Il paradigma del sublime: il nuovo menù dello Chef ROBERTO TORO al Belmond Grand Hotel Timeo

Sogni la tua prossima incantevole esperienza leisure che possa conciliare arte, spiagge ancora assolate, boschi vulcanici, vigneti dalle nuances cangianti, cultura, gusto, luxury e panorami indimenticabili?

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Il Belmond Grand Hotel Timeo a Taormina è il fulcro di tutto ciò, è l’enclave dell’autentica ospitalità siciliana, di un lusso percepito come sublime ed affettuosa accoglienza, di sorrisi che dipingono la gioia e l’attenzione più esclusiva all’Ospite.

Taormina è storicamente la meta ideale del turismo destagionalizzato, ottieni ispirazione da un viaggio che illustra l’eclettismo più audace e travolgente dell’Executive Chef Roberto Toro, supremo interprete dell’eccellenza degli ingredienti del territorio dell’Etna e magistrale esegeta della letteratura del gusto internazionale, che soddisfa i palati più esigenti con brio, sorprendente personalità e sempre raffinatissima armonia.

Il dialogo forse più noto e citato di Platone è il Timeo. Platone ricerca la risoluzione della nemesi tra la cosmologia delle IDEE ed il pragmatismo delle cose, degli INGREDIENTI nel nostro caso. Entra in scena l’arte del demiurgo, artigiano che ha l’abilità di dare forma alla materia ad immagine e somiglianza delle idee.

Così l’Executive Chef Roberto Toro capta i paradigmi supremi della sensorialità e ne fa assaggi di indelebile delizia ed ispirata personalità.

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L’autunno si esprime nella crema di cachi, ostrica e noci pecan sorprendendo il palato attraverso gli equilibri multipli della quintessenza sensuale del mare che si specchia nella fruttata dolcezza, per ritrovare la spinta iodica delle alghe e il reset tannico delle noci, in un’opera di assoluto lirismo.

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L’oriente e l’alta scuola francese incontrano l’Etna, in una composizione di tantrica lussuria: il dashi come liaison umami che sublima la scaloppa di foie gras e lo scampo imperiale in voluttuosa assonanza, bilanciati nell’opulenza dalla misticanza di senape selvatica del vulcano e chips di carciofo. Irresistibile passionalità che si amplifica ad ogni assaggio.

La guancia di vitello si fa estasi al cucchiaio, accarezzata dalla parmentier soffiata, brillante dell’emulsione clorofillica e minerale del sedano e dell’esclusività del più pregiato e carismatico dei tartufi.

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Ore di delicata cottura e sapienti tecniche esecutive accompagnano la pancetta di maialino Nero dei Nebrodi all’assaggio indelebile.

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Fondente e suadente, la struttura delle carni brilla della salsa di pere etnee a corollario, e della cipolla semi fermentata, vibrando delle spontanee di stagione a definire la circolarità dell’equilibrio.

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Un dessert che svela gli orizzonti infiniti anche della sublime pasticceria del Belmond Grand Hotel Timeo, affidata alla maestria cosmopolita del Pastry Chef Benedetto D’Angelo coadiuvato anche da Alessandra Bertola. Trame di cioccolato e noci si specchiano nei riflessi aurei e cremosi della mousse, in un rimando di sensorialità travolgenti della Pecan Pie.

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Brilla in sala l’eclettica e soave personalità della Sommelier Simona Di Goro, unica nel saper interpretare i desideri della clientela internazionale e degli ospiti esterni al Belmond Grand Hotel Timeo, che hanno il privilegio di gioire del servizi fine dining e bar della prestigiosa struttura.

Simona Di Goro sa affascinare con proposte carismatiche che attingono da una selezione enciclopedica di etichette di vini, che spaziano dalle contrade etnee alle magnum nazionali e francesi d’elezione, senza tralasciare le numerose unicità di Artisti Viticoltori.

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Belmond Grand Hotel Timeo

Via Teatro Greco 59, 98039 Taormina (ME), Sicilia, Italia

Telefono: +39 0942 6270 200

reservations.ght@belmond.com

MANDARIN ORIENTAL Milan: luxury travel experience

Il Mandarin Oriental, Milan amplifica l’eleganza e l’inconfondibile ospitalità milanese coniugandole al ricercato design dell’iconico lusso orientale, nel cuore del quadrilatero della moda, a pochi passi dalla cultura dei musei di Brera, dal Teatro alla Scala e da via della Spiga.  Ospitato in quattro prestigiosi edifici del XVIII secolo, l’Hotel offre la combinazione perfetta per soggiorni di indimenticabile ospitalità.

le camere

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Mandarin Room è un concept di funzionalità, stile, comfort assoluto ed eleganza: camere da 45 m², luminose ed insonorizzate, dispongono di letti da sogno, arredi di design, angolo relax, scrivania-postazione studio con amplificazione Bose, smart TV, sofisticato angolo bar ed una sala da bagno in stile SPA, in marmo e dotata di ogni amenity.

la colazione

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La viennoiserie sublime firmata dallo Chef Nicola Di Lena, rende omaggio all’Alta Scuola Francese di tournage, sfoglie di rara fragranza, confetture e creme superbe ed estro compositivo.

 

Dolce e salato, attenzione alle esigenze salutistiche ed al gusto continentale, gluten free e selezioni di qualità ricercata per soddisfare ogni esigenza della raffinata clientela internazionale, per un risveglio da fiaba.

 

Mandarin Bar&Bistrot

Respiro internazionale in squisito ed eclettico stile Fornasetti e contaminazioni asiatiche. La scenografica centralità del bar dialoga con le sale polifunzionali che si prestano ai light lunch ed alle esigenze estemporanee della caffetteria o dell’aperitivo, che sconfina all’after dinner. Aperto sia agli ospiti dell’Hotel sia ai cultori della raffinatezza.

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La Cucina dello Chef Antonio Guida brilla d’intrigante estetica, che si coniuga alla ricercatezza dei sapori italiani. Dai Risotti alla Cotoletta, tributo alla letteratura del gusto meneghino, alle interpretazioni seducenti della cucina di pesce e dei classici della bistrònomie.

Il Mandarin Bar&Bistrot accoglie in atmosfere lounge e sofisticate, in tre ambienti diversi: il bar bistrot, la lounge interna ed il suggestivo dehors allestito presso la corte esterna, con salotti, tavoli e luci che creano la perfetta armonia.

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La proposta mixology accenta con carisma orientale i classici del bere miscelato, abbinandoli alla ricercatezza dei glass: opere d’arte che sublimano le creazioni dei Bartender.

il ristorante SETA, Chef Antonio Guida

Due stelle Michelin non bastano a narrare l’iridescente maestria che anima la creatività e l’espressività di Antonio Guida. L’imprinting mediterraneo in sinergia con il respiro orientale e la devozione alla stagionalità. Servizio di esemplare professionalità a cura di  Manuel Tempesta ed una enciclopedica carta dei vini che vanta più di mille etichette, tra selezioni regionali del Sommelier Andrea Loi ed introvabili Maison di Champagne.

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Cacciagione e tartufi pregiati animano il menù degustazione di ottobre, rallegrato dal brio di acidità ricercate, espressività aromatiche e trame conturbanti.

Esemplarità tecnica creativa, brio nel dipingere il lusso di sapori autentici e ricercati nell’esaltazione di contrasti donanti ed armonie multiple. Una proposta degustazione che sa entusiasmare per ritmo e nuances, sapori ed atmosfere che hanno idioma italiano ma sono anche ologrammi di tramonti sul Bosforo.

 

Sinfonie che seducono con assaggi sempre unici, che hanno cangianti e tratteggiati abbinamenti studiati per donare al palato sorpresa e desiderio.

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Aceto di lampone e formaggio vaccino Maccagno a dare enfasi ad una preparazione lombarda rimasterizzata nell’abbinamento a lisergici e geniali flash:

riso Carnaroli mantecato alla salvia, su crema di erbe fini e la fruttata passionalità dei frutti rossi più voluttuosi ed irretire il gusto e decretare l’assegnazione del titolo “Miglior Risotto 2019 per la Guida L’Espresso.

 

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In bilico tra suggestioni mediorientali ed estate mediterranea, la trama velo della sfoglia all’uovo fa da scrigno alla mousse di ceci, su specchio si salsa di pasta al pomodoro, melanzane e robiola, tra stimoli conturbanti ed eloquenza passionale.

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Narrare l’autunno attraverso la mineralità e più sfaccettata dolcezza del mare: la triglia cotta a bassa temperatura e la salsa di granchio, nell’abbinamento inedito all’umoralità delle conchiglie che si fanno convincente ragout e alla bieta zen.

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Trame di un sogno, iridescenza aromatica evocata dai sentori di zafferano che impreziosiscono la salsa montata al pistacchio, l’opulenza dei foie gras e la vivida freschezza acidula del rabarbaro, un signature dish di inarrivabile esecuzione.

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Menzione speciale per la selezione esclusiva dei burri Bordier: emblema francese di misticismo gourmand. Nelle varianti leggermente salato e alle alghe, sono empireo accompagnamento al pane e alle vivande.

 

I dessert e le infinite dolci attenzioni esprimono con raffinatezza, carisma ed eccelsa tecnica, stile leggiadro ed abilità interpretativa: dell’esotismo e del contemporaneo, della sperimentazione e della languida e lussuriosa pasticceria internazionale.

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ll Pastry Chef Nicola Di Lena è esegeta di somma perfezione, brillante nell’osare e ragionevole nelle edulcorazioni, irresistibile in ogni proposta creativa.

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Per info e prenotazioni

Mandarin Oriental Milan

 

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Struttura visitata ad ottobre 2018

Il Principe di Cerami: la magnificenza dello Chef Massimo Mantarro

Il Ristorante Principe di Cerami è lo scrigno fine dining dell’Executive Chef dell’esclusivo San Domenico Palace Hotel, Massimo Mantarro, Maestro di Cucina che ha capitalizzato la brillante carriera attraverso la sua squisitezza umana ed il suo stile colto nell’esporre la letteratura del gusto italiano. 

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Un luogo d’elezione, che ammalia tra la raffinatezza delle atmosfere delle sale storiche del dehors e la quintessenza di un’ospitalità di rara e soave professionalità.

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A Dana Danza, Francesco Laganà ed Alessandro Malfitana, il compito di accompagnare in sala gli ospiti attraverso un percorso che ha la trama onirica del sogno, la connotazione dell’opera prima, l’apologia dell’Arte del saper essere Ambasciatori di cultura, stile italiano e biodiversità attraverso le sublimi creazioni dello chef Massimo Mantarro e l’enciclopedica selezione internazionale di etichette a cura del Sommelier Alessandro Malfitana.

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Proprio dal suo viscerale amore per l’Etna, dalla sua alchemica sensibilità nel distillare l’essenza del vulcano, nasce un gin di inarrivabile eloquenza botanica:

VOLCANO – ETNA DRY GIN –

Ginestra, arancia amara ed il ginepro spontaneo che cresce sui suoli magnetici vengono infusi creando un’epifania di freschezza esperidata, carattere officinale del finocchietto selvatico e quello dolceamaro floreale, arrotondati dalla nocciola, in un flacone di cristallo impreziosito da un tappo sfaccettato in pietra lavica di fattura artigianale.

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Lo stile di Massimo Mantarro traspare nella sua allure: sincerità e sincretismo, un direttore d’orchestra che porta in scena le sinfonie di un territorio celato tra Etna e mare, che con carezzevole eleganza valorizza la stagionalità: adagio con le sovrastrutture e travolgente nell’ouverture della sublimazione degli ingredienti.

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Trionfale il carrello dei pani, indelebile la chips di ceci, da coniugare alle creme, agli oli autoctoni e ai burri elaborati a corollario.

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La magistrale tecnica nel preservare i sapori nitidi al palato, nel sorprendere attraverso morfologie allusive del pomodoro, supremo esercizio di stile, rivelatore della passionalità estiva.

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La tartare di gambero di nassa come componente emozionale del cannolo di calamaro e dei voluttuosi accenti di avocado e pompelmo rosa: contrasti ed analogie che si consacrano nella lussuria del caviale.

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Ancora tecnica sublimatrice, respiro territoriale in costante dialogo con l’eclettismo senza dogmi, manifesta supremazia della fragranza estiva del basilico, che reinventa il calamaro come fosse un risotto, sorprendendo il palato con l’opulenza della salsa al nero e la mineralità della foglia d’argento.

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Il paradigma della cucina panormita, evocato dal trancio di spigola impreziosito dall’umami della concassé di pomodoro e dalla panure, tratteggia un ologramma di sfincione che si specchia nella salsa aurea allo zafferano.

 

 

La pasticceria dinamica sorprende per gli equilibri multipli e le cangianti texture al palato, assaggi ludici di audace raffinatezza e compositiva: sinestesie di lamponi e cioccolato bianco, accenti di meringa e soavi petit four a sussurrarti…

 

“torna presto, prestissimo!”

 

Grazie Massimo.

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Ristorante Il Principe di Cerami

San Domenico Palace Hotel Taormina

Piazza San Domenico, 5

98039 Taormina – Sicily- Italy

Tel. 347 6935490

+39 0942 613111

reservations@san-domenico-palace.com

Chef Massimo Mantarro: l’arte del sublime a Taormina

Prima delle diciannove il portale del chiostro dell’antico monastero di San Domenico, nel cuore del centro storico di Taormina, si apre a chi sceglie di dare al proprio tempo il valore assoluto di un’esperienza che non miri solo a soddisfare la sensorialità, ma che intercetti il pathos della storia di un luogo elettivo, da sempre meta del jet set internazionale e dell’intelligencija.

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Il Ristorante Il Principe di Cerami brilla di un fascino austero e mai ostentato,  ospitando nelle sofisticate sale o nel dehors, che  dialoga col parco secolare e capta il magnetismo dell’Etna e dello Jonio all’orizzonte.

Al cospetto del Maestro Massimo Mantarro acquisisci la consapevolezza che per arrivare all’Arte del sublime, un Executive Chef deve essere anche esegeta di umanità.

Nel suo sguardo attuativo, nella sua filosofia divulgativa, nella sua esemplarità fatta di carisma e naturale attitudine alla valorizzazione delle sinergie, si scorge l’immenso potere dell’Alta Cucina nel veicolare la Cultura Italiana nel mondo.

Di Massimo Mantarro percepisci immediatamente la nobiltà d’animo, di gesti e di sentire, una luminosa signorilità che dipinge il suo valore umano prima ancora della sua genialità tecnica e creativa.

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L’Executive Chef del Ristorante Il Principe di Cerami porterà in scena tutte le sere dal martedì alla domenica, per tutta l’estate, fino al trenta settembre, la sua colta e ricercata narrazione del Gusto, che tratteggia l’iconografia mediterranea attraverso l’esposizione della suprema scuola francese e delle significative esperienze internazionali, tra le ultime Dubai.

 

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Un poema che ha le tinte passionali degli ingredienti stagionali di un territorio ammaliato dal vulcano e dal mare, che valorizzano il pescato, la cacciagione, la frutta esotica a km zero della riviera messinese, il maialino Nero dei Nebrodi, il tartufo pregiato estivo siciliano e la pasticceria dinamica.

 

 

Il Sommelier del Ristorante Il Principe di Cerami Alessandro Malfitana saprà intrattenervi con l’arte mixology in attesa della fine dining experience e vi condurrà nella rilettura delle preziose selezioni della Cantina, tra rarità internazionali e la più vibrante espressività dei microcosmi vinicoli dell’Etna, della Sicilia tutta e delle Regioni italiane. 

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Ristorante Il Principe di Cerami

Piazza San Domenico,

Taormina (ME)

Tel. +39 0942 613111

La cultura del Gusto a Messina: Rossetto e Cioccolato

La sensorialità della cultura, la divulgazione di un genere letterario che seduce attraverso un leitmotiv che ha come note tematiche identità, personalità, carisma e passione: la letteratura del gusto a Messina ha avuto interpreti di luminosa sensibilità, in occasione della conferenza stampa di presentazione del primo libro di Antonia Klugmann, edito da Giunti.

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L’ascesa professionale ed umana, intellettuale ed artistica, della chef ed autrice Antonia Klugmann è stata tratteggiata con stile, puntualità ed elegante introspezione dalla giornalista e food blogger Valeria Zingale , affiancata da Daniela Bonanzinga.

Dal confronto coi giornalisti di settore presenti, tra i quali si sono distinti Federica Terrana, Natalia La Rosa, Antonio Iacona, Carmelinda Comandatore ed Alessandra Bonaccorsi, è emerso un messaggio di successo che parte dalle radici, dal background mitteleuropeo dell’Autrice, dal suo personale rapporto col territorio di confine dove con devozione, dipinge composizioni di gusto che nascono dalla freschezza e dall’espressività stagionale del suo orto.

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Dopo gli studi classici e giuridici, dopo la formazione culinaria e l’apertura del suo ultimo ristorante, L’Argine a Vencò, a Dolegna del Collio in provincia di Gorizia, Antonia Klugmann ha riscosso immediato interesse della critica ed i massimi riconoscimenti, amplificati anche dal suo ruolo di giudice a MasterChef Italia.

Una particolare attitudine alla valorizzazione della cucina naturale ha accentato anche il menù elaborato dallo chef Salvatore Paladino del Ristorante Toro Nero a Messina, dove la caleidoscopica stagionalità degli ingredienti siciliani ha evocato le cromìe e le scelte etiche e sostenibili delle ricette del libro di Antonia Klugmann, presente alla cena conviviale che ha seguito la conferenza stampa moderata dalla giornalista e food blogger Valeria Zingale .

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Un menù impreziosito dalla coralità dei microcosmi siciliani: l’Executive Chef del Ristorante Toro Nero ha valorizzato la biodiversità del manzo di razza Cinisara, delle uova di lumaca madonita, del Maiorchino dei Nebrodi, della ricotta di capra messinese, arrivando alla mozzarella iblea, agli ortaggi di Giarratana e di Ispica, al carciofo viola etneo, e senza prescindere dai capperi di Pantelleria, dai pistacchi di Bronte e dalle olive del Belice.

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Tecnica, equilibri di gusto scanditi da registri sensoriali intriganti e l’abbinamento ai vini Cottanera e Milazzo hanno coinvolto gli ospiti in un percorso enogastronomico che pone il Ristorante Toro Nero ai vertici della scena messinese.

Il Cannolo e la trionfale Cassata magnum della Pasticceria Irrera hanno suggellato la chiusura dello straordinario evento.

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La Famiglia Denaro della Pasticceria Irrera, perpetua a Messina dal 1910 l’istituzionalità dei canoni dell’eccellenza, una storia che ogni giorno -dalla prima colazione al dopocena- intercetta ogni esigenza contemporanea, ve ne parlerò presto su queste pagine…

 

Il nuovo RISTORANTE CROCIFISSO a Noto

Noto, in una notte di primavera, ha ancora il balsamico respiro ibleo diaframmato dalla teatralità barocca dell’incanto museale a cielo aperto. Sa coinvolgere la sensorialità dipingendo meraviglia ad ogni sguardo che conduce alla meta definitiva dell’Alta Cucina del territorio.

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Il nuovo Ristorante Crocifisso riapre dopo un prezioso intervento di interior design, in una veste seducente ed ammaliante che rielabora ambienti ed atmosfere, sorprendendo con sofisticati dettagli di stile e di luci, che tratteggiano l’anima audace e cosmopolita dello chef e patron Marco Baglieri.

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Velluti ed ebanisteria, ricercati complementi d’arredo, arte contemporanea e sospiri autenticamente siciliani, armonizzati da nuances cangianti in ambienti che si snodano senza soluzione di continuità, regalano le percezione di volumi infiniti e l’invito alla convivialità senza tralasciare l’intimità.

Carisma, stile, inevasa attitudine alla sperimentale introspezione degli ingredienti identitari e dell’eloquenza che fa iconico il patrimonio del gusto ibleo: sono le coordinate dell’Arte compositiva dello chef Marco Baglieri.

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L’incisività dell’esposizione d’avanguardia, autentica e totalizzante nei sapori puri, verticali ed allusivi, che sanno narrare senza mai perdere la connotazione di sorpresa al palato. Una mise en place di squisita eleganza espone le melodie e le sfaccettature della cucina e della cantina, tra soave lino candido, cristalli donanti e porcellane iconiche.

 

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In un bon bon sfrigolante si svela l’idillio di una preparazione che ha la connotazione emozionale della cucina delle nonne, le polpettine di patate, come stelle nel firmamento del benvenuto dello Chef.

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Pane-panelle-gambero rosso è da solo meta di pellegrinaggio a Noto, seduce ogni volta per l’armonia della trilogia degli ingredienti: passionali, veraci ed esaltati da una magistrale tecnica esecutiva che accarezza la delicatezza e tratteggia l’umoralità della felice sintesi di Sicilia occidentale in trasferta.

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In un crescendo espositivo arriva a tavola il carciofo: l’espressività della primavera in un vortice poetico, che emulsiona la Mandorla Pizzuta di Avola in purezza alla conturbante ombra della liquirizia. Aromi che accentano il dualismo croccante e fondente del carciofo, regalando assaggi di passionalità estrema e di contrasti esaltanti.

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Le fragranze iodiche e zen anticipano l’umami delle cozze appena scottate. Pure, nella loro succosa e seducente mineralità. Si specchiano nella più raffinata fonduta di Ragusano e dialogano con i broccoletti saltati e le trame delle chips al nero di seppia.

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Da un desiderio sussurrato si manifesta a tavola – con infinita generosità dello Chef – un fuori menù che detta i canoni definitivi della pasta alla Norma: spaghetti di Russello di trafila propria nell’abbraccio estivo del pomodoro di Pachino. L’anima cangiante della melanzana viene valorizzata con genialità sia nella mirepoix sfrigolante, che nella crema affumicata. Un esercizio di stile da standing ovation.

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La matelote francese permea la cucina aretusea di suggestioni fondenti ad aromatiche, che valorizzano il pesce pelagico di stagione. La ricciola viene elaborata arrivando alla massima espressività, nel rispetto delle sue carni e dei registri sensoriali al palato, che danzano dalle tonalità agrodolci e salmastre dei capperi, alla passionalità dei filetti di pomodoro, intersecando la freschezza della cipolla e la folgorante panure alle olive nere iblee.

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L’agnello esprime le vibranti essenze di aprile dei prati in fiore, in un idillio di variazioni di stinco e carré, esaltati da luminosa maestria esecutiva, e contornate da parmentier fumé e dalle spontanee di campo.

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Le sfumature tropicali del sorbetto seducono nel contrasto col cremoso di cioccolato bianco e anticipano la totalizzante dolcezza del tiramisù soffiato, che congeda con la promessa di tornare presto a contemplare la nuova carta dei dessert.

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La coralità tra cucina ed impeccabile servizio di sala, lo stile, il ricercato design, l’accoglienza, la brillante personalità del Sommelier Gian Marco Iannello e la sua attitudine a soddisfare ogni divagazione enoica – supportato dall’enciclopedica cantina e da preziose selezioni di etichette internazionali – regalano al Ristorante Crocifisso la connotazione definitiva di esperienza da ripetere con gioia.

 

Ristorante Crocifisso

Chef Marco Baglieri

Via Principe Umberto 48,

96017 Noto, SR

(+39) 0931 571151       (+39) 338 8530241

info@ristorantecrocifisso.it

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Ristorante visitato il 3 aprile 2018