalla sublimazione eterea della Tuma Persa e tartufo estivo. Un’iconografia del gusto della cucina dei monsù, trasposta con leggibilità estiva e seducente, che ha sedotto anche il palato dei commensali internazionali.

Eventi tematici ideati in sinergia tra l’executive chef Carmelo Trentacosti, Giovanni Mancino, Vito Giglio, rispettivamente F&B Manager e Direttore del Grand Hotel Villa Igiea, ed il Barone Roberto Beneventano della Corte, che ad ogni edizione, riesce attraverso la sua opera divulgativa, a donare inedite chiavi di lettura alla mitologia dello Champagne Steinbrück.

Cuvée du Jour-23.JPG

Il design delle porcellane Villeroy & Boch ha saputo valorizzare la cifra stilistica delle creazioni, mettendo in evidenza l’eleganza compositiva dell’executive chef Carmelo Trentacosti, esteta del gusto ed artista sensoriale.

Cuvée du Jour-12

La serata è stata moderata dalla PR Manager Carmela Piazza, che con proverbiale allure ha intrattenuto gli ospiti enunciando numerosi spunti culturali e dando alla convivialità le nuances adamantine dell’ospitalità del Grand Hotel Villa Igiea.

La cosmogonia del Nero d’Avola: l’inedita anima di Principi di Butera

I volti del Nero d’Avola dipinti dall’enologo Antonio Paolo Froio hanno sempre le più iridescenti caratterizzazioni ed il valore autentico della rivelazione: la lectio magistralis esclusiva tenutasi ieri al ristorante La Madia di Licata, tratteggiata dalla genialità artistica e dall’innata eleganza compositiva dello chef Pino Cuttaia, ha svelato la polifonia di un vitigno autoctono che ha animato l’evento con inedite nuances.

Principi di Butera-04.JPG
Antonio Paolo Froio

La percezione di una mineralità eclatante, cristallina nell’anima platino delle officinali che si sprigionano nitide già nella presa di spuma studiata del NEROLUCE, elicriso-biancospino-more di gelso bianco-benzoino-mandorla acerba, si evolvono con l’affinamento di trentasei mesi sui lieviti del nuovo ed unico pas dosé di Nero d’Avola in allegorie di zagara e lavanda, brillante succosità di yuzu e carezzevole perlage, ed evocare la brezza del primo mattino che porta alle labbra le onde.

Principi di Butera-43.JPG

Particelle nettamente distinte per suoli e latitudini, irraggiamento e drenaggio, danno vita ad espressività delle bacche di Nero d’Avola talmente divergenti da meritare micro vendemmie, mono vinificazioni e progetti enologici dedicati a ciascun cru.

Principi di Butera-05.JPG

Alla presenza del Dottor Francesco Zonin, sono state messe in luce le recenti evidenze scientifiche delle analogie tra i DNA dei vitigni mediterranei e delle linee evolutive delle bacche bianche e rosse, in rapporto alla diversa destinazione d’uso dei biotipi di Nero d’Avola, che da vino da taglio si è affermato oggi come anima caleidoscopica della provincia nissena e agrigentina.

Principi di Butera-46
Anna Maria Orlando, Pino Cuttaia, Francesco Zonin

Le anime liriche del metodo Charmat lungo del NEROLUCE e del pas dosé di Nero d’Avola Principi di Butera appena presentato, hanno enfatizzato le ricercate ed espressive scelte stilistiche d’apertura dello Chef Pino Cuttaia:

versatilità e contemporanee didascalie sensoriali d’estate a dare l’esatta tipizzazione e la trionfale intensità estiva della Caprese, del tonno Rosso, della Pizzaiola e delle conserve.

Principi di Butera-21.JPGDi tenerumi di zucchina legenaria, di mineralità iodiche della bottarga e della salsa d’acciuga e di tulle di calamaro che si fa ologramma delle tinte più audaci e sofisticate. Un dualismo tantrico che si risolve nell’opulenza sensuale dei crostacei: uno dei piatti storici dello Chef Pino Cuttaia, riscritto sempre nella contemporanea edizione della sua cifra stilistica. Trama di mare e ordito degli orti, che a Licata non hanno soluzione di continuità e filtrati dalla sensibilità eclettica di Pino Cuttaia catturano l’anima, molto più che il palato, distillando una componente emozionale che si tatua tra i desideri perpetui.

Principi di Butera-24.JPG

L’esuberanza e la vivacità, l’essenza pura del Nero d’Avola, principe del terroir di Butera. Sa affascinare AMIRA, sa coinvolgere attraverso l’autenticità di sorsi che trasmettono identità e carisma, nell’agilità delle more e delle ciliegie, accarezzate da tannini suadenti ed una salinità austera.

Principi di Butera-27.JPGSpaghetti al pomodoro, si scrive così, e si legge al palato come un’epifania umami: nell’assoluta sintesi estiva dei sapori travolgenti mantecati ad arte.

Principi di Butera-30.JPG

DELIELLA 2015 e 2000 hanno suggellato la cosmogonia del Nero d’Avola, con carisma e magistrale esposizione del know how aziendale Principi di Butera. Le scelte drastiche in vigna, l’escursione termica delle colline nissene e la culla ancestrale del vitigno siciliano per antonomasia, traspaiono nella coinvolgente lettura sensoriale, che ha nell’inconsueta eleganza verticale e nell’euforia della struttura un valore aggiunto.

Principi di Butera-37.JPGUn idillio che trova pairing ideale al maialino dei Nebrodi e ai dessert, che narrano l’opulenza dei fichi, del cioccolato e dei frutti rossi.

Summer Light: in scena il nuovo menù dello Chef Joseph Micieli ed in anteprima anche il Pas Dosé di Nero d’Avola Principi di Butera

I riflessi della luna sul mare di Punta Secca e del faro, il dehors del ristorante fine dining Scjàbica Cuoco Pescatore allestito esaltando le atmosfere lounge, le note jazz di Antonella Catanese e Marcello Di Dio ed il solstizio d’estate celebrato dall’eloquenza della creatività dello Chef Joseph Micieli, che stagione dopo stagione, innova sotto la lente del suo carisma tecnico e del suo cosmopolitismo compositivo, i sapori della biodiversità del pescato e degli orti di prossimità. Un menù imbastito di trame travolgenti e screziato di tessiture voluttuose, che seducono attraverso l’identità degli ingredienti accarezzati e donati al palato nella loro essenza.

Un percorso di scoperta e brillante intrattenimento: lo chef Joseph Micieli ed il direttore dell’Azienda Principi di Butera, l’enologo Antonio Paolo Froio, hanno tratteggiato gli abbinamenti esponendo analogie ed evocativi rimandi sensoriali, dando all’evento conviviale un’anima divulgativa. La giornalista Sabrina Gariddi ha moderato i dibattiti,  mettendo in luce i percorsi intrapresi e proiettando con lungimiranza il ruolo dell’enogastronomia nel turismo culturale.

La monumentale esposizione della cucina espressa dello Chef Joseph Micieli ha conquistato l’entusiasmo degli ospiti e della critica di settore: dinamismo ed elaborazioni rigorosamente espresse, esemplari negli equilibri, nella precisione tecnica e nella valorizzazione degli ingredienti.

Antonio Paolo Froio, ambassador ed anima tecnica della cantina Principi di Butera, ha selezionato le etichette della serata: Grillo, Insolia e la quintessenza del Nero d’Avola.

Scjabica-145.JPG

Trentasei mesi sui lieviti, l’intuizione delle potenzialità di una vendemmia precoce e la genialità di saper donare al vitigno autoctono più rappresentativo dell’entroterra siciliano una luce inedita ed un’espressività intrigante, esperidata e balsamica, ad evocare zagara, more di gelso bianco, agrumi verdi e lavanda.

Scjabica-115.JPG
In cucina, Chef Joseph Micieli, Peppe Bellina e Agata Rizza

La pralina di gambero Rosso al pistacchio tostato, su specchio di limone IGP di Siracusa, il trionfo di polpo cocktail, umorale di Datterino e cavolfiore agrodolce e le crocchette di alici ripiene di finocchietto e provola dei Nebrodi su crema di patacche selvatiche, hanno introdotto gli ospiti nella degustazione.

Scjabica-104.JPG

Taboulé aureo di zafferano ibleo, brunoise di ortaggi, mitili e fonduta di Ragusano DOP, i paccheri al ragù di tonno, crema di caprino girgentano e panure al limone candito e le trenette di mare ad estasiare il pubblico, anche attraverso l’esposizione della professionalità del servizio di sala.

Scjabica-09.JPG

Ricciola ecletticamente ammuttunata alla Tuma Persa, un secondo impreziosito dalla vivacità del sedano e dalla mela e la sfrigolante trama dello sgombro, inedito nella versione crispy e salsa tartara allo yogurt di bufala ragusana e gel di limone.

Scjabica-140.JPG

Lamponi, meringa e curd di limone IGP di Siracusa, e mousse di ricotta di bufala, ciliegie poché dell’Etna al vino rosso e crumble speziato al caffè, a sancire l’idillio dei dessert.

Scjabica-150.JPG

La vetreria artistica Thalass ha accentato le portate delle trasparenze marine, amplificando la valenza e la funzionalità della mise en place.

Scjabica-129.JPG

Esperienza da ripetere ogni sera, al ristorante Scjàbica Cuoco Pescatore.

La colazione dei sogni, al Belmond Villa Sant’Andrea, Taormina

Il trend del brunch? Definitivamente archiviato, la vera tendenza è poter godere di un risveglio da fiaba e di una mise en place che al Belmond Villa Sant’Andrea di Taormina resta sospesa tra sogno, idillio formale ed incantevole eloquenza.

Sant'Andrea-18.JPG

La fragranza della viennoiserie appena sfornata, ideata dal nuovo team di pastry chef, dedizione al cliente ed al lusso percepito come affettuosità del servizio, esemplarità della qualità, cura dei dettagli e della selezione dei prodotti, in una atmosfera d’impareggiabile meraviglia.

Dalle sale accoglienti e dalla terrazza si gode di ogni riflesso del mare e del giardino, che si sviluppa in un parco secolare di essenze esotiche e mediterranee.

Sant'Andrea-03.JPG

Ogni referenza della colazione continentale, la tipicità e l’anima siciliana nella proposta delle granite e delle confetture, della frutta fresca e dei latticini, focalizzando ogni esigenza nutrizionale e di benessere.

Dall’enciclopedica carta delle uova è possibile scegliere interpretazioni d’Autore: Benedict, Royal al salmone, Florentine, Poché all’avocado e le Omelette siciliane o fit agli albumi e semi di chia. Senza tralasciare la voluttuosa polifonia dei pancake e dei waffle espressi, da accompagnare agli estratti di frutta e verdura o alle spremute e alla ricercata caffetteria.

 

Un sorriso accompagna sempre il cestino di pane, brioche, burro montato e marmellata al tavolo, per poi perdersi nell’esposizione dolce e salata e tra le referenze del menù.

La memorabilità perpetua che ti riporterà sempre al Belmond Villa Sant’Andrea.

Belmond Villa Sant’Andrea

Via Nazionale 137, 98039 Taormina Mare (ME), Italia

Telefono: +39 0942 6271 200

reservations.vsa@belmond.com

Prenotazioni: + 39 0185 2678 453

 

PIANO PRIMO: laboratorio di ricerca e convivialità al ristorante IL SALMORIGLIO

Il desiderio di trasmettere la passione per l’identità del gusto e per la ricerca enologica, le sinergie catalizzatrici di progettualità, la cultura della biodiversità e l’amore per le edizioni limitate stagionali animano le atmosfere conviviali delle nuova avanguardia del panorama enogastronomico siciliano che detta le tendenze: PIANO PRIMO, la cantina-laboratorio del ristorante IL SALMORIGLIO a Porto Empedocle.

Il valore di un vino sta nella sua capacità di trasmettere, in un sorso, l’essenza e l’identità

Attraverso la divulgazione dei principi cardine della viticoltura spontanea, esplorando l’introspettiva essenza dei vitigni e l’evoluzione delle macro ossidazioni, frammentando i microcosmi enologici nelle più iridescenti espressività, durante le cene tematiche di PIANO PRIMO va in scena la coinvolgente riscoperta dell’identità, che si disconnette dall’omologazione.

piano primo-19.JPG

Lo chef Alessandro Ravanà, lungimirante ricercatore ed esponente emergente dell’Alta Cucina sostenibile, ha negli ultimi mesi elaborato menù incentrati sulla valorizzazione intimista degli ingredienti, attraverso allitterazioni cosmopolite e tecniche calibrate sull’esaltazione dei sapori, trovando dialogo e preziose ispirazioni nella dialettica dell’enologia intesa come mezzo di divulgazione culturale.

piano primo-02.JPG

Attitudine all’ospitalità, carisma interpretativo, audacia espressiva, confronto continuo, orizzonti in divenire e sperimentazione vanno in scena al PIANO PRIMO grazie alla coinvolgente teatralità del gusto e del bere che si snoda tra il banco di preparazione e la tavola conviviale, dove orbitano le etichette selezionate da Giuseppe Cipolla, ricercatore ed esponente di una viticoltura sentimentale ed integra, espressiva ed animata coralmente dalla verità e dal rispetto, che nel tempo trova valore.

 

 

Il pane di grani autoctoni siciliani, le lavorazioni sartoriali del pesce azzurro, i grissini tirati ad arte ed i saggi en primeur inducono sempre a confronti infiniti, animati dalla coralità di ricercate serate che rivisitano sapori ancestrali e divagazioni che abbracciano ogni ambito artististico.

 

Come fosse una porchetta, la spatola vibra della croccantezza pop della cotenna, in un idillio di misticanza e mostarda d’uva, incontrando l’umoralità della salsa ai pinoli: beccafico contemporaneo, eclettismo senza limiti ed espressività sensoriale che tratteggiano la cifra stilistica dello Chef Ravanà.

piano primo-29.JPG

Lussuriosa ed iridescente, nelle trame eteree della sfoglia all’uovo e clorofilla e nel voluttuoso ragù di coniglio, dai sussurri umami del fondo bruno e della fonduta: più una millefoglie che un ricordo di lasagne, dall’eleganza che non si dimentica.

piano primo-35.JPG

Le ali di razza planano nell’eclettismo della salsa ai capperi screziata di salmoriglio ed agrodolce di cipolla di Castrofilippo. La riedizione del pescato sostenibile che trova slanci coinvolgenti nei sentori mitteleuropei.

piano primo-36.JPG

Il rigore ed il classicismo del finacier ispirano un dessert costellato di estro e sensibilità artistica: noci pecan dei colli agrigentini, spezie dolci, cioccolato Dulcey, succosità esperidate e aria di mandorla in un caleidoscopio di trame sensuali.

piano primo-38.JPG

Anche stasera, lo Chef Alessandro Ravanà e Giuseppe Cipolla vi aspettano per una nuova cena conviviale al PIANO PRIMO, sempre al ristorante IL SALMORIGLIO a Porto Empedocle, dove la passione è il primo ingrediente manifesto di ogni portata.

MEMORABILIA ZASH: i dieci cult dello Chef Giuseppe Raciti

 

La sonorità che s’infittisce tra le labbra come un bacio, il fluire alchemico del magnetismo dell’Etna diaframmato dallo Jonio che si svela nell’identità di ZASH, memoria onomatopeica che cattura la brezza tra la zagara in fiore e profuma i desideri.

Zash-77

ZASH è un eden in cui ritrovarsi, nella spiritualità della SPA, nelle atmosfere cangianti dal risveglio al tramonto, che dietro il vulcano ha nuances sempre nuove, e nella squisita ospitalità di design che gli architetti Carla Maugeri ed Antonio Iraci sanno veicolare con infinita eleganza, nell’armonia tra natura totalizzante e ricercatezza sublimata del boutique hotel.

Zash-57

Iconici e memorabili, i dieci signature dish presentati in occasione dell’attesa cena conviviale, andata in scena i primi di aprile, sono stati legati ad ad arte in un percorso ideato per trasporre l’emblema della leggibilità contemporanea della creatività dell’executive chef Giuseppe Raciti. Senza l’ancora di una connotazione temporale, le armonie che negli anni hanno trovato espressività nelle composizioni dello Chef, hanno saputo scandire con stile e carisma, il ritmo fine dining, sorprendendo come fossero inedite esecuzioni.

I cocktail curati nella miscelazione officinale e nella scenografia evocativa, audaci nell’aromaticità più sofisticata del Bartender Seby Sorbello, hanno saputo intrattenere gli ospiti nell’atmosfera incantata del palmento storico attorno a cui si snodano le sale, rivelando i volumi enfatizzati dal sapiente recupero stilistico della proprietà.

Zash-11
pomodoro-fragola-scampo-stracciatella, arancino di alici, iris salata al pistacchio di Bronte e pane cunzatu

Avanguardia nella leggerezza percepita, nell’eleganza delle strutture, nell’interpretazione della stagionalità e nel rimando continuo tra l’internazionalità dello stile, della tecnica e della ricerca, e l’audacia introspettiva degli accenti più intriganti, degli agrodolci siciliani sussurrati attraverso le more di gelso dell’Etna o dell’umami mediterraneo del pomodoro verde che diventa preludio dessert.

Zash-14
Trasparenza di gambero rosso, mandorle, ricci e mandarino

Il servizio sorprende distinguendosi come sempre per saper intrattenere ed enunciare con puntualità, in sala la professionalità del Sommelier Daniele Forzisi e del Maître Giuseppe Romeo ammaliano con la preziosa attitudine a dipingere attraverso carismatiche ricercatezze enologiche la prossimità e l’internazionalità.

 

Tartufo siciliano e more di gelso rosso, fonduta di formaggio e la croccante veste dell’uovo poché sanno sempre intrigare nella polifonia sensoriale della loro armonia: una portata di valenza emblematica, sempre in bilico tra golosità e tecnica magistrale.

Zash-18.JPG

Setosa e velata, la pasta ripiena si fa scrigno per il fondente cuore e gli asparagi selvatici, nell’esaltazione della loro mineralità attraverso l’umoralità iodica della bottarga di tonno di supremo affinamento.

 

La trama onirica è l’idilliaco pairing alla mousse di Datterino ed al fondente di cipollotto primaverile alla brace, dipingono la valenza della pluma di maialino iberico, liberando la portata dalle connotazioni mainstream e ricomponendo attorno all’eloquenza mediterranea la rilettura del gusto.

Zash-30

La pasticceria dinamica, la versatilità degli ortaggi e dei piccoli frutti, che si fanno tessere di un mosaico ludico che si spiralizza nel brio dell’effervescenza: sorprende ed incanta lo Chef Giuseppe Raciti, nella percezione della sua gioia compositiva, nella rivelazione della sua raffinatezza e nel sapersi sempre proiettare oltre gli schemi.

Zash-32.JPG

ZASH 

chef Giuseppe Raciti

Strada Provinciale 2/I-II n.60

95018 Archi – Riposto (CT) – Sicilia

tel: +39 095 7828932

mobile: +39 3472765552

email: info@zash.it

La Foresteria Planeta Estate: luxury travel experience

Arrivi a Menfi col riverbero del mare ad accompagnarti lungo i pochi km che da Palermo, Trapani o da Agrigento, ti separano da un wine resort costellato di stile, ricercatezza e dedicata ospitalità. Brezza e sentori balsamici dei percorsi olfattivi, il turchese adamantino del mare di Porto Palo – insignito dei più prestigiosi riconoscimenti naturalistici – il tintinnio di un gregge al pascolo ed il cinguettio degli uccellini a sussurrarti buongiorno, sono solo alcuni riflessi dell’atmosfera bucolica di charme da vivere a La Foresteria Planeta Estate.

Foresteria Planeta Estate-34.JPG

Le camere e le suite del resort si affacciano sui giardini aromatici, impreziositi da essenze officinali, mediterranee e tropicali, con vista sul mare, sulla piscina e sulla campagna di Menfi, di cui godono anche le terrazze panoramiche ed il bar, che invoglia ad aperitivi al tramonto e che intrattiene valorizzando i vini della tenuta.

Ogni camera è arredata secondo le influenze di stile mediterraneo: nuances vitaminiche, ceramiche di manifattura artistica, complementi d’arredo ed amenities di ricerca, creano un sofisticato equilibrio tra atmosfere country e slow living, peculiari dell’ospitalità siciliana.

Foresteria Planeta Estate-08

La prima colazione è un risveglio sensoriale, un momento rigenerante da condividere nel dehors che regala un panorama totalizzante, degustando le marmellate maison, le torte appena sfornate, le specialità continentali ed il pane di Castelvetrano, accompagnati da una spremuta di agrumi e dalla caffetteria.

Identitaria, armoniosa, autentica e dallo stile cosmopolita, pur rimanendo fedele ai codici del gusto di Casa Planeta: una sintesi della proposta dell’executive chef Angelo Pumilia, che ha saputo valorizzare il patrimonio di una Famiglia che da generazioni, tramanda la cultura contadina contaminata dalla letteratura del gusto aristocratico.

Foresteria Planeta Estate-12.JPG

Audace ed incisiva selezione degli ingredienti di prossimità, esaltazione della biodiversità, qualità senza compromessi, anima siciliana ed eleganza zen, nitore del gusto e tecnica magistrale, esaltazione stilistica ed allusioni artistiche imbastiscono i menù ideati dallo chef Angelo Pumilia, che a pranzo e cena porta in scena la sua filosofia, incantando i palati più esigenti ed intrattenendo la clientela internazionale.

Foresteria Planeta Estate-18.JPG

L’olio extravergine della tenuta ed il pane elaborato con un blend di grani autoctoni, introducono ad un percorso che sa conquistare col vibrante carisma della stagionalità.

Foresteria Planeta Estate-21.JPG

Una tapenade sfavillante ed una voluttuosa salsa alle mandorle accentano il cavolfiore scottato, donando nuove conturbanti texture agli assaggi e riqualificando le potenzialità degli ortaggi.

Foresteria Planeta Estate-23.JPG

Tagliolini di semola e le prime favette di stagione a ristabilire la poesia primaverile, che si specchia nell’emulsione di ricotta e finocchietto selvatico. Un primo piatto che espone la ricerca espressiva dello Chef nei percorsi narrativi delle Terre Sicane.

Foresteria Planeta Estate-28.JPG

La cottura in foglie di limone seduce evocando fragranze esperidate ed affumicate, e donando alla ricciola dimensioni cangianti di passionalità ed umoralità. Il carciofo Spinoso di Menfi si ispessisce di carisma nella sua salsa, come emblema delle dimensioni multiple degli ingredienti valorizzati da tecniche speculari.

Foresteria Planeta Estate-26.JPG

Arancia e mandorla, in un dualismo che si risolve in eteree consistenze ed allegorie di Sicilia, in un dessert che si fa ricordare per equilibri multipli e fragranze espressive.

Foresteria Planeta Estate-30.JPG

Il Cretto di Burri ha ispirato l’opera omnia di stile ed intelletto dello Chef: bavarese alla salvia, timo e lemon curd, trilogia di autentica dimensione onirica. Le officinali balsamiche come preludio di un fine pasto meditativo, a richiamare un passito di Noto contemplando la magnificenza della natura senza soluzione di continuità.

Foresteria Planeta Estate-33.JPG

La  scelta enologica espone referenze introvabili di Casa Planeta, senza tralasciare attenzioni alloctone, enunciate con carismatica eloquenza da Chiara Bordonaro. Numerose le proposte per imbastire percorsi al calice espressivi delle annate correnti e delle selezioni pregiate della cantina.

Foresteria Planeta Estate-14.JPG

Per ritrovare l’armonia, per rigenerarsi, per dedicarsi attenzioni, per scoprire le città d’arte, i beni archeologici, le spiagge sicane, per celebrare l’anima della Sicilia più incontaminata, per assaporare la cultura del vino e dell’ospitalità, e per godere di autentica felicità, La Foresteria Planeta Estate è la scelta.

 

La Foresteria Menfi

Contrada Passo di Gurra ex S.S. 115 s.p. 79, Km 91

Menfi (Ag)

VOLCANO, Etna Dry Gin

Visceralmente etneo, un tributo d’amore al territorio ed all’arte della distillazione, la più spirituale ed evocativa tecnica estrattiva che dialoga con l’anima e la complessità volatile delle  essenze da cogliere in un sorso: VOLCANO, Etna Dry Gin.

VOLCANO-Etna London Dry Gin-02.JPG

Un’armonia rara, come l’amicizia che lega Alessandro Malfitana, Diego Pollicina, Stefano Lo Giudice ed il mastro distillatore Mariano Caggegi, carismatici imprenditori, i primi ad aver ideato e prodotto in Sicilia un distillato di caratura internazionale nelle nuances degustative, sperimentando l’utilizzo delle materie prime dell’Etna, in edizioni travolgenti ed in chiave innovativa ed originale.

VOLCANO-Etna London Dry Gin-08.JPG

Ad illustrare la valenza di VOLCANO GIN, che si esprime non solo ecletticamente in purezza, grazie alla peculiare morbidezza moderata dal titolo alcolico che mette in luce l’espressività aromatica di un gin passionale e volitivo come l’Etna, ma che si presta idealmente alla miscelazione, i due brand ambassador, Flavio Giamporcaro di Mazzini 30 a Palermo, e Gianpaolo Russo per la Sicilia orientale, che hanno ideato drink ideali per valorizzarne la versatilità.

VOLCANO-Etna London Dry Gin-07.JPG

In un gioco di equilibri, ogni componente botanica che cresce sul suolo vulcanico, viene lasciata esprimere sia nelle sue caratteristiche peculiari, sia attraverso l’attento studio delle dosi, per armonizzarsi alle altre essenze costitutive rigorosamente endemiche dell’Etna: ginepro selvatico identitario, ginestra ambrata, soavemente amara e floreale, finocchietto selvatico armonico nella fredda balsamicità, arancia amara esperidata e briosa e nocciola a dare quella rotondità ricercata.

VOLCANO-Etna London Dry Gin-01.JPG

Il packaging definisce l’eleganza ed i profili cangianti dell’Etna, linee volutamente retrò che possano evocare le atmosfere dello speakeasy, l’era del proibizionismo, quando il “Bere Bene” è diventato cultura ed un fenomeno elettivo.

VOLCANO-Etna London Dry Gin-05.JPG

Un flacone sfaccettato che enfatizza i riflessi adamantini del distillato, un tappo gioiello che ha matrice vulcanica e che geolocalizza l’elisir contenuto, così che con ogni flacone di VOLCANO GIN viaggi ed arrivi tutto ciò che identifichi il territorio dell’Etna.

VOLCANO-Etna London Dry Gin-10.JPG

La sensorialità di VOLCANO GIN è in continua evoluzione, in anteprima è stata fatta menzione di VOLCANO PROFUMO: in un flacone artistico verrà custodita l’anima aromatica caratterizzante, da vaporizzare anche sulla pelle, non solo sulle pietanze e sui drink.

@Rossana Brancato

Trinacria è il nome del cocktail sour elaborato da Flavio Giamporcaro, bartender di Mazzini 30, che oltre a VOLCANO GIN, annovera il liquore al finocchietto selvatico Giardini d’Amore, spremuta di limone e di pompelmo rosa. In coppa gelata si esprime nella molteplicità delle fragranze, che evolvono in alchimie cangianti e seducenti, balsamiche e vibranti, rivelando raffinatezza, freschezza e setosa audacia.

VOLCANO-Etna London Dry Gin-14.JPG

Germania, America e Regno Unito sono già mercati di diffusione del gin, di un gin nato prima di tutto come prodotto dell’Etna e che nell’internazionalità del suo nome, VOLCANO, esprime il suo essere stato creato per esserne ambasciatore nel mondo.

VOLCANO-Etna London Dry Gin-04.JPG

Il miglior panettone artigianale di Sicilia: Antonio Colombo, VOTAVOTA

Una scatola sofisticata che abbraccia e custodisce un lievitato che sa esprimere lo straordinario entusiasmo ed il sorriso brillante di Antonio Colombo, Pastry Chef dei Ristoranti Votavota a Marina di Ragusa Sampieri.

Dall’eclettismo imprenditoriale di Peppe Causarano ed Antonio Colombo, dalla somma esponenziale delle loro professionalità, del loro talento, della loro lungimiranza e dal valore aggiunto della loro amicizia, ogni stagione s’innova la proposta enogastronomica, di cucina di bordo lungo le rotte del Mediterraneo o del sweet corner di pasticceria, che per questo Natale ha saputo ammaliare con l’essenza più autentica del Panettone Artigianale.

VOTAVOTA 201960.JPG

La superiorità del Panettone siciliano del Pastry Chef Antonio Colombo brilla dell’esegesi delle sua magistrale tecnica, si esprime nella soffice ed aromatica trama che ha l’anima di un lievito madre custodito e mantenuto nella sua esuberanza. All’assaggio si svela l’armonia e la qualità dei pochi ed autorevoli ingredienti naturali, canditi di arancia ed uvetta sultanina, che donano la gioia di un dolce celebrativo e versatile, da abbinare idealmente anche ai formaggi erborinati, al pesce affumicato o ai paté.

VOTAVOTA 201962.JPG
La lunga lievitazione e la cura delle fasi esecutive sanno regalare un Panettone voluttuoso e digeribile, impreziosito da una glassa pralinata alle mandorle e nocciole, a dare brio, dolcezza ed aromaticità. Il formato da 1 kg esprime l’ideale ed armonica sintesi dei sapori e sviluppa una complessità di fragranze e di gusto eccellente.

VOTAVOTA 201964.JPG

Genuinità, ricchezza della tessitura e dei canditi omogeneamente distribuiti, ideale sviluppo in lievitazione e cottura ottimale sono gli indici della memorabile degustazione del miglior panettone artigianale di Sicilia.

votavota-47.JPG

Ristorante Votavota

Lungomare Andrea Doria, 48

Marina di Ragusa, RG

Tel. 334 142 6962

#CALDOMARE : l’hashtag della quintessenza del mare dello Chef Pino Cuttaia

Al cospetto di Pino Cuttaia traspare dirompente la consapevolezza dell’indissolubile legame tra Gusto e Arte, che trascende la creatività attraverso la più iridescente componente emozionale.

La Madia, Natale 2018-26.JPG

Il Maestro dell’Alta Cucina italiana, executive chef e patron del Ristorante La Madia, che in un ventennio ha saputo attrarre il mondo intero a Licata, Agrigento, scompone le architetture che diaframmano eleganza e spontaneità, donando nella percezione della sensorialità, memorie sopite e tessere che compongono il mosaico del sublime.

La Madia, Natale 2018-28.JPG

La cucina colta ed ispirata dello chef Pino Cuttaia, narra la biodiversità e la stagionalità esclusiva dei sapori identitari del territorio, impreziosendoli dell’inevasa attitudine a superare costantemente la perfezione, che si traduce in assaggi sempre stupefacenti dei piatti che appartengono all’antologia del Ristorante La Madia, in dialogo con le estemporanee creazioni. 

La contemporanea missione dello Chef supera la valorizzazione del patrimonio antropologico e culturale, individuando nelle essenze e nei sapori più autentici e vibranti, l’approccio etico e l’essere ambasciatore di un messaggio universale di responsabilità, nell’ideazione del congresso Cookin’Med e nella rilettura sostenibile degli ingredienti e di tutto ciò che orbita attorno alla sua filosofia di cucina.

Nel menù del Pranzo di Natale 2018 sono state svelate le nuove sinergie comunicative della quintessenza del mare: #CALDOMARE esprime in un hashtag tematico e programmatico, il paradigma dell’insalata di mare contemporanea.

La Madia, Natale 2018-20.JPG

Un tulle di seppia increspato come le onde che s’infrangono testarde sugli scogli, a celare l’audacia della triglia, la polifonia dei mitili, la dolcezza umorale dei crostacei e la travolgente carnalità dei tentacoli dei molluschi. Un idillio cangiante, che abbaglia per la maestria tecnica delle monocotture, il brio dell’acqua di mare prezzemolata e la multidimensionalità delle cozze, che si fanno anche croccanti lapilli di un’eruzione marina.

Molte delle portate sono state impreziosite dal tartufo bianco e nero, a donare accenti di sensualità alla festività del merluzzo all’affumicatura di pigna, ai plin di cappone e al falsomagro trionfale.

Brilla la ninfea di carciofo Spinello di Licata, iconica sintesi di terra e mare, e sinergica consacrazione della mineralità ferrica del carciofo e della più soave bottarga siciliana, affinata dalla sensibilità dello chef Pino Cuttaia.

Al Ristorante La Madia sorprende sempre la familiarità dell’eleganza, che accarezza ogni dettaglio dell’ospitalità. Ammalia la genialità dello chef Pino Cuttaia, mentore, ispiratore e libero pensatore, che sa essere come nessun altro, carismatico, collegiale e lungimirante Rex Siciliae.

Ristorante La Madia

Corso Filippo Re Capriata, 22

Licata (AG)

tel. 0922 771443

chiuso martedì