Sinestesie d’estate al RISTORANTE BRANCIFORTE, Palermo

La promozione culturale di Palermo passa attraverso luoghi che custodiscono e trasmettono il carisma delle vestigia storiche, rimodulate dagli intarsi di fruibilità contemporanea.
Palazzo Branciforte, sede espositiva della Fondazione Sicilia, è naturalmente proiettato alla contaminazione tra arte e gusto. Grazie all’attento restauro opera di Gae Aulenti, dispone di ambienti polifunzionali e senza soluzione di continuità tra ospitalità e istituzionalità.

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Chef Gaetano Billeci si avvale della preziosa collaborazione del Direttore Teresa Dawidowska e di uno Staff giovane, brioso e professionale per portare in scena ogni giorno opere uniche di gusto.

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Il menù estivo è un caleidoscopico inno alla gioia: i sapori rassicuranti codificati nella memoria della cucina dei Monsù palermitani, vengono diaframmati con inediti accenti di armoniosa freschezza e verve contemporanea, frutto della cucina colta e della padronanza tecnica dello Chef e del suo bagaglio di viaggi e significative esperienze formative.

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I pani, l’olio evo in degustazione e i fritti gioiello di benvenuto raccontano l’ospitalità della capitale mondiale dello street food, il gusto di Palermo, sempre polifonico di rimandi mediorientali e luminoso di passionalità mediterranea e zenit agrodolci.

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La caponata di mela prepara il palato con soave stupore, brilla di capperi lillipuziani e dolce e fondente uvetta di Corinto, solleticando la salivazione con l’umoralità dell’oliva.

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Calamaro, salsa di scampi e asparago dialogano sui vertici dell’eleganza, un esercizio di stile che affascina all’assaggio.

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Il carpaccio di astice regala un’assonanza di dolcezze fruttate: mango e mela verde irradiati dai vertici salini e lussuriosi del caviale.

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L’involtino primavera è esegesi d’Oriente, ammalia con vibrazioni di vitrea croccantezza che rivelano la mediterranea espressività del tonno, folgorata dal dualismo dei fagiolini e germogli di soia e il brivido del limone candito.

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Gli spaghetti raccontano all’assaggio il rigore e il vertice della qualità: grano durum siciliano, acqua delle gole dell’Alcantara e nessun contaminante, regalano una straordinaria enfasi nell’indissolubile legame alle gonadi di ricci di mare.

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La zucchina siciliana è il leitmotiv estivo dell’arte popolare di onorare il piacere del gusto; chef Gaetano Billeci narra i sapori familiari svelando la purezza dei germogli e sorprendendo col fiore ripieno di cremosa ricotta in tempura, in un mosaico vegetariano che coinvolge e appaga.

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L’escabeche di triglia affabbula e rimanda ad approfondire assaggi che svelano sinfonie esperiate, nel magistrale equilibrio di cotture ed esaltazione della delicatezza del pesce.
A corollario la golosità della cialda che puntualizza ed amplifica i canoni mediterranei di olive, basilico e pomodoro.

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La salsa agghiotta è un ologramma di antropologia: rimanda alla pesca ancestrale del tonno, del pesce spada e all’esigenza di dare anima al baccalà, al coniglio e all’austerità degli avanzi e degli ortaggi, che trovano nella base di sedano, cipolla, pomodoro, capperi e olive verdi l’espressività gastronomica.
Chef Gaetano Billeci ne fa un masala, con cui dipinge il mediterraneo sul pescato del giorno: cernia, ricciola o ciò che il mare regala, trionfano illuminati dalla mineralità delle verdure di stagione appena scottate.

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La carta del dessert sorprende per l’unicità e il valore della proposta: l’enfasi della frutta estiva viene elaborata con raffinatezza e leggerezza, invitando a molteplici assaggi.
Anguria, sorbetto al frutto della passione, susine di Monreale custodiscono l’essenza della loro freschezza nelle irresistibili composizioni che sanno stupire senza mai annoiare il palato.

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La cantina affascina incuriosendo con proposte che valorizzano le unicità del continente Sicilia e regala una selezione di respiro nazionale ed estero.
Il servizio si distingue per amorevole accoglienza e discrezione.

Varie le proposte di menù degustazione, alla carta, antipasto-primo-dessert da 35 euro, bevande escluse.

 

Ristorante Palazzo Branciforte, il tempio del gusto a Palermo.
via Bara all’Olivella, 2
Palermo
tel. 091 321748

Chiuso il lunedì, ferie variabili.
ristorantepalazzobranciforte@gmail.it
http://www.ristorantepalazzobranciforte.it

Ristorante visitato l’11 e il 21 luglio 2017.

Hai davvero paura del BURRO?

Considerato – a discapito delle sue qualità organolettiche e nutrizionali – un alimento dannoso per la salute e pericoloso per il sistema cardiovascolare, il burro vince nel confronto coi grassi saturi tropicali – di palma e cocco – e coi grassi vegetali trans aterogeni delle margarine, molto utilizzati negli alimenti industriali e nella dieta vegana.

L’equilibrio tra i grassi alimentari saturi, monoinsaturi, poliinsaturi essenziali omega 3, omega 6 e omega 9 ha importanza fisiologica e metabolica.
Nell’ambito di un’alimentazione varia e di stile mediterraneo, incentrata sull’olio extravergine d’oliva e sui grassi poliinsaturi della frutta secca oleosa e del pesce azzurro, possono essere inclusi i grassi saturi animali, di cui sono fonte i derivati del latte, le carni e le uova, nelle quantità opportune al raggiungimento delle necessità nutrizionali.

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il burro è un alimento naturale
Il burro è un’emulsione di acqua in grassi, contiene anche proteine del latte e lattosio, vitamine e minerali antiossidanti come il selenio.
Il burro tradizionale di qualità si ottiene esclusivamente dalla panna, per affioramento o centrifugazione.
In Italia il burro è ancora considerato un sottoprodotto della lavorazione del Parmigiano Reggiano e del Grana, formaggi prodotti da latte parzialmente scremato.

Ancora oggi, il burro italiano più diffuso in commercio ha origine dalla centrifugazione del siero e dei residui caseari.
Queste metodiche di estrazione non danno lo stesso risultato qualitativo di un burro ottenuto a partire da latte appena munto, come avviene ad esempio in Francia.
In base ai metodi fisici di preparazione, il burro può distinguersi per caratteristiche organolettiche, spalmabilità, cremosità, ricchezza aromatica e gusto.

l’acido butirrico e la sua attività antinfiammatoria
Il burro è un alimento digeribile ed è fonte di antiossidanti e vitamine liposolubili che contrastano l’invecchiamento cellulare e proteggono la vista.
Il burro è stato valorizzato come alimento anche per l’attività antinfiammatoria dei suoi acidi grassi a catena corta. Questi componenti del burro contrastano lo sviluppo di batteri patogeni nell’intestino e sono fonte energetica per le cellule del colon, migliorano l’assorbimento dei minerali ed in particolare l’acido butirrico ha evidenziato attività antinfiammatoria e anti-neoplastica per l’intestino.

Il burro è meno calorico dell’olio vegetale
Il burro – che è un’emulsione di acqua in grassi – è più leggero dell’olio: 100 g di burro forniscono 758 kcal contro le 900 kcal date da 100 g di qualsiasi olio vegetale.

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preziosa fonte di vitamine liposolubili essenziali
Il burro è utile ad integrare antiossidanti come la vitamina A ed E e ne facilita l’assorbimento intestinale.
Il latte degli animali che pascolano al al sole è anche fonte di vitamina D, utile non solo per la salute ossea: questa vitamina ha importanti funzioni immuno-modulatorie.

i grassi saturi nell’alimentazione
Gli acidi grassi saturi sono contenuti sia negli alimenti animali che nei generi alimentari di largo consumo e prodotti da forno che hanno tra gli ingredienti olio vegetale di palma e di cocco.
Sia che derivi da un eccessivo consumo di carne, insaccati, latticini, formaggi o da fonti vegetali, l’abuso di grassi saturi è un fattore di rischio per le patologie del sistema cardiocircolatorio e per l’insorgenza di neoplasie.

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colesterolo alimentare ed endogeno
Il colesterolo è essenziale per l’organismo, regola la fluidità delle membrane e stabilizza la struttura fosfolipidica, viene utilizzato fisiologicamente per sintetizzare ormoni steroidei, come estrogeni, progesterone, testosterone, cortisolo, che sono essenziali per l’omeostasi.

Il burro contiene appena lo 0,2% di colesterolo, mangiando una porzione da 20 g di burro ne assimiliamo una quantità trascurabile.

Studi clinici mettono in luce che il colesterolo alimentare – ingerito attraverso gli alimenti animali – non innalza in modo preoccupante la colesterolemia.
L’eccesso di colesterolo ematico – dannoso per il sistema cardiocircolatorio, come l’obesità, il fumo, lo stress e la vita sedentaria – è da ricondurre a deficit recettoriali, sintesi endogena        ( fisiologicamente 1-2 g al giorno) e patologie metaboliche.
In una dieta mediterranea e non monotona, la quota alimentare di colesterolo è responsabile solo del 10-20% del colesterolo totale.

meglio consumarlo crudo
Un assaggio di ottimo burro tradizionale, da concedersi a colazione o per valorizzare le portate, non è condannabile se saltuario e se lo si assapora crudo.
Oltre i 140°C il burro inizia a denaturarsi e a sviluppare sostanze tossiche.
Se non si vuole rinunciare ai grassi saturi, per fritture croccanti, dorate, asciutte e salutari, va utilizzato il burro chiarificato.

I consigli alimentari e di nutraceutica non sostituiscono il parere medico.

 

 

Sua Maestà il PANETTONE di Andrea Tortora

Close to perfection, il Panettone di Andrea Tortora esprime l’essenza del Natale, dichiarando all’assaggio i canoni espressivi del gusto assoluto dell’artigianalità.
Un lievitato d’Autore che è sintesi di una passione genetica per la pasticceria, d’importanti esperienze formative internazionali e dell’inevasa ricerca della qualità degli ingredienti.

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Carletto – il ghost writer – di questo miracolo di pasticceria, è il lievito madre di Andrea Tortora che anima la struttura impeccabile del panettone e regala l’esuberanza aromatica.
La cupola pralinata alle mandorle racconta dei paesaggi innevati di San Cassiano, Bolzano, dolcissima croccantezza che abbraccia la trama suadente, costellata da una miriade di canditi d’arancia e limone fondenti e uvetta succosa. Miele d’acacia, mandorle integrali, vaniglia Tahiti, burro di latteria e agrumi si coniugano in un blend sensoriale che all’assaggio evoca la suggestione di un tramonto sul Bosforo o l’aromaticità festiva di un Christmas tea. Una languida sinfonia gustativa che lascia il palato pronto ad assaggi infiniti.

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L’elegante confezione metallica nero satinato, impreziosita dall’illustratore Gio Pastori, evidenzia il logo AT Patissier, il progetto che nasce con la collaborazione di Ilaria Zacchetti, perseguendo la comune missione di reinventare i grandi classici della pasticceria italiana, in veste contemporanea e seducente, senza tralasciare la lealtà all’artigianalità, che grazie alla tecnica diventa fruibile e disponibile ad essere assaporata nella quotidianità.

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I panettoni vengono realizzati a mano da Andrea Tortora, presso il laboratorio Il Vecchio Fornaio di Padova, un sodalizio che agevola il contenimento dei costi produttivi e permette il costo democratico del panettone al dettaglio, rendendo disponibile l’eccellenza.


Andrea Tortora | Chef Pâtissier
hello@andreatortora.com

Dai fiori di lampone delle Ardenne, l’esclusivo miele di Hédène

L’amicizia, gli interessi comuni e la ricerca nel campo dell’eccellenza del gusto, legano Cyril Marx e Alexis Ratouis, due trentenni parigini, uniti anche dall’amore per il miglior miele di Francia.

Appassionati di apicoltura fin da bambini, iniziano presto a percepire il desiderio di creare un atelier dove esporre e condividere la loro conoscenza sui mieli più rari e sublimi, che con devozione riescono a selezionare. Il loro sogno si realizza, creano il loro brand, il miele Hédène, una costellazione di esclusivi mieli monofiore.

La raffinatezza delle fioriture dei parchi naturali di Francia, le essenze rare e la biodiversità vengono condensate in un acquerello di sapori, affascinanti colori e fragranze peculiari che si svelano alla degustazione.
L’eccezionale qualità e la raffinatezza di mieli Hédène sono veicolate da un’attenta selezione di apicoltori, conoscenze tradizionali ed una filiera che mette in luce le rarità originarie in tutto il territorio francese.

Tra i dolcissimi gioielli selezionati da Hédène, il miele di fiori di lamponi, che crescono nel parco naturale delle Ardenne, esprime una rara eleganza olfattiva floreale e una suadente cremosità, sfaccettata di freschezza e di dolcezza sussurrata, che lascia spazio al palato all’acidula complessità dei frutti di bosco e alla delicata rugiada del nettare.

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Note di nutraceutica

Il miele ha un aspetto viscoso perché è una soluzione sovrassatura di glucosio, fruttosio ed altri oligosaccaridi. Ha un pH debolmente acido, è un alimento energetico, ricco di enzimi ed oligoelementi. Il miele ha attività antibatterica, stimola il sistema immunitario e contribuisce al benessere della flora intestinale grazie ai prebiotici.

Non è solo un dolcificante, il miele ha attività fermentativa che può essere utile nella panificazione o in pasticceria: può essere utilizzato non solo per la sua dolcezza, ma anche come agente lievitante se abbinato al bicarbonato; aumenta anche la conservabilità dei prodotti da forno.
Nelle marinate di carne favorisce la reazione di Maillard, conferendo gusto e doratura, arricchisce i dressing delle insalate e le salse, anche in qualità di esaltatore di sapidità.
È uno degli ingredienti della Caponata e nei condimenti agrodolci trova spazio in sostituzione dello zucchero.

Il miele non può essere somministrato nella primissima infanzia, per scongiurare il remoto rischio di sviluppare botulismo.

Acquistato presso Hédène Paris

La Colti, agriturismo e fiabe galluresi.

L’entroterra della Costa Smeralda affascina quasi più delle acque adamantine dei fiordi, su cui si affacciano spiagge candide costellate di macchia mediterranea e granito rosa levigato dal vento.
Lungo la statale Arzachena-Cannigione lasci sguardi incantati su ogni scorcio di Gallura incontaminata, arrivi alla tenuta La Colti, varchi il portone in legno e si svela una corte fiabesca, tavoli in legno apparecchiati con cura country chic, tra alberi, ortensie, piante aromatiche e luci languide.

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Nella sala interna tovagliette in nuance con il legno di tavoli e panche, familiarità, sorrisi accoglienti frapposti ad un servizio rapido e generoso di dettagli, che soddisfano ogni ammirata curiosità sulle portate.

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Sapori inediti, intriganti e carismatici personalizzano il menù fisso a 35 euro. La carta dei vini rimane circoscritta alla regione, selezionando i bianchi e i rossi identitari, si può anche optare per una birra sarda.

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Pane bianco e carasau compongono il fragrante e aromatico cestino che anticipa gli antipasti: celebrano gli ortaggi di stagione e i legumi rari che stemperano i salumi, gli insaccati, i formaggi cremosi freschi e i pecorini stagionati.

Pane raffermo, brodo di carne e formaggio, fresco e stagionato – dosati con sapiente sensibilità – compongono l’aurea zuppa gallurese. Il calore del forno trasforma gli ingredienti in un trionfo di umami e consistenze dai differenti registri: cremosità fondente e doratura filante si alternano prolungando la percezione primaria della fragranza che è già anticipo del trionfo del gusto.

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Pasta fresca al sugo di maiale, manzo in umido e i pomodorini ciliegia dell’orto anticipano la portata trionfale: il maialino allo spiedo.
Una cottura lenta su brace gestita con misticismo, tempo e temperatura esaltano il porceddu sardo, rendendo vitrea e ambrata la cotenna e succulenta la carne, fondente e screziata degli aromi del mirto e delle essenze mediterranee.
Arriva a tavola preservando la temperatura di cottura, grazie all’utilizzo del sughero, ammantato di germogli di mirto.

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Seadas, anguria, liquore di mirto e grappa concludono l’idillio, suggellando un’esperienza che rimane tatuata anche nella memoria emotiva.

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Agriturismo La Colti

Strada Statale Arzachena-Cannigione

07020 Cannigione (OT)
Tel. +39.0789.88440 | Mob. +39.333.1437599
info@lacolti.it

Visitato il 2 settembre 2016.

Stelle D Stelle, l’alta cucina sarda a Porto Cervo.

Anche l’estate 2016 ha decretato il trionfo di Stelle D Stelle, il temporary restaurant in cui si sono alternati dal 20 luglio al 4 settembre scorso, gli chef Achille Pinna – Da Achille, Sant’Antioco -, Roberto Serra – Su Carduleu, Abbasanta – e Stefano Deidda – Dal Corsaro, Cagliari -.
In trasferta nella cucina più esclusiva di Porto Cervo, nell’incantevole veranda dell’Hotel Cervo affacciata sulla baia della Marina, per esprimere attraverso la loro creatività proposte gourmand territoriali ed identitarie.

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A tavola raffinate porcellane e cristalli si armonizzano agli accenti di artigianato sardo, nelle sfumature cangianti del mare e nelle trame evocative dei cestini del pane e del tovagliato.

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La carta degli oli e dei sali anticipa le portate, permettendo di comporre in autonomia l’abbinamento ai pani.
Il menu degustazione di quattro portate elaborato dallo chef Stefano Deidda individua un percorso contaminato dalle esperienze maturate e sperimentale nella valorizzazione delle materie prime stagionali. Sancisce la valenza contemporanea della cucina sarda con suggestioni ed allusioni orientali che distillano umami e folgoranti fragranze grazie al brillante utilizzo di aromi e tecniche di elaborazione.

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Sorprende il benvenuto affidato alla cipolla viola confit, un assaggio dalla vena fresca e balsamica che incuriosisce svelando connotazioni uniche grazie alle salse a corollario.

 

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L’astice si esprime nell’opulenza della sua identità grazie alla magistrale cottura, accattivante nel contrasto con la spremuta di pomodoro al lemongrass e nell’analogia sensuale con la burrata.

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I culurgiones di Jerzu lasciano protagonista la setosa parmentier, screziati dal croccante di pane alla cipolla e dagli aromi mediterranei catturati dalla salsa al burro.

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La sogliola laccata alla riduzione di melanzana seduce nel perpetuo rimando a sonorità orientali; l’estrema valorizzazione del filetto si esprime nella tessitura delle carni e nella polifonia del gusto, avvolto dalla cremosità del riso basmati, neutro prolungamento della sensorialità.

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Il gelato di latte di capra trova enfasi aromatica nella salsa di ananas e profondità nel croccante di mandorla.

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Meditando sulla selezione di petit four, ti soffermi a respirare la brezza del mare smeraldo, che riflette luci sfavillanti quanto la carismatica personalità dello Chef, esprime orgoglio sardo e tecnica rigorosa, essenzialità e purezza zen. Una cucina in cui la sottrazione è un valore prezioso.

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Una cena che brilla anche grazie al servizio: elegante, puntuale e carezzevole.

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130 euro per il menù degustazione del 31 agosto 2016, bevande escluse.

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Restando in trepidante attesa per l’edizione 2017 di Stelle D Stelle

Ristorante Don Camillo, l’eccellenza ad Ortygia.

Nel cuore di Ortygia, dove il quartiere della Giudecca si svela tra vicoli intimi, palazzi barocchi e brezza di Levante, si aprono le vetrate di Don Camillo. Chef Giovanni Guarneri interpreta con carisma l’eccellenza del gusto, del bere, della materia prima e della cultura millenaria e multietnica dell’isola.

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La monumentale cantina a vista, tra intarsi di ebanisteria e pietra viva, ammalia con le quasi mille etichette esposte, tra le sale classiche e raffinate, dagli accenti cromatici che sanno evocare il mare.

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Un menù articolato tra mare e terra, interpretazione del patrimonio gastronomico regionale, sapientemente contestualizzato, che spazia dai classici alla contemporanea espressività delle proposte.

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Bollicine siciliane e i fragranti pani ingioiellati di sesamo ti danno il benvenuto.

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Arriva ad intrigarti la crema di mandorle, in dolce assonanza ai gamberi panati al nero di seppia. Brio sfrigolante ed amabile percezione aromatica di mandorla amara. Una trama ruvida che amplifica la tridimensionalità dei sapori: nitidi e totalizzanti.

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La Norma elevata al cubo: lasagnette si alternano alla passionalità delle melanzane, nel dialogo eclettico tra la salsa balsamica di basilico e l’intensità cremosa della fonduta di ricotta salata.

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Solo il vapore ad esaltare l’eccellenza degli scampi e l’opulenza delle gonadi freschissime dei ricci di mare, nella trionfale portata che esprime la quintessenza del mare.

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La selezione dei dessert seduce con il raffinato misticismo di pera e ricotta, alternandosi ad un intrigante tortino di pistacchio-arancia-cioccolato e alla freschezza del sorbetto di anguria.

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Il servizio esprime professionalità, cura e attenzioni dedicate, con grazia, puntualità e discrezione.
Il conto fluttua dai 35 agli 80 euro scegliendo tra le proposte alla carta, varia tra i diversi menù degustazione.

Ristorante Don Camillo
Chef Giovanni Guarneri

via delle Maestranze, 96
Ortigia, Siracusa SR

http://www.ristorantedoncamillosiracusa.it

aperto a pranzo e cena

chiuso la domenica e festivi

tel. 0931 67133

visitato il 2 luglio 2016

Ortygia, tra abbagli naturalistici e vibrazioni artistiche.

Ortygia è la perla mistica dello Ionio, difesa dalla fortezza sveva del Castello Maniace e circoscritta in un chilometro quadrato, in cui si alternano i vicoli più intimi della Giudecca – che ti conducono alla scogliera di Levante – e le piazze barocche inondate di luce abbacinante.

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Stratificazioni architettoniche e incanto naturalistico si fondono in un’armonia museale a cielo aperto, contaminazioni artistiche che dallo stile dorico si ingioiellano di barocco ed istallazioni di arte contemporanea senza soluzione di continuità.

Un dedalo di chiaroscuri da scoprire a piedi, respirando la brezza del mare, i profumi che arrivano dal mercato e le fragranze che si sprigionano dalle cucine domestiche, dalle limonaie pensili e dai giardini mediterranei nascosti all’interno dei palazzi storici, arrivando al papireto della Fonte Aretusa, che delimita la terraferma dall’area marina protetta del Plemmirio.

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Ortygia ammalia e regala silenzi e voci colorate, luci calde di tramonti infiniti, di mezzogiorni abbaglianti e dimensioni temporali ovattate, ipnotizza con i riflessi del mare ad ogni orizzonte, brilla di cromie indelebili e trasmette il desiderio di restare.

O di tornare presto.

Warhol è Noto, il barocco immaginario

L’iconografia di Warhol irrompe a tinte fluorescenti sul mercato degli anni Cinquanta, tra i plissé del consumismo e la serialità. Una riproducibilità che non svilisce il senso artistico, Warhol intercetta e addomestica il bombardamento pubblicitario facendone personale strumento di comunicazione.
Sancisce attraverso la Pop Art che non è l’originalità di un soggetto inedito a dare valore all’opera, ma la tecnica d’esecuzione, elevata all’infinito ossessivo della riproducibilità.

Il barocco di Noto si colora del concetto democratico della stampa in serie, espressione  pop up dell’era degli elettrodomestici, dei cibi in scatola e delle serigrafie, che arrivano a sintetizzano in poster i dipinti di Leonardo, Botticelli o Raffaello.Un’esposizione che è il negativo dei protagonisti dell’epoca. Warhol detronizza icone ideologiche e divi del rock e di Hollywood, assimilandoli a dollari e lattine di zuppa.

Fa proprie tematiche sociali e nichilistiche, delinea in una composizione di pixel una raggelante sedia elettrica, dimostrando che è l’insieme a rendere l’aura efficace, dandole senso.
Allo stesso modo un’angosciante rappresentazione viene frantumata, azzerandone la connotazione negativa.

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Il colore saturo e massivo di fiori rappresentati annulla ogni prospettiva, macchie stilizzate che valorizzando l’impatto visivo e comunicativo delle tinte.
Una superficialità solo formale, è in realtà diluizione del mito, è irriverente critica al conformismo, è il suggerimento manifesto di dominare gli eventi con senso critico e accesa personalità.


Warhol è Noto, il barocco immaginario

7 maggio- 28 agosto 2016

Ex Convitto Ragusa
corso Vittorio Emanuele, 91
Noto, SR

L’assoluto della luce, a Lisbona.

Se arrivi dalla Sicilia credi di conoscere ogni abbacinante e caleidoscopio riflesso della luce, ma di certo non il bianco assoluto di Lisbona.
Una purezza d’intensità totalizzante, che si rifrange nei vicoli, nelle piazze imperiali e sulle acque adamantine del fiumeoceano Tejo, sfondo ipnotico di ogni bairro.

Tante trame in divenire, una costellazione di gru che segnalano un costante moto di riqualificazione: dalla casba candida di Alfama ai quartieri del Chiado e Bairro Alto, fino alla valorizzazione degli spazi EXPO ’98 con le manifeste infrastrutture di Santiago Calatrava e le moderne “caravelle” residenziali.

Perditi nella percezione dell’identità culturale, Lisbona sa affascinare con la dolcezza del gotico di Belém e con le tracce sovraesposte dei graffiti di street art, ricerca la matrice araba nelle architetture e nella fragranza di zagara che sa stordire a primavera.

L’apertura al nuovo, a mondi lontani, oggi come al tempo coloniale, restando distanti dalla globalizzazione.

Lisbona, oggi. Magnetica ed ammaliante.