Wine Masterclass a Merano WineFestival: la cultura del vino per il sociale

Approfondire le proprie conoscenze sul vino contribuendo a sostenere progetti di cooperazione e sviluppo: sono le Charity Wine Masterclass di Merano WineFestival:

degustazioni verticali pensate dal WineHunter Helmuth Köcher in collaborazione con produttori e selezionati importatori, il cui ricavato ha finalità benefiche e sostiene il Gruppo Missionario di Merano nei suoi progetti di cooperazione e sviluppo in diversi Paesi nel mondo.

Cuvée du Jour-23

Dedicate a tutti coloro che amano il mondo del vino e vogliono approfondire le proprie conoscenze enologiche, ma nello stesso tempo contribuire a sostenere delle attività benefiche. Sono le Charity Wine Masterclass che si svolgono durante Merano WineFestival all’Hotel Terme Merano. Sessioni di degustazioni verticali che il WineHunter Helmuth Köcher ha realizzato in collaborazione con aziende vitivinicole di eccellenza e selezionati importatori. Esperti appassionati e competenti conducono i partecipanti alla scoperta di vini unici, dai grandi classici ai piccoli tesori nascosti, ognuno a narrare un territorio, una storia, una tradizione. Anche quest’anno il ricavato delle Charity Wine Masterclass insieme a quello delle Charity Wine Auction sostengono un progetto del Gruppo Missionario di Merano “Un pozzo per la vita”. Merano WineFestival contribuirà all’acquisto di un mulino, di un serbatoio per la torre piezometrica e di servizi igienici con acqua corrente nel centro di accoglienza per ragazzi nella parrocchia di Barbarou, in Africa occidentale. Inoltre, verranno istituite tre borse di studio per i ragazzi che frequentano i corsi di formazione presso la scuola professionale “Don Bosco”.

MWF 2018-12

Questo l’elenco delle masterclasses 2019:

Vitigni resistenti, due scuole a confronto: Friburgo contro Udine
Dolomytos: passione e genialità off limits (Ansitz Dolomytos Sacker)
Cuvée Secrete – quando il paesaggio è arte (Arnaldo Caprai)
LR e Sauvignon Lafòa – Le eccellenze di Colterenzio (Schreckbichl – Colterenzio)
Fiano di Avellino: grande espressione di terroir (Quintodecimo)
Super wines dell’Alto Adige
Barolo & Barbera, l’eleganza del Piemonte (Ca’ Viola)
Jacopo Biondi Santi, tra tradizione e innovazione (Castello di Montepò)
Oreno, supertuscan di razza (Tenuta Sette Ponti)
Oltrepò: sfumature di Pinot Nero (Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese)
Grüner Veltliner on stage (Austrian Wine Marketing Board)
Verticale storica di Madame Martis – A/R (Maso Martis)
Tradizione, passione e potenzialità del territorio vulcanico (Galardi)
Borgogna: enografia di classe francese (Benjamin Leroux)
Rubesco Riserva: la sfida del tempo (Lungarotti)
Identità e unicità della Sardegna (Argiolas)
Il vino è inclusione: l’esperienza del Montepulciano d’Abruzzo Marina Cvetic (Masciarelli)
Tresoro, a tribute to Riparbella (Duemani – Caiarossa – Tenuta Prima Pietra)
Castello di Brolio: il simbolo del territorio del Chianti Classico (Ricasoli)
Il Monte Bianco in un calice (Les Crêtes)
Underwater Champagne (Jamin)
Champagne, sfida ed eleganza inconfondibili (Champagne Drappier)
Sardegna: una tradizione millenaria – Gli Irripetibili. Vini unici per annata, per tipologia e per vitigno
(Camera di Commercio di Nuoro)
Sardegna: una tradizione millenaria – Rosso Cannonau. Un tasting alla scoperta dei mille volti del Cannonau di Sardegna
(Camera di Commercio di Nuoro)
Alla scoperta dei vini del Sudafrica (Afriwines)
La storia del Sauternes (Château de Fargues)
Sannio: la Falanghina, evoluzione storica e bollicine + Caserta: Rossi di terra di lavoro
(Sannio Dop Consorzio di Tutela dei Vini del Sannio – Camera di Commercio di Caserta)

Al seguente link il programma e i costi delle Charity Wine Masterclasses: meranowinefestival.com/charity-wine-masterclasses-2019/

PIANO PRIMO: laboratorio di ricerca e convivialità al ristorante IL SALMORIGLIO

Il desiderio di trasmettere la passione per l’identità del gusto e per la ricerca enologica, le sinergie catalizzatrici di progettualità, la cultura della biodiversità e l’amore per le edizioni limitate stagionali animano le atmosfere conviviali delle nuova avanguardia del panorama enogastronomico siciliano che detta le tendenze: PIANO PRIMO, la cantina-laboratorio del ristorante IL SALMORIGLIO a Porto Empedocle.

Il valore di un vino sta nella sua capacità di trasmettere, in un sorso, l’essenza e l’identità

Attraverso la divulgazione dei principi cardine della viticoltura spontanea, esplorando l’introspettiva essenza dei vitigni e l’evoluzione delle macro ossidazioni, frammentando i microcosmi enologici nelle più iridescenti espressività, durante le cene tematiche di PIANO PRIMO va in scena la coinvolgente riscoperta dell’identità, che si disconnette dall’omologazione.

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Lo chef Alessandro Ravanà, lungimirante ricercatore ed esponente emergente dell’Alta Cucina sostenibile, ha negli ultimi mesi elaborato menù incentrati sulla valorizzazione intimista degli ingredienti, attraverso allitterazioni cosmopolite e tecniche calibrate sull’esaltazione dei sapori, trovando dialogo e preziose ispirazioni nella dialettica dell’enologia intesa come mezzo di divulgazione culturale.

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Attitudine all’ospitalità, carisma interpretativo, audacia espressiva, confronto continuo, orizzonti in divenire e sperimentazione vanno in scena al PIANO PRIMO grazie alla coinvolgente teatralità del gusto e del bere che si snoda tra il banco di preparazione e la tavola conviviale, dove orbitano le etichette selezionate da Giuseppe Cipolla, ricercatore ed esponente di una viticoltura sentimentale ed integra, espressiva ed animata coralmente dalla verità e dal rispetto, che nel tempo trova valore.

 

 

Il pane di grani autoctoni siciliani, le lavorazioni sartoriali del pesce azzurro, i grissini tirati ad arte ed i saggi en primeur inducono sempre a confronti infiniti, animati dalla coralità di ricercate serate che rivisitano sapori ancestrali e divagazioni che abbracciano ogni ambito artististico.

 

Come fosse una porchetta, la spatola vibra della croccantezza pop della cotenna, in un idillio di misticanza e mostarda d’uva, incontrando l’umoralità della salsa ai pinoli: beccafico contemporaneo, eclettismo senza limiti ed espressività sensoriale che tratteggiano la cifra stilistica dello Chef Ravanà.

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Lussuriosa ed iridescente, nelle trame eteree della sfoglia all’uovo e clorofilla e nel voluttuoso ragù di coniglio, dai sussurri umami del fondo bruno e della fonduta: più una millefoglie che un ricordo di lasagne, dall’eleganza che non si dimentica.

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Le ali di razza planano nell’eclettismo della salsa ai capperi screziata di salmoriglio ed agrodolce di cipolla di Castrofilippo. La riedizione del pescato sostenibile che trova slanci coinvolgenti nei sentori mitteleuropei.

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Il rigore ed il classicismo del finacier ispirano un dessert costellato di estro e sensibilità artistica: noci pecan dei colli agrigentini, spezie dolci, cioccolato Dulcey, succosità esperidate e aria di mandorla in un caleidoscopio di trame sensuali.

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Anche stasera, lo Chef Alessandro Ravanà e Giuseppe Cipolla vi aspettano per una nuova cena conviviale al PIANO PRIMO, sempre al ristorante IL SALMORIGLIO a Porto Empedocle, dove la passione è il primo ingrediente manifesto di ogni portata.

Alessandro Ravanà e Bonetta Dell’Oglio celebrano il #lussonaturale

La convivialità di una serata che ha ristabilito i paradigmi dell’autenticità dell’Alta Cucina, celebrando il foraging e la sostenibilità, l’esaltazione  degli ingredienti stagionali e di prossimità e che diventa ambasciatrice di biodiversità, antropologia, arte ed emblematica bellezza.

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Bellezza, intesa come armonia estetica e sensoriale, come rispetto dell’espressività enologica senza sofisticazioni e dell’evoluzione, che rende i sorsi distinti e rappresentativi dell’hic et nunc.

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L’irripetibilità, l’opera unica, il valore dell’esclusività, che si coglie in assaggi stagionali, in annate di manifesta eloquenza, come il 2016 per il Moscato di Giuseppe Cipolla, che ha intrapreso un percorso di viticoltura che è più un accompagnamento alla crescita delle sue viti nella libera morfologia di alberello, assecondando l’ascesa al sole dei tralci ed adattandosi all’imprevedibilità. Giuseppe Cipolla ha puntato sui  vitigni autoctoni come il Nero d’Avola, il Nerello Mascalese, il Catarratto, l’Inzolia ed il Moscato d’Alessandria, vinificando artigianalmente le uve delle singole particelle in purezza o in blend, sperimentando l’ancestralità e l’affinamento in anfora. Ne risultano vini sentimentali, audaci e sfacciati, carismatici e illuminanti, esuberanti ed indomiti o cangianti ed eleganti elisir che sono ancora in evoluzione ed in fase sperimentale.

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a destra, Giuseppe Cipolla

Al momento la produzione di Giuseppe Cipolla è destinata allo studio e alle degustazioni private, il progetto aziendale nasce in contrada Passofonduto, in agro di Campofranco, tra Caltanissetta ed Agrigento, in territorio collinare che domina da est il fiume Platani, ricco di suoli gessosi destinati al pascolo e dove si estende un bosco di pini ed eucalipti. Nel più totale rispetto della natura dei luoghi e del suolo, in un ecosistema integrato di erbe aromatiche, piante spontanee, cereali antichi, uliveti e frutteti.

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Arancina al nero di seppia con ricotta agrumata, frascatula come fosse una panella e la sfincia di baccalà al caramello di pomodoro hanno accolto i sorrisi ed i primi brindisi augurali della serata del quattordici marzo scorso. Lo Chef Alessandro Ravanà, coadiuvato dalla professionalità dallo Staff e dalla polifonica eleganza in sala orchestrata dalla direzione di Alessandra Zambuto, ha intrattenuto gli ospiti ed i cronisti di settore, aprendo il ristorante Il Salmoriglio di Porto Empedocle a nuove edizioni di certamen culturali sull’arte e l’enogastronomia, approfondendo le unicità di un territorio che da millenni è fucina di contaminazioni e laboratorio d’integrazione.

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Un menù corale, svolto nel ritmo del desiderio di confronto e dell’epifania di sapori assoluti ed identitari, come la granita di senape spontanea – wasabi siciliano – abbinata alle alici, a memento che il continente Sicilia custodisce infinite risorse da esplorare e da rivalutare attraverso la tecnica, la creatività e la magistrale interpretazione, come testimonia Chef Bonetta Dell’Oglio.

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Il carciofo del primo maggio dello Chef Ravanà ha donato all’assaggio la gioia delle grigliate di primavera, attraverso le due cotture di carciofo, la salsa salmoriglio al limone salato fermentato e la mineralità della bottarga e della ciniri di formaggio di capra girgentana.

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Ancora bellezza, ancora esaltazione artistica nel rimando continuo dell’artigianalità di gusto ed elementi in divenire, che attraverso la progettualità e l’abilità sartoriale di Alessandro Di Rosa, si fondono nelle stoviglie Thalass. Un emblematico evocare il mare, nel nome di un concept stilistico di complementi d’arredo e piatti che veicolano attraverso allusive trasparenze, intarsi, cromìe e volumi, il sapore e le fragranze, complessate dalla tattilità, che amplificano la sensorialità a tavola.

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da sinistra, Alessandro Ravanà, Giuseppe Cipolla, Bonetta Dell’Oglio ed Alessandro Di Rosa

 

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Alessandro Ravanà, Minestra di seppie, crema di piselli e favette con finocchietto e Ragusano “racconto dei pescatori di Vigata”

 

Territorialità e tecnica senza confini

Attraverso scelte stilistiche che illustrano la letteratura delle ricette codificate nella memoria contadina e della marineria, lo Chef Alessandro Ravanà narra nei menù del ristorante Il Salmoriglio a Porto Empedocle, i sapori ambasciatori dei luoghi che per eloquenza archeologica, paesaggistica, naturalistica, letteraria ed enogastronomica non sono secondi ad altre realtà siciliane più celebrate.

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Alessandro Ravanà
pesce bianco come fosse uno sfincione, cipolla Paglina di Castrofilippo, pomodoro Siccagnu,
su crema di pane e acciughe.

Sensibilità artistica che trova espressività nella valorizzazione della biodiversità

Chef Bonetta Dell’Oglio divulga l’etica e la ricerca delle materie stagionali, perpetuando la consapevolezza che l’espressione delle contaminazioni e delle dominazioni siciliane ha nei sapori il più efficace vettore culturale. Nel dessert presentato, il manifesto della sua campagna in tutela della biodiversità di una specie minacciata dai mutamenti climatici e dall’inquinamento, che insieme ad Arturo Genduso e Carlo Amodeo ha salvato dall’estinzione, l’ape Nera sicula.

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Bonetta dell’Oglio, “Pane e latte come da bambini”: un’infusione del favo nel latte, che si trasforma in spuma al sifone, brunoise di pane di grano Russello, distillato di miele, polline e fiori di borragine e di pesco glassati.

Un evento che ha trasmesso messaggi etici e di riflessione, di cui ciascun partecipante è diventato ambasciatore, una cena che ha celebrato il vero lusso, nell’autenticità della natura e dei suoi interpreti illuminati. Un invito a sfogliare le nuove antologie del ristorante Il Salmoriglio a Porto Empedocle, Agrigento.

 

 

Torna Camporeale Days: dal 5 al 7 ottobre degustazioni, masterclass e visite guidate

Tre giorni dedicati alle eccellenze del territorio: venerdì 5, sabato 6 e domenica 7 ottobre, all’interno del Baglio e del Palazzo del Principe, torna Camporeale Days, organizzata dall’Associazione Turistica Pro Loco Camporeale, con il patrocinio del Comune.

Nata per valorizzare e promuovere le risorse enogastronomiche, artistiche, artigianali e turistiche della zona.

Un’ occasione per conoscere il ricco territorio dell’Alto Belice, che si estende a sud di Palermo, verso l’interno dell’Isola. E quest’anno la manifestazione si arricchisce di un giorno, facendo passare da due a tre le giornate dedicate al meglio delle produzioni locali. Un programma fitto di visite guidate, degustazioni, workshop, cooking show, che si alterneranno con una mostra di moto e auto d’epoca, spettacoli di musica dal vivo e numerose altre iniziative.

La manifestazione è rivolta a tutti coloro i quali siano alla ricerca di produzioni agroalimentari e artigianali di nicchia, agli appassionati del turismo sostenibile e dei metodi di produzione tradizionali, biologici e salutari, a giornalisti e operatori del settore. Nel villaggio espositivo allestito lungo il corso principale del paese e all’interno del Baglio del Palazzo del Principe, si potranno degustare vini e altri prodotti gastronomici.

Uno dei momenti clou della manifestazione sarà l’approfondimento tematico dei workshop su vino e cibo, inoltre il programma prevede visite guidate alle aziende con bus navetta, degustazione e vendita di vini e prodotti tipici, mostre di prodotti artigianali e ancora visite guidate ad alcuni dei monumenti e palazzi più importanti del paese come il Palazzo del Principe, il Museo Camporeale e il Santuario della Madonna dei Peccatori.

Venerdì 5 ottobre, alle 11.30, a Camporeale sarà presentata l’Enoteca “Del Baglio” che l’Amministrazione comunale ha concesso in comodato d’uso per la gestione all’Associazione Turistica Pro Loco Camporeale e che diventerà Ufficio di Informazione e Accoglienza ai turisti riconosciuto dall’Assessorato Regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo e si occuperà di promuovere e valorizzare lungo tutto l’arco dell’anno le produzioni enologiche ed agroalimentari del territorio dell’Alto Belice.

Il programma completo della manifestazione è consultabile su https://www.camporealeday.it/programma/