THE CIRCLE: food, spirits & music a Merano WineFestival 2019

Da sabato 9 a lunedì 11 Novembre, dalle 9 alle 23, torna THE CIRCLE, lo spazio che Merano WineFestival dedica al racconto e al confronto.

Cultura con un taglio pop, grazie alla presenza di Tinto il noto conduttore di Decanter su Rai Radio2. 

Accompagnare i visitatori in un viaggio alla scoperta di territori e distretti della biodiversità e sartorialità enogastronomica italiana, questo è ciò che si propone di fare lo spazio THE CIRCLE, che per il secondo anno ritorna in Piazza della Rena durante Merano WineFestival.

Si parlerà di vino e di cibo, ma non solo, e lo si farà con un approccio non convenzionale, per coinvolgere il pubblico oltre ogni tecnicismo.

Un articolato racconto che condurrà alla scoperta di territori di storica tradizione enogastronomica sotto la guida di narratori d’eccezione come Annette Lizotte, wine curator di THE CIRCLE, e Margo Schachter, food curator dello spazio;

ad affiancarle il noto conduttore radiofonico e televisivo Tinto (Nicola Prudente) che col suo stile semplice e divertente saprà cogliere sfumature inaspettate ed intriganti dei singoli territori. Protagonista sarà di Monferrato, terra di Barbera ed altri vitigni autoctoni sintetizzati in tredici Denominazioni di origine, si parlerà dei magnifici territori vitivinicoli pugliesi, dal nord al sud, con il Movimento Turismo del Vino della regione Puglia, ma anche di Famiglie Storiche che dalla Valpolicella arriveranno con un bagaglio di dieci annate in verticale, accompagnate dallo chef Luca Nicolis dell’Antica Bottega del Vino di Verona. In rappresentanza dei Colli Orientali del Friuli Annalisa Zorzettig che durante un light lunch dialogherà con l’agronomo della sua terra, della sua vita e dei vini Myò, che l’hanno portata all’apice della produzione enologica nazionale.
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Ogni giorno lo spazio THE CIRCLE offrirà un ricco programma di eventi:

si inizia alle ore 9:00 con Good Morning Merano!
Un ricco Breakfast per i visitatori con le tisane Pompadour, i panettoni e le marmellate artigianali di Foodie Sapori di Casa Miorelli, i croissant della linea Bio di Fraccaro Spumadoro, in attesa dell’apertura della manifestazione alle ore 10,00.
A seguire, wine and food tasting che si susseguiranno in area BISTRØ insieme a presentazioni di piccole produzioni di qualità che vanno dai formaggi piemontesi Marenchino, dall’olio marchigiano dell’azienda Montecappone al tonno rosso e la colatura di alici Cetara di Armatore, dall’aceto balsamico di Giuseppe Giusti agli insaccati fatti con le migliori carni della Val Nerina.
Nella Lounge presente anche Maurizio Di Maggio per “In viaggio con Di Maggio”. L’amato speaker di RMC, radio partner ufficiale di Merano Wine Festival, ogni giorno trasmetterà in diretta da THE CIRCLE. Interviste e curiosità dalla manifestazione più glamour per wine&food lovers. Oltre a lui Wine Tv, il canale tematico nato per dar voce al mondo del vino.

La seconda edizione di THE CIRCLE ha come parole chiave ‘innovazione’ e ‘provocazione’’”, queste le parole di Manuela Popolizio, curatrice dell’evento con Laura Mottura,perché cibo e vino non parlano solo il linguaggio della tradizione ma sanno anche stupire in format inediti, come le lezioni di pairing fuori orario che seguiranno il breakfast, l’unusual pairing dei light lunch e dei light dinner, o l’extreme pairing con soluzioni estreme ad abbinamenti estremi.

Chef Alessandro Ravanà: l’eclettismo della sostenibilità

Le edizioni contemporanee della sostenibilità fine dining e l’impatto etico del gusto, trovano nelle contaminazioni culturali intriganti spunti, anche per veicolare l’esigenza di scelte più consapevoli sugli equilibri ambientali che riguardano l’educazione alimentare e la valorizzazione delle risorse ittiche, in un momento storico di sfruttamento di depauperamento del mare. Nella rilettura critica ed illuminata degli ingredienti di prossimità, nell’approccio gioioso e ludico alla composizione delle strutture, alla vivacità degli ossimori che si trasformano in assonanze ed allitterazioni sensoriali, s’intersecano le ispirazioni del nuovo menù del ristorante Il Salmoriglio di Porto Empedocle, alle latitudini dove l’estate non sa arrendersi alle primizie dell’autunno, e dove la creatività e la sensibilità artistica intarsiano l’eleganza dei sapori.

Un orizzonte in divenire quello dello chef Alessandro Ravanà, proiettato nel ruolo di ambasciatore della cucina mediterranea e dei valori di rifondazione del gusto, senza tralasciare la sperimentazione e l’evoluzione delle proposte di un menù che ogni giorno si riscrive per enunciare la passionalità delle preparazioni più emblematiche del territorio empedoclino e per portare a tavola il cosmopolitismo che è nel DNA del continente Sicilia.

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Il valore organolettico e nutraceutico del pesce azzurro, l’espressività clorofillica ed esperidata della salsa salmoriglio, la spigolosità delle fermentazioni lattiche e la profondità della tapenade come dichiarazioni d’intenti, in un benvenuto che è ha l’esponenziale valore di enunciare la tradizione senza le sovrastrutture dei dogmi, ma attraverso il brio e la libertà dell’interpretazione.

 

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Il pastrami di razza travolge nella rivelazione inedita delle alchimie speziate ed agrumate, in un continuo rimando tra Mediterraneo ed Americhe, in un’edizione pop e conturbante di un leitmotiv estatico.

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Sussurri d’autunno intarsiano il carpaccio, sussurri come carezze, sussurri di raffinatezza millimetrica nel misurare contrasti, salinità, affumicature, umami e trame che si rivelano oltre l’idillio.

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Stile manifesto e mai ostentato. Palesato nell’attitudine ad arrivare alla componente evocativa degli ingredienti, screziati di accenti aromatici ed rispettati dalla tecnica e dalle cotture magistrali.

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Tartufo ed infusioni balsamiche a controcanto dell’opulenza dei ravioli: sfoglia setosa e minimale a celare la quintessenza della passionalità, preludio di un desiderio perpetuo.

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Il seme di ulivo, la sintesi della cultura mediterranea, si fa polvere rivelatrice sul rombo, e tratteggia l’essenza programmatica del nuovo menù: ricreare e sperimentare, rimasterizzare il sapere e le certezze, per scrivere le nuove pagine della letteratura del gusto e dialogare con le tendenze internazionali.

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Il dinamismo e l’essenzialità dell’osmosi a suggellare il paradigma assoluto che l’identità sa essere totalizzante, come nell’assoluto di frutta e ortaggi, stuzzicato dal sorbetto di pesca gialla a corollario.

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Nella cosmogonia dessert, una parentesi graffa voluttuosa da meditazione: cioccolato, spezie, noci pecan e l’eclettismo dell’infuso lisergico di pepe Sansho giapponese. Musicalità e leggiadria, senza esitazioni, senza sofisticazioni, nella verità e nella sincerità di chi sa essere interprete e mai esecutore.

 

 

MEMORABILIA ZASH: i dieci cult dello Chef Giuseppe Raciti

 

La sonorità che s’infittisce tra le labbra come un bacio, il fluire alchemico del magnetismo dell’Etna diaframmato dallo Jonio che si svela nell’identità di ZASH, memoria onomatopeica che cattura la brezza tra la zagara in fiore e profuma i desideri.

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ZASH è un eden in cui ritrovarsi, nella spiritualità della SPA, nelle atmosfere cangianti dal risveglio al tramonto, che dietro il vulcano ha nuances sempre nuove, e nella squisita ospitalità di design che gli architetti Carla Maugeri ed Antonio Iraci sanno veicolare con infinita eleganza, nell’armonia tra natura totalizzante e ricercatezza sublimata del boutique hotel.

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Iconici e memorabili, i dieci signature dish presentati in occasione dell’attesa cena conviviale, andata in scena i primi di aprile, sono stati legati ad ad arte in un percorso ideato per trasporre l’emblema della leggibilità contemporanea della creatività dell’executive chef Giuseppe Raciti. Senza l’ancora di una connotazione temporale, le armonie che negli anni hanno trovato espressività nelle composizioni dello Chef, hanno saputo scandire con stile e carisma, il ritmo fine dining, sorprendendo come fossero inedite esecuzioni.

I cocktail curati nella miscelazione officinale e nella scenografia evocativa, audaci nell’aromaticità più sofisticata del Bartender Seby Sorbello, hanno saputo intrattenere gli ospiti nell’atmosfera incantata del palmento storico attorno a cui si snodano le sale, rivelando i volumi enfatizzati dal sapiente recupero stilistico della proprietà.

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pomodoro-fragola-scampo-stracciatella, arancino di alici, iris salata al pistacchio di Bronte e pane cunzatu

Avanguardia nella leggerezza percepita, nell’eleganza delle strutture, nell’interpretazione della stagionalità e nel rimando continuo tra l’internazionalità dello stile, della tecnica e della ricerca, e l’audacia introspettiva degli accenti più intriganti, degli agrodolci siciliani sussurrati attraverso le more di gelso dell’Etna o dell’umami mediterraneo del pomodoro verde che diventa preludio dessert.

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Trasparenza di gambero rosso, mandorle, ricci e mandarino

Il servizio sorprende distinguendosi come sempre per saper intrattenere ed enunciare con puntualità, in sala la professionalità del Sommelier Daniele Forzisi e del Maître Giuseppe Romeo ammaliano con la preziosa attitudine a dipingere attraverso carismatiche ricercatezze enologiche la prossimità e l’internazionalità.

 

Tartufo siciliano e more di gelso rosso, fonduta di formaggio e la croccante veste dell’uovo poché sanno sempre intrigare nella polifonia sensoriale della loro armonia: una portata di valenza emblematica, sempre in bilico tra golosità e tecnica magistrale.

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Setosa e velata, la pasta ripiena si fa scrigno per il fondente cuore e gli asparagi selvatici, nell’esaltazione della loro mineralità attraverso l’umoralità iodica della bottarga di tonno di supremo affinamento.

 

La trama onirica è l’idilliaco pairing alla mousse di Datterino ed al fondente di cipollotto primaverile alla brace, dipingono la valenza della pluma di maialino iberico, liberando la portata dalle connotazioni mainstream e ricomponendo attorno all’eloquenza mediterranea la rilettura del gusto.

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La pasticceria dinamica, la versatilità degli ortaggi e dei piccoli frutti, che si fanno tessere di un mosaico ludico che si spiralizza nel brio dell’effervescenza: sorprende ed incanta lo Chef Giuseppe Raciti, nella percezione della sua gioia compositiva, nella rivelazione della sua raffinatezza e nel sapersi sempre proiettare oltre gli schemi.

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ZASH 

chef Giuseppe Raciti

Strada Provinciale 2/I-II n.60

95018 Archi – Riposto (CT) – Sicilia

tel: +39 095 7828932

mobile: +39 3472765552

email: info@zash.it

Aspettando Natale, il nuovo menù del Ristorante CROCIFISSO, a Noto

Aspettando Natale, il fascino cosmopolita e ricercato dell’interior design del Ristorante Crocifisso a Noto, capta la festività augurale attraverso l’intimità adamantina e sofisticata delle luci d’atmosfera, magicamente armonizzate dalla raffinatezza sussurrata di Vanessa Cannarella, che orchestra la più indimenticabile ospitalità e gli accenti artistici più preziosi.

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Affidarsi al talento assoluto del Sommelier Gian Marco Iannello, guidati nel proprio personale viaggio nella ricercata carta dei vini, condurrà alla scoperta di una cantina di rara eloquenza e cultura enologica. Selezioni audaci, le più carismatiche etichette nazionali ed internazionali e la cosmogonia dei distillati, saranno enunciate interpretando i desideri degli ospiti.

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Nei volumi polifunzionali delle sale, rivelano le nuances lounge ed il light design che  sottolineano ogni portata che nasce dalla creatività dello chef e patron Marco Baglieri, piatti che sanno sempre captare la sensorialità oltre la componente emozionale, ammaliando anche con la ricercata mise en place, l’eleganza dei lini candidi e la cristalleria.

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Saper narrare l’espressività di ogni singolo ingrediente stagionale, interpretare l’essenza dei grani autoctoni siciliani come mai nessuno prima nel ventennio appena trascorso, esprimere incisività, squisitezza compositiva, magistrale abilità tecnica e rilettura personale della biodiversità del territorio ibleo, che abbraccia mare e altopiano. Esemplarità che descrivono solo alcune delle complesse ed esponenziali sfaccettature dello stile dello chef Marco Baglieri, esponente maximo dell’Alta Cucina di una Città, Noto, emblema UNESCO.

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Lo Chef reinventa il suo benvenuto nello sfavillante mantecato di baccalà, che si verticalizza nella fragranza di un lapillo coronato dal cappero e dalla salsa aioli, a cui si arriva attraverso il dualismo della ventresca di ricciola affinata ed accarezzata dalla verve esperidata dell’arancia e dell’aneto.

Come un diamante aureo, il carciofo incontra la dolcezza minerale della spuma voluttuosa di topinambur, impreziosita dai riflessi umorali ed impalpabili della liquirizia. Climax d’infinite texture ed analogie studiate con rara autorevolezza.

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La rivoluzionaria edizione dell’Uovo68 seduce svelando il simbolismo di una cremosità che è espressione di strutture polifoniche: robiola di capra girgentana montata, fondente armonioso di uovo poché e la tridimensionalità delle spontanee croccanti, della panure mediterranea e della passionalità del tartufo.

Il gulasch ispira la polifonia travolgente della guancia di vitello, fondente e strabiliante nella tessitura, eclettica nel brio della salsa al peperone di fruttata  armonia e delle cime di rapa vibranti di clorofillica mineralità.

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Come fosse una scaccia iblea, la lasagnetta esprime all’assaggio inedita leggerezza: tulle di sfoglia danza tratteggiando la passionalità del maiale battuto al coltello, in un idillio carezzevolmente piccante, che evidenzia la dolcezza dei broccoletti, in un ologramma di ricordi asiatici e partenopei, dipingendo la millenaria cultura siciliana, costellata di contaminazioni del gusto.

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La nuova anima BBQ della ricciola à la matelote dona enfasi alla sensorialità, attraverso un brillante esercizio di stile che preserva la vellutata anima delle fibre del pesce, e dialoga col fondente agrodolce caleidoscopio di capperi, filetti di pomodoro, cipolla e passionale panure alle olive nere iblee.

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La padronanza della tecnica e la sottrazione d’avanguardia delle sovrastrutture e dell’opulenza, affascinano nella doppia trasposizione del maialino: istituzionale nei sentori di rosmarino della pancetta, e totalizzante nella purezza del filetto. Nel sublime purée ai capperi traspare l’eco dell’opera di Joël Robuchon. Le carni si specchiano nel fondo bruno, nelle cipolline confit e nel vibrante ristretto di vino rosso. Gioie e sorprese cangianti al palato.

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Il Ristorante Crocifisso a Noto è sempre la scelta indovinata per perdersi nella sconfinata letteratura del gusto, nell’atmosfera sofisticata ed accogliente di un design curato, contemporaneo e di continua ricerca.  

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Il Servizio di Sala di soave professionalità, è affidato alla solarità di Claudia Consiglio, Salvatore Corsino ed Antonio Infantino, voci corali ed autorevoli ambasciatori dello stile travolgente dello chef Marco Baglieri.

 

Ristorante Crocifisso

Chef Marco Baglieri

Via Principe Umberto 48,

96017 Noto, SR

(+39) 0931 571151       (+39) 338 8530241

info@ristorantecrocifisso.it

FUD OFF & CHARME, una cena OFF ad Alcamo

 FUD OFF in trasferta da Charme Officina Cucina

Solo per una sera, il cinque novembre prossimo, Chef Valentina Chiaramonte e Domenico Cosentino, executive manager di FUD OFF, saranno in esclusiva in trasferta ad Alcamo: in programma una serata iconica ed irriverente all’insegna della sperimentazione, del divertimento e della convivialità.

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FUD OFF, in via Santa Filomena nº 28 a Catania, nasce nel 2016 dalla geniale intuizione dell’Ambasciatore del Gusto Andrea Graziano di ribaltare gli schemi ristorativi e di creare alchimie lounge, suggestioni indie rock, libertà di comporre in assoluta autonomia un aperitivo sartoriale o un menù degustazione per cene ispirate dall’estro di Valentina Chiaramonte, brillante ed eclettica anima di FUD OFF, Chef dal lirismo travolgente e dall’attitudine a trasporre, attraverso ingredienti di nicchia e tecnica magistrale, i sapori evocativi che sanno ammaliare. Creazioni istoriate dall’arte mixology del Bartender Domenico Cosentino, che combina spiriti siciliani ed internazionali, macerati e fermentati, affiancandoli ai classici drink d’autore, alle essenze botaniche e ad una studiata carta dei vini.

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Da sempre l’attività imprenditoriale, formativa e divulgativa di Andrea Graziano catalizza sinergie propulsive ed interconnessioni tra arte-design-ricerca-filiera corta-e patrimonio del gusto siciliano, creando nel panorama ristorativo isolano e milanese una rete di Produttori ed una vetrina per le eccellenze enogastronomiche ed artistiche che gravitano attorno alle Aziende FUD.

Charme Officina Cucina ospiterà il cinque novembre prossimo, l’evento che individuerà in un percorso di degustazione i paradigmi più audaci della sensorialità:

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lo show room di Charme Officina Cucina, il concept store che racchiude i complementi d’arredo e gli utensili da più innovativi del panorama del design internazionale, sarà luogo espositivo anche per presentare la nuova fragranza d’ambiente realizzata in esclusiva per FUD OFF dall’Artigiano del profumo Antonio Alessandria, stilista sensoriale di Boudoir 36 in via Santa Filomena a Catania.

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In esclusiva, verrà introdotto un percorso olfattivo improntato sui sentori di legno bruciato e vetiver, che caratterizzano l’ideale abbinamento al tema della serata. Una straordinaria esperienza sensoriale a conclusione di un menù sperimentale e ludico, fatto di piccoli assaggi e piatti completi, per una cena dinamica, agile e contemporanea.

Ad Alcamo, Gabriella e Daniele Siena, cultori dell’arte del saper vivere e dell’ospitalità, hanno ideato un luogo d’elezione dove incontrarsi: Charme Officina Cucina è soprattutto un laboratorio dove sperimentare nuove tecniche o il luogo ideale per eventi o per godere di esperienze enogastronomiche fuori dai soliti rituali.

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UNA CENA OFF

lunedì 5 novembre alle 19.30. 

Per info e prenotazioni

tel. 0924 505462

 charmealcamo@gmail.com

Il costo della partecipazione all’evento è di 75 euro a persona – posti limitati.

Messina Street Food Fest: le tante novità della seconda edizione, 11-14 ottobre

Al via la seconda edizione di Messina Street Food Fest, che si terrà a Piazza Cairoli da giovedì 11 a domenica 14 ottobre.

La manifestazione è promossa ed organizzata da Confesercenti Messina in partnership con il Comune di Messina e con il patrocinio della Città Metropolitana di Messina e della Camera di commercio.

Un evento che l’Assessore alla Cultura Roberto Vincenzo Trimarchi introduce così: “Il cibo da strada è ormai molto diffuso nelle tradizioni cittadine, perché valorizza le attività commerciali e artigianali locali e di altri luoghi, e crea attrattiva nel pubblico. E’ una festa all’insegna del cibo, che per la gente rappresenta anche un modo diverso per incontrarsi, dialogare, scambiare opinioni ed emozioni. Abbiamo aderito con piacere all’iniziativa di Confesercenti, consapevoli anche che questa manifestazione produce anche un indotto in termini di partecipazione per i turisti”

Tante le novità per il 2018. Cresce la superficie del Village cresce l’ offerta gastronomica, aumentano gli eventi: “La seconda edizione- ha spiegato il presidente di Confesercenti Messina Alberto Palella- rappresenta per noi una grande sfida ed un grande sforzo. Dopo il successo del 2017 abbiamo deciso di fare ancora di più. L’evento si estenderà a tutta Piazza Cairoli per consentire anche una migliore fruizione da parte del pubblico. Ben 40 saranno le specialità gastronomiche in degustazione, in rappresentanza di un ampio panorama food che privilegia innanzitutto lo street messinese e siciliano con qualche incursione in quello nazionale e internazionale. Uno spazio sarà destinato anche al gluten free. Tutto questo per accontentare ogni gusto e contribuire alla promozione di alcune eccellenze locali. Mantenendo fede al nostro obiettivo che è quello di supportare non solo i nostri associati, ma anche tutto il tessuto imprenditoriale in cui operiamo, ci siamo resi conto che lo scorso anno i risultati sono stati più che positivi. La manifestazione infatti ha generato indotto, con un incremento delle vendite di tante attività commerciali del centro città, che hanno potuto sfruttare i grandi flussi di visitatori venuti per partecipare al nostro evento. Anche quest’anno ci auguriamo di incontrare il gradimento del pubblico, in primis dei messinesi, ma anche di quanti arriveranno dalla provincia e dalla Calabria. Il cibo inoltre rappresenta storicamente un momento di condivisione, di convivialità. Questo è lo spirito di Messina Street Food Fest, che vuole essere una grande festa della gente e per la gente”.  

Alla presentazione sono intervenuti la conduttrice dei cooking show, l’incantevole giornalista Valeria Zingale, professionista da sempre impegnata nella valorizzazione e nella divulgazione del patrimonio enogastronomico siciliano, autrice di numerose pubblicazioni e founder di RossettoeCioccolato.net.

Il presidente del Cirs Maria Celeste Celi, ha sottolineato l’importanza del coinvolgimento dell’associazione nell’ambito dell’evento, con l’obiettivo di raccogliere fondi per l’acquisto dello stabile che accoglie donne in difficoltà. Il prof. Giuseppe Vita, direttore U.O.C di Neurologia e Malattie Neuromuscolari del Policlinico Universitario di Messina e responsabile scientifico del Centro Clinico Nemo Sud, ha ringraziato l’Organizzazione per la sensibilità dimostrata nei confronti dei tre Enti solidali coinvolti e in particolare il Centro Nemo, ponendo l’accento sulla cultura del cibo di strada, che con il suo radicamento al territorio, può diventare un veicolo per divulgare la mission della struttura e sensibilizzare il pubblico.

Carmelo Caporlingua presidente dell’associazione Autismo Onlus ha parlato invece dell’importanza del cibo e delle attività di ristorazione nel coinvolgimento delle persone con autismo.

Con una piccola donazione il pubblico potrà assistere alle performance degli chef, degustare le ricette preparate e compiere un gesto di solidarietà. Gli show cooking di venerdì 12 saranno dedicati a Cirs Messina, quelli di sabato 13 ad Autismo Onlus, mentre domenica 14 al Centro Clinico Nemo sud.

Partner istituzionale si conferma l’Istituto professionale Alberghiero “Antonello”, che ha rinnovato la sinergia con Messina Street Food Fest,. Una rappresentanza di studenti coordinati dai docenti sarà coinvolta in alcuni momenti dell’evento nell’ambito del progetto di alternanza scuola-lavoro.

Presente oggi anche la referente per Messina dell’AIC (Associazione Italiana Celiachia) Annalisa Cotugno.

Quest’anno uno spazio dell’evento sarà riservato  al gluten free, per il quale oltre ad una postazione food è previsto anche uno show cooking con specialità senza glutine. “Essere presenti ad un evento così importante come lo ‘Street Food Fest’ di Messina ci entusiasma- ha affermato Cotugno– perché avremo l’opportunità di parlare ad un numero elevatissimo di persone; il tema dello street food, peraltro, ci aiuta a rafforzare il dialogo con i ristoratori circa la necessità crescente che i celiaci hanno di mangiare in sicurezza senza glutine e senza contaminazione alcuna anche fuori casa. Una garanzia per la popolazione celiaca siciliana che ha il diritto di andare a mangiare al ristorante senza per questo dover essere preoccupata per la propria salute”.

Durante la conferenza stampa è stato inoltre ricordato il gemellaggio che Messina Street Food Fest ha instaurato con Il Taranta food &Wine Fest di Reggio Calabria. L’idea di mettere in campo questa sinergia si inquadra nell’ottica di una concreta attuazione dell’area integrata dello Stretto, che partendo da scambi di idee e di iniziative, può portare nel tempo al coinvolgimento di altri settori economici e produttivi.

Messina Street Food Fest anche per questa II edizione conferma la sua attenzione verso l’ambiente. Tutto il materiale di consumo fornito dall’Organizzazione agli operatori food sarà infatti interamente biodegradabile.

Quanto all’arrivo del pubblico per agevolare gli spostamenti di chi si recherà al Messina Street Food Fest, è stato raggiunto un accordo con Trenitalia. In tutte le stazioni ferroviarie regionali, sulle vetture e nei box informativi viene pubblicizzato l’evento per incoraggiare gli utenti a raggiungere la città in treno.

Per chi giungerà dalla Calabria invece dall’11 al 14 ottobre, il gruppo Caronte & Tourist ha attivato un’offerta dedicata alla manifestazione. “Il MSFF- ha spiegato Tiziano Minuti, responsabile della comunicazione del gruppo– è una grande festa di popolo. Per agevolare il passaggio dei calabresi a Messina abbiamo creato una bigliettazione specifica, chiamata Daily street food, con una ‘cassa dedicata’ all’imbarco di Villa S.Giovani. Nel biglietto dell’attraversamento in auto e in moto sono compresi anche alcuni ticket degustazione”.

Gli utenti che avranno usufruito del Daily Street Food di Caronte&Tourist, anche a Piazza Cairoli troveranno una cassa specifica in cui ritirare i ticket.

L’inaugurazione del Messina Street Food Fest si terrà giovedì 11 ottobre alle 18.00 con il taglio del nastro e l’apertura del villaggio gastronomico. Nelle giornate di venerdì 12, sabato 13 e domenica 14 la manifestazione seguirà i seguenti orari: dalle 11.00 alle 15.00 e dalle 18.00 alle 01.00.

L’ingresso al Messina Street Food Fest è libero. Per degustare le specialità del villaggio gastronomico la formula è quella dei ticket degustazione, che avranno un costo di 3,50 euro per il salato, 2,50 euro per il dolce, 2,50 euro per il beverage.

Il team organizzativo di Messina Street Food Fest è composto da: Benny Bonaffini coordinatore area food, Marika Micalizzi responsabile della comunicazione, Patrizia Casale marketing e  promozione, Claudio Prestopino responsabile degli allestimenti, Andrea Ipsaro Passione coordinatore degli spettacoli, Carlo Spanò area web.

Saranno 40 dunque, gli “street fooder”, provenienti non solo da Messina e dalla Sicilia, ma anche da altre regioni d’Italia.

Ricco e variegato il menù, che permetterà al pubblico di fare un gustoso viaggio nel mondo del cibo di strada italiano e internazionale.

Insieme agli arancini, i pidoni, le braciole e la focaccia della tradizione locale,

si potranno gustare  gli arrosticini originali abruzzesi, le bombette pugliesi, il lampredotto toscano, ma anche il sushi giapponese e tante altre specialità, sia dolci che salate, alcune inedite e che il pubblico avrà modo di apprezzare proprio in occasione del Messina Street Food Fest, come il pizza icecream e la morettina tartufata.

Non mancheranno i cult della gastronomia siciliana, dal pane ca meusa ai cannoli, passando per le crispelle catanesi e tanto altro.

Tutto sarà accompagnato da bibite dal sapore antico come spuma, gazzosa, chinotto e   dall’immancabile birra.

Ampliata anche la proposta dei Cooking Show, con 15 prestigiosi chef:

Incrementata anche la proposta destinata all’intrattenimento, con la presenza di due palchi, uno posizionato nella parte nord, l’atro a sud, in cui si esibiranno band, dj set e animatori per bambini con giochi di magia e le caratteristiche mascotte amate dai più piccoli.

Per questa seconda edizione cambiano anche gli orari di apertura. Si partirà giovedì 11 alle 18 con il taglio del nastro e l’apertura delle postazioni gastronomiche,

ma nelle giornate di venerdì 12, sabato 13 e domenica 14, il grande villaggio del food sarà fruibile anche per il pranzo, dalle 11 alle 15 oltre che la sera, dalle 18.00 alle 01.00.

Torna Camporeale Days: dal 5 al 7 ottobre degustazioni, masterclass e visite guidate

Tre giorni dedicati alle eccellenze del territorio: venerdì 5, sabato 6 e domenica 7 ottobre, all’interno del Baglio e del Palazzo del Principe, torna Camporeale Days, organizzata dall’Associazione Turistica Pro Loco Camporeale, con il patrocinio del Comune.

Nata per valorizzare e promuovere le risorse enogastronomiche, artistiche, artigianali e turistiche della zona.

Un’ occasione per conoscere il ricco territorio dell’Alto Belice, che si estende a sud di Palermo, verso l’interno dell’Isola. E quest’anno la manifestazione si arricchisce di un giorno, facendo passare da due a tre le giornate dedicate al meglio delle produzioni locali. Un programma fitto di visite guidate, degustazioni, workshop, cooking show, che si alterneranno con una mostra di moto e auto d’epoca, spettacoli di musica dal vivo e numerose altre iniziative.

La manifestazione è rivolta a tutti coloro i quali siano alla ricerca di produzioni agroalimentari e artigianali di nicchia, agli appassionati del turismo sostenibile e dei metodi di produzione tradizionali, biologici e salutari, a giornalisti e operatori del settore. Nel villaggio espositivo allestito lungo il corso principale del paese e all’interno del Baglio del Palazzo del Principe, si potranno degustare vini e altri prodotti gastronomici.

Uno dei momenti clou della manifestazione sarà l’approfondimento tematico dei workshop su vino e cibo, inoltre il programma prevede visite guidate alle aziende con bus navetta, degustazione e vendita di vini e prodotti tipici, mostre di prodotti artigianali e ancora visite guidate ad alcuni dei monumenti e palazzi più importanti del paese come il Palazzo del Principe, il Museo Camporeale e il Santuario della Madonna dei Peccatori.

Venerdì 5 ottobre, alle 11.30, a Camporeale sarà presentata l’Enoteca “Del Baglio” che l’Amministrazione comunale ha concesso in comodato d’uso per la gestione all’Associazione Turistica Pro Loco Camporeale e che diventerà Ufficio di Informazione e Accoglienza ai turisti riconosciuto dall’Assessorato Regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo e si occuperà di promuovere e valorizzare lungo tutto l’arco dell’anno le produzioni enologiche ed agroalimentari del territorio dell’Alto Belice.

Il programma completo della manifestazione è consultabile su https://www.camporealeday.it/programma/

#OFFSPECIAL: IL GELATO secondo chef VALENTINA CHIRAMONTE

Opera omnia, amplificata dalla sartorialità e dalla ricerca degli ingredienti, dalle sinergie tra Artisti Produttori e Chef Valentina Chiaramonte, direttore d’orchestra di opere di lirismo di gusto che si rivelano composizioni da immediata addiction,

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come il PASTRAMI o la TARTARE DI CAVALLO E TELLINE, per citare due delle versatili tapas co-protagoniste dell’ispirata proposta mixology  FUD OFF.

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Le alchimie dei cocktail di Domenico Cosentino e Francesco Fred Line hanno una coralità che distilla passione, culto dell’enfasi sensoriale, studio raffinatissimo degli equilibri, spiritualità degli abbinamenti, e soprattutto un’attenta e sempre sorprendente capacità: quella di soddisfare esattamente i desideri di chi si affida alla loro inevasa creatività.

Perdersi nella percezione dell’identità del gelato alla Mandorla, alle More di Gelso o ai Fichi di stagione, sa affascinare con la dolcezza del gotico di Belém e con le tracce sovraesposte dei graffiti di street art, ricerca la matrice araba nelle architetture delle spatolate estemporanee e nella fragranza della melassa di fichi che sa stordire come la zagara.

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Il lirismo di Valentina Chiaramonte travolge captando la continua sperimentazione e l’attitudine a trasporre, attraverso ingredienti di nicchia, i sapori evocativi che sanno ammaliare.

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E quando il palato incontra il cremoso di cioccolato Vietnam 64%, polline e l’accento lisergico dei cristalli impalpabili di sale, ogni tuo sentire empatizza con la passione, con la consapevolezza che oltre la tecnica c’è la detonante e spontanea Arte di Valentina Chiaramonte, quella che sa narrare il suo infinito patrimonio culturale gastronomico.

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FUD OFF è un luogo di affinità elettive, FUD OFF è casa, è libertà, è gioia, è l’unico luogo dove vale la pena essere, e trasfigura i concetti di fine dining e mixology art con ologrammi di internazionalità.

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Servizio sublime e di rara professionalità completa la proposta, che sa intercettare ogni esigenza ed offrire sempre nuove e seducenti esperienze.

 

FUD OFF

Via Santa Filomena, 28 Catania, Italy

tutti i giorni 18.00/2.00

Chiama allo +39 347 1360586

scrivi a info@fudoff.it

Aspettando la riapertura di Dinner by Heston Blumenthal al Mandarin Oriental #wheninLondon

Due passi per i corridoi autocratici dell’hotel Mandarin Oriental di Hyde Park, che conducono alle sale di eleganza zen del ristorante Dinner, bastano ad aver cognizione di ciò che possa aver ispirato Heston Blumenthal nella definizione delle proposte British heritage della sua enclave londinese.

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Lontano dal manierismo accademico, Dinner espone ispirata attitudine alla divulgazione delle ricette del patrimonio gastronomico del Regno Unito, scovate in ricettari d’epoca, e riviste in edizione contemporanea ed attraverso la brillante e cosmopolita influenza coloniale, sublimate dalle tecniche di alta cucina d’avanguardia.

Dopo il recente incendio che ha danneggiato marginalmente la struttura dell’Hotel di Knightsbridge, non è ancora stata divulgata notizia di riapertura del ristorante Dinner di Londra.

Segue una sintetica carrellata dell’ultimo menù, con l’augurio e la speranza di tornare a godere presto della genialità di Blumenthal, o anche solo dell’ipnosi e visibilio che la vista dell’ananas allo spiedo generano ;D

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Meat Fruit

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In bilico tra allusivi delle forme e ludica epifania di passionalità, al primo assaggio svela già l’apoteosi del paté di fegatini di pollo per antonomasia. Un’esperienza mistica, che seduce con la fragranza esperidata del mandarino e coi sentori della voluttuosità.

Salamagundy è una portata che nasce da una citazione colta del 1720, The Cook’s and Confectione’s Dictionary di John Nott: 

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chicken oystersublime perla succulenta ricavata dall’anca del pollo – scorzonera, rafano e midollo. Una composizione di lirismo raro, equilibri multipli e infinita persistenza.

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Capesante in tartare, shiitake e brodo di allo Sherry ad amplificarne l’umami.

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Estetica ed inflessioni umorali asiatiche che screziano gli assaggi, armonizzando la dolcezza fondente dei molluschi alla profondità dei funghi.

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Citazione ottocentesca per il trancio imperiale di sogliola alla Admiral sauce, costellata di gamberetti e vivacizzata dagli agretti e pastinaca.

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L’opulenza della salsa al brown butter ed acciughe a tratteggiare un classicismo che cede il passo alla lussuria.

Il carosello dei dessert merita devozione e contemplazione.

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Dalla magistrale tecnica esecutiva alla sensorialità audace e travolgente, si arriva a percepire la sublimazione di ogni singola base e spezia.

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La Millionaire al cioccolato e caramello salato e la Custard Tart sono apologia di alta pasticceria, dessert iconici valorizzati da millimetrica cottura e temperature di servizio donanti.

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La quintessenza della sensualità, accentata dalla vaniglia, rabarbaro e cardamomo.

Close to perfection.

Heston Blumenthal torna presto!

La Bistrònomie di Tom Aikens #wheninLondon

La Bistrònomie di Tom Aikens è molto più che una scelta di sostenibilità, è una proposta disimpegnata ma rigorosa, nella selezione di ingredienti e valorizzante del lavoro di ricerca di appassionati produttori, allevatori ed agricoltori britannici.

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Tom Aikens ha nello sguardo la luce della creatività e dell’ironia, è uno degli chef contemporanei più irriverenti ed è un compositore lirico di stagionalità, che ha saputo divulgare cultura alimentare ancor prima di riscuotere clamore televisivo. 

La sua ascesa brilla di due stelle Michelin – conquistate a soli ventisei anni – ed ha saputo reinventarsi dopo la chiusura del main restaurant di Chelsea.

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La luminosa ed accogliente sala del locale di Chelsea, si snoda tra il bar ed il teatro della cucina, intrigando con le proposte che reinventano il comfort food britannico, accentando gli ingredienti con dinamismo aromatico, padronanza tecnica e donando sempre dimensioni multiple alla sensorialità del gusto.

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Tutte le trame della rapa rossa si susseguono in un carpaccio che ne evidenzia freschezza e vibrante versatilità, con la salsa allo yogurt e nel felice abbinamento all’aneto ed all’arancia grigliata, senza tralasciare la vivace croccantezza dei semi di lino.

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Il parfait di fegatini di pollo e foie gras travolge con la laminare cremosità che trova brio nella granola maltata ed armonia nella concassé fruttata. Verticalità incisiva ed umorale del paté di fegato che nella contemporanea edizione, invoglia a ripetere gli assaggi ad oltranza, grazie alla vivacità delle texture.

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Il salmone selvaggio marinato al gin e ginepro, trova accademico controcanto nella cremosità dello yogurt colato all’estratto di aneto. Il soda bread a corollario esprime la dolcezza dei cereali in contrasto alla polifonia officinale del salmone.

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Narrare il fish&chips può ancora sorprendere se all’assaggio si svela l’eloquente carisma del filetto di merluzzo e la superba frittura delle patate vitree e fondenti, un ossimoro sfrigolante da intingere in punta di dita nella salsa tartara maison.

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Il COD DOG alle garniture d’ordinanza e al pane ortodosso, contrappone la burrosità dei filetti di pesce irradiati dalla donante pastella. Un signature dish che evidenzia il paradigma della qualità a definire la differenza tra junk food e comfort food.

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Vini e birre artigianali, ma si opta non di rado per un cappuccino o un tè da sorseggiare a tutto pasto. Servizio premuroso e di simpatia manifesta, atmosfera lounge e che si avvantaggia della spettacolare operosità degli chef a vista.

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27 Cale St,
Chelsea,
London.