MARENEVE, l’anima lirica del supremo Federico Graziani

Ho accarezzato la capsula ancora e ancora prima di perdere i freni inibitori e stappare questo flacone custodito con devozione. Brilla di filosofia, mitologia, paradigmatico intuito e lungimirante personalità artistica. Sotto ogni angolazione, accarezzandolo ancora per non perdermi neanche un riflesso, con lo sguardo, la lente MACRO, il desiderio e la sete di sorprendermi ancora, come ogni volta al cospetto di MARENEVE.

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La cosmogonia del vulcano, le piste innevate che hanno l’unicità dello Jonio all’orizzonte, le latitudini estreme che reinventano i vitigni a bacca bianca autoctoni ed internazionali: queste le coordinate di MARENEVE. Si pronuncia come un bacio, un sussurro che resta tra le labbra e le emozioni non appena si fa luce e sorsi.

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Il 2017 è una preghiera, un’annata trascendentale e mistica, a cui affidare un desiderio:

dimmi che t’incontrerò ancora tra dieci anni”.

Perché nell’estasi della leggibilità contemporanea di MARENEVE c’è anche il riflesso iridescente della sua anima in carismatica evoluzione. 

Lungimiranza esponenzialmente enunciata dalle sue voluttuose e travolgenti acidità iodiche e dalle cangianti balsamicità officinali.

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Quasi ancora ipnotizzata dalle nuances di platino e di yuzu, dalla mineralità zen e briosa della pomice, di una stella cadente che non svanisce senza portarsi via una parte della tua anima.

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Ne scorgi la tensione indomita e volitiva, agile nella carezza glicerica che ha il palpito di un battito d’ali di libellula, di cui si palesa l’eleganza solo appena prima che voli via. MARENEVE ti cattura ad ogni sorso con i riflessi più audaci di un microcosmo di more di gelso bianco e buccia di fichi rugiadosi del primo mattino, di foglie di lavanda che accarezzi passeggiando fino al mare, raccogliendo le mandorle acerbe che profumano di benzoino. Sorsi cangianti, ora enigmatici, ora dichiaratamente seducenti, nella succosa salinità che resta tatuata sul cuore, come la brezza delle spiagge adamantine e selvagge di Vendicari.

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Di mare e di neve, in una dicotomia perpetua che ti fa desiderare la felicità con cui sa dialogare coi crostacei, i ricci, i risotti, i fritti augurali, i masala thai, i formaggi allo zafferano e la pasticceria.

MARENEVE, l’anima lirica del supremo Federico Graziani.

Per info

http://fedegraziani.it/contatti/

#DoniamoAria Fundraising Dinner 2018: lo Chef GIUSEPPE RACITI interpreta il simbolismo della solidarietà

L’evento più atteso della stagione è ormai alle porte: il prossimo due ottobre, RADICEPURA a Giarre ospiterà Fundraising dinner 2018 – doniamo aria, un’edizione speciale che sarà celebrata all’insegna della solidarietà, della ricerca sulla fibrosi cistica della sostenibilità alimentare.

All’evento prenderà parte anche l’Executive Chef di ZASH Country Boutique Hotel, insignito del premio Miglior Chef under 30 2017 e finalista dell’ultima edizione del campionato mondiale di cucina Bocuse d’Or. Le composizioni creative dello chef Giuseppe Raciti nascono dalla sua abilità nel dipingere attraverso il gusto e dalla peculiare sensibilità nell’interpretare le stagioni, valorizzando il territorio dell’Etna.

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In occasione della cena del due ottobre, lo Chef Raciti darà anima all’uovo poché, impreziosendolo con accenti inediti e che evocano l’eleganza zen:

L’uovo dello chef Giuseppe Raciti sarà elaborato con eclettismo, sorprenderà il palato con la sublime verve delle more di gelso dell’Etna, inviterà ad indugiare con la passionalità della fonduta di formaggio e la tridimensionalità del biscotto salato ai pistacchi di Bronte.

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Già del mattino i lavori inizieranno presso la storica e suggestiva bottaia della cantina etnea Pietradolce, alla presenza di produttori, giornalisti, blogger si darà il via ad un convivio con gli chef sul tema:

’interpretare il cambiamento della cucina siciliana ed italiana nei prossimi anni”.

La conferenza sarà moderata dal giornalista Fabrizio Carrera, direttore di Cronache di Gusto. Un dibattito in merito all’offerta qualitativa dei prodotti dell’agroalimentare con uno specifico focus sul tema della sostenibilità: fare scelte etiche in cucina significa non solo porre attenzione alla provenienza dell’ingrediente, alla stagionalità, ma anche al modo in cui ogni prodotto viene successivamente trasformato e valorizzato.

Territorio, materie prime, non spreco e centralità dell’uomo: un paradigma attorno al quale alcuni degli interpreti più illuminati dell’alta ristorazione si stanno già muovendo. Cucinare consapevolmente significa rispettare le materie prime, valorizzandole in ogni fase, dalla produzione alla conservazione fino alla loro trasformazione finale, attraverso un metodo di cottura ideale che ne conservi gusto e proprietà. Significa minimizzare gli sprechi, sviluppando inventiva e creatività. La cottura è intesa come celebrazione di un ingrediente.

credit immagine di copertina RADICEPURA

STRAORDINARIO 2018: i superlativi assoluti del panorama enogastronomico italiano

Il PREMIO DELLA CRITICA STRAORDINARIO 2018 è un riconoscimento ad un piatto di INTEGRAZIONE ed un tributo all’eclettismo di Valentina Chiaramonte, Executive Manager & Resident Chef di FUD OFF.

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CHORBA è Maghreb, Armenia, Balcani, Est Europa e profondamente Sicilia.

Una zuppa che esprime la cultura musulmana ed il sentire univoco delle due sponde del Mediterraneo, sapori carismatici, umorali ed identitari che sublimano il grano spezzato e la quintessenza del mare e del pescato sostenibile.

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Ricky Licandro e Valentina Chiaramonte

La cucina di FUD OFF è da sempre un laboratorio sperimentale di emozioni gastronomiche, che hanno detonante espressività ed orizzonti in divenire. 

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Francesco Fred Line e Domenico Cosentino, Bartender FUD OFF

Attraverso la passione per le contaminazioni e le sinergie tra arte, cultura e gusto, Catania vanta in via Santa Filomena, un’enclave di adamantina avanguardia europea.  Un lavoro d’INTEGRAZIONE che qualifica la missione e l’etica della grande famiglia FUD: l’Ambasciatore del Gusto Andrea Graziano, negli anni ha saputo valorizzare il capitale umano internazionale dei Collaboratori che lavorano presso le sue aziende, donando loro un inserimento sociale nel contesto delle realtà di Catania, Palermo e Milano e la gioia che traspare dai sorrisi di ciascuno. Le aziende FUD danno lavoro a centinaia di giovani e piccoli produttori e sono modello imprenditoriale di successo, sviluppano in modo replicabile ed innovativo un progetto d’impresa, e portano in scena ogni giorno il piacere del gusto della convivialità.

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Tra i protagonisti dell’evento STRAORDINARIO, Produttori, Aziende Agricole, Artigiani del Gusto, Pasticceri della tradizione e della sperimentazione contemporanea, panificatori appassionati e lungimiranti come Francesco Arena, dello storico panificio di Messina, che ha curato i lievitati anche delle portate in degustazione di molte Stelle della gastronomia presenti.

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Messina sotto coperta reinventa la focaccia simbolo della supremazia mare-monti della Città dello Stretto, che sa parlare al cuore ad ogni assaggio:

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Scarola, pomodoro fresco, acciughe, formaggio dal latte dei pascoli dei Nebrodi e l’infinita esperienza che da generazioni, trasforma al Panificio Arena di Messina l’Arte Bianca in gusto e salute, attraverso la ricerca di farine autoctone e funzionali.

 Gli assaggi indelebili della serata:

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Angelo Pumilia, chef de La Foresteria Planeta, wine relais di Menfi, ha ideato una tapas ispirata alla grande tradizione italiana, sorprendendo all’assaggio per l’inedita trama del reale di manzo in salsa verde.

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Chef Giuseppe Raciti di Zash Country Boutique Hotel, continua ad ammaliare con l’eloquenza del suo pane cunzato, che racchiude in ogni morso la passionalità della Sicilia: olio evo ed origano come leitmotiv ed umami di pomodoro e formaggio fuso a suggerire più di un bis.

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Massimo Giaquinta ha trasferito sull’Etna le suggestioni di Marzamemi: lo chef di Cortile Arabo ha celato il gambero rosso nell’aria di pomodoro, donando freschezza clorofillica attraverso la polvere di spinaci, creando il suo cappuccino mediterraneo.

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Gioacchino Gaglio, chef di Gagini Social Restaurant a Palermo, ha dato anima alla Cipolla Paglina di Castrofilippo, con “Acqua Pane e Cipudda”, emblema della cultura contadina. Un alimento spesso sottovalutato, che elaborato attraverso le tecniche di alta cucina dello chef Gioacchino Gaglio, diventa una portata simbolo dalle apprezzare virtù antiossidanti e nutraceutiche della cipolla.

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STRAORDINARIO 2018 è stata anche la festa di realtà imprenditoriali che seguono ogni fase della produzione e della ristorazione:

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la porchetta di maialino nero cotto a legna di Giuseppe Oriti, ha sedotto il pubblico per l’unicità dei suoi aromi. Carni che hanno un valore nutrizionale peculiare grazie all’alto titolo di acidi grassi essenziali polinsaturi conferiti dall’allevamento allo stato brado.

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A Caval Tonnato di Fud Bottega Sicula, ha visto schierati alcuni dei protagonisti dei miracoli del gusto di FUD: gli chef David Agbale, Gabriele Cardella, Carlo Zuccaro e Ricky Licandro.

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Il principe delle braci catanesi, il cavallo, in una versione da assaporare in punta di dita: pane vita, noce di cavallo aromatica e fondente ed una salsa tonnata da visibilio.

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Sedici le cantine dell’Etna che hanno saputo vivacizzare il wine pairing. Menzione speciale per l’Azienda Vinicola Barone Beneventano della Corte, l’Etna Rosso 2016 ha trionfato come vino in abbinamento al miglior piatto decretato dalla giuria popolare.

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Cantine Di Nessuno con NEROSA, Etna DOC da uve Nerello Mascalese e Cappuccio vinificato in rosé, ammalia sempre per la versatilità di abbinamento e la godibilità sensoriale.

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Il festival enogastronomico STRAORDINARIO nasce da un’idea di Andrea Graziano e di Barbara e Marco Nicolosi della tenuta Barone di Villagrande, location etnea dell’evento dei superlativi assoluti del panorama enogastronomico italiano.

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ZASH: luxury resort experience, nell’eden tra l’Etna e lo Jonio

Se arrivi quando già il sole si nasconde dietro al profilo dell’Etna, avrai il dono di un caleidoscopio di percezioni magnetiche, sincronizzate al fruscio della brezza del mare filtrata dall’agrumeto: ZASH… onda sonora, costrutto onomatopeico che si tatua tra l’anima ed i sogni.

Nella notte delle stelle cadenti, nell’atmosfera onirica di ricercate esperienze di ospitalità, dove i dettagli sono attenzioni, l’istinto è benessere, la dimensione è quella dell’io e la natura diventa preludio del ritrovarsi, ZASH sorprende ed ammalia ancora.

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Un design hotel che rimodula la carismatica essenza siciliana attraverso il più sofisticato gusto contemporaneo, l’eleganza sussurrata, la fluidità delle buone vibrazioni che si rivelano preziosi elementi di armonia.

Nella dimora storica, in suggestivi spazi solistici in cantina e nell’eden mediterraneo-tropicale-zen del giardino, si snodano le camere e suite di sublime e ricercato comfort, luoghi mistici che dialogano con l’incanto del territorio, offrendo permanenze intime e di fascino rigenerante.

Il risveglio sorprende attraverso la melodia della campagna, la carezzevole trama dei tessuti e la proposta della colazione ideata dallo chef Giuseppe Raciti per narrare l’estasi delle stagioni, attraverso le interpretazioni dolci e salate del territorio, con l’eco delle soavi viennoiserie appena sfornate, della carta delle uova e della caffetteria più ricercata.

Il Ristorante ZASH affascina con una proposta enogastronomica di rara e travolgente unicità, sintesi di tecnica e squisita sensibilità artistica dello chef Giuseppe Raciti. Il servizio di sala, coordinato dal maître Giuseppe Romeo,  sorprende attraverso l’atmosfera lounge e divulgando la millenaria vocazione enologica del territorio dell’Etna, nel cuore del palmento della proprietà o nelle sale e nei dehors funzionali anche ad eventi privati.

La SPA abbraccia l’agrumeto senza soluzione di continuità, ricreando con l’attento studio dei materiali, delle cromìe e del light design, il perfetto equilibrio degli elementi, assicurando il piacere del puro relax, nella percezione autentica della dimensione emozionale.

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I benefici dei trattamenti SPA possono essere assaporati anche nella riservatezza della suite privata, dotata di mini piscina a sfioro, doccia idromassaggio, bagno turco ed aromaterapia, per ritrovarsi recuperando equilibrio e relax.

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L’evento conviviale dello scorso dieci agosto ha celebrato gli amari ed i distillati  dell’Etna, della Sicilia e non solo, attraverso la verve mixology dei drink ideati da Giuseppe Romeo e la collaborazione tecnica del bartender Seby Sorbello, tra la costellazione di finger food dell’executive chef Giuseppe Raciti in abbinamento: tacos, fritturine, pane cunzato, ravioli alla Carbonara e tartufo e arrosticini tra gli sfizi trionfali.

La colonna sonora della serata #AMARleSTELLE ha avuto anche la straordinaria partecipazione dei The Tonewheelers:

folk americano e blues, contaminati dalle influenze della musica tradizionale del Sud, ritmi travolgenti che come i cocktail hanno scandito la notte dei desideri.

 

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chef Giuseppe Raciti

Strada Provinciale 2/I-II n.60
95018 Archi – Riposto (CT) – Sicilia

tel: +39 095 7828932
fax: +39 095 7781485
mobile: +39 3472765552
email: info@zash.it

Passione Champagne – Maison révolution da ZASH!

L’eleganza è farsi ricordare, l’eleganza è Zash!

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Un evento irripetibile, raffinato come i soavi perlage in degustazione, che è rimasto nel cuore come emblema d’idilliaca e stupefacente magnificenza. 

Una serata quella del venti luglio scorso, che ha accentato la convivialità con la sempre proverbiale accoglienza che definisce Zash, il country boutique hotel che è luogo di culto del turismo e dell’arte di vivere etnea.

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Coralità di stile, atmosfere oniriche, gusto, ospitalità ed il privilegio della lectio magistralis sugli Champagne, selezionati per l’occasione dai più carismatici rappresentanti del sapere, 

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i Baroni Beneventano della Corte, che da sempre divulgano i valori delle produzioni francesi e portano il loro know how a valorizzare le tenute dell’Etna.

Focalizzando l’attenzione su una figura imprescindibile, lo Chef de Cave, che ha il compito cruciale di valutare l’assemblaggio della cuvée magistrale, il fattore umano è stato il protagonista della serata, puntualizzando il ruolo di selezionatori, ricercatori e principalmente amatori, degli Artisti delle Maison che fanno  dello Champagne un vino simbolico ed ambito.

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“Lo Chef de Cave, quando immagina la sua cuvée, delinea i lineamenti come a dare espressività e carattere ad un volto: finezza ed eleganza con lo Chardonnay, struttura e corpo col Pinot Noir, l’età col Meunier; affidando alla piccola percentuale di Petit Messier,  Arbanne o Pinot Gris il compito di  donare tratti emozionali”

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Cinque Champagne diversissimi, una selezione accuratamente operata tra le rarità della Famiglia Beneventano della Corte, mettendo a confronto i millesimi più eloquenti e le Magnum iconiche di cessata produzione.

Un suggestivo aperitivo a bordo piscina, con l’enfasi del magnetismo del Vulcano ed il carisma del design studiato dagli Architetti Maugeri-Iraci, ad affascinare le seducenti prospettive finger food e l’accoglienza del Maître Giuseppe Romeo.

“Il primo Champagne che abbiamo bevuto è facile da bere, difficile da fare, cento vini su tre annate, sta all’abilità dello Chef de Cave combinare queste uve in modo da mantenere costante nel tempo e nello spazio il suo Champagne” introduce così il Barone Beneventano della Corte, lo Champagne in abbinamento alla Capasanta scottata al Caviale e spuma di patate.

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Lo Champagne Steinbrück si fregia di una decina di cuvée, che nascono da contatti selezionati ed affinità elettive fatte di amicizie e di sinergie, che rendono le selezioni aziendali opere artigianali di rara espressività.

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Il secondo Champagne Vieille France Cuvée Blanc de Blancs, capta l’iniziale curiosità per la bottiglia creata da Albert le Brun, tradizionalista champenoise, ideata per garantire un remuage rispettoso di un 100% Chardonnay di straordinaria eleganza: cinque anni sui lieviti che affinano stile ed indimenticabile classe.

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Astice, pesche, arance e maionese alla vaniglia Bourbon

Paul Louis Martin, Récoltant Manipulant, crea Cuvée Grand Cru Brut nv col 70% di Pinot Noir, struttura e forza in simbiosi col Carnaroli mantecato al rosmarino, crudo di gambero rosso, spuma di mozzarella ragusana e bottarga di tonno ideato dallo Chef Giuseppe Raciti.

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Il millesimo 2006 a marchio Steinbrück, Cuvé Les Etoiles de la Gastronomie Prestige, si esprime ancora eloquente e godibile ed invoglia a rivalutarlo negli anni avvenire, sofisticato come il tributo alla Cucina Classica dello Chef:

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Tonno alla Rossini, scaloppa di foie gras, jus di vitello e tartufo nero di Palazzolo Acreide.

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Alle Magnum di Vieille France Cuvée Brut Rosé da 60% Pinot Noir, il compito di congedare da una serata che ha sancito il ruolo eclettico e carismatico di Federica Eccel nel saper portare in scena l’Arte del sublime, ammaliando e stupendo sempre come fosse la prima volta.

ZASH 
chef Giuseppe Raciti

Strada Provinciale 2/I-II n.60
95018 Archi – Riposto (CT) – Sicilia

tel: +39 095 7828932
fax: +39 095 7781485
mobile: +39 3472765552
email: info@zash.it

RADICEPURA GARDEN-IN-MOVIES a Giarre

Torna l’evento dedicato al Cinema, al Giardino e al Paesaggio.

Novità 2018: il concorso internazionale di cortometraggi a tema

Garden-in-Movies/ShortFilmFest

2300 opere arrivate da tutto il mondo

Il paesaggio come luogo dell’anima. Il giardino come dinamica in cui coltivare valori fondanti di ordine culturale, politico, sociale e artistico. In mezzo, il Cinema, con i suoi racconti fatti di immagini, persone ed emozioni.

È in arrivo la seconda edizione del Garden-in-Movies, la rassegna cinematografica diretta da Ornella Sgroi ed organizzata dalla Fondazione Radicepura sotto la guida di Mario Faro, con il rinnovato patrocinio del Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università degli Studi di Catania. Un evento culturale e artistico che anche quest’anno, il primo weekend di agosto (dal 3 al 5), trasformerà il suggestivo Parco di Radicepura (Via Fogazzaro 19, Giarre, Catania) in un salotto botanico a cielo aperto e in una sala cinematografica sotto le stelle alle pendici dell’Etna, immersi negli odori e nei profumi mediterranei del parco dell’azienda vivaistica Piante Faro.

Mario Faro
Mario Faro

Novità di quest’anno sono i cortometraggi del concorso internazionale a tema Garden-in-Movies/ShortFilmFest: una rosa di cortometraggi finalisti, selezionati tra 2300 opere arrivate da tutto il mondo.

La seconda edizione è pronta, dunque, a portare con sé ancora più Cinema, con tre giorni di proiezioni, incontri e conversazioni con autori, registi, attori ed esperti presenti al Garden-in-Movies. Oltre ai cortometraggi, tre lungometraggi esploreranno la cultura e l’essenza mediterranea attraverso la forza delle radici, temi ispiratori delle tre sezioni che contraddistinguono la rassegna sin dalla prima edizione:

il film “Caina” di Stefano Amatucci per la sezione Radici (venerdì 3 agosto),

il film “La villa” di Robert Guédiguianper la sezione Essenza mediterranea (sabato 4 agosto)

ed il film di animazione “Big Fish & Begonia” di Liang Xuan e Zhang Chun per la sezione Oltre il giardino (domenica 5 agosto).

Le pellicole, tanto i lungometraggi in rassegna quanto i cortometraggi in concorso, verranno proiettate in lingua originale con sottotitoli in italiano e/o inglese.

Tanti anche gli ospiti: Valentino Picone, nella veste inedita di produttore del corto “Processo a Chimici” di Marco Maria Correnti (una produzione Tramp Limited di Ficarra e Picone), l’attrice Manuela Ventura e il regista Claudio Giovannei, in veste di giurati dello ShortFilmFest, i fratelli Stefano e Luisa Amatucci, regista e attrice del film “Caina”, un vero scossone cinematografico, e Antonio Perazzi (terzo giurato del concorso internazionale di cortometraggi) e Sarah Eberle, architetti paesaggisti di fama internazionale.

Il tutto nelle atmosfere uniche e tra i sapori e profumi del Parco botanico di Radicepura, che quest’anno si articolerà come una location “mobile”, da scoprire sera dopo sera, insieme al programma del Festival, legato da un fil rouge che si svelerà film dopo film, chiacchiere dopo chiacchiere, emozione dopo emozione.

«Un Festival del Cinema – spiega Ornella Sgroi, giornalista e critico cinematografico alla direzione della rassegna– deve potere creare percorsi visivi ed emotivi capaci di leggere il presente e l’attualità, come la storia passata e le sue conseguenze, anticipando e magari migliorando il tempo che verrà. Perché il futuro si coltiva oggi. Un Festival deve anche sapere scovare e offrire opere preziose che altrimenti il pubblico non vedrebbe, per impossibilità oggettiva dovuta alle pratiche distributive italiane, oppure semplicemente per distrazione o pigrizia. E infine deve anche intrattenere, in leggerezza e convivialità. In questa visione, il programma di questa edizione è dedicato al mare, come paesaggio e come dinamica di migrazioni e incontri con l’altro da sé. Con la certezza che il pubblico si lascerà travolgere dal suo moto ondoso, che parlerà di dolore, ma anche di “casa”, bellezza e amore. I tre giorni del festival saranno appunto un percorso da vivere insieme, seguendone le alternanze emotive e sensoriali, dai grigi più lividi ai colori più accesi e vitali. Un’esperienza da condividere nella sua interezza, immersi nei luoghi del parco, che si muoveranno di sera in sera».

«Il nostro obiettivo – spiega Mario Faro, vicepresidente della Fondazione Radicepura– è quello di valorizzare la botanica e la cura del paesaggio come motore di sviluppo e contaminazione, attraverso iniziative, eventi e linguaggi culturali: dalla musica alle installazioni artistiche, dal cinema alla botanica. Cuore delle nostre iniziative è la celebrazione del giardino, non solo nella sua valenza estetico-culturale, ma anche per il suo ruolo di luogo ideale per fermare lo sguardo sulla bellezza attraverso l’interpretazione dell’Esperienza Mediterranea, e non solo. In questo quadro più ampio, il Garden in Movies si propone quindi come un evento capace di unire arte, cultura e ambiente, come elementi costitutivi di un territorio straordinario».

Film, registi, attori, produttori e architetti paesaggisti saranno protagonisti dell’evento con le loro opere o in veste di giurati, per immergersi nelle questioni cinematografiche, artistiche, culturali al centro del Garden-in-Movies, nato nel 2017 nell’ambito del Festival Internazionale del Paesaggio Radicepura Garden Festival.

Per info, consultare il sito www.radicepurafestival.com/it/garden-in-movies.

La Fondazione Radicepura

La Fondazione Radicepura nasce nel marzo del 2017 per volontà della famiglia Faro, con a capo il padre Venerando, fondatore di Piante Faro, la più importante realtà vivaistica d’Europa nella produzione di piante tropicali e subtropicali ornamentali di tipo mediterraneo. Ciò al fine di promuovere, da sempre, la Sicilia e il territorio locale attraverso iniziative di altissimo livello culturale e artistico portate avanti con grande passione e dedizione. Attraverso la Fondazione Radicepura la famiglia Faro vuole mettere a disposizione della collettività l’esperienza maturata in decenni di attività nel proprio settore e nel campo dell’arte e della cultura, ma soprattutto vuole perseguire alcuni obiettivi di solidarietà sociale attraverso la tutela e la valorizzazione dell’ambiente, l’istruzione e la formazione, la ricerca scientifica di interesse sociale.

Programma Garden-in-Movies 2018

 

Venerdì, 3 agosto

ore 18.30 – visita ai giardini e aperitivo nel parco

ore 20.00 – apertura del Festival con Valentino Picone, Marco Maria Correnti, Giovanni Furnari, Stefano Amatucci, Luisa Amatucci, Manuela Ventura, Claudio Giovannesi, Antonio Perazzi, Sarah Eberle.

ore 20.30 – inaugurazione Garden-in-Movies/ShortFilmFest. Presentazione del cortometraggio Fuori Concorso “Processo a Chinnici” con il registaMarco Maria Correnti, l’autore Giovanni Furnari e Valentino Picone,produttore insieme a Salvo Ficarra per la Tramp Limited. A seguire proiezione del cortometraggio.

ore 21.30 – introduzione e proiezione del primo gruppo di cortometraggi finalisti In Concorso.

ore 22.00 – Garden in Movies – sezioneRadici: presentazione del lungometraggio “Caina” alla presenza del regista Stefano Amatucci e dell’attrice protagonista Luisa Amatucci. A seguire proiezione in anteprima(v.o. italiano sott. in inglese).

 

Sabato, 4 agosto

ore 18.30 – visita ai giardini e aperitivo nel parco

ore 20.30 – “Nuovo Cinema Italiano”, conversazione con Manuela Ventura, attrice, e Claudio Giovannesi, regista.

ore 21.00 – Garden-in-Movies/ShortFilmFest: introduzione e proiezione del secondo gruppo di cortometraggi finalisti In Concorso.

ore 21.30 – Garden in Movies – sezioneEssenza Mediterranea: presentazione del lungometraggio “La villa”,regia di Robert Guédiguian, a cura del direttore artistico Ornella Sgroi. A seguire proiezione (v.o. francese sott. in italiano).

 

Domenica, 5 agosto

ore 18.30 – visita ai giardini e aperitivo nel parco

ore 20.30 – “Il giardino come metafora cinematografica”conversazione con Antonio Perazzi e Sarah Eberle, architetti paesaggisti.

ore 21.00 – Garden-in-Movies/ShortFilmFest: proiezione del terzo gruppo di cortometraggi finalisti In Concorso.

ore 21.30 – assegnazione del premio Miglior Cortometraggi – Giuria di qualità: Manuela Ventura,attrice, Claudio Giovannesi, regista, eAntonio Perazzi,architetto paesaggista. Assegnazione del premio Miglior Cortometraggi – Giuria popolare.

ore 22.00 – Garden in Movies – sezioneOltre il giardino: presentazione del lungometraggio “Big Fish & Begonia”, regia di Liang Xuan e Zhang Chun, a cura del direttore artistico Ornella Sgroi. A seguire proiezione (versione doppiata in italiano).

La Capinera, a Taormina il caleidoscopio di design e stagionalità

Non importa quante volte tu sia già stato nell’eden di gusto e ricercato design che Cinzia e Pietro D’Agostino dipingono d’inedita meraviglia ad ogni stagione, ogni volta il misticismo imbastito di ospitalità, luminosa grazia compositiva, squisito stile nell’enunciare le più vibranti selezioni degli ingredienti di stagione e le scelte enoiche d’avanguardia che arricchiscono la preziosa cantina, ti proiettano nell’assoluta unicità dell’esperienza di gusto.

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Il Ristorante La Capinera, a Taormina, è solo uno dei laboratori dello chef Pietro D’Agostino: Kisté nel centro storico e il Cooking Lab. sono due delle attività che portano in scena l’espressività artistica dello Chef, da sempre impegnato nel promuovere la divulgazione del patrimonio del gusto siciliano e nelle attività sociali di etica, ricerca e nelle contaminazioni culturali.

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Aprile a Taormina anticipa già l’estate, il dehors e l’incantevole sala del Ristorante si snodano abbracciando il mare e ne captano le sfumature cangianti nella mise en place e nella purezza sofisticata degli arredi.

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Arriva a tavola preceduto dalla fragranza balsamica del finocchietto selvatico appena colto, il benvenuto dello chef Pietro D’Agostino seduce al primo assaggio: una cialda friabile e vibrante di grano, si spiralizza attorno alla più sublime ed inedita espressività della Cernia. Un mantecato voluttuoso ed etereo che reinventa il piacere di assaporare uno dei prodotti più iconici della pesca isolana.

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La Degustazione di crudo alla maniera di Pietro arriva come un dipinto di mare su porcellana: nove passionali idilli che sintetizzano il pesce azzurro, i crostacei, il pescato d’altura e di scoglio, con accenti aromatici di ricercata espressività.

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Il gambero rosso di Mazara emoziona in un ologramma zen. Brilla sfrigolante di sesamo tra le espressive salse di zafferano ennese, di finocchio e nella indissolubile cremosità della maionese ai pinoli. L’agrodolce degli ortaggi e dello zenzero tatuano al palato la passionalità dell’assaggio.

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Gli spaghettoni di trafila propria sanno incantare nell’abbraccio tra gli ortaggi primaverili, il mare e la lussuriosa corruzione delle polveri aromatiche e dei pinoli tostati: cernia umorale, bietoline clorofilliche e la magistrale cottura regalano il desiderio di indagare ogni sapore.

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L’anatra laccata al miele d’Ape Nera e ai Pistacchi di Bronte, sorprende nell’analogia delle sua verve alla salsa di rapa rossa, fondente al palato, si specchia nella felice composizione di ortaggi e parmentier a corollario. 

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Il carosello dei dessert irradia di perfezione tecnica e di elegante poesia nel sublimare consistenze ed eclettismo di fragranza.

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Semifreddi e mousse che esprimono la purezza della mandorla e l’aromaticità dei frutti rossi, arrivando alle note calde del tabacco ad accarezzare la ganache fondente della più peccaminosa tartelette.

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La Capinera, la scelta di gusto che regala sempre l’emozione di un’esperienza artistica, non solo gourmand. Sul mare di Taormina, dove la sensibilità e la tecnica magistrale dello chef Pietro D’Agostino sanno distrarre dall’incanto del panorama, captando ogni attenzione a tavola e al calice.

 

 

Ristorante La Capinera

Chef Pietro D’Agostino

In sala Cinzia D’Agostino

Via Nazionale, 177
98039 Taormina mare
Loc. Spisone (ME)

+39 338 1588013

info@pietrodagostino.it

chiuso il lunedì

Ristorante visitato il 7 aprile 2018

Zash, la sensibilità artistica dello chef Giuseppe Raciti

Quando la fragranza delle limonaie in fiore della Riviera dei Ciclopi si fa talmente intensa da stordire significa che sei quasi arrivato, se anche il navigatore satellitare si perde sei già lungo la “strada della Femmina Morta” a Giarre, e dopo pochi tornanti scorgi l’ingresso di ZASH. Una meta d’elezione, che si svela solo a chi ha il desiderio di perdersi in un’esperienza sensoriale.

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Bussi al campanello e si apre il varco di un percorso verso la gioia assoluta per la ricercata ospitalità. Un antico casale amabilmente contestualizzato dall’ArchiStar Antonio Iraci nei giardini che hanno l’Etna e lo Jonio come orizzonte, atmosfere rarefatte di charme, coniglietti che ti incuriosiscono tra i prati e il respiro dolce dello slow living sussurrato.

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Ritorni con curiosità ad assaporare le composizioni creative dello Chef Giuseppe Raciti, percepisci nuovi stimoli e la stessa abilità nel dipingere attraverso il gusto.

 

I frittini di benvenuto si contendono l’attenzione con fragranti rustici salati catanesi, arrivano i pani e le focacce, che ti accompagnano nella degustazione dell’olio di Nocellara Etnea dalla vibrante eleganza.

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La passione dello chef Giuseppe Raciti per i latticini si coniuga spesso ai crostacei, alle uova, agli ortaggi e alle intense riduzioni mediterranee e alla dolcezza dei dessert.

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Come in un gazpacho, la cagliata di bufala seduce con la sua cremosità prima di sorprendere il palato con gli aromi balsamici delle cialde di grano.

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Il battuto di gambero rosso è forse una delle portate che più ispira gli chef da decenni, ma nella variante Raciti si scorge l’attenzione ad un percorso ludico, tra viole, germogli caleidoscopici al palato, ricci sensuali e zeste di mandarino ed evocare le atmosfere dell’incantevole territorio circostante.

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L’uovo dello chef Giuseppe Raciti sfrigola di eclettismo e genialità nella sublime verve delle more di gelso dell’Etna, ammalia con la profondità carismatica del tartufo pregiato ed invoglia ad indugiare negli accenti passionali di fonduta di formaggio.

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Ritorna la cremosità nella ricotta cesellata di limone candito e broccoletti, un nido per i gamberi di nassa sabbiati alla panure aromatica.

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La ricciola trionfa nell’idillio di crema di mandorla e dialoga con carciofo, in continui rimandi di mineralità ferrica ed affumicata.

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L’esotismo dei frutti gialli e cocco prepara ad una creazione magistrale di pâtisserie, una tartelette scrigno di sublime lemon curd, eteree meringhe e sorbetto al lampone, sintesi di tecnica e squisita sensibilità.

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Il servizio sorprende distinguendosi per garbo e puntualità, in sala la professionalità del Sommelier  conduce le curiosità espresse attraverso la millenaria vocazione enologica del territorio dell’Etna e sottolinea ogni sfumatura che rende imprescindibile tornare ancora, prestissimo.

 

ZASH 
chef Giuseppe Raciti

Strada Provinciale 2/I-II n.60
95018 Archi – Riposto (CT) – Sicilia

tel: +39 095 7828932
fax: +39 095 7781485
mobile: +39 3472765552
email: info@zash.it

Ristorante visitato il 25 marzo 2018

 

Sabir Gourmanderie, sogno di primavera

Pochi giri di boa tra lo Jonio e i tornanti che ti conducono verso il respiro del vulcano, ed arrivi nel cuore del Parco dell’Etna che ha come irrinunciabile riferimento
Sabir Gourmanderie: il locus amœnus dove le trame sensoriali acquisiscono la dimensione emozionale suscitata dal gusto e dall’ospitalità sublime.

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Il menù di primavera ideato dallo Chef e Patron Seby Sorbello dipinge l’idillio del territorio etneo con tinte carismatiche e sfumature cangianti che volano oltre gli orizzonti siciliani, affermandosi nell’avanguardia internazionale dell’Alta Cucina.

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La cantina non ha limiti geografici e ha solo le coordinate dei desideri più intriganti, senza tralasciare le selezioni di distillati che ispirano l’arte mixology del Sommelier Giovanni La Rosa.

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Le sale si sviluppano senza soluzione di continuità tra l’incantevole vista sul parco e le ricercate atmosfere lounge déco, impreziosite dai dettagli di un prezioso studio di interior&light design.

Le fragranze del finocchietto selvatico e dell’arancia Tarocco accentano i drink iconici, rivisitati con estro e sensibilità per intrattenere ed accompagnare le prime note della sinfonia della cucina.

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Cialde ai ceci, croissant gioiello sfogliati ed innumerevoli fragranti esercizi di stile impreziosiscono la proposta del pane da degustare con l’olio di Tonda Iblea.

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Il cappuccino di scampi e misticanza porta a tavola la brezza e la rugiada, controcanto della passionale dolcezza dei crostacei.

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Il ricordo d’infanzia accarezza la zuppetta di pisellini alla menta, in abbinamento alla ricciola affumicata al timo.

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I molluschi trionfano nella sfrigolante veste, conturbanti nella setosa grazia delle salse ai legumi verdi e ai ricci di mare.

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La guancia di vitello al mosto cotto sorprende con la sua trama fondente e regala il desiderio di perpetuare l’assaggio, supportata dall’etereo soffio di fagioli e dalla crocchetta agli asparagi.

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La sciara dell’Etna arriva a tavola sotto forma di chips di riso Venere, si svela al palato il brivido balsamico del gelato ai fiori di rosmarino e delle erbette spontanee.

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Un sussurro di soavi consistenze si esprime nella minestra di zucchina legenaria, ricotta esperidata al limone e pasta mista. Assaggi polifonici si susseguono, impreziositi dall’olio alla vaniglia.

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I ravioli tatuano l’esuberanza della bottarga all’assaggio, in un rimando di dolcezza dei fiori di zucca.

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Il pesce spada messinese ritorna trionfale protagonista della Cucina d’Autore, sublimato nel taglio, nella cottura. La salsa dell’orto regala la sintesi eclettica di vellutate percezioni agrodolci.

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La granita di carota di Ispica al pepe rosa è preludio della sinfonia dessert da condividere.
La pasticceria dinamica espone la sua più alta intuizione nell’identificare la dolcezza della crema soffiata di piselli, come primaverile compendio al soffice di carota appena sfornato e al latte di mandorla.

Gli agrumi, la trilogia di fragole, la mela Cola – riscoperta tra frutti antichi e dimenticati dell’Etna – danno brio, vivacità e caleidoscopica aromaticità all’Arte della Pasticceria che trova nel laboratorio di Sabir Gourmanderie massima espressività.

Sostenibilità, cultura della biodiversità, valorizzazione dei canoni del gusto del territorio, sintetizzati con estrema raffinatezza dalla squisita tecnica e dalla creativa attitudine compositiva dello Chef Seby Sorbello:
Sabir Gourmanderie.

L’oro dell’Etna, l’Olio EVO Grottafumata.

Olio extravergine di olive Nocellara Etnea biologico, coltivato sul versante nord del vulcano, nel territorio di Randazzo, Catania.
Grottafumata è la contrada che identifica l’eden incontaminato dell’uliveto e olio dal carisma seducente e dalla personalità unica, espressione del suolo ricco di potassio e sodio, che si avvantaggia della rugiada dei prati spontanei – habitat di lucertole e coccinelle a cui è delegato il controllo delle eventuali parassitosi – e dalla vicinanza a corsi d’acqua.

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Riflessi oro cangianti si perdono nel cremoso spessore verde citrino.
Si scalda in fretta la delicata fragranza erbacea, svelando la volatile percezione della buccia delle piccole mele dell’Etna.
L’elegante impronta dei polifenoli si sussegue alla caratterizzante salinità: l’effimera profondità amara anticipa un retrogusto speziato più che piccante, come un masala che si perde nella dolcezza delle noci di macadamia.

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Ideale sul pesce di scoglio e sui molluschi, sui primi mediterranei, per le insalate eoliane, i legumi di Ustica, le patate al vapore e gli ortaggi estivi. Prezioso per emulsionare le ganache di cioccolato e negli impasti soffici da colazione.

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Ulivi quarantennali, ma il 2015 segna il primo anno di commercializzazione.
Flaconi in latta di diversi volumi sono stati scelti per schermare totalmente le fonti di ossidazione luminosa. L’evocativa etichetta illustra l’incantevole fiaba di Grottafumata, ormai prossima a narrare l’ultimo atteso raccolto.

Azienda Agricola Grottafumatadi Mauro Cutuli

+393288226100 – +393803022789

Info@oliogrottafumata.it