Le FRAGOLE come alimento funzionale!

Irresistibilmente profumate e succose, le fragole irradiano di passionalità ed allegria i banchi di frutta di stagione. Il clima mite primaverile ne permette la coltivazione in pieno campo, a vantaggio delle qualità organolettiche; ma prima di acquistare le fragole è importante accertarsi che si tratti di prodotti biologici, essendo tra i frutti maggiormente contaminati da pesticidi ed ormoni.

Le fragole sono state classificate tra le fonti alimentari più ricche di polifenoli e considerate alimento funzionale per l’attività antiossidante.
La ricerca epidemiologica è sempre focalizzata sui benefici per la salute che si evidenziano da uno stile alimentare incentrato sugli alimenti funzionali e studia la loro attività nella prevenzione e nel supporto terapeutico di molte patologie di rilevante incidenza.

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Le fragole hanno evidenziato attività sperimentali nella promozione del benessere e contro le patologie degenerative, scopriamo quali:

un aiuto per il metabolismo
I polifenoli di fragole e frutti di bosco aumentano la sensibilità all’insulina in soggetti sovrappeso e obesi non diabetici. Consumare questi frutti a fine pasto può essere utile per evitare i picchi glicemici postprandiali.

preziose per contrastare le affezioni croniche
L’acido ellagico è un antiossidante naturale di tipo fenolico – di cui sono ricchi anche la melagrana, gli altri frutti di bosco, i frutti gialli, le noci e il vino – la sua attività antiradicalica trova molte applicazioni nella ricerca dei suoi potenziali ed effettivi usi clinici, anche in associazione terapeutica nell’artrite reumatoide.

utili al sistema cardiovascolare
La sinergia degli antiossidanti contenuti nelle fragole – acido ascorbico, antocianosidi, quercetina, catechine, acido ellagico – inibisce l’incidenza di ipertensione e dei marker infiammatori come la sieroproteina C-reattiva.
Studi alimentari monitorati hanno attribuito alle fragole anche la diminuzione dell’iperlipidemia postprandiale in soggetti con fattori di rischio cardiovascolare.

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È stato evidenziato uno stimolo diretto dell’attività enzimatica che modula il tono dei vasi sanguigni (eNOS) e nella regolazione della risposta immunitaria, inibendo l’attività del sistema trascrizione NF-kB.
Un’alimentazione ricca di frutta e verdura di stagione e il suo alto titolo di antiossidanti, è correlata alla diminuzione del rischio cardiovascolare, tramite la prevenzione dell’ossidazione del colesterolo LDL, un’aumentata elasticità endoteliale vascolare e una maggiore azione antiaggregante piastrinica.

vitamina C
Sei fragole contengono la stessa percentuale di vitamina C di un’arancia!

anticellulite
Potassio, flavonoidi, vitamina C e l’elevatissimo contenuto d’acqua hanno azione drenante e antiossidante. Le fragole sono frutti ipocalorici e ricchi di elementi utili al microcircolo capillare e alla circolazione linfatica.

ferro, acido folico, vitamine B, calcio e fosforo
Minerali e vitamine essenziali per l’omeostasi ossea e per l’ossigenazione, favoriscono la concentrazione e lo sprint energetico durante la crescita e a tutte le età.

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antinfiammatorie
Studi sperimentali su estratti di fragola hanno evidenziato l’inibizione gli enzimi COX in vitro, quindi una modulazione della risposta infiammatoria.
Dati scientifici hanno dimostrato l’attività antitumorale degli antiossidanti contenuti nelle fragole, e nell’ambito della ricerca su modelli animali, hanno indicato che le diete ricche di fragole possono anche avere il potenziale di promuovere la plasticità sinaptica del sistema nervoso e della memoria, attività sempre mediata da NF-kB.

le hai mai provate con la bufala?!
Le fragole possono essere l’ingrediente accattivante per una Caprese alternativa o un Gazpacho più intrigante, le fragole sono ideali da abbinare anche al pesce azzurro e ai crostacei, oltre a valorizzarne il gusto, l’abbinamento favorisce anche l’assimilazione del ferro contenuto negli alimenti.

I consigli alimentari e di nutraceutica non sostituiscono il parere medico.

le virtù dei CAVOLI, il decalogo nutraceutico di stagione

Non solo broccoli e cavolfiori, la biodiversità della famiglia delle Brassicaceae mediterranee abbraccia anche ravanelli, rucola e le innumerevoli specie di cavoli, cavoletti, cavoli rapa&co. che vengono distinte in base al colore delle foglie e dei fiori e per la sezione della pianta utilizzata: germogli, foglie, fusto, radice o infiorescenza immatura.
Verza, cime di rapa, cavolo romanesco, cavoletti di Bruxelles, cavolo a punta, pak-choi, broccoletti verdi siciliani, cavolo trunzo di Aci, hanno in comune le straordinarie attività antiossidanti, antinfiammatorie, detox, antietà, e sono utili nella prevenzione delle patologie cardiovascolari e degenerative.

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come preservarne le caratteristiche nutrizionali
I cavoli andrebbero cotti in padella, al forno o al vapore per limitare la perdita di minerali e antiossidanti.
La cottura in acqua disperde fino al 70% degli antiossidanti polifenolici, al vapore non si perde più del 20% di elementi nutraceutici. È importante suddividere i cavoli in piccole cimette o pezzetti, per velocizzare i tempi di cottura ed impedire la formazione dei composti solforati responsabili dei cattivi odori in fase di preparazione.

per stare in forma
Grazie al contenuto di fibre i cavoli danno rapidamente un senso di sazietà e sono utili per limitare i picchi glicemici dopo i pasti.
Sono ortaggi ricchi di calcio e ferro, che risultano però poco assimilabili a causa delle fibre e degli ossalati contenuti.
La ricchezza di composti fenolici di questi ortaggi si somma al loro contenuto di isotiocianati, indolo-3-carbinolo, selenio, vitamina C, vitamina E e pro-vitamina A, facendone alimenti funzionali che hanno azione antiossidante, antitumorale e antinfiammatoria.
I cavoli contrastano la ritenzione idrica grazie al potassio che ha attività diuretica. Le vitamine B, il magnesio e i fitoestrogeni possono fungere da coadiuvanti nella sintomatologia della menopausa.

antinfluenzali
Consumare cavoli inibisce la replicazione dei virus influenzali: più porzioni a settimana sono utili a fare il pieno di antiossidanti ed antinfiammatori naturali.

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la vitamina C contenuta si perde in cottura
Eccezion fatta per la rucola e il cavolo riccio che si consumano crudi in insalata, la perdita di vitamina C contenuta nei cavoli durante la cottura può arrivare all’80%. Oltre al tempo di cottura, bisogna considerare che il contenuto di questa vitamina inizia a decadere a partire dalla raccolta dell’ortaggio; è quindi importante non conservare i cavoli troppo a lungo prima di consumarli.

kale, non solo trendy food
Il cavolo riccio o kale – Brassica oleracea var. acephala – ha azione ipoglicemizzante: una singola dose di 14 g al pasto è capace di indurre un abbassamento del glucosio ematico postprandiale.

proteine vegetali
Cavolfiori e broccoli sono costituiti da oltre il 90% di acqua, ma 100 g contengono 2-3,5 g di proteine, pochissime calorie e fibre, caratteristica che ne aumenta il valore nutrizionale.

proteggono le articolazioni e la vista
Broccoli e cavoli rallentano la degenerazione della cartilagine dovuta alle infiammazioni delle articolazioni, prevengono le patologie degenerative e oculari senili.

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amici del sistema cardiovascolare
Numerosi studi evidenziano il ruolo del sulforafano nel salvaguardare arterie e cuore da patologie ischemiche e dallo stress endoteliale: inibendo i radicali liberi, contrasta la formazione di placche aterosclerotiche e l’ipertensione arteriosa.

Sulforafano nelle patologie metaboliche e come antitumorale
L’attività antiossidante del sulforafano contenuto nelle Brassicaceae, contrasta la glicazione dell’emoglobina e le complicanze vascolari del diabete.
Il sulforafano stimola anche l’attività di difesa cellulare della proteina Nrf2, proteina che promuove il sistema endogeno di difesa cellulare, limitando i danni ossidativi all’origine delle neoplasie.

avvertenze
Gli ortaggi della famiglia delle Brassicaceae contengono salicilati, e la vitamina K di cui sono fonte, se si consumano spesso e in quantità, potrebbe interagire con l’azione degli anticoagulanti.
La fermentazione intestinale di questi alimenti può essere meglio controllata associando il loro consumo allo yogurt o ad altri probiotici.

I consigli alimentari e di nutraceutica non sostituiscono il parere medico.

L’oro dell’Etna, l’Olio EVO Grottafumata.

Olio extravergine di olive Nocellara Etnea biologico, coltivato sul versante nord del vulcano, nel territorio di Randazzo, Catania.
Grottafumata è la contrada che identifica l’eden incontaminato dell’uliveto e olio dal carisma seducente e dalla personalità unica, espressione del suolo ricco di potassio e sodio, che si avvantaggia della rugiada dei prati spontanei – habitat di lucertole e coccinelle a cui è delegato il controllo delle eventuali parassitosi – e dalla vicinanza a corsi d’acqua.

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Riflessi oro cangianti si perdono nel cremoso spessore verde citrino.
Si scalda in fretta la delicata fragranza erbacea, svelando la volatile percezione della buccia delle piccole mele dell’Etna.
L’elegante impronta dei polifenoli si sussegue alla caratterizzante salinità: l’effimera profondità amara anticipa un retrogusto speziato più che piccante, come un masala che si perde nella dolcezza delle noci di macadamia.

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Ideale sul pesce di scoglio e sui molluschi, sui primi mediterranei, per le insalate eoliane, i legumi di Ustica, le patate al vapore e gli ortaggi estivi. Prezioso per emulsionare le ganache di cioccolato e negli impasti soffici da colazione.

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Ulivi quarantennali, ma il 2015 segna il primo anno di commercializzazione.
Flaconi in latta di diversi volumi sono stati scelti per schermare totalmente le fonti di ossidazione luminosa. L’evocativa etichetta illustra l’incantevole fiaba di Grottafumata, ormai prossima a narrare l’ultimo atteso raccolto.

Azienda Agricola Grottafumatadi Mauro Cutuli

+393288226100 – +393803022789

Info@oliogrottafumata.it

le virtù della MANDORLA, il decalogo nutraceutico di stagione.

La coltivazione del mandorlo si diffuse dall’Asia nel Mediterraneo grazie ai Fenici, oggi sono più di quattrocento le cultivar diffuse solo in Sicilia.

La mandorla dolce trova impiego soprattutto in pasticceria, ma è un prezioso alleato di benessere e può essere considerata un vero integratore alimentare naturale, scopriamone insieme le caratteristiche:

calcio, magnesio e ferro
La ricchezza di nutrienti fa considerare il latte di mandorla una bevanda alternativa al latte animale. Sebbene sia un alimento dall’alto contenuto proteico, la presenza di acido fitico, dei suoi derivati e delle fibre, rende i sali minerali vegetali poco assimilabili.
Le mandorle non sono fonti alimentari d’elezione di calcio e ferro, che risultano maggiormente biodisponibili se assunti tramite alimenti animali.
Il magnesio è un minerale molto utile per tenere sotto controllo lo stress, l’insonnia e la sindrome pre-mestruale, regola la contrattilità muscolare e la resistenza ossea

vitamine ed oligoelementi essenziali: zinco, selenio e rame
I semi oleosi contrastano l’invecchiamento cellulare, sono integratori di cofattori energetici e modulatori del sistema immunitario.
Il consumo di frutta secca oleosa può essere utile nei cambi di stagione anche per rinforzare unghie e capelli.
Le mandorle sono fonte di acido folico, indispensabile soprattutto in gravidanza.

proteine vegetali
100 g di mandorle contengono 22 g di proteine, consumare pochi semi prima o dopo lo sport nutre senza introdurre colesterolo degli alimenti animali.

antiossidanti
Gli acidi grassi essenziali e le vitamine liposolubili rendono la frutta secca oleosa un integratore naturale utile nella prevenzione delle patologie degenerative, migliorando i parametri dell’infiammazione e il profilo lipidico ematico.
In particolare l’acido linoleico e la vitamina E salvaguardano il sistema cardiocircolatorio, nervoso e le membrane cellulari.

alto potere saziante, grazie al contenuto di fibre
Le fibre contenute nelle mandorle evitano i picchi glicemici, rendono meno assorbibili zuccheri e lipidi alimentari, regolano la motilità intestinale e incrementano l’attività della flora batterica.

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ideali come snack energizzante e spezzafame
Sette-dieci semi sono la dose ideale per un salutare spuntino, vanno scelti semi non salati, integrali e preferibilmente non tostati.
Consumare alimenti ricchi di amminoacidi, acidi grassi essenziali, antiossidanti, vitamine, minerali e fibre ha un effetto diretto sul benessere e sulla prevenzione delle patologie degenerative.

il raro miele di mandorlo
Un miele invernale, data la fioritura degli alberi che anticipa la primavera. Il miele di mandorlo sorprende per la profondità del gusto e il sentore amaro che si attenua con la cottura.

alimento senza glutine
La farina di mandorle, miscelata alla farina di riso o ad amidi come la fecola di patate o la maizena, può sostituire la farina di frumento nella preparazione dei dolci. Non solo per i celiaci, ma anche per arricchire nutrizionalmente le preparazioni.

l’olio di mandorle: prezioso in cucina e alleato di bellezza
Un olio vegetale indicato anche per le cotture, dato l’alto punto di fumo, può sostituire il burro nei dolci da forno, e data la delicatezza del gusto, può essere impiegato nelle emulsioni come la maionese.
L’olio di mandorle è dermoaffine, viene assorbito con facilità dall’epidermide, ha azione lenitiva e dona elasticità alla pelle.

controindicazioni
La frutta secca è un alimento allergizzante. Dato l’elevato contenuto calorico – 100 g di mandorle apportano 603 kcal – e la ricchezza di grassi, va consumata in piccole quantità. Anche chi soffre di gastrite ed iperuricemia deve moderarne l’utilizzo.
La mandorla amara, come tutti i semi dei frutti appartenenti alle Rosaceae, contiene amigdalina, un glucoside che viene metabolizzato dando origine ad un sale di cianuro tossico.

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Al momento dell’acquisto va attentamente controllata la provenienza: le mandorle possono essere contaminate da aflatossine cancerogene, è preferibile scegliere prodotti nazionali, Puglia e Sicilia sono le maggiori regioni produttrici. Le mandorle sgusciate si conservano sei mesi sottovuoto, oppure in un contenitore di vetro ermetico in frigo.

I consigli alimentari e di nutraceutica non sostituiscono il parere medico.

Le virtù del POMODORO, il decalogo nutraceutico di stagione.

Dal rosso più profondo ed intenso alla solarità del giallo, arrivando alle sfumature più scure che ne rivelano la ricchezza di antocianosidi, il pomodoro è una bacca che matura in estate e condensa gusto, versatilità in cucina e straordinarie proprietà nutraceutiche:

vitamina C
I pomodori maturi sono ricchissimi di vitamina C, indispensabile come antiossidante e nella sintesi del collagene che mantiene elastici i tessuti. Favorisce l’assorbimento del ferro alimentare ed ha un ruolo nella coagulazione, inoltre inibisce la fragilità capillare.

diuretico
Il potassio e l’alto apporto di acqua contrastano la ritenzione idrica e l’ipertensione, stimolano il microcircolo ed inibiscono l’accumulo linfatico di tossine. Il pomodoro è povero di sodio e grazie all’intensità del suo sapore non richiede un eccesso di condimenti.

ipocalorico
Il pomodoro è un alimento reidratante e rimineralizzante, è composto da acqua per il 94% e apporta solo 18 kcal per 100 g. Ha un alto potere saziante grazie alla cellulosa contenuta nella fibra della buccia.

il licopene, una risorsa contro colesterolo e ipertensione
Il pomodoro è ricco di carotenoidi antiossidanti, in particolare di licopene, contenuto nella polpa ma soprattutto nella buccia che non va scartata!
Utile nel combattere lo stress ossidativo e i processi infiammatori che determinano l’aterosclerosi e le disfunzioni vascolari.
L’azione antiossidante inibisce la lipoperossidazione dei lipidi plasmatici, l’assunzione giornaliera di 25 mg di licopene ha un significativo effetto sulla diminuzione dei livelli di colesterolo LDL e della pressione arteriosa.

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crudo&cotto
La vitamina C è termolabile, mentre il licopene risulta più assimilabile mangiando il pomodoro cotto, con la buccia e condito con olio extravergine d’oliva, ricco di acidi grassi insaturi e vitamina E. È utile quindi consumare pomodori sia crudi che cotti.

fa dimagrire!
Il pomodoro stimola la sintesi di carnitina, trasportatore degli acidi grassi, che vengono ossidati per trasformare i lipidi in energia.
È anche un blando lassativo, grazie al contenuto di acidi organici e fibre che stimolano la peristalsi.
L’acido alfa-lipoico (ALA) contenuto nei pomodori è utile nell’incremento metabolico, protegge dalle neuropatie e favorisce il corretto funzionamento del fegato.

protegge la vista
Il pomodoro è ricco di luteina e beta-carotene –precursore della vitamina A necessaria ai fotorecettori della macula– di polifenoli, flavonoidi e antiossidanti come il licopene che protegge la retina dai danni ossidativi.

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osteoporosi in menopausa
Il pomodoro contiene calcio e bastano 15 mg giornalieri di licopene per ridurre i livelli urinari di N-telopeptide, marker di demineralizzazione ossea.

zinco, selenio, solfuri e rame
Oligoelementi che contrastano la degenerazione senile, insieme alle vitamine B contenute nel pomodoro promuovono il mantenimento dell’elasticità delle cartilagini e rinforzano unghie e capelli.

controindicazioni
I pomodori acerbi contengono solanina e non andrebbero consumati in quantità, non sono indicati per chi è allergico al nichel, per gli intolleranti all’istamina e per chi soffre di iperacidità gastrica e colite. I pomodori contengono ossalati, vanno consumati con moderazione in caso di calcolosi renale.

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I consigli alimentari e di nutraceutica non sostituiscono il parere medico.