MANDARIN ORIENTAL Milan: luxury travel experience

Il Mandarin Oriental, Milan amplifica l’eleganza e l’inconfondibile ospitalità milanese coniugandole al ricercato design dell’iconico lusso orientale, nel cuore del quadrilatero della moda, a pochi passi dalla cultura dei musei di Brera, dal Teatro alla Scala e da via della Spiga.  Ospitato in quattro prestigiosi edifici del XVIII secolo, l’Hotel offre la combinazione perfetta per soggiorni di indimenticabile ospitalità.

le camere

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Mandarin Room è un concept di funzionalità, stile, comfort assoluto ed eleganza: camere da 45 m², luminose ed insonorizzate, dispongono di letti da sogno, arredi di design, angolo relax, scrivania-postazione studio con amplificazione Bose, smart TV, sofisticato angolo bar ed una sala da bagno in stile SPA, in marmo e dotata di ogni amenity.

la colazione

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La viennoiserie sublime firmata dallo Chef Nicola Di Lena, rende omaggio all’Alta Scuola Francese di tournage, sfoglie di rara fragranza, confetture e creme superbe ed estro compositivo.

 

Dolce e salato, attenzione alle esigenze salutistiche ed al gusto continentale, gluten free e selezioni di qualità ricercata per soddisfare ogni esigenza della raffinata clientela internazionale, per un risveglio da fiaba.

 

Mandarin Bar&Bistrot

Respiro internazionale in squisito ed eclettico stile Fornasetti e contaminazioni asiatiche. La scenografica centralità del bar dialoga con le sale polifunzionali che si prestano ai light lunch ed alle esigenze estemporanee della caffetteria o dell’aperitivo, che sconfina all’after dinner. Aperto sia agli ospiti dell’Hotel sia ai cultori della raffinatezza.

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La Cucina dello Chef Antonio Guida brilla d’intrigante estetica, che si coniuga alla ricercatezza dei sapori italiani. Dai Risotti alla Cotoletta, tributo alla letteratura del gusto meneghino, alle interpretazioni seducenti della cucina di pesce e dei classici della bistrònomie.

Il Mandarin Bar&Bistrot accoglie in atmosfere lounge e sofisticate, in tre ambienti diversi: il bar bistrot, la lounge interna ed il suggestivo dehors allestito presso la corte esterna, con salotti, tavoli e luci che creano la perfetta armonia.

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La proposta mixology accenta con carisma orientale i classici del bere miscelato, abbinandoli alla ricercatezza dei glass: opere d’arte che sublimano le creazioni dei Bartender.

il ristorante SETA, Chef Antonio Guida

Due stelle Michelin non bastano a narrare l’iridescente maestria che anima la creatività e l’espressività di Antonio Guida. L’imprinting mediterraneo in sinergia con il respiro orientale e la devozione alla stagionalità. Servizio di esemplare professionalità a cura di  Manuel Tempesta ed una enciclopedica carta dei vini che vanta più di mille etichette, tra selezioni regionali del Sommelier Andrea Loi ed introvabili Maison di Champagne.

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Cacciagione e tartufi pregiati animano il menù degustazione di ottobre, rallegrato dal brio di acidità ricercate, espressività aromatiche e trame conturbanti.

Esemplarità tecnica creativa, brio nel dipingere il lusso di sapori autentici e ricercati nell’esaltazione di contrasti donanti ed armonie multiple. Una proposta degustazione che sa entusiasmare per ritmo e nuances, sapori ed atmosfere che hanno idioma italiano ma sono anche ologrammi di tramonti sul Bosforo.

 

Sinfonie che seducono con assaggi sempre unici, che hanno cangianti e tratteggiati abbinamenti studiati per donare al palato sorpresa e desiderio.

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Aceto di lampone e formaggio vaccino Maccagno a dare enfasi ad una preparazione lombarda rimasterizzata nell’abbinamento a lisergici e geniali flash:

riso Carnaroli mantecato alla salvia, su crema di erbe fini e la fruttata passionalità dei frutti rossi più voluttuosi ed irretire il gusto e decretare l’assegnazione del titolo “Miglior Risotto 2019 per la Guida L’Espresso.

 

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In bilico tra suggestioni mediorientali ed estate mediterranea, la trama velo della sfoglia all’uovo fa da scrigno alla mousse di ceci, su specchio si salsa di pasta al pomodoro, melanzane e robiola, tra stimoli conturbanti ed eloquenza passionale.

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Narrare l’autunno attraverso la mineralità e più sfaccettata dolcezza del mare: la triglia cotta a bassa temperatura e la salsa di granchio, nell’abbinamento inedito all’umoralità delle conchiglie che si fanno convincente ragout e alla bieta zen.

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Trame di un sogno, iridescenza aromatica evocata dai sentori di zafferano che impreziosiscono la salsa montata al pistacchio, l’opulenza dei foie gras e la vivida freschezza acidula del rabarbaro, un signature dish di inarrivabile esecuzione.

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Menzione speciale per la selezione esclusiva dei burri Bordier: emblema francese di misticismo gourmand. Nelle varianti leggermente salato e alle alghe, sono empireo accompagnamento al pane e alle vivande.

 

I dessert e le infinite dolci attenzioni esprimono con raffinatezza, carisma ed eccelsa tecnica, stile leggiadro ed abilità interpretativa: dell’esotismo e del contemporaneo, della sperimentazione e della languida e lussuriosa pasticceria internazionale.

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ll Pastry Chef Nicola Di Lena è esegeta di somma perfezione, brillante nell’osare e ragionevole nelle edulcorazioni, irresistibile in ogni proposta creativa.

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Per info e prenotazioni

Mandarin Oriental Milan

 

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Struttura visitata ad ottobre 2018

Anche a Milano, #tuttipazzi per FUD BOTTEGA SICULA e per la genialità di Andrea Graziano

A due mesi dall’apertura, FUD BOTTEGA SICULA MILANO È GIÀ RECORD!

Se per Catania e Palermo FUD BOTTEGA SICULA, FUD OFF e FUD BOCS al Nautoscopio Arte, hanno significato una dirompente ed irresistibile novità nel panorama della ristorazione, degli eventi, del gusto e dell’arte mixology, la scommessa milanese, nonostante l’inaugurazione in piena estate quando Milano chiude per ferie, è stata vinta e stravinta: oltre cinquecento persone al giorno ad indicare il flusso medio dei clienti in visibilio per la vincente proposta gastronomica FUD e che si sono innamorati dei locali di Via Casale al civico 8, in zona Naviglio Grande.

Un flusso travolgente di clienti che come sempre sceglie tra i le irresistibili proposte contemporanee che raccontano i valori autentici ed il gusto di materie prime selezionate tra i migliori produttori siciliani.

Nel dehors esterno, nel cuore della movida dei Navigli, o nelle sale interne climatizzate, ricavate dalla riqualificazione e dalla ristrutturazione di una ex falegnameria, o approfittando dell’asporto nei pratici box – bocs come li chiamiamo da FUD – il gusto FUD conquista col sorriso di chi accoglie con l’ospitalità siciliana e soddisfa ogni esigenza.
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Anche a Milano, così come a Catania e Palermo, i piatti preferiti e maggiormente ordinati sono stati il Bec Burgher, con carne di manzo siciliano e guanciale di suino dei Nebrodi, e lo Shek Burgher, con la carne d’asino di Chiaramonte Gulfi (RG) e mozzarella di bufala affumicata.
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Un nuovo successo dell’epopea imprenditoriale dell’istrionico Andrea Graziano che a Milano si è avvalso della collaborazione dei fratelli Vittorio e Saverio Borgia.
Un boom mediatico che ha fatto registrare un incremento di oltre il 20% sul fatturato delle Aziende FUD siciliane e degli stessi Produttori e Fornitori delle materie prime di altissima qualità, unicità di ricerca che ogni giorno raggiungono la dispensa e gli scaffali dei Ristoranti FUD, per trasmettere attraverso il gusto la cultura e il valore di fare rete in Sicilia.
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FUD BOTTEGA SICULA MILANO – ha spiegato Andrea Graziano – è diventata anche il punto di riferimento per gli addetti del mondo della ristorazione. Questo perché, avendo una cucina che chiude tardi e che offre spesso la possibilità di scoprire ingredienti nuovi, si presta ad ospitare cuochi e brigate”.

Armani/NOBU, new style. Milano.

Lasci la sala fumatori e il lounge-bar al piano terra e già per le scale ti avvolge l’atmosfera chic-zen.
Il benvenuto corale ti accoglie, nella luce delle opalescenti lampade mandarine, insieme all’aura evanescente dai pannelli satinati.

NOBU, interni
NOBU, interni
Potresti essere a NYC o in una sede asiatica/europea indefinita dei ristoranti di Nobuyuki Matsuhisa, ma il dualismo corallo/mastice e l’eleganza sussurrata degli arredi della sala delineano lo stile Armani che ti inquadra a Milano.
L’ambiente è già stato recentemente rinnovato dopo l’apertura del 2000, oltre l’infinito bancone sushi-bar trovi tavoli intimi o conviviali, sempre ovattati nel misticismo d’atmosfera.

California rolls
California rolls
La proposta alla carta supera le forzature fusion, arrivando ad interpretare la cucina giapponese e andina, definendola new style: ceviche che dialoga con tartare di ventresca di tonno – toro – o manzo Wagyū, astice o vegetalia che oltre al poliedrico dimorfismo sushi-sashimi, brillano nei tacos, spiedini yakitori o tempura.

tempura
tempura

capesante
capesante
Irrinunciabile il merluzzo nero caramellato al miso – soddisfa anche nella mezza porzione – come la zuppa di miso, edamame – baccelli freschi di soia – scottati al sale Maldon o la trionfale selezione di frutta esotica.

miso soup
miso soup

edamame
edamame

sorbetto di mango e frutta esotica
sorbetto di mango e frutta esotica
Cura e originalità nei dessert: la curiosità di fine estate si sofferma sulla sinfonia di fichi, pistacchio e gelato al timo, enfasi di dolcezza minerale e brezza balsamica.

fichi-pistacchio-timo
fichi-pistacchio-timo
Per il menù lunch-in-box si rimane sui 30 €, si sale alle tre cifre prestando devota e golosa attenzione alle proposte più seducenti.

Vini nazionali ed esteri: sake, Champagne ma anche signature cocktails.

Nobu, interni
Nobu, interni
Solerte il servizio, a tratti incalzante.

Armani/NOBU Milano

http://www.noburestaurants.com/milan/experience/

Ristorante Berton, Milano.

Il bagliore che ti irradia già all’ingresso ha caleidoscopiche trame, il respiro delle vetrate a tutta altezza schermate da quinte di carta di riso – che anticipano il formalismo estetico orientale e gli accenti di gusto – i volumi ariosi, i vedo-non-vedo della magnifica cucina oltre i riflessi olografici di demarcazione che ti distraggono fino alle golose chips, ammalianti al primo assaggio.

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Frecce di Cupido scoccate dalla cucina in un fluire alchemico di aromi e temperature algide dei sorbetti, che ti saranno compagni d’esperienza sensoriale.

La relatività del tempo sancita dalla clessidra a tavola e nell’apprezzare lo svelarsi delle composizioni finger di fine estate, la perfezione formale e la polifonia dei sapori delle spugnette soffici alla paprika affumicata intarsiate di guacamole e delle praline di tzatziki.

spugnette e praline tzatziki
spugnette e praline tzatziki

Il gambero rosso di Sicilia elevato al nirvana dalla cottura-non-cottura, nello specchio della dolcezza minerale del gelato di rapa rossa, voluttuosamente risolto nel taco di amaranto e spuma di olio evo.

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Canestrelli esaltati dal ferro e incupiti dalla liquirizia, restano incisi nella memoria dei desideri, solleticando il palato con i germogli mai così opportuni.

canestrelli e liquirizia
canestrelli e liquirizia
finferli, crema di nocciola e agro di lampone
finferli, crema di nocciola e agro di lampone

I finferli, integri nella loro struttura, conservano identità nel brio fruttato dell’agro di lampone, malgrado la forza a tratti coprente della crema di nocciola.

anguria alla plancha
anguria alla plancha

Un dialogo convincente tra anguria e melanzana alla plancha, la freschezza del cetriolo e del ginger a sintetizzare il dinamismo e il dualismo dolce-salato vegetale.

I conchiglioni come alter ego delle architetture nella nuova Milano: dichiarano indipendenza nella cottura anticipata che ne lascia esprimere l’integrità e la dolce essenza del grano. Personalità che si contrappone alla fluidità clorofillica e quasi amara e pungente dell’achillea e del rafano, risolvendosi nella rotonda armonia della salsa di vitello.

conchiglioni all'achillea
conchiglioni all’achillea

Più rigore servirebbe nello sfilettare l’anguilla, che trova comunque espressività nella cottura; intrigante nella salsa di latte di capra e barbabietola e nel croccante brio del riso selvaggio pop.

anguilla
anguilla

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Il carosello dei dessert inizia con la sensualità del gelato al cocco, fotografato nell’esotismo più raffinato. Segue una metamorfosi di pomodoro Datterino e la girella di mango al tè affumicato.

cocco e rapa rossa
cocco e rapa rossa
pomodoro-fragola-menta
pomodoro-fragola-menta
mango e tè affumicato
mango e tè affumicato

La folgore definitiva giunge con la granita al basilico: ti trasporta coi sensi sugli scogli di granito rosa della Sardegna, rimandi salmastri di brezza e dolcezza in un assaggio di cremoso al pistacchio, gelato ai capperi e pistacchi salati pralinati.

capperi-pistacchio-basilico
capperi-pistacchio-basilico

Non si conclude con le perle di Americano servite in cucina, sono lo spunto per un saluto allo chef Claudio Catino, intrattenuti dal maestro di sala Lorenzo Sica.

piccola pasticceria
piccola pasticceria

Un perpetuo ricordo nei cadeaux che profumano di tè Matcha e cacao, riflessi indelebili che ti riporteranno alla tavola di chef Andrea Berton, emblema di leggiadra perfezione, stile, raffinatezza evocativa e rigore che sa essere ludico e gioioso.

Ristorante Berton, Milano.

http://www.ristoranteberton.com/it/