La Dépendance Hotel, sogni di charme a Noto

Noto è un sogno da pronunciare come un bacio, Noto è estasi e stupore, Noto è silenzi.

Silenzi di suggestioni e di meditazione, di assoluti e manifesti numeri primi di arte, architettura, storia, archeologia, avanguardia ed enogastronomia.

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A pochi passi dalla Cattedrale e dal Caffè Sicilia, La Dépendance Hotel si svela tra i palazzi del centro storico, offrendo ospitalità in una dimora restaurata con eleganza e suggestive attenzioni ai particolari che rendono il soggiorno confortevole e riservato.

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Poche camere di charme in un boutique hotel ideale per soggiorni di relax o di scoperta del territorio ibleo.

Noto è logisticamente ideale per raggiungere Siracusa, le spiagge di Eloro, Vendicari e Marzamemi, e come base per le mete del barocco ragusano.

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Le antiche cartografie della Sicilia istoriano le camere e le suite de La Dépendance, sofisticati ocra, champagne e mastice smorzano la luce abbagliante di Noto, regalando un’atmosfera senza tempo e lounge. 

Sale da bagno confortevoli e affacci suggestivi sulla città, invitano al relax e all’armonia.

Il ristorante dell’hotel propone i sapori tradizionali con riguardo alla stagionalità e alla valorizzazione tecnica degli ingredienti.

La cantina seleziona le più interessanti realtà dei microcosmi enologici siciliani.

La portineria rimane chiusa nelle ore notturne, assicurando reperibilità.

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La Dépendance Hotel

Via Rocco Pirri, 57 – 96017 Noto (Siracusa) 

Tel. +39 0931 838831

www.ladependancehotel.it 

info@ladependancehotel.it

Caffè Sicilia, il risveglio a Noto

Il risveglio a Noto non perde la connotazione del sogno e si fa sempre presto prestissimo a prepararsi per uscire, perché il desiderio di ricrearsi al Caffè Sicilia non abbandona mai la sfera emozionale.

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Le luci del primo mattino dipingono ombre lunghe, tra i palazzi seicenteschi e le corse in via Nicolaci, sempre con uno sguardo ai balconi che proiettano il barocco al cielo. Ormai arrivati a contemplare Palazzo Ducezio e il Duomo, si è già alla meta prediletta, il Caffè Sicilia del Maestro Corrado Assenza.

Se prendi posto all’esterno avrai la luce dorata che aumenta d’intensità ad abbracciarti, il musicale sottofondo delle voci che animano Corso Vittorio Emanuele che si sveglia e l’operosità degli opifici.

Caffè Sicilia, Noto, SR04
Biancomangiare abbrustolito

All’interno delle sale del Caffè Sicilia avrai sempre lo sguardo premuroso della Signora Nives, che orchestra la sinfonia corale di uno Staff straordinario, che sa accogliere a tutte le ore e realizzare ogni desiderio di gusto e perfezione.

Caffè Sicilia, Noto, SR09

Le sfoglie del mattino hanno la festività dei canditi, delle mandorle di Noto, delle nocciole che incontrano la vibrante essenza del pepe bianco, della vaniglia o dell’albicocca in purezza.

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E ancora la fragranza balsamica delle erbette officinali nel cornetto integrale, o delle nespole nel cestino alla frutta, arrivando alle conturbanti note del Marsala o alla voluttuosa crema di ricotta del fagottino.

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Le migliori selezioni di caffè, espresso o americano, la caffetteria attenta alle esigenze di ciascuno, le spremute e il latte di mandorla, che sa anche addensarsi in sorsi cremosi ed indelebili accentati dalla frutta secca tostata ad amplificare la sensorialità.

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E quando pensi di aver assaggiato tutto, arriva il Maestro Corrado Assenza a darti il buongiorno, con un assaggio inedito stavolta, la Torta del Giorno. Un inno alla gioia e alla rinascita, attraverso la sublimazione di grano duro Russello, che sa dare sempre lezioni di gusto e polimorfismo, trasformato dalla tecnica magistrale di Corrado Assenza in crema, variegata all’assaggio dalla freschezza delle mele e dai suoi iconici canditi d’arancia: estasi mistica.

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Per ristabilire i termini di paragone della vera pasticceria siciliana, per scoprire la pasticceria dinamica, il gusto naturale della dolcezza autentica, non dell’edulcorazione.

A colazione e sempre, al Caffè Sicilia a Noto, dove tornare ancora è un’esigenza.

Grazie Nives, Corrado e Rosario.

Caffè Sicilia
Corso Vittorio Emanuele, 125
96017 Noto (SR)
tel. 0931 835013

chiuso lunedì
ferie da gennaio a marzo

Il nuovo RISTORANTE CROCIFISSO a Noto

Noto, in una notte di primavera, ha ancora il balsamico respiro ibleo diaframmato dalla teatralità barocca dell’incanto museale a cielo aperto. Sa coinvolgere la sensorialità dipingendo meraviglia ad ogni sguardo che conduce alla meta definitiva dell’Alta Cucina del territorio.

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Il nuovo Ristorante Crocifisso riapre dopo un prezioso intervento di interior design, in una veste seducente ed ammaliante che rielabora ambienti ed atmosfere, sorprendendo con sofisticati dettagli di stile e di luci, che tratteggiano l’anima audace e cosmopolita dello chef e patron Marco Baglieri.

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Velluti ed ebanisteria, ricercati complementi d’arredo, arte contemporanea e sospiri autenticamente siciliani, armonizzati da nuances cangianti in ambienti che si snodano senza soluzione di continuità, regalano le percezione di volumi infiniti e l’invito alla convivialità senza tralasciare l’intimità.

Carisma, stile, inevasa attitudine alla sperimentale introspezione degli ingredienti identitari e dell’eloquenza che fa iconico il patrimonio del gusto ibleo: sono le coordinate dell’Arte compositiva dello chef Marco Baglieri.

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L’incisività dell’esposizione d’avanguardia, autentica e totalizzante nei sapori puri, verticali ed allusivi, che sanno narrare senza mai perdere la connotazione di sorpresa al palato. Una mise en place di squisita eleganza espone le melodie e le sfaccettature della cucina e della cantina, tra soave lino candido, cristalli donanti e porcellane iconiche.

 

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In un bon bon sfrigolante si svela l’idillio di una preparazione che ha la connotazione emozionale della cucina delle nonne, le polpettine di patate, come stelle nel firmamento del benvenuto dello Chef.

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Pane-panelle-gambero rosso è da solo meta di pellegrinaggio a Noto, seduce ogni volta per l’armonia della trilogia degli ingredienti: passionali, veraci ed esaltati da una magistrale tecnica esecutiva che accarezza la delicatezza e tratteggia l’umoralità della felice sintesi di Sicilia occidentale in trasferta.

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In un crescendo espositivo arriva a tavola il carciofo: l’espressività della primavera in un vortice poetico, che emulsiona la Mandorla Pizzuta di Avola in purezza alla conturbante ombra della liquirizia. Aromi che accentano il dualismo croccante e fondente del carciofo, regalando assaggi di passionalità estrema e di contrasti esaltanti.

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Le fragranze iodiche e zen anticipano l’umami delle cozze appena scottate. Pure, nella loro succosa e seducente mineralità. Si specchiano nella più raffinata fonduta di Ragusano e dialogano con i broccoletti saltati e le trame delle chips al nero di seppia.

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Da un desiderio sussurrato si manifesta a tavola – con infinita generosità dello Chef – un fuori menù che detta i canoni definitivi della pasta alla Norma: spaghetti di Russello di trafila propria nell’abbraccio estivo del pomodoro di Pachino. L’anima cangiante della melanzana viene valorizzata con genialità sia nella mirepoix sfrigolante, che nella crema affumicata. Un esercizio di stile da standing ovation.

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La matelote francese permea la cucina aretusea di suggestioni fondenti ad aromatiche, che valorizzano il pesce pelagico di stagione. La ricciola viene elaborata arrivando alla massima espressività, nel rispetto delle sue carni e dei registri sensoriali al palato, che danzano dalle tonalità agrodolci e salmastre dei capperi, alla passionalità dei filetti di pomodoro, intersecando la freschezza della cipolla e la folgorante panure alle olive nere iblee.

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L’agnello esprime le vibranti essenze di aprile dei prati in fiore, in un idillio di variazioni di stinco e carré, esaltati da luminosa maestria esecutiva, e contornate da parmentier fumé e dalle spontanee di campo.

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Le sfumature tropicali del sorbetto seducono nel contrasto col cremoso di cioccolato bianco e anticipano la totalizzante dolcezza del tiramisù soffiato, che congeda con la promessa di tornare presto a contemplare la nuova carta dei dessert.

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La coralità tra cucina ed impeccabile servizio di sala, lo stile, il ricercato design, l’accoglienza, la brillante personalità del Sommelier Gian Marco Iannello e la sua attitudine a soddisfare ogni divagazione enoica – supportato dall’enciclopedica cantina e da preziose selezioni di etichette internazionali – regalano al Ristorante Crocifisso la connotazione definitiva di esperienza da ripetere con gioia.

 

Ristorante Crocifisso

Chef Marco Baglieri

Via Principe Umberto 48,

96017 Noto, SR

(+39) 0931 571151       (+39) 338 8530241

info@ristorantecrocifisso.it

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Ristorante visitato il 3 aprile 2018

Chef Marco Baglieri, a Noto l’identità iblea del gusto

Noto è barocco ostentato e accecante che vuole dichiaratamente stupire ed ammaliarie, tufo dorato e piazze assolate si alternano alle ombre dei palazzi che si fanno sempre più austeri risalendo nel centro storico.
Il Crocifisso è quasi in antitesi, ritirato in un minimalismo introspettivo, che lo chef e patron Marco Baglieri distilla e proietta con sincerità e personalità.

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L’osteria di famiglia cresce, diventa trattoria ed oggi Ristorante, qui sensibilità e valorizzazione del territorio prendono respiro nella tecnica più ricercata, che lascia protagonista sempre l’ingrediente.

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Le sale si snodano svelando gli ambienti di un edificio storico, nel dualismo di angoli intimi e atmosfere conviviali; tutte le sfumature sofisticate del greige sottolineano il mood rarefatto, impreziosito da maioliche e lino candido, luce puntuale ed essenzialità per non distogliere dalle portate.

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Il benvenuto dello Chef arriva ancor prima di aver contemplato il menù, un fulmine di sgombro affumicato che non trova dialogo con i germogli e la salsa verde.

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Pane-panelle-gambero rosso è l’antipasto che reinventa lo street food con passionalità. Attenzione estrema nella valorizzazione del fritto sfrigolante di ceci e dell’opulenza dei crostacei, diaframmati da fresca insalata croccante e da una cremosa ed aromatica salsa. Il pane al sesamo è scrigno fragrante della felice sintesi di Sicilia occidentale in trasferta.

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Nella selezione di lievitati non manca la scaccia, un assaggio di focaccia come un abbaglio d’estate, che ancora più a sud di Tunisi non finisce mai davvero: pomodoro intenso e solare tra le pieghe della sfoglia all’olio che è mitologia iblea.

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L’Arancino viene annunciato come una parmigiana in bianco, all’assaggio distrae la persistenza amaricante della melanzana fuori stagione. La fonduta di Ragusano lega il palato non arrivando a bilanciarne l’umoralità; anche la sabbiatura superficiale non esprime golosa croccantezza.

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Nei ravioli di ricotta al sugo di maiale traspare l’eleganza compositiva che contestualizza i canoni della tradizione del territorio. Una sfoglia elastica vela la cremosa raffinatezza della ricotta di mucca, nel trionfo lussurioso della salsa di maiale. Fondente e burroso il boccone di pancetta a corollario. Nessuna ombra acida di pomodoro e il brillante aroma del finocchietto selvatico, elevano all’eccellenza l’assaggio.

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Pistacchio e sesamo si fanno dolce ed aromatica panatura del filetto di alalunga. Il pesce svela caratteristiche di gusto e trame molteplici, progredendo verso il cuore ancora rosa, come un tataki increspato dalle corruzioni agrodolci della caponatina, in cui risaltano i capperi gioiello di Salina.

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Il predessert è una perla polifonica di agrumi, un sospiro di sorbetto di mandarino amplificato dalla cremosa chantilly all’arancia.
Una miriade di bolle friabili descrive la perfezione della cialda di cannolo, nel contrasto col gelato alla mandorla bruciata si apprezza il minimalismo etereo della crema di ricotta.

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Noto e l’Etna valorizzate nella scelta enologica, nella carta dei vini non manca una selezione di Champagne e bianchi e rossi francesi.

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Servizio attento e professionale, incline ai sorrisi e alla puntualità. Il menù degustazione lunch racchiude in 28 euro il benvenuto dello Chef, un antipasto ed un primo; mentre per tre portate alla carta non si superano i 50 euro. La piccola carta dei dessert non si allontana dai tortini fondenti e dalla tradizione, le dolci proposte incidono dai 5 agli 8 euro.

Ristorante Crocifisso

Chef Marco Baglieri

Via Principe Umberto 48,
96017 Noto, SR

(+39) 0931.57.11.51       (+39) 338.85.30.241

info@ristorantecrocifisso.it

visitato il 4 dicembre 2016

Warhol è Noto, il barocco immaginario

L’iconografia di Warhol irrompe a tinte fluorescenti sul mercato degli anni Cinquanta, tra i plissé del consumismo e la serialità. Una riproducibilità che non svilisce il senso artistico, Warhol intercetta e addomestica il bombardamento pubblicitario facendone personale strumento di comunicazione.
Sancisce attraverso la Pop Art che non è l’originalità di un soggetto inedito a dare valore all’opera, ma la tecnica d’esecuzione, elevata all’infinito ossessivo della riproducibilità.

Il barocco di Noto si colora del concetto democratico della stampa in serie, espressione  pop up dell’era degli elettrodomestici, dei cibi in scatola e delle serigrafie, che arrivano a sintetizzano in poster i dipinti di Leonardo, Botticelli o Raffaello.Un’esposizione che è il negativo dei protagonisti dell’epoca. Warhol detronizza icone ideologiche e divi del rock e di Hollywood, assimilandoli a dollari e lattine di zuppa.

Fa proprie tematiche sociali e nichilistiche, delinea in una composizione di pixel una raggelante sedia elettrica, dimostrando che è l’insieme a rendere l’aura efficace, dandole senso.
Allo stesso modo un’angosciante rappresentazione viene frantumata, azzerandone la connotazione negativa.

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Il colore saturo e massivo di fiori rappresentati annulla ogni prospettiva, macchie stilizzate che valorizzando l’impatto visivo e comunicativo delle tinte.
Una superficialità solo formale, è in realtà diluizione del mito, è irriverente critica al conformismo, è il suggerimento manifesto di dominare gli eventi con senso critico e accesa personalità.


Warhol è Noto, il barocco immaginario

7 maggio- 28 agosto 2016

Ex Convitto Ragusa
corso Vittorio Emanuele, 91
Noto, SR

Caffè Sicilia, Noto. La filosofia Assenza.

Terremoti e restauri hanno rimodellato nei secoli il patrimonio artistico e culturale racchiuso nel territorio dei Monti Iblei.
Anche i canoni della pasticceria siciliana sono stati sovvertiti a Noto, o meglio sono stati ristabiliti da Corrado Assenza, o semplicemente IL Maestro.

Al Caffè Sicilia scopri LA Sicilia, assaporando le essenze naturali del territorio, le influenze arabe nell’utilizzo del miele, delle spezie e dei sorbetti, le interpretazioni della mandorla di Noto e l’intensità del sole espressa dalla dolcezza naturale degli ortaggi.

Granita significa risveglio estivo, una soffice brioche può accompagnare succhi e polpa gelata di agrumi, mandorla, fragola-e-pomodoro, caffè, gelsi e ciò che matura in stagione.

I tranci sono composizioni che mettono in equilibrio dolce e salato: Fattore Z alterna zafferano-zucca-zenzero, apprezzi la dolcezza naturale del peperone rosso nel contrasto col pompelmo rosa. Appare sottotono il trancio di vaniglia e semi di papavero, non esprime aromi intriganti e distrae per la compattezza della crema.

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La Cassatina è uno scrigno che custodisce la purezza della crema di ricotta; come un corsetto, la pasta reale di pistacchio di Bronte sostiene il soffice pan di Spagna. I succosi canditi sono le tessere aromatiche di un mosaico di perfezione.
Biancomangiare suggerisce purezza, ma nella variante alle mandorle abbrustolite esprime aromi tostati, di tabacco ed essenze esotiche.
Scopri il Paesaggio ibleo attraverso la glassa di cioccolato che cela crema di carruba, biscotto all’olio extravergine modicano Furgentini e un timido sussurro di rosa. Un assaggio che è una passeggiata tra i muretti a secco, all’ombra di maestosi carrubi secolari, mentre respiri le fragranze amplificate dal sole estivo.
L’apparenza inganna ha la cupa sensualità del caffè Jamaica Blue Mountain e la purezza della mandorla di Noto, la spumosità dello zabaione e l’intensità lisergica della pasta reale al caffè, che si alternano regalandoti l’illusione del Tiramisù.

Le creme gelato si scompongono al palato rivelando la ricercatezza degli ingredienti e la persistente armonia: Oro è infusione di limone e zafferano di Navelli mantecata all’olio evo, insalata d’arancia ha la freschezza del cipollotto verde primaverile, fiordilatte al mandarino esprime il cuore balsamico orientale dell’agrume, cedro racconta il frizzante dialogo tra lacrime amare e l’aspra succosità.

La zuppa calda di mandorla in inverno scivola evocativamente al cuore, come un ruvido e struggente bacio d’addio, ma suggella solo un arrivederci.

E riprendi il tuo cammino nell’abbaglio delle tinte calde dei palazzi barocchi, ripensi alla polifonia della mandorla, lattea e materna, sabbiosa e cupa, dolce nell’essenza. Indelebile, come Corrado Assenza.

Caffè Sicilia
Corso Vittorio Emanuele, 125
96017 Noto (SR)
tel. 0931 835013

chiuso lunedì
ferie da gennaio a marzo