Locanda Gulfi, la cosmogonia dell’enologia e del gusto ibleo

Il respiro ibleo che ti accarezza lungo il bucolico percorso che dalla statale ti connette al cuore pulsante della cattedrale dell’enologia ragusana, fino a lasciare spazio allo stupore del magnetismo, che si rivela una volta varcato il cancello della tenuta Gulfi.

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La Locanda Gulfi accoglie con un panorama privilegiato sui vigneti e sull’altopiano, dove il riverbero del mare arriva fino a lasciar scorgere Malta, e l’Etna oltre i boschi e gli uliveti secolari.

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l’executive chef Carmelo Floridia

La moderna e funzionale cantina dialoga senza soluzione di continuità con la monumentale cucina a vista, teatro scenico dell’executive chef Carmelo Floridia, ambassador dell’eclettismo dei vini Gulfi.

Alla lungimiranza imprenditoriale della Famiglia Catania si deve la tutela dei vitigni autoctoni, glorificati dal know how dell’enologo Salvo Foti. Oggi più di settanta ettari di vigneti si estendono nel comprensorio della Sicilia Orientale, e sono emblema di simbiosi con l’ecosistema.

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Dell’antologia della filosofia dello chef Carmelo Floridia, travolge l’anima identitaria di una Sicilia che si manifesta nella passionalità dei sapori, ma che arriva alla sublimazione nell’eleganza della tecnica dell’Alta Scuola francese. Mare e Terra nell’espressività del menù, soavemente accentato dalle spezie e dagli aromi officinali, corale armonia tecnica e brillante autorevolezza esecutiva.

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Fondente e zen, l’alchimia di asparagi bianchi e verdi s’interfaccia al tartufo e sesamo tostato, nella brillante esegesi dell’uovo.

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Analogie e complessità minerali tra seppia e topinambur, idilliache cremosità e tostature che si verticalizzano nel grano soffiato.

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L’anima dei grani autoctoni integrali nei maccheroncini al ragù di cinghiale, rara eleganza ed inedita sottrazione d’opulenza che rivela leggerezza e brio.

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La panure alla carrittera è una didascalia della trinacria, che dona leggibilità ed espressività nella composizione di agnello ibleo. La crema di carote allo zenzero e le doppie chips aromatiche dipingono con estro il classicismo ricercato.

Il carosello dei dessert si apre col voluttuoso sorbetto ai datteri e seduce con una lodevole rilettura di castagne e meringa, nell’abbinamento alla preziosa biodiversità delle meline Cola e delle nocciole dell’Etna. Confidando nel privilegio del pairing del centellinato passito di Nero d’Avola, una riserva di famiglia di indimenticabile fascino.

Il Servizio di Sala accoglie con gioiosa professionalità, rivelando nello studio degli abbinamenti della superba selezione della Cantina Gulfi, l’anima più audace della maison.

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Carjcanti 2015  brilla di una vivacità di rugiada balsamica, nell’adamantina iridescenza di un quarzo citrino. Dipinge le scene più espressive di un vitigno che dall’Etna agli iblei non smette mai di ammaliare.

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tagliolini ceci, triglia, finocchietto e aroma di limone

Tutte le domeniche il belvedere della Locanda Gulfi ospita pranzi tematici per gioire della convivialità di un’esperienza da ripetere al più presto.

Ristorante visitato a dicembre 2018.

Locanda Gulfi

c.da Patria sn,

Chiaramonte Gulfi RG

Aspettando Natale, il nuovo menù del Ristorante CROCIFISSO, a Noto

Aspettando Natale, il fascino cosmopolita e ricercato dell’interior design del Ristorante Crocifisso a Noto, capta la festività augurale attraverso l’intimità adamantina e sofisticata delle luci d’atmosfera, magicamente armonizzate dalla raffinatezza sussurrata di Vanessa Cannarella, che orchestra la più indimenticabile ospitalità e gli accenti artistici più preziosi.

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Affidarsi al talento assoluto del Sommelier Gian Marco Iannello, guidati nel proprio personale viaggio nella ricercata carta dei vini, condurrà alla scoperta di una cantina di rara eloquenza e cultura enologica. Selezioni audaci, le più carismatiche etichette nazionali ed internazionali e la cosmogonia dei distillati, saranno enunciate interpretando i desideri degli ospiti.

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Nei volumi polifunzionali delle sale, rivelano le nuances lounge ed il light design che  sottolineano ogni portata che nasce dalla creatività dello chef e patron Marco Baglieri, piatti che sanno sempre captare la sensorialità oltre la componente emozionale, ammaliando anche con la ricercata mise en place, l’eleganza dei lini candidi e la cristalleria.

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Saper narrare l’espressività di ogni singolo ingrediente stagionale, interpretare l’essenza dei grani autoctoni siciliani come mai nessuno prima nel ventennio appena trascorso, esprimere incisività, squisitezza compositiva, magistrale abilità tecnica e rilettura personale della biodiversità del territorio ibleo, che abbraccia mare e altopiano. Esemplarità che descrivono solo alcune delle complesse ed esponenziali sfaccettature dello stile dello chef Marco Baglieri, esponente maximo dell’Alta Cucina di una Città, Noto, emblema UNESCO.

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Lo Chef reinventa il suo benvenuto nello sfavillante mantecato di baccalà, che si verticalizza nella fragranza di un lapillo coronato dal cappero e dalla salsa aioli, a cui si arriva attraverso il dualismo della ventresca di ricciola affinata ed accarezzata dalla verve esperidata dell’arancia e dell’aneto.

Come un diamante aureo, il carciofo incontra la dolcezza minerale della spuma voluttuosa di topinambur, impreziosita dai riflessi umorali ed impalpabili della liquirizia. Climax d’infinite texture ed analogie studiate con rara autorevolezza.

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La rivoluzionaria edizione dell’Uovo68 seduce svelando il simbolismo di una cremosità che è espressione di strutture polifoniche: robiola di capra girgentana montata, fondente armonioso di uovo poché e la tridimensionalità delle spontanee croccanti, della panure mediterranea e della passionalità del tartufo.

Il gulasch ispira la polifonia travolgente della guancia di vitello, fondente e strabiliante nella tessitura, eclettica nel brio della salsa al peperone di fruttata  armonia e delle cime di rapa vibranti di clorofillica mineralità.

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Come fosse una scaccia iblea, la lasagnetta esprime all’assaggio inedita leggerezza: tulle di sfoglia danza tratteggiando la passionalità del maiale battuto al coltello, in un idillio carezzevolmente piccante, che evidenzia la dolcezza dei broccoletti, in un ologramma di ricordi asiatici e partenopei, dipingendo la millenaria cultura siciliana, costellata di contaminazioni del gusto.

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La nuova anima BBQ della ricciola à la matelote dona enfasi alla sensorialità, attraverso un brillante esercizio di stile che preserva la vellutata anima delle fibre del pesce, e dialoga col fondente agrodolce caleidoscopio di capperi, filetti di pomodoro, cipolla e passionale panure alle olive nere iblee.

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La padronanza della tecnica e la sottrazione d’avanguardia delle sovrastrutture e dell’opulenza, affascinano nella doppia trasposizione del maialino: istituzionale nei sentori di rosmarino della pancetta, e totalizzante nella purezza del filetto. Nel sublime purée ai capperi traspare l’eco dell’opera di Joël Robuchon. Le carni si specchiano nel fondo bruno, nelle cipolline confit e nel vibrante ristretto di vino rosso. Gioie e sorprese cangianti al palato.

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Il Ristorante Crocifisso a Noto è sempre la scelta indovinata per perdersi nella sconfinata letteratura del gusto, nell’atmosfera sofisticata ed accogliente di un design curato, contemporaneo e di continua ricerca.  

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Il Servizio di Sala di soave professionalità, è affidato alla solarità di Claudia Consiglio, Salvatore Corsino ed Antonio Infantino, voci corali ed autorevoli ambasciatori dello stile travolgente dello chef Marco Baglieri.

 

Ristorante Crocifisso

Chef Marco Baglieri

Via Principe Umberto 48,

96017 Noto, SR

(+39) 0931 571151       (+39) 338 8530241

info@ristorantecrocifisso.it

Messina Street Food Fest: le tante novità della seconda edizione, 11-14 ottobre

Al via la seconda edizione di Messina Street Food Fest, che si terrà a Piazza Cairoli da giovedì 11 a domenica 14 ottobre.

La manifestazione è promossa ed organizzata da Confesercenti Messina in partnership con il Comune di Messina e con il patrocinio della Città Metropolitana di Messina e della Camera di commercio.

Un evento che l’Assessore alla Cultura Roberto Vincenzo Trimarchi introduce così: “Il cibo da strada è ormai molto diffuso nelle tradizioni cittadine, perché valorizza le attività commerciali e artigianali locali e di altri luoghi, e crea attrattiva nel pubblico. E’ una festa all’insegna del cibo, che per la gente rappresenta anche un modo diverso per incontrarsi, dialogare, scambiare opinioni ed emozioni. Abbiamo aderito con piacere all’iniziativa di Confesercenti, consapevoli anche che questa manifestazione produce anche un indotto in termini di partecipazione per i turisti”

Tante le novità per il 2018. Cresce la superficie del Village cresce l’ offerta gastronomica, aumentano gli eventi: “La seconda edizione- ha spiegato il presidente di Confesercenti Messina Alberto Palella- rappresenta per noi una grande sfida ed un grande sforzo. Dopo il successo del 2017 abbiamo deciso di fare ancora di più. L’evento si estenderà a tutta Piazza Cairoli per consentire anche una migliore fruizione da parte del pubblico. Ben 40 saranno le specialità gastronomiche in degustazione, in rappresentanza di un ampio panorama food che privilegia innanzitutto lo street messinese e siciliano con qualche incursione in quello nazionale e internazionale. Uno spazio sarà destinato anche al gluten free. Tutto questo per accontentare ogni gusto e contribuire alla promozione di alcune eccellenze locali. Mantenendo fede al nostro obiettivo che è quello di supportare non solo i nostri associati, ma anche tutto il tessuto imprenditoriale in cui operiamo, ci siamo resi conto che lo scorso anno i risultati sono stati più che positivi. La manifestazione infatti ha generato indotto, con un incremento delle vendite di tante attività commerciali del centro città, che hanno potuto sfruttare i grandi flussi di visitatori venuti per partecipare al nostro evento. Anche quest’anno ci auguriamo di incontrare il gradimento del pubblico, in primis dei messinesi, ma anche di quanti arriveranno dalla provincia e dalla Calabria. Il cibo inoltre rappresenta storicamente un momento di condivisione, di convivialità. Questo è lo spirito di Messina Street Food Fest, che vuole essere una grande festa della gente e per la gente”.  

Alla presentazione sono intervenuti la conduttrice dei cooking show, l’incantevole giornalista Valeria Zingale, professionista da sempre impegnata nella valorizzazione e nella divulgazione del patrimonio enogastronomico siciliano, autrice di numerose pubblicazioni e founder di RossettoeCioccolato.net.

Il presidente del Cirs Maria Celeste Celi, ha sottolineato l’importanza del coinvolgimento dell’associazione nell’ambito dell’evento, con l’obiettivo di raccogliere fondi per l’acquisto dello stabile che accoglie donne in difficoltà. Il prof. Giuseppe Vita, direttore U.O.C di Neurologia e Malattie Neuromuscolari del Policlinico Universitario di Messina e responsabile scientifico del Centro Clinico Nemo Sud, ha ringraziato l’Organizzazione per la sensibilità dimostrata nei confronti dei tre Enti solidali coinvolti e in particolare il Centro Nemo, ponendo l’accento sulla cultura del cibo di strada, che con il suo radicamento al territorio, può diventare un veicolo per divulgare la mission della struttura e sensibilizzare il pubblico.

Carmelo Caporlingua presidente dell’associazione Autismo Onlus ha parlato invece dell’importanza del cibo e delle attività di ristorazione nel coinvolgimento delle persone con autismo.

Con una piccola donazione il pubblico potrà assistere alle performance degli chef, degustare le ricette preparate e compiere un gesto di solidarietà. Gli show cooking di venerdì 12 saranno dedicati a Cirs Messina, quelli di sabato 13 ad Autismo Onlus, mentre domenica 14 al Centro Clinico Nemo sud.

Partner istituzionale si conferma l’Istituto professionale Alberghiero “Antonello”, che ha rinnovato la sinergia con Messina Street Food Fest,. Una rappresentanza di studenti coordinati dai docenti sarà coinvolta in alcuni momenti dell’evento nell’ambito del progetto di alternanza scuola-lavoro.

Presente oggi anche la referente per Messina dell’AIC (Associazione Italiana Celiachia) Annalisa Cotugno.

Quest’anno uno spazio dell’evento sarà riservato  al gluten free, per il quale oltre ad una postazione food è previsto anche uno show cooking con specialità senza glutine. “Essere presenti ad un evento così importante come lo ‘Street Food Fest’ di Messina ci entusiasma- ha affermato Cotugno– perché avremo l’opportunità di parlare ad un numero elevatissimo di persone; il tema dello street food, peraltro, ci aiuta a rafforzare il dialogo con i ristoratori circa la necessità crescente che i celiaci hanno di mangiare in sicurezza senza glutine e senza contaminazione alcuna anche fuori casa. Una garanzia per la popolazione celiaca siciliana che ha il diritto di andare a mangiare al ristorante senza per questo dover essere preoccupata per la propria salute”.

Durante la conferenza stampa è stato inoltre ricordato il gemellaggio che Messina Street Food Fest ha instaurato con Il Taranta food &Wine Fest di Reggio Calabria. L’idea di mettere in campo questa sinergia si inquadra nell’ottica di una concreta attuazione dell’area integrata dello Stretto, che partendo da scambi di idee e di iniziative, può portare nel tempo al coinvolgimento di altri settori economici e produttivi.

Messina Street Food Fest anche per questa II edizione conferma la sua attenzione verso l’ambiente. Tutto il materiale di consumo fornito dall’Organizzazione agli operatori food sarà infatti interamente biodegradabile.

Quanto all’arrivo del pubblico per agevolare gli spostamenti di chi si recherà al Messina Street Food Fest, è stato raggiunto un accordo con Trenitalia. In tutte le stazioni ferroviarie regionali, sulle vetture e nei box informativi viene pubblicizzato l’evento per incoraggiare gli utenti a raggiungere la città in treno.

Per chi giungerà dalla Calabria invece dall’11 al 14 ottobre, il gruppo Caronte & Tourist ha attivato un’offerta dedicata alla manifestazione. “Il MSFF- ha spiegato Tiziano Minuti, responsabile della comunicazione del gruppo– è una grande festa di popolo. Per agevolare il passaggio dei calabresi a Messina abbiamo creato una bigliettazione specifica, chiamata Daily street food, con una ‘cassa dedicata’ all’imbarco di Villa S.Giovani. Nel biglietto dell’attraversamento in auto e in moto sono compresi anche alcuni ticket degustazione”.

Gli utenti che avranno usufruito del Daily Street Food di Caronte&Tourist, anche a Piazza Cairoli troveranno una cassa specifica in cui ritirare i ticket.

L’inaugurazione del Messina Street Food Fest si terrà giovedì 11 ottobre alle 18.00 con il taglio del nastro e l’apertura del villaggio gastronomico. Nelle giornate di venerdì 12, sabato 13 e domenica 14 la manifestazione seguirà i seguenti orari: dalle 11.00 alle 15.00 e dalle 18.00 alle 01.00.

L’ingresso al Messina Street Food Fest è libero. Per degustare le specialità del villaggio gastronomico la formula è quella dei ticket degustazione, che avranno un costo di 3,50 euro per il salato, 2,50 euro per il dolce, 2,50 euro per il beverage.

Il team organizzativo di Messina Street Food Fest è composto da: Benny Bonaffini coordinatore area food, Marika Micalizzi responsabile della comunicazione, Patrizia Casale marketing e  promozione, Claudio Prestopino responsabile degli allestimenti, Andrea Ipsaro Passione coordinatore degli spettacoli, Carlo Spanò area web.

Saranno 40 dunque, gli “street fooder”, provenienti non solo da Messina e dalla Sicilia, ma anche da altre regioni d’Italia.

Ricco e variegato il menù, che permetterà al pubblico di fare un gustoso viaggio nel mondo del cibo di strada italiano e internazionale.

Insieme agli arancini, i pidoni, le braciole e la focaccia della tradizione locale,

si potranno gustare  gli arrosticini originali abruzzesi, le bombette pugliesi, il lampredotto toscano, ma anche il sushi giapponese e tante altre specialità, sia dolci che salate, alcune inedite e che il pubblico avrà modo di apprezzare proprio in occasione del Messina Street Food Fest, come il pizza icecream e la morettina tartufata.

Non mancheranno i cult della gastronomia siciliana, dal pane ca meusa ai cannoli, passando per le crispelle catanesi e tanto altro.

Tutto sarà accompagnato da bibite dal sapore antico come spuma, gazzosa, chinotto e   dall’immancabile birra.

Ampliata anche la proposta dei Cooking Show, con 15 prestigiosi chef:

Incrementata anche la proposta destinata all’intrattenimento, con la presenza di due palchi, uno posizionato nella parte nord, l’atro a sud, in cui si esibiranno band, dj set e animatori per bambini con giochi di magia e le caratteristiche mascotte amate dai più piccoli.

Per questa seconda edizione cambiano anche gli orari di apertura. Si partirà giovedì 11 alle 18 con il taglio del nastro e l’apertura delle postazioni gastronomiche,

ma nelle giornate di venerdì 12, sabato 13 e domenica 14, il grande villaggio del food sarà fruibile anche per il pranzo, dalle 11 alle 15 oltre che la sera, dalle 18.00 alle 01.00.

Torna Camporeale Days: dal 5 al 7 ottobre degustazioni, masterclass e visite guidate

Tre giorni dedicati alle eccellenze del territorio: venerdì 5, sabato 6 e domenica 7 ottobre, all’interno del Baglio e del Palazzo del Principe, torna Camporeale Days, organizzata dall’Associazione Turistica Pro Loco Camporeale, con il patrocinio del Comune.

Nata per valorizzare e promuovere le risorse enogastronomiche, artistiche, artigianali e turistiche della zona.

Un’ occasione per conoscere il ricco territorio dell’Alto Belice, che si estende a sud di Palermo, verso l’interno dell’Isola. E quest’anno la manifestazione si arricchisce di un giorno, facendo passare da due a tre le giornate dedicate al meglio delle produzioni locali. Un programma fitto di visite guidate, degustazioni, workshop, cooking show, che si alterneranno con una mostra di moto e auto d’epoca, spettacoli di musica dal vivo e numerose altre iniziative.

La manifestazione è rivolta a tutti coloro i quali siano alla ricerca di produzioni agroalimentari e artigianali di nicchia, agli appassionati del turismo sostenibile e dei metodi di produzione tradizionali, biologici e salutari, a giornalisti e operatori del settore. Nel villaggio espositivo allestito lungo il corso principale del paese e all’interno del Baglio del Palazzo del Principe, si potranno degustare vini e altri prodotti gastronomici.

Uno dei momenti clou della manifestazione sarà l’approfondimento tematico dei workshop su vino e cibo, inoltre il programma prevede visite guidate alle aziende con bus navetta, degustazione e vendita di vini e prodotti tipici, mostre di prodotti artigianali e ancora visite guidate ad alcuni dei monumenti e palazzi più importanti del paese come il Palazzo del Principe, il Museo Camporeale e il Santuario della Madonna dei Peccatori.

Venerdì 5 ottobre, alle 11.30, a Camporeale sarà presentata l’Enoteca “Del Baglio” che l’Amministrazione comunale ha concesso in comodato d’uso per la gestione all’Associazione Turistica Pro Loco Camporeale e che diventerà Ufficio di Informazione e Accoglienza ai turisti riconosciuto dall’Assessorato Regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo e si occuperà di promuovere e valorizzare lungo tutto l’arco dell’anno le produzioni enologiche ed agroalimentari del territorio dell’Alto Belice.

Il programma completo della manifestazione è consultabile su https://www.camporealeday.it/programma/

La cultura del Gusto a Messina: Rossetto e Cioccolato

La sensorialità della cultura, la divulgazione di un genere letterario che seduce attraverso un leitmotiv che ha come note tematiche identità, personalità, carisma e passione: la letteratura del gusto a Messina ha avuto interpreti di luminosa sensibilità, in occasione della conferenza stampa di presentazione del primo libro di Antonia Klugmann, edito da Giunti.

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L’ascesa professionale ed umana, intellettuale ed artistica, della chef ed autrice Antonia Klugmann è stata tratteggiata con stile, puntualità ed elegante introspezione dalla giornalista e food blogger Valeria Zingale , affiancata da Daniela Bonanzinga.

Dal confronto coi giornalisti di settore presenti, tra i quali si sono distinti Federica Terrana, Natalia La Rosa, Antonio Iacona, Carmelinda Comandatore ed Alessandra Bonaccorsi, è emerso un messaggio di successo che parte dalle radici, dal background mitteleuropeo dell’Autrice, dal suo personale rapporto col territorio di confine dove con devozione, dipinge composizioni di gusto che nascono dalla freschezza e dall’espressività stagionale del suo orto.

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Dopo gli studi classici e giuridici, dopo la formazione culinaria e l’apertura del suo ultimo ristorante, L’Argine a Vencò, a Dolegna del Collio in provincia di Gorizia, Antonia Klugmann ha riscosso immediato interesse della critica ed i massimi riconoscimenti, amplificati anche dal suo ruolo di giudice a MasterChef Italia.

Una particolare attitudine alla valorizzazione della cucina naturale ha accentato anche il menù elaborato dallo chef Salvatore Paladino del Ristorante Toro Nero a Messina, dove la caleidoscopica stagionalità degli ingredienti siciliani ha evocato le cromìe e le scelte etiche e sostenibili delle ricette del libro di Antonia Klugmann, presente alla cena conviviale che ha seguito la conferenza stampa moderata dalla giornalista e food blogger Valeria Zingale .

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Un menù impreziosito dalla coralità dei microcosmi siciliani: l’Executive Chef del Ristorante Toro Nero ha valorizzato la biodiversità del manzo di razza Cinisara, delle uova di lumaca madonita, del Maiorchino dei Nebrodi, della ricotta di capra messinese, arrivando alla mozzarella iblea, agli ortaggi di Giarratana e di Ispica, al carciofo viola etneo, e senza prescindere dai capperi di Pantelleria, dai pistacchi di Bronte e dalle olive del Belice.

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Tecnica, equilibri di gusto scanditi da registri sensoriali intriganti e l’abbinamento ai vini Cottanera e Milazzo hanno coinvolto gli ospiti in un percorso enogastronomico che pone il Ristorante Toro Nero ai vertici della scena messinese.

Il Cannolo e la trionfale Cassata magnum della Pasticceria Irrera hanno suggellato la chiusura dello straordinario evento.

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La Famiglia Denaro della Pasticceria Irrera, perpetua a Messina dal 1910 l’istituzionalità dei canoni dell’eccellenza, una storia che ogni giorno -dalla prima colazione al dopocena- intercetta ogni esigenza contemporanea, ve ne parlerò presto su queste pagine…

 

Sabir Gourmanderie, sogno di primavera

Pochi giri di boa tra lo Jonio e i tornanti che ti conducono verso il respiro del vulcano, ed arrivi nel cuore del Parco dell’Etna che ha come irrinunciabile riferimento
Sabir Gourmanderie: il locus amœnus dove le trame sensoriali acquisiscono la dimensione emozionale suscitata dal gusto e dall’ospitalità sublime.

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Il menù di primavera ideato dallo Chef e Patron Seby Sorbello dipinge l’idillio del territorio etneo con tinte carismatiche e sfumature cangianti che volano oltre gli orizzonti siciliani, affermandosi nell’avanguardia internazionale dell’Alta Cucina.

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La cantina non ha limiti geografici e ha solo le coordinate dei desideri più intriganti, senza tralasciare le selezioni di distillati che ispirano l’arte mixology del Sommelier Giovanni La Rosa.

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Le sale si sviluppano senza soluzione di continuità tra l’incantevole vista sul parco e le ricercate atmosfere lounge déco, impreziosite dai dettagli di un prezioso studio di interior&light design.

Le fragranze del finocchietto selvatico e dell’arancia Tarocco accentano i drink iconici, rivisitati con estro e sensibilità per intrattenere ed accompagnare le prime note della sinfonia della cucina.

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Cialde ai ceci, croissant gioiello sfogliati ed innumerevoli fragranti esercizi di stile impreziosiscono la proposta del pane da degustare con l’olio di Tonda Iblea.

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Il cappuccino di scampi e misticanza porta a tavola la brezza e la rugiada, controcanto della passionale dolcezza dei crostacei.

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Il ricordo d’infanzia accarezza la zuppetta di pisellini alla menta, in abbinamento alla ricciola affumicata al timo.

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I molluschi trionfano nella sfrigolante veste, conturbanti nella setosa grazia delle salse ai legumi verdi e ai ricci di mare.

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La guancia di vitello al mosto cotto sorprende con la sua trama fondente e regala il desiderio di perpetuare l’assaggio, supportata dall’etereo soffio di fagioli e dalla crocchetta agli asparagi.

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La sciara dell’Etna arriva a tavola sotto forma di chips di riso Venere, si svela al palato il brivido balsamico del gelato ai fiori di rosmarino e delle erbette spontanee.

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Un sussurro di soavi consistenze si esprime nella minestra di zucchina legenaria, ricotta esperidata al limone e pasta mista. Assaggi polifonici si susseguono, impreziositi dall’olio alla vaniglia.

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I ravioli tatuano l’esuberanza della bottarga all’assaggio, in un rimando di dolcezza dei fiori di zucca.

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Il pesce spada messinese ritorna trionfale protagonista della Cucina d’Autore, sublimato nel taglio, nella cottura. La salsa dell’orto regala la sintesi eclettica di vellutate percezioni agrodolci.

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La granita di carota di Ispica al pepe rosa è preludio della sinfonia dessert da condividere.
La pasticceria dinamica espone la sua più alta intuizione nell’identificare la dolcezza della crema soffiata di piselli, come primaverile compendio al soffice di carota appena sfornato e al latte di mandorla.

Gli agrumi, la trilogia di fragole, la mela Cola – riscoperta tra frutti antichi e dimenticati dell’Etna – danno brio, vivacità e caleidoscopica aromaticità all’Arte della Pasticceria che trova nel laboratorio di Sabir Gourmanderie massima espressività.

Sostenibilità, cultura della biodiversità, valorizzazione dei canoni del gusto del territorio, sintetizzati con estrema raffinatezza dalla squisita tecnica e dalla creativa attitudine compositiva dello Chef Seby Sorbello:
Sabir Gourmanderie.

Cortile Pepe, a Cefalù gusto, talento&design

In una domenica d’inverno a Cefalù puoi già scorgere i trend dell’estate che sarà, l’atteso rinascimento delle strutture ricettive, la vivacità di un territorio che abbraccia percorsi culturali e naturalistici tra l’arcipelago delle Eolie e il Parco delle Madonie, fulcro del patrimonio arabo-normanno di Sicilia e indissolubilmente legato al rilancio di Palermo Capitale della Cultura 2018.

A pochi passi dal Duomo, incastonato tra i palazzi storici che incantano con le stratificazioni architettoniche delle dominazioni millenarie, scorgi l’ingresso del ristorante Cortile Pepe, l’ammaliante enclave del gusto e dell’accoglienza che propone un nuovo concetto di ospitalità, intarsiata di sofisticati percorsi di valorizzazione degli ingredienti iconici e di ricerca, che si sviluppano in una struttura polifunzionale.  Sussurra lusso ed atmosfere lounge, tra l’intimità delle sale, giardini incantati, la scintillante cucina a vista o proposte smart e disimpegnate per un drink o un dopocena.

La luce naturale filtrata dalle vetrate a tutta altezza, dialoga con la puntualità del light design nel valorizzare le essenze preziose della tavola, le scelte armoniche della pavimentazione, degli arredi e dei tagli grafici della pietra a vista e delle volte, regalando un’atmosfera conviviale e di assoluta piacevolezza.

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Gli aromi fruttati dell’olio evo in degustazione valorizzano il pane di semola a lievitazione naturale, intriga la friabilità dei grissini e sorprende la focaccia al vapore, eterea nella trama e passionale nel regalare al palato la polifonia del grano e delle erbette balsamiche, grazie alle tecniche di panificazione dello chef Gianluca Miccoli.

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Il benvenuto dello Chef Gianni Lettica rispecchia una filosofia intimamente legata all’esaltazione dell’essenza degli ingredienti e alla potenzialità delle materie prime, esaltando l’umoralità del baccalà con una lattea emulsione che si coniuga alla cremosità del soufflé.

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La parmentier evoca un viaggio Parigi-Mazara del Vallo: una spuma di patate montata al momento, come l’iconica pure di Robuchon, diaframma l’opulenza del gambero rosso e sintetizza la fragranza marina con la polvere di gonadi di ricci.

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Vongole e cime di rapa appena scottate, donano al palato il conturbante dualismo mare-terra, assecondando le analogie sferzanti di mineralità che planano sugli gnocchetti di ricotta.

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L’Assoluto di melanzana regala la carnalità di un ortaggio che matura alle latitudini del mare, convince con la valorizzazione delle due varietà, con gli accenti aromatici delle emulsioni al pomodoro e basilico e con la pungente dolcezza dei pinoli tostati, a rievocare suggestioni del Bosforo.

 

La leggerezza delle trame dei dessert e la sorprendente abilità compositiva del Pastry Chef Gianluca Miccoli affascinano quanto il suo vibrante eclettismo negli abbinamenti e nei contrasti.

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Melagrana-pistacchi-fichidindia, sinfonia di continui rimandi allusivi alla trionfale passionalità dei frutti di stagione, seducente nella sfaccettata armonia di ogni assaggio e che sa preservare anche i soavi e delicati aromi.

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La freschezza conturbante del cardamomo verde è la nota geniale che trasforma la composizione di frutta nel dessert da fine pasto per antonomasia, elegante nella dolcezza, sublime nella voluttuosa cremosità costellata dai sentori officinali.

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La fragranza balsamica dei fiori di rosmarino appena colti ritorna anche nella piccola pasticceria, in una ludica e seducente ironia che conduce attraverso intriganti percezioni.

La magistrale lavorazione del cioccolato espone l’eccellenza delle ganache che preservano la fruttata acidità della pregiata selezione di cacao.
Il cristallo di manna delle Madonie acquista il cangiante riflesso esperidato dell’arancia amara, arrivando alla sublimazione dell’ingrediente.

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Il personale di sala supporta le proposte della cucina con luminosa grazia, sottolineando con professionalità e soave discrezione il ritmo del servizio.
La cantina brilla di un’accurata selezione del territorio e di carismatiche etichette francesi.
Due i percorsi degustazione proposti, da nove e da undici portate, per antipasto-primo e dessert si può restare nell’intorno di 50 euro.

Ristorante visitato il 28 gennaio 2018

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Ristorante Cortile Pepe

Patron Toti Fiduccia

Chef Gianni Lettica
Pastry Chef Gianluca Miccoli

aperto a pranzo e cena
chiuso il mercoledì

via Nicola Botta 15
Cefalù, Palermo

tel. 0921 421630
info@cortilepepe.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Chef Massimo Giaquinta, la gioia della creatività e l’etica degli ingredienti.

Marzamemi è tempo rarefatto, è estate che non finisce, è la memoria di una tonnara che oggi si è evoluta, diventando polo culturale, d’avanguardia artistica, del cinema di frontiera e fulcro della movida siracusana.
Marzamemi è da pronunciare come un bacio, seducente nella sua luce assoluta, rarefatta nella sua essenza di borgo di pescatori, ti cattura, ti ammalia, come i riflessi adamantini del suo mare che ti fa respirare l’Africa.

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Il ristorante Cortile Arabo si svela nella raffinatezza e nell’unicità di un baglio abbracciato dal mare, tra essenze mediterranee che accentano ogni pietanza, plumerie tropicali in fiore, fichidindia e il candore che dipinge l’atmosfera onirica creata dai patron Mariangela Fronterrè, Santo Paternostro e Luca Ventura.

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Chef Massimo Giaquinta anima un menù che brilla di intuizione, sperimentazione, eclettismo ed estemporanea interpretazione degli ingredienti, utilizzando magistralmente le tecniche della cucina classica e d’avanguardia, trasmettendo ad ogni assaggio la passione e la felicità con cui crea le sue sinfonie di gusto.

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Il grano autoctono viene panificato ad arte in purezza, esaltando l’essenza e le caratteristiche sensoriali di ogni varietà siciliana. Il pane arriva in degustazione appena sfornato, insieme all’olio evo monocultivar 274º, Biancolilla che ha i riflessi aurei e la freschezza della brezza della Valle di Noto.

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Il gelato al limone concentra la polifonia sensoriale dell’agrume, si reinventa nella cremosità che dona l’iniziale percezione della mela cotogna, esaltando la minerale dolcezza del gambero rosso di Mazara. Spuma di lampone e chips di rapa rossa a donare profondità, curd di frutto della passione per l’acidità aromatica e voluttuosa mousse di avocado a sancire la persistenza dell’armonia dei sapori.

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L’ostrica porca sorprende con registri sensoriali multipli: l’umoralità affumicata del lardo a dialogare con la mineralità nocciolata del mollusco, la mediterranea dolcezza esperidata della polvere d’arancia e la vibrante passionalità delle more di gelso dell’Etna.

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Il pescato sostenibile dei piccoli pescatori di Marzamemi viene esaltato con estro compositivo: chef Massimo Giaquinta interpreta la cultura del gusto siciliano contaminandola con il brio della frutta esotica, l’agrodolce delle canditure e della concentrazione estiva del pomodoro Pachino, senza dimenticare le essenze balsamiche e la quintessenza del mare sublimata in croccanti chips.

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La mozzarella di Battipaglia presta la sua succosità alla bottarga di tonno e al caviale, nell’enfasi di un morso lussurioso e totalizzante, che lo Chef sdogana democraticamente nella veste di street food.

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Lo spaghetto di grano Margherito – di trafila propria – ha l’anima del pomodoro di Pachino. Viene valorizzato dalla delicata mantecatura e dal dualismo del gambero rosso crudo-e-cotto, armonizzato dalla panna acida al momento del servizio.

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I tortellini fioriscono nell’intensa ed umorale fonduta di Ragusano, screziata delle essenze iblee e del tartufo estivo, in assaggi dorati dalla mimosa di tuorlo.

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L’aragosta viene esaltata rimodulando gli ingredienti della catalana, in un gratin suadente che brilla dei pomodorini fondenti e della cipolla di Giarratana caramellata.

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Il gelato-non-gelato di foie gras trova naturale assonanza nella cialda di zafferano, dall’aroma di rosa e vaniglia, che anticipa la cremosità del gheriglio di ricotta e il carattere del Marsala Vecchio Samperi.

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Eterea mousse di yogurt è scrigno del gelato di barbabietola, in un’allegoria ai frutti gialli che delizia senza incupire il palato.

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Il più elegante Cannolo di Sicilia enfatizza il tulle della cialda con i sentori di passito, ha la salsa alla mela verde come unico controcanto di dolcezza e cela la purezza della crema di ricotta, esaltata dal croccante di frutta secca tostata.

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La vodka al bergamotto corrompe il sorbetto 100% ananas, trasformando il fine pasto in un’esperienza mixology.

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La cantina mette in luce il continente Sicilia, non manca una selezione nazionale e di Champagne. Ricercata la sezione dei vini da dessert e degli spiriti. Servizio dinamico, gioioso e puntuale.

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Da novembre a febbraio il Ristorante Cortile Arabo rimane chiuso. Ogni altro giorno accoglie in un suggestivo dehors, direttamente sul mare nell’incantevole terrazza, o in sale più riservate.

Chiuso il martedì per riposo settimanale, tranne a luglio, agosto e i primi di settembre, in cui chiude solo a pranzo il lunedì e martedì.

Una meta imperdibile ed imprescindibile in Sicilia, che resta tatuata nel cuore.

Ristorante Cortile Arabo

Chef Massimo Giaquinta
Marzamemi, Pachino (SR)
TEL. +39 0931 841678

Ristorante visitato il 3 settembre 2017.

Ristorante Le Traveggole, Favara/Sicily

La bellezza salverà il mondo.

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La riqualificazione urbana di Favara, città proiettata sulla Valle dei Templi e sulla costa di sabbie dorate e scogliere dal candore abbagliante di Agrigento, parte dall’arte, dalla cultura, dall’architettura e dalla rigenerazione dei canoni stilistici, della qualità della vita e dei valori etici.

Antonio Alba, già dai primi anni duemila, ha investito genialità, know how, lungimiranza ed abnegazione, consegnando alla Sicilia un esempio di rinascita e di ammaliante dialogo tra avanguardia design e suggestioni gattopardiane.

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Alba Palace è un hotel di lusso sussurrato e sofisticato, un’oasi di buone vibrazioni sensoriali, attraente trecentosessantacinque giorni l’anno, incastonato in un microcosmo del continente Sicilia costellato di percorsi culturali e naturalistici, di estati che non finiscono e poetiche fioriture di mandorli già a Natale. Struttura polifunzionale inaugurata a marzo 2017, Alba Palace ospita il Ristorante Le Traveggole, al piano terra del nobiliare palazzo ottocentesco che si sviluppa attorno ad un’abside e con straordinarie prospettive sul centro storico e la cattedrale. Vetrate a tutta altezza, essenze preziose, pavimentazioni etniche e sapienti tagli di light design, creano un’accoglienza assoluta e senza tempo.

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Chef Salvatore Tortorici ricerca la qualità della materia prima, esprimendola con tecniche e cotture puntuali che esaltano il gusto e tutte le percezioni sensoriali.

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Nell’attesa degli antipasti ti allieta con lapilli dorati e fondenti di tuma al sale nero e una bruschetta che è una narrazione d’estate.

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La fava Cottòia di Modica diventa un macco etereo e spumoso, dal sentore balsamico di finocchietto selvatico che abbraccia il trionfo di gambero rosso.

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Il polpo seduce il palato con fondente armonia, nonostante la doppia cottura, ceci al rosmarino e cipolla caramellata tratteggiano assaggi che trasmettono suggestioni mediorientali.

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La Caponata è un viaggio nella passionalità siciliana, l’esatta esecuzione della ricetta familiare, per trasmettere l’amore domestico a chi conserverà il gusto dell’estate.

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Il pistacchio agrigentino e la crema di ricotta tradizionale trovano sublime espressività nel semifreddo, magistralmente equilibrato e variegato all’assaggio da aromatica granella e cioccolato.

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La crème brûlée seduce con la più esclusiva enfasi di vaniglia e l’ideale cremosità.

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La cantina seleziona le più carismatiche realtà siciliane, servizio amorevole, curato, e professionale.

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Il roof top dell’hotel ospita una suggestiva terrazza panoramica ideale per eventi, suite esclusive, Bar e Ristorante; location da sogno anche per cocktail, dopocena, SPA e lounge.

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Alba Palace è la punta di diamante nell’affermazione internazionale di Favara, città in pieno rinascimento, dal 2010 fulcro d’arte contemporanea e design del Sud Italia, grazie a FARM CULTURAL PARK, museo diffuso, polo culturale e laboratorio di rigenerazione urbana e sociale, sogno realizzato di Florinda e Andrea Bartoli.

Ristorante Le Traveggole

via Belmonte 19, Alba Palace, Favara AG

Telefono 0922 437146

Aperto a pranzo e cena, la domenica su prenotazione.

info@letraveggole.it

Ristorante visitato il 16 luglio 2017

 

Chef Marco Baglieri, a Noto l’identità iblea del gusto

Noto è barocco ostentato e accecante che vuole dichiaratamente stupire ed ammaliarie, tufo dorato e piazze assolate si alternano alle ombre dei palazzi che si fanno sempre più austeri risalendo nel centro storico.
Il Crocifisso è quasi in antitesi, ritirato in un minimalismo introspettivo, che lo chef e patron Marco Baglieri distilla e proietta con sincerità e personalità.

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L’osteria di famiglia cresce, diventa trattoria ed oggi Ristorante, qui sensibilità e valorizzazione del territorio prendono respiro nella tecnica più ricercata, che lascia protagonista sempre l’ingrediente.

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Le sale si snodano svelando gli ambienti di un edificio storico, nel dualismo di angoli intimi e atmosfere conviviali; tutte le sfumature sofisticate del greige sottolineano il mood rarefatto, impreziosito da maioliche e lino candido, luce puntuale ed essenzialità per non distogliere dalle portate.

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Il benvenuto dello Chef arriva ancor prima di aver contemplato il menù, un fulmine di sgombro affumicato che non trova dialogo con i germogli e la salsa verde.

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Pane-panelle-gambero rosso è l’antipasto che reinventa lo street food con passionalità. Attenzione estrema nella valorizzazione del fritto sfrigolante di ceci e dell’opulenza dei crostacei, diaframmati da fresca insalata croccante e da una cremosa ed aromatica salsa. Il pane al sesamo è scrigno fragrante della felice sintesi di Sicilia occidentale in trasferta.

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Nella selezione di lievitati non manca la scaccia, un assaggio di focaccia come un abbaglio d’estate, che ancora più a sud di Tunisi non finisce mai davvero: pomodoro intenso e solare tra le pieghe della sfoglia all’olio che è mitologia iblea.

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L’Arancino viene annunciato come una parmigiana in bianco, all’assaggio distrae la persistenza amaricante della melanzana fuori stagione. La fonduta di Ragusano lega il palato non arrivando a bilanciarne l’umoralità; anche la sabbiatura superficiale non esprime golosa croccantezza.

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Nei ravioli di ricotta al sugo di maiale traspare l’eleganza compositiva che contestualizza i canoni della tradizione del territorio. Una sfoglia elastica vela la cremosa raffinatezza della ricotta di mucca, nel trionfo lussurioso della salsa di maiale. Fondente e burroso il boccone di pancetta a corollario. Nessuna ombra acida di pomodoro e il brillante aroma del finocchietto selvatico, elevano all’eccellenza l’assaggio.

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Pistacchio e sesamo si fanno dolce ed aromatica panatura del filetto di alalunga. Il pesce svela caratteristiche di gusto e trame molteplici, progredendo verso il cuore ancora rosa, come un tataki increspato dalle corruzioni agrodolci della caponatina, in cui risaltano i capperi gioiello di Salina.

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Il predessert è una perla polifonica di agrumi, un sospiro di sorbetto di mandarino amplificato dalla cremosa chantilly all’arancia.
Una miriade di bolle friabili descrive la perfezione della cialda di cannolo, nel contrasto col gelato alla mandorla bruciata si apprezza il minimalismo etereo della crema di ricotta.

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Noto e l’Etna valorizzate nella scelta enologica, nella carta dei vini non manca una selezione di Champagne e bianchi e rossi francesi.

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Servizio attento e professionale, incline ai sorrisi e alla puntualità. Il menù degustazione lunch racchiude in 28 euro il benvenuto dello Chef, un antipasto ed un primo; mentre per tre portate alla carta non si superano i 50 euro. La piccola carta dei dessert non si allontana dai tortini fondenti e dalla tradizione, le dolci proposte incidono dai 5 agli 8 euro.

Ristorante Crocifisso

Chef Marco Baglieri

Via Principe Umberto 48,
96017 Noto, SR

(+39) 0931.57.11.51       (+39) 338.85.30.241

info@ristorantecrocifisso.it

visitato il 4 dicembre 2016