Locanda Gulfi, la cosmogonia dell’enologia e del gusto ibleo

Il respiro ibleo che ti accarezza lungo il bucolico percorso che dalla statale ti connette al cuore pulsante della cattedrale dell’enologia ragusana, fino a lasciare spazio allo stupore del magnetismo, che si rivela una volta varcato il cancello della tenuta Gulfi.

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La Locanda Gulfi accoglie con un panorama privilegiato sui vigneti e sull’altopiano, dove il riverbero del mare arriva fino a lasciar scorgere Malta, e l’Etna oltre i boschi e gli uliveti secolari.

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l’executive chef Carmelo Floridia

La moderna e funzionale cantina dialoga senza soluzione di continuità con la monumentale cucina a vista, teatro scenico dell’executive chef Carmelo Floridia, ambassador dell’eclettismo dei vini Gulfi.

Alla lungimiranza imprenditoriale della Famiglia Catania si deve la tutela dei vitigni autoctoni, glorificati dal know how dell’enologo Salvo Foti. Oggi più di settanta ettari di vigneti si estendono nel comprensorio della Sicilia Orientale, e sono emblema di simbiosi con l’ecosistema.

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Dell’antologia della filosofia dello chef Carmelo Floridia, travolge l’anima identitaria di una Sicilia che si manifesta nella passionalità dei sapori, ma che arriva alla sublimazione nell’eleganza della tecnica dell’Alta Scuola francese. Mare e Terra nell’espressività del menù, soavemente accentato dalle spezie e dagli aromi officinali, corale armonia tecnica e brillante autorevolezza esecutiva.

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Fondente e zen, l’alchimia di asparagi bianchi e verdi s’interfaccia al tartufo e sesamo tostato, nella brillante esegesi dell’uovo.

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Analogie e complessità minerali tra seppia e topinambur, idilliache cremosità e tostature che si verticalizzano nel grano soffiato.

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L’anima dei grani autoctoni integrali nei maccheroncini al ragù di cinghiale, rara eleganza ed inedita sottrazione d’opulenza che rivela leggerezza e brio.

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La panure alla carrittera è una didascalia della trinacria, che dona leggibilità ed espressività nella composizione di agnello ibleo. La crema di carote allo zenzero e le doppie chips aromatiche dipingono con estro il classicismo ricercato.

Il carosello dei dessert si apre col voluttuoso sorbetto ai datteri e seduce con una lodevole rilettura di castagne e meringa, nell’abbinamento alla preziosa biodiversità delle meline Cola e delle nocciole dell’Etna. Confidando nel privilegio del pairing del centellinato passito di Nero d’Avola, una riserva di famiglia di indimenticabile fascino.

Il Servizio di Sala accoglie con gioiosa professionalità, rivelando nello studio degli abbinamenti della superba selezione della Cantina Gulfi, l’anima più audace della maison.

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Carjcanti 2015  brilla di una vivacità di rugiada balsamica, nell’adamantina iridescenza di un quarzo citrino. Dipinge le scene più espressive di un vitigno che dall’Etna agli iblei non smette mai di ammaliare.

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tagliolini ceci, triglia, finocchietto e aroma di limone

Tutte le domeniche il belvedere della Locanda Gulfi ospita pranzi tematici per gioire della convivialità di un’esperienza da ripetere al più presto.

Ristorante visitato a dicembre 2018.

Locanda Gulfi

c.da Patria sn,

Chiaramonte Gulfi RG

Il fenomenale talento dello chef JOSEPH MICIELI: Scjàbica Cuoco Pescatore

Arrivi a Punta Secca col mare che ti accompagna lungo gli ultimi km che ti separano dall’atmosfera onirica, di una Cittadina che oggi è apprezzata soprattutto per la straordinaria e travolgente proposta enogastronomica dello chef Joseph Micieli.

Istinto, desiderio, immediatezza… grande ricerca e selezione di materia prima locale, dal fascino così travolgente che mi fa scattare costantemente una molla. I piatti migliori sono stati creati di getto, qualcuno è nato perché l’ho dedicato.

Brillante attitudine a stupire sempre l’ospite, attraverso una creatività che è emblema di magistrale tecnica, sfavillante estro compositivo e perpetua ricerca degli ingredienti d’eccellenza, che sanno raccontare il territorio ibleo ma seducono attraverso intriganti ispirazioni senza limiti e confini.

Lo chef Joseph Micieli sceglie le cultivar olearie e le farine autoctone molite a pietra più espressive, per i pani gioiello a lievitazione naturale dalla fragranza conturbante, e per la pasta fresca di trafila propria. Cura e dedizione che si percepiscono nettamente all’assaggio, donando l’anima autentica di un eden racchiuso tra monti e mare.

 

 

La carta dei vini ammalia per l’esclusiva antologia dei microcosmi enologici siciliani e per i ricercati Riesling e Champagne, senza tralasciare l’Alsazia, la Loira e la Borgogna. Carismatica la sezione TRIPLE A, ideale per seguire i percorsi artistici dello Chef, ispirati dal pescato di giornata e dalla ricercatezza delle materie prime iblee.

 

Una nuvola di pan brioche porta in trionfo l’idillio di sarda affumicata e maionese di capperi, un assaggio indelebile che svela un caleidoscopio di sensorialità cosmopolite.

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Arriva sfrigolante, ed anticipata dalla passionale nota affumicata del pimenton, voluttuosa ed irresistibile nell’abbinamento alla crema di carota speziata, la crocchetta di ricotta. Un sussurro mistico dell’entroterra, vivacizzato dalla clorofillica freschezza dei germogli di piselli.

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Ogni crostaceo preserva intatta la sua verve, in una tartare che esprime la quintessenza mediterranea e la conturbante polifonia del gazpacho.

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Trame sorprendenti al palato che si amplificano in contrasti audaci: nivea e cremosa ricotta a prolungare le identitarie percezioni di suprema estasi.

 

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La Milanese di Triglia rivela l’inarrivabile padronanza tecnica dello Chef nel saper valorizzare la trama unica dei filetti di pesce, che nella frittura trovano sublime consacrazione. Eterea e caratterizzante all’unisono, la panure aurea e croccante, lascia con la sua leggerezza nitidi i mille sapori della triglia: dolce e iodica, fugace e lussuriosa. La struttura tridimensionale della salsa ketchup maison amplifica l’esperienza, attraverso la vibrante concentrazione degli ortaggi, in un agrodolce da godere fino all’ultimo sospiro.

 

 

L’ArancinO d’A-Mare dello Chef ha un’anima fondente di provola ragusana, gambero rosso e cozze, nell’abbraccio del riso mantecato in bisque di crostacei. Panatura fragrante e la mineralità della salsa alle erbette spontanee completano l’alchimia di perfezione.

 

 

La raffinatezza delle fettuccine tirate ad arte dallo Chef incontra l’eloquenza della lampuga accarezzata dai fuochi, le acciughe del Cantabrico come accento umami, che si specchia nel pesto etereo di finocchietto selvatico. Un primo piatto che danza oltre i vertici della più sofisticata leggerezza, per amplificare l’essenza degli ingredienti.

 

 

L’eleganza esperidata del limone candito a dare brio ai monumentali Paccheri della domenica: l’opulenza del ragù di ricciola e voluttuosa fonduta di caprino, diventano complici e mai antagonisti, nell’estrema espressività di un signature dish trionfale.

In sala ammirando la spettacolare cucina a vista e nello scenografico dehors, è possibile godere della travolgente esperienza enogastronomica di Scjàbica Cuoco Pescatore, a pranzo e a cena, sul mare e in riva all’estasi sensoriale di un’estate che a queste latitudini non sa finire.

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Il servizio di sala affidato alla professionalità di Alessio Micieli e Salvatore Abate sa intrattenere con dedizione, discrezione ad ammirevole eloquenza tecnica.

La brigata di cucina si avvale anche della preziosa bravura di Agata Rizza e Peppe Bellina, virtuosi e giovanissimi Collaboratori dello Chef Joseph Micieli.

Il Ristorante Scjàbica Cuoco Pescatore a Punta Secca è una meta imprescindibile di Sicilia, 365 giorni l’anno.

 

Ristorante Scjàbica Cuoco Pescatore 

Lungomare Amerigo Vespucci

97017 Punta Secca (RG)

T. +39­ 0932­ 1836006­

info@josephmicieli.it

http://www.josephmicieli.it

chiuso il mercoledì

Lo Chef Joseph Micieli trionfa a La Prova del Cuoco con il suo Dulcis in Cous Cous

A mezzogiorno meno qualche minuto, lo chef di Punta Secca, in provincia di Ragusa, Joseph Micieli anche quest’anno, ha fatto il suo ingresso negli studi televisivi de La Prova del Cuoco su Rai Uno, accanto alla nuova conduttrice Elisa Isoardi.

A trionfare è stato Dulcis in Cous Cous, dessert che lo Chef ha ideato quest’estate ed è inserito nella carta del suo ristorante Scjàbica Cuoco Pescatore a Punta Secca.

È un piatto della memoria per me. – ha spiegato Joseph ad Elisa Isoardi – a casa, ad incocciare il cous cous ci pensava mia nonna ed io a guardare tutti quei movimenti lenti e decisi che mi affascinavano. Il cous cous si incoccia con poca acqua, per dare l’idonea granulometria alla semola . È un dessert che nasce in un infuso di arancia, va ricordato però che la quantità del brodo deve essere il doppio rispetto al peso del cous cous. Ad ingentilire il piatto, innanzitutto spezie ed essenze tra le quali succo di limone, cannella, chiodi di garofano e un po’ di zucchero. All’interno del cous cous, granella di pistacchio e cioccolato. Sulla parte superiore una panna allo zafferano e sulla base del piatto la salsa ai frutti rossi”.

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Terminato il tempo riservato all’esecuzione del piatto, è toccato ad Elisa Isoardi, nella veste di giudice, assaggiare e decretare il vincitore, che è risultato essere proprio il nostro Joseph Micieli, per l’innovazione del dessert proposto.

Meravigliosa esperienza! – Ha dichiarato a caldo Joseph Micieli, al termine della puntata – ho scelto di presentare un dessert a base di cous cous perché è un piatto opulento e ricco di materie prime siciliane. Lo considero il dolce a cui mia nonna si dedicava maggiormente la domenica, per il pranzo di famiglia, e l’ho reso una carta geografica della mia terra, grazie alle importanti materie prime che ne sono l’essenza. Il cous cous è Sicilia, è Mediterraneo, è la nostra storia. La Prova del Cuoco – conclude Joseph – è una grandissima palestra in cui misurarsi e che regala grandi soddisfazioni. Felice di poter tornare in trasmissione portando ancora all’attenzione del pubblico televisivo la provincia di Ragusa e le bellezze che custodisce.

Montalbano docet… 

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La Fenice: a Ragusa la genialità dello chef Claudio Ruta

La teatralità compositiva, la dirompente ed eclettica padronanza scenica degli ingredienti, la lettura critica ed ispirata della territorialità e la ricerca introspettiva del patrimonio culturale ibleo, tratteggiano lo stile istrionico dello chef Claudio Ruta, anima, cuore e mente del Ristorante La Fenice, il fulcro gourmand di Villa Carlotta a Ragusa.

L’antropologia, la botanica, la chimica, la bromatologia, ma anche le arti pittoriche e della scultura permeano le alchimie sensoriali della filosofia culinaria dello Chef,  narrando padronanza tecnica e vivaci accenti di gusto.

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Luci puntuali e vetrate a tutta altezza enfatizzano i volumi della sala, che dialoga col parco dell’hotel e brilla di un Servizio di rara classe e professionalità.

La Cantina valorizzata dall’incisiva e carismatica lungimiranza del Prof. Fabio Gulino, si esprime attraverso il dialogo divulgativo dei Sommelier, ambasciatori delle esclusive referenze internazionali ed interpreti delle più audaci letture della Terra del Cerasuolo e dell’Etna all’orizzonte.

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La selezione dei pani arriva al palato come un dono votivo, ammalia per la percezione detonante dell’anima dei grani autoctoni e per la sperimentazione dei lievitati sfogliati all’argilla e per le chips seducenti di cuturro.

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Mare e giardini iblei si abbracciano nel crudo di pesce, una composizione che valorizza le allitterazioni minerali e fruttate, attraverso le trame inedite dei cladodi di fichidindia e del gelato alle ostriche.

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Il coniglio ammalia con la polifonia versatile della sua rilettura zen, celando un cuore di foie gras e perpetuando all’assaggio la genialità compositiva dello Chef.

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Il grano arso dona tridimensionalità ai fagottini che mettono in antitesi la dolcezza dei topinambur e la passionalità della mortadella di bufala iblea, in una composizione di livelli sensoriali dinamici ed accattivanti.

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Sicilia e Provenza dialogano tra dolcezze sussurrate e sospiri di lavanda, umoralità dei lamponi ed apologia iblea:

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lo zanfarro, dall’oblio alla consacrazione dell’Alta Pasticceria, in un’opera lirica sfrigolante di melanzane al cioccolato.

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La Fenice è convivio e sorprendente armonia di equilibri ricercati, luogo elettivo di chi ama confrontarsi con l’estetismo dei sapori identitari e con i viaggi di puro piacere.

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Grazie Fabio Gulino

 

 

 

Ristorante La Fenice

Via Gandhi, 3 – Ragusa
tel: 0932 604140
fax: +39 0932 643137

info@villacarlottahotel.com

Votavota a Marina di Ragusa: e le stelle stanno a guardare

“Abbiamo aperto la valigia, abbiamo buttato dentro le esperienze di entrambi, e siamo partiti insieme”

ANTONIO COLOMBO

L’emozione che non ti lascia, anche se dalla cena del sette luglio scorso qualche giorno è passato. I sorrisi e la felicità corale che si respira al Ristorante Votavota non ti abbandonano, a Marina di Ragusa e a Sampieri, sempre fronte mare, sempre attraverso un ingrediente raro: l’attitudine manifesta a sorprendere sensorialmente con l’Arte dei due Chef, la grazia dell’Accoglienza e del Servizio di Sala che difficilmente si trova così professionale in Italia, e la soave eleganza della Sommelier Ivana Iemmolo.

Gli chef Giuseppe Causarano ed Antonio Colombo sanno veicolare tecnica magistrale, estro, creatività, ricerca, gusto cosmopolita ed essere allo stesso tempo interpreti del patrimonio culturale siciliano.

I ristoranti Votavota a Sampieri ed a Marina di Ragusa, nascono dal sodalizio professionale e dall’identità di un concept dagli orizzonti in divenire, che ha come propulsore la creatività che ogni giorno reinventa il sapere, le ispirazioni e le esperienze vissute.

La novità dell’estate 2018 è il SWEET CORNER del Ristorante di Marina di Ragusa, dove già dal primo mattino lo chef Antonio Colombo sforna e manteca i più sublimi desideri del risveglio.

Tra i vari menù degustazione e le creazioni à la carte, scegliere comporta unicamente gioie per il palato, proposte che narrano l’attenta selezione delle materie prime, dall’olio evo che è diventato ambassador del brand Votavota, al pescato, alle uova e agli ortaggi appena colti negli orti ragusani.

La cantina brilla di referenze internazionali di vini, birre e distillati, promuovendo le più carismatiche realtà enologiche del territorio.

Sale polifunzionali, senza soluzione di continuità tra il mare e la cucina, connessi da un giardino di essenze officinali, design ed amore per tutto ciò che è gioia e meraviglia.

Il Viaggio…

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Kanazawa

Ostrica al naturale, lime e peperoncino, sorbetto alla menta e finta perla di marzapane

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Leonforte

Pesce di lenza leggermente marinato con germogli freschi, servito con Bellini di pesca di Leonforte e zenzero

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Sud

Totanetti scottati su spremuta di Datterino di Scicli, stracciatella di bufala ragusana e pane tostato

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Taiwan

Pancia di maiale a cottura lenta servita nel suo brodo e sentori di “niputedda”

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 “Casa”

Uovo Aia Gaia e zucchina estiva sciclitana in diverse consistenze

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Scicli

Minestra di pasta, con crostacei, zuppa di canocchie e  spuma di passion fruit

Marzamemi

“Tonno come fosse carne”

Palermo

Sfincione dolce, con mousse di limone, frutti rossi e cioccolato bianco

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Kyoto

Savoiardo alla vaniglia, crema al mascarpone e caffè BIO

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“Il tappo sa di vino”

Mousse al sesamo pralinato e riduzione di Passito di Nero d’Avola delle Cantine Marilina

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Ristorante Votavota

Lungomare Andrea Doria, 48,

Marina di Ragusa RG

Tel. 334 142 6962

Primo Raccolto, l’evo Letizia in rosa!

Chiaramonte e la DOP Monti Iblei, menzione geografica Gulfi, esprimono un olio extravergine di oliva dal colore verde aureo, da olive brucate a mano e frante a freddo entro dodici ore dalla raccolta. Uliveti estesivi su un altipiano che supera i trecento metri sldm, ortogonalmente costellato da muretti a secco ed essenze autoctone come il carrubo, che si alternano a vigneti e zone boschive.

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Letizia Primo Raccolto nasce da una speciale selezione di Tonda Iblea verde, una produzione limitata, che nel 2016 si è assestata ad ottocento litri.
Primo Raccolto seduce per la brillantezza e la polifonia aromatica: foglia di pomodoro ed erba falciata che si evolve in un’ombra balsamica di salvia e nepetella.

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Viscoso e opalescente, satura il palato grazie ad una cremosità sottile, svelando sentori dolciamari di cuore di carciofo ed accennata piccantezza polifenolica.
Un olio extravergine armonico, carismatico, strutturato, democratico. Idealmente si coniuga a zuppe di legumi, pesce alla brace, polpo alla palermitana, ortaggi brasati o in agrodolce.

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Edizione Limitata disponibile in flaconi in vetro scuro da 0,5 l.

Azienda Agricola Rollo

di Giorgio Rollo
mobile +39 333 8454858
info@aziendarollo.it

Acquistato presso Cristaldi Specialità Alimentari

Votavota, brio contemporaneo a Sampieri.

Squisitezza che ti accoglie già al telefono al momento della prenotazione, mentre percorri gli ultimi chilometri che da Marina di Ragusa ti portano ancora più a sud, fino all’incantevole baia di Sampieripiccolo borgo della marina di Scicli e Modica – dove il mare t’incanta all’orizzonte di ogni vicolo, in un’atmosfera rarefatta in cui il tempo assume la dimensione delle tue esigenze. 

Centocinquanta giorni in riva al mare, un temporary fish restaurant che vede perpetuarsi l’intesa professionale dello chef Peppe Causarano e del pastry chef Antonio Colombo – già affiatati a Locanda Gulfi e forse in un progetto in divenire a Modica-.

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Soundtrack lodevolmente affidata ai vinili, atmosfera rischiarata dal bianco assoluto che si accende solo dell’azzurro cangiante del mare e dei preziosi ed evocativi piatti in vetro, realizzati artigianalmente su disegno.

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“Votavota” è uno strumento di pesca, emblema delle maglie di essenziale e nitida meraviglia che ti catturano non appena arrivi e prendi posto.

Inizi a percepire l’iridescenza adamantina delle proposte della piccola ma indovinata carta; dichiarano freschezza contemporanea e rompono gli schemi antipasto-primo-secondo.

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Crudi di mare, fritti, mitili, il cous cous, sacrosanti spaghettoni di Gragnano ai ricci, tagliolini freschi di grano autoctono Russello con sarde e finocchietto e le preparazioni marinare si alternano seguendo le curve dei desideri.

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Il cuoppo di paranza cela sfrigolanti gamberi, triglie e nasellini, la sfavillante doratura di semola ad enfatizzare la freschezza dei calamaretti spillo. Trionfali le cozze, brillano della fragranza esperidata di limone, zenzero e lemongrass.

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Appena in debito di cottura i ravioli di ricotta, come il ragù leggero di seppia. Arrivano annunciati dall’inebriante origano fresco. “Ronnalucata” è il nome del piatto, il datterino candito è il fil rouge che sancisce l’indissolubile dualismo del territorio ibleo, mare e monti senza soluzione di continuità.

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È quasi un ologramma caraibico il filetto di pesce capone: un trancio sublimato dalla cottura che si specchia nella freschezza della salsa montata allo yogurt ed erba cipollina, dialogando con la concassé di frutta estiva e misticanza.

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Si apre il folgorante carosello dei dessert: il Pastry Chef in persona enuncia e completa al tavolo le portate, prestandosi a soddisfare ogni curiosità tecnica e degustativa.

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L’Uovo di Colombo seduce per la struttura del biancomangiare, per l’essenzialità del latte di mandorla reso sensuale come un cremoso di cioccolato. Completano la creazione il crumble di pistacchio all’olio d’oliva e la gelatina di frutto della passione – a mimare il tuorlo – e a dare uno shock lisergico al palato, nel caleidoscopio di coulis e frutta fresca.

Molti gli spunti di freschezza in Sole di Sicilia: il sorbetto al tè verde, la meringa alla menta e la crema cotta al limone; non arrivano però ad una sinfonia gustativa.

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La sei veli da passeggio è un semifreddo su stecco. Lussurioso cioccolato si fa scrigno di mousse alla nocciola e cioccolato; una croccante ed aromatica sabbia al caffè e la glassa al cacao completano il peccaminoso ritratto di golosità.

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Il venerdì appuntamenti dedicati a ricercate esperienze enogastronomiche.
45 euro per un percorso a mano libera degli Chef di cinque portate, sui 35 scegliendo tre portate alla carta.
Minimalista, ma ben articolata e pensata, la carta dei vini siciliana.
3 euro per l’acqua in vetro e 3 euro per il coperto, che nel mio caso non ha previsto pane servito al tavolo. Servizio discreto e puntuale.

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Chiude il 31 ottobre, imperdibile.

Votavota, temporary fish restaurant
via Miramare,

lido Pappafico, Sampieri, RG

tel. 391 49 89 518

facebook 

Aperto tutti i giorni, a pranzo e a cena.

Visitato il 25 giugno 2016.

Ibla per immagini

Bisognerebbe indugiare tra i vicoli almeno fino al tramonto, quando la luce abbacinante si sfuma e tutto si fa lieve.

Fuori dall’ombra e dal misticismo del Duomo, il dedalo di gradini ti porta agli scorci più autentici, tra le rovine che segnano l’ora seicentesca del terremoto e gli angoli valorizzati.

Ibla la sera è un presepe, da contemplare:

dopo averla scoperta dal cielo alle gole, dopo averne captato il profumo di zagara dai giardini segreti, dopo averla assaggiata.

Resterà tua, aspra e magnifica, elementare e complessa, stratificata e baroccamente manifesta.

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