Assaggi di Lisbona, note di gusto.

Dove guardando indefinitamente l’orizzonte puoi immaginare le Americhe, sulle sponde del fiume Tejo che è quasi oceano, nella purezza assoluta della luce bianca e del vento crespo che si fa respiro: a Lisbona.
I sapori identitari portoghesi sono indissolubilmente coniugati agli ingredienti coloniali e la creatività “molecolare” trova coerenza e sostanza. A Lisbona la gastronomia “in lattina” sa essere audace e capirai che le conserve di pesce lavorato fresco vanno oltre il tonno e le acciughe.

Nell’atmosfera perduta che apprezzerai passeggiando nei quartieri di Chiado, Alfama, Bairro Alto e Príncipe Real, curiosando tra gli scorci intimi dei vicoli e dei palazzi maiolicati, ti incuriosiranno i concept store, gallerie d’arte, boutique, caffè storici, tasca e localini di petiscos, polifonici assaggi con cui comporre un intero menù.

Ristorante Lisboeta
 
Chef Tiago Bonito interpreta la cucina portoghese elaborando suggestioni di gusto, imbastite col miglior pescato dell’Algarve e le texturas molecolari ereditate da quella che è ormai “alta cucina classica”. I “risotti” sono spesso mantecati di quinoa o tapioca, impreziositi da tartufo o aromatiche e piccanti salsicce portoghesi. Non mancano gli accenti e la freschezza esperidata del bergamotto, del rabarbaro, dei legumi primaverili e della frutta esotica e delle spezie coloniali.
Un continuo rimando sensoriale, eclettismo compositivo delle portate in un ambiente di charme, vezzeggiati dal personale di sala.
Carta dei vini internazionale, lunch menù e accattivante bere miscelato.

José Avillez  è lo star chef che a Lisbona intercetta ogni pretesa gourmand, nei suoi cinque ristoranti (più uno a Porto e nuove esperienze pop up nelle più esclusive location).
Senza largo anticipo sarà difficile trovare un tavolo libero al Belcanto, ripiegando su il Cantinho do Avillez sarete accolti nell’atmosfera informale di una taverna che si sviluppa in due sale non contigue, locate al piano terra di rua dos Duques de Bragança, nel centralissimo quartiere Chiado. Luci soffuse e servizio amichevole, piastrelle colorate, sedute e tavoli in legno apparecchiati con tovagliette di carta.

Il menù esprime la cultura gastronomica portoghese contaminata e proposte fusion e vegetariane.
Il cheviche di rapa rossa incontra la voluttà della crema di avocado al coriandolo e mais croccante. Succose le capesante dorate servite con patate dolci, asparagi e pomodorini; fondente il tonno in conserva maison, con mayo di zenzero e lime. Intriganti le polpette al curry verde con zucchine e riso jasmine, asciutta la gola di maialino nero in panatura di manioca, aglio e coriandolo, servito con cremosi fagioli neri.
La crème brûlée aromatizzata all’arancia portoghese e vaniglia si lascerà ricordare per il perfetto contrasto tra crema setosa e vitreo zucchero caramellato. Delude la jar di cheese cake al lampone e basilico, quasi evanescente ed impalpabile nel gusto, come l’insalata di frutta con spuma di mojito.
Piccola offerta di birre, la scelta dei vini si concentra su proposte nazionali.

SEA ME



L’eccellenza e la freschezza estrema del pescato atlantico elaborato anche in chiave giapponese.
Bar e sushi-bar, ostriche, percebes ed estemporanee proposte del giorno.
Ambitissimi tavoli sia a pranzo che a cena, servizio schietto e dinamico.

Pharmacia


Nelle adiacenze del Museo della Farmacia di Lisbona, una sala curiosa e ai limiti del kitsch, dalle vetrate e dal dehors che si affacciano direttamente sul belvedere di Santa Caterina, godibile anche solo per un drink. Modernariato anni quaranta-cinquanta e vetrerie da laboratorio arredano e danno tono al tema della location.

 


Petiscos da condividere: al primo assaggio t’innamorerai del bacalhau-peperoni-ceci, servito su crema speziata di carote, fragrante il fritto di sardine e calamaro con mayo al lime e carota, suadente il curry di gamberi al coriandolo e riso pilaf. Non mancano le portate di carne e i dessert. Ampia scelta di vini portoghesi, intrigante la proposta mixology in abbinamento. I prezzi delle portate variano dai 5 ai 15 euro.

Ineluttabili a qualsiasi ora i pastéis de Nata, fragranti dolcetti di sfoglia e crema, unici ed indimenticabili i Pastéis de Bélem

Lisboa-39
Ricetta segretissima che pone l’attenzione sull’equilibrio di ingredienti semplici e di altissima qualità: solo sfoglia vitrea ed aromatica di burro e crema, dalla superficie brunita, compongono il pasticcino; servito rigorosamente caldo, da arricchire a piacere con cannella e zucchero a velo extra. 


Un desiderio perpetuo dopo il primo assaggio a giustificare la lunga coda e l’attesa.


Per lo shopping un concept store anche solo da ammirare è Embaixada


esposizioni temporanee, Gin bar, sartoria maschile, ristorante ed oggetti di design e artigianato chic. Sale che si susseguono e che si affacciano sulla corte da mille e una notte, di un palazzo di fine Ottocento.

L’assoluto della luce, a Lisbona.

Se arrivi dalla Sicilia credi di conoscere ogni abbacinante e caleidoscopio riflesso della luce, ma di certo non il bianco assoluto di Lisbona.
Una purezza d’intensità totalizzante, che si rifrange nei vicoli, nelle piazze imperiali e sulle acque adamantine del fiumeoceano Tejo, sfondo ipnotico di ogni bairro.

Tante trame in divenire, una costellazione di gru che segnalano un costante moto di riqualificazione: dalla casba candida di Alfama ai quartieri del Chiado e Bairro Alto, fino alla valorizzazione degli spazi EXPO ’98 con le manifeste infrastrutture di Santiago Calatrava e le moderne “caravelle” residenziali.

Perditi nella percezione dell’identità culturale, Lisbona sa affascinare con la dolcezza del gotico di Belém e con le tracce sovraesposte dei graffiti di street art, ricerca la matrice araba nelle architetture e nella fragranza di zagara che sa stordire a primavera.

L’apertura al nuovo, a mondi lontani, oggi come al tempo coloniale, restando distanti dalla globalizzazione.

Lisbona, oggi. Magnetica ed ammaliante.