L’Associazione LE SOSTE DI ULISSE celebra la Festa del Mandorlo in Fiore

Una serata conviviale ed una celebrazione corale della primavera nel parco della Valle dei Templi, quella appena andata in scena, in occasione della Festa del Mandorlo in Fiore, al Ristorante La Terrazza degli Dei all’Hotel Villa Athena di Agrigento, per una luxury experience stelle immersa nel cuore del parco archeologico e naturalistico che in questo periodo espone la poesia di un hanami tutto siciliano, bene culturale dichiarato dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

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Un evento che ha visto protagonisti cinque Chef dell’Associazione Le Soste di Ulisse e che ha presentato alla stampa di settore e agli ospiti in nuovo Executive Chef di Villa Athena, Nino Ferreri, giovanissimo talento dell’Alta Cucina, che si è formato nella brigata del Ristorante Cuvée du Jour al fianco dell’Executive Chef Carmelo Trentacosti e dello Chef Salvatore Garbo, pronti ad una nuova stagione di attesi eventi a Villa Igiea a Palermo.

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L’antipasto elaborato dall’Executive Chef di Villa Igiea, Carmelo Trentacosti, ha condotto gli ospiti attraverso le atmosfere oniriche del suo scrigno fine dining, il ristorante Cuvée du Jour: il tonno speziato ai sentori peruviani, ha entusiasmato gli assaggi con la sensorialità passionale delle sue uova ed attraverso la matrice panormita della cipollata in agrodolce, diaframmata dalla cosmopolita visione dello Chef.

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La letteratura del gusto trapanese da sempre brilla nella cucina intellettuale dello Chef Gaetano Basiricò, ambasciatore dell’integrazione gastronomica di un Nordafrica – che alle nostre latitudini – ha un sentire condiviso nell’umoralità della cucina marinara. Nell’intensità del ristretto di molluschi all’aglio rosso di Nubia, la croccatezza dei ceci tostati e la purezza mandorla hanno saputo contestualizzare la classicità in un’edizione di ricordi e folklore, evocando càlia e simènza e la gioia celebrativa della fioritura dei mandorli.

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La brezza del mare caraibico di Terrasini, in un respiro di salsedine, mitili e verace intensità: la creatività dello Chef Giuseppe Costa ha saputo narrare la mineralità espressiva degli ortaggi clorofillici e delle cozze, in un dualismo di brio e vivacità, nell’allusività della pasta fresca a mimare la morfologia dei molluschi bivalvi.

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Nino Ferreri torna in Sicilia grazie alla Famiglia D’Alessandro, dopo tanti anni al fianco dello Chef Felice Lo Basso, ha lasciato le guglie del Duomo di Milano per rivalutare la cucina siciliana, in un contesto di ospitalità ricercata e culturalmente emblematico: Villa Athena si proietta sul Tempio della Concordia, e gode di un orto, di un uliveto e di un agrumeto che promettono di assaporare l’essenza della Valle dei Templi.

La pasta con le sarde, in transizione tra inverno e primavera, fiorita nel tortelli e nell’infusione di limone e finocchietto selvatico. Un tributo alla ritrovata Sicilia.

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L’esperienza di una scampagnata primaverile e della convivialità delle grigliate sulle braci ardenti, tatuate all’assaggio con l’emblematica essenza affumicata dell’olio extravergine delle Terre di Shemir. Dal recupero etico dell’endocarpo legnoso della mandorla e dalle storie che i tangini siciliani custodiscono, nasce il filetto dell’Executive Chef del ristorante La Madia, due stelle Michelin a Licata.

Il Presidente dell’Associazione Le Soste di Ulisse Pino Cuttaia, ha portato in trionfo anche un ingrediente di prossimità, il carciofo spinello di Licata, fondente e conturbante  nella sua caratterialità salmastra e paradigma di biodiversità.

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Gelatina di amarene, salsa d’arancia ed agrumi a vivacizzare la perlescenza della mousse alla mandorla, in un dessert che ha esposto l’Alta Scuola del Pastry Chef Giovanni Cappello, nell’estetica dei volumi, nell’equilibrio dei bilanciamenti tecnici ed aromatici e nell’idillio del sablée: una frolla di magistrale esercizio di stile.

 

 

Le portate sono state impreziosite dal pairing ai vini Duca di Salaparuta, Firriato, Cusumano, Donnafugata e Florio.

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Appuntamento all’atteso evento internazionale di fine mese a Siracusa!

#CALDOMARE : l’hashtag della quintessenza del mare dello Chef Pino Cuttaia

Al cospetto di Pino Cuttaia traspare dirompente la consapevolezza dell’indissolubile legame tra Gusto e Arte, che trascende la creatività attraverso la più iridescente componente emozionale.

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Il Maestro dell’Alta Cucina italiana, executive chef e patron del Ristorante La Madia, che in un ventennio ha saputo attrarre il mondo intero a Licata, Agrigento, scompone le architetture che diaframmano eleganza e spontaneità, donando nella percezione della sensorialità, memorie sopite e tessere che compongono il mosaico del sublime.

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La cucina colta ed ispirata dello chef Pino Cuttaia, narra la biodiversità e la stagionalità esclusiva dei sapori identitari del territorio, impreziosendoli dell’inevasa attitudine a superare costantemente la perfezione, che si traduce in assaggi sempre stupefacenti dei piatti che appartengono all’antologia del Ristorante La Madia, in dialogo con le estemporanee creazioni. 

La contemporanea missione dello Chef supera la valorizzazione del patrimonio antropologico e culturale, individuando nelle essenze e nei sapori più autentici e vibranti, l’approccio etico e l’essere ambasciatore di un messaggio universale di responsabilità, nell’ideazione del congresso Cookin’Med e nella rilettura sostenibile degli ingredienti e di tutto ciò che orbita attorno alla sua filosofia di cucina.

Nel menù del Pranzo di Natale 2018 sono state svelate le nuove sinergie comunicative della quintessenza del mare: #CALDOMARE esprime in un hashtag tematico e programmatico, il paradigma dell’insalata di mare contemporanea.

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Un tulle di seppia increspato come le onde che s’infrangono testarde sugli scogli, a celare l’audacia della triglia, la polifonia dei mitili, la dolcezza umorale dei crostacei e la travolgente carnalità dei tentacoli dei molluschi. Un idillio cangiante, che abbaglia per la maestria tecnica delle monocotture, il brio dell’acqua di mare prezzemolata e la multidimensionalità delle cozze, che si fanno anche croccanti lapilli di un’eruzione marina.

Molte delle portate sono state impreziosite dal tartufo bianco e nero, a donare accenti di sensualità alla festività del merluzzo all’affumicatura di pigna, ai plin di cappone e al falsomagro trionfale.

Brilla la ninfea di carciofo Spinello di Licata, iconica sintesi di terra e mare, e sinergica consacrazione della mineralità ferrica del carciofo e della più soave bottarga siciliana, affinata dalla sensibilità dello chef Pino Cuttaia.

Al Ristorante La Madia sorprende sempre la familiarità dell’eleganza, che accarezza ogni dettaglio dell’ospitalità. Ammalia la genialità dello chef Pino Cuttaia, mentore, ispiratore e libero pensatore, che sa essere come nessun altro, carismatico, collegiale e lungimirante Rex Siciliae.

Ristorante La Madia

Corso Filippo Re Capriata, 22

Licata (AG)

tel. 0922 771443

chiuso martedì

Cookin’Med, il Mediterraneo amato e sostenibile di Pino Cuttaia

MADE IN MED

Il Mediterrano ha in sé la fluidità e la consapevolezza che tutto è in divenire, la potenzialità di orizzonti infiniti e di ispirazioni mutuate a culture, tradizioni, gestualità, saperi e sapori che da una sponda all’altra hanno l’eco dell’unicità della biodiversità da tutelare.

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IL CUOCO CUSTODE DEL MEDITERRANEO: Cookin’Med

Pino Cuttaia, executive chef e patron del ristorante due stelle Michelin La Madia, che porta il mondo a Licata, e che da Licata sensibilizza il mondo delle istituzioni, i divulgatori, gli scienziati, i politici, gli artigiani, i liberi pensatori ed i colleghi cuochi.

L’Orto dello chef Pino Cuttaia è il Mare Nostrum, fonte vitale di ispirazione e creatività, sensibile alle  stagioni e agli eventi, ponte e confine, speranza dei migranti e ancora centro culturale e di ricerca. Mestieri, arti, progetti, attitudini alla latitudine di una nuova e imprescindibile consapevolezza di tutela della vitalità.

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Un laboratorio permanente, Cookin’Med trova nella cucina il catalizzatore ed il propulsore del valore della sostenibilità, dell’etica del gusto, del rispetto del patrimonio naturalistico così dirompente, così sfruttato e così minacciato da chiedere a ciascuno di noi atti di tutela imprescindibili e consapevoli.

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L’edizione zero degli scorsi giorni è stata una conferenza programmatica per il 2019, atteso congresso di rifondazione mediterranea di cultura e vita nel Mediterraneo.

Il documento programmatico di Cookin’Med in dieci punti, stilati come emblematiche indicazioni di gestione delle attività che legano al mare la condotta civile e morale, che coinvolge ogni sfaccettata attività dell’uomo moderno:

1 Confronto tra gli addetti al settore: ogni decisione deve tener conto dell’esigenze di tutti, dal piccolo pescatore al grande armatore;

2 Analisi continua del mercato del pesce al fine di individuare comportamenti d’acquisto consapevoli;

3 Contrasto dell’inquinamento con gesti privati e collettivi;

4 Sfruttamento responsabile delle risorse ittiche;

5 Promuovere una pratica della pesca regolamentata da organizzazioni regionali preposte con metodi rispettosi dell’ambiente marino;

6 Evitare eccessivo impatto sulle specie acquatiche in pericolo di estinzione;

7 Selezionare pesci e frutti di mare allevati in mare o a terra da aziende rispettose dell’ambiente;

8 Tutelare i diritti degli equipaggi;

9 Promuovere i metodi di pesca artigianali supportando l’economia locale contro la pesca illegale;

10 Scegliere prodotti ittici con certificazione di enti di accreditamento nazionale e conformi alle linee guida FAO.

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I lavori sono stati avviati, a ciascuno di noi la cura e l’impegno di portarli avanti tramandandoli con amore e rispetto.

Chef Pino Cuttaia e la Sicilia Sabauda

Naturalezza ed esemplarità si sintetizzano in ogni gesto dello chef Pino Cuttaia, così carismatici ed esplicativi da togliere il fiato e captare ogni sguardo ed ogni attenzione mia, del mio obiettivo fotografico e della Brigata del Ristorante La Madia.

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È quasi Natale, siamo a Licata, ma lo Chef è torinese d’adozione, ed ogni sua creazione ha un ingrediente unico ed iconico: la memoria.

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La memoria degli agnolotti – o ravioli – del plin è una sinestesia che travolge, che satura il palato con l’opulenza del Cappone di Morozzo ed ammalia con il velo impalpabile setoso e sublime di una sfoglia aurea, duttile ed irresistibile.

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La quintessenza delle festività in ogni assaggio, l’eclettismo e la raffinatezza delle sfumature di gusto, l’aroma di arrosto e di erbette officinali, l’umami che sa tatuare l’assaggio nell’empireo.

 

La pasta fresca dello chef Pino Cuttaia è disponibile anche da asporto presso Uovodiseppia

Chef Pino Cuttaia e la cultura: l’incisività del gusto autentico di Sicilia

Ricondurre ai sapori familiari, evocare memorie sopite, raccontare il territorio attraverso l’unicità degli ingredienti e le armonie di sapori codificati da millenarie e resilienti preparazioni classiche: è l’alchemica missione di Pino Cuttaia.
Il ruolo dello Chef contemporaneo non può prescindere dalla valorizzazione del patrimonio antropologico e culturale, scomponendolo nelle essenze e nei sapori più autentici e vibranti, come in un mosaico di rimandi evocativi delle dominazioni moresche, normanne, spagnole e di tutto ciò che germoglia in una Terra di passaggio dal fascino assoluto.

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Cannolo di melanzana Perlina

È l’approccio etico che lo Chef perpetua da sempre e reinventa con luminoso slancio compositivo attraverso l’arte delle sue portate.
Incisività distintiva che lo accomuna alla spazialità di Lucio Fontana, nel rimando a molteplici livelli percettivi, che si apprezzano assaporando la dirompente personalità degli ingredienti che compongono assaggi nitidi e di ludica golosità.

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Risone alla Marinara

La costante sperimentazione imbastisce trame che amplificano la sensorialità degli ingredienti: l’umoralità del pomodoro si evolve attraverso il cous cous, approdando ad un mantecato di risoni partenopei, la cui cremosa voluttà s’infrange nella risacca di Parmigiano e acciughe.

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Puzzle di insalata mediterranea

L’attualità accomuna i Classici del menù alle portate inedite, scaturite da percezioni estemporanee. Convergono in assaggi esclusivi e senza ancore temporali e donano esperienze mai ripetitive.

 

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Capesante

 

L’alta cucina di Pino Cuttaia ricerca ed elabora con rispetto e minimalismo ingredienti territoriali, valorizza la stagionalità e diventa naturale riscatto per Contadini e Produttori artigianali, mirando alla sostenibilità e promuovendo la biodiversità.

 

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Ritratto di primavera

L’estetica compositiva che definisce le creazioni dello chef Pino Cuttaia lascia trasparire rimandi ad un’imperfezione ricercata, come il seme di limone in Memoria Visiva –simbolo di vita e amore materno – o riesce ad evocare la candida morfologia abbagliante di Scala dei Turchi, attraverso il monumentale impatto della purezza monocromatica della Spigola in crosta di sale.

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Spigola in crosta di sale

Un viaggio in Sicilia che fa tappa al Ristorante La Madia ha l’esclusività della cultura veicolata dal gusto, della dirompente espressività degli assaggi, che sanno coinvolgere in un’esperienza che tramanda il valore dei sapori.

 

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Bieta e molluschi in crema di topinambur

Pino Cuttaia trasmette la consapevolezza radicale dell’indissolubile legame affettivo al gusto, scompone le architetture che diaframmano essenza e spontaneità, nella percezione di un sapere, che attraverso il palato, sa narrare la Sicilia più autentica e che resta nel cuore.

 

Ristorante La Madia

Corso Filippo Re Capriata, 22

Licata (AG)

tel. 0922 771443

chiuso martedì

visitato il 15 aprile 2017