Passione Champagne – Maison révolution da ZASH!

L’eleganza è farsi ricordare, l’eleganza è Zash!

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Un evento irripetibile, raffinato come i soavi perlage in degustazione, che è rimasto nel cuore come emblema d’idilliaca e stupefacente magnificenza. 

Una serata quella del venti luglio scorso, che ha accentato la convivialità con la sempre proverbiale accoglienza che definisce Zash, il country boutique hotel che è luogo di culto del turismo e dell’arte di vivere etnea.

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Coralità di stile, atmosfere oniriche, gusto, ospitalità ed il privilegio della lectio magistralis sugli Champagne, selezionati per l’occasione dai più carismatici rappresentanti del sapere, 

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i Baroni Beneventano della Corte, che da sempre divulgano i valori delle produzioni francesi e portano il loro know how a valorizzare le tenute dell’Etna.

Focalizzando l’attenzione su una figura imprescindibile, lo Chef de Cave, che ha il compito cruciale di valutare l’assemblaggio della cuvée magistrale, il fattore umano è stato il protagonista della serata, puntualizzando il ruolo di selezionatori, ricercatori e principalmente amatori, degli Artisti delle Maison che fanno  dello Champagne un vino simbolico ed ambito.

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“Lo Chef de Cave, quando immagina la sua cuvée, delinea i lineamenti come a dare espressività e carattere ad un volto: finezza ed eleganza con lo Chardonnay, struttura e corpo col Pinot Noir, l’età col Meunier; affidando alla piccola percentuale di Petit Messier,  Arbanne o Pinot Gris il compito di  donare tratti emozionali”

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Cinque Champagne diversissimi, una selezione accuratamente operata tra le rarità della Famiglia Beneventano della Corte, mettendo a confronto i millesimi più eloquenti e le Magnum iconiche di cessata produzione.

Un suggestivo aperitivo a bordo piscina, con l’enfasi del magnetismo del Vulcano ed il carisma del design studiato dagli Architetti Maugeri-Iraci, ad affascinare le seducenti prospettive finger food e l’accoglienza del Maître Giuseppe Romeo.

“Il primo Champagne che abbiamo bevuto è facile da bere, difficile da fare, cento vini su tre annate, sta all’abilità dello Chef de Cave combinare queste uve in modo da mantenere costante nel tempo e nello spazio il suo Champagne” introduce così il Barone Beneventano della Corte, lo Champagne in abbinamento alla Capasanta scottata al Caviale e spuma di patate.

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Lo Champagne Steinbrück si fregia di una decina di cuvée, che nascono da contatti selezionati ed affinità elettive fatte di amicizie e di sinergie, che rendono le selezioni aziendali opere artigianali di rara espressività.

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Il secondo Champagne Vieille France Cuvée Blanc de Blancs, capta l’iniziale curiosità per la bottiglia creata da Albert le Brun, tradizionalista champenoise, ideata per garantire un remuage rispettoso di un 100% Chardonnay di straordinaria eleganza: cinque anni sui lieviti che affinano stile ed indimenticabile classe.

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Astice, pesche, arance e maionese alla vaniglia Bourbon

Paul Louis Martin, Récoltant Manipulant, crea Cuvée Grand Cru Brut nv col 70% di Pinot Noir, struttura e forza in simbiosi col Carnaroli mantecato al rosmarino, crudo di gambero rosso, spuma di mozzarella ragusana e bottarga di tonno ideato dallo Chef Giuseppe Raciti.

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Il millesimo 2006 a marchio Steinbrück, Cuvé Les Etoiles de la Gastronomie Prestige, si esprime ancora eloquente e godibile ed invoglia a rivalutarlo negli anni avvenire, sofisticato come il tributo alla Cucina Classica dello Chef:

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Tonno alla Rossini, scaloppa di foie gras, jus di vitello e tartufo nero di Palazzolo Acreide.

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Alle Magnum di Vieille France Cuvée Brut Rosé da 60% Pinot Noir, il compito di congedare da una serata che ha sancito il ruolo eclettico e carismatico di Federica Eccel nel saper portare in scena l’Arte del sublime, ammaliando e stupendo sempre come fosse la prima volta.

ZASH 
chef Giuseppe Raciti

Strada Provinciale 2/I-II n.60
95018 Archi – Riposto (CT) – Sicilia

tel: +39 095 7828932
fax: +39 095 7781485
mobile: +39 3472765552
email: info@zash.it

Chef Pietro D’Agostino: anticipazioni Cibo Nostrum 2018

Archiviata con straordinaria partecipazione ed entusiasmo programmatico per il nuovo triennio, la seconda edizione della Gran Festa dell’Associazione Cuochi Etnei, ha portato sul palco dell’auditorium dell’Esperia Palace Hotel di Zafferana Etnea, la coralità di intenti nella valorizzazione del territorio attraverso il patrimonio culturale e la biodiversità dei prodotti enogastronomici dello Jonio e del Vulcano.

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L’evento è stato brillantemente condotto dal giornalista Antonio Iacona, sul palco si sono alternati il Presidente dell’Associazione Provinciale Cuochi Etnei, lo chef Seby Sorbello, il Segretario Prof. Vincenzo Mannino  e numerosi rappresentanti del Direttivo dell’Associazione e Soci.

L’Associazione propone formazione continua, grazie ad Executive Chef affermati a livello nazionale ed internazionale, e promuove manifestazioni enogastronomiche che mirino alla divulgazione della cultura alimentare e alla formazione degli studenti, secondo i programmi della Federazione Italiana Cuochi.

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Una giornata celebrativa e di aggregazione, attorno alla presentazione dei prodotti etnei che si sono affermati nell’Alta Cucina come i fiori eduli: non solo compendio estetico,   vengono infatti sempre più spesso utilizzati dagli chef per arricchire i piatti di antiossidanti, con particolare attenzione al benessere a tavola.

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A sorpresa, lo chef Pietro D’Agostino, ha annunciato in anteprima un’importante patrocinio all’imminente evento etneo Cibo Nostrum 2018. 

La grande festa della Cucina Italiana ospiterà anche il musicista Roy Paci e la sua band, per lanciare un incisivo messaggio contro il cyberbullismo. Parte del ricavato dell’edizione 2018 verrà devoluto alla ricerca: sia alla Fondazione Limpe che sperimenta nuove strategie di cura della malattia di Parkinson, sia al Moige in favore della campagna di sensibilizzazione contro le nuove forme di violenza digitale.

Cibo Nostrum 2018 arriva alla sua settima edizione con numeri da capogiro: più di mille gli chef accreditati che nei tre giorni della kermesse, si alterneranno ai fuochi e tra laboratori gastronomici e master class, tra Taormina e il territorio dell’Etna, dal 20 al 22 maggio 2018.

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Lo chef Pietro d’Agostino ha intrattenuto la platea con il caleidoscopio delle sue composizioni artistiche, creando un dipinto di gusto che narra del mare e dell’entroterra.

Dall’utilizzo materico degli elementi naturali per i suoi piatti da portata, alla cura con cui anima ogni singolo ingrediente della sua insalata di mare rigorosamente stagionale: triglie, gambero di Porto Palo, tonnetto alletteratus, cozze di Ganzirri, polpo e seppioline primaverili. Sintesi del pescato più espressivo, illuminata dalla mineralità delle uova di lumaca madonita, dell’osso di seppia marinato, dei cipollotti all’agro, dei capperi e dalle salse che raccontano i ceci e il prezioso zafferano dell’ennese. Su tutto la fragranza dei mandarini tardivi di Ciaculli e le unicità siciliane di cui è ambasciatore nel mondo, in primis il pluripremiato olio evo.

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Il suo messaggio ai giovani allievi degli istituti alberghieri in platea:

Sperimentiamo, facciamo ricerca, ma sempre coi piedi per terra, rivisitiamo le tradizioni della cucina siciliana. “

Sabir Gourmanderie, sogno di primavera

Pochi giri di boa tra lo Jonio e i tornanti che ti conducono verso il respiro del vulcano, ed arrivi nel cuore del Parco dell’Etna che ha come irrinunciabile riferimento
Sabir Gourmanderie: il locus amœnus dove le trame sensoriali acquisiscono la dimensione emozionale suscitata dal gusto e dall’ospitalità sublime.

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Il menù di primavera ideato dallo Chef e Patron Seby Sorbello dipinge l’idillio del territorio etneo con tinte carismatiche e sfumature cangianti che volano oltre gli orizzonti siciliani, affermandosi nell’avanguardia internazionale dell’Alta Cucina.

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La cantina non ha limiti geografici e ha solo le coordinate dei desideri più intriganti, senza tralasciare le selezioni di distillati che ispirano l’arte mixology del Sommelier Giovanni La Rosa.

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Le sale si sviluppano senza soluzione di continuità tra l’incantevole vista sul parco e le ricercate atmosfere lounge déco, impreziosite dai dettagli di un prezioso studio di interior&light design.

Le fragranze del finocchietto selvatico e dell’arancia Tarocco accentano i drink iconici, rivisitati con estro e sensibilità per intrattenere ed accompagnare le prime note della sinfonia della cucina.

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Cialde ai ceci, croissant gioiello sfogliati ed innumerevoli fragranti esercizi di stile impreziosiscono la proposta del pane da degustare con l’olio di Tonda Iblea.

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Il cappuccino di scampi e misticanza porta a tavola la brezza e la rugiada, controcanto della passionale dolcezza dei crostacei.

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Il ricordo d’infanzia accarezza la zuppetta di pisellini alla menta, in abbinamento alla ricciola affumicata al timo.

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I molluschi trionfano nella sfrigolante veste, conturbanti nella setosa grazia delle salse ai legumi verdi e ai ricci di mare.

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La guancia di vitello al mosto cotto sorprende con la sua trama fondente e regala il desiderio di perpetuare l’assaggio, supportata dall’etereo soffio di fagioli e dalla crocchetta agli asparagi.

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La sciara dell’Etna arriva a tavola sotto forma di chips di riso Venere, si svela al palato il brivido balsamico del gelato ai fiori di rosmarino e delle erbette spontanee.

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Un sussurro di soavi consistenze si esprime nella minestra di zucchina legenaria, ricotta esperidata al limone e pasta mista. Assaggi polifonici si susseguono, impreziositi dall’olio alla vaniglia.

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I ravioli tatuano l’esuberanza della bottarga all’assaggio, in un rimando di dolcezza dei fiori di zucca.

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Il pesce spada messinese ritorna trionfale protagonista della Cucina d’Autore, sublimato nel taglio, nella cottura. La salsa dell’orto regala la sintesi eclettica di vellutate percezioni agrodolci.

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La granita di carota di Ispica al pepe rosa è preludio della sinfonia dessert da condividere.
La pasticceria dinamica espone la sua più alta intuizione nell’identificare la dolcezza della crema soffiata di piselli, come primaverile compendio al soffice di carota appena sfornato e al latte di mandorla.

Gli agrumi, la trilogia di fragole, la mela Cola – riscoperta tra frutti antichi e dimenticati dell’Etna – danno brio, vivacità e caleidoscopica aromaticità all’Arte della Pasticceria che trova nel laboratorio di Sabir Gourmanderie massima espressività.

Sostenibilità, cultura della biodiversità, valorizzazione dei canoni del gusto del territorio, sintetizzati con estrema raffinatezza dalla squisita tecnica e dalla creativa attitudine compositiva dello Chef Seby Sorbello:
Sabir Gourmanderie.