Il Re dei Pastry Chef, Andrea Tortora su Sky Uno: inizia gli ARTISTI DEL PANETTONE

Per celebrare il dolce simbolo della pasticceria italiana natalizia va in onda da lunedì 26 novembre in prima tv assoluta su Sky Uno – sarà disponibile anche su Sky On Demand – gli ARTISTI DEL PANETTONE, con i più grandi pasticceri del panorama nazionale ed internazionale.

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Prodotto da Level33, il programma è un viaggio da nord a sud nel Belpaese per scoprire i segreti del panettone artigianale: dagli ingredienti di assoluta qualità ai metodi di lavorazione, dal sapere della tradizione alla passione di chi lo crea. Sono dieci specialidedicati agli artisti del panettone, cui se ne affiancherà uno sul Maestro dei Maestri, Iginio Massari, che avrà anche il ruolo di introdurre e chiudere ogni puntata. Si passa da Milano dove il panettone è re indiscusso della tradizione con i pasticceri Vincenzo Santoro de La Martesana e Maurizio Bonanomi, per poi andare in Alta Badia insieme ad Andrea Tortora dell’hotel Rosa Alpina e del ristorante St. Hubertus, regno dello chef tristellato Norbert Niederkofler.

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A Padova è la volta di Luigi Biasetto, mentre a Torino si incontra Fabrizio Galla. L’amore per il panettone non conosce confini, come dimostrano l’arte pasticcera di Gino Fabbri a Bologna e Paolo Sacchetti a Prato. Non manca una prestigiosa rappresentanza del sud con i campani Alfonso Pepe e Sal De Riso e il lucano Vincenzo Tiri.

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Le prime 10 puntate andranno in onda con cadenza quotidiana dal lunedì al venerdì dal 26 novembre alle ore 19.15, mentre l’ultima con il Maestro Massari andrà in onda sabato 8 dicembre alle ore 18.45. Oltre a mostrare le fasi fondamentali della preparazione di questo lievitato apprezzato in tutto il mondo, gli episodi ci racconteranno la storia e il legame con il territorio dei pasticceri protagonisti. Si andrà alla scoperta dei loro laboratori e anche di altri luoghi per loro significativi, seguendo un ideale e dolcissimo fil rouge. E, dal momento che, dei prodotti di qualità non si spreca nemmeno una briciola, nel finale i 10 pasticceri protagonisti delle puntate proporranno unaloro ricetta realizzata con parte del panettone avanzato.

Martedì quattro dicembre

Andrea Tortora

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Il futuro della pasticceria italiana ha il suo volto. Andrea Tortora, dopo tante esperienze all’estero, approda al St. Hubertus di Norbert Niederkofler, il più recente trivellato d’Italia. La vita professionale di Andrea si divide tra il ristorante e il suo AT Patissier il laboratorio dei lievitati da cui è partito e con cui ha fatto impazzire i gourmet di tutta Italia. I suoi panettoni e colombe sono ricercatissimi – quasi degli oggetti di culto – e pensare che fa solo panettone, pandoro e colomba classici. Fermarsi a una fetta è impossibile.

Il must have: il Panettone tradizionale

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AT Patissier, San Cassiano (BZ)

http://www.andreatortora.com

Artisti del Panettone non è solo un format tv, ma è anche una experience nel cuore di Milano. All’interno di Palazzo dei Giureconsulti – sabato 8 e domenica 9 dicembre – i pasticceri saranno i protagonisti di una serie di incontri, degustazioni, live cooking e talk show che vedranno anche la partecipazione di personaggi dello showbiz. I Maestri pasticceri si confronteranno anche in un concorso che premierà il miglior panettone classico milanese d’Italia. Inoltre – dall’8 al 24 dicembre – nel loggiato del palazzo a pochi passi da Piazza Duomo, verrà allestito il temporary store dove il pubblico avrà l’occasione unica di acquistare i migliori panettoni italiani provenienti da ogni parte del Paese. Dal 26 novembre i panettoni si potranno acquistare anche su DestinationGusto.it, il negozio online di Intesa Sanpaolo.

Gli Artisti del Panettone – ideato e prodotto da Level33 – vede il coinvolgimento di: Intesa Sanpaolo, Agrimontana, CesarinSpa, Cast Alimenti, Hausbrandt, Molino Dallagiovanna, Molino Pasini, Perugina, Valrhona, Valverde Water. I media partner sono: Cook (il mensile food del Corriere della Sera), La Gazzetta dello Sport e RDS.

Messina Street Food Fest: le tante novità della seconda edizione, 11-14 ottobre

Al via la seconda edizione di Messina Street Food Fest, che si terrà a Piazza Cairoli da giovedì 11 a domenica 14 ottobre.

La manifestazione è promossa ed organizzata da Confesercenti Messina in partnership con il Comune di Messina e con il patrocinio della Città Metropolitana di Messina e della Camera di commercio.

Un evento che l’Assessore alla Cultura Roberto Vincenzo Trimarchi introduce così: “Il cibo da strada è ormai molto diffuso nelle tradizioni cittadine, perché valorizza le attività commerciali e artigianali locali e di altri luoghi, e crea attrattiva nel pubblico. E’ una festa all’insegna del cibo, che per la gente rappresenta anche un modo diverso per incontrarsi, dialogare, scambiare opinioni ed emozioni. Abbiamo aderito con piacere all’iniziativa di Confesercenti, consapevoli anche che questa manifestazione produce anche un indotto in termini di partecipazione per i turisti”

Tante le novità per il 2018. Cresce la superficie del Village cresce l’ offerta gastronomica, aumentano gli eventi: “La seconda edizione- ha spiegato il presidente di Confesercenti Messina Alberto Palella- rappresenta per noi una grande sfida ed un grande sforzo. Dopo il successo del 2017 abbiamo deciso di fare ancora di più. L’evento si estenderà a tutta Piazza Cairoli per consentire anche una migliore fruizione da parte del pubblico. Ben 40 saranno le specialità gastronomiche in degustazione, in rappresentanza di un ampio panorama food che privilegia innanzitutto lo street messinese e siciliano con qualche incursione in quello nazionale e internazionale. Uno spazio sarà destinato anche al gluten free. Tutto questo per accontentare ogni gusto e contribuire alla promozione di alcune eccellenze locali. Mantenendo fede al nostro obiettivo che è quello di supportare non solo i nostri associati, ma anche tutto il tessuto imprenditoriale in cui operiamo, ci siamo resi conto che lo scorso anno i risultati sono stati più che positivi. La manifestazione infatti ha generato indotto, con un incremento delle vendite di tante attività commerciali del centro città, che hanno potuto sfruttare i grandi flussi di visitatori venuti per partecipare al nostro evento. Anche quest’anno ci auguriamo di incontrare il gradimento del pubblico, in primis dei messinesi, ma anche di quanti arriveranno dalla provincia e dalla Calabria. Il cibo inoltre rappresenta storicamente un momento di condivisione, di convivialità. Questo è lo spirito di Messina Street Food Fest, che vuole essere una grande festa della gente e per la gente”.  

Alla presentazione sono intervenuti la conduttrice dei cooking show, l’incantevole giornalista Valeria Zingale, professionista da sempre impegnata nella valorizzazione e nella divulgazione del patrimonio enogastronomico siciliano, autrice di numerose pubblicazioni e founder di RossettoeCioccolato.net.

Il presidente del Cirs Maria Celeste Celi, ha sottolineato l’importanza del coinvolgimento dell’associazione nell’ambito dell’evento, con l’obiettivo di raccogliere fondi per l’acquisto dello stabile che accoglie donne in difficoltà. Il prof. Giuseppe Vita, direttore U.O.C di Neurologia e Malattie Neuromuscolari del Policlinico Universitario di Messina e responsabile scientifico del Centro Clinico Nemo Sud, ha ringraziato l’Organizzazione per la sensibilità dimostrata nei confronti dei tre Enti solidali coinvolti e in particolare il Centro Nemo, ponendo l’accento sulla cultura del cibo di strada, che con il suo radicamento al territorio, può diventare un veicolo per divulgare la mission della struttura e sensibilizzare il pubblico.

Carmelo Caporlingua presidente dell’associazione Autismo Onlus ha parlato invece dell’importanza del cibo e delle attività di ristorazione nel coinvolgimento delle persone con autismo.

Con una piccola donazione il pubblico potrà assistere alle performance degli chef, degustare le ricette preparate e compiere un gesto di solidarietà. Gli show cooking di venerdì 12 saranno dedicati a Cirs Messina, quelli di sabato 13 ad Autismo Onlus, mentre domenica 14 al Centro Clinico Nemo sud.

Partner istituzionale si conferma l’Istituto professionale Alberghiero “Antonello”, che ha rinnovato la sinergia con Messina Street Food Fest,. Una rappresentanza di studenti coordinati dai docenti sarà coinvolta in alcuni momenti dell’evento nell’ambito del progetto di alternanza scuola-lavoro.

Presente oggi anche la referente per Messina dell’AIC (Associazione Italiana Celiachia) Annalisa Cotugno.

Quest’anno uno spazio dell’evento sarà riservato  al gluten free, per il quale oltre ad una postazione food è previsto anche uno show cooking con specialità senza glutine. “Essere presenti ad un evento così importante come lo ‘Street Food Fest’ di Messina ci entusiasma- ha affermato Cotugno– perché avremo l’opportunità di parlare ad un numero elevatissimo di persone; il tema dello street food, peraltro, ci aiuta a rafforzare il dialogo con i ristoratori circa la necessità crescente che i celiaci hanno di mangiare in sicurezza senza glutine e senza contaminazione alcuna anche fuori casa. Una garanzia per la popolazione celiaca siciliana che ha il diritto di andare a mangiare al ristorante senza per questo dover essere preoccupata per la propria salute”.

Durante la conferenza stampa è stato inoltre ricordato il gemellaggio che Messina Street Food Fest ha instaurato con Il Taranta food &Wine Fest di Reggio Calabria. L’idea di mettere in campo questa sinergia si inquadra nell’ottica di una concreta attuazione dell’area integrata dello Stretto, che partendo da scambi di idee e di iniziative, può portare nel tempo al coinvolgimento di altri settori economici e produttivi.

Messina Street Food Fest anche per questa II edizione conferma la sua attenzione verso l’ambiente. Tutto il materiale di consumo fornito dall’Organizzazione agli operatori food sarà infatti interamente biodegradabile.

Quanto all’arrivo del pubblico per agevolare gli spostamenti di chi si recherà al Messina Street Food Fest, è stato raggiunto un accordo con Trenitalia. In tutte le stazioni ferroviarie regionali, sulle vetture e nei box informativi viene pubblicizzato l’evento per incoraggiare gli utenti a raggiungere la città in treno.

Per chi giungerà dalla Calabria invece dall’11 al 14 ottobre, il gruppo Caronte & Tourist ha attivato un’offerta dedicata alla manifestazione. “Il MSFF- ha spiegato Tiziano Minuti, responsabile della comunicazione del gruppo– è una grande festa di popolo. Per agevolare il passaggio dei calabresi a Messina abbiamo creato una bigliettazione specifica, chiamata Daily street food, con una ‘cassa dedicata’ all’imbarco di Villa S.Giovani. Nel biglietto dell’attraversamento in auto e in moto sono compresi anche alcuni ticket degustazione”.

Gli utenti che avranno usufruito del Daily Street Food di Caronte&Tourist, anche a Piazza Cairoli troveranno una cassa specifica in cui ritirare i ticket.

L’inaugurazione del Messina Street Food Fest si terrà giovedì 11 ottobre alle 18.00 con il taglio del nastro e l’apertura del villaggio gastronomico. Nelle giornate di venerdì 12, sabato 13 e domenica 14 la manifestazione seguirà i seguenti orari: dalle 11.00 alle 15.00 e dalle 18.00 alle 01.00.

L’ingresso al Messina Street Food Fest è libero. Per degustare le specialità del villaggio gastronomico la formula è quella dei ticket degustazione, che avranno un costo di 3,50 euro per il salato, 2,50 euro per il dolce, 2,50 euro per il beverage.

Il team organizzativo di Messina Street Food Fest è composto da: Benny Bonaffini coordinatore area food, Marika Micalizzi responsabile della comunicazione, Patrizia Casale marketing e  promozione, Claudio Prestopino responsabile degli allestimenti, Andrea Ipsaro Passione coordinatore degli spettacoli, Carlo Spanò area web.

Saranno 40 dunque, gli “street fooder”, provenienti non solo da Messina e dalla Sicilia, ma anche da altre regioni d’Italia.

Ricco e variegato il menù, che permetterà al pubblico di fare un gustoso viaggio nel mondo del cibo di strada italiano e internazionale.

Insieme agli arancini, i pidoni, le braciole e la focaccia della tradizione locale,

si potranno gustare  gli arrosticini originali abruzzesi, le bombette pugliesi, il lampredotto toscano, ma anche il sushi giapponese e tante altre specialità, sia dolci che salate, alcune inedite e che il pubblico avrà modo di apprezzare proprio in occasione del Messina Street Food Fest, come il pizza icecream e la morettina tartufata.

Non mancheranno i cult della gastronomia siciliana, dal pane ca meusa ai cannoli, passando per le crispelle catanesi e tanto altro.

Tutto sarà accompagnato da bibite dal sapore antico come spuma, gazzosa, chinotto e   dall’immancabile birra.

Ampliata anche la proposta dei Cooking Show, con 15 prestigiosi chef:

Incrementata anche la proposta destinata all’intrattenimento, con la presenza di due palchi, uno posizionato nella parte nord, l’atro a sud, in cui si esibiranno band, dj set e animatori per bambini con giochi di magia e le caratteristiche mascotte amate dai più piccoli.

Per questa seconda edizione cambiano anche gli orari di apertura. Si partirà giovedì 11 alle 18 con il taglio del nastro e l’apertura delle postazioni gastronomiche,

ma nelle giornate di venerdì 12, sabato 13 e domenica 14, il grande villaggio del food sarà fruibile anche per il pranzo, dalle 11 alle 15 oltre che la sera, dalle 18.00 alle 01.00.

Torna Camporeale Days: dal 5 al 7 ottobre degustazioni, masterclass e visite guidate

Tre giorni dedicati alle eccellenze del territorio: venerdì 5, sabato 6 e domenica 7 ottobre, all’interno del Baglio e del Palazzo del Principe, torna Camporeale Days, organizzata dall’Associazione Turistica Pro Loco Camporeale, con il patrocinio del Comune.

Nata per valorizzare e promuovere le risorse enogastronomiche, artistiche, artigianali e turistiche della zona.

Un’ occasione per conoscere il ricco territorio dell’Alto Belice, che si estende a sud di Palermo, verso l’interno dell’Isola. E quest’anno la manifestazione si arricchisce di un giorno, facendo passare da due a tre le giornate dedicate al meglio delle produzioni locali. Un programma fitto di visite guidate, degustazioni, workshop, cooking show, che si alterneranno con una mostra di moto e auto d’epoca, spettacoli di musica dal vivo e numerose altre iniziative.

La manifestazione è rivolta a tutti coloro i quali siano alla ricerca di produzioni agroalimentari e artigianali di nicchia, agli appassionati del turismo sostenibile e dei metodi di produzione tradizionali, biologici e salutari, a giornalisti e operatori del settore. Nel villaggio espositivo allestito lungo il corso principale del paese e all’interno del Baglio del Palazzo del Principe, si potranno degustare vini e altri prodotti gastronomici.

Uno dei momenti clou della manifestazione sarà l’approfondimento tematico dei workshop su vino e cibo, inoltre il programma prevede visite guidate alle aziende con bus navetta, degustazione e vendita di vini e prodotti tipici, mostre di prodotti artigianali e ancora visite guidate ad alcuni dei monumenti e palazzi più importanti del paese come il Palazzo del Principe, il Museo Camporeale e il Santuario della Madonna dei Peccatori.

Venerdì 5 ottobre, alle 11.30, a Camporeale sarà presentata l’Enoteca “Del Baglio” che l’Amministrazione comunale ha concesso in comodato d’uso per la gestione all’Associazione Turistica Pro Loco Camporeale e che diventerà Ufficio di Informazione e Accoglienza ai turisti riconosciuto dall’Assessorato Regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo e si occuperà di promuovere e valorizzare lungo tutto l’arco dell’anno le produzioni enologiche ed agroalimentari del territorio dell’Alto Belice.

Il programma completo della manifestazione è consultabile su https://www.camporealeday.it/programma/

La Colti, agriturismo e fiabe galluresi.

L’entroterra della Costa Smeralda affascina quasi più delle acque adamantine dei fiordi, su cui si affacciano spiagge candide costellate di macchia mediterranea e granito rosa levigato dal vento.
Lungo la statale Arzachena-Cannigione lasci sguardi incantati su ogni scorcio di Gallura incontaminata, arrivi alla tenuta La Colti, varchi il portone in legno e si svela una corte fiabesca, tavoli in legno apparecchiati con cura country chic, tra alberi, ortensie, piante aromatiche e luci languide.

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Nella sala interna tovagliette in nuance con il legno di tavoli e panche, familiarità, sorrisi accoglienti frapposti ad un servizio rapido e generoso di dettagli, che soddisfano ogni ammirata curiosità sulle portate.

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Sapori inediti, intriganti e carismatici personalizzano il menù fisso a 35 euro. La carta dei vini rimane circoscritta alla regione, selezionando i bianchi e i rossi identitari, si può anche optare per una birra sarda.

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Pane bianco e carasau compongono il fragrante e aromatico cestino che anticipa gli antipasti: celebrano gli ortaggi di stagione e i legumi rari che stemperano i salumi, gli insaccati, i formaggi cremosi freschi e i pecorini stagionati.

Pane raffermo, brodo di carne e formaggio, fresco e stagionato – dosati con sapiente sensibilità – compongono l’aurea zuppa gallurese. Il calore del forno trasforma gli ingredienti in un trionfo di umami e consistenze dai differenti registri: cremosità fondente e doratura filante si alternano prolungando la percezione primaria della fragranza che è già anticipo del trionfo del gusto.

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Pasta fresca al sugo di maiale, manzo in umido e i pomodorini ciliegia dell’orto anticipano la portata trionfale: il maialino allo spiedo.
Una cottura lenta su brace gestita con misticismo, tempo e temperatura esaltano il porceddu sardo, rendendo vitrea e ambrata la cotenna e succulenta la carne, fondente e screziata degli aromi del mirto e delle essenze mediterranee.
Arriva a tavola preservando la temperatura di cottura, grazie all’utilizzo del sughero, ammantato di germogli di mirto.

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Seadas, anguria, liquore di mirto e grappa concludono l’idillio, suggellando un’esperienza che rimane tatuata anche nella memoria emotiva.

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Agriturismo La Colti

Strada Statale Arzachena-Cannigione

07020 Cannigione (OT)
Tel. +39.0789.88440 | Mob. +39.333.1437599
info@lacolti.it

Visitato il 2 settembre 2016.

L’oro dell’Etna, l’Olio EVO Grottafumata.

Olio extravergine di olive Nocellara Etnea biologico, coltivato sul versante nord del vulcano, nel territorio di Randazzo, Catania.
Grottafumata è la contrada che identifica l’eden incontaminato dell’uliveto e olio dal carisma seducente e dalla personalità unica, espressione del suolo ricco di potassio e sodio, che si avvantaggia della rugiada dei prati spontanei – habitat di lucertole e coccinelle a cui è delegato il controllo delle eventuali parassitosi – e dalla vicinanza a corsi d’acqua.

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Riflessi oro cangianti si perdono nel cremoso spessore verde citrino.
Si scalda in fretta la delicata fragranza erbacea, svelando la volatile percezione della buccia delle piccole mele dell’Etna.
L’elegante impronta dei polifenoli si sussegue alla caratterizzante salinità: l’effimera profondità amara anticipa un retrogusto speziato più che piccante, come un masala che si perde nella dolcezza delle noci di macadamia.

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Ideale sul pesce di scoglio e sui molluschi, sui primi mediterranei, per le insalate eoliane, i legumi di Ustica, le patate al vapore e gli ortaggi estivi. Prezioso per emulsionare le ganache di cioccolato e negli impasti soffici da colazione.

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Ulivi quarantennali, ma il 2015 segna il primo anno di commercializzazione.
Flaconi in latta di diversi volumi sono stati scelti per schermare totalmente le fonti di ossidazione luminosa. L’evocativa etichetta illustra l’incantevole fiaba di Grottafumata, ormai prossima a narrare l’ultimo atteso raccolto.

Azienda Agricola Grottafumatadi Mauro Cutuli

+393288226100 – +393803022789

Info@oliogrottafumata.it

Stelle D Stelle, l’alta cucina sarda a Porto Cervo.

Anche l’estate 2016 ha decretato il trionfo di Stelle D Stelle, il temporary restaurant in cui si sono alternati dal 20 luglio al 4 settembre scorso, gli chef Achille Pinna – Da Achille, Sant’Antioco -, Roberto Serra – Su Carduleu, Abbasanta – e Stefano Deidda – Dal Corsaro, Cagliari -.
In trasferta nella cucina più esclusiva di Porto Cervo, nell’incantevole veranda dell’Hotel Cervo affacciata sulla baia della Marina, per esprimere attraverso la loro creatività proposte gourmand territoriali ed identitarie.

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A tavola raffinate porcellane e cristalli si armonizzano agli accenti di artigianato sardo, nelle sfumature cangianti del mare e nelle trame evocative dei cestini del pane e del tovagliato.

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La carta degli oli e dei sali anticipa le portate, permettendo di comporre in autonomia l’abbinamento ai pani.
Il menu degustazione di quattro portate elaborato dallo chef Stefano Deidda individua un percorso contaminato dalle esperienze maturate e sperimentale nella valorizzazione delle materie prime stagionali. Sancisce la valenza contemporanea della cucina sarda con suggestioni ed allusioni orientali che distillano umami e folgoranti fragranze grazie al brillante utilizzo di aromi e tecniche di elaborazione.

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Sorprende il benvenuto affidato alla cipolla viola confit, un assaggio dalla vena fresca e balsamica che incuriosisce svelando connotazioni uniche grazie alle salse a corollario.

 

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L’astice si esprime nell’opulenza della sua identità grazie alla magistrale cottura, accattivante nel contrasto con la spremuta di pomodoro al lemongrass e nell’analogia sensuale con la burrata.

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I culurgiones di Jerzu lasciano protagonista la setosa parmentier, screziati dal croccante di pane alla cipolla e dagli aromi mediterranei catturati dalla salsa al burro.

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La sogliola laccata alla riduzione di melanzana seduce nel perpetuo rimando a sonorità orientali; l’estrema valorizzazione del filetto si esprime nella tessitura delle carni e nella polifonia del gusto, avvolto dalla cremosità del riso basmati, neutro prolungamento della sensorialità.

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Il gelato di latte di capra trova enfasi aromatica nella salsa di ananas e profondità nel croccante di mandorla.

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Meditando sulla selezione di petit four, ti soffermi a respirare la brezza del mare smeraldo, che riflette luci sfavillanti quanto la carismatica personalità dello Chef, esprime orgoglio sardo e tecnica rigorosa, essenzialità e purezza zen. Una cucina in cui la sottrazione è un valore prezioso.

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Una cena che brilla anche grazie al servizio: elegante, puntuale e carezzevole.

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130 euro per il menù degustazione del 31 agosto 2016, bevande escluse.

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Restando in trepidante attesa per l’edizione 2017 di Stelle D Stelle

Sinfonia di primavera, La Madia, Pino Cuttaia.

Lo stesso sorriso apre la nuova porta di cristallo satinato e ti accoglie nel respiro dei volumi rimodulati e valorizzati dalle tinte sofisticate. L’eco dei tuoi passi scandisce l’arrivo nel raffinatissimo palcoscenico: respiri l’essenza del legno appena posato, sei parte dell’intima atmosfera, specchiandoti nel giardino segreto e abbracciato dalla luce che tutto puntualizza e accarezza. Prendi posto, sospeso tra il nirvana e la meraviglia dell’inedito allestimento della sala che da sedici anni è scrigno delle tue gioie.

La tattilità della carta immacolata, i menù filosofici che dipingono percorsi introspettivi e di respiro maestoso, la risacca delle onde e la brezza scrutando le proposte.

Pino Cuttaia: la purezza estetica, la nitida essenza dell’ingrediente, la sartorialità nell’imbastire il gusto. I piatti emblematici e dall’iridescente attualità giungono sulla luminosa tavola, scanditi dalla consolidata armonia del Personale di sala, a dipingere la primavera.

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La pizza di merluzzo all’affumicatura di pigna arriva preceduta dalla fragranza dell’origano, svela all’assaggio il carattere del nasello affumicato, vezzeggiato dalle “caramelle” di Ciliegino soavemente candito, nella crema ariosa e calda di patata. Esaltanti contrasti inscritti nel croccante cornicione manifesto della pizza.

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La Cassata di mortadella e seppia ha il sapore indelebile che ti trasporta nostalgicamente ai pranzi frugali ma di carattere, brilla dell’enfasi del pepe&limone, nella conturbante opulenza della terrina.

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La Nuvola di Caprese che ogni campano avrebbe voluto inventare. Dualismo e simbolismo mozzarella-pomodoro nell’eterea sostanza, nell’illusione delle forme, nella declinazione dell’ingrediente: Ciliegino confit e spremuta sensuale di Datterino. 

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Nella laminare struttura si celebra il Gambero Rosso. Un camouflage passionale nell’intrigante essenza del mandarino verde e circoscritto dalla maionese di bottarga. Purezza a sancire l’eccellenza.

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Trionfo di legumi verdi e mazzareddi selvatiche, nella lussuriosa corruzione del tuorlo di quaglia e della mousse calda di ricotta. Sintesi di primavera solleticata dalla bottarga, come fosse un uovo al tegamino.

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Il Carciofo Spinello di Licata sboccia come una ninfea, nello specchio della salsa all’acciuga e nel trionfo del ripieno. Brattee da intingere voluttuosamente e in punta di dita.

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La minestra di crostacei ha il calore delle spezie e il carisma umorale della bisque. L’affettuosità familiare degli spaghettoni d’Autore spezzati sorprende quanto la ruvida mandorla tostata.

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Il mio dichiarato amore per l’interpretazione dello Chef de La Norma, si amplifica oggi nello tsunami sensoriale della salsa della domenica, sotto una nevicata di ricotta infornata. La melanzana Perlina di Comiso, i capelli d’angelo croccanti allo zafferano ennese rimasterizzati nel Cannolo che seduce al primo assaggio.

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La fragranza dolceamara del guscio di mandorla increspata dal fuoco, crea la sensorialità bbq in cui il carciofo Spinello si esprime come controcanto del tataki magistrale di ricciola. Un giardino zen, il minimalismo che esalta la prorompente personalità degli ingredienti.

Mi congedo sulla soglia del dessert, come a non voler concludere la felice esperienza di gusto, oggi satura dei battiti emozionati del nuovo inizio, già custodendo il desiderio di tornare. Prestissimo.

Grazie Loredana e Pino.

Ristorante La Madia

Corso Filippo Re Capriata, 22

Licata (AG)

tel. 0922 771443

chiuso martedì

http://www.ristorantelamadia.it/

Armani/NOBU, new style. Milano.

Lasci la sala fumatori e il lounge-bar al piano terra e già per le scale ti avvolge l’atmosfera chic-zen.
Il benvenuto corale ti accoglie, nella luce delle opalescenti lampade mandarine, insieme all’aura evanescente dai pannelli satinati.

NOBU, interni
NOBU, interni
Potresti essere a NYC o in una sede asiatica/europea indefinita dei ristoranti di Nobuyuki Matsuhisa, ma il dualismo corallo/mastice e l’eleganza sussurrata degli arredi della sala delineano lo stile Armani che ti inquadra a Milano.
L’ambiente è già stato recentemente rinnovato dopo l’apertura del 2000, oltre l’infinito bancone sushi-bar trovi tavoli intimi o conviviali, sempre ovattati nel misticismo d’atmosfera.

California rolls
California rolls
La proposta alla carta supera le forzature fusion, arrivando ad interpretare la cucina giapponese e andina, definendola new style: ceviche che dialoga con tartare di ventresca di tonno – toro – o manzo Wagyū, astice o vegetalia che oltre al poliedrico dimorfismo sushi-sashimi, brillano nei tacos, spiedini yakitori o tempura.

tempura
tempura

capesante
capesante
Irrinunciabile il merluzzo nero caramellato al miso – soddisfa anche nella mezza porzione – come la zuppa di miso, edamame – baccelli freschi di soia – scottati al sale Maldon o la trionfale selezione di frutta esotica.

miso soup
miso soup

edamame
edamame

sorbetto di mango e frutta esotica
sorbetto di mango e frutta esotica
Cura e originalità nei dessert: la curiosità di fine estate si sofferma sulla sinfonia di fichi, pistacchio e gelato al timo, enfasi di dolcezza minerale e brezza balsamica.

fichi-pistacchio-timo
fichi-pistacchio-timo
Per il menù lunch-in-box si rimane sui 30 €, si sale alle tre cifre prestando devota e golosa attenzione alle proposte più seducenti.

Vini nazionali ed esteri: sake, Champagne ma anche signature cocktails.

Nobu, interni
Nobu, interni
Solerte il servizio, a tratti incalzante.

Armani/NOBU Milano

http://www.noburestaurants.com/milan/experience/

Ristorante Berton, Milano.

Il bagliore che ti irradia già all’ingresso ha caleidoscopiche trame, il respiro delle vetrate a tutta altezza schermate da quinte di carta di riso – che anticipano il formalismo estetico orientale e gli accenti di gusto – i volumi ariosi, i vedo-non-vedo della magnifica cucina oltre i riflessi olografici di demarcazione che ti distraggono fino alle golose chips, ammalianti al primo assaggio.

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Frecce di Cupido scoccate dalla cucina in un fluire alchemico di aromi e temperature algide dei sorbetti, che ti saranno compagni d’esperienza sensoriale.

La relatività del tempo sancita dalla clessidra a tavola e nell’apprezzare lo svelarsi delle composizioni finger di fine estate, la perfezione formale e la polifonia dei sapori delle spugnette soffici alla paprika affumicata intarsiate di guacamole e delle praline di tzatziki.

spugnette e praline tzatziki
spugnette e praline tzatziki

Il gambero rosso di Sicilia elevato al nirvana dalla cottura-non-cottura, nello specchio della dolcezza minerale del gelato di rapa rossa, voluttuosamente risolto nel taco di amaranto e spuma di olio evo.

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Canestrelli esaltati dal ferro e incupiti dalla liquirizia, restano incisi nella memoria dei desideri, solleticando il palato con i germogli mai così opportuni.

canestrelli e liquirizia
canestrelli e liquirizia
finferli, crema di nocciola e agro di lampone
finferli, crema di nocciola e agro di lampone

I finferli, integri nella loro struttura, conservano identità nel brio fruttato dell’agro di lampone, malgrado la forza a tratti coprente della crema di nocciola.

anguria alla plancha
anguria alla plancha

Un dialogo convincente tra anguria e melanzana alla plancha, la freschezza del cetriolo e del ginger a sintetizzare il dinamismo e il dualismo dolce-salato vegetale.

I conchiglioni come alter ego delle architetture nella nuova Milano: dichiarano indipendenza nella cottura anticipata che ne lascia esprimere l’integrità e la dolce essenza del grano. Personalità che si contrappone alla fluidità clorofillica e quasi amara e pungente dell’achillea e del rafano, risolvendosi nella rotonda armonia della salsa di vitello.

conchiglioni all'achillea
conchiglioni all’achillea

Più rigore servirebbe nello sfilettare l’anguilla, che trova comunque espressività nella cottura; intrigante nella salsa di latte di capra e barbabietola e nel croccante brio del riso selvaggio pop.

anguilla
anguilla

Berton-13

Il carosello dei dessert inizia con la sensualità del gelato al cocco, fotografato nell’esotismo più raffinato. Segue una metamorfosi di pomodoro Datterino e la girella di mango al tè affumicato.

cocco e rapa rossa
cocco e rapa rossa
pomodoro-fragola-menta
pomodoro-fragola-menta
mango e tè affumicato
mango e tè affumicato

La folgore definitiva giunge con la granita al basilico: ti trasporta coi sensi sugli scogli di granito rosa della Sardegna, rimandi salmastri di brezza e dolcezza in un assaggio di cremoso al pistacchio, gelato ai capperi e pistacchi salati pralinati.

capperi-pistacchio-basilico
capperi-pistacchio-basilico

Non si conclude con le perle di Americano servite in cucina, sono lo spunto per un saluto allo chef Claudio Catino, intrattenuti dal maestro di sala Lorenzo Sica.

piccola pasticceria
piccola pasticceria

Un perpetuo ricordo nei cadeaux che profumano di tè Matcha e cacao, riflessi indelebili che ti riporteranno alla tavola di chef Andrea Berton, emblema di leggiadra perfezione, stile, raffinatezza evocativa e rigore che sa essere ludico e gioioso.

Ristorante Berton, Milano.

http://www.ristoranteberton.com/it/

Ospitalità diffusa: Sapori (e saperi) di Girgenti. Home restaurant.

Il piacere di ricevere nella propria casa, la convivialità che sconfina nel social eating ricreando un’atmosfera intima ed informale, in un piccolo eden di ulivi e agrumi, tra il mare e la Valle dei Templi di Agrigento, dove i sapori gattopardiani e l’attenta ricerca degli ingredienti raccontano la passione di chi attraverso la cucina veicola e perpetua le tradizioni e la cultura siciliana.

Il pesce azzurro, sublimato da sfrigolanti interpretazioni o elaborato secondo i sacri crismi agrodolci della fantasia ingegnosa della cucina popolare della cipollata o del beccafico, gli ortaggi di stagione declinati con essenzialità o con la sontuosa eloquenza della Caponata, per arrivare ai vertici delle Arancine dal cuore di sfilacci di brasato.

Tutto condito con l’attenzione, infusa di affettuosità, dei padroni di casa.

Home Restaurant amplifica ed innova l’esperienza di gusto e ospitalità, creando connessioni tra la cucina verace di una trattoria, la familiarità del servizio e la spontaneità di una tavolata d’amici che si apre a nuove relazioni sociali.

Luigi Giuliana e tutto lo staff di Sapori di Girgenti ti accoglieranno alla loro tavola, imbandita di vivacità spigliata, identità di sapori, estro interpretativo della stagionalità e ti saluteranno lasciandoti in dono la loro amicizia e il desiderio di tornare.

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Sapori di Girgenti
via Russo Archeoli, 14
Villaggio Mosè, Agrigento
tel. 320 2574174