Wine Masterclass a Merano WineFestival: la cultura del vino per il sociale

Approfondire le proprie conoscenze sul vino contribuendo a sostenere progetti di cooperazione e sviluppo: sono le Charity Wine Masterclass di Merano WineFestival:

degustazioni verticali pensate dal WineHunter Helmuth Köcher in collaborazione con produttori e selezionati importatori, il cui ricavato ha finalità benefiche e sostiene il Gruppo Missionario di Merano nei suoi progetti di cooperazione e sviluppo in diversi Paesi nel mondo.

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Dedicate a tutti coloro che amano il mondo del vino e vogliono approfondire le proprie conoscenze enologiche, ma nello stesso tempo contribuire a sostenere delle attività benefiche. Sono le Charity Wine Masterclass che si svolgono durante Merano WineFestival all’Hotel Terme Merano. Sessioni di degustazioni verticali che il WineHunter Helmuth Köcher ha realizzato in collaborazione con aziende vitivinicole di eccellenza e selezionati importatori. Esperti appassionati e competenti conducono i partecipanti alla scoperta di vini unici, dai grandi classici ai piccoli tesori nascosti, ognuno a narrare un territorio, una storia, una tradizione. Anche quest’anno il ricavato delle Charity Wine Masterclass insieme a quello delle Charity Wine Auction sostengono un progetto del Gruppo Missionario di Merano “Un pozzo per la vita”. Merano WineFestival contribuirà all’acquisto di un mulino, di un serbatoio per la torre piezometrica e di servizi igienici con acqua corrente nel centro di accoglienza per ragazzi nella parrocchia di Barbarou, in Africa occidentale. Inoltre, verranno istituite tre borse di studio per i ragazzi che frequentano i corsi di formazione presso la scuola professionale “Don Bosco”.

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Questo l’elenco delle masterclasses 2019:

Vitigni resistenti, due scuole a confronto: Friburgo contro Udine
Dolomytos: passione e genialità off limits (Ansitz Dolomytos Sacker)
Cuvée Secrete – quando il paesaggio è arte (Arnaldo Caprai)
LR e Sauvignon Lafòa – Le eccellenze di Colterenzio (Schreckbichl – Colterenzio)
Fiano di Avellino: grande espressione di terroir (Quintodecimo)
Super wines dell’Alto Adige
Barolo & Barbera, l’eleganza del Piemonte (Ca’ Viola)
Jacopo Biondi Santi, tra tradizione e innovazione (Castello di Montepò)
Oreno, supertuscan di razza (Tenuta Sette Ponti)
Oltrepò: sfumature di Pinot Nero (Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese)
Grüner Veltliner on stage (Austrian Wine Marketing Board)
Verticale storica di Madame Martis – A/R (Maso Martis)
Tradizione, passione e potenzialità del territorio vulcanico (Galardi)
Borgogna: enografia di classe francese (Benjamin Leroux)
Rubesco Riserva: la sfida del tempo (Lungarotti)
Identità e unicità della Sardegna (Argiolas)
Il vino è inclusione: l’esperienza del Montepulciano d’Abruzzo Marina Cvetic (Masciarelli)
Tresoro, a tribute to Riparbella (Duemani – Caiarossa – Tenuta Prima Pietra)
Castello di Brolio: il simbolo del territorio del Chianti Classico (Ricasoli)
Il Monte Bianco in un calice (Les Crêtes)
Underwater Champagne (Jamin)
Champagne, sfida ed eleganza inconfondibili (Champagne Drappier)
Sardegna: una tradizione millenaria – Gli Irripetibili. Vini unici per annata, per tipologia e per vitigno
(Camera di Commercio di Nuoro)
Sardegna: una tradizione millenaria – Rosso Cannonau. Un tasting alla scoperta dei mille volti del Cannonau di Sardegna
(Camera di Commercio di Nuoro)
Alla scoperta dei vini del Sudafrica (Afriwines)
La storia del Sauternes (Château de Fargues)
Sannio: la Falanghina, evoluzione storica e bollicine + Caserta: Rossi di terra di lavoro
(Sannio Dop Consorzio di Tutela dei Vini del Sannio – Camera di Commercio di Caserta)

Al seguente link il programma e i costi delle Charity Wine Masterclasses: meranowinefestival.com/charity-wine-masterclasses-2019/

THE CIRCLE: food, spirits & music a Merano WineFestival 2019

Da sabato 9 a lunedì 11 Novembre, dalle 9 alle 23, torna THE CIRCLE, lo spazio che Merano WineFestival dedica al racconto e al confronto.

Cultura con un taglio pop, grazie alla presenza di Tinto il noto conduttore di Decanter su Rai Radio2. 

Accompagnare i visitatori in un viaggio alla scoperta di territori e distretti della biodiversità e sartorialità enogastronomica italiana, questo è ciò che si propone di fare lo spazio THE CIRCLE, che per il secondo anno ritorna in Piazza della Rena durante Merano WineFestival.

Si parlerà di vino e di cibo, ma non solo, e lo si farà con un approccio non convenzionale, per coinvolgere il pubblico oltre ogni tecnicismo.

Un articolato racconto che condurrà alla scoperta di territori di storica tradizione enogastronomica sotto la guida di narratori d’eccezione come Annette Lizotte, wine curator di THE CIRCLE, e Margo Schachter, food curator dello spazio;

ad affiancarle il noto conduttore radiofonico e televisivo Tinto (Nicola Prudente) che col suo stile semplice e divertente saprà cogliere sfumature inaspettate ed intriganti dei singoli territori. Protagonista sarà di Monferrato, terra di Barbera ed altri vitigni autoctoni sintetizzati in tredici Denominazioni di origine, si parlerà dei magnifici territori vitivinicoli pugliesi, dal nord al sud, con il Movimento Turismo del Vino della regione Puglia, ma anche di Famiglie Storiche che dalla Valpolicella arriveranno con un bagaglio di dieci annate in verticale, accompagnate dallo chef Luca Nicolis dell’Antica Bottega del Vino di Verona. In rappresentanza dei Colli Orientali del Friuli Annalisa Zorzettig che durante un light lunch dialogherà con l’agronomo della sua terra, della sua vita e dei vini Myò, che l’hanno portata all’apice della produzione enologica nazionale.
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Ogni giorno lo spazio THE CIRCLE offrirà un ricco programma di eventi:

si inizia alle ore 9:00 con Good Morning Merano!
Un ricco Breakfast per i visitatori con le tisane Pompadour, i panettoni e le marmellate artigianali di Foodie Sapori di Casa Miorelli, i croissant della linea Bio di Fraccaro Spumadoro, in attesa dell’apertura della manifestazione alle ore 10,00.
A seguire, wine and food tasting che si susseguiranno in area BISTRØ insieme a presentazioni di piccole produzioni di qualità che vanno dai formaggi piemontesi Marenchino, dall’olio marchigiano dell’azienda Montecappone al tonno rosso e la colatura di alici Cetara di Armatore, dall’aceto balsamico di Giuseppe Giusti agli insaccati fatti con le migliori carni della Val Nerina.
Nella Lounge presente anche Maurizio Di Maggio per “In viaggio con Di Maggio”. L’amato speaker di RMC, radio partner ufficiale di Merano Wine Festival, ogni giorno trasmetterà in diretta da THE CIRCLE. Interviste e curiosità dalla manifestazione più glamour per wine&food lovers. Oltre a lui Wine Tv, il canale tematico nato per dar voce al mondo del vino.

La seconda edizione di THE CIRCLE ha come parole chiave ‘innovazione’ e ‘provocazione’’”, queste le parole di Manuela Popolizio, curatrice dell’evento con Laura Mottura,perché cibo e vino non parlano solo il linguaggio della tradizione ma sanno anche stupire in format inediti, come le lezioni di pairing fuori orario che seguiranno il breakfast, l’unusual pairing dei light lunch e dei light dinner, o l’extreme pairing con soluzioni estreme ad abbinamenti estremi.

Steinbrück expérience al ristorante Cuvée du Jour a Palermo

I sofisticati perlage delle magnum selezionate dal Barone Roberto Beneventano della Corte, ambasciatore dello Champagne e della Maison Steinbrück, hanno scandito l’evento che ha inaugurato la stagione del ristorante fine dining del Grand Hotel Villa Igiea di Palermo:

Cuvée du Jour si conferma anche per l’estate 2019, l’enclave di ricerca dell’executive chef Carmelo Trentacosti.

Un menù ideato dall’executive chef Carmelo Trentacosti per esaltare la complessità sensoriale e l’eleganza delle Cuvée, screziato di cosmopolitismo diaframmato alla mediterranea stagionalità degli ingredienti, esaltati dalla tecnica magistrale del team di cucina, rappresentato dai sous chef Salvatore Garbo e Antonio Lo Cicero, Giulio Spataro e  Giuseppe Barone.

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L’esemplarità del servizio di sala si avvalora dell’attenzione di Carlo Purpura, Adriano Graziano, Gabriele Tutone e del sommelier Paolo Bertero, che all’unisono hanno saputo illustrare i ricercati pairing tra gli Champagne e le portate in degustazione.

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Tra le nuove creazioni dell’executive chef Carmelo Trentacosti, il Falsomagro Inverso ha saputo rifondare i canoni della contemporanea letteratura del gusto panormita:

fondente filetto di maialino Nero dei Nebrodi, vivacizzato dalla sublimazione eterea della Tuma Persa e tartufo estivo. Un’iconografia del gusto della cucina dei monsù, trasposta con leggibilità estiva e seducente, che ha sedotto anche il palato dei commensali internazionali.

Eventi tematici ideati in sinergia tra l’executive chef Carmelo Trentacosti, Giovanni Mancino, Vito Giglio, rispettivamente F&B Manager e Direttore del Grand Hotel Villa Igiea, ed il Barone Roberto Beneventano della Corte, che ad ogni edizione, riesce attraverso la sua opera divulgativa, a donare inedite chiavi di lettura alla mitologia dello Champagne Steinbrück.

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Il design delle porcellane Villeroy & Boch ha saputo valorizzare la cifra stilistica delle creazioni, mettendo in evidenza l’eleganza compositiva dell’executive chef Carmelo Trentacosti, esteta del gusto ed artista sensoriale.

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La serata è stata moderata dalla PR Manager Carmela Piazza, che con proverbiale allure ha intrattenuto gli ospiti enunciando numerosi spunti culturali e dando alla convivialità le nuances adamantine dell’ospitalità del Grand Hotel Villa Igiea.

La cosmogonia del Nero d’Avola: l’inedita anima di Principi di Butera

I volti del Nero d’Avola dipinti dall’enologo Antonio Paolo Froio hanno sempre le più iridescenti caratterizzazioni ed il valore autentico della rivelazione: la lectio magistralis esclusiva tenutasi ieri al ristorante La Madia di Licata, tratteggiata dalla genialità artistica e dall’innata eleganza compositiva dello chef Pino Cuttaia, ha svelato la polifonia di un vitigno autoctono che ha animato l’evento con inedite nuances.

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Antonio Paolo Froio

La percezione di una mineralità eclatante, cristallina nell’anima platino delle officinali che si sprigionano nitide già nella presa di spuma studiata del NEROLUCE, elicriso-biancospino-more di gelso bianco-benzoino-mandorla acerba, si evolvono con l’affinamento di trentasei mesi sui lieviti del nuovo ed unico pas dosé di Nero d’Avola in allegorie di zagara e lavanda, brillante succosità di yuzu e carezzevole perlage, ed evocare la brezza del primo mattino che porta alle labbra le onde.

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Particelle nettamente distinte per suoli e latitudini, irraggiamento e drenaggio, danno vita ad espressività delle bacche di Nero d’Avola talmente divergenti da meritare micro vendemmie, mono vinificazioni e progetti enologici dedicati a ciascun cru.

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Alla presenza del Dottor Francesco Zonin, sono state messe in luce le recenti evidenze scientifiche delle analogie tra i DNA dei vitigni mediterranei e delle linee evolutive delle bacche bianche e rosse, in rapporto alla diversa destinazione d’uso dei biotipi di Nero d’Avola, che da vino da taglio si è affermato oggi come anima caleidoscopica della provincia nissena e agrigentina.

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Anna Maria Orlando, Pino Cuttaia, Francesco Zonin

Le anime liriche del metodo Charmat lungo del NEROLUCE e del pas dosé di Nero d’Avola Principi di Butera appena presentato, hanno enfatizzato le ricercate ed espressive scelte stilistiche d’apertura dello Chef Pino Cuttaia:

versatilità e contemporanee didascalie sensoriali d’estate a dare l’esatta tipizzazione e la trionfale intensità estiva della Caprese, del tonno Rosso, della Pizzaiola e delle conserve.

Principi di Butera-21.JPGDi tenerumi di zucchina legenaria, di mineralità iodiche della bottarga e della salsa d’acciuga e di tulle di calamaro che si fa ologramma delle tinte più audaci e sofisticate. Un dualismo tantrico che si risolve nell’opulenza sensuale dei crostacei: uno dei piatti storici dello Chef Pino Cuttaia, riscritto sempre nella contemporanea edizione della sua cifra stilistica. Trama di mare e ordito degli orti, che a Licata non hanno soluzione di continuità e filtrati dalla sensibilità eclettica di Pino Cuttaia catturano l’anima, molto più che il palato, distillando una componente emozionale che si tatua tra i desideri perpetui.

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L’esuberanza e la vivacità, l’essenza pura del Nero d’Avola, principe del terroir di Butera. Sa affascinare AMIRA, sa coinvolgere attraverso l’autenticità di sorsi che trasmettono identità e carisma, nell’agilità delle more e delle ciliegie, accarezzate da tannini suadenti ed una salinità austera.

Principi di Butera-27.JPGSpaghetti al pomodoro, si scrive così, e si legge al palato come un’epifania umami: nell’assoluta sintesi estiva dei sapori travolgenti mantecati ad arte.

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DELIELLA 2015 e 2000 hanno suggellato la cosmogonia del Nero d’Avola, con carisma e magistrale esposizione del know how aziendale Principi di Butera. Le scelte drastiche in vigna, l’escursione termica delle colline nissene e la culla ancestrale del vitigno siciliano per antonomasia, traspaiono nella coinvolgente lettura sensoriale, che ha nell’inconsueta eleganza verticale e nell’euforia della struttura un valore aggiunto.

Principi di Butera-37.JPGUn idillio che trova pairing ideale al maialino dei Nebrodi e ai dessert, che narrano l’opulenza dei fichi, del cioccolato e dei frutti rossi.

Summer Light: in scena il nuovo menù dello Chef Joseph Micieli ed in anteprima anche il Pas Dosé di Nero d’Avola Principi di Butera

I riflessi della luna sul mare di Punta Secca e del faro, il dehors del ristorante fine dining Scjàbica Cuoco Pescatore allestito esaltando le atmosfere lounge, le note jazz di Antonella Catanese e Marcello Di Dio ed il solstizio d’estate celebrato dall’eloquenza della creatività dello Chef Joseph Micieli, che stagione dopo stagione, innova sotto la lente del suo carisma tecnico e del suo cosmopolitismo compositivo, i sapori della biodiversità del pescato e degli orti di prossimità. Un menù imbastito di trame travolgenti e screziato di tessiture voluttuose, che seducono attraverso l’identità degli ingredienti accarezzati e donati al palato nella loro essenza.

Un percorso di scoperta e brillante intrattenimento: lo chef Joseph Micieli ed il direttore dell’Azienda Principi di Butera, l’enologo Antonio Paolo Froio, hanno tratteggiato gli abbinamenti esponendo analogie ed evocativi rimandi sensoriali, dando all’evento conviviale un’anima divulgativa. La giornalista Sabrina Gariddi ha moderato i dibattiti,  mettendo in luce i percorsi intrapresi e proiettando con lungimiranza il ruolo dell’enogastronomia nel turismo culturale.

La monumentale esposizione della cucina espressa dello Chef Joseph Micieli ha conquistato l’entusiasmo degli ospiti e della critica di settore: dinamismo ed elaborazioni rigorosamente espresse, esemplari negli equilibri, nella precisione tecnica e nella valorizzazione degli ingredienti.

Antonio Paolo Froio, ambassador ed anima tecnica della cantina Principi di Butera, ha selezionato le etichette della serata: Grillo, Insolia e la quintessenza del Nero d’Avola.

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Trentasei mesi sui lieviti, l’intuizione delle potenzialità di una vendemmia precoce e la genialità di saper donare al vitigno autoctono più rappresentativo dell’entroterra siciliano una luce inedita ed un’espressività intrigante, esperidata e balsamica, ad evocare zagara, more di gelso bianco, agrumi verdi e lavanda.

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In cucina, Chef Joseph Micieli, Peppe Bellina e Agata Rizza

La pralina di gambero Rosso al pistacchio tostato, su specchio di limone IGP di Siracusa, il trionfo di polpo cocktail, umorale di Datterino e cavolfiore agrodolce e le crocchette di alici ripiene di finocchietto e provola dei Nebrodi su crema di patacche selvatiche, hanno introdotto gli ospiti nella degustazione.

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Taboulé aureo di zafferano ibleo, brunoise di ortaggi, mitili e fonduta di Ragusano DOP, i paccheri al ragù di tonno, crema di caprino girgentano e panure al limone candito e le trenette di mare ad estasiare il pubblico, anche attraverso l’esposizione della professionalità del servizio di sala.

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Ricciola ecletticamente ammuttunata alla Tuma Persa, un secondo impreziosito dalla vivacità del sedano e dalla mela e la sfrigolante trama dello sgombro, inedito nella versione crispy e salsa tartara allo yogurt di bufala ragusana e gel di limone.

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Lamponi, meringa e curd di limone IGP di Siracusa, e mousse di ricotta di bufala, ciliegie poché dell’Etna al vino rosso e crumble speziato al caffè, a sancire l’idillio dei dessert.

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La vetreria artistica Thalass ha accentato le portate delle trasparenze marine, amplificando la valenza e la funzionalità della mise en place.

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Esperienza da ripetere ogni sera, al ristorante Scjàbica Cuoco Pescatore.

PIETRADOLCE, l’essenza ed il misticismo dell’Etna

“Il valore di un vino sta nella sua capacità di trasmettere, in un sorso, l’essenza ed l’identità”

Il valore di un vino, a PIETRADOLCE s’inserisce in un concept iridescente e sfaccettato, rarefatto nei dogmi dalla travolgente leggibilità, grazie all’opera divulgativa che prende respiro nel carisma dei vigneti centenari e decennali coltivati ad alberello: Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio e Carricante come ambasciatori dell’identità del versante nord della viticoltura del vulcano.

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Leggibilità enologica che si trasmette attraverso l’identità marcata dei singoli terroir

Vinificando separatamente le uve delle distinte particelle si tratteggiano le nuances caratteristiche, esaltando con incisività la preponderante magmaticità dei suoli vulcanici e l’eleganza strutturale delle latitudini pedemontane. La vivacità geologica ed il peculiare microclima di contrada Rampante, a Solicchiata, e di contrada Zottorinoto, hanno nell’escursione termica e nell’irraggiamento solare due fattori caratterizzanti. Fattori che uniti al desiderio della Famiglia Faro di racchiudere nella produzione della Cantina PIETRADOLCE l’anima dei vitigni autoctoni, trovano nel panorama enologico dell’Etna risalto anche grazie all’affermazione nel mercato internazionale.

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Il design della Cantina rivela l’armonia mistica della fusione al territorio, uno studio stilistico rispettoso e lungimirante ha circoscritto l’avanguardia tecnologica nel paesaggio, nello scrigno di ricerca, accoglienza e divulgazione che è oggi PIETRADOLCE.

 

 

I vini PIETRADOLCE sono stati celebrati durante l’ultima edizione di Contrade dell’Etna ed in diversi eventi collaterali alla manifestazione, che hanno avuto negli spazi polifunzionali della Cantina il privilegiato palcoscenico. Entusiasmo ed attenzione della critica hanno accolto le annate correnti, che evidenziano un know how che si affina e coinvolge nella consapevolezza del valore del sapersi distinguere.

 

PIETRADOLCE

SS120, 174

95012 Contrada Rampante,Castiglione di Sicilia, CT

 

ITALIA CIBUM e l’Arte della Panificazione: al via il congresso del Gusto

Al via domani i laboratori e le conferenze che si alterneranno per le due settimane di approfondimenti sulla cultura dell’alimentazione e sull’Arte Bianca che ha reso celebre Ficarazzi, il Comune alle porte di Palermo che è fulcro dell’enogastronomia.

Un’antica tradizione di panificazione, rispettosa della selezione delle materie prime, delle abilità ancestrali e della cottura a legna, attenzioni che hanno reso il pane di Ficarazzi un prodotto apprezzato ed ambito.

Arte bianca e abilità manuali, vastedde, vastedduni e muffolette, si tramandano da generazioni e oggi il pane prodotto nel Comune alle porte di Palermo, diventa oggetto di studio ed approfondimento, protagonista, insieme con lo sfincione e altri illustri lievitati, di una manifestazione a loro dedicata.

Prende il via domani

“L’arte della panificazione a Ficarazzi”

una manifestazione organizzata dal Comune e da Italia Cibum, con il supporto della Regione Siciliana, della Proloco di Ficarazzi e di Mediacom.

Fino al 28 dicembre, nello spazio allestito in piazza Papa Giovanni Paolo II, convegni, talk show, laboratori del gusto, degustazioni e visite guidate, avranno l’ambizioso obiettivo di far conoscere i pregiati prodotti artigianali ficarazzesi formando, al contempo, una sorta di nuova consapevolezza su ciò che mangiamo e sulle scelte che tutti noi ogni giorno facciamo sugli alimenti da portare a tavola.

Il cibo è il motore del nostro corpo e del nostro pensiero e, come tale, necessita di grandi attenzione e cura. È l’occasione, questa, per rivolgersi ai giovani che sono coloro che erediteranno naturalmente l’arte dello sfincione e della panificazione, ma non mancherà l’attenzione su uno sviluppo consapevole del turismo enogastronomico.

“L’arte della panificazione a Ficarazzi è antica e la bontà del nostro pane e del nostro sfincione, negli anni, ha valicato i confini del paese e in molti vengono qui a comprarli da Palermo o dai paesi limitrofi – spiega il vicesindaco con deleghe alle Attività produttive e al Turismo, Salvatore Bisconti – .

Oggi, con questa manifestazione, vogliamo accendere l’attenzione da una parte sulla qualità di materie prime e lavorazioni e dall’altra sulle potenzialità di sviluppo di un territorio legate ai prodotti gastronomici”.

Il programma

La manifestazione prenderà il via domani (14 dicembre) alle 15 con la chef Bonetta Dell’Oglio e Francesca Cerami dell’Idimed, che parleranno di Dieta Mediterranea. A seguire ci sarà una degustazione di sfincione locale.

Sabato pomeriggio, 15 dicembre, dalle 15 alle 19, la chef Bonetta Dell’ Oglio e Arturo Genduso, agronomo, specialista in agricoltura naturale, cureranno il laboratorio “Dal campo alla tavola”

Lunedì 17 dicembre si metteranno la mani in pasta con un corso di panificazione dalle 10 alle 17. Si partirà dalle tecniche di molitura dei grani antichi e moderni e seguirà una visita all’azienda Molini del Ponte di Castelvetrano (Tp), specializzata nella produzione delle farine di grani antichi moliti a pietra naturale. Si incontrerà l’imprenditore e mugnaio Filippo Drago per scoprire il processo di molitura negli antichi mulini a pietra naturale francese La Fertè e comprendere l’avanguardia tecnologica degli strumenti di selezione e pulitura del grano.

Martedì 18 dicembre, dalle 16 alle 19, si parlerà di strategie di comunicazione con un corso curato da Marco Sajeva, fondatore dello studio Visioni, su “Social media marketing: come comunicare la tua attività”.

Mercoledì 19 dalle 10.30 alle 14 si torna a parlare di panificazione con una visita alla Stazione Consorziale Sperimentale di Granicoltura (partenza da Ficarazzi alle 7).

Giovedì 20 sarà la volta di un laboratorio tenuto, dalle 15 alle 19, dal bakery chef e Ambasciatore del Gusto messinese Francesco Arena su “L’interpretazione della pizza messinese”.

Venerdì 21 Dicembre, dalle 15 alle 19, il laboratorio sarà dedicato al dolce della tradizione: il buccellato. A curarlo sarà Bonetta dell’Oglio. A seguire Giuseppe Morreale, storico della tradizione, racconterà la storia dei panificatori di Ficarazzi.

Dopo pane, pizza e sfincione, sabato 22 dicembre, il panettone, re dei lievitati, sarà protagonista di una degustazione alla cieca curata da Salvatore Spatafora. Dalle 16 alle 18 sarà possibile assaggiare alcuni tra i migliori panettoni artigianali prodotti in Sicilia ai quali saranno affiancate alcune produzioni di pasticceri e panificatori di Ficarazzi. Prevista anche una degustazione di vini in abbinamento.

Domenica 23 dicembre alle 11, uno dei momenti clou della manifestazione, con il convegno sul tema “La coscienza del consumatore”. Si parlerà del divario e del livello di coscienza nel consumo di grani antichi tra nord e sud. A seguire degustazione dello sfincione di Ficarazzi a cura dei panificatori del paese.

Il 27 dicembre alle 10 l’ultimo appuntamento con un laboratorio su “la colazione salutare” tenuto da Nino Terrana.

Il convegno

La coscienza dei consumatori – Domenica 23 dicembre ore 11

Il confine sottile tra coscienza e incoscienza determina il grado di consapevolezza e di comprensione della realtà.” di STEFANO NASETTI

Cosa si intende per “potere del consumatore”? Soffermiamoci innanzitutto sul significato di queste due parole che forse sono usate troppo e troppo spesso in modo improprio. Il potere è la capacità di influenzare in modo determinante persone o situazioni, oltre a rappresentare la possibilità concreta di fare qualcosa. Il consumatore è chi consuma, vale a dire chi sul mercato domanda beni e servizi ed è disposto a pagare un prezzo per essi. Il momento fondamentale in cui il consumatore può esercitare il proprio potere è rappresentato dall’atto d’acquisto.

La forza apparentemente senza limiti delle imprese produttrici, in modo particolare delle società multinazionali, ha in realtà una debolezza intrinseca in quanto la capacità di sviluppare business e di creare profitto dipende principalmente dal comportamento dei consumatori nel momento in cui acquistano prodotti o servizi.

Il gesto di fare la spesa non è un’azione priva di significato, un atto privato che riguarda solo il consumatore, i suoi gusti, i suoi desideri, il suo portafoglio. Esso può assumere una forte e chiara valenza sociale, economica e politica.

Il consumatore oggi è sempre più bombardato da informazioni salutari, etiche e sociali, dall’Olio di Palma al mito dei prodotti integrali, ai prodotti Bio piuttosto che “Naturali”. Molte aziende note hanno realizzato prodotti ad hoc per soddisfare la crescente domanda del prodotto “Buono e Sano”. Il consumatore, sviluppando una coscienza critica, acquisisce dunque un grande potere e proprio perché le imprese hanno timore di questo tentano di dominare la nostra volontà spendono miliardi in pubblicità.

Ma realmente davanti lo scaffale del supermercato, cosa ci spinge all’acquisto di un prodotto piuttosto che un altro? Siamo davvero cosi consapevoli?

Di tutto questo si parlerà domenica 23 dicembre a partire dalle 11, nel corso di un convegno moderato dalla giornalista Manuela Laiacona.

Relatori:

Bonetta dell’Oglio, chef: “La cucina consapevole”

Giusy Vitale, supermercati Prezzemolo & Vitale selezionatori di eccellenze: “le scelte di qualità sono possibili?”

Arturo Genduso, agronomo: “Che fine ha fatto la nostra coscienza?”

Francesca Cerami, Presidente dell’IDIMED: “La dieta Mediterranea e come ritracciarla sullo scaffale”

Filippo Drago, Molini del Ponte: “Ho scelto i grani autoctoni perché?”

Mauro Priamo e Marcella Tomasino, Azienda Agricola Casa San. Giacomo: “L’agricoltura come metodo educativo”

Calogero Vizzini, presidente del Federconsumatori: “Come aiutare il consumatore ad essere consapevole”

Daniela Mainenti, giurista: “Conoscenza del prodotto pesce per la prevenzione della pesca illegale”

La manifestazione “L’arte della Panificazione a Ficarazzi” è organizzata da Italia Cibum e dal Comune di Ficarazzi.

Italia Cibum SpA – nota in questi giorni per essere la holding che è dietro il progetto di internazionalizzazione del brand Spazio Niko Romito che ha appena aperto a Roma – è un brand specializzato in progettazione, organizzazione e comunicazione rivolto all’affiancamento e al supporto di produttori, erogatori di servizi, ristoratori, organizzatori di eventi, nel comparto enogastronomico in Italia e all’estero. La struttura accompagna a livello strategico e creativo i brand enogastronomici italiani nel mondo, per diffonderli e valorizzarli e fare cultura di prodotto.

#SAVETUMAPERSA, un hashtag per salvare un presidio di biodiversità

La TUMA PERSA è un formaggio simbolo del patrimonio culturale del gusto siciliano, una produzione artigianale che rischiamo di non poter più assaporare a causa dell’isolamento del caseificio Passalacqua.

Salvatore Passalacqua

Castronovo, il piccolo paese in provincia di Palermo dove si produce la TUMA PERSA, subisce un grave dissesto infrastrutturale a causa di uno smottamento avvenuto durante le alluvioni di novembre. Un assurdo immobilismo burocratico e una stasi politica che sono state affrontate nelle inchieste giornalistiche di Clara Minissale e che hanno avuto eco anche sulla stampa nazionale.

Una produzione di nicchia, che rischia di scomparire per sempre e che Salvatore Passalacqua produce da diciotto anni e distribuisce in Italia e all’estero.

O meglio produceva e distribuiva, perché oggi il latte non arriva più in azienda, e l’isolamento dovuto alla frana impedisce anche la commercializzazione.

“Continuando così rischiamo la chiusura del caseificio – racconta preoccupato il Casaro – siamo a quattro chilometri dal centro abitato e ad otto dalla Strada Statale 189, eppure siamo costretti a percorrere circa cinquanta chilometri in più per aggirare la frana e tornare a casa, per distribuire i nostri prodotti o per farci consegnare il latte, che devo acquistare ad un prezzo maggiorato dalle difficoltà di trasporto”

L’illustrazione della Chef Valentina Chiaramonte FUD OFF

Ma la Tuma Persa non può andare persa veramente!

Cosi FUD BOTTEGA SICULA grazie alla genialità di Andrea Graziano, founder ed ideatore del marchio, ha lanciato una campagna social per sostenere Salvatore e il suo formaggio, che è già virale.

L’Ambasciatore del Gusto Andrea Graziano

Tantissimi tra chef, produttori, giornalisti ed appassionati del settore hanno già aderito alla campagna.

Chef Joseph Micieli
Chef Marco Baglieri
Chef Lorenzo Ruta
Chef Carmelo Trentacosti
Chef Gaetano Billeci e la brigata
Chef Teresa, Giovanni e Vania Morello
Chef Pino Cuttaia

“Partecipare è facile – dice Andrea Graziano – basta prendere un foglio, un cartello o quello che si vuole e scrivere #Savetumapersa, fare una foto o un video e metterci la faccia, condividendo il proprio contenuto sui social e utilizzando l’hashtag #Savetumapersa. Un gesto semplice che ci consente però di poter non solo manifestare solidarietà nei confronti di un produttore che ha sempre fatto bene il suo lavoro e che adesso si trova in difficoltà economiche per una fatalità che potrebbe accadere a chiunque, ma anche di sensibilizzare l’opinione pubblica sulle mancanze di un sistema statale e governativo che lascia sempre più soli gli imprenditori. Speriamo che dopo tanta mobilitazione, qualcosa si muova e si possa ripristinare al più presto la viabilità della strada per consentire a Salvatore di continuare a produrre la sua Tuma Persa.”

Non perdiamo la tuma persa!

FUD Bottega Sicula vince il premio alla migliore comunicazione enogastronomica indetto dall’Associazione Italiana Studi Semiotici

La giuria, composta da docenti ed esperti del settore, ha premiato all’unanimità Fud Bottega Sicula per l’innovativa strategia di comunicazione integrata

Un importante riconoscimento quello assegnato ieri, due dicembre presso il Museo delle Marionette di Palermo a conclusione del XLVI congresso annuale dell’Associazione Italiana di Studi Semiotici (AISS), che ogni anno riunisce i maggiori esperti della scienza della significazione, per dibattere sui livelli di senso più profondi legati all’interpretazione dei testi che ci circondano. 

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Il Premio Semiofood in linea con il tema del congresso:

Politiche del gusto: mondi comuni, tra sensibilità estetiche e tendenze alimentari” ha incoronato FUD Bottega Sicula per la migliore comunicazione di brand tra le aziende siciliane nel settore dell’enogastronomia.

La Giuria, composta da Anna Maria Lorusso, presidente dell’Aiss nonché docente di Semiotica all’Università di Bologna, Gianfranco Marrone, docente di Semiotica (Università di Palermo), Rosario Perricone, direttore del Museo Pasqualino (Palermo), Paolo Inglese, docente di Orticoltura (Università di Palermo), Nicola Perullo, docente di Estetica (Università delle Scienze Gastronomiche), Marco Bolasco, responsabile editoriale Giunti Editore, Fabrizio Carrera, giornalista enogastronomico, ha valutato l’intero progetto di comunicazione esaminando tutte le attività di branding dell’azienda con uno storico di oltre cinque anni.

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Un premio che ha riconosciuto il valore e la coerenza dei diversi strumenti e delle tante azioni che compongono la strategia di comunicazione integrata dell’azienda, analizzando lo spazio e gli allestimenti dei ristoranti; l’esperimento del FUDDISH ovvero la lingua di Fud dove tutti i termini inglesi della cultura dei burger bar vengono trascritt esattamente come si leggono; il logo e le sue operazioni di disseminazione su gadget e merchandising, prodotti a marchio e all’interno del ristorante;le campagne di social media marketing e la produzione di contenuti video; le attività di PR, Press Office e produzione eventi. 

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“Siamo molto orgogliosi di aver ottenuto un riconoscimento così prestigioso che ci ripaga per un grande lavoro di squadra e per aver raccontato la Sicilia in modo contemporaneo e diverso dai soliti stereotipi – afferma Andrea Graziano, fonder e ideatore del marchio FUD Bottega Sicula voglio condividere questo premio con tutti i nostri fud pipol e con il nostro marketing tim, team che ogni giorno lavora per comunicare al meglio tutto quello che di buono la nostra terra ci offre”.

 

Il Congresso Nazionale della Federazione Italiana Cuochi dal 31 marzo al 2 aprile 2019 a Catania

“Siamo già a lavoro da mesi – sottolinea il Presidente di FIC Promotion Seby Sorbelloperché l’appuntamento nazionale riesca nel migliore dei modi, come è sempre stato nello stile FIC. Per questo ringraziamo sin d’ora tutti i protagonisti che stanno creando questo forte gioco di squadra, facendo comprendere quanto la cucina italiana appartenga a tutti e non solo ai cuochi”.

Gusto in Scena: è questo il tema del prossimo Congresso della Federazione Nazionale Cuochi e l’intera Sicilia sarà rappresentata dal patrimonio culturale del gusto.

CIBO NOSTRUM, per l’occasione, si trasferirà da Taormina ai giardini di Villa Bellini e al Teatro Massimo di Catania, mentre le attività congressuali si svolgeranno presso il complesso delle Ciminiere.

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Il Congresso FIC e CIBO NOSTRUM trasformeranno Catania nella capitale del gusto, aprendo le porte non soltanto ai cuochi e agli addetti ai lavori ma anche al grande pubblico, con incontri, dibattiti, approfondimenti sui temi di enogastronomia, turismo, economia, sviluppo del territorio nel contesto euromediterraneo. Tutti temi in cui la cucina ed i cuochi rivestono un ruolo fondamentale.

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La conferenza stampa di presentazione del Congresso è stata moderata dai giornalisti Clara Minissale ed Antonio Icona, che hanno messo in luce gli aspetti salienti del doppio prestigioso evento della prossima primavera catanese, non solo a livello enogastronomico, ma anche sotto il profilo culturale e turistico. Gli ingredienti saranno i profumi, i colori e i sapori siciliani ed italiani, ed i Cuochi FIC racconteranno attraverso il gusto e la creatività il territorio siciliano.

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Il Congresso FIC si svilupperà nei tre giorni, dal 31 marzo al 2 aprile 2019. Ad essere svelati durante la conferenza stampa di sabato scorso, sono stati anche i nuovi dettagli di una delle manifestazioni più attese a marchio FIC, cresciuta negli anni anche per partecipazione internazionale. Il riferimento ovviamente è alla Grande Festa della Cucina Italia, CIBO NOSTRUM, che quest’anno cambierà location e programma. Catania lavora già per  accogliere la grande festa della cucina italiana.