Il fenomenale talento dello chef JOSEPH MICIELI: Scjàbica Cuoco Pescatore

Arrivi a Punta Secca col mare che ti accompagna lungo gli ultimi km che ti separano dall’atmosfera onirica, di una Cittadina che oggi è apprezzata soprattutto per la straordinaria e travolgente proposta enogastronomica dello chef Joseph Micieli.

Istinto, desiderio, immediatezza… grande ricerca e selezione di materia prima locale, dal fascino così travolgente che mi fa scattare costantemente una molla. I piatti migliori sono stati creati di getto, qualcuno è nato perché l’ho dedicato.

Brillante attitudine a stupire sempre l’ospite, attraverso una creatività che è emblema di magistrale tecnica, sfavillante estro compositivo e perpetua ricerca degli ingredienti d’eccellenza, che sanno raccontare il territorio ibleo ma seducono attraverso intriganti ispirazioni senza limiti e confini.

Lo chef Joseph Micieli sceglie le cultivar olearie e le farine autoctone molite a pietra più espressive, per i pani gioiello a lievitazione naturale dalla fragranza conturbante, e per la pasta fresca di trafila propria. Cura e dedizione che si percepiscono nettamente all’assaggio, donando l’anima autentica di un eden racchiuso tra monti e mare.

 

 

La carta dei vini ammalia per l’esclusiva antologia dei microcosmi enologici siciliani e per i ricercati Riesling e Champagne, senza tralasciare l’Alsazia, la Loira e la Borgogna. Carismatica la sezione TRIPLE A, ideale per seguire i percorsi artistici dello Chef, ispirati dal pescato di giornata e dalla ricercatezza delle materie prime iblee.

 

Una nuvola di pan brioche porta in trionfo l’idillio di sarda affumicata e maionese di capperi, un assaggio indelebile che svela un caleidoscopio di sensorialità cosmopolite.

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Arriva sfrigolante, ed anticipata dalla passionale nota affumicata del pimenton, voluttuosa ed irresistibile nell’abbinamento alla crema di carota speziata, la crocchetta di ricotta. Un sussurro mistico dell’entroterra, vivacizzato dalla clorofillica freschezza dei germogli di piselli.

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Ogni crostaceo preserva intatta la sua verve, in una tartare che esprime la quintessenza mediterranea e la conturbante polifonia del gazpacho.

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Trame sorprendenti al palato che si amplificano in contrasti audaci: nivea e cremosa ricotta a prolungare le identitarie percezioni di suprema estasi.

 

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La Milanese di Triglia rivela l’inarrivabile padronanza tecnica dello Chef nel saper valorizzare la trama unica dei filetti di pesce, che nella frittura trovano sublime consacrazione. Eterea e caratterizzante all’unisono, la panure aurea e croccante, lascia con la sua leggerezza nitidi i mille sapori della triglia: dolce e iodica, fugace e lussuriosa. La struttura tridimensionale della salsa ketchup maison amplifica l’esperienza, attraverso la vibrante concentrazione degli ortaggi, in un agrodolce da godere fino all’ultimo sospiro.

 

 

L’ArancinO d’A-Mare dello Chef ha un’anima fondente di provola ragusana, gambero rosso e cozze, nell’abbraccio del riso mantecato in bisque di crostacei. Panatura fragrante e la mineralità della salsa alle erbette spontanee completano l’alchimia di perfezione.

 

 

La raffinatezza delle fettuccine tirate ad arte dallo Chef incontra l’eloquenza della lampuga accarezzata dai fuochi, le acciughe del Cantabrico come accento umami, che si specchia nel pesto etereo di finocchietto selvatico. Un primo piatto che danza oltre i vertici della più sofisticata leggerezza, per amplificare l’essenza degli ingredienti.

 

 

L’eleganza esperidata del limone candito a dare brio ai monumentali Paccheri della domenica: l’opulenza del ragù di ricciola e voluttuosa fonduta di caprino, diventano complici e mai antagonisti, nell’estrema espressività di un signature dish trionfale.

In sala ammirando la spettacolare cucina a vista e nello scenografico dehors, è possibile godere della travolgente esperienza enogastronomica di Scjàbica Cuoco Pescatore, a pranzo e a cena, sul mare e in riva all’estasi sensoriale di un’estate che a queste latitudini non sa finire.

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Il servizio di sala affidato alla professionalità di Alessio Micieli e Salvatore Abate sa intrattenere con dedizione, discrezione ad ammirevole eloquenza tecnica.

La brigata di cucina si avvale anche della preziosa bravura di Agata Rizza e Peppe Bellina, virtuosi e giovanissimi Collaboratori dello Chef Joseph Micieli.

Il Ristorante Scjàbica Cuoco Pescatore a Punta Secca è una meta imprescindibile di Sicilia, 365 giorni l’anno.

 

Ristorante Scjàbica Cuoco Pescatore 

Lungomare Amerigo Vespucci

97017 Punta Secca (RG)

T. +39­ 0932­ 1836006­

info@josephmicieli.it

http://www.josephmicieli.it

chiuso il mercoledì

Il paradigma del sublime: il nuovo menù dello Chef ROBERTO TORO al Belmond Grand Hotel Timeo

Sogni la tua prossima incantevole esperienza leisure che possa conciliare arte, spiagge ancora assolate, boschi vulcanici, vigneti dalle nuances cangianti, cultura, gusto, luxury e panorami indimenticabili?

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Il Belmond Grand Hotel Timeo a Taormina è il fulcro di tutto ciò, è l’enclave dell’autentica ospitalità siciliana, di un lusso percepito come sublime ed affettuosa accoglienza, di sorrisi che dipingono la gioia e l’attenzione più esclusiva all’Ospite.

Taormina è storicamente la meta ideale del turismo destagionalizzato, ottieni ispirazione da un viaggio che illustra l’eclettismo più audace e travolgente dell’Executive Chef Roberto Toro, supremo interprete dell’eccellenza degli ingredienti del territorio dell’Etna e magistrale esegeta della letteratura del gusto internazionale, che soddisfa i palati più esigenti con brio, sorprendente personalità e sempre raffinatissima armonia.

Il dialogo forse più noto e citato di Platone è il Timeo. Platone ricerca la risoluzione della nemesi tra la cosmologia delle IDEE ed il pragmatismo delle cose, degli INGREDIENTI nel nostro caso. Entra in scena l’arte del demiurgo, artigiano che ha l’abilità di dare forma alla materia ad immagine e somiglianza delle idee.

Così l’Executive Chef Roberto Toro capta i paradigmi supremi della sensorialità e ne fa assaggi di indelebile delizia ed ispirata personalità.

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L’autunno si esprime nella crema di cachi, ostrica e noci pecan sorprendendo il palato attraverso gli equilibri multipli della quintessenza sensuale del mare che si specchia nella fruttata dolcezza, per ritrovare la spinta iodica delle alghe e il reset tannico delle noci, in un’opera di assoluto lirismo.

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L’oriente e l’alta scuola francese incontrano l’Etna, in una composizione di tantrica lussuria: il dashi come liaison umami che sublima la scaloppa di foie gras e lo scampo imperiale in voluttuosa assonanza, bilanciati nell’opulenza dalla misticanza di senape selvatica del vulcano e chips di carciofo. Irresistibile passionalità che si amplifica ad ogni assaggio.

La guancia di vitello si fa estasi al cucchiaio, accarezzata dalla parmentier soffiata, brillante dell’emulsione clorofillica e minerale del sedano e dell’esclusività del più pregiato e carismatico dei tartufi.

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Ore di delicata cottura e sapienti tecniche esecutive accompagnano la pancetta di maialino Nero dei Nebrodi all’assaggio indelebile.

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Fondente e suadente, la struttura delle carni brilla della salsa di pere etnee a corollario, e della cipolla semi fermentata, vibrando delle spontanee di stagione a definire la circolarità dell’equilibrio.

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Un dessert che svela gli orizzonti infiniti anche della sublime pasticceria del Belmond Grand Hotel Timeo, affidata alla maestria cosmopolita del Pastry Chef Benedetto D’Angelo coadiuvato anche da Alessandra Bertola. Trame di cioccolato e noci si specchiano nei riflessi aurei e cremosi della mousse, in un rimando di sensorialità travolgenti della Pecan Pie.

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Brilla in sala l’eclettica e soave personalità della Sommelier Simona Di Goro, unica nel saper interpretare i desideri della clientela internazionale e degli ospiti esterni al Belmond Grand Hotel Timeo, che hanno il privilegio di gioire del servizi fine dining e bar della prestigiosa struttura.

Simona Di Goro sa affascinare con proposte carismatiche che attingono da una selezione enciclopedica di etichette di vini, che spaziano dalle contrade etnee alle magnum nazionali e francesi d’elezione, senza tralasciare le numerose unicità di Artisti Viticoltori.

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Belmond Grand Hotel Timeo

Via Teatro Greco 59, 98039 Taormina (ME), Sicilia, Italia

Telefono: +39 0942 6270 200

reservations.ght@belmond.com

Il nuovo menù d’autunno: TAVERNA MIGLIORE, Modica.

Le suggestioni iblee d’autunno e l’inevasa lungimiranza amplificano le ispirazioni creative dello Chef Lorenzo Ruta, orizzonti dalle tessiture studiate ed innovative animano il menù, attraverso le nuances più audaci e nitide delle erbe spontanee dell’orto, dei frutti tardivi dell’Etna, delle carni e del pescato rivisti sotto la lente delle più donanti alchimie di gusto, grazie a magistrali tecniche esecutive ed estro compositivo.

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Ludico e polifonico, il benvenuto a Taverna Migliore, ha i palpiti piemontesi della tartare di manzo e della robiola di capra, celata nell’allusiva morfologia della gelatina di Ciliegino, la vellutata fragranza del finocchietto selvatico e del tartufo di Palazzolo Acreide del bon bon di gambero rosso, la tridimensionalità dei fritti e la friabilità delle sfoglie al burro che impreziosiscono i pani.

La terrina di maiale nobilita un taglio di grande valore espressivo e di carisma umorale, grazie alla fragrante caramellizzazione di superficie: un cubo di testina, che si verticalizza nella brunoise di meline selvatiche etnee e pesche di Leonforte, irradiato dalla misticanza dell’orto, folgorante nell’essenza delle donanti foglie di pepe di Sichuan.

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L’eloquenza degli ingredienti selezionati dallo Chef Lorenzo Ruta, narra con stile la sacralità dello Spaghetto al Pomodoro, trafilato del miglior pastificio artigianale-agricolo-artistico italiano, l’unico in mezzo ad un campo di grano, e dei pomodori di Pachino, irradiati dal sole più intenso d’Europa. Così nasce un’ode all’Italia, liturgia di una polpa di pomodoro che è controcanto della trama al dente filosofico della pasta.

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Sfoglia ricca di semola e tuorli, tirata ad arte e scrigno di ragù di nero di seppia, impreziosita dal carpaccio eclettico del mollusco e dall’epifania della salsa di mandorla, idilliaco compendio che si tatua tra i più suggestivi emblemi di raffinata passionalità.

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Intermezzi che sublimano la cultura gastronomica modicana: le scacce tradizionali, arancine al ragù e ricotta fritta, anticipano l’uovo poché  vibrante della doppia croccantezza.

 

Il baccalà d’autunno s’inebria di cavolfiore, noci e rapa rossa, tra voluttuosi mantecati al cipollotto verde ed il brio della chips della sua pelle.

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La lingua di vitello trova assonanza nella profondità del tartufo scorzone e gioiosa enfasi nell’aria di  bagnet verd.

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La riduzione di carruba ingolosisce il trionfale tiramisù alle meringhette al caffè, come un omaggio a Cédric Grolet, arrivano i fruttini di bavarese di pesca all’amaretto.

 

A Taverna Migliore, lasciarsi sedurre dalla personalità delle etichette che compongono la carta dei vini anima un’esperienza che collega gusto ed estetica, radici e contaminazioni culturali, armonie e dirompente talento.

Lo Chef Lorenzo Ruta, Alice e Valentina Migliore in sala, inaugurano la stagione con le più entusiasmanti pagine da scrivere, insieme a chi vuol godere della vivacità di una proposta enogastronomica che sorprende, sempre!

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Ristorante Taverna Migliore

via Modica Ispica 95 – Modica (RG)
Tel. +39 338 498 1656
tavernamigliore.info@gmail.com

 

Ristorante visitato ad ottobre 2018

Ristorante I PUPI, la teatralità del Gusto panormita

Quando i programmi della serata saltano, prendono spazio le opportunità, si sincronizzano tempo e luogo, ed alle venti di una sera di vibrante autunno palermitano mi son ritrovata ad ammirare ancora una volta, la carismatica carta delle vivande del RISTORANTE I PUPI, a Bagheria.

L’enciclopedia della letteratura del gusto panormita, la voce dei sapori codificati nella memoria familiare e nel trionfale ed evocativo fascino dei convivi gattopardiani, l’eco a tinte forti dello street food, le ispirate scene cinematografiche delle persiane siciliane, che scompongono la triglia tra le luci scenografiche della salse agrodolci e le ombre delle conturbanti trame dei filetti e delle chips di grano.

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Dichiarato amore per l’Arte che si apprezza nei dettagli di una mise en place di squisita eleganza: lino candido, luci puntuali, cristalli, sedute di comfort assoluto e le esposizioni di pittura d’avanguardia ad impreziosire le pareti ed a captare la nuova onda espressiva di Bagheria, città di liberi pensatori e fulcro d’intelligencija.

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In sala, la professionalità della Sommelier Valentina Purpura e del Personale di leggiadra classe e puntualità, sotto la direzione di Laura Codogno, premiata dalla corrente edizione della Guida dell’Espresso col riconoscimento Fattore Donna. Una sala al femminile, che accoglie e sa illustrare alla clientela internazionale l’enciclopedica e studiata proposta della Cantina, scrigno di unicità dei microcosmi siciliani ed internazionali, e che sa sedurre con la sfavillante selezione di Champagne e distillati.

 

La teatralità del benvenuto dello Chef Tony Lo Coco narra l’epopea delle panelle, delle arancine, del pesce azzurro di Aspra, dei cannoli petit four, dell’iris e del grano spezzato, che da una sponda all’altra del Mediterraneo veicola cultura ed integrazione.

Ogni assaggio brilla di accenti aromatici e di magistrale tecnica esecutiva, sorprendendo con la polifonia dei ricordi di viaggio e delle nuances esperidate dei giardini della Conca d’Oro.

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La supremazia dei pani, l’ambasciata dei grani autoctoni siciliani giunge a tavola fragrante ed espressiva, a donare la sensorialità di frutta a guscio, camomilla e ginestra, estati assolate e sapori indelebili ed identitari, che si svelano dall’assaggio dei grissini di oreficeria e dei lievitati di commovente perfezione, ingioiellati di sesamo e di un perlage che è espressione di lievito madre.

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Come fosse uno spaghetto alla chitarra, il tonno sorprende per l’inedita trama e la sensorialità che rivela ispirazione e magistrale padronanza tecnica, un assaggio che dona sinestesie orientali nel travolgente umami di bottarga e nel sofisticato accento esperidato della perla di yuzu.

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Seppia e ricci: quintessenza salmastra, umoralità domata da antitetiche trame e temperature, un bon bon sfrigolante ed uno shot gelato, trionfali sulle vertebre di pesce, idilliaci e funzionali compendi.

Tutto il carisma della Norma: melanzana, pomodoro e latticini mixati e solisti, ambasciatori di mediterranea eloquenza. 

 

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Tortelli che con eleganza e fragranze oniriche dei pomodori alla brace e delle chips di melanzana, verticalizzano la nuova edizione di un imprescindibile assaggio.

Il timballo di anelletti: l’emotività festiva, la convivialità, la sfavillante sintesi di una portata celebrativa che si ricompone attorno all’essenza di un formato di pasta simbolico.

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Come anelli di una spirale di passionalità senza fine, legati dal fondente formaggio e dal ragù di tonno, ingioiellati da una panure che racchiude l’essenza dei sapori contesi e desiderati.

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Omaggio a Don Ciccio: l’involtino alla brace è un viaggio nella cultura del ricreare, una prova di cucina molecolare ante litteram, che ricrea attraverso ingredienti “poveri”, l’ologramma della “sostanza”, in un ripieno screziato di pinoli, mollata e genialità, che si traduce in una pepita aurea, cesellata di briciole di pane soffiato e voluttuoso tartufo candito.

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I dessert dipingono la stagionalità sintetizzandone la caleidoscopica biodiversità, le conturbanti pesche di Leonforte in un sorbetto che respira la fragranza delle rose del cremoso allo zafferano e i fichidindia rossi, in crema gelata e gel a dare le emozioni di un’estate che a queste latitudini non sa finire.

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E nella destrutturazione del Buccellato, ritrovi il paradigma di un dolce iconico, comunicato nell’essenza degli aromi e degli ingredienti: sablée eterea e fragrante, scrigno di crema agli agrumi e gelato al buccellato, un dessert che negli anni ha affinato registro e forme, e che oggi ha ancora il carisma dell’epifania irresistibile della dolcezza.

 

Ristorante I Pupi

Via del Cavaliere, 59
90011 Bagheria (Palermo)
info@ipupiristorante.it

+39 091 902579

MANDARIN ORIENTAL Milan: luxury travel experience

Il Mandarin Oriental, Milan amplifica l’eleganza e l’inconfondibile ospitalità milanese coniugandole al ricercato design dell’iconico lusso orientale, nel cuore del quadrilatero della moda, a pochi passi dalla cultura dei musei di Brera, dal Teatro alla Scala e da via della Spiga.  Ospitato in quattro prestigiosi edifici del XVIII secolo, l’Hotel offre la combinazione perfetta per soggiorni di indimenticabile ospitalità.

le camere

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Mandarin Room è un concept di funzionalità, stile, comfort assoluto ed eleganza: camere da 45 m², luminose ed insonorizzate, dispongono di letti da sogno, arredi di design, angolo relax, scrivania-postazione studio con amplificazione Bose, smart TV, sofisticato angolo bar ed una sala da bagno in stile SPA, in marmo e dotata di ogni amenity.

la colazione

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La viennoiserie sublime firmata dallo Chef Nicola Di Lena, rende omaggio all’Alta Scuola Francese di tournage, sfoglie di rara fragranza, confetture e creme superbe ed estro compositivo.

 

Dolce e salato, attenzione alle esigenze salutistiche ed al gusto continentale, gluten free e selezioni di qualità ricercata per soddisfare ogni esigenza della raffinata clientela internazionale, per un risveglio da fiaba.

 

Mandarin Bar&Bistrot

Respiro internazionale in squisito ed eclettico stile Fornasetti e contaminazioni asiatiche. La scenografica centralità del bar dialoga con le sale polifunzionali che si prestano ai light lunch ed alle esigenze estemporanee della caffetteria o dell’aperitivo, che sconfina all’after dinner. Aperto sia agli ospiti dell’Hotel sia ai cultori della raffinatezza.

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La Cucina dello Chef Antonio Guida brilla d’intrigante estetica, che si coniuga alla ricercatezza dei sapori italiani. Dai Risotti alla Cotoletta, tributo alla letteratura del gusto meneghino, alle interpretazioni seducenti della cucina di pesce e dei classici della bistrònomie.

Il Mandarin Bar&Bistrot accoglie in atmosfere lounge e sofisticate, in tre ambienti diversi: il bar bistrot, la lounge interna ed il suggestivo dehors allestito presso la corte esterna, con salotti, tavoli e luci che creano la perfetta armonia.

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La proposta mixology accenta con carisma orientale i classici del bere miscelato, abbinandoli alla ricercatezza dei glass: opere d’arte che sublimano le creazioni dei Bartender.

il ristorante SETA, Chef Antonio Guida

Due stelle Michelin non bastano a narrare l’iridescente maestria che anima la creatività e l’espressività di Antonio Guida. L’imprinting mediterraneo in sinergia con il respiro orientale e la devozione alla stagionalità. Servizio di esemplare professionalità a cura di  Manuel Tempesta ed una enciclopedica carta dei vini che vanta più di mille etichette, tra selezioni regionali del Sommelier Andrea Loi ed introvabili Maison di Champagne.

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Cacciagione e tartufi pregiati animano il menù degustazione di ottobre, rallegrato dal brio di acidità ricercate, espressività aromatiche e trame conturbanti.

Esemplarità tecnica creativa, brio nel dipingere il lusso di sapori autentici e ricercati nell’esaltazione di contrasti donanti ed armonie multiple. Una proposta degustazione che sa entusiasmare per ritmo e nuances, sapori ed atmosfere che hanno idioma italiano ma sono anche ologrammi di tramonti sul Bosforo.

 

Sinfonie che seducono con assaggi sempre unici, che hanno cangianti e tratteggiati abbinamenti studiati per donare al palato sorpresa e desiderio.

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Aceto di lampone e formaggio vaccino Maccagno a dare enfasi ad una preparazione lombarda rimasterizzata nell’abbinamento a lisergici e geniali flash:

riso Carnaroli mantecato alla salvia, su crema di erbe fini e la fruttata passionalità dei frutti rossi più voluttuosi ed irretire il gusto e decretare l’assegnazione del titolo “Miglior Risotto 2019 per la Guida L’Espresso.

 

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In bilico tra suggestioni mediorientali ed estate mediterranea, la trama velo della sfoglia all’uovo fa da scrigno alla mousse di ceci, su specchio si salsa di pasta al pomodoro, melanzane e robiola, tra stimoli conturbanti ed eloquenza passionale.

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Narrare l’autunno attraverso la mineralità e più sfaccettata dolcezza del mare: la triglia cotta a bassa temperatura e la salsa di granchio, nell’abbinamento inedito all’umoralità delle conchiglie che si fanno convincente ragout e alla bieta zen.

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Trame di un sogno, iridescenza aromatica evocata dai sentori di zafferano che impreziosiscono la salsa montata al pistacchio, l’opulenza dei foie gras e la vivida freschezza acidula del rabarbaro, un signature dish di inarrivabile esecuzione.

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Menzione speciale per la selezione esclusiva dei burri Bordier: emblema francese di misticismo gourmand. Nelle varianti leggermente salato e alle alghe, sono empireo accompagnamento al pane e alle vivande.

 

I dessert e le infinite dolci attenzioni esprimono con raffinatezza, carisma ed eccelsa tecnica, stile leggiadro ed abilità interpretativa: dell’esotismo e del contemporaneo, della sperimentazione e della languida e lussuriosa pasticceria internazionale.

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ll Pastry Chef Nicola Di Lena è esegeta di somma perfezione, brillante nell’osare e ragionevole nelle edulcorazioni, irresistibile in ogni proposta creativa.

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Per info e prenotazioni

Mandarin Oriental Milan

 

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Struttura visitata ad ottobre 2018

#DoniamoAria Fundraising Dinner 2018: lo Chef GIUSEPPE RACITI interpreta il simbolismo della solidarietà

L’evento più atteso della stagione è ormai alle porte: il prossimo due ottobre, RADICEPURA a Giarre ospiterà Fundraising dinner 2018 – doniamo aria, un’edizione speciale che sarà celebrata all’insegna della solidarietà, della ricerca sulla fibrosi cistica della sostenibilità alimentare.

All’evento prenderà parte anche l’Executive Chef di ZASH Country Boutique Hotel, insignito del premio Miglior Chef under 30 2017 e finalista dell’ultima edizione del campionato mondiale di cucina Bocuse d’Or. Le composizioni creative dello chef Giuseppe Raciti nascono dalla sua abilità nel dipingere attraverso il gusto e dalla peculiare sensibilità nell’interpretare le stagioni, valorizzando il territorio dell’Etna.

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In occasione della cena del due ottobre, lo Chef Raciti darà anima all’uovo poché, impreziosendolo con accenti inediti e che evocano l’eleganza zen:

L’uovo dello chef Giuseppe Raciti sarà elaborato con eclettismo, sorprenderà il palato con la sublime verve delle more di gelso dell’Etna, inviterà ad indugiare con la passionalità della fonduta di formaggio e la tridimensionalità del biscotto salato ai pistacchi di Bronte.

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Già del mattino i lavori inizieranno presso la storica e suggestiva bottaia della cantina etnea Pietradolce, alla presenza di produttori, giornalisti, blogger si darà il via ad un convivio con gli chef sul tema:

’interpretare il cambiamento della cucina siciliana ed italiana nei prossimi anni”.

La conferenza sarà moderata dal giornalista Fabrizio Carrera, direttore di Cronache di Gusto. Un dibattito in merito all’offerta qualitativa dei prodotti dell’agroalimentare con uno specifico focus sul tema della sostenibilità: fare scelte etiche in cucina significa non solo porre attenzione alla provenienza dell’ingrediente, alla stagionalità, ma anche al modo in cui ogni prodotto viene successivamente trasformato e valorizzato.

Territorio, materie prime, non spreco e centralità dell’uomo: un paradigma attorno al quale alcuni degli interpreti più illuminati dell’alta ristorazione si stanno già muovendo. Cucinare consapevolmente significa rispettare le materie prime, valorizzandole in ogni fase, dalla produzione alla conservazione fino alla loro trasformazione finale, attraverso un metodo di cottura ideale che ne conservi gusto e proprietà. Significa minimizzare gli sprechi, sviluppando inventiva e creatività. La cottura è intesa come celebrazione di un ingrediente.

credit immagine di copertina RADICEPURA

Fundraising Dinner 2018: lo Chef PASQUALE CALIRI sempre in prima linea per la ricerca e la solidarietà

“Alici, carbone e cozze”

sarà il piatto solidale creato dallo chef Pasquale Caliri del Marina Del Nettuno di Messina per  il “Fundraising Dinner 2018 – doniamo aria” a sostegno della Lega per la Fibrosi Cistica.

La manifestazione rappresenta uno degli eventi di beneficienza più attesi dell’anno e di grande impatto mediatico e partecipativo.

L’evento vedrà insieme chef insigniti di stelle Michelin, pasticcieri, personaggi dello spettacolo, calciatori e magistrati: tutti insieme per un unico grande obiettivo: sostenere la ricerca contro la fibrosi cistica.

La manifestazione organizzata dallo chef Pietro D’Agostino si terrà il 2 ottobre nella location di Radicepura, a Giarre.

Il piatto ideato dallo chef Pasquale Caliri, valorizza il pescato sostenibile e ricco di proprietà organolettiche e nutraceutiche: alici m, cozze e il sentore affumicato dell’olio evo e l’accento cromatico del carbone vegetale.

Una creazione che rappresenta due ingredienti importanti per lo chef del Marina del Nettuno:

“Rappresentano l’emozione di un viaggio – racconta lo chef messinese – tra  Falcone dove mio nonno aveva uno stabilimento per la produzione di acciughe in scatola, e  le cozze tipiche di Ganzirri e della Città alla quale sono legato”

L’evento darà spazio alla convivialità ma anche alla ricerca:

interverranno il professor Giuseppe Magazzù, past president della Società Italiana per lo studio sulla Fibrosi Cistica (SIFC), la presidente del comitato della LIFC, Liliana Modica ed i componenti del consiglio direttivo, che insieme illustreranno i progetti di sviluppo della LIFC e l’importanza del sostegno alla ricerca.

La seconda parte della serata vedrà all’opera in coinvolgenti cooking show una molti chef sensibili alla tematica sociale.

Il Fundrising dinner promosso dall’imprenditore Claudio Miceli, quest’anno vede la direzione artistica di Gino Astorina.

Altra novità sarà l’insolita gara culinaria che metterà a confronto a calciatori e magistrati.

RADICEPURA

19 Via Fogazzaro

95014 Giarre

Biglietti eventbrite

Gourmet Expérience: le sinestesie dello Chef Carmelo Trentacosti che incontrano lo Champagne Steinbrück

Il valore umano, il carisma, l’estro compositivo, la detonante genialità, l’espressività artistica dell’Executive Chef del Grand Hotel Villa Igiea Palermo MGallery by Sofitel, Carmelo Trentacosti incantano ogni volta come fosse l’unica. Un sogno che si perpetua a Villa Igiea ogni sera, nelle sale e nei dehors del ristorante Cuvée du Jour, il diamante dello Chef, il fulcro della sua ricerca fine dining.

L’estetica del gusto, il ritmo della stagionalità, la seducente attitudine ad ammaliare i sensi attraverso l’epica dei sapori, delle trame, della letteratura del gusto siciliano filtrata dalla sensibilità dello Chef Trentacosti.

Martedì 25 settembre alle ore venti, presso il Grand Hotel Villa Igiea, andrà in scena un nuovo  percorso sensoriale inedito e travolgente, in collaborazione con la prestigiosa Maison  Steinbrück, alla presenza dell’Ambasciatore dello Champagne, il Barone Roberto Beneventano Della Corte.

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Il sontuoso menù ideato dallo Chef Carmelo Trentacosti per celebrare gli Champagne selezionati dalla Maison Steinbrück

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Aperitivo a passaggio

 

Cannolo croccante con mousse di caponata e mandorle

Gelato ai ricci di mare e cialdina di pane soffiata

Raviolo aperto di seppia con gambero rosso e caviale

Tocchetto di tonno pinna gialla con bottarga e cipolla rossa in agro

 

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Amouse bouche al tavolo

 

Finto baccello di piselli

 

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Antipasti

 

La nostra baby parmigiana

Filetto di sgombro in “insalata pantesca”

 

Primi

 

Raviolo fondente di sarde, finocchietto selvatico e crumble di pane di Tumminia

 

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Secondi

 

Triglia a beccafico, crudo di scampi e salicornia

Piccione in dolce cottura con purea di mela cotogna, pinoli e chinotto

 

Pre-dessert

 

Pera e rhum

 

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Dessert

 

“La mia Sicilia”

Bavarese al pistacchio, soffice di ricotta e cannella

 

Villa Igiea-27

 

Per info e prenotazioni:

tel. 091 6312111

 frontoffice-villaigiea@amthotels.it 

concierge-villaigiea@amthotels.it.

 

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Terrazza Costantino: talento e ricerca in ascesa

Dell’epopea di Agatocle e Dinocrate tra Caltavuturo e Scalfani, delle dominazioni arabe, normanne e aragonesi, a Terrazza Costantino resta l’enfasi, la passione ed il patrimonio culturale del gusto siciliano, che nei secoli ha saputo valorizzare le contaminazioni e gli ingredienti, ampliando orizzonti e sensorialità.

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Lo chef Giuseppe Costantino sceglie di mettere in luce ed investire in un territorio che è fulcro dei circuiti palermitani, ed ha saputo creare un polo di valorizzazione enogastronomica nel cuore del Parco delle Madonie. 

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Attorno al ristorante Terrazza Costantino ruotano cantine storiche ed in ascesa, produttori di unicità agroalimentari, selezionatori dell’espressiva biodiversità del territorio, ed inizia a fiorire a Scafani Bagni anche un indotto di piccola imprenditoria.

Basta lasciare l’autostrada A19 Palermo Catania a Tremozelli, e proseguire per una decina di km quasi fino a Caltavuturo, sarà divertente per chi ama la guida sportiva. Ancora otto km per Sclafani, attraverso paesaggi incontaminati, incontri bucolici e la piacevolezza di accarezzare il vento che sa di essenze officinali.

È il sorriso di Ilenia ad accoglierti ed a condurti nell’atmosfera che ti riporta ai salotti siciliani d’un tempo, impreziositi da ceramiche e vetrine che qui anticipano i distillati da fine pasto. Ricerca, sensibilità artistica e compositiva: lo chef Giuseppe Costantino espone brillante tecnica, incisività stilistica e devozione al cliente. Solo dodici i coperti, un atto di estrema cura ed attenzione per chi sceglie di lasciarsi ammaliare da uno dei due menù degustazione:

Madonie e Valle dell’Himera, terra e mare, in un angolo di Sicilia che ha boschi, granai, vigneti, orti e mare appena oltre l’orizzonte.

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La parmentier di benvenuto ha una trama eterea ed intersecata dalla verve della rucola selvatica, i pani in degustazione nascono da farine autoctone molite sartorialmente, per raccontare la dolcezza fruttata del grano Perciasacchi e la sua nuaces aurea.

La melanzana, in mousse e chips, dona carisma al cannolo: ricotta di capra e la quintessenza mediterranea del gazpacho “matarrocco” e del basilico. Compiuta sintesi d’estate.

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Il Sommacco siciliano – sumac – appartiene alla famiglia degli anacardi, specie diffuse in Asia arricchiscono i masala indiani e lo Chef ne esalta le proprietà antiossidanti ed ipoglicemizzanti nell’ideale abbinamento agli gnocchi al tartufo di stagione.

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Le carni ragusane brillano della loro carismatica qualità e grazie alle cotture magistrali, si specchiano nei donanti abbinamenti:

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peperoni e mousse di olive nere passuluna per il sublime pollo modicano e funghi di ferla – cardoncelli – per la scottona.

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Pesche e verbena a dare tridimensionalità al sorbetto al limone, etereo, esperidato e mantecato ad arte.

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La piccola pasticceria siciliana e la carta dei caffè mono-origine esprimono l’essenza dell’indimenticabile accoglienza a Terrazza Costantino, anche i piccoli frutti antichi donano la percezione della missione dello Chef: custodire ed essere interprete ed ambasciatore dei valori di Sicilia.

La carta dei vini valorizza il territorio, ma contempla una selezione nazionale ed internazionale. Ricarichi onesti e la possibilità di un percorso degustazione di quattro calici a venti euro.

I due menù degustazione proposti da sette portate ciascuno a trentasei euro.

Possibilità di pernottamento nella Suite.

 

Ristorante Terrazza Costantino

Chef Giuseppe Costantino


Rione Sant’Antonio, 24

Sclafani Bagni (PA)

mobile 339 1155915

La Fenice: a Ragusa la genialità dello chef Claudio Ruta

La teatralità compositiva, la dirompente ed eclettica padronanza scenica degli ingredienti, la lettura critica ed ispirata della territorialità e la ricerca introspettiva del patrimonio culturale ibleo, tratteggiano lo stile istrionico dello chef Claudio Ruta, anima, cuore e mente del Ristorante La Fenice, il fulcro gourmand di Villa Carlotta a Ragusa.

L’antropologia, la botanica, la chimica, la bromatologia, ma anche le arti pittoriche e della scultura permeano le alchimie sensoriali della filosofia culinaria dello Chef,  narrando padronanza tecnica e vivaci accenti di gusto.

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Luci puntuali e vetrate a tutta altezza enfatizzano i volumi della sala, che dialoga col parco dell’hotel e brilla di un Servizio di rara classe e professionalità.

La Cantina valorizzata dall’incisiva e carismatica lungimiranza del Prof. Fabio Gulino, si esprime attraverso il dialogo divulgativo dei Sommelier, ambasciatori delle esclusive referenze internazionali ed interpreti delle più audaci letture della Terra del Cerasuolo e dell’Etna all’orizzonte.

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La selezione dei pani arriva al palato come un dono votivo, ammalia per la percezione detonante dell’anima dei grani autoctoni e per la sperimentazione dei lievitati sfogliati all’argilla e per le chips seducenti di cuturro.

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Mare e giardini iblei si abbracciano nel crudo di pesce, una composizione che valorizza le allitterazioni minerali e fruttate, attraverso le trame inedite dei cladodi di fichidindia e del gelato alle ostriche.

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Il coniglio ammalia con la polifonia versatile della sua rilettura zen, celando un cuore di foie gras e perpetuando all’assaggio la genialità compositiva dello Chef.

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Il grano arso dona tridimensionalità ai fagottini che mettono in antitesi la dolcezza dei topinambur e la passionalità della mortadella di bufala iblea, in una composizione di livelli sensoriali dinamici ed accattivanti.

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Sicilia e Provenza dialogano tra dolcezze sussurrate e sospiri di lavanda, umoralità dei lamponi ed apologia iblea:

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lo zanfarro, dall’oblio alla consacrazione dell’Alta Pasticceria, in un’opera lirica sfrigolante di melanzane al cioccolato.

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La Fenice è convivio e sorprendente armonia di equilibri ricercati, luogo elettivo di chi ama confrontarsi con l’estetismo dei sapori identitari e con i viaggi di puro piacere.

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Grazie Fabio Gulino

 

 

 

Ristorante La Fenice

Via Gandhi, 3 – Ragusa
tel: 0932 604140
fax: +39 0932 643137

info@villacarlottahotel.com